Auguri di Buona Pasqua!

Così arrivano i miei semplici auguri per questa festività, con una dolce cartolina del tempo passato: ci sono un prato verde, un albero in fiore, una bimbetta, un uovo e un tenero pulcino.
A voi auguro di trovare la perfetta bellezza di questa semplicità e di riscoprire ritrovati stupori infantili che sappiano colmare il cuore di vera gioia.
Care amiche e cari amici, a tutti voi Buona Pasqua!

La visita ai Sepolcri nelle Chiese di Genova

La visita ai Sepolcri è uno dei riti di questo tempo che precede la Pasqua: il Giovedì Santo è infatti usanza allestire nelle chiese gli altari della Reposizione dove viene posta l’Eucarestia.
Gli altari, abbelliti con fiori e foglie, restano così fino al Venerdì Santo, la consuetudine vuole che se ne visitino in numero dispari e ho già avuto modo di mostrarveli in passato ma quest’anno desidero farlo di nuovo.
E allora vi porterò con me a visitare sette chiese di Genova, con la speranza che queste immagini siano gradite a tutti voi e in particolare ai genovesi lontani dalla Superba.
Il mio giro è iniziato dalla Chiesa di San Camillo, sulla balaustra delle ortensie rosa e a terra un grande mazzo di ulivo.

Ricco e suggestiva, come sempre accade, è la composizione esposta nella Chiesa del Gesù dove spiccano una grande ancora e le parole: in te Domine confidemus.

È invece all’insegna della sobrietà l’allestimento che ho trovato nella Chiesa di San Matteo.

Luccica di ori la ricca Cattedrale di San Lorenzo ed è la semplicità dei fiori ad abbellirla.

Candidi petali bianchi sono invece là, nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant’Agnese.

Candele accese e un’armonia di colori ravvivano la magnifica Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni.

E infine ecco ancora i toni della primavera, nella Chiesa di San Donato che è a me tanto cara: così si è svolta la mia visita ai Sepolcri nel Giovedì Santo di questo tempo così particolare.

Chiesa di San Matteo: la Deposizione nel Sepolcro di Maragliano

È un’opera magnifica di uno scultore celebre e molto apprezzato, Anton Maria Maragliano visse tra la seconda metà del ‘600 e la prima metà del ‘700, le sue numerose opere si trovano in molte diverse chiese di Genova e della Liguria.
Uno dei capolavori di Maragliano è collocato in San Matteo, la chiesa genovese che si affaccia sulla piazza omonima e che fu un tempo chiesa gentilizia della famiglia Doria.
La scultura lignea, così raffinata e di forte impatto emotivo, raffigura la Deposizione di Gesù nel sepolcro.
Ed è una rappresentazione intensa, toccante, capace di suscitare reali emozioni, si leggono affetto sincero e gratitudine nello sguardo di colui che così regge il corpo del Cristo.

E le mani di Gesù martoriate dai chiodi raccontano il Suo sacrificio sulla croce.

La luce sfiora le Sue dita e le Sue membra giovani.

Da sapiente artista Maragliano scolpì in tale maniera le sue figure nel legno restituendo così all’osservatore una gamma variegata di sensazioni.
Ed è stupore, tristezza, riconoscenza, amore per Lui che ormai così giace.

Tra Nicodemo e Giuseppe di Arimatea ecco Gesù ormai senza più vita: e la luce così rischiara il Figlio di Dio che venne tra gli uomini per la salvezza del mondo.

Nel tempo di Pasqua

Era un giorno di aprile dello scorso anno, era appena trascorsa la Pasqua.
Ed io, come sempre faccio, me ne andavo in giro per la mia città, quella mattina passai anche in Via Assarotti e decisi quindi di entrare nella magnifica chiesa dell’Immacolata, lo faccio sempre quando mi trovo da quelle parti.
E là, su uno degli altari, notai una statua che non avevo veduto in precedenza e in circostanze diverse.
Con quella mistica suggestione: l’ombra della croce e della mano di Gesù, il drappo chiaro che avvolge Cristo, la gestualità così densa di molti significati.
La figura di Lui, così salda e consolatoria.
Mi sono soffermata a guardare quei giochi di luce e ricordo di aver pensato che avrei trovato il momento giusto per condividere questa immagine così potente.
Ed oggi è quel giorno, oggi porto qui quel chiarore e quella speranza, nel tempo di Pasqua.

Buona Pasqua a tutti!

E così arrivano i miei auguri per voi, con un uovo grande grande e con questa dolcezza giocosa.
Nel tempo di primavera ci sono i fiorellini azzurri e la tenera erba dei prati, là si dondolano gioiosi due piccoli angioletti paffuti, questa romantica cartolina dai colori pastello viene dal nostro passato.
E ritorna ora, di nuovo, per voi.
E come sempre vi auguro di trovare nell’uovo la sorpresa bella, un desiderio esaudito e un nuovo stupore.
Buona Pasqua a tutti voi da Miss Fletcher!

