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Posts Tagged ‘Natale’

Il taglio degli occhi, dicono sempre tutti che è proprio uguale a quello di nonna.
Le attitudini di alcuni di noi a volte stupefacenti.
Ad esempio, nessuno in famiglia aveva mai dimostrato le inclinazioni creative di lui e questa è stata in un certo senso una piacevole sorpresa.
La più tranquilla di casa, sempre lei.
Timida, silenziosa, anche da bambina durante i pranzi di famiglia parlava poco e se ne stava sulla sua sedia dondolando le gambe avanti e indietro.
I discorsi, gli aneddoti memorabili del nonno.
La foto di gruppo, passano gli anni e piano piano cambiano i protagonisti oppure quelli che prima erano bimbetti adesso sono irrimediabilmente adulti.
E c’è sempre un posto vuoto o magari anche più di uno, accade in ogni famiglia.
Dopo le molte portate poi i più giovani non vedono l’ora di schizzare via per incontrare i loro amici: succedeva ieri e succede ancora adesso, è sempre così.
E gli altri invece se ne andranno tutti insieme a fare una passeggiata, dopo certi elaborati manicaretti è proprio quello che ci vuole e anche questa è ormai una tradizione.
Ognuno con il suo passo, ognuno alla propria velocità e poi magari ci si ferma ad aspettare quelli che camminano più piano.
E poi si continua il percorso, tutti insieme.
Accade così, in una famiglia.

Celle Ligure

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Ed è il tempo di dirvi buon Natale, questi sono i miei auguri per voi.
Per me è anche un’occasione per ringraziare tutti voi lettori della vostra partecipazione, del vostro entusiasmo e dei vostri continui apprezzamenti.
Sotto l’albero vi auguro di trovare gioia e serenità, giorni felici, nuovi stupori, tanti sorrisi e vera bellezza nelle vostre vite.
Buon Natale a tutti voi da Miss Fletcher!

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Numerose sono le storie scolpite su questo edificio grandioso e ricco di simboli religiosi, ognuna di esse è da leggere con minuziosa attenzione, alcune sono in realtà più evidenti di altre e allora vi porto là, davanti alla magnificenza di San Lorenzo che fu consacrata nel 1118, sono trascorsi quasi 900 anni e la nostra cattedrale è ancora testimone della nostra storia.

Soffermatevi ad ammirare le figure che decorano lo stipite sinistro del portale principale, abili mani di artista hanno scolpito le vicende della venuta al mondo di Gesù e della sua prima infanzia.

Inizia così la storia che segnò il cammino degli uomini, con l’Annunciazione della nascita del Figlio di Dio.

E come ricorderete, a seguito di questo evento Maria si recherà dalla sua parente Elisabetta, colei che diventerà madre di San Giovanni Battista.

Vegliato dagli angeli verrà alla luce il piccolo Gesù.

E al cospetto di Lui giungeranno i Re Magi che recano i doni per la sua nascita.

A seguire è rappresentata la presentazione al tempio.

Lui è solo un bambino ma è temuto ed osteggiato, Erode ordina la strage degli innocenti ed è drammatica la scultura che rappresenta questa vicenda narrata nel Vangelo.

E infine la Sacra Famiglia cerca la via della salvezza con la fuga in Egitto.

Nel tempo del Natale è il momento di soffermarsi ad osservare questi episodi della vita di Cristo, sono scolpiti con maestria sul portale della Cattedrale di San Lorenzo.

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Il regalo più bello

Qual è per voi il regalo più bello?
Io penso da sempre che un dono per essere speciale debba raccontare molto dell’affetto che intercorre tra chi lo fa e chi lo riceve.
Un regalo deve avere le sue parole: pensavo a te.
Sapevo che questo era uno dei tuoi desideri ed ecco, questo è proprio per te.
I regali per me non devono essere per forza molto costosi, non vanno scelti di fretta e neanche svogliatamente, come se fosse un obbligo.
A dire il vero è quasi più bello fare i regali che riceverli, la pensate anche voi così?
Un libro, ad esempio, è sempre un punto di unione tra due persone.
E magari può essere il romanzo che hai tanto amato scritto dall’autore che prediligi e regalare proprio quel volume significa condividere un’emozione o un sussulto.
Guarda qua, i protagonisti di questa storia sono amici miei, proprio come lo sei tu: te li presento.
E infatti io non so quante volte ho regalato uno dei miei romanzi preferiti: Tre uomini in barca (per non parlar del cane) di J. K. Jerome.
E in quel caso ho condiviso risate, umorismo, aneddoti memorabili che amo rileggere spesso.
Certo, devi sapere che la persona prescelta apprezzerà il libro che intendi donarle, però non è poi così difficile conoscere le inclinazioni delle persone che amiamo.

