Un lavatoio a Capolungo

Andando a levante e percorrendo la passeggiata di Nervi fino a Capolungo si arriva ad una piccola spiaggia molto cara ai genovesi.
Nulla di pretenzioso, è un luogo vissuto e vero, è un angolo raccolto di Genova dove scrosciano le onde inquiete e dove i gozzi riposano sulla spiaggia.
Queste un tempo erano case di pescatori, gente semplice che conosceva altre fatiche molto diverse dalle nostre, noi ci sediamo su questi sassi ad ammirare il mare, questi sono i luoghi delle nostre lente pigrizie.

E c’è una creuza che conduce a Capolungo, rischiarata dal sole brillante scende ripida verso la piccola spiaggia sferzata dal vento di mare.
In altri tempi e in altri giorni le donne andavano a fare il bucato a questo lavatoio, arrivavano con le conche cariche di panni e i loro colori e le loro chiacchiere erano semplicemente vita.

Nervi di creuze, Nervi di caruggi, panni stesi e fresca brezza marina.

Luogo di spossanti fatiche e di antiche memorie, forse per qualcuno ancora care.

Sul lavatoio di Capolungo è affissa una targa in ceramica, è un ricordo ma è anche un maniera gentile di conservare un frammento del tempo passato che noi non abbiamo vissuto.

A Nervi, passeggiando verso levante.
A pochi passi dalla spiaggia dove le onde inquiete danzano senza posa.

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Nervi e le rose di maggio

E vi porto con me, ancora a passeggiare tra le rose di Nervi.
C’era il sole, in questo maggio capriccioso che sembra amare la pioggia, così ho approfittato della bella giornata per tornare ancora come sempre tra queste rose.

E per camminare accanto ai boccioli odorosi.

Tra queste uniche e rare delicatezze di maggio.

Nervi (2)

Sbocciano i fiori, si aprono alla luce di primavera.

Nervi (3)

E i colori chiari dei petali si mescolano al celeste del mare.

Nervi (4)

Diverse sfumature di Nervi, in questa stagione.

Nervi (5)

E bianco, palme svettanti e cielo azzurro.

Nervi (6)

Una gloriosa esplosione di tinte accese.

Nervi (7)

Una prospettiva amata e sempre emozionante, noi di Genova siamo affezionati a Nervi e alle sue rose.

Nervi (8)

A volte, in certi giorni, non vorresti davvero essere in nessun altro posto, soltanto qui, tra queste meraviglie.

Nervi (9)

Tra le diverse sfumature di maggio.

Nervi (10)

Rose, profumate e dolcissime.

Nervi (11)

E sapete, io non amo tanto i luoghi affollati ed eravamo in pochi a visitare il roseto, ho fatto come sempre qualche incontro interessante.

Nervi (12)

Questa è la bellezza di un luogo immerso nella quiete, mentre certi gabbiani pigri scrutano orizzonti lontani.

Nervi (13)

Fortunati coloro che abitano qui, davanti al mare di Nervi, fortunati coloro che abitano tra le rose gialle passando di fiore in fiore.

Nervi (14)

E amo anche i petali caduti, effimere delicatezze perdute da lasciare intatte al suolo.

Nervi (15)

Nervi (16)

Tutta questa bellezza ogni anno si rinnova.

Nervi (17)

E sbocciano le rose rigogliose.

Nervi (18)

A volte candide e chiare.

Nervi (19)

E fanno da incantevole cornice alla bellezza di Nervi.

Nervi (20)

Sorprendenti splendori di un luogo tanto amato della nostra Genova.

Nervi (21)

Boccioli, petali di seta, freschezza di profumi.

Nervi (22)

E fiori dondolanti che incontri durante il cammino.

Nervi (23)

Rose di maggio e di Nervi, uniche e meravigliose, nel mistero della vita che sempre ritorna a fiorire.

Nervi (24)

Passeggiando a levante

Aspetto soltanto una di quelle giornate di tepori primaverili e cielo blu.
E poi.
E poi prenderò il mio zainetto celeste, gli occhiali da sole e me ne andrò verso levante, a camminare senza alcuna meta.
A me piace gironzolare senza andare da nessuna parte e in certe stagioni queste passeggiate iniziano così, davanti al mare di Nervi.

