Grigio e azzurro di Nervi

A volte anche il cielo di Nervi è un capriccio, il sole timido si nasconde e a prevalere sono i toni tenui di grigio e azzurro, sono le note del tempo piovoso e incerto.
Una fila di panchine, nessuno a contendersi un posto in prima fila davanti al mare inquieto accarezzato da vento ribelle.

E sotto la luce fioca c’è un gioco di linee dai toni di opaco gesso.

Cosa fanno i gabbiani quando il tempo è così instabile e indeciso?
Volano alti, compiono le loro evoluzioni e poi si gettano giù, tra le onde, toccano l’acqua e poi risalgono ancora.
Ancora e ancora, in una danza che segue il viaggio del vento.

E dondolano nell’aria, ad ali spiegate, soltanto per noi che restiamo ad ammirarli, noi che siamo amici del mare anche quando le nuvole lo sovrastano.

Noi, così, restiamo.
Nella nostra attesa silenziosa, solo accompagnati dal suono amato delle onde.
Noi così respiriamo.
Come i gabbiani sopra lo scoglio.

Noi, davanti alla ringhiera celeste della passeggiata di Nervi.


Poi lo sappiamo, lo sappiamo sempre: il sole ritornerà e farà brillare il mare e scalderà gli scogli e i gabbiani continueranno a volare alti e a planare giù, ancora e ancora, temerari figli del cielo che non temono il grigio e la pioggia.

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I bambini di Giulio Monteverde

Le parole dell’infanzia, spesso, sono nei gesti e negli sguardi e sono simili in ogni tempo.
I bambini sanno ridere ed essere felici con gioia autentica, i bambini sanno trasmettere ai grandi la loro voglia di vivere e regalano sorrisi inaspettati.
Gli artisti invece sono capaci raccontare i sentimenti di tutti, le emozioni che vengono dal cuore, le piccole felicità e i nostri umani entusiasmi.
Così è per lo scultore Giulio Monteverde che a lungo visse e lavorò a Genova.
Nato a Bisagno nel 1837 e morto a Roma nel 1917 il celebrato artista ha lasciato in diversi luoghi i doni del suo talento, le sue opere adornano i monumenti funebri del nostro Cimitero di Staglieno, assai celebre è l’Angelo della Tomba Oneto, le sue sculture sono anche al Cimitero del Verano a Roma, in diverse città di Italia e all’estero.
Inoltre, se vorrete ammirare il talento di Monteverde, potrete recarvi alla Galleria d’Arte Moderna di Nervi dove i vostri occhi incontreranno la lieve bellezza di due bimbi colti in un momento gioioso.
Sono i figli dello scultore, il candido marmo risale al 1874 e si intitola Primi giochi. Bambini che giocano con un gatto.
I bambini, dicevo, ridono con complicità, con felice leggerezza, sono genuini e veri.

E la camiciola orlata di pizzo cade a scoprire la spalla, è così la libertà.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (2)

A osservarli davvero pare di sentire le loro risate allegre e la voce amorevole della mamma che si rivolge a loro.
E poi i bambini stanno a piedi scalzi, in quel frammento di vita in cui si cresce, si sperimenta e si impara.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (3)

L’infanzia è felicità, bellezza e armonia.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (4)

Ed è spontaneità, entusiasmo, curiosità, nella dolcezza di un visino paffuto.
E questo è un gesso del 1875, è il Bimbo che scherza con un gallo.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (5)

L’infanzia poi è ritrosia, fragilità e candore, è tenera timidezza e questo esprime il gesso del 1872: l’ingenuità.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (6)

Non è più un bambino ma un vivace fanciullo colui che impersona Il Genio di Franklin, il gesso risale al 1871: di questa opera esistono diverse versioni, la più pregiata si trova nella Capitale.
Ha talento questo ragazzino, ha il guizzo intelligente nello sguardo, ha il sorriso aperto e vivo.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (7)

I riccioli ribelli incorniciano il suo bel viso e i suoi gesti raccontano la sua acerba briosità.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (8)

E a osservarlo con attenzione a me rammenta un altro fanciullo di recente tornato sotto il sole di Genova: è il Genio alato della Munificenza che è parte del monumento al Duca di Galliera ora collocato in Carignano.