Il regalo più bello rimane come la memoria di un momento speciale, può essere il simbolo di un’amicizia o di un legame.
E questo accade quando una persona gentile magari vi dona qualcosa che ha preparato con le sue mani: un dolce, una conserva, un oggetto cucito e confezionato proprio per voi.
In quel caso insieme al regalo riceverete anche il tempo dedicato a pensarlo e a realizzarlo, la pazienza e la dedizione necessarie per portarlo a termine.
Il regalo più bello è quello che hai tanto desiderato e magari non hai mai avuto modo di comprartelo per diversi motivi.
Poi un giorno lo trovi impacchettato e finalmente ciò che a lungo tempo è stato nei tuoi pensieri ti appartiene.
Il regalo più bello è anche quello che hai elencato nella tua letterina natalizia con la speranza di vederlo arrivare sotto l’albero.
E forse il tuo desiderio sarà esaudito e quel regalo lì resterà per sempre caro anche dopo molto tempo.
Mesi fa, ad un mercatino, mi è capitato di vedere una valigia piena di bambole.
Se ne stavano tutte insieme, con le loro guance rosee, con gli occhi spalancati e le ciglia lunghe, con quei capelli che era ben difficile pettinare.
E ho pensato alle bambine che hanno posseduto queste bambole.
Le avranno trovate in una scatola chiusa da un grande fiocco e poi avranno fatto un lungo tratto di strada insieme, succede sempre così.
Poi, per le misteriose vie del destino, queste piccole amiche sono finite esposte insieme agli oggetti vintage e noi non possiamo sapere come sia accaduto.
Di una cosa però io sono certa: quello deve essere proprio stato uno dei regali più belli.

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Un attimo prima che scenda la sera si accendono le luci della ruota panoramica che offre ai visitatori vedute imprendibili di Genova dall’alto.

E là, al Porto Antico, è un Natale di bagliori di oro e di palline grandi e luccicanti.

Un albero di luci splendenti davanti al mare.

E anche gli adulti si divertono come i bambini, a volte.

C’è quello stupore lì, le luci di Natale al Porto Antico.

Mentre piano cala la sera.

E non vorresti essere in nessun altro luogo, anche se il freddo sa essere davvero pungente a dicembre.

Non è il solo albero che rischiarare queste feste genovesi, poco distante c’è anche questo.

E in una città di mare le luci del porto si fondono con le luci di Natale mentre l’orizzonte si colora d’arancio.

E sono diverse sfumature di blu a noi molto care.

In una sera di dicembre fredda e ventosa per qualche istante mi sono ritrovata da sola all’Isola delle Chiatte, non c’era davvero nessuno.
C’ero io, c’era il canto del mare e c’erano i colori di una sera genovese.

E quei riflessi magnifici sull’acqua, un gioco evanescente di luci.

Dall’alto lo si vede così, con il suo scintillio brillante.

È così luminoso il Natale al Porto Antico ed io voglio dedicare queste immagini ai genovesi lontani e a coloro che amano la Superba senza esserci nati, so che tra i miei lettori ci sono molti genovesi che vivono in altre città o in altre nazioni, molti di loro torneranno per le festività e potranno vedere con i loro occhi questo incanto di luci radiose.

Altri forse guarderanno Genova da lontano e la terranno comunque nel cuore, con quel ma se ghe pensu che è un tratto distintivo di noi che siamo nati davanti a questo mare.
E a loro dedico anche le parole di uno scrittore che amo molto, raccontano il nostro senso di appartenenza ai nostri luoghi che restano nostri anche se siamo distanti.
È casa, è Genova, nel tempo del Natale.

Per quanto si giri il mondo c’è sempre un posto che è la nostra vera casa, persino l’uccello migratore ha un luogo dove torna sempre.
Hans Christian Andersen

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Nel tempo dei presepi e in questi giorni vicini al Natale vi porto ancora nella Chiesa di San Siro che un tempo fu cattedrale della città.
Là, tra gli ori e le immagini sacre, troverete una splendida rappresentazione della Natività.

