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Posts Tagged ‘Pestochampionship’

Nel mio divertente girovagare per banchetti mi è capitato di acquistare un volumetto ricco di curiosità: è un Lunario Genovese risalente al 1934.
Quindi è piuttosto recente, a dire il vero, tuttavia il mondo che viene descritto in queste pagine è molto diverso dal nostro: strade scomparse, negozi mai veduti, luoghi che possiamo solo immaginare.
Tra le tante bellezze di Zena c’è anche una ricetta per fare il pesto e allora la condivido su queste pagine per tutti gli amanti della genovesità.

Troverete alcune sorprese, ad esempio sono nominati ingredienti che oggi non si utilizzano e si capisce che si tratta della famosa “arte di arrangiarsi”: si usava quello che si poteva, a seconda delle proprie disponibilità.
Poi c’è il profumo del basilico, il piatto fumante sulla tavola, i sapori della buona cucina genovese.
Ho tradotto questa breve poesia, naturalmente riscriverla nella nostra lingua significa perdere la musicalità delle rime e il suono del dialetto.
E così la troverete prima in genovese e poi tradotta in italiano, questa ricetta è una vera chicca.
Ad arricchirla sono alcune fotografie scattate nel corso di una passata edizione di Pestochampionship e poi cose buone al pesto che piacciono a me.
Signore e signori, dal Lunario Genovese del 1934 ecco a voi la ricetta pe fâ o pésto.

Pe fâ un pésto comm’il fò
ghe vêu tanto baxaicò
de porsemmo ȗnn-a brancâ *
poca pérsa, ȗn pȏ de sâ
ȗn o duȋ spighetti d’aggio
e ȗn bon pesso de formaggio
sardo, e drento in to mortâ
no stancave da-o pestâ.
(pe i palati delicae
ghe poeì mette se ve pä
di pignoeu ben ben lavae)

Quande o l’è comme ȗnn-a pasta
o l’è pronto: ma no basta,
remesciando cö cuggiâ
in te l’êuio a fae negä
l’assazzae, e se ve pä bon
o cacciae in to menestron

Comme pure poèi capî
o se dêuvia pe condî
ûn bon piatto de trenette
tiae sciù sciûte, o lasagnette,
quattro troffie soffocae
da-o formaggio, in quantitae,
e, sciccome a tïa sciù o chêu
gh’è chi o mette in sce i raviêu!

* se péu fane a meno, comme da persa quando gh’è abbondanza de baxaicò.

Per fare un pesto come si deve
ci vuole tanto basilico
una manciata di prezzemolo*
poca maggiorana, un po’ di sale
uno o due spicchietti d’aglio
e un buon pezzo di formaggio
sardo, e dentro al mortaio
non stancatevi di pestare.
(per i palati delicati
ci potete mettere se vi pare
dei pinoli ben ben lavati)

Quando è come una pasta
è pronto: ma non basta
girandolo con il cucchiaio
fatelo annegare nell’olio
lo assaggiate, e se vi sembra buono
lo buttate nel minestrone

Come pure potete capire
si adopera per condire
un buon piatto di trenette
tirate su asciutte, o lasagnette,
quattro trofie soffocate
dal formaggio, in quantità,
e, siccome tira su il cuore
c’è chi lo mette sui ravioli!

* si può farne a meno come della maggiorana se c’è abbondanza di basilico

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Ieri è finalmente giunto il giorno di Pestochampionship, il V Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.
Una giornata epica, all’insegna di una delle eccellenze della cucina ligure.
E così di buon mattino i 100 concorrenti e i 30 giurati si sono ritrovati nel luogo prescelto per la singolare competizione, le sale del Minore e del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.

Pestochampionship (6)

Estroso creatore dell’iniziativa Roberto Panizza, ristoratore, raffinato gourmet e presidente dell’Associazione Palatifini, un caro amico che è sempre un piacere rivedere.

Pestochampionship (29)

I partecipanti alla gara vengono da ogni parte del mondo per aggiudicarsi l’ambito titolo, ognuno di loro ha a disposizione i seguenti ingredienti: basilico genovese D.O.P., i pinoli, il parmigiano reggiano stravecchio, il fiore sardo, l’aglio di Vessalico, sale marino grosso, olio extra vergine di oliva “Riviera Ligure” D.O.P.
E qui trovate la ricetta ufficiale di Pestochampionship, i concorrenti devono seguirla alla lettera per ottenere il deliziosissimo pesto.

