Panorama

Ci sono parole che preannunciano vera meraviglia, ci sono parole che sono come promesse o libri da leggere, canzoni allegre da imparare a memoria e da ricordare con nostalgia.
Una di queste parole è per me panorama, una sequenza di sillabe da pronunciare con lentezza, un’armonia calma e quieta che racchiude e svela l’ampiezza degli orizzonti vasti e di ciò che lo sguardo tenta sempre di catturare.

Cerchiamo sempre il nostro panorama, il mondo che ci appartiene e che vorremmo trattenere negli occhi.
Cerchiamo sempre il nostro panorama e quando lo troviamo magari amiamo condividere la nostra gioia.

Uccellini (1)

Noi qui, con la fiera caparbietà di coloro che vivono vicino al mare.

Uccellini (2)

E poi ogni panorama, in qualche maniera, è un nuovo viaggio.

Uccellini (3)

Ed è anche ritrovarsi e riconoscersi.
Lassù, osservando antiche torri, tetti, campanili, case e mare.

Genova (1)

E gru e porto mentre il vento soffia leggero.
Ed è una canzonetta, una melodia di qualche nota, una musica che suona e tu segui il suo ritmo: panorama.

Genova (3)

Ovunque sia, se ti sei fermato ad ammirarlo in qualche modo appartiene anche a te: è il tuo panorama, nei tuoi occhi.

Genova (4)

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Ancora blu di Genova

E così ieri sono tornata nelle mia casa e nella mia amatissima città.
Dopo essere stata lontana a lungo ritrovo ancora la Superba proprio come la conosco: tenace, fiera e dolce a modo suo.
E poi, il mio terrazzo.
Alcune piante sono venute in villeggiatura con me a Fontanigorda, altre sono state affidate alle cure di una vicina ma la maggior parte di esse ha dovuto cavarsela da sola e senza particolari attenzioni.
E ieri lo stupore.
Sta lì addossato a una ringhiera, cresce molto lentamente.
E non credevo di trovare questo dono così speciale, è stata la benefica pioggia ad aiutare questa fioritura bella e sorprendente, la mia pianta è un esempio di autentica resilienza.
Davanti alle mie finestre il cielo chiaro della Superba, i petali azzurri del plumbago e la bellezza di una mattina di settembre.
Ancora così, blu di Genova.

Tempo di partire

E poi viene il tempo di partire.
Le piccole rondini vivaci hanno già lasciato il loro nido sopra la mia finestra, da un paio di mattine non si sente più il loro allegro cinguettare.
E anche per me è tempo di partire.
Di tanto in tanto piove, per le passeggiate mi porto sempre un golfino, l’autunno piano si avvicina.
E così sono pronta a tornare a Genova, lascio qui tutte le cose belle che ben conosco.
Le ultime farfalle che si posano sui fiori, le more succose che maturano sui cespugli, i fili d’erba scossi dal vento, le fontane gorgoglianti, i boschi magnifici, le curve silenziose e le gialle bocche di leone che ancora sbocciano.
E l’aria di settembre che freme tra gli alberi, le zucche grandi negli orti, le persiane colorate, l’acqua dei torrenti che canta.
E le panchine, le ringhiere di Fontanigorda, le salite e i sentieri tortuosi di un luogo amatissimo.
E lascio qui un piccolo codirosso che gironzola tra gli alberi di mele, nella perfetta bellezza della mia Val Trebbia.

Incontri di fine stagione

E l’estate lentamente svanisce, l’aria è più fresca e il bosco inizia ad velarsi di suggestioni autunnali mentre le giornate diventano sempre più brevi.
E malgrado le nuvole ieri mattina me ne sono andata a fare la mia solita passeggiata qui nei dintorni, intanto qui in Val Trebbia si fanno sempre incontri interessanti quando meno te lo aspetti!
E infatti, ad un tratto, ho sentito un frusciare leggero e improvviso tra i rami.
E così mi sono messa a guardare meglio e ho visto correre e saltellare, laggiù tra le foglie.
Chi è?
Toh, uno scoiattolino!

Ed è il secondo che vedo quest’anno, non mi era mai capitato di scorgere gli scoiattoli qui in Val Trebbia ma in questa lunga estate sono stata fortunata.
E sono riuscita anche a fare qualche scatto, con tutti i limiti del caso perché il tipetto in questione andava di fretta e aveva tra i denti qualcosa di veramente appetitoso da sgranocchiare.
Un magnifico incontro, un vispo e bellissimo abitante dei boschi di Fontanigorda.

