La petunia del deserto

Qui sul terrazzo, di volta in volta, arrivano nuovi ospiti e di recente ho acquistato diverse nuove piante, una in particolare mi ha colpita per le sue caratteristiche: il suo nome è ruellia e viene anche detta petunia del deserto.
Ha questi semplici fiori a campanella di colore viola.

E poi ha questo nome davvero poetico, non saprei trovarne uno più armonioso.

La petunia del deserto ha rami lunghi e foglie sottili e ha trovato posto in un bel vaso.
So che in primavera sarà più generosa dei suoi bei fiori ma ancora adesso non mancano le sue belle corolle che si aprono al sole.


Il vivaista che mi ha venduto questa pianta mi ha spiegato che i fiori della ruellia sono estremamente fragili ed effimeri, durano davvero poco: appena un giorno e poi cadono.
E il giorno dopo se ne trovano di nuovi, questo fatto di per sé mi è già sembrato piuttosto strabiliante.

Ed è proprio così, cari amici!
Infatti la mattina dopo aver preso la pianta ero veramente curiosa di vedere se era rifiorita e con mio stupore ho potuto constatare che c’erano davvero nuovi fiori viola tra le foglie.

La bellezza a volte è caduca, ma poi ritorna a vivere, ancora e ancora.
Ed io sono contenta che questa meraviglia della natura allieti le mie giornate e abbellisca il mio terrazzo: benvenuta, magnifica petunia del deserto.

Ed è settembre

Ed è settembre.
Così è giunto il mese che dall’estate ci conduce all’autunno.
Settembre porta soffi di vento fresco e nuvole vaghe, le giornate sembrano già più brevi e incerte, la luce svanisce più in fretta e le ombre di questa stagione scendono sui boschi e sui sentieri.
Settembre fa cadere le foglie ai piedi degli alberi, ai bordi delle strade ed è ancora, di nuovo, tempo di nostalgica dolcezza.
Ed è settembre, benvenuto a te, tempo di nuove sfumature e di diverse sensazioni.

Il tempo delle more

Arriva, nell’ultimo scorcio d’estate, il tempo delle more.
Meraviglie selvatiche, ultime tra i frutti di bosco a donare la loro deliziosa dolcezza, piano maturano e a breve sarà tempo di gustarle.

Le more, in luoghi difficili e impervi.
Le more, raccoglierle è una bella sfida, poi a volte accanto alle more si trovano le ortiche e allora i guai sono doppi.
Nei ricordi d’infanzia di ognuno di noi le more sono mani dolcemente macchiate e poi qualche graffio qua e là perché non è poi così semplice eludere quelle loro spine, specialmente quando si è piccoli e si ha fretta di mettersi un bocca una mora bella succosa.

Le more, alcune ancora devono maturare e così sui rami si ammirano diverse sfumature di frutti.

E poi, in ogni stagione della vita, le more sono sempre state per me una sorpresa.
Saranno già buone?
Saranno ancora aspre?
O forse no, vanno già bene!
Bisogna assaggiarne una e il gioco è fatto, ma fino a quel momento non puoi sapere se sia proprio già il tempo delle more.

Il tempo delle more porta con sé una certa inevitabile nostalgia per l’estate che lentamente declina mentre le giornate si fanno più fresche.

Mentre la natura segue i suoi ritmi, istante dopo istante.
E ai margini del bosco, tra sole e ombra, così si svela il tempo delle more.

I cavalli di Lucio

Questi sono i cavalli di Lucio, sul prato verde nel cuore dell’estate, era una bella mattina di luglio e i colori erano così brillanti e lucidi come sempre accade in questa stagione.
E i due cavalli se ne stavano là, quieti sull’erba.

Con la loro bellezza regale e con quell’eleganza che li contraddistingue.

Ed era molto caldo, il cavallo nero ad un tratto si è sdraiato ed è rimasto un po’ lì.

Poi si è tirato su con una certa baldanza.

Meglio garantirsi un posto all’ombra e la tanto agognata frescura: così svelti, agili, eleganti e leggeri.

