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Posts Tagged ‘Pasqua’

I miei auguri per voi arrivano così, con le dolcezze di una celebre pasticceria genovese tante volte citata su queste pagine, le vetrine di Profumo sono per me di una bellezza ammaliante.
Incantarsi davanti a queste delizie è davvero semplice, ogni volta che passo dalle parti di Via Garibaldi mi fermo sempre a guardare.

Pasqua, tempo di confezioni invitanti e di squisitezze riposte con cura.

Tempo di ovette, nastrini lucidi e tinte tenui.

Stagione di colombe lievi che si poseranno sulle tavole dei genovesi.

Pasqua, tempo di uova con la sorpresa, di galline di cioccolato fondente, di dolci agnellini e di piccoli fiori dai petali color pastello.

Pasqua di vassoi ricolmi di dolci bontà e di coniglietti luccicanti.

E di sorrisi di bimbi, di gioie e di piccole grandi aspettative.

Auguri a voi, cari amici, che siano giornate serene e piacevoli.
Dolce Pasqua a tutti da Miss Fletcher!

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Un’immagine per questo giorno.
Un gesto mistico, potente ed immutabile.
E le cose oscure restano misteriose, segreti sconosciuti che non sappiamo comprendere.
Uno sguardo, un alito di vento che quasi pare smuovere quei capelli fini.
E la luce cade a posarsi sul viso benevolo, in un fremito di ombre.
Un tempo che non finisce e diviene istante eterno, nel silenzio delle cose oscure che per noi restano misteriose.
Buona Pasqua a tutti voi!

Staglieno (2)

Cimitero Monumentale di Staglieno

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Il tempo della Pasqua ha tutte le sfumature pastello della gioiosa primavera.
Ed è profumo di zucchero e sono visetti ridenti di bimbi impiastrati di cioccolata, sono i dolcetti che allietano queste giornate di festa.

Pasqua

E poi la sorpresa, la sorpresa!
Ad emozionare sono l’attesa e l’aspettativa, come sempre nella vita.
E ci pensi e ci ripensi, guardi la carta colorata e il grande fiocco che decora l’uovo e proprio non vedi l’ora di scoprire cosa ti ha destinato la fortuna, chissà!
E poi ci sono tanti pulcini di zucchero con gli occhi spalancati per lo stupore, portano un buffo cappellino e sulla testolina hanno fiocchetti dai colori sgargianti.

Pasqua (3)

E voi?
Voi cosa vorreste trovare nell’uovo di Pasqua?
Io… io… io lo so!
E per me oggi parlerà una bimba molto famosa che visse certe avventure in un luogo fantastico dove si incontrano il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina.
Sì, sì, sto parlando proprio di Alice nel Paese delle Meraviglie, lei è per me una piccola e cara amica.
Amo il libro di Lewis Carroll e amo la celebre pellicola di animazione della Disney, le parole che seguono sono tratte proprio da quello splendido film.
Voi cosa vorreste trovare nell’uovo di Pasqua?
Io lo so!

“Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è e viceversa!
Ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe!”

Buona Pasqua a tutti voi da Miss Fletcher!

Pasqua (2)

Quaresimali, zuccherini e uova della Pasticceria De Regibus

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Londra, è un giorno di primavera del 1877 e alla stazione di Charing Cross giunge un gruppetto di viaggiatori.
C’è un docente di storia antica, il professor Mahaffy, con lui sono in partenza alcuni suoi studenti, nella compagnia c’è anche un giovane irlandese di nome Oscar Wilde.

Oscar Wilde (2)

Dublino, monumento a Oscar Wilde

 La loro destinazione è la Grecia e sarà un lungo viaggio, per arrivare laggiù si imbarcheranno al porto di Brindisi ma prima è anche prevista una sosta a Genova.
Ed è uno dei suoi compagni a narrare piccole perle sulle giornate genovesi di Wilde, in una lettera ai genitori egli descrisse Oscar e le sue passioni: Wilde amava i colori sfumati e i disegni di Morris, Wilde aveva un gusto particolare per la bellezza e l’estetismo.
Wilde cammina per le strade di Genova e indossa la sua elegante giacca giallo scuro, così scrive il suo biografo Richard Ellmann, suo il testo dal quale sono tratte queste notizie.
Genova, durante la Settimana Santa.
E ancora Ellmann fa alcune considerazione riguardo ai colori di questa città, in questa stagione sono vivaci, prepotenti e privi di sfumature, non certo smorzati come piacevano a Wilde.