E poi lungo strade infinite, su e giù, passando davanti a villette e casette accoglienti, a volte un cancello si apre e si svelano giardini, altalene, gatti sonnecchianti e vasi di fiori circondati da insetti ronzanti.

E alberi carichi di limoni succosi, zone ombrose, foglie che si arrampicano.
La vita, semplicemente.

E a volte, tra case alte, il mare.

Aspetto soltanto il sole brillante, il clima dolce e gentile.
E poi, andando ancor più verso levante, verso Bogliasco, potrei vedere una grata, tetti lucenti e tutto questo verde palpitante e così vivo.

E poi non ho fatto programmi, mi piacerebbe soltanto camminare fino a quando ne avrò voglia, intanto come vi ho detto non devo andare da nessuna parte, vorrei solo esserci quando la natura si risveglia e trionfa.
E allora magari mi metterei seduta su un muretto, mentre il mare luccica.

E starei lì, soltanto a guardare.
Aspetto soltanto una di quelle giornate perfette per andare a passeggiare tra le bellezze del levante.

Il Corso Mascherato di Nervi nel 1911

Fu annunciato con grande entusiasmo e fu davvero un successo, il Corso Mascherato di Nervi attirò un folto pubblico di genovesi, nella bella località del Levante in quel 1911 si festeggiò il Carnevale in grande stile.
Lo racconta con la consueta dovizia di particolari un cronista del quotidiano Il Lavoro e allora andiamo là, nella cornice della bella Nervi, all’inizio di un altro secolo.
Una gioiosa e ininterrotta battaglia di stelle filanti, mazzolini di fiori e coriandoli rallegra il Viale delle Palme mentre sfilano le vetture infiorate.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Su una di queste vetture ricevono molti complimenti due belle signorine di lilla abbigliate, il loro costume è quello di un fiore, su un altro mezzo bardato con lampioncini e parasoli fanno una gran figura alcune fanciulle mascherate da giapponesine.
E in questa circostanza festosa ad aggiudicarsi il primo ambitissimo premio è il carro denominato L’entrata del Pagliaccio, la protagonista è una signorina vestita da pagliaccio che suona festosamente la grancassa, ad accompagnarla Pierrot, Colombina e un mansueto asinello.
Il secondo premio lo vinse invece un tale vestito da antico romano che fieramente guidava un biga a quattro cavalli e immagino che costui, negli anni a venire, abbia narrato ai suoi parenti con una punta d’orgoglio di quel suo piccolo personale trionfo al Carnevale del 1911.

Ebbe discreto successo anche il terzo vincitore, quel carro aveva intenti satirici e vi erano rappresentate le varie mansioni del personale d’albergo e in effetti tutti pensarono che fosse particolarmente azzeccato per quella località vacanziera.
E infine furono premiate anche quattro bionde inglesine che avevano sfilato lanciandosi fiori e freschi boccioli a bordo di carrozza coperta da un parasole formato da fiori.
La bella festa organizzata dalla Società Pro Nervi durò un intero pomeriggio e si concluse a Capolungo, la giuria venne invitata a un brindisi nella villa di un pregiato artista straniero che a lungo soggiornò a Nervi.
E si alzarono i calici per celebrare una gioiosa festa di Carnevale, nella dolcezza della nostra Nervi nel lontano 1911.

Al di là della ringhiera

C’erano gli sportivi che correvano sulla passeggiata inseguendo il vento, curva dopo curva.
E c’erano gli innamorati, seduti vicini: sguardi, sorrisi e parole sussurrate.
Era domenica mattina: i tavolini all’aperto, gli aperitivi, le chiacchiere tra amiche.
E c’erano le onde alte che sommergevano gli scogli mentre i gabbiani volteggiavano nell’aria.
E poi.
La panchina celeste, la canna da pesca, l’acqua che si infrange e scroscia.
Al di là della ringhiera il mare.
Il mare, soltanto il mare.

Una casetta a Capolungo

È una casetta che si trova nell’incanto di Nervi, proprio prima di arrivare a Capolungo.
La ringhiera azzurra, le panchine, il cielo limpido e chiaro, così era ieri e laggiù la casa rossa, colori di Liguria caldi di sole e di luce.

Là sotto, contro le rocce levigate e scoscese, infuria il mare, si schianta con vigore e l’azzurro si dissolve in frizzante spuma bianca.

