Atmosfere di Natale a Fontanigorda

Ed ecco poi il tempo del Natale a Fontanigorda, sono arrivata in un giorno di dicembre e in Piazza della Chiesa si preparava la bella atmosfera natalizia.

Tra le luci e le ombre di questa stagione, con l’aria è frizzantina e vivace, sotto a questo cielo azzurro e terso.
Insolita per me Fontanigorda con queste sfumature calde della fine dell’autunno.

E non mi sono fatta mancare il mio consueto giro del paese, si ritorna sempre nei luoghi cari e sempre con il sorriso.

E poi sulla strada che conduce al Bosco delle Fate, tra toni di rami spogli e promesse del vicino inverno.

Mentre i rami paiono intrecciarsi nella prospettiva del cielo.

Tra rocce e foglie cadute ecco la fontana con la Madonnina.

È un tempo prezioso e vero e ha la dolcezza dei ritmi della natura.

Tra nuvole, montagne, tetti spioventi e alberi che mutano colore.

E poi nella piccola piazza di Fontanigorda è allestito un suggestivo mercatino perfetto per un paesino così raccolto nell’abbraccio delle montagne.
Gli abitanti di Fontanigorda si sono dati da fare per offrire il meglio della valle e le tipicità del tempo del Natale ai visitatori e così per i prossimi due weekend troverete tante cose buone e belle per voi e per i vostri regali.
Non mancano le cose per i più piccini, un angolo dedicato alla moda, i vini per brindare al tempo nuovo che verrà.

E intanto anche il bosco sembra vestirsi a festa.

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Tra le tante bontà troverete i funghi e le delizie sott’olio di Isola, i dolci di Biasotti come i pandolci, i canestrelli, i baci di dama e i quadrelli di castagna.

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E poi le profumatissime mele della Val Trebbia.

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E le ottime composte.

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È questa l’atmosfera di Natale a Fontanigorda, ha i profumi e i sapori autentici della valle.

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Non mancano le creazioni artigianali scaturite da mani abili e fantasiose confezionate con entusiasmo e creatività.

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Profuma di buono l’odorosa lavanda.

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E c’è un mercatino di vecchie cose, oggetti vintage, libri e altre curiosità.

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È questa l’atmosfera di Natale a Fontanigorda: semplice, autentica e accogliente.

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Mentre piano scende la sera e si accendono le luci brillanti a rischiarare il tempo di dicembre: buon Natale a te, mia amata Fontanigorda.

Il presepe della Basilica di Santa Maria Immacolata

Non è una chiesa molto antica ma è comunque ricca di bellezze artistiche da ammirare: la Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti venne costruita nella seconda metà dell’Ottocento, ampia e magnificente racchiude diversi tesori come ad esempio il dipinto della Madonna del Rosario del Barabino al quale ho dedicato questo articolo in cui potete vedere anche altri scorci della chiesa.
Ricca di decorazioni, la Basilica di Santa Maria Immacolata è impreziosita da quadri e sculture di grande pregio ed è uno di quei luoghi dove amo ritornare.
E così, nel tempo del scorso Natale, trovai allestito un piccolo presepe che colpì la mia attenzione proprio per la sua assoluta semplicità.
In una fastosa chiesa ottocentesca forse ci si aspetterebbe una diversa rappresentazione della Natività.
E invece c’erano davvero poche figure: ecco un devoto pastore con le sue pecorelle e un angelo con le mani giunte in preghiera che volge il suo sguardo verso il Bambino Gesù adagiato nella paglia tra Giuseppe e Maria.
Così giunge al mondo il Redentore, sotto questa luce dorata.
E vi lascio con una sola fotografia e vi ricordo che questo articolo avrà un seguito: vi porterò ancora nella Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti davanti al suo suggestivo presepe.