La Lanterna

Oscar osserva, si lascia avvolgere dalla luce e dai profumi, ciò che vede resta nei suoi sensi.
E resta colpito dalle chiese adorne di fiori e dalle immagini di Gesù sulle quale vegliano vigili i soldati.
E visita una Villa situata a Dinegro, Oscar da laggiù vede il mare e la costa in maniera diversa da come oggi appaiono ai nostri occhi, il tempo ha mutato molte prospettive.
Questo luogo ospitale e idilliaco è Villa Rosazza, detta Lo Scoglietto per la posizione privilegiata dell’altura sulla quale è costruita.

Villa Rosazza

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E tutto rimane, nei sensi e nella mente.
E tutto diviene poesia, nelle parole di Oscar Wilde.
Scrive un componimento, in questa circostanza, Sonnet written in Holy Week at Genoa, e questi sono i versi iniziali:

I wandered in Scoglietto green retreat,
The oranges on each o’erhanging spray
Burned as bright lamps of gold to shame the day.

Andavo errando nel verde rifugio dello Scoglietto,
Su ogni ramo  le  arance
Ardevano come lampade lucenti di oro a vergogna del giorno.

Agrumi

E poi uccelli in volo, fiori che sbocciano, narcisi che si aprono al sole.
E ancora:

And the curved waves that streaked the sapphire bay
Laughed i’ the sun, and life seemed very sweet.

E le onde curve che striavano la baia di zaffiro
ridevano nel sole, e la vita sembrava molto dolce.

Corso Italia

I versi di un giovane poeta sospeso tra misticismo e paganesimo.
In quei giorni Wilde camminerà in Strada Nuova e visiterà Palazzo Rosso, sarà un quadro a colpire la sua immaginazione, è il San Sebastiano di Guido Reni, ne trovate qui un’immagine.

Via Garibaldi

Genova è una tappa prima del viaggio in Grecia.
E poi Oscar continuerà la sua esistenza, conoscerà la gloria e la grandezza, incontrerà l’umiliazione e il carcere.
E dopo tanti trionfi e numerose traversie, tornerà ancora a Genova.
Qui morì colei che Oscar aveva sposato e che lo aveva reso padre, Constance Lloyd, Oscar venne a Genova per far visita alla tomba di lei.
Ho già scritto di quel loro amore, il Signora e la Signora Wilde erano una coppia davvero eccentrica e particolare, qui trovate il mio racconto e qui  un mio articolo dedicato alle memorie di Vyvyan Holland, uno dei loro figli.
Constance Lloyd dorme il suo sonno eterno nel Cimitero degli Inglesi a Staglieno.
Oscar percorse quel viale e quando giunse davanti alla tomba di lei vide la lapide incisa in questa maniera: Constance Mary, figlia di Horace Lloyd, Q.C.
Era come se lui, Oscar, non fosse mai esistito, come se il velo dell’oblio si fosse posato sulla loro tormentata vicenda.
In seguito alla lapide vennero aggiunte le parole che ancora oggi si possono leggere, Wife of Oscar Wilde.
Lontano dalle dolcezze della giovinezza e dai fasti del suo celebrato successo, Oscar Wilde vide ancora Genova negli tempo delle sue amarezze.
La prima volta l’aveva veduta da giovane, durante la Settimana Santa del 1877.

