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Posts Tagged ‘Nervi’

Non sono tutte uguali le ringhiere.
Ognuna è una storia, una strada e un cammino.
Certe ringhiere, a Genova, confuse tra blu, turchese e vento.

Corso Italia

Ringhiere.
Un saliscendi, perfettamente parallelo alla linea dell’orizzonte.

Capo Santa Chiara

Ringhiere, finestre sul mio mondo.
E mettiti seduta per terra.
Guarda le case, i tetti, i corsi, la mia Genova.

Corso Firenze

Questa ringhiera di Corso Firenze a volte gioca con la luce.
E sono ombre che si riflettono a terra e intanto la strada scende giù, pare quasi incontrare il mare.

Corso Firenze (2)

Cornici, la città al di là della ringhiera.

Corso Firenze (3)

In autunno poi alcune inferriate si vestono di foglie rosse, diventano balconi e affacci spettacolari.
Certe ringhiere sono quiete attese, pause e silenzi.

Spianata Castelletto

E altre sono abbracci, parole e vicinanza.

Isola delle Chiatte

Alcune ringhiere paiono quasi scivolare via, si confondono nel chiarore della sera e tu non puoi far altro che seguirle.

Nervi

Io e te, pedala, giù dalla discesa.
Ci fermiamo qui?
Sì, dai.
Poi scendiamo giù nei caruggi.
Io e te e certe ringhiere.

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

E poi ancora vicoli, vasi di fiori e biciclette.

Piazza Don Gallo

E là, sulla Riviera di Levante, trovi ringhiere perfette per fermarti davanti al mare.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

E altre ancora narrano di profumi del Mediterraneo, di pesci guizzanti e di piante assetate di luce.

Vernazza

Vernazza

Ringhiere, sui terrazzi dei caruggi, tra ardesia e cielo.Tetti

Corri.
Corri, respira profondamente.
Aria, aria, aria.
Fermati, c’è una panchina.
E una ringhiera, ancora.

Priaruggia

E poi certe ringhiere si snodano sopra gli scogli, tra te e l’infinito c’è soltanto un bagliore d’argento.

Priaruggia (2)

Certe ringhiere sono linee nette come pensieri innocenti.

Priaruggia (3)

Non sai nemmeno spiegarlo, sai solo che davanti a certe ringhiere devi fermarti e lasciare andare lo sguardo.
Oltre, lontano, al di là della ringhiera.

Spianata Castelletto (2)

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Nel tempo della villeggiatura tutti noi cerchiamo la dolcezza del panorama e il clima mite, per ritemprarsi e rigenerarsi si possono trascorrere giornate liete a poca distanza da Genova, nei languori di Nervi.
Ora quartiere elegante della città, un tempo fu meta prescelta da molti visitatori.
Ho trovato una suggestiva descrizione nella mia Guida Pagano del 1926, alcune pagine di questo pesante tomo sono dedicate proprio alla bella Nervi.

Un’aria balsamica ventila tutto intorno e rende dolce e salubre il clima anche durante l’inverno, quando il termometro si abbassa sotto agli 8 gradi centigradi.
Un’eterna primavera sorride interrotta solo per breve tempo dai procellosi venti marini, ombra di dolore nella luce della gioia.

Nervi

Ulivi, aranci e limoni ricoprono le colline, scrive l’autore che Nervi è una località molto amata da Inglesi e Tedeschi che scelgono di  trascorrere qui certi lunghi inverni.
Qui l’industria è florida, numerosi sono i pastifici e le distillerie, si producono profumi e medicinali.
Inoltre Nervi è tutta freschi aromi, negli anni ’20 è celebre per le sue esportazioni di fiori, palme e agrumi.

Nervi (3)

Vi si giunge con la ferrovia oppure utilizzando il tram elettrico e si arriva là, sul Viale delle Palme dove si trovano anche molti alberghi esclusivi dove soggiornare.

Nervi (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Tra il resto, a proposito del Viale delle Palme, la mia fidata Guida Pagano segnala un negozio che mi riprometto di visitare.
Santo cielo, come è possibile che non l’abbia mai visto?
Al Paradiso delle Signore si vendono chincaglierie, immagino che la vetrina sia un tripudio di bracciali e di accessori imperdibili.
La dolce Nervi, località prescelta per godere della frescura e delle numerose bellezze offerte dalla natura.
Certo con questo caldo occorre ripararsi, io sceglierei un abito chiaro e leggero, è indispensabile portarsi anche un parasole!

Villa Luxoro (41)

Abito esposto a Villa Luxoro alla Mostra L’estate al tempo dei Luxoro

La passeggiata, scrive il nostro autore, regala uno dei panorami più belli d’Italia. 

Nervi (3a)

E infatti è sempre frequentata dal bel mondo, a Nervi si incontra l’alta società.

Nervi (4)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E l’acqua è chiara e trasparente, questo è un paradiso di freschezza.

Nervi (5)

Gli scogli digradano verso il mare.

Nervi (6)

E sentite cosa scrive l’autore della Guida Pagano a proposito della Passeggiata:

Grazie alla buona organizzazione comunale essa è ben tenuta, senza polvere e munita di comodi sedili dove il turista può riposarsi nella quiete più assoluta dinnanzi al bel mare azzurro, in contemplazione dell’incantevole paesaggio.