La seconda vita di Romeo

Oggi vi presento Romeo, vi assicuro che si tratta di un personaggio di un certo rilievo.
Dunque, di quelli come lui si dice che hanno sette vite, giusto?
Ebbene, a quanto ne so Romeo è almeno alla sua seconda vita, infatti fino all’anno scorso abitava da un’altra parte mentre quest’estate l’ho trovato felicemente alloggiato in paese.

Insomma, Romeo ha traslocato, avrà valutato i pro e i contro e alla fin fine si è sistemato in una nuova casa.

Romeo (2)

Romeo è un tipo che certo non nasconde la sua essenza felina, ha decisamente personalità.

Romeo (3)

E al momento vive insieme a una gatta tigrata, pare che i due si capiscano.

Romeo (4)

La gatta in questione inoltre è mamma di tre micetti neri e io non penso che Romeo sia il papà ma la cosa sembra non essere importante, stanno tutti insieme e vanno d’amore e d’accordo.
Lei ha un caratterino, se vede qualcuno che si avvicina ai suoi piccoletti si mette subito sul chi va là!

Gatti

I fratellini sono bellissimi, è inutile che ve lo dica.

Gatti (2)

E tornando a Romeo, vi dirò che mi sembra uno che ama le comodità.

Romeo (5)

E soprattutto predilige un particolare passatempo: sonnecchiare, dormire della grossa, ronfare senza ritegno.

Romeo (6)

Pure in mezzo la strada, tra l’altro.

Romeo (7)

E non si schioda a meno che non sia assolutamente necessario.

Romeo (8)

Così trascorrono le giornate di Romeo, direi che è un privilegiato.

Romeo (9)

Ora, va detto che anche nella sua prima vita, quando stava in quell’altra casa, non è che si ammazzasse di fatica, eh!
E comunque è sempre bello rilassato, secondo me di tanto in tanto riflette sui massimi sistemi e sul senso dell’universo, cose così.

Romeo (10)

Poi si accoccola davanti alla finestra.

Romeo (11)

Oppure si spalma per terra.

Romeo (12)

Si siede composto su una panchina.

Romeo (13)

O magari si accomoda in un vaso.

Romeo (14)

E se la gode proprio come piace a lui, nella pigrizia delle giornate estive superbamente vissute al meglio da un gatto di nome Romeo.

Romeo (15)

I pomodori dell’orto

Se questo post fosse soltanto un colore allora sarebbe rosso, vivace, succoso e denso di sole come questi pomodori che maturano in un certo orto giorno dopo giorno.

Ed io nel corso dell’estate sono tornata in diverse occasioni ad ammirarli, i pomodori acerbi lentamente hanno cambiato colore e sono diventati sempre più rossi.

Credo che avere un orto costi molta fatica ma poi la ricompensa è notevole e soprattutto, secondo me, seguire il corso naturale della natura dona sempre quella sensazione là: la gioia di vedere con i tuoi occhi che il tuo lavoro sta dando i suoi risultati.
E poi l’attesa e l’aspettativa, sempre.

Acqua, amore, sole, dedizione, cura, attenzione.
E poi ottimismo e pazienza, sempre.
E poi la terra ti premia, ti dona ciò che ti spetta perché tu te lo sei davvero guadagnato.

Ti regala anche autentica bellezza e anche qualche splendido stupore, sì!
Che meraviglia i pomodori sulla pianta!
I ciliegini sono diventati rossi rossi e sono pronti per essere tagliati e serviti con l’olio buono.

E così sono sono i doni della terra, colmi di bellezza e densi della loro inimitabile perfezione.

Arancio e giallo

Non so come succeda, io penso che taluni abbiano il dono di creare armonia.
E magari, io credo, neppure lo sanno.
Ed è anche vero che talvolta la bellezza è figlia del caso e vive in certi piccoli dettagli, rimane quasi nascosta, silenziosa testimone della vita.
E poi con lo sguardo la trovi e resti a domandarti come tu abbia fatto a non vederla prima, nei giorni già trascorsi.
Eppure è sempre stata lì la bellezza.
Sei tu che dovevi soltanto scoprirla, è tutta qui la differenza.
E poi un giorno la vedi e non la scordi più, ha i colori caldi dell’estate, arancio e giallo sui rami e su una corda da stendere.

Colori di Montebruno

Vi porto ancora insieme a me, a Montebruno.
Là, dove la chiesa si trova oltre il Trebbia che scorre con le sue acque che accarezzano i sassi.

Quando vado a Montebruno mi soffermo sempre a guardare la casetta rosa.
Ed è una sola, per me, la casetta rosa, magari ce ne saranno anche altre, ora non ricordo, ma quella lì è speciale.
Ci sono i vasi di coccio tutti in fila, le tendine candide alle finestre e fiori rosa che sbocciano delicati proprio là, davanti alla casetta rosa.