Constance Holland

Cimitero Monumentale di Staglieno, Tomba di Constance Lloyd

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Una cartolina di Pasqua

E Pasqua è ormai vicina,  questa è una  festa tanto cara ai bambini e tutti noi abbiamo nel cuore la Pasqua di quanto eravamo piccoli.
E le uova di cioccolata fasciate nella carta sberluccicante, tutte in fila una accanto all’altra in attesa di essere aperte.
E vi ricordate quell’impazienza di rompere le uova?
Era speranzosa aspettativa che riempiva i nostri occhi di entusiasmo meravigliato.
Tutti i bambini compiono lo stesso gesto, da sempre: con il pugnetto chiuso infrangono il cioccolato e spaccano l’uovo in due.
La gioia di cercare una piccola sorpresa, la ricompensa di una così lunga attesa.
Da grandi è tutto diverso, a volte è molto meglio essere piccini, secondo me.
L’infanzia è gioia, scoperta, sorpresa.
E poi è gioco, sfida e avventura, nuovi inizi e nuove esperienze.
E credo sia un privilegio saper conservare parte di quelle sensazioni, in qualche modo ognuno resta il bambino che è stato.
Vi ricordate la sorpresa che da piccoli si trovava spesso nell’uovo di Pasqua?
Sì, proprio quella che ci lasciava perplessi e anche un po’ delusi, il portachiavi.
Da qualche parte, sul fondo di qualche cassetto immaginario o in una vecchia scatola di metallo arrugginito, conserviamo certe chiavi che aprono le porte dei nostri sogni.
Vanno appese a un piccolo anello d’argento da portare sempre in tasca perché i sogni bisogna tenerli a portata di mano.
Era per quello che ci serviva il portachiavi, adesso lo so.
Buona Pasqua a tutti voi!

Pasqua

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

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Si avvicina la Pasqua ed oggi questa pagina sarà dolce.
E vi condurrà in un luogo che vi farà ritornare bambini, qualsiasi età abbiate certe zuccherine bontà fanno luccicare gli occhi.
A me succede, anche se non ho sei anni!
E così vi porto in Via Cesarea, da Rossi, un negozio ben noto ai genovesi perché qui si trovano diverse raffinate specialità.
Qui trovate caffé, dolci e  marmellate,  una miriade di caramelle e cioccolatini, ci sono anche il caviale e il fois gras, i vini ricercati e l’olio, un’ampia selezione di conserve e sottoli,  una vasta scelta di specialità locali e internazionali.
Questo è uno dei negozi dei fratelli Panizza e voi già conoscete Roberto, geniale ideatore del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.
E naturalmente trovate anche il suo pesto, se volete sbirciare le altre specialità di Rossi qui trovate il sito.
E come dicevo, Pasqua è alle porte, in occasione delle feste questo bel negozio diviene ancor di più un tripudio di dolcezza e così oggi vi mostrerò alcune deliziose bontà di Rossi.
Oh,  c’è un coniglio a guardia della porta, ovvio no? E’ Pasqua!

Rossi (2)

Ecco, io in posti come questo mi incanto a guardare la vetrina.
Coppe, coppette, vaschette ridondanti di cioccolatini ed altre squisitezze.
E i conigli di diversa misura in fila  uno dietro l’altro, che bellezza!

Rossi (3)

E ci sono ovviamente i dolci pasquali, oltre ad essere prodotti di prima qualità sono confezionati con gran gusto.

Rossi (4)

Signori, benvenuti nel paese delle meraviglie.

Rossi (6)

La Pasqua di Rossi ha tinte confetto e riflessi luccicanti, sono i colori della nostra infanzia racchiusi nei panciuti vasi di vetro schierati sugli scaffali.

Rossi (7)

 E certo che tra tutte queste delizie è quasi difficile scegliere, che bontà!

Rossi (8)

La Pasqua è verde brillante come i prati di primavera ed è una splendida e generosa abbondanza.

Rossi (9)

 E poi uova, sì!
Queste piacciono a tutti, azzurre, rosa e gialle, un tripudio di tinte pastello.

Rossi (9a)

E ancora, bianche.

Rossi (19)

E di cioccolato, queste sono una specialità tedesca.

Rossi (10)

Un cestino e altre uova avvolte nella carta luccicante.

Rossi (11)

E poi vasetti, marmellate, conserve e tavolette di cioccolato, sul bancone ci sono i sacchettini già pronti chiusi con un nastrino, questo è il regno della dolcezza.