La tradizione dei Sepolcri nelle chiese dei caruggi

È un rito di questi giorni che precedono la Pasqua, è una tradizione molto sentita dai genovesi.
Durante il Giovedì Santo nelle chiese si allestiscono gli Altari della Reposizione dove viene appunto riposta l’Eucarestia, questi altari vengono riccamente decorati con fiori e candele, con tessuti preziosi e foglie e così restano fino al Venerdì Santo.
La visita ai Sepolcri è una consuetudine molto cara in questa città, a Genova si usa in genere visitarli in numero dispari e così io oggi ve ne mostrerò sette, sono per me tra i più suggestivi.
So di avere tra i miei lettori alcuni genovesi che abitano lontano e credo che forse a loro farà piacere ritrovarsi, pur brevemente, nelle chiese dei nostri caruggi, quelle più amate e frequentate da chi vive sotto la Lanterna.
E inizio così, con una chiesa a me molto cara sita nella nostra antica Via Prè: questo è l’altare della bella Chiesa di San Sisto.

Ci sono invece fiori rosa e fucsia su queste scale, nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato.

E così è l’altare della nostra Chiesa della Maddalena, nella cesta a terra il pane e l’uva.

Ravvivato di gerbere dai toni di arancio e di giallo risplende l’oro lucente dell’altare della Basilica di Santa Maria delle Vigne.
Ci sono anche i cartelami, sagome di cartone con soggetti sacri tipici della tradizione ligure, in questo caso sono rappresentati Gesù e gli Apostoli durante l’ultima cena.

In Piazza Matteotti nella chiesa del Gesù i fiori compongono una vela bianca che salpa sul mare blu, a fare da sfondo c’è un celebre dipinto di Rubens, una delle tante opere magnifiche che si possono ammirare in questa chiesa.

Ed è ricco e sempre molto fastoso l’altare allestito in questa maniera nell’antica Chiesa di San Donato.

In questi giorni si ripete e si rinnova questa tradizione, con questo fervore, nelle chiese della città vecchia.
Tra opere d’arte, tra fiori e candele, con la cura della devozione.
Ed è ricco e armonioso l’altare che si ammira nella Chiesa di San Filippo Neri in Via Lomellini, nel cuore dei caruggi di Genova, nel tempo che precede la Santa Pasqua.

San Bartolomeo degli Armeni: il Santo Volto

Un mistero antico, una storia da riscoprire: il Mandylion di Edessa è una sacra reliquia che ormai da secoli si conserva a Genova nella bella Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni in Corso Armellini.
Fondata agli inizi del 1300 da certi monaci armeni giunti qui in fuga dalle loro terre invase dai Turchi, la chiesa ha subito nel tempo diversi rifacimenti, attualmente è racchiusa all’interno di un edificio e vi si accede attraverso un portone che non fa certo immaginare che al di là di esso si trovi appunto un suggestivo luogo di culto.
La Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni presenta diversi punti di interesse che certo meritano ulteriori approfondimenti ma la sua particolarità è proprio quella di ospitare il Mandylion ovvero il Santo Volto di Gesù.

Si narra che al tempo in cui visse il Redentore la fama dei miracoli di Lui giunse anche ad Abgar, re di Edessa, che allora era gravemente malato.
Il sovrano mandò così un suo ambasciatore a cercare Gesù per chiedergli di recarsi da lui ma non riuscì nel suo intento, tra gli inviati del re giunti al cospetto di Cristo c’era però anche il pittore Anania che provò in ogni modo a ritrarre il volto di Gesù senza riuscirci.
Gesù allora si lavò il viso, prese una tela di lino, se la posò sul volto e su di essa rimasero impressi i suoi lineamenti.
Quel tessuto prezioso venne poi consegnato agli ambasciatori che lo portarono ad Abgar: solo nel contemplare quel lino il sovrano guarì completamente dal suo male e si convertì così alla religione cristiana.
Quel Mandylion – in greco la parola significa appunto fazzoletto – fu fissato poi successivamente su una tavoletta di cedro e così lo si venera appunto nella Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni.
La reliquia è anche nota con la definizione dialettale di Santo Mandillo.

Lunga e complessa è la vicenda di questa reliquia che rimase per molto tempo ad Edessa, nel 944 fu trasferita a Costantinopoli e lì restò fino al 1362 quando a venirne in possesso fu un Capitano genovese di nome Leonardo Montaldo che diverrà poi doge, si dice che egli abbia ricevuto la reliquia in dono dall’Imperatore bizantino Giovanni V Paleologo.
Circa vent’anni dopo Montaldo donò la sacra immagine alla Chiesa di Bartolomeo degli Armeni sita in una zona dove la sua famiglia aveva certi possedimenti.
In seguito, intorno al 1507, il Santo Volto fu rubato dalla Chiesa e portato in Francia, l’intervento dei mercanti e diplomatici genovesi fece in modo che la reliquia fosse ricondotta nella Superba e qui ancora potete ammirarla.
Nella Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni ad essa è dedicato un altare, molte sono le persone che giungono qui per ammirare il viso misterioso di un giovane uomo che si crede essere appunto Gesù.