Nervi (8)

Aria, vento, luce che inonda il cielo, questo è davvero un posto magnifico per sedersi.
Ecco, vorrei soltanto umilmente segnalare che le panchine e la ringhiera avrebbero bisogno di una rinfrescata e tutti noi visitatori saremmo molto grati se si provvedesse in merito.

Nervi (7)
Per il resto, Nervi conserva immutati tutti i suoi incanti, furono davvero numerosi i personaggi celebri che soggiornarono qui, è mia intenzione narrarvi presto alcune memorie di viaggio.
E come fecero coloro che ci hanno preceduto anche noi amiamo restare appoggiati a quella ringhiera, ci immergiamo nei nostri pensieri e lasciamo che si confondano con il fragore delle onde.

Nervi (9)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Con lo sguardo che si perde all’orizzonte mentre ci batte forte il cuore, non so neanche spiegarvi quanto.

Nervi (10)

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Navigando verso Genova, durante l’avventura di #maresosopra.
E se ancora non siete innamorati della Liguria basterà questo breve viaggio a imprimerla per sempre nel vostro cuore.
Si lascia Camogli, con un tiepido venticello.

Maresottosopra (2)

Davanti a noi la costa e le case arrampicate sulla collina.

Maresottosopra (3)

Una barca veleggia dolcemente davanti al litorale di Recco.

Maresottosopra (4)

Sulle onde che lambiscono la terra di Liguria con lo sguardo segui il susseguirsi di luoghi noti e tanto frequentati in qualunque stagione dell’anno.

Maresottosopra (5)

E quando vedi le casette alte e una chiesa sulla spiaggia sai di essere di fronte a Sori.

Maresottosopra (6)

Sul mare, nel tepore del sole di primavera.

Maresottosopra (7)

E tra le tante case una è davvero particolare, bianca e rotonda, è come posata sulla roccia.
Immagino una terrazza, una veranda e piante rigogliose, penso alla magia di sedersi lì ad attendere il tramonto mentre l’onda si frange sugli scogli.

Maresottosopra (8)

Navigando verso Genova, una delle emozioni di #maresottosopra.
E poi vedi un ponte, a destra una ripida salita, una spiaggia e una chiesa che domina il mare e allora sai che stai ammirando Bogliasco, una delle mete predilette dei genovesi.

Maresottosopra (8A)

Navighiamo e ci avviciniamo all’estremo levante della Superba.
E ancora si vedono le belle case immerse nel verde rigoglioso delle pacifiche colline.

Maresottosopra (10)

Eppure non sì può fare a meno di notare un particolare che non ha nulla di romantico.
Lì, davanti ai nostri occhi, appare ben evidente lo squarcio della frana, siamo a Capolungo, fragile terra di Liguria che merita cura e rispetto da parte di tutti noi.

Maresottosopra (11)

E da qui in poi si distende Genova con le sue tante bellezze.

Maresottosopra (12)

La passeggiata di Nervi.
E ci sono due innamorati appoggiati alla ringhiera, la signora con il cagnolino, il ragazzo con lo skate e quello seduto sui gradini.

Maresottosopra (13)

E ancora, casette colorate e tinte pastello e un’amata e celebre insenatura, il porticciolo di Nervi.

Maresottosopra (14)

E non credo che servano altre parole.

Maresottosopra (15)

La nave solca l’azzurro e si supera il levante cittadino.

Maresottosopra (16)

Qui, davanti a noi, lo scoglio di Quarto e il monumento ai Mille.

Maresottosopra (17)

E poi vedi il profilo di un castello proteso sul mare, siamo a Capo Santa Chiara.

Maresottosopra (18)

E un piccolo borgo, tu sai che i gozzi sono là posati sui sassi e davanti alla gelateria c’è la solita coda.
E questa è Boccadasse vista dal mare.

Maresottosopra (18A)

Piano, piano verso il centro di Genova, ecco la chiesa di Sant’Antonio e la parte finale di Corso Italia.

Maresottosopra (20)

La spiaggia spaziosa, l’abbazia di San Giuliano e certo laggiù c’è qualcuno seduto sul muretto.

Maresottosopra (21)

Una vela bianca, il mare, il faro.

Maresottosopra (22)

Le ampie strade della Foce.

Maresottosopra (23)

E il profilo dei palazzi di Piazza Rossetti.

Maresottosopra (24)

La Fiera del Mare e ancora le alture.

Maresottosopra (25)

Si rientra e intanto altri prendono il largo su una maestosa nave da crociera.

Maresottosopra (26)

Il porto e la sua vita, la città che si estende sulle colline.

Maresottosopra (26A)

Mare blu, intenso e tutti i colori di Genova.

Maresottosopra (27)

Osservi, cerchi i monumenti, le chiese le strade che percorri ogni giorno.

Maresottosopra (26A)

E poi lo sguardo incontra la Lanterna.

Maresottosopra (30)

E il campanile della Cattedrale di San Lorenzo e poco distante la Torre degli Embriaci.

Maresottosopra (32)

Bellezze e stupori della Superba.