Rossi (12)

Ovette, ovette, ovette.

Rossi (13)

La Pasqua è una delle gioie dei bambini, è uno dei teneri ricordi dell’ infanzia, rompere l’uovo era sempre un momento cruciale.
E se da piccola mi fossi trovata qui davvero non avrei saputo da che parte guardare!
E adesso è uguale, in certe circostanze si ritorna bambini.

Rossi (14)

La Pasqua di Rossi ha scatolette dai toni delicati e nastri lucidi che le richiudono.

Rossi (5)

E vassoietti di vetro ricolmi di dolcezze, gallinelle gelée e fondant, una vera golosità.

Rossi (16)

E poi ancora, gallinelle e paperette di cioccolato, sono buone e bellissime.

Rossi (15)

Tornerò a scrivere di questo negozio, oggi ho voluto portare qui solo quell’entusiasmo meravigliato e infantile che a volte sappiamo ritrovare anche se ormai siamo adulti.
Un fondant che si scioglie in bocca, una gelatina ricoperta di granelli di zucchero, un arcobaleno di dolcezza e di semplice felicità.
Rossi (17)

La Pasqua di Rossi èun grande vassoio affollato di piccole papere gialle.
E si resta così, con gli occhi sgranati.
Con lo stupore e la meraviglia.
E la bellezza di tornare ancora una volta bambini.

Rossi (18)

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E ancora è tempo di auguri, domani è Pasqua.
Cade una pioggia persistente e fastidiosa, così è a Genova e in tante parti d’Italia.
E si mugugna per il maltempo, ma mi viene da sorridere a leggere le parole che Costanzo Carbone dedicò al lunedì dell’Angelo nel suo Giro di Ronda, un testo del 1937.
Ah, le gite sui prati e il vino di Polcevera per brindare sotto il primo sole!
E tutti a raccoglier ginestre, il fiore giallo che illumina la Liguria quando arriva la bella stagione.
Che peccato, scrive Carbone, da qualche tempo a Pasqua il cielo è grigio e carico di pioggia, la gita fuori porta diventa così un pranzo in trattoria a Casella o a Torrazza, a Sant’Olcese o a Sant’Eusebio.
E ancora piove, in questi giorni come allora.

Giornata di pioggia

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, così recita un noto proverbio, ma non c’è luogo più accogliente della propria casa, sarete d’accordo con me.
E si portano in tavola i piatti della tradizione, a Genova si usa mangiare le lattughe ripiene e la cima di vitello.

Cima (2)

E certo non può mancare la deliziosa torta pasqualina, cucinarla a dovere è una vera arte, un tempo si usava stendere ben trentatré sfoglie, un numero che corrisponde agli anni di Gesù.
E io avevo una zia che era un’ottima cuoca, non so quante fossero le sfoglie della sua torta Pasqualina ma ricordo che da piccola rimanevo incantata per quei tanti veli quasi impalpabili che uno sull’altro coprivano la torta salata più celebre di Genova.

Torta Pasqualina

La Torta Pasqualina, tanto amata da guadagnarsi gli elogi di Giovanni Ansaldo, risale al 1930 il suo articolo tanto memorabile quanto significativo: Le ventiquattro bellezze della torta Pasqualina.
Oh, quante sono! Le foglioline di maggiorana e i mazzi di bietole, la prescinsêua e le uova, le iniziali del padrone di casa incise sulla sfoglia e l’olio che unge la torta come ultima finitura.
Un testo che fa venire l’acquolina in bocca, se non lo conoscete merita di essere scoperto, lo trovate qui, edito da Sagep in un volume che riporta anche alcune ricette.
L’articolo si apre con una dedica a una persona, a Sciä Carlotta, ostessa in Sottoripa, sempre trafelata a servire questa delizia della cucina ligure agli avventori del suo locale.
Lei le conosceva una per una le ventiquattro bellezze della Torta Pasqualina, a lei va l’augurio di Ansaldo, che la Pasqua le porti palanche e clienti, così scrive l’autore.
E nel ricco archivio di antiche cartoline di Stefano Finauri c’è un’immagine di questa celebre trattoria che ispirò la stesura di Le ventiquattro bellezze della torta Pasqualina.

