Orizzonte

Turchese di abisso inquieto, cielo chiaro spazzato da fresco vento.
Le mattonelle, le curve, i colori e i profumi del Mediterraneo, gli scogli sferzati da onde superbe.
La ringhiera celeste e sinuosa, il mio mare gioioso di spruzzi salmastri.
Le panchine azzurre e l’emozione che sempre si rinnova nel ritrovare ancora una volta questa bellezza e questo orizzonte così amato.

Il mare di Nervi nella luce della sera

E poi arrivi a Nervi e trovi il mare così: vivace, brioso e inquieto nella sua interminabile danza che cattura gli sguardi, mentre le onde potenti si frangono sulla scogliera.

È spuma bianca ed evanescente, è freschezza di abisso che sfiora l’aria.

E piano all’orizzonte il sole si getta giù, in quel mare agitato.

E ancora le onde si inseguono, verso il porticciolo e la sua riva.

E sono sfumature di oro e di argento in questa sera tiepida sulla passeggiata di Nervi.

Ed è ancora vita, vigore, bellezza, mentre le onde instancabili lambiscono gli scogli.

Intanto il sole si nasconde quasi tra certe nuvole basse e una nave laggiù segue la sua rotta.

Così, in una sera tanto bella con questo mare inaspettatamente arrabbiato, ho scelto una panchina tutta per me.

E poi sono rimasta a guardare quelle onde e i loro giochi gioiosi sulla superficie dell’acqua.

C’è sempre un tono d’azzurro che non hai mai visto prima, un rombo d’acqua che risuona forte insieme al tuo cuore, c’è sempre un’onda che non sapevi di dover aspettare.

E c’è una ringhiera tanto amata, così sinuosa davanti al mio blu.

E c’è il canto di fratello mare, voce dei luoghi, degli animi e consolazione dolce che non smette mai di emozionare.

Mentre le onde ancora non si placano e si sciolgono in bianca spuma, nella luce calda della sera, davanti alla passeggiata di Nervi.

Tutto il tempo del mondo

Era un mattinata delle nostre, ti ricordi?
Una tazza di caffè fumante, la musica dei Cranberries, una ciocca di capelli che ti cadeva sul viso.
E poi una parola, una delle nostre incomprensioni.
E sei scappata via, ti ho vista correre giù per le scale veloce come il vento ed io mi sono precipitato dietro di te.
Se tu mi avessi ascoltata ti avrei detto: perdonami.
Ti avrei baciata, saremmo caduti uno nelle braccia dell’altra e tu avresti riso, così forte come sai fare tu.
E invece sei scappata via, mi hai sorpreso, sai?
Allora ti ho inseguita in quel saliscendi che mi spezzava il fiato e mentre pedalavo respirando il profumo del mare pensavo a te.
E pensavo che c’era davvero ancora tutto il tempo del mondo per noi e tutta quella strada da fare insieme.
In salita o in discesa, non importa, basta che ci sia anche tu.
E finalmente poi si sei fermata, hai posato la bici contro la ringhiera, ti sei voltata a guardarmi e mi sei venuta incontro.
E ti ricordi quanto tempo poi siamo rimasti lì davanti al mare?
E tu mi hai baciato, mi hai stretto tra le braccia e hai iniziato a ridere così forte come sai fare tu.
E per noi c’era ancora davvero tutto il tempo del mondo.

Passeggiata Anita Garibaldi – Nervi

Grigio e azzurro di Nervi

A volte anche il cielo di Nervi è un capriccio, il sole timido si nasconde e a prevalere sono i toni tenui di grigio e azzurro, sono le note del tempo piovoso e incerto.
Una fila di panchine, nessuno a contendersi un posto in prima fila davanti al mare inquieto accarezzato da vento ribelle.

E sotto la luce fioca c’è un gioco di linee dai toni di opaco gesso.

Cosa fanno i gabbiani quando il tempo è così instabile e indeciso?
Volano alti, compiono le loro evoluzioni e poi si gettano giù, tra le onde, toccano l’acqua e poi risalgono ancora.
Ancora e ancora, in una danza che segue il viaggio del vento.

E dondolano nell’aria, ad ali spiegate, soltanto per noi che restiamo ad ammirarli, noi che siamo amici del mare anche quando le nuvole lo sovrastano.

Noi, così, restiamo.
Nella nostra attesa silenziosa, solo accompagnati dal suono amato delle onde.
Noi così respiriamo.
Come i gabbiani sopra lo scoglio.

Noi, davanti alla ringhiera celeste della passeggiata di Nervi.


Poi lo sappiamo, lo sappiamo sempre: il sole ritornerà e farà brillare il mare e scalderà gli scogli e i gabbiani continueranno a volare alti e a planare giù, ancora e ancora, temerari figli del cielo che non temono il grigio e la pioggia.

