Una scatola misteriosa

L’altro giorno, per un caso fortuito, ho trovato in cantina una scatola misteriosa.
A dire il vero non l’avevo proprio mai vista prima, proprio strano.
Si tratta di una scatola di legno, direi che è molto genovese, sopra c’è un’immagine di Palazzo San Giorgio, ignoro da dove venga ma su un lato c’è una scritta fatta dalla mia nonna paterna e vi si legge: collezione francobolli Remy.

Scatola fili (2)

Remy era suo marito, quindi ecco, sta a vedere che qua dentro c’è la  passione del nonno per la filatelia!
E invece, invece no!
Ho alzato il coperchio e sorpresa, ho veduto un bagliore di oro.

Scatola fili (3)

E caspita, ho capito subito che cosa avevo davanti agli occhi: i fili del negozio di passamanerie del mio antenato Vincenzo, nella sua bottega si cucivano paramenti sacri, di questa bella vicenda di famiglia ho ampiamente scritto in questo post, in questo altro articolo trovate invece le immagini delle perline che provengono da quel negozio.
Tra le altre cose in quella circostanza vi avevo mostrato due luccicanti rocchetti, eccoli qua.

Filo dorato (2)

Pensavo di avere soltanto quelli e invece mi sbagliavo, ce ne sono molti di più, tutti diversi e particolari.
Che bellezza!

Scatola fili (4)

Rocchetti di legno, una meraviglia che non so descrivervi.
Non si tratta di fili di tessuto, sono di materiali metallici molto resistenti e servivano appunto per fissare le perline e le decorazioni sui paramenti sacri.

Scatola fili (5)

Ecco i più piccoli, uno accanto all’altro.

Scatola fili (6)

Alcuni sono d’argento, sul fondo di ogni rocchetto ci sono dei numeri.

Scatola fili (7)

Questa raffinatezza è invece un filo armoniosamente ondulato.

Scatola fili (8)

E poi ci sono i rocchetti grandi, su quello più lungo è avvolto un cordoncino piatto e satinato, il mio preferito.
Gli altri che vedete uno vicino all’altro sono sorprendentemente pesanti, per mia curiosità ne ho messo uno sulla bilancia e pesa più di un etto.

Scatola fili (9)

Insomma, questo è stato proprio un emozionante ritrovamento, tanti rocchetti che vengono dal passato della mia famiglia, da quel negozio di Campetto.

Scatola fili (10)

Prima di rimetterli a posto li ho fotografati ancora, tutti insieme appassionatamente.

Scatola fili (11)

E poi li ho riposti nella loro scatola di legno, rocchetti di legno, luccicanti di oro e d’argento di un tempo lontano.

Scatola fili (12)

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Il mio avo Vincenzo, passamantiere in Campetto

Questa è una storia di Genova ed è una storia di famiglia che vi porterà a metà dell’Ottocento.
Ricorderete il mio post sulle perline della bisnonna e l’accenno al negozio di paramenti sacri dei miei antenati, oggi andremo proprio là e non mancheranno altre sorprese.
Il negozio appartiene al nonno di mia nonna paterna, il suo nome è Vincenzo Stronello e sarà lui a condurci per le strade di Genova, lungo le vie del suo quotidiano.
Vincenzo abita in Via di Fassolo.

Via di Fassolo (2)

E’ la parallela di Via Milano, anche qui ci sono cieli azzurri e panni stesi.

Via di Fassolo (3)

Gli Stronello stanno là in fondo, proprio nei pressi della Sailors’ Rest, dove un tempo si dava assistenza ai marinai.

Sailor House

Questa è la casa di Vincenzo, da qui lui esce ogni mattina per recarsi al suo negozio.

Via di Fassolo

Pochi passi lo separano da Via Milano, ora questa è un’arteria cittadina molto trafficata, all’epoca di Vincenzo era ben diversa.
Ecco sulla destra l’edificio della Sailors’ Rest.

Via Milano

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Carretti, passanti, è un giorno qualunque in questa strada della Superba.

Via Milano (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Lì davanti c’è un belvedere con un’ampia terrazza e le panchine.
Vincenzo respira l’aria del suo mare, volge lo sguardo verso la Lanterna e poi riprende il suo percorso.

Via Milano (3)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Lo attendono il lavoro e la frenesia della città, si incammina così sull’attuale Via Gramsci, ai suoi tempi questa strada si chiamava Via Carlo Alberto.
E sono certa di non sbagliare: al mio antenato non sarebbe affatto piaciuta la Sopraelevata che si snoda davanti ai palazzi!
Ecco, pure io la detesto, ci tengo a ribadirlo.

Via Gramsci

Gli edifici sono i medesimi ma Vincenzo ha un diverso orizzonte.