Trattoria Carlotta

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

A Genova, come altrove, a Pasqua si mangia la Colomba che fa bella mostra di sé in tutte le pasticcerie.
Così è da Cavo, ormai lo sapete, questa è la mia pasticceria preferita: ecco il loro dolce di Pasqua fasciato in carta dai colori confetto, sulla vetrina si riflettono gli antichi palazzi di Fossatello.

Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo Colombe

E Pasqua è la gioia dei bambini che ricevono l’uovo di cioccolato, che meraviglia cercare la sorpresa!
E allora questa è la mia maniera di farvi gli auguri, userò  un’ immagine della vetrina di Cavo dove si può ammirare uno splendido uovo riccamente decorato.
E faccio mie le parole di Giovanni Ansaldo, che la Pasqua porti anche a voi tante palanche.
E vi porti serenità, gioia e un uovo di cioccolato bello e buono come questo.
Buona Pasqua a tutti voi!

Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo - Uovo di Pasqua

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Ed è arrivata la Pasqua, ed oggi finalmente il sole splende vittorioso.
E’ arrivata la Pasqua, ed è tempo di uova di cioccolata.
Vi ricordate quando eravamo bambini e c’erano le uova da aprire?
Erano tante e se ne stavano lì, in bella fila.
E noi eravamo in trepidante attesa.
E si aspettava, non vedevamo l’ora di battere il pugno sul cioccolato.
Alcune uova erano davvero sofisticate, ricche di decorazioni di zucchero e di scritte beneauguranti, erano fasciate nel cellophane trasparente perché si potesse ammirare tutta la loro bellezza.
Oh, erano certo le più invitanti!
Altre invece erano avvolte nella carta sberluccicante, richiuse da fiocchi importanti e di tutti i colori.
Rosa confetto, azzurro cielo, oro e argento, colori accesi e brillanti.
E poi c’era la sorpresa, il bello dell’uovo di Pasqua è proprio la sorpresa!
Però come ci arrabbiavamo quando trovavamo il portachiavi!
Mi sono sempre chiesta chi mai abbia avuto la geniale idea di metterlo nelle uova di Pasqua.
Oltretutto, ma quando mai i bambini possiedono delle chiavi?
Io ero molto più contenta quando trovavo i giochini da montare o il braccialettino con i pendenti, un piccolo borsellino intarsiato di perline oppure un ciondolo da appendere ad una collana.
Piccoli gingilli di scarso valore che hanno reso felici tante bimbe, bastava davvero poco per farci sorridere.
Una volta però trovai un oggetto per me preziosissimo: un tappo da bottiglia con sopra una sfera di pietra dura!
Oh, mi sembrava una cosa stupefacente, altrochè!
E siccome ancora ce l’ho, con grande fierezza vi mostro il mio splendido tappo, che fa sempre la figura, secondo me!

E poi il cioccolato, il cioccolato della uova di Pasqua è più dolce e delizioso di qualunque altro, si scioglie in bocca e si frantuma in tante deliziose bricioline.
Al latte o fondente? Io fondente, sempre!
E poi, c’è un punto nel quale le due parti dell’uovo si uniscono e il cioccolato è più spesso, io cercavo sempre quel pezzo lì, anche voi vero? Era la parte più ambita delle uova di Pasqua!
E poi il tempo passa e si diventa grandi, ma abbiamo i ricordi di quando battevamo con il pugno sulle nostre uova.
Vi lascio con l’immagine di uovo spettacolare, quello della Pasticceria  Liquoreria Marescotti di Cavo, tempio della bontà e della dolcezza.
Questo è un uovo davvero superbo, uno di quelli che lasciano i bambini a bocca aperta per lo stupore, per quanto è bello oltre che sicuramente buono.
Oh, che felicità riceverlo!
Buona Pasqua, di cuore, a tutti voi!

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