Maresottosopra (31)

E se sei genovese mentre ti avvicini al tuo approdo una musica e certe parole risuonano nella tua testa, a cantarle è la voce inconfondibile di Ivano Fossati.

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più.

Maresottosopra (33)

Ti volti indietro, ancora una volta.

Maresottosopra (34)

E poi giungi all’imbocco del Porto Antico, ecco il luogo dove noi andiamo ad ammirare il tramonto.

Maresottosopra (35)

E cerco la mia casa sulle alture, lo faccio sempre quando sono da queste parti.

Maresottosopra (36)

Le barche si riflettono nel blu.

Maresottosopra (37a)

Ed ecco Genova, così la vedi arrivando dal mare.

Maresottosopra (38)

Maresottosopra (37)

E qui termina il viaggio, nel cuore del Porto Antico.
Ringrazio ancora Pecoraverde , Whalewatch Genova, Paolo Ratto e tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’evento di #maresottosopra un’esperienza affascinante che ha regalato a tutti noi splendide emozioni.
Ci ha donato anche questo, abbiamo veduto la costa di Liguria e Genova dal mare.

Maresottosopra (39)

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Il Signor Ludwig giunse a Genova in un giorno d’inverno.
Era il mese di gennaio del 1907, il viaggio era stato lungo e per nulla confortevole, il nostro straniero sentiva sulle sue spalle tutto il peso di quella faticosa esperienza.
La carrozza lo lasciò davanti all’Hotel de La Ville, l’albergo era una struttura di gran pregio, una delle più importanti della città e meta prediletta dei forestieri.
Gli ambasciatori e le persone di rilievo soggiornavano spesso lì e lì, in Sottoripa, arrivò anche il nostro visitatore.

De la Ville

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Lo accolse, nell’inverno di Liguria, una furiosa tramontana.
Un vento pazzo, inquieto e sconquassante, non c’era la neve ad imbiancare i tetti ma il freddo penetrava in ogni fibra del corpo.
Il Signor Ludwig pensò che non avrebbe mai potuto abituarsi, rimpiangeva il candido biancore della sua Austria.
Il Signor Ludwig era un uomo d’affari, giunto in città per curare gli interessi della sua azienda, capitava spesso di incontrarlo a Banchi dove era solito intrattenersi in lunghe conversazioni con i suoi pari.

Piazza Banchi

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E naturalmente, dovendo soggiornare a lungo in città, si risolse per cercarsi una casa.
Ne scelse una con le finestre che si aprivano sul porto e sul mare, di sera si metteva alla finestra per seguire il fascio di luce della Lanterna.

Genova

Ludwig era un tipo distinto.
Aveva circa trent’anni, si distingueva per i bei modi e le maniere eleganti, era colto, signorile e affascinante, a causa della sua alta statura di norma spiccava sempre tra la folla.
Apparteneva al bel mondo e così frequentava i luoghi più esclusivi, in certe sere di primavera potevate incontrarlo al Ristorante dell’Hotel Righi.

Hotel Righi (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Che magnifica vista si godeva da lassù!
Il nostro Ludwig e i suoi amici amavano indugiare davanti a quel languido panorama, la città era tutta ai loro piedi.

Hotel Righi

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E tuttavia, da straniero in terra straniera, sentiva forte nostalgia di casa e così aveva cercato un luogo per lui più ospitale e più famigliare di altri.
C’era capitato per caso, proprio in quei suoi primi giorni del 1907, passando in Via Carlo Alberto.

Via Carlo Alberto

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Che meraviglia! Una vera birreria come quelle di Vienna!
E a servire ai tavoli c’era una giovane fanciulla, una ragazza di modesta estrazione, da Campomorone era venuta a Genova per guadagnarsi da vivere e ora lavorava lì, dal signor Alfred Stamm.
Clementina era un fiore di bellezza poco più che ventenne, era risoluta, volitiva e dal carattere gioioso e vivace.
Là, alla birreria di Via Carlo Alberto, il nostro Ludwig si sentiva davvero a casa, lì si poteva persino gustare una celebre birra di Dresda che come simbolo aveva un cinghiale.
E il signor Stamm, orgoglioso di questa sua particolare esclusiva, aveva fatto stampare la pubblicità della birra con l’immagine dell’animale sulla cartolina  del suo locale.
C’era poi una veduta di Genova e vi compariva anche una fotografia della famiglia Stamm al gran completo.
Eccola, la prima cartolina scritta da Ludwig, il 30 gennaio 1907.

Stamm

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Il destino a volte ti porta nel luogo al quale tu devi appartenere e il soggiorno del nostro visitatore durò più a lungo del previsto.
In parte a causa del lavoro, certo.
E d’altro canto non c’era alcuna fretta, il clima era dolce, la birra era fresca, Genova era a sua misura.
E poi c’era lei, Clementina.
I due si frequentarono a lungo e tra loro sbocciò un tenero amore, confessato nel languore di una sera, al tramonto, sulla passeggiata di Nervi.

Nervi (2)

Ci credereste? Da quel giorno non si lasciarono più.
E certo, il Signor Ludwig era stimato e rispettato e come già vi ho detto frequentava l’alta società e quando nel 1908 venne inaugurato l’Hotel Miramare lui fu tra gli invitati, naturalmente.