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Le tavole sono pronte.

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E ognuno prende posto.

Pestochampionship

Tra i concorrenti ho anche trovato persone che conosco.
Qui insieme a Roberto Panizza vedete al centro della foto Daniela Vettori, food blogger di Le Cinque Erbe insieme a Serena Oliva di Cucchiaio di Stelle.

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A presiedere la gara un grande amico di Pestochampionship, una persona che di campionati del mondo certo se ne intende: il fantastico Bruno Pizzul.

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Ha seguito e presentato ogni fase della gara con grande passione e simpatia.

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Ecco alcuni giurati intenti a seguire la presentazione, tra loro la giornalista Barbara Sgarzi.

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Ancora qualche istante di attesa.

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E poi si comincia! Pronti, al pesto e via!

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I giurati muniti di cartellina si aggirano fra i tavoli e osservano, ecco qui Alessando Cavo.

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Si pesta con vigore e concentrazione.

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Ecco Serena alle prese con il mortaio.

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Si procede seguendo scrupolosamente la ricetta.

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E nell’aria a poco a poco si spande il profumo del pesto, meraviglioso!

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Uno dopo l’altro i concorrenti terminano la loro personale impresa: sono cento e ne verranno selezionati solo dieci che accederanno alla finale.
Scade il tempo, su ogni tavolo resta il mortaio.

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Lei è finlandese e mostra con orgoglio il frutto delle sue fatiche.

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Lui invece viene da Portofino, comprensibilmente erano molti i liguri in gara.

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In questa suggestiva cornice, sotto la luce dorata dello splendente Palazzo Ducale.

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Comincia il duro lavoro dei giudici.

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Tutte le declinazioni del pesto, sui tavoli del Campionato Mondiale.

Pesto

 

Pesto (2)

Si procede con gli assaggi, qui vedete di nuovo Alessandro Cavo, accanto a lui un giurato norvegese.

Pestochampionship

Delizia e profumo.

Pesto (4)

E insomma, mi è venuta anche fame!

Pesto (3)

E alla fine della prima selezione ecco i mortai tutti insieme, che bella immagine!

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Il premio attende un vincitore, chi sarà?

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Viene consegnata la prima targa, la scritta non è solo in italiano ma anche in genovese in quanto si tratta del premio assegnato dall’Associazione A Compagna al concorrente che viene da più lontano.

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Eccolo qui colui che se la è aggiudicata, Mr Chiozza ha origini liguri, viene dalla California e sfoggia con orgoglio il cappellino di Pestochampionship, con lui vedete Maurizio Daccà, Gran Cancelliere della Associazione A Compagna.

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E c’è da dire che a quanto pare il vincitore ci tiene parecchio alle sue radici, guardate un po’ la sua maglietta!

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Nel primo pomeriggio si è tenuta la seconda gara ed è stato eletto il vincitore.

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Eccoli i dieci finalisti, otto uomini e due donne.

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Mentre ancora erano in corso le selezioni girando tra i tavoli mi aveva colpito una certa postazione, c’erano un grande mortaio e un pestello di notevoli dimensioni.

Pestello e Mortaio (2)

Durante la gara non sono riuscita a vedere ogni concorrente alle prese con il pesto, quindi non sapevo di chi fosse questo pestello così particolare, l’ho fotografato perché mi piaceva.
Chi mai sarà il proprietario?

 Pestello e Mortaio

Cari lettori, vi presento la Signora Alfonsina Trucco di Montoggio, finalista del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio, Alfonsina ha partecipato a tutte le precendenti edizioni di questa competizione e ha già avuto modo di qualificarsi per le finali.
Alfonsina Trucco ha 86 anni, per la gara si è portata il suo antico mortaio e quel singolare pestello.

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E senza nulla togliere a tutti gli altri concorrenti, per chi altri avrei potuto tifare?
Non ero la sola, la signora Alfonsina ha riscosso molti consensi.

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Si ricomincia, la parte cruciale della gara ha i suoi riti.

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Tutti pronti a pestare!

 

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E siccome io volevo seguire la Signora Alfonsina mi mi sono messa davanti a lei e ho seguito ogni sua mossa.

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La gara comincia, vinca il migliore!