In chiesa potrete trovare testi che raccontano più approfonditamente le vicende di questa reliquia, io vi ho solo proposto alcune succinte notizie e alcune di esse sono tratte dall’accurato depliant scritto da Santino Cavaciuti.
È interessante anche scoprire il percorso di ricerca che ha condotto alla datazione delle diverse parti che compongono la reliquia, lo studio ha riguardato la tela, il legno di cedro sul quale è fissata e i diversi elementi decorativi che compongono l’insieme che ospita la tela.
Se osservate con attenzione noterete che nella cornice di filigrana d’oro e d’argento sono inserite 10 formelle nelle quali sono rappresentati le vicende del Santo Volto, vi è inoltre una teca in argento adorna di pietre preziose.

Nella bella chiesa non distante da Piazza Manin sono molte le suggestioni e le opere d’arte da ammirare, di certo tornerò in seguito a mostrarvele.

Raggiungete Corso Armellini in Circonvallazione a Monte e cercate questo edificio: sorprendentemente al suo interno troverete la chiesa.

Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni (6)

Dovrete varcare questo semplice portone.

Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni (6a)

E così vi troverete nel luogo dove tutto narra della sacra reliquia e delle sue vicende, vi sono infatti anche alcune opere d’arte dedicate a quegli eventi, di seguito trovate un dettaglio della tela di Orazio De Ferrari dove è rappresentato Gesù mentre consegna ad Anania il lino con il Santo Volto.

Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni (7)

Tutto narra di Gesù e di quel tessuto di lino sottile che Egli pose sul Suo viso innocente.

E la luce filtra rendendo ancora più vivaci i colori delle vetrate.

Nel luogo dove tutto narra del Figlio di Dio, del Suo sacro mistero, dei Suoi doni generosi e di una preziosa reliquia da lungo tempo conservata nella Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni.

Buona Pasqua da Miss Fletcher!

Così vi porto i miei auguri, con la lievità di una bella immagine del tempo andato.
E insieme a me c’è una bambina, lei ha un grande fiocco sulla testa e un sorriso ingenuo ma birichino, se ne sta lì, a posare tra coniglietti e colombe, nella dolce atmosfera di un giorno di festa da sempre gradito ai più piccini.
E poi c’è quella faccenda dell’uovo, spero che ci troviate la sorpresa tanto desiderata, un sogno che si realizza e una nuova felicità.
Questo è il mio modo di augurarvi una giornata serena con i vostri cari, buona Pasqua a tutti voi da Miss Fletcher!

La mano di Gesù

Sono diverse le statue che rappresentano la figura di Cristo al Cimitero Monumentale di Staglieno, il Figlio di Dio veglia sul sonno eterno dei defunti.
Effigiato sulla croce oppure con il suo sguardo colmo di amore per le nostre umane imperfezioni, molti scultori con il loro talento hanno lasciato nel marmo l’immagine di lui.
E così fece Giovanni Battista Cevasco, celebrato artista autore di numerose opere di grande pregio.
Oggi non vi mostrerò il monumento Galleano nella sua totalità, tralascio i volti delle statue e un profilo di acerba fanciulla, la mesta preghiera che accompagna questo istante.
Cristo giace, senza respiro.
E la veste sottile cade a coprire il suo corpo fragile, il braccio senza ormai più vita è abbandonato lungo il fianco e ancora risalta la vena dove pulsavano il sangue e la vita.
E questa è la sua mano, la mano di Gesù.

Dolce Pasqua a tutti voi!

I miei auguri per voi arrivano così, con le dolcezze di una celebre pasticceria genovese tante volte citata su queste pagine, le vetrine di Profumo sono per me di una bellezza ammaliante.
Incantarsi davanti a queste delizie è davvero semplice, ogni volta che passo dalle parti di Via Garibaldi mi fermo sempre a guardare.

Pasqua, tempo di confezioni invitanti e di squisitezze riposte con cura.

Tempo di ovette, nastrini lucidi e tinte tenui.

Stagione di colombe lievi che si poseranno sulle tavole dei genovesi.

Pasqua, tempo di uova con la sorpresa, di galline di cioccolato fondente, di dolci agnellini e di piccoli fiori dai petali color pastello.

Pasqua di vassoi ricolmi di dolci bontà e di coniglietti luccicanti.

E di sorrisi di bimbi, di gioie e di piccole grandi aspettative.

Auguri a voi, cari amici, che siano giornate serene e piacevoli.
Dolce Pasqua a tutti da Miss Fletcher!