E si susseguono le onde in una danza che sembra non avere mai fine.

E allora, nella casetta rossa, è il momento di tirare le tendine e di chiudere le persiane per ripararsi dal fragore del mare.
O forse è un’illusione? Osservate bene, lassù, all’ultimo piano c’è una graziosa finestra dipinta.

E poi ecco un vasetto di coccio, i fiori, un pizzo trasparente e leggero.

E luce ed ombra, mentre si scende verso Capolungo.

E gozzi, acqua che luccica, ancora onde potenti.

E tutto è quieto, di mattina, tra panni stesi ad asciugare sospinti dall’aria di mare, caruggi e semplicità.
Sta tutta lì la bellezza, nelle cose vere e nei luoghi che raccontano la vita delle persone.

E su quel mare inquieto si affacciano i balconi e le finestre della casetta rossa.

Ogni giorno ognuno di noi compie il proprio viaggio e poi ritorna al luogo al quale appartiene: alla propria spiaggia, al posto che è casa nostra.
E per alcuni è qui, davanti a questa riva.

Nel luogo in cui l’abisso pronuncia le sue parole ed è energia, forza e gioia, vita e libertà, respiro eterno.

Mentre ancora tornano le onde e si inseguono con la loro musica infinita, sinfonia del mare davanti a Capolungo.

Genova, 1909: vetture pubbliche, omnibus e tram

Siamo nell’anno 1909 e a Genova giungono numerosi turisti.
Alcuni soggiornano in certi eleganti hotel, la loro vacanza è lussuosa ed elegante: luoghi esclusivi, passeggiate incantevoli, ristoranti alla moda, questi turisti cercano il meglio che Genova possa offrire.
Alcuni di questi visitatori hanno un pregevole volumetto: la Guida Treves che svela tutti i segreti della Superba e della Liguria.
E con mia grande gioia posso dirvi che anch’io possiedo quel libro, quindi oggi seguiremo qualche prezioso consiglio fornito da questa Guida, saremo visitatori del 1909.

Ci sarebbe una varietà di argomenti da approfondire ed io oggi vorrei parlarvi dei mezzi di trasporto disponibili in città.
Tra l’altro, il libro si apre proprio con un paragrafo dedicato alle stazioni, la più importante è Principe, là davanti si trovano le vetture pubbliche, i tram e gli omnibus degli alberghi.
Gli omnibus, per chi non lo sapesse, sono carrozze con diversi posti e a trainarle sono cavalli.
Eccoci quindi in Piazza Acquaverde, io naturalmente indosso il mio abito migliore.

E come dice la Guida Treves, qua c’è un’abbondanza di mezzi messi a disposizione dagli alberghi per facilitare i loro graditi clienti.
Qualcuno di voi deve andare all’Excelsior oppure all’Hotel Londra?
Eccovi serviti, cari visitatori, verrete condotti a destinazione con tutti gli agi!
Io per parte mia ringrazio lo spazzino che si vede sulla destra dell’immagine, il suo lavoro è importantissimo!

A Genova, naturalmente, esistono anche le vetture pubbliche a uno o a due cavalli.
Il prezzo della corsa è maggiorato se la stessa si svolge durante il servizio notturno che ha inizio con l’accensione dei pubblici fanali e termina quando questi vengono spenti.
Sono specificati i prezzi del trasporto bagagli e volendo si possono fare anche escursioni fuori città.
Come è logico che sia la vettura a due cavalli costa di più della vettura ad un cavallo, ma volete mettere il vantaggio della velocità?

Non è il solo mezzo che potete scegliere, la Guida Treves precisa che Principe è collegata a De Ferrari dagli omnibus che percorrono Via Balbi e Via Garibaldi, il biglietto costa 10 centesimi.
Lo stesso prezzo si paga per l’intera corsa della Funicolare di Sant’Anna, se invece dalla Zecca volete arrivare fino al Righi il viaggio vi costerà 50 centesimi.
E ne vale la pena, da lassù vedrete tutta la città!

Genova è posata sul mare e dunque dispone anche di un servizio di barche, si paga all’ora ed è offerto in tale maniera: per un massimo di quattro persone si spendono 2 Lire per la prima ora e poi 1 Lira per ogni ora successiva.