Miramare

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Partecipò anche al veglione di fine anno, il cartoncino di invito precisava che occorreva prenotare per tempo ma lui non ne ebbe bisogno, il suo tavolo era già riservato.

Miramare 1

Invito appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Si presentò con una fanciulla di angelica bellezza, in sala si levò un mormorio, chi era mai costei?
Nessuno l’aveva mai veduta, eppure Genova non è una poi una città così grande!
E tuttavia nessuno osò chiedere nulla, la ragazza accanto al Signor Ludwig suscitò molto curiosità che rimase insoddisfatta.
Ludwig arrivò con Clementina e con lei se ne andò, poco tempo dopo il Signor Stamm si mise in cerca di una nuova cameriera, la ragazza di Campomorone era andata in sposa all’aitante viennese e con lui era partita alla volta dell’Austria.
Gli sposi tornarono a Genova diverso tempo dopo.
Accadde nella primavera del 1958, erano entrambi ormai avanti negli anni e ci misero molto a percorrere la passeggiata di Nervi, passo dopo passo, come avevano fatto in ogni giorno della loro vita.
Una ragazza di Campomorone e un uomo d’affari austriaco che si erano conosciuti a Genova nel 1907.

Nervi

E ora forse voi lettori vi starete chiedendo se questa sia una storia vera.
Il racconto è frutto della mia fantasia, ho mescolato immaginazione e realtà, è una vicenda che ho inventato dopo che Eugenio mi ha detto di avere una cartolina della birreria Stamm di Via Carlo Alberto.
E’ firmata da un certo Ludwig e datata 1907.
Non c’era una storia da raccontare e così l’ho creata dal nulla.
Ringrazio Eugenio per la sua generosità e tutti voi per aver letto fino a qui.
E ovunque egli sia mando un saluto al vero Signor Ludwig, con la speranza che il suo soggiorno genovese sia stato davvero così piacevole.

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E’ solo una breve creuza, l’ho vista per caso l’altro giorno mentre mi recavo al Museo Luxoro.
Uno sguardo, uno sfavillio di colori accesi.
E così sulla via del ritorno ho pensato di andarla a cercare, è solo una breve creuza, una stradina di mattoni ripida e scoscesa.
E allora sono tornata sui miei passi, lasciandomi alle spalle Capolungo.

Nervi

Quanto è bella Nervi!
Chi ci abita ha la rara fortuna di vivere in un luogo che ha tutte le caratteristiche di un paese di riviera, ogni angolo di Nervi è semplicemente incantevole.

Nervi (2)

Cielo lucido, brillante, era una giornata perfetta.

Nervi (3)

Un cancello, io guardo oltre e non potrei davvero farne a meno.

Nervi (4)

Qui, a Nervi, le stradine strette si arrampicano sulla verde collina e si sale, si sale.
Tornerò, magari  in qualche fresca giornata d’autunno.

Nervi (5)

Eccola la mia creuza, non la conosco, non ci sono proprio mai stata ma per me è amore a prima vista.
Ombra, rosso vivace acceso di luce, una curva gentile, questa è Via Giovanni Romero.

Nervi (6)

Scendo, passo dopo passo, scendo verso il mare, non è distante.

Nervi (7)

Lo si vede laggiù, tra le case di biscotto e di ocra caldo di sole, questi sono i colori di questa terra, vividi e intensi.

Nervi (8)

Uno sguardo indietro, le creuze di Liguria sono così, semplici, ripide e dolcemente faticose.

Nervi (10)

E tu scendi, un gradino per volta, respirando l’aria del mare che spira gentile e ti accarezza il viso.

Nervi (9)

E alle tue spalle c’è una vertigine della quale non puoi veder la fine, si perde lassù, all’inizio della creuza.

Nervi (11)

E poi gozzi, una casa rosa.
Fermati, fermati lì e imbocca la stradina che è alla tua sinistra.

Nervi (12)

E fiori, giardini, alberi e i binari della ferrovia.

Nervi (13)

Un libro sul quale si possono leggere alcune parole, si tratta di un acrostico del quale è autore Max Manfredi.

Nervi (14)

E’ dedicato a colui che rese celebre questo luogo con una canzone, siamo alla stazione di Sant’Ilario e questo è l’omaggio a Fabrizio De André.

Nervi (15)

Eccola la piccola stazione, da molti anni qui i treni non fermano più ma questo è un posto carico di suggestioni poetiche, ti sembra di vedere le comari del paesino parlare fitto fitto tra di loro.
Quella là, quella Bocca di Rosa, è una poco di buono!

Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di missionario.

Nervi (16)

La vicenda è ben nota, Bocca di Rosa è la protagonista di una canzone di Fabrizio molto famosa e molto amata.
Guardate bene, la vedete quella piccola folla venuta a salutare Bocca di Rosa?

Alla Stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.

Nervi (17)

Da Via Giovanni Romero alla stazione di Sant’Ilario.
E poi giù, ancora giù, verso il mare, tra fiori, piante grasse e panni stesi.

Nervi (18)

C’è vento, si sente l’onda che batte e si odono voci allegre di ragazzi sulla spiaggia.