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La Signora Alfonsina è concentratissima.

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Dosa con sapienza l’olio.

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E poi giù con il pestello.

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La gara è agli sgoccioli e i concorrenti posano le armi, ora bisogna attendere solo la proclamazione del vincitore.

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Mentre si aspetta il momento culminante della giornata c’è spazio per le chiacchiere, è stata davvero una splendida giornata.
Alessandro Cavo e Francesca Baraghini, amata giornalista di Primocanale e di Il Secolo XIX, ridono e scherzano tra di loro.

Pestochampionship 44 -1

E qui vedete i miei amici, Edoardo e Maddalena Schenardi di Farmacia Serra.

FarmaciaSerra

E poi al Campionato del Pesto può capitare di vedere cose strane, sapete?
Ecco la Signora Nicla di Varazze, suo marito era tra i finalisti.
Lei indossava un costume tradizionale e l’ho sorpresa mentre era intenta a telefonare.
Con il mezzero e un telefono di ultima generazione, con estrema disinvoltura.

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E infine è giunto il momento della premiazione e Bruno Pizzul ha fatto i nomi dei vincitori.

PestoChampionship (44a)

 A furor di popolo e pestello è stata eletta Campionessa Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio la Signora Alfonsina Trucco.
E sì, la foto è mossa ma in quell’istante tutti la stavano applaudendo e lei ha sfoderato un bel sorriso.

Pestochampionship (44b)

Roberto Panizza è venuto a a complimentarsi e a premiarla.

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Ed eccola ancora con Bruno Pizzul.

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Qui la vedete con il secondo classificato, Angelo Vanagolli e con colei che si è aggiudicata il terzo posto, Candida Grosso.

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 Una giornata meravigliosa per questa città, un evento che porta nel mondo il nome di Genova e i sapori di questa terra.
Un’iniziativa che si deve alla lungimirante creatività di Roberto Panizza e a lui va il mio sincero e ammirato ringraziamento.

Pestochampionship (2)

E’ stata la gloriosa giornata di Alfonsina, lei ha sbaragliato tutti i concorrenti.

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 Alfonsina Trucco, 86 anni, di Montoggio, proprio lei: Campionessa Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.

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Domani sarà una grande giornata, nella terra che è patria del basilico torna il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio che come sempre si terrà nella Sale del Minore e Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
Che meraviglia, la dimora dei Dogi inondata dal profumo inconfondibile del pesto!
Io ci sarò, non vedo l’ora di assistere a questa singolare e piacevole competizione che avrà inizio a metà mattinata, qui trovate il calendario completo della giornata.
Come due anni fa ci saranno in mostra gli antichi mortai delle famiglie genovesi e liguri.

Pestochampionship

Una splendida iniziativa che si deve all’estro creativo e alla passione vera di Roberto Panizza, lui porta il pesto di Zena e la sua antica tradizione nel prepararlo in giro per il mondo, il suo ristorante Il Genovese, è una meta gastronomica da non perdere.
Vi si gustano piatti della nostra tradizione e il pesto più sublime che si possa immaginare, nel ristorante c’è anche il mortaio del re indiscusso del pesto.

Il mortaio

Lasagne, trofie, trenette o testaroli, scegliete voi cosa preferite, questo è un piatto fumante di  gnocchi che ho avuto il piacere di gustare in occasione di una delle mie cene al Genovese.

Gnocchi al pesto

Eccolo qui Roberto, con il suo bel grembiule rosso tra due giurati durante una delle selezioni di Pestochampionship che si è tenuta nei caruggi di Genova.

Pestochampioship

Un evento che porta a Genova concorrenti da tutto il mondo pronti a cimentarsi con la complessa arte di fare il pesto.
Una maniera speciale di rendere nota una delle nostre eccellenze, il pesto genovese al mortaio.

Pestochampioship -selezioni

La competizione è divertente e appassionante, per me è anche una bella occasione per trascorrere del tempo con dei cari amici, tra gli altri ci saranno Edoardo e Maddalena Schenardi di Farmacia Serra che come me assisteranno alla gara.
E tra i giurati non mancherà Alessandro Cavo, una delle persone che si spende con vero cuore per questa città e proprietario della Pasticceria e Liquoreria Marescotti di Cavo, altra meta da non perdere per chi visita Genova.
Eccolo Alessandro, a destra della foto, insieme a un altro giurato nel corso della precendente edizione di Pestochampioship.

Pestochampioship (2)

Tutto è pronto, il basilico genovese, l’olio Extravergine di Oliva della Riviera Ligure, l’aglio di Vessalico e tutti gli altri ingredienti con i quali si prepara il delizioso pesto di Genova.
E i mortai saranno già tutti in fila, domani uno dei concorrenti si aggiudicherà l’ambito titolo.
Nel regale salone di Palazzo Ducale si sentirà il rumore di cento pestelli che battono nei mortai, nell’aria si spanderà il profumo sublime del pesto,  per me sarà un privilegio esserci e potervelo raccontare.
Domani sarà il giorno di Pestochampionship, il V Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.

Pestochampionship (2)

 

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Una fresca serata settembrina bagnata dalla pioggia.
Io, un mio amico di lunga data, la cara e spumeggiante E. e un nuovo amico, Johndscripts,  in visita nella mia città.
E dove si porta a cena un blogger in visita nella Superba?
Ma nel tempio del pesto, mi pare ovvio!

Signori, benvenuti al Genovese, dove potrete gustare le delizie della cucina ligure.
La lavagnetta già promette bene!

Ai miei lettori abituali non giungerà nuovo il nome del proprietario di questo bel locale, che si trova nel pieno centro di Genova, in Via Galata.
Questo è il ristorante dei fratelli Panizza, conoscete già Roberto in quanto lui è l’appassionato gastronomo che organizza il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio e che fa conoscere al mondo il più tipico dei sapori liguri.
E quando verrete qui uscirete dal locale appagati e soddisfatti, dopo aver gustato una cena deliziosa e perfettamente curata.
E allora andiamo, accomodiamoci al tavolo del Genovese e godiamoci la nostra cena.

Dovete sapere che il ristorante è sempre pieno e quindi riesco a offrirvi solo alcuni scorci del locale.
Ecco la scala che vi conduce al piano superiore.

Una sala tranquilla ed accogliente.

Regna il buon gusto al Genovese, nella cucina e negli arredi.

E non a caso troneggia sul bancone questo gigantesco mortaio.
Questo è il regno del pesto, che qui viene preparato a regola d’arte.

Oh, mi spiace di non poter portare qui i profumi, sono veramente paradisiaci, ma le immagini parleranno da sole.
Fare il proprio mestiere con grande passione certamente paga, così è al Genovese dove ogni piatto, anche quello che sembra semplice, è semplicemente perfetto.
A cominciare dall’antipasto di fritti, secondo la migliore tradizione genovese: frisceu, panissa e latte brusco.

Ed è un fritto leggero ed impalpabile, per nulla unto e cucinato in una maniera che non ha paragoni.
Che soddisfazione cenare in un ristorante così!
E poi vi portano un piccolo mortaio con il pestino.
Scusate, mi sono dimenticata di fotografarlo prima che tutti e quattro ci mettessimo a spalmarlo gioiosamente sul pane, comunque eccolo qua, una meraviglia!

E poi finalmente ecco a voi sua maestà il pesto in tutte le sue infinite varianti.
Ecco le trenette al pesto.

E i testaroli! Scusate se le immagini non sono perfette, ma i commensali non vedevano l’ora di infilare la forchetta nel piatto!

E questi sono i miei gnocchi, fatti rigorosamente a mano.
E il pesto con il quale erano conditi aveva un sapore che non ha nulla a che vedere con qualsiasi altra cosa voi abbiate assaggiato.
Fresco, profumato, odoroso, semplicemente sublime, questo è il pesto migliore del mondo e se visiterete Genova o ci abitate dovete assolutamente venire ad assaggiarlo.

Allora, lo avete sentito l’aroma del pesto? Il profumo del basilico e dei pinoli?
Beh, ma la cena ancora non è terminata!
Non possiamo certo rinunciare a questa splendida frittura di totani!

Era fragrante e gustosa, di una leggerezza assoluta, per me la frittura più buona che abbia mai mangiato.

E una buona cena non può che terminare con un dolce.
E davvero non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Questo è il tiramisù scomposto, che ha subito attirato la gola di uno di noi!

Ma era splendida e buonissima anche la tarte tatin.

E che dire del latte dolce fritto, il più tipico dei dolci genovesi?

Questa è stata la nostra serata al Genovese e sono felice di avervi portato con me.
Quando verrete qui avrete il privilegio di scoprire la vera cucina genovese, sarete accolti con cortesia ed affabilità in un tempio del gusto e certamente sarete contenti di averlo scoperto.
Un ringraziamento speciale va a Roberto Panizza, lo conosco solo da poco tempo, da quando ho questo blog, ma ho avuto modo di apprezzare  la dedizione e la passione che ha per il suo lavoro e  non posso altro che ringraziarlo per la splendida ospitalità che riserva ai suoi ospiti e per aver creato nel cuore della città un baluardo della cucina ligure.

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Ricordate il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio e la competizione che si svolse a Palazzo Ducale nel mese di marzo?
Ebbi la fortuna di essere presente e vi raccontai questa singolare gara in questo post.
Il Campionato si svolge ogni due anni e la prossima edizione avrà luogo nel 2014 ma il cammino verso la finale è appena cominciato.
E così ieri pomeriggio hanno avuto inizio le prime selezioni.
Pesto e musica d’autore, nei caruggi di Genova.
Pestello, mortaio e cantautori per la sfida più profumata dell’estate.
Erano presenti Max Manfredi, Cristiano Angelini, Laura Olivari, Sergio Alemanno e Vittorio De Scalzi.
Questa la locandina dell’iniziativa.

Un incontro tra musica e pesto, promosso dall’Associazione Culturale Palatifini e da ViadelCampo29rosso, l’emporio dedicato alla canzone d’autore, che si trova proprio in Piazza del Campo, in quelle strade dove ancora risuona la voce di Fabrizio De André.
Riuscite a immaginare una cornice migliore?

E allora eccoli i mortai allineati sul tavolo in Piazza del Campo.

Ed ecco a voi il gotha del pesto al mortaio, i membri dell’Associazione Palatifini.
Quel signore sorridente che indossa il  grembiule rosso  e che brandisce fiero  il pestello è Roberto Panizza, l’ideatore di questa splendida iniziativa che dà lustro ai sapori di Genova.

E sul tavolo tutto era pronto per la singolar tenzone.
Eh, Panizza mi ha detto:
– Prima o poi voglio vedere anche te con il pestello e il mortaio!
Ecco, io veramente non ci ho mai provato, forse sarei più adatta come assaggiatrice ufficiale.
Ah sì! Per trenette, gnocchi, lasagne e trofiette ricordatevi di me, non vi deluderò!

E poi sapete, in Piazza del Campo c’era davvero tanta gente.
Un sabato di luglio, in questi caruggi dove spira gradita una fresca aria di mare.
Così sono i nostri vicoli, protetti in inverno e ventilati in estate, gli antichi facevano le cose per bene.
Ed ecco i musicisti all’opera.
Queste sono mani che siamo soliti vedere intente a suonare un pianoforte o una chitarra, musica e pesto in Piazza del Campo.

E mentre i concorrenti si davano un gran da fare per portare a termine il loro compito, per i caruggi si è levato un delizioso effluvio di pesto e c’era gente affacciata alle finestre che guardava divertita.
Che profumo meraviglioso, in questa parte dei caruggi che amo così tanto!

A furor di popolo e di pestello ha vinto Vittorio De Scalzi, che ha poi suonato la Esteve, la famosa chitarra di Fabrizio De André.
Un pomeriggio da ricordare per Zena e per i suoi abitanti, un’iniziativa che valorizza la nostra città e le sue tradizioni.
Posso solo ringraziare coloro che ne sono i promotori per la dedizione e la passione che impiegano in questa splendida manifestazione che mette in risalto una delle eccellenze liguri più note nel mondo.
Tra i giurati era nuovamente presente Alessandro Cavo, che qui vedete ritratto a Palazzo Ducale in occasione del Campionato di Pesto al Mortaio.
Questa è la Genova migliore, la Genova che investe nel suo patrimonio culturale e nelle sue tradizioni, la Genova che noi genovesi vorremmo che tutti voi conosceste.

Ho concluso il mio pomeriggio nel migliore dei modi, pigramente seduta a un tavolino da Cavo, con un sublime aperitivo che è stato il perfetto coronamento di questa giornata.