Montebruno (2)

A dire il vero in molti luoghi, a Montebruno, troverete fiori dai petali splendenti.

Montebruno (3)

E mi è capitato, percorrendo certe stradine di questo paese della Val Trebbia, di notare dettagli che non avevo mai veduto.
Tra case di pietra che racchiudono memorie antiche.

Dove sbocciano le rose davanti a porticine di legno dipinte di verde.

E ho visto sassi, foglie, pietre, muri vetusti.

E sopra ad ogni gradino un vaso.

E erbe selvatiche, invadenti e tenaci, spuntavano tra quelle pietre.

In questo scorcio di un paesino della Val Trebbia.

Montebruno (9)

Porte, vita, scale.
Un tempo racchiuso nel nostro tempo, trattiene ancora la memoria del passato, la sua storia e la sua rustica bellezza.

Montebruno (10)

Là, su quelle scale, a Montebruno.

Fiori

Sono soltanto piccoli fiori bianchi, crescono liberi ai margini dei bosco.
Respirano l’aria che attraversa gli alberi, si insinuano tra le foglie, ondeggiano dolcemente nel tepore delle giornate estive.
Forse noi tutti dovremmo essere come loro: semplici, naturali, veri.
Così sono certi piccoli fiori, i loro petali sono delicatezze e armoniose perfezioni, non sai spiegare come possano essere così privi di difetti e di mancanze.
Bellissimo mistero, semplicemente esistono, così come sono sbocciati.
Caparbi e selvatici, semplicemente vita.

Gelati e incontri a Boccadasse

Oggi vi racconto di un giorno di giugno trascorso davanti al mare, a Boccadasse.
Sono arrivata là, sul muretto, con la mia coppetta di gelato da gustare.

Veramente me la sono conquistata dopo una lunga camminata da Sturla a Vernazzola e poi su, da Via Urania, in quella vertigine che è propria delle creuze di Genova.

Via Urania

E arrivata in cima mi sono fermata sotto a una certa finestra.
E c’erano vasi generosi, piantine e tende a righe.

Capo Santa Chiara (1)

E poi ancora, un altro muretto a Capo Santa Chiara, mentre gli ombrelloni regalavano ombra confortatrice a certi pigri bagnanti.

Capo Santa Chiara (1a)

E lo sguardo, il mare blu, le prospettive di casa.

Capo Santa Chiara (2)

I petali dalle tinte accese, le foglie, gli scogli e i tetti delle case.

Capo Santa Chiara (3)

E ancora discese di mattoni, ringhiere, rumore di onde, gabbiani in lontananza, voci e vasetti di coccio.

Boccadasse (2)

Rosso, vivace e brillante di fiori di cactus.

Boccadasse (3)

Rosso, sulle piante e sui muri delle case.

Boccadasse (4)

E scale, gradini, panni stesi, passo piano senza disturbare, ci sono un ragazzo e una ragazza che si parlano d’amore, sembrerà un’invenzione per rendere più romantico il racconto e invece no, erano proprio lì, seduti da una parte.

Boccadasse (5)

Ed ha questi colori il tempo gioioso dell’estate di Genova.

Boccadasse (6)

Ed eccomi dunque, sul mio muretto con la mia magnifica coppetta di gelato al pistacchio e ai frutti di bosco, felicità!

Boccadasse (7)

E quindi ho imboccato la creuza, come sempre tutti facciamo, quando andiamo a Boccadasse ed ecco l’incontro particolare, mica te lo aspetti in un’assolata giornata di giugno.
C’era una signora che era appena uscita di casa ed era un po’ interdetta, sulla porta della sua abitazione in effetti stazionava un ospite decisamente inatteso.
Non per dire ma io se me lo trovassi in terrazzo penso che chiuderei la finestra con molta calma, l’idea di averlo in salotto non mi piacerebbe tanto.

Boccadasse (8)

La signora era della stessa idea, ecco.
Io mi sono fermata a lungo a chiacchierare con lei e poi a noi si è aggiunto anche un altro passante che ha fornito svariate rassicurazioni sul tipo in questione.
Quindi eravamo in tre, sulla creuza, nel viavai della gente che scende a Boccadasse.

Boccadasse (9)

Il tipetto però non sembrava avere alcuna intenzione di schiodarsi dallo stipite e lì l’ho lasciato, ma vi assicuro che siamo rimasti un bel po’ di tempo ad osservarlo, mi auguro che la signora sia poi riuscita a entrare in casa senza portarsi dietro cotanto personaggio!

Boccadasse (10)

Cose che capitano dove non te lo aspetti, nel tempo del sole caldo.
E così ho terminato la mia passeggiata, guardando le barche e il mare luccicante della nostra bella Boccadasse.

Boccadasse (11)