Monumento al Duca di Galliera (14)

Non sono le uniche opere di Monteverde che troverete alla Galleria d’Arte Moderna di Nervi, il mio breve post è un invito a scoprire queste sculture e le numerose opere degli altri artisti che sono il vanto del museo di Nervi, qui trovate gli orari per la vostra visita.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (9)

E qui ringrazio ancora la Dottoressa Maria Flora Giubilei, direttrice del Museo, per la sua gentilezza e disponibilità.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (10)

E davanti al verde dei parchi incontrerete un genio ragazzino che sorride quasi impertinente.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (11)

Poco distante, nella gaia ingenuità dell’infanzia, ci sono i due fratellini felici e teneramente complici.
Come in ogni tempo, come sempre sono i più piccini, così sono anche i bambini di Giulio Monteverde.

Galleria d'Arte Moderna di Nervi (12)

Come son contenta!

È il suo visetto a parlare di lei e della sua felicità, è nel suo sguardo la sua gioia di bimba, è la sua gestualità a narrare il suo amore per la vita e i suoi sorrisi.
Curiosa, entusiasta e vivace, dalla voce squillante e allegra, lei è una piccina vissuta in un tempo distante e per sempre presente ai nostri sguardi grazie allo scultore Giovanni Scanzi che così immortalò il suo candore infantile nell’anno 1884.
E così recita il titolo dell’opera che ritrae questa dolce piccolina: Come son contenta!

La scultura è esposta alla Galleria di Arte Moderna di Nervi e nuovamente ringrazio la Direttrice del Museo Dottoressa Maria Flora Giubilei per la sua cortese disponibilità.
Bianco marmo, l’incomparabile talento di Scanzi, la memoria di quei giorni acerbi.
Di questa bimba non si conosce il nome: la statua fu donata nel 1936 da Maria Rambaldi Anselmi che era la nonna della piccina.
Lei ha un bell’abitino con una fila di bottoncini tondi, le maniche di pizzo, la gonnellina a pieghe e i riccioli che incorniciano il suo visetto.

Come son contenta! (2) Galleria d'Arte Moderna di Nervi

Già conoscete due bimbe che furono effigiate da Giovanni Scanzi, le trovate nel luogo dove non si dovrebbero mai incontrare visetti come questi.
Nel tempo della vita fragile Scanzi scolpì i monumenti funebri di Giuseppina Grillo della quale ho scritto qui e quello di Ada Carrena e qui trovate l’articolo a lei dedicato, entrambe le opere sono collocate nel Cimitero Monumentale di Staglieno.
Semplicemente bimbe, proprio come questa piccina.
Circondate da boccioli odorosi e da tenere foglioline verdi, proprio come questa piccina.
Lo stivaletto, il passo leggero, la lievità dell’infanzia.

Come son contenta! (3) Galleria d'Arte Moderna di Nervi

E paragonando questo monumento a quelli di Giuseppina e Ada ci si rende ancor meglio conto dell’importanza della conservazione e del restauro, le opere di Staglieno sono esposte e per questo motivo hanno perso il loro originario chiarore.
La statua di questa bimbetta così amata ha invece mantenuto intatta la sua bellezza, tiene fiori tra le dita e sorride.
I suoi occhi parlano di lei: come son contenta!

Come son contenta! (4) Galleria d'Arte Moderna di Nervi

Seduta con questa incantevole grazia, nei giorni della sua infanzia.
Mi sono chiesta quale sia stato il suo destino e spero che, a differenza di Giuseppina e Ada, lei sia diventata una giovane donna affascinante e che abbia poi avuto una vita lunga e felice.

Come son contenta! (5) Galleria d'Arte Moderna di Nervi

Noi la conosciamo bambina, nell’armoniosa perfezione donatale dallo scalpello di Scanzi, la scultura è una delle molte splendide opere che potrete ammirare alla Galleria d’Arte Moderna di Nervi, un museo che merita davvero una visita.

Come son contenta! (6) Galleria d'Arte Moderna di Nervi

Nel suo candore, nella sua tenera leggiadria, nel tempo della sua infanzia.

Come son contenta! (7) Galleria d'Arte Moderna di Nervi

 

Una visita ai Musei di Nervi: le Raccolte Frugone

Passeggiando nella dolcezza di Nervi potete godere delle sue molte bellezze e oltre a questo non dovreste perdere una visita ai musei dove sono esposte prestigiose collezioni: oggi vi porterò con me alla scoperta delle Raccolte Frugone e vi mostrerò alcune delle opere che potrete ammirare in questo splendido scenario.
Sede del Museo è l’elegante Villa Grimaldi Fassio, appartenuta un tempo alla famiglia dell’armatore Ernesto Fassio la dimora con il suo parco fu acquistata dal Comune di Genova sul finire degli anni ‘70.
La Villa si trova oggi all’interno del Parco di Nervi e nelle sue stanze sono stati collocati i numerosi pregiati pezzi appartenuti ai fratelli G.B. Lazzaro e Luigi Frugone, imprenditori e raffinati collezionisti di opere d’arte che furono poi donate alla città e agli sguardi ammirati di tutti noi.

Negli spazi ampi e luminosi di questo magnifico edificio sono state così collocate le opere prescelte dai fratelli Frugone: sculture, paesaggi, ritratti e dipinti dei quali sono autori celebri artisti dell’Ottocento e del periodo della Belle Époque.

Raccolte Frugone (2)

Appena varcherete la soglia della prima sala i vostri occhi troveranno la conturbante bellezza di una dama immortalata dal pittore Giovanni Boldini: è Miss Bell con il suo abito rosso rubino, i pizzi, il fiocco nero sulla pelle nivea, il fascino eterno e imperturbabile.
Il capolavoro è esposto tra altri due meravigliosi dipinti dell’artista ferrarese.

Giovanni Boldini – Miss Bell 1903

E sempre in questa sala dedicata alla Scapigliatura e alla Belle Époque troverete una giovane seduta davanti a una tela: ha un pennello tra le dita, ha un sogno nello sguardo e ci si perde nel volerlo indovinare.
Nelle fattezze di questa figura così aggraziata si riconoscono i tratti di Carolina Marignani, moglie dell’autore del dipinto Mosè Bianchi.

Mosè Bianchi – La pittrice 1874

E ancora, un altro destino è rimasto immortalato sulla tela dal talento del grande Giovanni Boldini.
Lei sorride, pacata ed elegante, sul suo cappello spiccano rose delicate.
Fine e leggiadra, lei era una nobile prussiana di nome Beatrice e ahimè, non le fu così caro il ritratto di Boldini in quanto le rammentava un amore infelice, il committente era infatti il marito dal quale poi divorziò.
Per sempre giovane e per sempre incantevole come l’artista la dipinse, la nobildonna morì nel 1917 poco più che quarantenne e fu una delle molte vittime della terribile influenza spagnola.

Giovanni Boldini
La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt 1901

Sala dopo sala si susseguono le opere di artisti del calibro di Tranquillo Cremona, Telemaco Signorini, Ettore Tito, Giuseppe Palizzi, Giovanni Fattori e Silvestro Lega.

Raccolte Frugone (6)

Ricca è la collezione di sculture e bronzi di talenti come Gaetano Cellini, Leonardo Bistolfi, Edoardo Rubino.

Raccolte Frugone (7)

Sono sculture e dipinti pregiati ed importanti che vengono anche dati in prestito per essere esposti in mostre allestite in musei di altre città.

Raccolte Frugone (8)

Leonardo Bistolfi – Per i campi

Sala dopo sala, su per le scale e sui diversi piani potrete ammirare i capolavori un tempo appartenuti a due raffinati collezionisti, l’amore dei fratelli Frugone per l’arte ha consentito loro di riunire opere dalla bellezza straordinaria.

Raccolte Frugone (9)

Raccolte Frugone (10)

È una collezione varia, interessante, molto vicina ai nostri gusti contemporanei, le opere di questi scorcio di secolo a mio parere si distinguono per eleganza e senso dell’armonia.
Notevoli sono i quadri degli artisti veneti, per la vivacità dei colori e per l’atmosfera mi hanno colpita in particolare i dipinti di Giacomo Favretto.

Giacomo Favretto
Musica in Famiglia 1883 – Al Ponte di Rialto 1886

E c’è aria di mare nel quadro ambientato nell’Isola di Burano, il vento pare smuovere gli abiti leggeri delle giovani ricamatrici e tutte ascoltano le parole che una di loro legge.

Ettore Tito – Pagine d’Amore o La lettura (dettaglio) 1907

E sembra di sentire il rumore degli zoccoli dei cavalli, mentre le nuvole si stagliano all’orizzonte in questo frammento di una giornata trascorsa all’aria aperta e narrata in un dipinto.

Ettore Tito – Ritorno dalla caccia

Questi sono soltanto alcuni dei capolavori che potrete ammirare alle Raccolte Frugone di Nervi, qui trovate i giorni di apertura e gli orari.
Tutte le informazioni che avete letto sono tratte da Genova – Raccolte Frugone Guida alla Visita pubblicato da Silvana Editoriale, il volume è scritto e curato dalla Dottoressa Maria Flora Giubilei che è Direttore dei Musei di Nervi, qui voglio ringraziarla per la sua cortesia e per la sua disponibilità.
E poi si avvicina il tempo dei fiori, in primavera la bella villa Grimaldi Fassio è immersa tra i profumi e i colori del roseto di Nervi.

Nervi (9)

È ben evidente che questa nostra passeggiata virtuale all’interno del Museo non può essere esaustiva così come le mie semplici fotografie non possono restituire completamente la ricchezza di dettagli delle opere esposte.
Questo vuole soltanto essere un breve racconto per immagini e un invito alla visita in un Museo ricco di opere straordinarie.
Nella sala dove sono esposti i dipinti di Boldini troverete un quadro che non vi ho mostrato: ritrae un giovane paggio che gioca con un levriero, è un’immagine lieta che rimanda all’allegrezza della gioventù, lascio a voi la curiosità di scoprirlo.
Lì accanto, pensosa e affascinante, ecco ancora Miss Bell e forse vi piacerà conoscere qualche dettaglio sulla sua identità, a voi la gioia di scoprire qualcosa in più su questo intrigante mistero.
La sua immagine è giunta così fino a noi, lei ha questa grazia innata ed è ritratta in questa posa di rara eleganza, così potrete ammirarla in una sala di Villa Grimaldi Fassio a Nervi.

Giovanni Boldini – Miss Bell 1903

Tra mare e nuvole

Tra il mare e le nuvole c’è una linea perfetta che si staglia contro l’orizzonte.
È per noi un disegno inconfondibile quello della ringhiera della passeggiata di Nervi, con le sue curve sinuose oltre le quali a volte risuonano onde fragorose.
Ed è un’armonia, una bellezza consueta che amiamo sempre ritrovare, con il suo fascino per noi immutato.
Ieri sono stata ancora sulla passeggiata Anita Garibaldi e tra mare e cielo lente sono arrivate certe nuvole pigre ed evanescenti.
E sono rimaste, immobili e sospese, senza vento, lasciando filtrare appena la luce del sole che si posava sul mare calmo.
Questo quadro di febbraio mi ha rammentato i versi di un poeta molto amato, cantore della nostra Liguria.
È l’incipit di una sua poesia, ha le suggestioni di una diversa stagione, calda e luminosa, ha uno sfavillio inquieto e intermittente.
Come quando il sole attraversa le nuvole e brilla d’argento l’acqua del mare.

La trama delle lucciole ricordi
sul mar di Nervi, mia dolcezza prima?

Camillo Sbarbaro

Nervi: la stazione più bella del mondo

Se lo chiedete a noi di Genova, per molti di noi è a Nervi la stazione più bella del mondo.
E lo sappiamo bene che ci sono altre banchine e altri viaggi diversi da questo, altri binari sui quali sfrecciano treni differenti, sconosciute bellezze e altri panorami.
E tuttavia a noi è davvero caro questo nostro viaggio, lo abbiamo compiuto decine di volte solo per respirare la freschezza delle onde, per percorrere quella nostra splendida passeggiata che si snoda sugli scogli.
Un viaggio, anche breve, è la metafora di molte conquiste e la nostra Nervi è una meravigliosa ricompensa: ti dona profumi, colori, intensità viva di Mediterraneo.
È un sogno incantevole e ha inizio così, quando il treno si ferma al binario che si affaccia sul mare della nostra Liguria.

E all’orizzonte questa briosità di blu così brillante e lucente.
Lì sotto c’è la passeggiata e si nota il profilo di una vecchia gloria genovese, è la storico albergo e ristorante La Marinella e tutti noi attendiamo che torni ad avere giorni splendenti.
Si resta come tra le note e le parole di un celebre canzone di Ivano Fossati che narra di questi posti davanti al mare con questi cieli sopra il mare.

Con le ringhiere, il profilo della costa e la meraviglia di un viaggio che ti lascia nell’animo un senso di pienezza e di gioia.
Nella piccola stazione del levante genovese, dove ci si siede su una panchina ad aspettare il treno e davvero non ti viene neanche il desiderio di sfogliare una rivista o magari di distrarti in qualche modo per ingannare l’attesa.
Sei nella stazione più bella del mondo, hai uno spettacolo di fronte.

E a volte davanti ai tuoi occhi freme vibrante l’azzurro, turbina il vento capriccioso, certe imbarcazioni lasciano una bianca scia.

E anche questa è la magia di un nuovo viaggio e di una nuova partenza, davanti al mare di Nervi.

La danza del vento

Anche se ogni giorno vedo il mare, una volta di più il mare mi ha incantata.
Non avevo mai veduto un simile spettacolo e sono rimasta a lungo sulla passeggiata di Nervi ad ammirarlo, lasciando scorrere il tempo e seguendo le evoluzioni dell’aria sulla superficie dell’acqua.
Una giornata tersa, vento brioso e mare calmo senza onde.
E poi, d’improvviso quel movimento che è vita, vortice e vigore.

Un turbine, un respiro di eterea bellezza.

Lame di vento si abbattono sul mare in una danza luminosa.

E l’acqua si leva appena, poi ancora si posa.

E questa è la danza leggera del vento che spira sospingendo l’acqua verso il largo, una magia incantevole per la quale non trovo le parole.

Si librano tenaci certi padroni del cielo.

E ancora il vento cade, sferza l’azzurro e compone la sua musica.

E ancora si alza, vorticoso e vivace.

Imprevedibile, misterioso e potente.

In diversi tratti e in diversi momenti, davanti agli occhi e all’orizzonte.

Soltanto blu, abisso e aria.

E vita, esuberante bellezza, ritmo della natura e del tempo d’inverno.

Magia lieve che rapida si dissolve e svanisce.

Sul mare di Nervi, in un giorno di gennaio, così danza volubile il vento.

Per tutta la vita

Accade che certi amori durino per tutta la vita ed io voglio credere che loro due siano rimasti insieme per sempre.
E poi il tempo scivolò via anche per loro ma io penso che siano ritornati molte altre volte in questo che forse era un luogo del cuore.
Il mare, la scogliera, la passeggiata di Nervi e la ringhiera che si snoda sinuosa.
Due sposi: alti, eleganti, raffinati.
Persone di garbo e di buone maniere e così in sintonia tra di loro, a me così sembra.
Per tutti i giorni, per tutti gli anni a seguire.
E poi ancora ritornare, ricordare, sorridere e parlarsi.
Ancora.
Sospirare di nostalgia, tenersi per mano, aspettando il tramonto.
E ancora appoggiarsi alla ringhiera, quando il passo diventa più lento.
Mentre l’onda canta la sua languida melodia, infinita come un amore che dura per tutta la vita.