La città ha anche un efficientissimo servizio di tram e sulla Guida Treves sono precisati tutti i percorsi, sono indicate anche le linee che vi porteranno nei dintorni.
Poniamo il caso, ad esempio, che dobbiate recarvi a Nervi, il vostro tram partirà da De Ferrari, il biglietto costerà 45 centesimi e la corsa durerà 50 minuti.
E tutto sommato, considerando che siamo nel 1909, non mi sembra niente male!

In libri magnifici come questo si fanno meravigliose scoperte, certi dettagli non si potrebbero conoscere diversamente, neanche guardando le immagini dell’epoca.
E come mai, direte voi? È semplice, le cartoline sono in bianco e nero e invece la vita di ogni giorno, oggi come ieri, ha molteplici colori.
E così leggendo queste pagine ho appreso che le linee del tram avevano le insegne colorate, una particolarità che non avrei mai potuto immaginare.
Ad esempio il tram per Nervi aveva l’insegna bianca, quello che da De Ferrari raggiungeva Principe passando per Circonvallazione a Monte l’aveva verde, altre insegne erano anche a due colori.
Voi viaggiatori muniti della pregevole Guida Treves non avrete alcun problema a districarvi per la Superba, in queste pagine c’è davvero tutto ciò che vi occorre.
Benvenuti a Genova, nell’anno 1909.

Ringhiere

Non sono tutte uguali le ringhiere.
Ognuna è una storia, una strada e un cammino.
Certe ringhiere, a Genova, confuse tra blu, turchese e vento.

Corso Italia

Ringhiere.
Un saliscendi, perfettamente parallelo alla linea dell’orizzonte.

Capo Santa Chiara

Ringhiere, finestre sul mio mondo.
E mettiti seduta per terra.
Guarda le case, i tetti, i corsi, la mia Genova.

Corso Firenze

Questa ringhiera di Corso Firenze a volte gioca con la luce.
E sono ombre che si riflettono a terra e intanto la strada scende giù, pare quasi incontrare il mare.

Corso Firenze (2)

Cornici, la città al di là della ringhiera.

Corso Firenze (3)

In autunno poi alcune inferriate si vestono di foglie rosse, diventano balconi e affacci spettacolari.
Certe ringhiere sono quiete attese, pause e silenzi.

Spianata Castelletto

E altre sono abbracci, parole e vicinanza.

Isola delle Chiatte

Alcune ringhiere paiono quasi scivolare via, si confondono nel chiarore della sera e tu non puoi far altro che seguirle.

Nervi

Io e te, pedala, giù dalla discesa.
Ci fermiamo qui?
Sì, dai.
Poi scendiamo giù nei caruggi.
Io e te e certe ringhiere.

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

E poi ancora vicoli, vasi di fiori e biciclette.

Piazza Don Gallo

E là, sulla Riviera di Levante, trovi ringhiere perfette per fermarti davanti al mare.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

E altre ancora narrano di profumi del Mediterraneo, di pesci guizzanti e di piante assetate di luce.

Vernazza

Vernazza

Ringhiere, sui terrazzi dei caruggi, tra ardesia e cielo.Tetti

Corri.
Corri, respira profondamente.
Aria, aria, aria.
Fermati, c’è una panchina.
E una ringhiera, ancora.

Priaruggia

E poi certe ringhiere si snodano sopra gli scogli, tra te e l’infinito c’è soltanto un bagliore d’argento.

Priaruggia (2)

Certe ringhiere sono linee nette come pensieri innocenti.

Priaruggia (3)

Non sai nemmeno spiegarlo, sai solo che davanti a certe ringhiere devi fermarti e lasciare andare lo sguardo.
Oltre, lontano, al di là della ringhiera.

Spianata Castelletto (2)

In villeggiatura a Nervi nel 1926

Nel tempo della villeggiatura tutti noi cerchiamo la dolcezza del panorama e il clima mite, per ritemprarsi e rigenerarsi si possono trascorrere giornate liete a poca distanza da Genova, nei languori di Nervi.
Ora quartiere elegante della città, un tempo fu meta prescelta da molti visitatori.
Ho trovato una suggestiva descrizione nella mia Guida Pagano del 1926, alcune pagine di questo pesante tomo sono dedicate proprio alla bella Nervi.