Tra il verde dei cespugli e di quel prato rigoglioso.

Con tutta loro leggiadra e fiera bellezza.

E così hanno trovato riparo all’ombra dei rami generosi di un albero e sono rimasti inconsapevoli protagonisti di questa cartolina da Fontanigorda, in un caldo giorno d’estate.

Blu sulla ringhiera

Una finestra socchiusa, le tende bianche.
Le persiane spalancate, appena un refolo di aria fresca di campagna, profumo di erba e di bosco.
E il silenzio e le le sue magie.
E una cascata di gerani rossi e rigogliosi.
Sulla ringhiera uno splendido felino: è il gatto di nome Blu e nel corso dell’estate mi capita sovente di incontrare il suo sguardo.
In una perfetta armonia di colori, linee e proporzioni, Blu sulla ringhiera in una sera d’estate.

Una farfalla elegantissima

È una farfalla elegantissima e così lieve si posa su certi petali.

Con i suoi contrasti di bianco e di nero, spicca per le sue simmetrie di colori.

Poi con grazia inizia a dischiudere le ali e svela la sua ulteriore e sorprendente leggiadria.

È un tono rosso corallo che così ingentilisce le sue ali posteriori.

L’altisonante nome di questa creatura meravigliosa è Euplagia quadripunctaria e a dir la verità non l’ho incontrata così di frequente ma in una mattina d’agosto ho visto due di queste splendide farfalle volare nei pressi di certi fiori.

E certo questa creatura dell’aria non sfigura accanto alle sue simili.

Così si svela, nella sua armoniosa perfezione, in un giorno d’estate a Fontanigorda.

Così resta, nel suo misterioso e magnifico equilibrio.

Di rosso, di bianco e di nero, con quella beltà che è sua fragile e vera essenza.

Come foglia

È una delle farfalle più inquiete.
Vola alta, fugge via, si posa appena e poi si rialza ancora in volo.
Libera, ribelle, a volte poi gentile si ferma appena per qualche istante, proprio là, tra quel verde con i suoi toni di giallo chiaro.


Freme, palpita, intensa come la vita.
E la luce percorre le sue potenti e fragili ali, svela le nervature e così appare, viva e vibrante, come foglia.

Vivace e magnifica, rimane immobile per qualche attimo e poi ancora si leva, nel cielo e nell’immensità.

Una mattina d’agosto

Ci siamo visti a metà mattinata, sempre in uno dei soliti posti dove si fanno magnifici incontri.
In realtà me ne andavo in cerca degli scoiattoli, quelli sono piccoli amici che ormai vedo con cadenza quotidiana, anche se talvolta si fanno desiderare.
E così, una mattina d’agosto, tra il verde rigoglioso ecco ancora altre bellezze.

Erano due daini e se ne stavano lì a sgranocchiare qualche fogliolina deliziosa.

Cerco sempre di non far rumore, loro però sono cauti e circospetti e inesorabile giunge così il momento della diffidenza.
Stanno là, con la testa tra i rami, scrutano in lontananza.

Forse a loro batte il cuore un po’ più forte, io vorrei che non se ne andassero mai.

E vorrei rimanere un tempo infinito ad osservarli, nell’armonia e nella pace dei loro boschi.

Finestra d’agosto

È una finestra di Fontanigorda ed è una finestra d’agosto con le persiane verde scuro, una tendina bianca e una zanzariera color arancio e proprio là ho trovato comodamente seduta una vecchia conoscenza felina.
È una finestra d’agosto, in una giornata di tempo incerto e capriccioso: allora forse è meglio restarsene nei pressi di casa, giusto per cautela!

E dare confidenza va anche bene ma senza esagerare, mi raccomando.

È una finestra d’estate e ci passo davanti un sacco di volte, il magnifico gatto è sempre nei dintorni: si sdraia sotto la sedia, fa un giretto nella cascina, si concede un pisolino sullo zerbino, poi si sposta sul muretto.
E lo sappiamo entrambi: è chiaro che ci rivedremo, nei prossimi giorni.
Alla finestra, nel tempo di agosto.