Dell’autunno

Dell’autunno amo i colori, i toni caldi del primo albero ad ingiallire mentre i suoi rami sono scossi dal vento inquieto.

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E amo le foglie tenaci che arrossano i muri, abbarbicate come speranze eterne.

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E le foglie cadute, piccole meraviglie avventurose.

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E quelle leggere che intatte si posano sulla strada e si lasciano sollevare dal soffio del destino.

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Dell’autunno amo i profumi e i sapori, una passeggiata al Mercato Orientale dona tutte le preziosità di questa stagione dai toni dorati.
E sono pannocchie gialle e lucenti.

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E zucche screziate di verde e d’arancio.

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E fichi d’India succosi e densi di sole, si assaporano già sul finire dell’estate ma l’autunno è il loro trionfo.

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E poi i funghi odorosi e deliziosi.

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Io non ho l’abitudine di acquistarli, mi piace trovarli così, nel bosco.

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Aroma di autunno, profumo inconfondibile ed impagabile.

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Dell’autunno amo le castagne.
E quando ero ragazzina mi piaceva comprarmi un cartoccio di caldarroste, poi per sbucciarle mi ritrovavo con le mani tutte nere ma la questione, nel complesso, era poesia pura.
Una delle gioie vere della vita, a dir poco.

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L’autunno è uva dolce e pampini.

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E in certi quartieri questa stagione veste le piazze e le vie con i suoi colori intensi, al Carmine è il tempo del giuggiolo e dei suoi piccoli doni.

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Ed è anche il tempo del melograno proteso verso l’azzurro.

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Questo albero temerario si affaccia da un giardino, dondola sulla creuza con i suoi rami carichi di frutti.
In tono con le case, una magia.

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E un altro melograno ravviva un tratto di Via Pagano Doria, sono rimasta a guardare a lungo la sua prepotente bellezza.

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Dell’autunno amo le sfumature delicate ed intense.
E una porta.
E una persiana e i vasetti di coccio.
E un cestino appeso ad una corda.

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E un rampicante avvinghiato alla ringhiera.
Le foglie ingiallite, il mare sullo sfondo, il cielo terso.

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Dell’autunno amo profumi, colori e atmosfere.
E il cielo che si veste di oro e d’arancio, nell’intensità delle sere d’autunno.

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Tra i banchi del Mercato Orientale

Negozi di lusso, piccole botteghe, bei locali dove gustare una deliziosa merenda.
Ancora non vi ho portato al Mercato Orientale: signori, prendete le vostre borse delle spesa, oggi si va a far compere!
Che dite? Siete perplessi? In qualunque città c’è un mercato, questo è vero, avete ragione.
Il Mercato Orientale è una sorta di pietra miliare della storia di Genova, venne inaugurato nel lontano 1899, venivano qui le nostre nonne con le loro ceste per comprare le cose buone da mettere sulla tavola.
Guardate, c’era un certo viavai nella parte alta di Via XX Settembre, il mercato è poco distante!
Chissà quante di queste massaie erano dirette laggiù!

Via XX Settembre

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E in luminoso giorno di maggio, nell’entusiasmo generale, ci fu l’inaugurazione.
Oh, avreste dovuto esserci!
Alla presenza delle fiere autorità cittadine si tenne l’esposizione di Fiori, Ortaggi, Avicoltura e concimi chimici come si legge su questa bella cartolina commemorativa che appartiene al mio caro amico Eugenio Terzo.

Cartolina Commemorativa

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

L’antico Mercato costruito laddove era il Chiostro della Chiesa della Consolazione, queste immagini sono la memoria storica del nostro passato, ci ricordano chi eravamo e cosa siamo diventati.
Una bimba con il vestito di pizzo si guarda attorno, forse fra quelle signore c’è la sua mamma.
Uno scatto dal passato che appartiene al collezionista Stefano Finauri.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Il Mercato Orientale ancora oggi è una meta cara ai genovesi: si viene qui per rifornire la dispensa, non c’è nulla che non possiate trovate qui.
Ci sono macellai e trippai, fruttivendoli e fornai, mercerie e fiorai.

Via XX Settembre Mercato Orientale

Rucola e origano, lavanda e timo, abbondano i vasetti di piante aromatiche.

Erbe aromatiche

E allora entriamo, credetemi non è stato semplice scattare queste immagini, c’è sempre tanta gente tra i banchi del mercato coperto che si trova nel cuore della città.

Mercato Orientale

E facciamo tutto il giro, è una piacevole passeggiata.

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C’è un piano terra e un piano superiore.

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Profumi, colori e abbondanza.
I banchi del Mercato Orientale offrono veramente ogni ben di Dio, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

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Attendete il vostro turno, mi raccomando!

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E se per caso avete scordato a casa la lista della spesa forse guardandovi intorno vi verrà in mente cosa avete dimenticato.

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Qui si trovano noci, spezie e funghi secchi ed anche certa frutta esotica abbastanza particolare.

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E tutti fanno la spesa, cercano la frutta migliore, il pesce più fresco, la carne più tenera.
Io vengo qui a guardare i banchi, a volte.
Osservo, scatto qualche foto, mi perdo a osservare le esposizioni che sono sempre belle e scenografiche.

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Eh, c’è chi si incanta davanti alle gioiellerie ma volete mettere la meraviglia delle cassette di frutta? I meloni tondi e succosi, arriverà il caldo e verrà il tempo di portarli in tavola insieme a delle belle fette di prosciutto crudo.

Meloni

Le carote e i finocchi, i peperoni rossi e gialli, le insalate di ogni genere, un tripudio di colori e un’esplosione di inimitabile bellezza per un pinzimonio fresco e gustoso.

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E ricca e generosa è la natura, i frutti della terra sono numerosi e tutti diversi.
Gironzolando per il Mercato Orientale, tra le primizie e le tante bontà.

Verdura

Le ceste ricolme di aglio.

Aglio

L’aneto, l’anice, il girasole, il cumino, il sesamo, il coriandolo e il prezzemolo.

Spezie

La noce moscata, il garofano, il pepe nero e rosa.

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I colori caldi delle spezie.

Pepe

A spasso per il Mercato Orientale, le orate e i branzini sono esposti su un letto di ghiaccio.

Orate e Branzini

E qui si trovano anche certe delizie per le serate speciali!

Banco del pesce

E poi ancora i pomodori sodi e maturi da mettere nelle insalate.

Pomodori

Verde, arancio, bianco, colore ed allegria.

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Ceste con i mazzi di asparagi che paiono fiori,  lo splendore del Mercato Orientale è nella sua varietà e nell’abbondanza.

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I fiori di primavera, come le margherite da mettere sui terrazzi e sui balconi.

Margherite

Veniamo ancora qui a fare la spesa.
Veniamo ancora qui, tra le cassette di frutta e i banchi del pesce.
In altri tempi e in altri anni qui c’erano le nostre nonne, portavano gonnelloni pesanti e spessi grembiali.
Era il 1899, anno nel quale venne inagurato il nostro glorioso Mercato Orientale.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri