Dopo le onde

Il mare.
Il mare sa essere così imprevedibile, impetuoso ed implacabile.
Lo amiamo, è parte dell’anima nostra e ci tradisce, a volte.
Il mare ha travolto barche, muri, coste e litorali, ha cancellato spiagge e sferzato i paesi della riviera.
Il mare, ieri a Boccadasse, era ancora così.

Nulla rispetto a quella potenza del giorno prima, eppure era ancora forte.

Boccadasse (1a)

Con le onde scure e inquiete.

Boccadasse (2)

In quell’eterna danza tra le case del borgo.

Boccadasse (2a)

Con i gozzi messi in salvo nelle piazzette e nei caruggi.

Boccadasse (3)

Boccadasse (4)

Il mare ha portato via il muretto dove ci mettevamo ad ammirare il tramonto ma braccia solerti sono già all’opera e al lavoro.

Boccadasse (5)

Il mare, dopo le onde alte, ancora non si placa.

Boccadasse (6)

E ho camminato, lungo Corso Italia.

Corso Italia (1)

Corso Italia (2)

E la luce ancora rimbalzava sull’acqua inquieta e tempestosa.

Corso Italia (3)

E c’erano le onde, onde agitate oltre il cancello.

Corso Italia (4)

E spuma frizzante di abisso profondo.

Corso Italia (5)

In una giornata in cui molti di noi sono andati a guardarlo questo mare capriccioso e ribelle che non sappiamo comprendere.

Corso Italia (6)

E gli spruzzi si frangevano contro le rocce.

Corso Italia (7)

Mare d’autunno, incerto e imprevedibile.

Corso Italia (8)

Mare che canta, sempre, ancora.

Corso Italia (9)

Mare che fluisce e ritorna, ancora.

Corso Italia (10)

Poi il sole si è nascosto tra le nuvole e ha donato il suo calore al cielo.

Capo Santa Chiara (1)

E la sua luce ha illuminato Capo Santa Chiara e il nostra mare ancora inquieto.

Capo Santa Chiara (2)

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Una casetta a Capolungo

È una casetta che si trova nell’incanto di Nervi, proprio prima di arrivare a Capolungo.
La ringhiera azzurra, le panchine, il cielo limpido e chiaro, così era ieri e laggiù la casa rossa, colori di Liguria caldi di sole e di luce.

Là sotto, contro le rocce levigate e scoscese, infuria il mare, si schianta con vigore e l’azzurro si dissolve in frizzante spuma bianca.

E si susseguono le onde in una danza che sembra non avere mai fine.

E allora, nella casetta rossa, è il momento di tirare le tendine e di chiudere le persiane per ripararsi dal fragore del mare.
O forse è un’illusione? Osservate bene, lassù, all’ultimo piano c’è una graziosa finestra dipinta.

E poi ecco un vasetto di coccio, i fiori, un pizzo trasparente e leggero.

E luce ed ombra, mentre si scende verso Capolungo.

E gozzi, acqua che luccica, ancora onde potenti.

E tutto è quieto, di mattina, tra panni stesi ad asciugare sospinti dall’aria di mare, caruggi e semplicità.
Sta tutta lì la bellezza, nelle cose vere e nei luoghi che raccontano la vita delle persone.

E su quel mare inquieto si affacciano i balconi e le finestre della casetta rossa.

Ogni giorno ognuno di noi compie il proprio viaggio e poi ritorna al luogo al quale appartiene: alla propria spiaggia, al posto che è casa nostra.
E per alcuni è qui, davanti a questa riva.

Nel luogo in cui l’abisso pronuncia le sue parole ed è energia, forza e gioia, vita e libertà, respiro eterno.

Mentre ancora tornano le onde e si inseguono con la loro musica infinita, sinfonia del mare davanti a Capolungo.

Il richiamo del mare

Quando senti il vento.
E già sai, questo è il richiamo del mare, la sua voce.
E già sai, lo troverai così, chiaro e lucente di sfumature d’azzurro.

Corso Italia (4)

Agitato, indomabile, irrequieto.

Corso Italia (2)

E qualcuno cammina sulla battigia.

Corso Italia (3)

Quando senti il vento guarda il mare.

Boccadasse

Devi solo esserci, nulla di più.

Boccadasse (2)
In silenzio, su un muretto, davanti a una ringhiera, mentre il vento solleva spruzzi d’acqua che si frangono contro gli scogli.

Boccadasse (3)

Tormentato, vitale, infinito mare.

Boccadasse (4)

Quando è così, il mare non si calma, è senza posa.

Boccadasse (5)

Eterno fluire, eterno rinascere.

Boccadasse (6)

Fermati davanti ai gozzi.

Boccadasse (7)

Ad ascoltare questa musica, nessuno al mondo sa cantare la melodia dell’universo come il mare.

Boccadasse (9)

Taci, ascolti, il mare ti sfida a guardarlo.

Boccadasse (10)

E monta, riprende forza, ha sempre più vigore.

Boccadasse (11)

Oltre le case, oltre le finestre che si affacciano sulla creuza.

Boccadasse (12)

Onda dopo onda, spuma di mare dono del magnifico vento che increspa l’acqua e la tormenta.

Boccadasse (13)

Implacabile e potente vento: lassù, a Capo Santa Chiara, la meraviglia di non reggersi quasi in piedi.
E stupore e bellezza.

Boccadasse (14)

E geometrie di Genova, in questa primavera sempre più tiepida.

Boccadasse (15)

Quando senti il vento.
E il canto del mare rimbomba nel cielo, prima più flebile e poi ancor più potente.
Infinito, instancabile.

Boccadasse (16)

Quando senti il vento.
E il richiamo del mare.
Ascolta.

Boccadasse (17)

Camogli, camminando sulle nuvole

E un pomeriggio di dicembre arrivi qui, a Camogli.
Cercavo altro e ve lo mostrerò molto presto, in certi posti non puoi mai prevedere cosa troverai.
E così d’improvviso, mentre il sole iniziava la sua dolce discesa verso l’orizzonte mi ha catturata una magia di luci e riflessi.
E c’è una panchina anche per te, se vuoi, puoi sederti a guardare il mare.

Camogli (2)

Il mare imprevedibile, si alza e si abbatte sul molo davanti alla chiesa e proprio lì crea una pozza di acqua salata.
In certi specchi effimeri incontri solo pura bellezza, vedi le linee delle case di Camogli mentre i raggi del sole  rischiarano le facciate gialle di Liguria.

Camogli (12)

E poi ancora, guarda verso l’infinito.
Si cammina sull’impalpabile leggerezza delle nuvole, sospesi tra cielo e terra.
E i pescatori hanno lanciato la loro lenza verso l’abisso generoso e restano in attesa, sospesi tra cielo e terra.

Camogli (3)

E c’è sempre una prospettiva che non hai mai veduto prima anche nei luoghi dove sei stata tante volte.

Camogli (4)

C’è sempre un sogno che sfuma tra scogli e onde e rimane lì, davanti ai tuoi occhi.

Camogli (5)

Passi lievi sopra un’evanescenza di nuvole, la figura aggraziata che vedete è di mia nipote Maddalena.
C’è un istante in cui tutto è magia, tu devi solo esserci per vederlo.

Camogli (8)

E mentre la terra accoglie la vastità del cielo, il mare si leva in spruzzi vigorosi e vitali.

Camogli (7)

E tu resti a guardare lo spettacolo più ammaliante, lo regala Fratello Sole quando ci saluta.

Camogli (6)

Una distesa d’argento dai riflessi rosati, la quiete di una sera di dicembre.

Camogli (8a)

E poi ancora l’onda si frange contro gli scogli, si spezza e si eleva, segnando il confine tra la terra e il mare.

Camogli (10)

E si specchia e si innalza e tu respiri il profumo del mare, è sempre sua la musica più dolce.

Camogli (11)

No, non lo sai cosa puoi vedere in una pozza d’acqua salmastra.

Camogli (13)

Da qui all’infinito e ancora più lontano.

Camogli (14)

E resti lì, davanti alla luce che declina, non esiste magia che il creato non possa regalarti, tu devi solo esserci per vederla.

Camogli (15)

E scende la sera e sfumano i colori, le tinte virano al grigio e si velano d’argento.

Camogli (16)

Una visione lunare e straniante, un istante irripetibile, non ce ne sarà mai un altro uguale a questo.
Sarà un’altra magia, una nuova suggestione, una diversa inclinazione di luce.

Camogli (17)

E tu tornerai ancora, camminerai qui e calpesterai i sassi.
E sentirai lo sciabordio delle onde, il canto infinito dell’abisso inquieto.
E forse troverai ancora quei pescatori, su uno scoglio, come sospesi tra cielo e terra.
Lontani, distanti, persi nel bagliore abbacinante del sole della sera, pescatori di sogni nel mare di Camogli.

Camogli (18)

Quinto, un lavatoio davanti al mare

Camminando vicino al mare, a Quinto.
In certi giorni il clima invoglia a una lenta pigrizia e vorresti soltanto sederti lì, sui sassi, a guardare l’onda che batte e sempre ritorna.
E l’aria ti scompiglia il capelli e ti accarezza il viso.
Camminando vicino al mare, a Quinto.

Quinto (2)

E non c’è bisogno di cercare il sole tra prospettive impervie e imprendibili, davanti al mare è il sole a trovare te.
Trova te, la scaletta che stai scendendo, le finestre spalancate di fronte all’azzurro, i mattoni rossi della creuza.

Quinto (3)

E soffia il vento amico e regala un gioco di colori, di luci e di ombre.

Quinto (4)

Lì, tra la creuza e la piccola spiaggia, ancora si trova il muto testimone di certe lontane fatiche che non conosciamo più, un lavatoio davanti al mare.

Quinto (5)

Chi un tempo visse in questa bella casa certo ne avrà usufruito.
Cesta dei panni, spazzola e sapone e poi un corda da stendere, come ancora accade ai nostri giorni.

Quinto (6)

La vasca grande e spaziosa e l’onda che picchia sulla scogliera.

Quinto (15)

E l’acqua che scende, le chiacchiere e il vociare delle donne al lavatoio.

Quinto (8)

Si inerpica la creuza, svoltato quell’angolo si gode di una prospettiva che per me narra tutta l’anima di questa terra.

Quinto( 8A)

E il fragore del mare incanta ed ammalia, trascina via con sé anche i pensieri.
Senza tempo, senza fretta, seguendo la melodia delle onde.

Quinto (10)

E seguendo il proprio sguardo che coglie scorci di impagabile bellezza.

Quinto (11) - Copia

Laggiù, davanti al spiaggia di sassi.

Quinto (12)

Dove tutto narra della potenza del sole e del vento, di quelle piante resistenti che crescono lungo la nostra costa di Liguria.

Quinto (13)

Rigogliose, forti, vive, si stagliano contro la linea dell’orizzonte.

Quinto (14)

E l’aria intrisa di salino penetra in ogni fibra, il profumo inebriante dell’abisso resta nella memoria e nell‘anima.

Quinto (7)

E il sole lentamente declina, brilla e luccica sopra le onde, laggiù, dove c’è un lavatoio davanti al mare.

Quinto (16)

Davanti al mare

Quando ti trovi davanti al mare.
Ed è domenica.
Passa una ragazzina bionda sui pattini e poi un giovane papà con un bimbetto addormentato in braccio.
Quando ti trovi davanti al mare.
E c’è il sole.
Ci sono tre amiche che chiacchierano amabilmente e intanto passeggiano, i ragazzi seduti sul muretto e quello sulla Vespa che rallenta, in cerca di parcheggio.
E una nonna chiama il nipotino.
Quando ti trovi davanti al mare.
Ed è domenica.
E l’aria è un frusciare confuso di voci, di risate, di parole indistinte.
E poi, d’un tratto, odi una voce sola.

Mare (2)

E poi ti distrai, vorresti contarli uno ad uno i gozzi tirati in secca.

Mare (3)

Ma quella voce sussurra e sospira, è il richiamo della grandezza del mare, l’onda che sale, monta e si infuria, tormentata, inquieta e vitale.

Mare (4)

E non esiste più nulla attorno, nessun suono, si sente solo il canto delle onde che si inseguono.

Mare (4A)

E il mare sale e discende, si posa sulla sabbia e si ritira.

Mare (6)

E poi si eleva, esplode per un istante, diviene spruzzi e pura energia, il mare è vita e potenza.

Mare (7)

Non si ferma, si scuote dall’abisso e dal suo cuore di acqua si rigonfia, bianco di spuma effervescente, lambisce la riva, trascina le alghe, sbatte sugli scogli.

Mare (8)

E mostra la parte profonda di sé ai nostri occhi meravigliati e increduli.
L’onda.
L’onda che nasce da lontano, e lenta cresce e prende vigore.

Mare (9)

E poi giunge al suo destino, seguendo il ritmo dell’universo.
Danzano le onde, con una sincronia perfetta.

Mare (10)

Quando ti trovi davanti al mare e odi una voce sola.
E la forza della natura è più potente di ogni dubbio o di ogni esitazione.

Mare (11)
E l’onda si scioglie, svanisce.

Mare (12)

E rimani a guardare il mare.
Il mare agitato, arrabbiato, furioso, il mare che urla e gorgoglia.
E respiri, respiri vento, sale, aria.

Mare (13)

E i tuoi occhi vedono conchiglie e ricci, pesci guizzanti e stelle marine, è la suggestione infinita del mare.
E vorresti tuffarti, toccare il fondo e riemergere stringendo la sabbia in una mano.

Mare (14)

E canta il mare, cantano le sue onde che corrono verso la spiaggia.

Mare (15)

Lì risiede la vera bellezza, nell’inesplicabile armonia del creato, nel ritmo dell’onda che si frange e si dissolve.

Mare (16)
Il mare gioca, gioca con le nostre sensazioni e con il nostro stupore.
E’ il richiamo della grandezza del mare, il mare che è vita e potenza.

Mare (17)
E poi il giorno lentamente declina, il sole imperla il cielo e tinge di rosa l’orizzonte.
E brilla l’acqua che lentamente si placa.

Mare (18)

E tu sei lì, davanti al mare.

Mare (19)

Le Cinque Terre, verso sera a Manarola

Quando arrivi a Manarola, verso sera.
E percorri la discesa che ti condurrà là, ai piedi di quel nugolo di case strette una all’altra, come spesso accade in questa regione.
Qui, alle Cinque Terre, Manarola è attaccata alla roccia, a picco sul mare di Liguria.

Manarola (2)

Quando arrivi a Manarola  e percorri la discesa che ti condurrà là, nel cuore del paese, cammini accanto a dolci pendii scoscesi disseminati di vigneti ricchi di  succosi grappoli d’uva.

Manarola (3)

E poi ti affacci, verso quel mare, verso le case, verso il cielo già rosato e chiaro.

Manarola (4a)

Qui, a Natale, si allestisce un suggestivo presepe e l’incanto è arrivarci dal mare, a Manarola.
E allora puoi vedere le lucine che illuminano il paese,  un’atmosfera ancora più caratteristica e affascinante.

Manarola (5)

Qui, nella piazzetta della chiesa.

Manarola (7)

E il giorno già declina, la luce che presto svanirà accarezza i tetti e il campanile, ne delinea e ne esalta i contorni.

Manarola (9)

Si scende per caruggi, a ben vedere neanche troppo stretti, non c’è Liguria senza caruggi.

Manarola (8)

E curve e scale e gradini e facciate color biscotto.
E gradazioni tenui e delicate, a Manarola.

Manarola (10)

E poi guardi sotto a un portico e trovi cassette d’uva e grappoli appesi, nella terra del vino e della vite, sono i segreti di certe antiche tradizioni.

Manarola (11)

E le belle case di Manarola fanno da cornice alla vostra passeggiata.

Manarola (6)

C’è persino un’antica ruota, un tempo operosa, questa è la sua seconda vita.

Manarola (13)

E vi sovrasta quel pugno di case con la chiesa e la piazzetta.

Manarola (14)

Si scende verso il mare, a breve scenderà anche  la sera.

Manarola (15)

E l’orizzonte si illumina di un bagliore improvviso.

Manarola (16)

Cammino per il piccolo borgo, tra le semplici case che un tempo furono solo di pescatori.
Come le altre località delle Cinque Terre, ai giorni nostri  Manarola è un’ambita meta turistica, molto amata dagli stranieri.

Manarola (17)

Amata e prescelta per la bellezza unica e rara del paesaggio, per il clima dolce e piacevole, per quel mare che accarezza le rocce, per queste sue case così semplici eppure così caratteristiche.

Manarola (18)
Quando arrivi a Manarola tutto ti parla di attaccamento per la propria terra e di senso di appartenenza.
E tutto di ricorda quanto siano apprezzate le Cinque Terre in tutto il mondo.

Manarola (18a)
Quando arrivi a Manarola e trovi i gozzi lì, davanti alla porta di casa.

Manarola (20)

Quando arrivi a Manarola e vedi scale e gradini che vorresti salire.
Impervia, ripida Liguria, così dolcemente aspra, a volte.

Manarola (22)

Di barche, gozzi e portoni verdi.
E benvenuto, welcome, wilkommen.
Nella terra dei vini, delle rocce e del mare.

Manarola (22a)
A Manarola, a picco sulle onde.
Una geometrica armonia di colori, delle tinte della terra e del sole.

Manarola (24)

E intanto una luce calda ricopre ogni cosa, si posa sui muretti e sugli scafi, sulle pietre e sulle piante generose di foglie.

Manarola (25)

E si notano alcune persiane chiuse, ora che l’estate è lontana.
Ma nelle stradine di Manarola ci sono sempre turisti e visitatori, chiacchierano, passeggiano, si godono il panorama.
No, non serve altro.

Manarola (26)
Qui dove, persino il Camposanto ha le sue suggestioni.
Si affaccia sul golfo calmo, nella terra dei tanti poeti e su una vasta lapide marmorea si leggono i versi di Vincenzo Cardarelli.
O aperti ai venti e alle onde liguri cimiteri!

Manarola (41)

Quando arrivi a Manarola, verso sera.
E ti coglie una dolcezza così grande che rimarresti lì, sulle panchine, sopra le rocce sulle quali si frangono le onde.
Quando arrivi a Manarola verso sera e la luce lentamente diventa sempre più rosa.

Manarola (28)
E brillano le case dai colori vividi.

Manarola (29)

E un gabbiano volteggia, saluta il giorno che se ne va.

Manarola (29a)
E guardi il mare, gli scogli e le nuvole.
E ascolti il silenzio.

Manarola (30)
E resti a guardare la bellezza nella sua forma più pura, la semplicità.

Manarola (31)

E quando sei qui, a Manarola, verso sera, ti siedi su un muretto e attendi.
E non desideri più niente altro, solo aspettare, aspettare che il sole compia la sua magia più ammaliante e si tuffi in quell’abisso celeste e infinito.
La luce vira, si riflette sulla superficie del mare e le dona riflessi di madreperla.

Manarola (32)
E poi cala ancora, si smorza e diviene più tenue.

Manarola (33)
E se ne andrà, scenderà l’oscurità sulle belle case di Manarola, sui gozzi e sui terrazzini, sulle piante grasse e sui tralci di vite.

Manarola (35)
E resti lì, mentre fratello sole si posa tra le nuvole, mentre irradia la sua luce verso l’immensità e maestoso si specchia nelle acque del mare.

Manarola (38)
E brilla, riluce e risplende.

Manarola (36)
E scende oltre l’orizzonte, mentre l’aria salina pervade ogni senso, oltre il tempo, nell’infinità del mare davanti a Manarola.

Manarola (40)

Il Porticciolo di Nervi, tra sole e nuvole

Una passeggiata al Porticciolo di Nervi, in quello che è uno dei quartieri più incantevoli di questa città.
E certo, come ho già avuto modo di dire, coloro che sono nati qui sentono un grande senso di appartenenza verso il loro borgo appoggiato sulle rocce.
E quando si giunge qui, al limite della Passeggiata dedicata ad Anita Garibaldi, pare davvero di essere in un luogo di vacanza.
Si può uscire in maglietta e calzoncini con le infradito e la borsa di paglia?
Se abitate qui potete farlo, se abitate qui avete un gran fortuna.
E se foste nati qui so per certo che risposta dareste se vi chiedessero di dove siete.
Di Nervi, quelli di Nervi rispondono tutti così.

Nervi

E’ blu il mare e turchese il cielo in una giornata tersa, s’intravede in campanile tra gli alberi.

Nervi (2)

Ma quello stesso luogo non perde la sua magia quando il mare è in tempesta e l’onda batte potente e si frange disperdendosi in schiuma evanescente.

Nervi (3)

E il mare luccica di riflessi d’argento, il colore muta e diviene metallico.

Nervi (4)

Le belle case alte del Porticciolo, le belle case dai colori vivi.
E questo è proprio un benvenuto di Liguria, un’immagine che sa raccontare di un luogo e delle sue tradizioni marinare.

Nervi (5)

Benvenuti in Liguria, anche quando il cielo è cupo e le nuvole sovrastano le alture.

Nervi (6)

Camminando piano, verso il Porticciolo, quando il sole è caldo e splendente.

Nervi (7)

Camminando piano, verso il Porticciolo, accompagnati dal vento che qui crea scenari suggestivi.

Nervi (8)

E la bellezza incomparabile di Nervi è in questi suoi colori, con qualunque clima e in qualsiasi stagione dell’anno.

Nervi (9)

L’azzurro del mare, del cielo e di certe linee sinuose delle barche.

Nervi (10)

Credo che ci sia un regista che costruisce splendide scenografie che invitano a riflettere, la bellezza risiede spesso nella semplicità e nel quotidiano.

Nervi (11)

Le nuvole cupe, cariche di pioggia e i gozzi coperti dai teli.

Nervi (12)

Una passeggiata al Porticciolo, anche questa è terra di caruggi ed è sorpresa e meraviglia quando un raggio di sole filtra ed illumina per scacciare l’ombra.

Nervi (13)

E i pescatori sono pronti a partire, torneranno con un ricco bottino per imbandire le tavole.

Nervi (14)
Un ordine che pare casuale, eppure io sono convinta che ci sia una regia occulta a disporre una accanto all’altra le barche, pare una scelta minuziosa, effettuata ad arte.
O forse è soltanto la bellezza che richiama altra bellezza.

Nervi (15)

E poi un piacevole brusio, si sentono le allegre risate dei bambini.
Alcuni camminano pigramente, c’è chi legge il giornale e c’è chi chiacchiera.
E’ una giornata qualunque al Porticciolo.

Nervi (16)

Ancora luce, ombra e colore.

Nervi (17)

E bianco niveo e candido, pare quasi che questi scafi non abbiano mai affrontato le onde.

Nervi (18)

Liguria in verticale, per conoscere questa terra dovete venire in luoghi come questo, in qualsiasi stagione.

Nervi (19)

E sempre troverete lo spettacolo del colore, forse vi sorprenderà su un semplice filo da stendere.
La bellezza risiede nelle cose di ogni giorno, nelle federe celesti appese ad asciugare e nei tappetini tinta mattone.

Nervi (20)

E  sempre avrete una creuza tortuosa da percorrere.

Nervi (21)

E i colori dell’arcobaleno, tutti assieme sotto il sole di Nervi.

