Fiori e pavoni nel giardino di Palazzo del Principe

L’altra mattina con questo bel sole me ne sono andata a fare una tranquilla passeggiata nel giardino di Palazzo del Principe, lo splendido spazio che si apre di fronte all’antica dimora di Andrea Doria è sempre magnificamente curato.

Ed è un luogo incantevole accessibile a tutti, se non lo avete mai visitato vi consiglio di farlo, in questa stagione si stagliano contro l’azzurro del cielo i vivaci fiori estivi.

E si aprono generosi i girasoli, bellezza autentica della bella estate.

Mentre camminavo tra queste meraviglie ad un certo punto ho sentito un certo remescio, per così dire.
Toh, guarda chi c’è!
Qui abitano anche certi pavoni ma sono in genere molto riservati e se ne stanno in un zona non aperta al pubblico, tuttavia non è poi così difficile vederli.

Il tipetto sussiegoso non era solo e infatti ecco qua il suo compagno di avventure: un superbo pavone dalle piume chiare.
Entrambi i pennuti poi hanno pensato bene di salire su un albero, direi che questa è stata una fortunatissima circostanza!

Ho ottimisticamente sperato che mi sganciassero una piuma per la mia collezione ma no, non c’è stato verso neanche stavolta!

Però trovarsi un elegante pavone a questa distanza è proprio un piacevole diversivo!

Quindi ero già piuttosto soddisfatta così, la mia passeggiata nel giardino di Palazzo del Principe mi aveva già regalato un fantastico fuori programma.
I pavoni sono scesi con grazia inusitata dall’albero e ad un tratto ecco di nuovo un altro remescio.
Stupore e meraviglia: la bella famigliola comprende anche una serie di mini pavoni direi nuovi di pacca, non avevo mai visto dei piccolini come questi, sono fantastici!

E così me ne sono rimasta a debita distanza a osservare la situazione: i piccoletti girano attorno alla mamma e lei li segue con attenzione.

Loro sono un po’ tentennanti e insicuri ma se ne vanno comunque alla scoperta del mondo sotto l’amorevole sguardo materno.

Nel frattempo gli altri due sono andati a mettersi all’ombra.

E d’altra parte doversi trascinare dietro questo ambaradan di piume non deve essere proprio piacevole con questo caldo, lo capisco!

Meglio mettersi sotto ai rami con la coda gioiosamente spaparanzata, così!

Mentre tutto attorno sbocciano i colori di giugno di questa calda estate.

Tra profumi e le delizie dell’incantevole giardino di Palazzo del Principe.

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I pavoni di Arenzano

Cielo azzurro e sole brillante, un anticipo di calda primavera: così l’altro giorno mi sono concessa una passeggiata ad Arenzano, piacevole località a ponente di Genova che si raggiunge davvero in poco tempo.
Tra l’altro ad Arenzano abitano dei tipetti particolari: direi che ci sono pennuti per tutti i gusti e c’è pure un fiero drappello di pavoni.
Va detto che sono creature con un certo senso civico, ecco.

Abitano nel parco ma gironzolano indisturbati per il paese.
E dove vanno? Boh, non saprei, però vanno!

C’è da dire che taluni potrebbero semplicemente fare la ruota e il traffico si fermerebbe all’istante.

Tutti insieme appassionatamente, ecco qui la coda del corteo.

Li ho incontrati nei pressi della stazione e poi, mentre me ne andavo in giro per il parco, ho trovato un regale capofamiglia che se ne stava beato su un prato.
Come alcuni di voi sapranno, io sono anche collezionista di piume di uccello: raccolgo quelle che trovo in estate, a Fontanigorda, sui sentieri e ai margini del bosco.
Ecco, però in Val Trebbia di pavoni neanche l’ombra, quindi ho pensato di chiedere un piccolo contributo al personaggio in questione.

Niente da fare, ha rifiutato sdegnosamente!

E ha continuato a godersi l’ombra facendo sfoggio della sua sgargiante bellezza.

Io per parte mia ho proseguito con i miei giretti in quel di Arenzano ma quando sono tornata a riprendere in treno ecco ancora la bella compagnia!
Ho così fatto un tentativo di riaprire le trattative diplomatiche per la piuma ma ho nuovamente ottenuto un garbato diniego.

Niente, tra un pavone e l’altro non ce n’è stato uno che abbia avuto la compiacenza di darmi retta!

E poi, ad un certo punto, con mio immenso stupore mi è capitato di notare un foresto nel gruppetto dei pavoni e tra me e me ho pensato: ahi ahi, ora marca male!

E invece tutti se ne sono rimasti calmi, tranquilli, ognuno nel suo angolino.
E il sornione gatto nero sembrava a suo agio con tutti, si è pure accoccolato accanto a un felino di pietra.

In realtà, alla fin fine, è proprio questo il segreto: per essere amici non occorre certo essere uguali, in fondo basta soltanto accettarsi e rispettarsi a vicenda.
E a quanto pare è proprio quello che accade ai bellissimi pavoni di Arenzano.