Un’aria balsamica ventila tutto intorno e rende dolce e salubre il clima anche durante l’inverno, quando il termometro si abbassa sotto agli 8 gradi centigradi.
Un’eterna primavera sorride interrotta solo per breve tempo dai procellosi venti marini, ombra di dolore nella luce della gioia.

Nervi

Ulivi, aranci e limoni ricoprono le colline, scrive l’autore che Nervi è una località molto amata da Inglesi e Tedeschi che scelgono di  trascorrere qui certi lunghi inverni.
Qui l’industria è florida, numerosi sono i pastifici e le distillerie, si producono profumi e medicinali.
Inoltre Nervi è tutta freschi aromi, negli anni ’20 è celebre per le sue esportazioni di fiori, palme e agrumi.

Nervi (3)

Vi si giunge con la ferrovia oppure utilizzando il tram elettrico e si arriva là, sul Viale delle Palme dove si trovano anche molti alberghi esclusivi dove soggiornare.

Nervi (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Tra il resto, a proposito del Viale delle Palme, la mia fidata Guida Pagano segnala un negozio che mi riprometto di visitare.
Santo cielo, come è possibile che non l’abbia mai visto?
Al Paradiso delle Signore si vendono chincaglierie, immagino che la vetrina sia un tripudio di bracciali e di accessori imperdibili.
La dolce Nervi, località prescelta per godere della frescura e delle numerose bellezze offerte dalla natura.
Certo con questo caldo occorre ripararsi, io sceglierei un abito chiaro e leggero, è indispensabile portarsi anche un parasole!

Villa Luxoro (41)

Abito esposto a Villa Luxoro alla Mostra L’estate al tempo dei Luxoro

La passeggiata, scrive il nostro autore, regala uno dei panorami più belli d’Italia. 

Nervi (3a)

E infatti è sempre frequentata dal bel mondo, a Nervi si incontra l’alta società.

Nervi (4)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E l’acqua è chiara e trasparente, questo è un paradiso di freschezza.

Nervi (5)

Gli scogli digradano verso il mare.

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E sentite cosa scrive l’autore della Guida Pagano a proposito della Passeggiata:

Grazie alla buona organizzazione comunale essa è ben tenuta, senza polvere e munita di comodi sedili dove il turista può riposarsi nella quiete più assoluta dinnanzi al bel mare azzurro, in contemplazione dell’incantevole paesaggio.

Nervi (8)

Aria, vento, luce che inonda il cielo, questo è davvero un posto magnifico per sedersi.
Ecco, vorrei soltanto umilmente segnalare che le panchine e la ringhiera avrebbero bisogno di una rinfrescata e tutti noi visitatori saremmo molto grati se si provvedesse in merito.

Nervi (7)
Per il resto, Nervi conserva immutati tutti i suoi incanti, furono davvero numerosi i personaggi celebri che soggiornarono qui, è mia intenzione narrarvi presto alcune memorie di viaggio.
E come fecero coloro che ci hanno preceduto anche noi amiamo restare appoggiati a quella ringhiera, ci immergiamo nei nostri pensieri e lasciamo che si confondano con il fragore delle onde.

Nervi (9)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Con lo sguardo che si perde all’orizzonte mentre ci batte forte il cuore, non so neanche spiegarvi quanto.

Nervi (10)

#maresottosopra, navigando da Camogli a Genova

Navigando verso Genova, durante l’avventura di #maresosopra.
E se ancora non siete innamorati della Liguria basterà questo breve viaggio a imprimerla per sempre nel vostro cuore.
Si lascia Camogli, con un tiepido venticello.

Maresottosopra (2)

Davanti a noi la costa e le case arrampicate sulla collina.

Maresottosopra (3)

Una barca veleggia dolcemente davanti al litorale di Recco.

Maresottosopra (4)

Sulle onde che lambiscono la terra di Liguria con lo sguardo segui il susseguirsi di luoghi noti e tanto frequentati in qualunque stagione dell’anno.

Maresottosopra (5)

E quando vedi le casette alte e una chiesa sulla spiaggia sai di essere di fronte a Sori.

Maresottosopra (6)

Sul mare, nel tepore del sole di primavera.