Tra mare e nuvole

Tra il mare e le nuvole c’è una linea perfetta che si staglia contro l’orizzonte.
È per noi un disegno inconfondibile quello della ringhiera della passeggiata di Nervi, con le sue curve sinuose oltre le quali a volte risuonano onde fragorose.
Ed è un’armonia, una bellezza consueta che amiamo sempre ritrovare, con il suo fascino per noi immutato.
Ieri sono stata ancora sulla passeggiata Anita Garibaldi e tra mare e cielo lente sono arrivate certe nuvole pigre ed evanescenti.
E sono rimaste, immobili e sospese, senza vento, lasciando filtrare appena la luce del sole che si posava sul mare calmo.
Questo quadro di febbraio mi ha rammentato i versi di un poeta molto amato, cantore della nostra Liguria.
È l’incipit di una sua poesia, ha le suggestioni di una diversa stagione, calda e luminosa, ha uno sfavillio inquieto e intermittente.
Come quando il sole attraversa le nuvole e brilla d’argento l’acqua del mare.

La trama delle lucciole ricordi
sul mar di Nervi, mia dolcezza prima?

Camillo Sbarbaro

Nervi: la stazione più bella del mondo

Se lo chiedete a noi di Genova, per molti di noi è a Nervi la stazione più bella del mondo.
E lo sappiamo bene che ci sono altre banchine e altri viaggi diversi da questo, altri binari sui quali sfrecciano treni differenti, sconosciute bellezze e altri panorami.
E tuttavia a noi è davvero caro questo nostro viaggio, lo abbiamo compiuto decine di volte solo per respirare la freschezza delle onde, per percorrere quella nostra splendida passeggiata che si snoda sugli scogli.
Un viaggio, anche breve, è la metafora di molte conquiste e la nostra Nervi è una meravigliosa ricompensa: ti dona profumi, colori, intensità viva di Mediterraneo.
È un sogno incantevole e ha inizio così, quando il treno si ferma al binario che si affaccia sul mare della nostra Liguria.

E all’orizzonte questa briosità di blu così brillante e lucente.
Lì sotto c’è la passeggiata e si nota il profilo di una vecchia gloria genovese, è la storico albergo e ristorante La Marinella e tutti noi attendiamo che torni ad avere giorni splendenti.
Si resta come tra le note e le parole di un celebre canzone di Ivano Fossati che narra di questi posti davanti al mare con questi cieli sopra il mare.

Con le ringhiere, il profilo della costa e la meraviglia di un viaggio che ti lascia nell’animo un senso di pienezza e di gioia.
Nella piccola stazione del levante genovese, dove ci si siede su una panchina ad aspettare il treno e davvero non ti viene neanche il desiderio di sfogliare una rivista o magari di distrarti in qualche modo per ingannare l’attesa.
Sei nella stazione più bella del mondo, hai uno spettacolo di fronte.

E a volte davanti ai tuoi occhi freme vibrante l’azzurro, turbina il vento capriccioso, certe imbarcazioni lasciano una bianca scia.

E anche questa è la magia di un nuovo viaggio e di una nuova partenza, davanti al mare di Nervi.

La danza del vento

Anche se ogni giorno vedo il mare, una volta di più il mare mi ha incantata.
Non avevo mai veduto un simile spettacolo e sono rimasta a lungo sulla passeggiata di Nervi ad ammirarlo, lasciando scorrere il tempo e seguendo le evoluzioni dell’aria sulla superficie dell’acqua.
Una giornata tersa, vento brioso e mare calmo senza onde.
E poi, d’improvviso quel movimento che è vita, vortice e vigore.

Un turbine, un respiro di eterea bellezza.

Lame di vento si abbattono sul mare in una danza luminosa.

E l’acqua si leva appena, poi ancora si posa.

E questa è la danza leggera del vento che spira sospingendo l’acqua verso il largo, una magia incantevole per la quale non trovo le parole.

Si librano tenaci certi padroni del cielo.

E ancora il vento cade, sferza l’azzurro e compone la sua musica.

E ancora si alza, vorticoso e vivace.

Imprevedibile, misterioso e potente.

In diversi tratti e in diversi momenti, davanti agli occhi e all’orizzonte.

Soltanto blu, abisso e aria.

E vita, esuberante bellezza, ritmo della natura e del tempo d’inverno.

Magia lieve che rapida si dissolve e svanisce.

Sul mare di Nervi, in un giorno di gennaio, così danza volubile il vento.

