Strada Nuova, dove un tempo si camminava sui ciottoli

Il medesimo ha fatto la Strada Nuova di Genova, con tanti palazzi, fatti con suo disegno alla moderna, che molti affermano in niunt’altra città d’Italia trovarsi una strada più di questa magnifica e grande né più ripiena di ricchissimi palazzi, stati fatti da que’ signori a persuasione e con ordine di Galeazzo; al quale confessano tutti avere obbligo grandissimo, poiché è stato inventore ed esecutore di opere, che quanto agli edifizj, rendono senza comparazione la loro città molto più magnifica e grande, ch’ella non era.

Giorgio Vasari, Vite dei più eccellenti scultori ed architetti

Così scrisse Giorgio Vasari, per celebrare la grandezza di Galeazzo Alessi e la sua opera, la realizzazione di alcuni dei palazzi della via più splendida e magnificente di Genova.
La Via Aurea, Strada Nuova oggi intitolata a Giuseppe Garibaldi.

La via dei Musei e dei palazzi nobiliari che  vennero costruiti tra il 1558 e il 1584, fanno eccezione Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e il Palazzo delle Torrette  che vennero eretti in epoche successive.
In questa zona anticamente avevano casa e bottega molti artigiani e agricoltori.
I caruggi che partono dalla Maddalena e terminano in Via Garibaldi prima che questa strada venisse edificata si inerpicavano su in alto,  verso il Colle di Monte Albano, il nome che un tempo aveva il quartiere di Castelletto.
Qui si trovavano i lupanari della città, con tanto di cancelli al di là dei quali si svolgeva un certo mestiere, con un Podestà che presiedeva all’amministrazione del luogo e al rispetto di certe regolamentazioni.
E sì, venivano anche pagate delle apposite gabelle, stabilite per legge nel 1418.
Ma qui, in questa zona, si progettava questa strada magnificente e bella e così il quartiere di Monte Albano con le sue casupole venne spianato e le ragazze che vi lavoravano andarono a esercitare il proprio mestiere in altri caruggi della città vecchia.
E qui sorsero i palazzi dei quali parla il Vasari.

Una strada da guardare con sguardo trasognato e sognante.

Ogni facciata lascia l’osservatore ammutolito.

Ogni finestra suscita un pensiero.

Ogni portone appaga il nostro desiderio di bellezza.

L’osservatore non può stancarsi dall’ammirarne la ricchezza e la magnificenza, così scriveva un anonimo che vistò Genova nel 1818 e che ci ha lasciato memoria delle proprie impressioni.
I cortili dei palazzi.

Le prospettive inimitabili.

Le luci, le ombre.

I palazzi di Strada Nuova appartengono al sistema dei Rolli, elenchi che comprendevano le dimore nobiliari destinate alle visite di stato ai tempi della Repubblica.
E per l’inestimabile valore dei suoi edifici, Via Garibaldi è patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
Se alzate lo sguardo capirete, questa è una strada da sindrome di Stendhal.

Tuttavia, da qualche tempo, coloro che passano in Via Garibaldi volgono lo sguardo verso il basso.
In occasione di alcuni lavori per la sostituzione di alcune utenze la strada rinascimentale si è trasformata in un cantiere, con grande dispiacere di tutti i genovesi, bisogna dirlo!
E’ stata rimossa la pavimentazione e la polvere dei secoli ha restituito la pavimentazione originaria.
I ciottoli del ‘500, davanti a Palazzo Rosso.

Ho visto un’archeologa che con gli attrezzi del suo mestiere e con pazienza infinita riportava alla luce una pietra dopo l’altra.

E i giorni sono trascorsi, il tratto di strada rinascimentale è discretamente lungo.

E si parla di tenere a vista l‘acciottolato, ponendovi sopra un vetro, in maniera che si possa godere ancora, nei giorni a venire, di questa splendida scoperta.
E sapete, tutto ciò non rientra nelle mie competenze, riguardo a quanto riferito dai tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali in merito a questo ritrovamento  vi rimando a  questa pagina del sito del Comune di Genova, dove troverete tutte le spiegazioni del caso.
Io mi limito a guardare, con lo sguardo trasognato e sognante, le pietre di Strada Nuova.
E ormai mi conoscete, ciottoli e mattoni.
E chissà, saranno stati calpestati dalle ragazze di Monte Albano, questo è certo!

E così ogni volta che sono in zona mi soffermo a guardare.
Alcuni passano oltre, gettano uno sguardo distratto e proseguono per il loro cammino ma tanti si fermano.
Sono solo pietre?
Queste sono le pietre di Zena, ciottoli e mattoni del passato.
E sì, desidero che Via Garibaldi torni splendente e luminosa, su questo non ci sono dubbi.
Ma intanto guardo i ciottoli, non siamo più abituati a sorprenderci, eppure talvolta accade, anche in questi tempi così aridi di sogni.

Un patrimonio da tutelare, nel rispetto dello splendore di questa strada che deve tornare al suo fasto, c’è una ricchezza che ci è stata restitutita, tra i magnifici palazzi di Strada Nuova.
Torneranno i giochi di luce, torneranno le passeggiate notturne nella strada più bella di Genova.
La via Aurea, Strada Nuova, Via Garibaldi.
Dove un tempo si camminava sui ciottoli.