Il presepe napoletano delle Suore Brignoline

L’antica tradizione del Presepe ancora vive nelle chiese e nei luoghi di preghiera e questo è il magnifico presepe allestito tra le mura della Casa Madre delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario.
Le suore dell’Ordine di Santa Virginia Centurione Bracelli, dette anche Brignoline, custodiscono nel loro convento questo presepe un tempo attribuito al Maragliano e alla sua scuola e in seguito riconosciuto invece come opera di Nicola Fumo, artista napoletano vissuto tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700.
Queste statue lignee un tempo appartennero al nobile Gio Francesco II Brignole Sale, era lui a volere che questo presepe fosse allestito a Palazzo Rosso.

Vive la consueta vita di ogni giorno la comunità che accoglie la nascita del Redentore sotto la luce calda della nostra Lanterna.

Presepe (2)

E si cammina verso il luogo dove Egli è venuto al mondo.

Presepe (3)

Recando doni per la Sua nascita.

Presepe (4)

Con una cesta colma di frutti e con la speranza negli occhi.

Presepe (5)

In devota preghiera.

Presepe (6)

Seguendo un lungo cammino e un sentiero.

Presepe (7)

E poi scende piano la notte e una falce di luna rischiara questo cielo.

Presepe (8)

E si accende le luce che illumina una piccola edicola davanti alla quale ci si raccoglie in preghiera, questo dettaglio ricorda certi angoli dei caruggi un tempo frequentati anche da Santa Virginia Centurione Bracelli.

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E taluni indossano abiti ricchi, di tessuti preziosi e finemente decorati.

Presepe (9)

È un presepe da ammirare nei dettagli per la moltitudine di minuziosi particolari che sono parte della sua bellezza.

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E l’attesa e il desiderio dell’incontro con il piccolo Gesù sono composti di fremente amore, di aspettativa e di autentico stupore che si colgono nelle espressioni di questi fedeli che si avvicinano alla capanna della Sacra Famiglia.

Presepe (11)

Uno accanto all’altro, vicini, in un cammino condiviso.

Presepe (12)

Avvicinandosi piano, con il cuore colmo di gratitudine.

Presepe (13)

E con la meraviglia negli occhi, nel giorno in cui si accoglie nel mondo il Figlio di Dio.

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Il Presepe delle Suore Brignoline è visitabile fino al 2 Febbraio dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00 nella Casa Madre sita in Viale Virginia Centurione Bracelli 13 nel quartiere di Marassi.
Là, nella quiete e nella pace del convento, una luce radiosa illumina la capanna dove nasce il piccolo Gesù.

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E brilla

Quando giungono certi languidi istanti dorati e tutti si affrettano verso la ringhiera per cogliere il chiarore dell’ora più rapida a svanire.
Sono così le magie della luce, sanno incantare i nostri occhi.
Ed è un’armonia di passi, braccia alzate e movimenti nel ritmo insolito di una danza leggera, potrebbe accompagnarlo una melodia di poche dolci note.
E il cielo si tinge d’arancio, il mare riflette la sua evanescenza e già brilla una stella in questa sera di dicembre al Porto Antico.

Una bambola molto speciale

Giù dal letto, di mattina presto.
Dopo aver passato tutta la notte a sognare e a sperare: chissà cosa porterà Gesù Bambino, non vedi l’ora di scoprire i tuoi regali sotto l’albero.
E poi ecco arrivare finalmente la mattina del 25 Dicembre.
Svelta, svelta, corri ad aprire i pacchetti!
Con la camicina da notte, i capelli arruffati e gli occhi colmi di gioioso stupore.
E là, sotto l’abete decorato con le candeline e le palline dai colori sgargianti il pacco più grande è per te, ha un fiocco sontuoso e a te batte forte forte il cuore mentre con le manine sposti la carta per scoprire il tuo dono di Natale.
E poi la mamma ti mette il vestitino bello, le calze al ginocchio e la rebecchina chiara.
Per un po’ te ne stai lì seduta sulla tua seggiolina con la tua bambola, lei è proprio come tu la volevi: ha il cappello di paglia, i ricci scuri come te, gi occhi grandi e le ciglia folte, i sandali con il passante, un vestitino dai colori pastello.
E poi diventerai grande e i giocattoli non ti interesseranno più ma lei conserverà un posto particolare nel tuo cuore e per te sarà sempre la tua bambola molto speciale, dolce ricordo del tuo Natale da bimba.