Nervi (20)

 C’è vento, il vento alza le lenzuola, soffia, si insinua tra le case, ti avvolge con il profumo salino dell’abisso.

Nervi (21)

C’è vento, il vento smuove le onde, le solleva, frizzanti di spuma bianca e fresca.

Nervi (19)

E c’è un’antica osteria, un giorno o l’altro verrò a pranzare qui!

Nervi (22)

E qui a Capolungo, da dove poi si imbocca la Passeggiata Anita Garibaldi, trovi tutto ciò che ti aspetteresti di vedere in un piccolo borgo marinaro.
I gozzi, in attesa di partire e di prendere il largo.

Nervi (23)

E le case colorate e una panchina per sedersi e una piccola spiaggia.
E c’è vento, vento di Liguria.

Nervi (24)

E poi cammini, seguendo il percorso sinuoso della ringhiera azzurra della passeggiata di Nervi.
C’è il sole ma lo accompagna il vento, vento di Liguria.

Nervi (24a)

Ti fermi ancora, per qualche istante.
Ti affacci, volgi lo sguardo indietro e sai che tornerai.

Nervi (25)

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Ed è giunto il tempo della villeggiatura, si parte verso luoghi freschi e soleggiati, questa è l’estate al tempo dei Luxoro, famiglia genovese che con la bella stagione era solita trasferirsi nella villa sul mare.
Accadeva agli inizi del ‘900, in seguito la lussuosa residenza fu donata al Comune di Genova e attualmente è un delizioso e ricco  museo dove si respirano atmosfere affascinanti.
Fino al 20 settembre il Museo Giannettino Luxoro ospita una mostra che vi farà rivivere un’altra epoca, questa è L’estate al tempo dei Luxoro.
Siete pronti a partire?
Prepariamo i bauli e apprestiamoci ad attraversare la città, la dolcezza di Nervi ci attende!

Villa Luxoro

La Villa si trova a Capolungo, immersa nel verde e nel silenzio degli alberi.

Villa Luxoro (2)

Ci si siede al fresco, attorno alla fontanella.

Villa Luxoro (3)

Qui nel passato vennero certi illustri ospiti, c’è persino un targa che ricorda il loro soggiorno.

Villa Luxoro (46)

E il parco della Villa offre queste vedute, davanti a voi c’è lo splendore della costa ligure.

Villa Luxoro (4)

L’acqua zampilla dalla fontanella.

Villa Luxoro (5)

E anche qui troviamo una piccola Madonnetta.

Villa Luxoro (6)

Inizia qui l’estate al tempo dei Luxoro, in questa residenza rischiarata dal sole del primo giorno di luglio.

Villa Luxoro (7)

Mentre il mare si alza e si abbatte sulle rocce sciogliendosi in bianca schiuma.

Villa Luxoro (8)

Benvenuti in questa lucente dimora che ospita opere d’arte, argenti e ceramiche, mobili di pregio e quadri preziosi, notevoli sono alcune opere del Magnasco.

Villa Luxoro (9)

L’estate al tempo dei Luxoro porta nelle sale del museo  abiti fruscianti e leggeri, vezzosi ventagli e ombrellini parasole, è il tempo della villeggiatura negli anni ’20 con quelle atmosfere che suscitano nostalgia.

Villa Luxoro (10)

E sono esposte le antiche foto di famiglia, memoria di quei giorni pigri trascorsi qui, davanti al mare di Nervi.

Villa Luxoro (11)

Bianco, candido, impalpabile, questo è un abito con la gonna adorna di fiocchetti lievi come fragili farfalle.

Villa Luxoro (12)

Una finezza senza paragoni.

Villa Luxoro (13)

E’ elegante e sontuosa la dimora dei Luxoro.

Villa Luxoro (14)

E al centro di questa sala c’è un antico biribis, ricordate il gioco da tavola amato da Casanova?
Il veneziano venne a Genova e qui si dilettò nel gioco, ebbi già modo di parlarvene in questo articolo.

Villa Luxoro (15)

L’estate al tempo dei Luxoro è una mirabile collezione di ventagli, ne vedrete di carta e di seta, di avorio e di tessuti preziosi.
Fa caldo, una signorina della buona società non può certo fare a meno del ventaglio!

Villa Luxoro (16)

L’estate ha il profumo dolce degli agrumi, colori e frutti di Liguria.

Villa Luxoro (17)

E qui ci sono oggetti preziosi finemente decorati.

Villa Luxoro (18)

E in una vetrinetta io ho trovato il ventaglio perfetto per me, è esposto insieme ad un altro più piccolo, da bimba, che risale al 1820, decorato con perline di vetro.
Ed eccolo il mio preferito, un ventaglio bianco pieghevole, di taffetas ricamato, avorio e merletto.
Che bellezza!

Villa Luxoro (19)

L’estate al tempo dei Luxoro scorreva dolcemente lenta, scandita dal canto delle onde e profumata di brezza marina.
Segnano il tempo i molti orologi della ricchissima collezione esposta al Museo Luxoro.

Villa Luxoro (20)

Scivolano via piacevoli le ore e i minuti.

Villa Luxoro (21)

In una dimora che un sogno di armonia, alzi lo sguardo e sopra di te c’è un cielo azzurro.