Un lavatoio a Capolungo

Andando a levante e percorrendo la passeggiata di Nervi fino a Capolungo si arriva ad una piccola spiaggia molto cara ai genovesi.
Nulla di pretenzioso, è un luogo vissuto e vero, è un angolo raccolto di Genova dove scrosciano le onde inquiete e dove i gozzi riposano sulla spiaggia.
Queste un tempo erano case di pescatori, gente semplice che conosceva altre fatiche molto diverse dalle nostre, noi ci sediamo su questi sassi ad ammirare il mare, questi sono i luoghi delle nostre lente pigrizie.

E c’è una creuza che conduce a Capolungo, rischiarata dal sole brillante scende ripida verso la piccola spiaggia sferzata dal vento di mare.
In altri tempi e in altri giorni le donne andavano a fare il bucato a questo lavatoio, arrivavano con le conche cariche di panni e i loro colori e le loro chiacchiere erano semplicemente vita.

Nervi di creuze, Nervi di caruggi, panni stesi e fresca brezza marina.

Luogo di spossanti fatiche e di antiche memorie, forse per qualcuno ancora care.

Sul lavatoio di Capolungo è affissa una targa in ceramica, è un ricordo ma è anche un maniera gentile di conservare un frammento del tempo passato che noi non abbiamo vissuto.

A Nervi, passeggiando verso levante.
A pochi passi dalla spiaggia dove le onde inquiete danzano senza posa.

Nervi e le rose di maggio

E vi porto con me, ancora a passeggiare tra le rose di Nervi.
C’era il sole, in questo maggio capriccioso che sembra amare la pioggia, così ho approfittato della bella giornata per tornare ancora come sempre tra queste rose.

E per camminare accanto ai boccioli odorosi.

Tra queste uniche e rare delicatezze di maggio.

Nervi (2)

Sbocciano i fiori, si aprono alla luce di primavera.

Nervi (3)

E i colori chiari dei petali si mescolano al celeste del mare.

Nervi (4)

Diverse sfumature di Nervi, in questa stagione.

Nervi (5)

E bianco, palme svettanti e cielo azzurro.

Nervi (6)

Una gloriosa esplosione di tinte accese.

Nervi (7)

Una prospettiva amata e sempre emozionante, noi di Genova siamo affezionati a Nervi e alle sue rose.

Nervi (8)

A volte, in certi giorni, non vorresti davvero essere in nessun altro posto, soltanto qui, tra queste meraviglie.

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Tra le diverse sfumature di maggio.

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Rose, profumate e dolcissime.

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E sapete, io non amo tanto i luoghi affollati ed eravamo in pochi a visitare il roseto, ho fatto come sempre qualche incontro interessante.

Nervi (12)

Questa è la bellezza di un luogo immerso nella quiete, mentre certi gabbiani pigri scrutano orizzonti lontani.

Nervi (13)

Fortunati coloro che abitano qui, davanti al mare di Nervi, fortunati coloro che abitano tra le rose gialle passando di fiore in fiore.

Nervi (14)

E amo anche i petali caduti, effimere delicatezze perdute da lasciare intatte al suolo.

Nervi (15)

Nervi (16)

Tutta questa bellezza ogni anno si rinnova.

Nervi (17)

E sbocciano le rose rigogliose.

Nervi (18)

A volte candide e chiare.

Nervi (19)

E fanno da incantevole cornice alla bellezza di Nervi.

Nervi (20)

Sorprendenti splendori di un luogo tanto amato della nostra Genova.

Nervi (21)

Boccioli, petali di seta, freschezza di profumi.

Nervi (22)

E fiori dondolanti che incontri durante il cammino.

Nervi (23)

Rose di maggio e di Nervi, uniche e meravigliose, nel mistero della vita che sempre ritorna a fiorire.

Nervi (24)