Le avventure di una forchettina

C’era una volta una forchettina d’argento che si annoiava.
Negli anni della sua giovinezza aveva avuto anche lei i suoi momenti di gloria, ancora ricordava con emozione quel giorno lontano in cui era stata donata come regalo di battesimo.
– Oh, che bella questa forchettina! – dicevano tutti – veramente deliziosa e raffinata!
E lei, tutta fiera di se stessa, si beava di quei graditi complimenti.
Erano passati molti anni da quel giorno e da allora la piccola ambiziosetta era andata a vivere su un tavolino di legno e sapete come vanno le cose del mondo?
Non è semplice andar d’accordo con tutti, in particolar modo se il tuo mondo è un tavolino!
E infatti la forchettina bisticciava di continuo con il coltello, lui era un tipo dalle battute taglienti e la prendeva sempre in giro.
A sedare gli animi ci pensava il cucchiaino che era piuttosto accomodante, il cucchiaino da zucchero era capace di addolcire anche i caratteri più difficili.
La forchettina però era in qualche modo inconsolabile: si sentiva trascurata e dimenticata.
La padrona di casa le passava accanto senza degnarla di uno sguardo, per non dire poi degli altri abitanti del tavolino, erano tutti dei tipi particolari.
Il ditale non la salutava nemmeno, il colino da tè era irrimediabilmente timido e non osava spiccicare parola, il portasigarette sapeva solo il francese e la lattiera era un’anima semplice e riservata.
Sospirava annoiata la forchettina ma un bel giorno si sentì afferrare all’improvviso da piccole mani bambine.
– Che succede? Aiutatemi! – Strillò la forchettina ma purtroppo nessuno la sentì.
La bimba che la stringeva tra le mani la rimirò bene e poi, non sapendo cosa farsene, la posò con distrazione tra i rami dell’albero di Natale.

– E ora cosa ci faccio qui? – Borbottò la forchettina.
Quell’albero era davvero un altro mondo: era un luccicchio di oro sfavillante, la forchettina ne era ammaliata.
Ogni sera poi le luci si accendevano e diffondevano un caldo chiarore tra i rami fitti, era veramente meraviglioso!
E per un certo periodo la forchettina fu persino felice di quella sua nuova sistemazione ma a lungo andare iniziò a provare una certa nostalgia: voleva tornare là, sul tavolino.
E si sorprese nel sentire la padrona di casa che la cercava:
– Ma quella forchettina d’argento dove è finita? È sempre stata qui, qualcuno di voi l’ha spostata?
La piccola posata smarrita intanto si sgolava invano e cercava di attirare l’attenzione.
Pensò anche di chiedere consiglio al cavallino ma lui non fece altro che dondolarsi avanti e indietro, nella più totale incertezza.

Intanto, sul tavolino, si diffuse la notizia della sparizione della forchettina.
La lattiera, materna e affabile, era in apprensione, persino il coltellino finì per ammettere che sentiva la mancanza della sua amica, la campanella tintinnava tra i singhiozzi tutta scossa per l’accaduto.
Nel frattempo la forchettina cercò di darsi da fare e pensò di chiedere aiuto al pavone ma quello si voltò dall’altra parte, fece la ruota e non si degnò di risponderle.

Non andò meglio con il trenino che pure si dichiarò disponibile a nuove esperienze e ad una momentanea trasferta sul tavolino.
Tentò la partenza per più di una volta ma non ci fu niente da fare, era impigliato al ramo dell’albero e non riuscì a liberarsi.