Villa Luxoro (22)

Soggetti mitologici e atmosfere incantate, nella bella villa sul mare ci sono orologi notturni che proiettano le ore sulle pareti.

Villa Luxoro (23)

E poi si scendono certi gradini, verso le stanze della servitù, c’è un pavimento antico dai colori caldi.

Villa Luxoro (25)

E in una stanza vi è la ricostruzione della vecchia cucina, tutto è pronto per il pranzo dei padroni di casa.

Villa Luxoro (26)

E ovviamente c’è anche la ghiacciaia, ci mancherebbe!

Villa Luxoro (27)

E si preparano morbidi e fragranti dolcetti per la colazione.

Villa Luxoro (28)

La zuppiera è già sul passavivande!

Villa Luxoro (30)

E poi ancora si sale, verso il piano superiore, sulle parete una miriade di quadri e opere d’arte.

Villa Luxoro (31)

E in cima alle scale vi accoglie una bimba, delicata e tenera, con una mano si regge la veste.

Villa Luxoro (32)

A Villa Luxoro un’ampia sala è dedicata all’arte del presepe, se verrete qui potrete vederla anche voi, io mi riprometto di mostrarvela in una stagione più consona, vi sono anche diverse statue con soggetti sacri, come ad esempio questa Madonnetta.

Villa Luxoro (33)

Questo il tempo del sole e del caldo, è il tempo della villeggiatura e delle passeggiate sul lungomare.
Guardiamo dalla finestra, verso l’azzurro calmo e la quiete del giardino.

Villa Luxoro (34)

Un filo di perle, guanti sottili, un’inimmaginabile leggerezza.

Villa Luxoro (35)

E poi le signore si interessano di moda, certo!
E così ci sono certe riviste, verrebbe voglia di mettersi a sfogliarle!

Villa Luxoro (36)

In una stanza, al muro sono appese diverse acquasantiere, fuori risplende l’estate, il cielo è terso e il mare è di cristallo, sul letto c’è pronto il costume da bagno, è di lana e rigorasamente a righe come si usava in quegli splendidi anni.
Si va a tuffarsi dagli scogli!

Villa Luxoro (37)

La sublime lievità  di un altro tempo ancora esercita su di noi tutto il suo fascino, quando ho varcato la soglia di questa stanza lo stupore mi si è dipinto sul volto.

Villa Luxoro (38)

E guarda fuori, oltre la balaustra.
E pensa a quando scende la sera e il mare si imperla di riflessi, vengono alla mente i versi del poeta Camillo Sbarbaro:

La trama delle lucciole ricordi
sul mar di Nervi, mia dolcezza prima?

Villa Luxoro (39)

Guarda fuori, ci sono i colori del Mediterraneo vivi e vivaci.

Villa Luxoro (40)

E sì con un clima così, serve l’abbigliamento adatto: parasole, cappello, borsina, si esce per il passeggio!

Villa Luxoro (41)

E trine delicate e pizzi sottili e merletti e dettagli raffinati.
Sospiro!

Villa Luxoro (42)

E’ giunto così il tempo di lasciare la villa per raggiungere il lungomare e lasciarsi cullare dalla dolcezza dell’estate.

Villa Luxoro (43)

Questa è una mostra particolare e davvero piacevole, nello splendido scenario di Nervi.
E’ un vero viaggio nel tempo e quando verrete a Villa Luxoro lo compirete anche voi, qui trovate il sito del Museo con gli orari e i dettagli per la visita,  gli stessi sono riportati nell’immagine sottostante che ritrae la locandina della mostra.

Villa Luxoro (44)

E’ iniziato il tempo dolce dell’estate, questa è l’estate al tempo dei Luxoro.

Villa Luxoro (45)

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Se vai a Nervi in questa stagione non è solo per sederti sulla passeggiata a respirare il vento.
Se vai a Nervi in questa stagione l’aria è intrisa della dolcezza delle mille rose che sbocciano nei parchi.
Il roseto, la linea blu dell’orizzonte.

Roseto

E mare e rose, a Nervi.

Roseto (1)

E mentre cammini tra i fiori dovresti saper dire qual è la tua rosa, la rosa che vorresti vedere davanti alle tue finestre.

Roseto (3)

Eppure è difficile a dirsi, come principesse da fiaba invitate al ballo dei fiori tutte le rose si mostrano nella loro indescrivibile bellezza.

Roseto (4)

Si arrampicano, tra foglioline lucide, boccioli richiusi e petali candidi.

Roseto (5)

Una distesa di colorata e odorosa freschezza e là dietro la collina di Nervi.

Roseto (5a)

Cammina, passa sotto a un arco di rose vermiglie.

Roseto (6)

E poi?
Giallo, giallo di sole e petali ricchi nutriti di luce.

Roseto (7)

E tenue colore antico di pizzi e di trine ottocentesche.

Roseto (8)

E arancio vivace e tenue, screziato di bianco.

Roseto (9)

Quale sarà la tua rosa?
Forse proprio colei che rappresenta la passione e l’ardore del sentimento.

Roseto (10)

C’è un prato brillante e una rosa per ognuno, ognuno ha la sua.