A voi, che ancora non conoscete questo mondo che ha i profumi e gli odori della mia Liguria, voglio lasciare un regalo che potrà esservi utile, la ricetta del vero pesto genovese raccontata proprio da lui, da Roberto Panizza.
Arrivederci Pestochampionship, alla prossima tappa!

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Chi dice che a Genova non succede mai niente?
Oggi, nel cuore della Superba, si è svolto il  IV Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.
Nel fulgido splendore della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, cento concorrenti si sono sfidati in questa gara decisamente particolare.

Deus ex machina e organizzatore di questa splendida iniziativa, Roberto Panizza, gastronomo, ristoratore, buongustaio, guru del pesto nonché presidente dell’Associazione Palatifini.
E persona cortese,  gradevolissima e genuinamente entusiasta del suo lavoro.

Alla manifestazione erano presenti un gastronomo inglese e uno norvegese, nonché l’inossidabile Bruno Pizzul, che sfoggiava un elegante grembiule nero.
Ed eccoli i concorrenti, vengono da tutto il mondo per dilettarsi nell’arte di preparare il pesto, sotto gli sguardi attenti della giuria.
Il pesto è una delle eccellenze della gastronomia ligure e in suo onore esiste anche un inno.
La regione maggiormente rappresentata è la Liguria, seguita dal Piemonte.

Gli ingredienti a disposizione di ognuno erano i seguenti: Basilico genovese DOP, Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP, pinoli di Pisa e aglio di Vessalico, Parmigiano Reggiano DOP, fiore sardo e qualche grano di sale grosso.

Io penso che non sia affatto semplice fare il pesto nel mortaio!
Anzi, dev’essere difficilissimo!
Ma i cento intrepidi partecipanti, venuti da ogni parte del mondo, sembravano davvero sapere il fatto loro.

Ed esibivano sorrisi smaglianti ed una certa disinvoltura.

Eh, nell’attesa ci si prepara! E come vi ho detto, non ci sono solo genovesi.
Questa bella ragazza, credo inglese, è pronta per la competizione.
L’ho osservata bene, mentre pestava il pestello nel mortaio, che impegno ci ha messo!

E allora, come ha detto Roberto Panizza per dare il via alla gara: pronti,  al pesto, via!

Si comincia pulendo il basilico.

E poi si va avanti con gli altri ingredienti.

E davvero ognuno si è impegnato al massimo.

Una sfilata di mortai, pestelli e nell’aria un delizioso profumo, assai familiare, l’inconfondibile profumo del pesto.

E si lavora alacremente, senza sosta.

La Signora Patrizia Cicala, genovese doc,  usa un mortaio molto antico, che risale addirittura al ‘600.
Chissà quante generazioni di cuoche hanno preparato il pesto in quel mortaio!

Questo è quello che ha fatto lei.

Allo scadere del tempo ognuno lascia sul tavolo il frutto della propria fatica.

E che meraviglia!

Ve lo posso garantire, mi è venuta fame!

A questo punto, la parola è passata ai giurati.
Tra di loro ho avuto il piacere di incontrare un fierissimo Alessandro Cavo.
Sicuramente vi ricorderete di lui e di quel suo angolo di paradiso che si trova in Via di Fossatello,  la pasticceria Marescotti.

E certo non dev’essere stato semplice per i giurati stabilire quale fosse il pesto migliore.
Eccoli alle prese con gli assaggi.

Ha vinto il Signor Sergio Muto, un italiano residente a Stoccarda.
Suo il pesto migliore che ha meritato il primo premio del IV Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.
E’ stata una giornata bellissima, all’insegna dei sapori della nostra terra, dei profumi della buona cucina.
Sua maestà il basilico ha regnato sovrano oggi, a Palazzo Ducale.

E se qualcuno dei partecipanti ha lasciato la nostra città con una certa malinconia, per rincuorarsi può ricorrere ai gadgets di questa magnifica manifestazione.
Genova frizzante, un composto da diluire in acqua, che rende la stessa appunto frizzante e all’aroma di basilico.
Le prescrizioni, sulla scatola, recitano testualmente: versare il contenuto di una bustina in un bicchiere di acqua e poi bere tutto d’un fiato.  Continuare secondo necessità durante la permanenza in Liguria.
La lattina, invece, contiene l’aria ufficiale del Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio ed è un’essenza profumata al basilico.
Sulla latta si legge: da aprire in caso di astinenza da Liguria.
Preziosa, preziosissima aria di Zena.

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