Il destino della forchettina pareva segnato ma il giorno della vigilia di Natale la padrona di casa vide tra gli aghi dell’abete la piccola posata e con pronta decisione l’afferrò esclamando:
– Ecco dove era finita! Ora la rimetto al suo posto!
E di nuovo la sistemò sul tavolino dove sempre era stata e dovevate vedere che feste le fecero tutti per il suo ritorno!
Persino il ditale salutò la forchettina, il portasigarette farfugliò qualcosa in francese e il coltellino se ne uscì fuori con una delle sue solite battute.
La forchettina era felice come non mai, ne aveva di cose da raccontare ai suoi amici ma la sua gioia più grande era proprio essere tornata là, dove tutti la conoscevano e dove sempre aveva vissuto.
E sapete come vanno le cose del mondo?
Alla fin fine, soprattutto a Natale, nessun posto è come la propria casa, anche se questa per taluni è soltanto un tavolino!

Il presepe della Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano

E torna, nel tempo di dicembre, il tempo dei presepi, così oggi vi porto con me e vi mostro un piccolo presepe raccolto che potrete ammirare nella Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano.
Il mondo minuto del Presepe è composto di un’umanità devota e semplice, si vive e si lavora attorno alla capanna dove viene alla luce Gesù.

E lo scenario di questa Natività è la Genova ottocentesca, sullo sfondo si distingue il Ponte di Carignano e sotto di esso si snodano quei caruggi non più esistenti come l’antica Via Madre di Dio, sono strade di popolo e di gente laboriosa.
Si nota bene anche la stessa Basilica che appunto ospita questo suggestivo presepe.

Si cammina, con il cuore colmo di emozione per accogliere il Figlio di Dio.

E c’è chi ha tra le braccia una fascina di legna, una donna invece porta con sé la cesta dei panni.

E c’è una contadina con le sue oche.

Gorgoglia l’acqua nel pozzo mentre il popolo operoso del presepe ripete ancora le proprie usanze quotidiane.

Ed è il tempo di Gesù nel tempo trascorso della nostra Genova.

In una delle chiese più fastose della città.

Là, tra luce e ombra, in una capanna di legno viene al mondo Gesù Bambino.

La famiglia

Il taglio degli occhi, dicono sempre tutti che è proprio uguale a quello di nonna.
Le attitudini di alcuni di noi a volte stupefacenti.
Ad esempio, nessuno in famiglia aveva mai dimostrato le inclinazioni creative di lui e questa è stata in un certo senso una piacevole sorpresa.
La più tranquilla di casa, sempre lei.
Timida, silenziosa, anche da bambina durante i pranzi di famiglia parlava poco e se ne stava sulla sua sedia dondolando le gambe avanti e indietro.
I discorsi, gli aneddoti memorabili del nonno.
La foto di gruppo, passano gli anni e piano piano cambiano i protagonisti oppure quelli che prima erano bimbetti adesso sono irrimediabilmente adulti.
E c’è sempre un posto vuoto o magari anche più di uno, accade in ogni famiglia.
Dopo le molte portate poi i più giovani non vedono l’ora di schizzare via per incontrare i loro amici: succedeva ieri e succede ancora adesso, è sempre così.
E gli altri invece se ne andranno tutti insieme a fare una passeggiata, dopo certi elaborati manicaretti è proprio quello che ci vuole e anche questa è ormai una tradizione.
Ognuno con il suo passo, ognuno alla propria velocità e poi magari ci si ferma ad aspettare quelli che camminano più piano.
E poi si continua il percorso, tutti insieme.
Accade così, in una famiglia.

Celle Ligure

Buon Natale a tutti!

Ed è il tempo di dirvi buon Natale, questi sono i miei auguri per voi.
Per me è anche un’occasione per ringraziare tutti voi lettori della vostra partecipazione, del vostro entusiasmo e dei vostri continui apprezzamenti.
Sotto l’albero vi auguro di trovare gioia e serenità, giorni felici, nuovi stupori, tanti sorrisi e vera bellezza nelle vostre vite.
Buon Natale a tutti voi da Miss Fletcher!