Roseto (12)

Chiara, delicata, leggera.

Roseto (13)

O forse accesa di colore allegro.

Roseto (13a)

Cammina, passa sotto a un altro arco di candidi bocci mentre attorno a te si spande un delizioso profumo.

Roseto (15)

E sfuma il colore, le tinte si fondono e si confondono in una perfezione impossibile da imitare, la complessità di un intero universo è racchiusa in un semplice fiore.

Roseto (16)

Cammina, cammina ancora, il roseto di Nervi è un angolo di splendore in un dei più bei parchi cittadini.

Roseto (17)

Tra palme, prati verdi e alberi imponenti, le rose.

Roseto (18)

E quale sarà la tua?
Briosa, semplice, dalla tinta pastello.

Roseto (19)

E passa sotto a un arco che è un tripudio di primavera, del resto maggio è il mese delle rose e una di queste è certamente la tua.

Roseto (19a)

E si susseguono, di ogni colore e di ogni varietà.

Roseto (21)

Cerca la tua rosa, una tra queste è il tuo istante di dolcezza, forse è proprio colei che si protende tra cielo e prato.

Roseto (22)

Ogni rosa è stupore, mistero di beltà e incanto.

Roseto (23)

Si dischiudono lente e si aprono in preziose sfumature delicate.

Roseto (24)

E’ un gioco di contrasti che non smette di meravigliare mai.

Roseto (25)

Cerca la tua rosa, forse la troverai o forse penserai che ognuna è un dono per te, la natura sa essere gentile e prodiga.

Roseto (26)

Guarda sopra di te e intorno a te.

Roseto (27)

E così camminerai, in quella dimensione di bianca purezza.

Roseto (28)

 Tra tutte le tinte del creato.

Roseto (29)

In un giorno di maggio, nel roseto dei Parchi di Nervi.

Roseto (30)

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In questi giorni sono sempre in giro.
C’è una dolcezza particolare nell’aria e così guardo fuori dalla finestra e non so resistere allo splendore d’azzurro di queste giornate di maggio.
Sì, in questi giorni sono sempre in giro.
Salgo sullo scooter e via.
E ieri sono andata ai parchi di Nervi e poi giù, sulla passeggiata.
Me, myself and I.
E profumi, colori, suoni.
E stavo camminando lungo un vialetto quando d’un tratto l’ho visto lì, tra le foglie e l’erba.
Lo so, la foto non è perfetta ma non importa.
E insomma, poi lui era davvero piccino, credo che fosse proprio giovane giovane!
Che sia questo il motivo di tanta agitazione?
Già, non sono l’unica che in questi giorni non riesce a star ferma, il mio piccolo amico aveva una fretta indiavolata, non ho capito bene dove dovesse andare ma sembrava veramente impaziente!
E insomma, si è infilato sotto a un albero e non si è più fatto vedere.
Però ci tenevo a presentarvelo e così eccolo qua, in tutta la sua sfolgorante bellezza.
Ho provato a cercare il suo nome, credo che si tratti di un regolo ma non ne sono certa.
Un breve, magnifico incontro.
Ieri, lungo un vialetto.
Tipi che si incontrano ai Parchi di Nervi.

Uccellino

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Colori, fili da stendere e panni stesi.
Le sfumature del nostro quotidiano hanno tutte le gradazioni del mondo, accese, brillanti, a volte tenui.
Ed è uno spettacolo per il quale non si paga alcun biglietto eppure ogni volta è sempre diverso.
E così può capitare di arrivare al Carmine, in una mattinata qualunque.
Il campanile, le case color biscotto, il bucato steso ad asciugare.

Il Carmine

Si passa sotto gli archetti vestiti di tinte pastello.

Il Carmine (2)

Ed è giallo, rosso e sono tinte calde.

Il Carmine (3)

Guarda verso certi muri, oltre certi muri.

Il Carmine (4)

La vita ha tinte sgargianti, brillano al sole le facciate delle case di Quarto ed è abbacinante il bianco delle lenzuola che dondolano al vento.

Quarto (2)

E poi cieli turchesi, ringhiere e terrazzini.

Quarto

E persiane tirate in fuori al Porticciolo di Nervi.

Nervi

Tutte le gradazioni dell’universo, verde, blu scuro e ancora bianco, in Circonvallazione a Monte.

Circonvallazione a Monte

E poi abbaini, ombre decise e corde da stendere.
Un giorno qualsiasi, in Spianata Castelletto.

Spianata Castelletto

E si accende di fucsia la prospettiva di Piazza di San Cosimo, sono sempre i caruggi il luogo più suggestivo.

Piazza di San Cosimo

Il passato e il presente si incontrano ogni giorno nella città vecchia.

Piazza San Giorgio

Genova è ocra, tanti palazzi hanno le facciate di questo colore.

Panni Stesi (2)

Genova è anche grigia, nei suoi tetti e in certe antiche case ricoperte di ardesia a volte rallegrate dal rosso e dal blu.

Vico Monachette

Ancora grigio, in certi edifici ottocenteschi ravvivati dall’arancio e dal rosa degli asciugamani.