Per tutta la vita

Accade che certi amori durino per tutta la vita ed io voglio credere che loro due siano rimasti insieme per sempre.
E poi il tempo scivolò via anche per loro ma io penso che siano ritornati molte altre volte in questo che forse era un luogo del cuore.
Il mare, la scogliera, la passeggiata di Nervi e la ringhiera che si snoda sinuosa.
Due sposi: alti, eleganti, raffinati.
Persone di garbo e di buone maniere e così in sintonia tra di loro, a me così sembra.
Per tutti i giorni, per tutti gli anni a seguire.
E poi ancora ritornare, ricordare, sorridere e parlarsi.
Ancora.
Sospirare di nostalgia, tenersi per mano, aspettando il tramonto.
E ancora appoggiarsi alla ringhiera, quando il passo diventa più lento.
Mentre l’onda canta la sua languida melodia, infinita come un amore che dura per tutta la vita.

Una casetta a Capolungo

È una casetta che si trova nell’incanto di Nervi, proprio prima di arrivare a Capolungo.
La ringhiera azzurra, le panchine, il cielo limpido e chiaro, così era ieri e laggiù la casa rossa, colori di Liguria caldi di sole e di luce.

Là sotto, contro le rocce levigate e scoscese, infuria il mare, si schianta con vigore e l’azzurro si dissolve in frizzante spuma bianca.

E si susseguono le onde in una danza che sembra non avere mai fine.

E allora, nella casetta rossa, è il momento di tirare le tendine e di chiudere le persiane per ripararsi dal fragore del mare.
O forse è un’illusione? Osservate bene, lassù, all’ultimo piano c’è una graziosa finestra dipinta.

E poi ecco un vasetto di coccio, i fiori, un pizzo trasparente e leggero.

E luce ed ombra, mentre si scende verso Capolungo.

E gozzi, acqua che luccica, ancora onde potenti.

E tutto è quieto, di mattina, tra panni stesi ad asciugare sospinti dall’aria di mare, caruggi e semplicità.
Sta tutta lì la bellezza, nelle cose vere e nei luoghi che raccontano la vita delle persone.

E su quel mare inquieto si affacciano i balconi e le finestre della casetta rossa.

Ogni giorno ognuno di noi compie il proprio viaggio e poi ritorna al luogo al quale appartiene: alla propria spiaggia, al posto che è casa nostra.
E per alcuni è qui, davanti a questa riva.

Nel luogo in cui l’abisso pronuncia le sue parole ed è energia, forza e gioia, vita e libertà, respiro eterno.

Mentre ancora tornano le onde e si inseguono con la loro musica infinita, sinfonia del mare davanti a Capolungo.

Ringhiere

Non sono tutte uguali le ringhiere.
Ognuna è una storia, una strada e un cammino.
Certe ringhiere, a Genova, confuse tra blu, turchese e vento.

Corso Italia

Ringhiere.
Un saliscendi, perfettamente parallelo alla linea dell’orizzonte.

Capo Santa Chiara

Ringhiere, finestre sul mio mondo.
E mettiti seduta per terra.
Guarda le case, i tetti, i corsi, la mia Genova.

Corso Firenze

Questa ringhiera di Corso Firenze a volte gioca con la luce.
E sono ombre che si riflettono a terra e intanto la strada scende giù, pare quasi incontrare il mare.

Corso Firenze (2)

Cornici, la città al di là della ringhiera.

Corso Firenze (3)

In autunno poi alcune inferriate si vestono di foglie rosse, diventano balconi e affacci spettacolari.
Certe ringhiere sono quiete attese, pause e silenzi.

Spianata Castelletto

E altre sono abbracci, parole e vicinanza.

Isola delle Chiatte

Alcune ringhiere paiono quasi scivolare via, si confondono nel chiarore della sera e tu non puoi far altro che seguirle.

Nervi

Io e te, pedala, giù dalla discesa.
Ci fermiamo qui?
Sì, dai.
Poi scendiamo giù nei caruggi.
Io e te e certe ringhiere.

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

E poi ancora vicoli, vasi di fiori e biciclette.

Piazza Don Gallo

E là, sulla Riviera di Levante, trovi ringhiere perfette per fermarti davanti al mare.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

E altre ancora narrano di profumi del Mediterraneo, di pesci guizzanti e di piante assetate di luce.

Vernazza

Vernazza

Ringhiere, sui terrazzi dei caruggi, tra ardesia e cielo.Tetti

Corri.
Corri, respira profondamente.
Aria, aria, aria.
Fermati, c’è una panchina.
E una ringhiera, ancora.

Priaruggia

E poi certe ringhiere si snodano sopra gli scogli, tra te e l’infinito c’è soltanto un bagliore d’argento.

Priaruggia (2)

Certe ringhiere sono linee nette come pensieri innocenti.

Priaruggia (3)

Non sai nemmeno spiegarlo, sai solo che davanti a certe ringhiere devi fermarti e lasciare andare lo sguardo.
Oltre, lontano, al di là della ringhiera.

Spianata Castelletto (2)