Nervi (22)

O forse troverete quelle nuvole minacciose, dipende dalla stagione, forse sentirete il ticchettio della pioggia che bagna i gozzi, la natura ha le sue musiche e le sue melodie.

Nervi (23)

Alcuni sono davvero fortunati.
E statene certi, vi risponderanno decisi e vi diranno che loro sono di Nervi.
E’ un piccolo mondo a parte, un borgo di pescatori con i suoi incanti.
Tra sole e nuvole.
E se lo vedrete a voi resterà il desiderio di ritornarvi.

Nervi (24)

Sori in inverno e la danza delle onde

Vi porto a Levante, seguendo il vento e la luce, sulla costa, verso uno dei primi paesi che si incontra uscendo da Genova, Sori.
E allora mi sovvengono certe memorie dei tempi della scuola quando a primavera inoltrata, stagione che ai liguri già permette di frequentare le spiagge, partivo di buon mattino con il treno.
Lo zainetto sulle spalle, l’asciugamano da stendere in riva al mare.
La sabbia i sassi e le partite a pallavolo, chi di voi non se le ricorda?
A Sori, sulla spiaggia.

Sori (22)

E oggi torno qui con voi, in una giornata di nuvole che nulla tolgono alla bellezza di Sori.

Sori (3)

Inverno, un cielo che incombe.
E una salita.

Sori (9)

Il mare.
Il mare calmo, fermo e piatto.
E un molo proteso su una distesa d’argento.

Sori (18)

Caruggi che vi dicono che siete in terra di Liguria, con le creuze e le case dai colori vivi.

Sori (11)
Alberi che vi narrano di una Riviera che è casa del sole e del caldo.
Mediterraneo di limoni odorosi e profumati.

Sori (13)

Un campanile, le barche e i sassi.
Scorci da cartolina sulla spiaggia di Sori.

Sori (4)

Camminando per le strade del paese, in una giornata d’inverno, è tutta per voi la semplicità di questo borgo marinaro.

Sori (2)

Uno scorcio di cielo bigio.
Ma le nuvole nulla tolgono alla bellezza di Sori.

Sori (7)

Una fontanella di pietra che certo vi tornerà utile in certe giornate calde e assolate.

Sori (14)

La spiaggia.
La spiaggia delle partite a pallavolo, della focaccia ristoratrice all’ora di pranzo, della domeniche trascorse a prendere il sole in un luogo così vicino a Genova, Sori è a pochi chilometri eppure venendo qui ci si sente già in vacanza.
E intanto il vento alimenta la furia delle onde.

Sori

E diviene sempre più forte e sempre più potente.
E si resta qui ad ascoltare il mare che monta, cresce e ruggisce.

Sori (17)

E sono onde bianche e spumeggianti che si abbattono sulla riva.

Sori (19)

Un movimento che ha il ritmo della natura, che ha una voce, un suono e uno scenario.
Una danza dell’acqua che diviene padrona del litorale.

Sori (25)

Sabbia e sassi lambiti dalle carezze del mare.

Sori (16)

E allora si resta qui, a guardare come nasce lo spettacolo delle onde e del vento.

Sori (24)

E poi si cerca il gioco del colore che regala l’inverno.

Sori (5)

Finestre che si aprono sul blu e finestre nate da una mano d‘artista.

Sori (6)

Un paese che narra di panni stesi che sono parte integrante del panorama.
E’ così in Liguria, in questi luoghi da cartolina.

Sori (8)

Luoghi dove le piante  si arrampicano alla vita, strappando spazio alle rocce.

Sori (15)

A levante.
Arriverà la primavera, con il sole che illumina e riscalda e allora la spiaggia si affollerà.
Arriveranno i giorni dei tuffi e delle nuotate, delle risate e dei pomeriggi pigri, dei bambini con le formine e delle mamme che chiacchierano sulla spiaggia di Sori.
Ma è ancora inverno e l’acqua del mare danza gioiosa sulla sabbia e sui sassi.

Sori (10)