Via Carlo Alberto (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Cammina con passo svelto, tra quella folla di persone incolonnate sul marciapiede c’è anche lui, come tutti passerà sotto l’arco di Palazzo Reale che noi non abbiamo mai veduto,  poi percorrerà i portici di Caricamento.

Via Carlo Alberto

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E certo, passando a Banchi si fermerà a parlare con qualche amico, qui si conoscono tutti, è inevitabile!

Piazza Banchi

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Il negozio è poco distante, in Campetto.

Campetto

E forse vi starete chiedendo come faccia a conoscere l’indirizzo preciso.
In questa mia ricerca mi avvalgo di alcune memorie di famiglia ma anche dell’aiuto prezioso di alcune persone, devo così ringraziare Federica Terrile e Anna Galleano che lavorano presso la Camera di Commercio di Genova.
Con entusiasmo e generosità hanno compiuto delle ricerche per me e mi hanno fatto avere alcuni documenti dell’Archivio Storico della Camera di Commercio.
In questa carta si legge che Vincenzo Stronello aveva un negozio di passamanerie in Campetto al 15 Rosso.

Documento

E così eccomi qua, davanti al negozio dell’antenato!
Oggi in questi locali si vendono accessori per cellulari, naturalmente sono anche entrata e ne ho amabilmente parlato con colui che si trovava dietro al bancone.

DSCN0444

Qui, in Campetto, per Vincenzo la concorrenza è dura.
Eh già, dovete sapere che il mio caro amico Eugenio ha trovato in un suo libro l’elenco dei passamantieri di Genova nell’anno 1857.
E ho notato che c’è il negozio del mio antenato ma poco distante c’è anche la vedova Rebora e in Soziglia c’è la bottega di Maiocchi!
Tutti lì, in pochi metri!

Campetto

Genova è una città viva e il commercio ferve.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Immagino quel negozio: ha una bella targa dai caratteri tondeggianti, le vetrine luccicanti e gli arredi di legno scuro, all’interno c’è un grande mobile con tanti cassetti e là dentro ci sono le famose perline e le decorazioni per gli arredi sacri.

Perline (10)

E poi che altro vende Vincenzo?
Alcuni degli articoli di quel negozio hanno compiuto un lungo viaggio nel tempo e adesso se ne stanno in una capiente scatola.
Ci sono certe spalline militari, ad esempio, Vincenzo le abbelliva con le sue passamanerie.

Spalline

E i bottoni sono ancora saldamente fissati sul loro cartoncino.

Bottoni

Cose di un tempo lontano che mia nonna ha conservato.

Spalline (2)

Spalline (3)

Tutti questi accessori se ne stanno stipati nella bottega di Vincenzo, ci sono cordoni d’oro e d’argento.

Cordoni

Altri sono rossi come il corallo.

Cordoni (2)

Ci sono nappe ed elementi decorativi dai molti colori.

Passamanerie (2)

Passamanerie

Vincenzo Stronello, passamantiere in Campetto, aveva anche un’infinità di rocchetti di fili luminosi come questi.

Filo dorato (2)

Alle due estremità ci sono segnati dei numeri, questa calligrafia antica ha tutto il fascino delle cose perdute eppure ancora così presenti.

Filo dorato (3)

Filo dorato (4)

Il negozio passò poi ai discendenti, divenne così dei miei bisnonni e cambiò anche sede.
E con una punta di orgoglio vi mostro la carta intestata che proviene ancora dall’archivio Storico della Camera di Commercio.

Documento (2)

Oro fino e seta per ricamo, forniture per stendardi e generi diversi. Poesia.
Nel 1923 il negozio si trova in Vico Inferiore di Pellicceria, a quell’epoca Vincenzo non c’era già più.

Vico Inferione di Pellicceria

E poi ancora, in seguito la bottega sarà a fianco della Cattedrale, in Piazza di San Giovanni Vecchio, uno di quei posti dove gli incanti di Genova non smettono di stupire.

Piazza San Giovanni Vecchio

Nei caruggi, nel cuore della città.
Mia zia mi ha raccontato che l’ampia diffusione della macchina da cucire mise in difficoltà il negozio.
E’ sempre così, il progresso modifica le nostre esigenze e per alcuni è una fatica improba stare al passo con i tempi.

Piazza San Giovanni Vecchio (2)

Per quanto ne so, il passamantiere e la sua famiglia ebbero una vita piacevole.
Con la bella stagione erano soliti andarsene in villeggiatura nella villa di Pontedecimo, una casa di campagna che io ricordo di aver visto qualche anno fa, mi riprometto di tornarci presto.
Curiosamente tra le cartoline di Eugenio ho trovato questa immagine dove si legge: Pontedecimo veduto da Villa Stronello.