Panni Stesi

La magia dei panni stesi nei caruggi, puoi tornare cento volte nel medesimo luogo e non lo troverai mai uguale.
E così mi troverete spesso a gironzolare per le vie del Molo, svolti un angolo e ti attende una sorpresa.

Molo - Panni Stesi

La magia dei panni stesi e della luce, quando un raggio di sole batte dove non ti aspetteresti.

Vico di San Giorgio

E quando un riflesso accende di bagliori dorati le case di Via di Santa Croce.
Quante volte vi ho già portato qui?
Non so, resta pur sempre uno dei caruggi che amo di più.

Via di Santa Croce

E poi ancora, un vero trionfo di lenzuola da una parte all’altra di Via Ravecca.

Via Ravecca (2)

Cammino sotto al bucato candido e pulito.
Anche voi alzate lo sguardo quando camminate in questa antica strada?

Via Ravecca

Passato e presente, sacro e profano, l’edicola con la Madonna e i panni stesi ad asciugare in una giornata dal clima secco.

Salita della Fava Greca

Cose che si vedono nei caruggi, c’è un vasetto di piante sul davanzale e si sentono in lontananza voci allegre di bambini.
Ingegnosi i genovesi, basta una recinzione alla quale appendere un filo e voilà, ecco trovato il posto per il lenzuolo.

Panni stesi (4)

Vicoli, tinte pastello e mollette colorate.

Panni stesi (3)

E silenzio.
Non c’è nessuno.
In fondo al vicolo si muovono sinuose certe ombre, alcune sono proiettate dalle lenzuola e dai panni che danzano nel vento.
Qui, nei caruggi, dove ci sono colori, fili da stendere e panni stesi.

Vico di Coccagna

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Genova sotto le luci.
E sono le luci di Natale che si confondono con quelle della città, in certe strade ampie e spaziose.
E splende e brilla la prospettiva di Via Venti Settembre, tra finestre accese e vetrine.

Via XX Settembre (2)

Resto, osservo la sera che scende piano.

Via XX Settembre

La sera ha riflessi dorati che accarezzano Palazzo Ducale e l’acqua calma della fontana.

Piazza De Ferrari (2)

Ed è un bagliore di blu e uno scintillio di rosso.

Piazza De Ferrari (3)

Ancora oro, oro e musica e il Teatro Carlo Felice.

Piazza De Ferrari (4)

A guardar tra i rami, oltre quelle luci.

Piazza De Ferrari

Genova sotto le luci, come ovunque accade, nel periodo di Natale.
Anche in riva al mare, dove il sole al tramonto si infuoca, nella bella Nervi.
Ed è il verde brillante a illuminare il Viale delle Palme.

Nervi

Ma alcuni, come me amano gironzolare per i caruggi, anche quando non c’è nessuno.

Via San Luca

E in certi luoghi sono altri gli effetti luminosi che creano potenti suggestioni.
Accade quando il buio avvolge ogni cosa e un luce vivace cade sui marmi e sui portali di certi edifici, sui fregi e sugli angeli che decorano la facciata della chiesa di San Siro.

Chiesa di San Siro

E poi certe luci sono d’effetto perché mettono ancor più in risalto la bellezza di certi palazzi.

Via Luccoli

Ed è azzurro, quasi come di ghiaccio o come fiocchi di neve in Via Luccoli.

Via Luccoli (2)

Ed è oro ancora sulla facciata di Palazzo della Meridiana.

Palazzo Della Meridiana

Brilla e riluce Genova, quando scende la sera.

Piazza della Meridiana

E più di ogni altro luogo risplende Via Garibaldi, un tempo detta Strada Nuova, tra musei e dimore nobiliari che hanno veduto i fasti di Genova.

Via Garibaldi (2)

Sotto la luce bianca e candida della luna.

Via Garibaldi (3)

E io con la mia passione per i caruggi mi infilo in Vico del Duca e mi guardo indietro.

Via Garibaldi (4)

E poi ancora, passeggiando in Strada Nuova, sotto i riflessi d’argento e di bianco.

Via Garibaldi (5)

In questa che è sempre, in qualunque stagione la strada più elegante di Genova.

Via Garibaldi (6)

E poi altrove, dove Natale diventa archi d’azzurro, caruggi e Madonnette.

Vico del Ferro

Giù per i Macelli, che fatica aspettare che non passi nessuno!

Macelli di Soziglia

Una stella cometa brilla davanti a San Matteo.

Chiesa di San Donato

E un’altra ancora in San Filippo, in queste chiese che non hanno bisogno di alcuna luce artificiale per colpire lo sguardo del visitatore.

Chiesa di San Filippo
Un cielo di stelline sovrasta Via di Scurreria, una delle strade che trovo sempre affollata.

Via di Scurreria

Scendo e intanto guardo le stelle, guardo i palazzi, le persiane aperte e certi soffitti.
Osservo la città solo le luci.

Via di Scurreria  - Campetto

E poi via, via dalla folla, cercando un luogo dove non ci sia nessuno.

Vico Lavagna

E a cercare la luce e il buio nella città verticale, sotto la Torre dei Maruffo illuminata dai faretti.

Torre dei Maruffo

Davanti agli splendori della Superba.

Palazzo Ducale (2)

Quando scende la sera e Genova è sotto le luci.

Luminaria

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