Il dipinto è opera di un pittore di nome Cristoforo Roncalli vissuto tra la seconda metà del ‘500 e gli inizi del ‘600.
Scrive di lui Raffaele Soprani nel suo testo Vite de pittori, scultori e architetti genovesi e narra che questo pregiato artista era nativo di un borgo toscano detto delle Pomarance e da questa località egli prese il suo nome, a tutti era noto come il Pomarancio e il suo pseudonimo per me è già poesia.
Il Pomarancio dipinse opere importanti in diverse chiese di Roma e proprio in quella città conobbe il Marchese Vincenzo Giustiniani ed è sempre Soprani a scrivere che il nobile genovese volle fare un giro d’Italia alla scoperta delle bellezze artistiche e volle essere accompagnato proprio dal Pomarancio.
E così lo condusse anche nella Superba dove il pittore incontrò il Marchese Giacomo Lomellini che gli commissionò questo dipinto per la Cappella della sua nobile famiglia.

Il presepe dipinto dal Pomarancio è un capolavoro di grazia, angeli e putti annunciano la venuta di Gesù, dal cielo assistono alla sua nascita.

Ed è rischiarata da una luce salvifica l’immagine della Sacra Famiglia.

La cappella è arricchita dagli intarsi di Giuseppe Carlone, nella chiesa c’è una legenda che spiega come questo altare sia impreziosito da corniola, ametista, diaspro rosso e lapislazzuli, alla base della grande Croce c’è un calvario di pirite e due magnifici angeli reggono con grazia l’altare.

È un presepe genovese in una delle più belle chiese della Superba e potete ammirarlo in ogni periodo dell’anno.
È l’opera di un valente pittore che giunse a Genova molti anni fa.

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Accade in questo modo, la musica continua, la musica non si ferma mai.
Ed è uno dei suoi poteri, la musica sa rimanere in un tempo definito e anche farti ritornare a giorni che hai già vissuto.
Quindi.
Succede così.
Rewind.
Hai presente quando incontri qualcuno che non vedevi da un certo numero di anni?
E lo ritrovi, magari un po’ cambiato, naturalmente.
Eppure è sempre lui, potresti non riconoscerlo?
Figurati, siamo diventati adulti entrambi ma la faccia è sempre quella e anche la sua voce non è mutata.
E poi certa musica non si ferma mai, lo sapete pure voi.
L’hai ascoltata in quel tempo in cui ti piaceva tutto e il contrario di tutto: il chiodo, le Dr Martens e anche la cartella di Naj Oleari, io quella non l’ho mai posseduta.
Le calze a losanghe invece no, non mi sono mai piaciute.
E le giacche con le spalline, adesso non ce le metteremmo più.
I capelli a crestina, io li ho avuti.
E usavo un sacco di gel all’epoca.
E a Capodanno mi mettevo le antenne sulla testa.
Sicuramente ne ho già scritto in passato, era un cerchietto con due molle al termine delle quali c’erano due sferette colorate.
Poi si è rotto e l’ho buttato via.
Quindi.
Rewind.
Succede così.
Ci si mette meno di un istante a ritornare a quel tempo lì.
E la spiaggia e la piscina di Club Tropicana, accidenti.
E il ritmo di canzoni ballate centinaia di volte in discoteca, accidenti.
E la mia canzone di Natale, non sto neanche a riscriverne, guardate, intanto è ovvio, è quella.
E dove sarà mai andato a finire tutto quel tempo che sembra così vicino ed è invece così distante?
Succede così.
Una nota.
Rewind.
Tra l’altro questo 2016 è stato crudele con quelli della mia generazione, un amico che sa parlare di musica meglio di chiunque altro ha scritto le parole giuste.
Rewind.
E poi quando c’erano gli amori che finivano male avevamo quella canzone malinconica da ascoltare.
Una, due, dieci volte.
Ed era sua, naturalmente.
E anche se allora eravamo molto più giovani e ingenui già lo sapevamo, la musica non si ferma mai.
Anche la tua, continua a ritornarmi in mente.
Una, due, dieci volte.
La musica no, la musica non si ferma mai.
Ciao, George.

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Il tempo delle feste ha portato una bella novità al Porto Antico: una ruota panoramica dalla quale ammirare le bellezze delle Superba.

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Davanti al mare, dove volano i gabbiani.

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E uno di loro si posa e vigila attento, proprio accanto alla ruota panoramica.