Pontedecimo

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Vincenzo seguì le consuetudini dei borghesi e degli agiati commercianti di Genova, come molti altri fece edificare per sé e per i suoi cari una tomba monumentale al Cimitero di Staglieno.
Là lui riposa, insieme a sua moglie e ad altri membri della famiglia.

Staglieno

Ho pensato a lungo se pubblicare la sua foto poi riflettendo mi sono detta che lui sarebbe fiero e orgoglioso di sapere che oggi si parla ancora della sua bottega.
E a pensarci bene chi altri al mondo farà mai questo pellegrinaggio sui luoghi del passato?
Ho camminato per Genova, dalla sua casa fino al suo negozio, cercando di vedere ciò che passava davanti ai suoi occhi.
Un viaggio tra le emozioni e i ricordi.
Sulle tracce di lui, Vincenzo Stronello, passamantiere in Campetto.

Vincenzo

Con un pensiero a chi lo attendeva a casa, nell’appartamento di Fassolo, questa è sua moglie Teresa.
E a dir tutta la verità secondo me io le assomiglio.

Teresa

Le vite degli uomini sono come fili che si snodano nel tempo, a volte pensiamo di non scorgerle più perché su di esse sembrano essere calate le tenebre.
Come fili che si snodano nel tempo, a volte le vite degli uomini sanno brillare come oro in quel buio che ci rende ciechi.
Ed è in quell’istante che riusciamo a vederle.

Filo dorato

Le mie perline e le perline della bisnonna

Come tutte coloro che sono state bambine negli anni ’70 anch’io ho avuto una scatola di perline.
E naturalmente la conservo ancora, avevate dei dubbi?
Le mie perline stanno dove sempre sono state, ancora adesso, dopo tanto tempo.

Perline (1)

E ho ancora le forbicine arrotondate, il filo da pesca che usavo, i moschettoni per le chiusure e poi tutte quelle scatolette che erano la mia gioia.

Perline (2)

Con il telaio facevo braccialettini con il nome e collanine, le perline erano un vero divertimento.
E quelle foglioline rosa e azzurre che vedete nella foto sottostante mi piacevano un sacco!

Perline (3)

E quando si rovesciava la scatola delle perline?
Un disastro!
Ho un ricordo preciso di me, seduta per terra, in Piazza Roma a Fontanigorda,  con fatica tento di raccogliere le perline da terra.

Perline (4)

La mia scatola era speciale perché io avevo certe perline che non si potevano comprare da nessuna parte.
E facciamo un salto indietro, nel passato.
C’era una volta un negozio che agli inizi del ‘900 si trovava in Piazzetta San Giovanni il Vecchio, tra la Cattedrale di San Lorenzo e Scurreria.
Là si creavano raffinati ricami destinati ai paramenti sacri, quel negozio apparteneva ai miei bisnonni.
Ed io ho ancora le loro perline, sono uniche e particolari.
Queste erano le mie preferite e hanno tre gradazioni di iridescenze, a sinistra quelle più colorate, sullo sfondo la scatoletta con quelle che virano al marrone e a destra le altre più scure.

Perline (5)

Queste invece sono nere, mi hanno sempre ricordato la liquirizia.
Nella boccetta si vedono le perline d’argento, alcune di queste sono piccolissime e mi ricordo di non essere quasi mai riuscita ad usarle, c’è da cavarsi gli occhi ad infilarle!

Perline (6)

Rosa e bianche, allegre e colorate.

Perline (7)

A dire il vero non tutto ciò che proviene da quel negozio era per me utilizzabile, sono  decorazioni da cucire su preziosi tessuti e pertanto non sempre sapevo donar loro una nuova vita.
Ad esempio, queste sono di vetro azzurro, una meraviglia eh!

Perline (8)

Bianco come il ghiaccio e il cristallo.

Perline (9)

E sono solo alcune, ne ho di ogni colore e in gran quantità, dal verde al turchese, dal viola al blu, dall’argento all’antracite.
E penso a certe mie amiche creative, forse loro saprebbero come fare, io da bambina osservavo queste meraviglie colorate con molta ammirazione, le ho sempre trovate bellissime.

Perline (10)

Queste le tengo in un bicchiere, nella mia libreria.

Perline (12)

E poi? Servono delle paillettes? Eccole!

Perline (11)

E ancora, piccole stelline blu con le quali si può ricamare un cielo luminoso.

Perline (13)

E fiorellini minuscoli e assolutamente perfetti.

Perline (14)

Questa era la mia scatola delle perline, uno scrigno di preziosità che mi è sempre stato caro, c’era in la gioia di creare bracciali e collane con le mie mani, c’erano l’entusiasmo e la felicità dell’infanzia.
E c’era questa luccicante bellezza che proveniva dal negozio dei miei bisnonni.

Perline (15)