Maresottosopra (7)

E tra le tante case una è davvero particolare, bianca e rotonda, è come posata sulla roccia.
Immagino una terrazza, una veranda e piante rigogliose, penso alla magia di sedersi lì ad attendere il tramonto mentre l’onda si frange sugli scogli.

Maresottosopra (8)

Navigando verso Genova, una delle emozioni di #maresottosopra.
E poi vedi un ponte, a destra una ripida salita, una spiaggia e una chiesa che domina il mare e allora sai che stai ammirando Bogliasco, una delle mete predilette dei genovesi.

Maresottosopra (8A)

Navighiamo e ci avviciniamo all’estremo levante della Superba.
E ancora si vedono le belle case immerse nel verde rigoglioso delle pacifiche colline.

Maresottosopra (10)

Eppure non sì può fare a meno di notare un particolare che non ha nulla di romantico.
Lì, davanti ai nostri occhi, appare ben evidente lo squarcio della frana, siamo a Capolungo, fragile terra di Liguria che merita cura e rispetto da parte di tutti noi.

Maresottosopra (11)

E da qui in poi si distende Genova con le sue tante bellezze.

Maresottosopra (12)

La passeggiata di Nervi.
E ci sono due innamorati appoggiati alla ringhiera, la signora con il cagnolino, il ragazzo con lo skate e quello seduto sui gradini.

Maresottosopra (13)

E ancora, casette colorate e tinte pastello e un’amata e celebre insenatura, il porticciolo di Nervi.

Maresottosopra (14)

E non credo che servano altre parole.

Maresottosopra (15)

La nave solca l’azzurro e si supera il levante cittadino.

Maresottosopra (16)

Qui, davanti a noi, lo scoglio di Quarto e il monumento ai Mille.

Maresottosopra (17)

E poi vedi il profilo di un castello proteso sul mare, siamo a Capo Santa Chiara.

Maresottosopra (18)

E un piccolo borgo, tu sai che i gozzi sono là posati sui sassi e davanti alla gelateria c’è la solita coda.
E questa è Boccadasse vista dal mare.

Maresottosopra (18A)

Piano, piano verso il centro di Genova, ecco la chiesa di Sant’Antonio e la parte finale di Corso Italia.

Maresottosopra (20)

La spiaggia spaziosa, l’abbazia di San Giuliano e certo laggiù c’è qualcuno seduto sul muretto.

Maresottosopra (21)

Una vela bianca, il mare, il faro.

Maresottosopra (22)

Le ampie strade della Foce.

Maresottosopra (23)

E il profilo dei palazzi di Piazza Rossetti.

Maresottosopra (24)

La Fiera del Mare e ancora le alture.

Maresottosopra (25)

Si rientra e intanto altri prendono il largo su una maestosa nave da crociera.

Maresottosopra (26)

Il porto e la sua vita, la città che si estende sulle colline.

Maresottosopra (26A)

Mare blu, intenso e tutti i colori di Genova.

Maresottosopra (27)

Osservi, cerchi i monumenti, le chiese le strade che percorri ogni giorno.

Maresottosopra (26A)

E poi lo sguardo incontra la Lanterna.

Maresottosopra (30)

E il campanile della Cattedrale di San Lorenzo e poco distante la Torre degli Embriaci.

Maresottosopra (32)

Bellezze e stupori della Superba.

Maresottosopra (31)

E se sei genovese mentre ti avvicini al tuo approdo una musica e certe parole risuonano nella tua testa, a cantarle è la voce inconfondibile di Ivano Fossati.

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più.

Maresottosopra (33)

Ti volti indietro, ancora una volta.

Maresottosopra (34)

E poi giungi all’imbocco del Porto Antico, ecco il luogo dove noi andiamo ad ammirare il tramonto.

Maresottosopra (35)

E cerco la mia casa sulle alture, lo faccio sempre quando sono da queste parti.

Maresottosopra (36)

Le barche si riflettono nel blu.

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Ed ecco Genova, così la vedi arrivando dal mare.

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Maresottosopra (37)

E qui termina il viaggio, nel cuore del Porto Antico.
Ringrazio ancora Pecoraverde , Whalewatch Genova, Paolo Ratto e tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’evento di #maresottosopra un’esperienza affascinante che ha regalato a tutti noi splendide emozioni.
Ci ha donato anche questo, abbiamo veduto la costa di Liguria e Genova dal mare.

Maresottosopra (39)