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A pensarci, mi sembra sempre strano.
Non c’era nulla di tutto questo, un tempo.
Non c’erano le panchine, il negozio di libri, le gelaterie, le passeggiate davanti al tramonto.
C’era solo un cancello a separare noi dal nostro mare e dal nostro cielo.

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Ora questo luogo è tornato ad essere nostro ed è come se ci fosse sempre stato, l’ho già scritto e non mi stancherò mai di ripeterlo.
Scintilla l’albero di Natale e l’acqua calma diviene il suo specchio.

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Verso sera, quando il cielo si tinge di rosa.

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E quando il sole riveste di sfumature ambrate la superficie del mare.

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Un bagliore d’argento, al tramonto.

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E una luce nuova, un nuovo gioco di colori.

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E ancora si cammina, fin laggiù.
Tra barche, vele, bagliori di lampioni e parole che si confondono nel vento.

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E lo sguardo ancora ritrova lei, simbolo di una città posata sul suo mare.

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E tutto ancora brilla, nei giorni di dicembre.
Di rosa, di oro, di suggestioni suffuse.

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Sono le luci di dicembre.
Luci di mare e di porto, di luoghi vissuti e condivisi, di una storia antica e sempre nuova, di una ruota che gira proprio davanti a quel mare.
Luci di Genova e di Natale.

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Ecco il tempo degli auguri, ecco il mio albero di Natale.

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E sì, ci sono sempre i soliti tipetti sui rami del mio abete.

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Ogni Natale aggiungo una pallina, un fiocco, una nuova bellezza in armonia con le altre.
Quest’anno ci ha pensato un’amica molto cara e nota per il suo gusto raffinato, è stata lei a regalarmi certe decorazioni trasparenti che brillano sotto le luci, grazie di cuore Viviana!

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E ci sono delicate farfalle posate sul mio albero.

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Pendono le palline di forme differenti, diverse gradazioni di oro e di rosso.
Natale, semplicemente.
Colorato, allegro, luccicante.

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Grazie a tutti voi per il vostro entusiasmo e la vostra continua partecipazione, questi sono i miei auguri per voi, con la speranza che questa festa porti davvero nuove gioie e serenità.
Buon Natale a tutti voi!

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Nel tempo delle feste le luci rischiarano la dimora dei Dogi, potrete ammirarle ogni sera fino a domenica 8 Gennaio: dalle 18 alle 22 Palazzo Ducale si accende con colori vividi e particolari, sono i toni vivaci della Pop Art, omaggio alla Mostra di Andy Warhol attualmente a Genova proprio al Ducale.

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Accompagnata da un sottofondo musicale piano piano prende corpo la magia del video mapping.

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Si velano di tinte acide i fregi e le colonne.

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E poi sfumano verso toni più freddi.

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Un intrigante spettacolo che attira gli sguardi.

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Un arcobaleno che si accende poco per volta davanti agli occhi degli spettatori.

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Un incanto di luce proiettato su uno dei simboli della nostra città, penso che questa sorprendente scenografia sarebbe piaciuta anche ai Dogi!

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Evanescenti iridescenze nel cuore della città.

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E poi lilla e verde acqua.

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Una successione di colori davvero stupefacente.

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E poi si rischiara.

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E il continuo gioco delle luci stupisce e sorprende.

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Un magnifico edificio che diviene splendente di colori per le feste natalizie di Genova.

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Nel nome di un genio del nostro tempo che con le sue opere è stato a suo modo rivoluzionario.

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E poi una luce chiara ancora inonda la facciata dell’edificio.

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E compare lei, la diva Marilyn immortalata da Warhol, il volto dell’icona del cinema viene più volte replicato come nel celebre ritratto dell’artista.

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Colori acidi e accesi vibrano nella sera di Genova.

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E poi ritorna ancora una nuova sfumatura, insolita, estrosa, inusuale.

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Dal rosa al lilla.

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E poi più vivace ancora.

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E giallo e verde psichedelico, Palazzo Ducale come non lo avete mai visto.

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Luce e movimento per imprevedibili effetti speciali.

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Giochi di stupefacenti prospettive per uno spettacolo offerto alla città e ai suoi visitatori, andate ad ammirarlo, merita davvero.

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La mostra dedicata ad Andy Warhol rimarrà a Palazzo Ducale fino al 26 Febbraio in un percorso che vi consentirà di scoprire i differenti linguaggi di un artista particolare che ha lasciato il segno nella nostra epoca.

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Il suo mondo di colori appare ogni sera ad illuminare la notte di Genova.

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