Pedalando per la Superba

Pedalando per la Superba, su e giù, in una città che a volte è un vertiginoso saliscendi.
E tuttavia per ogni salita c’è una discesa e allora forse si dimentica la fatica e ci si lascia portare verso la propria meta.
Non è la prima volta che scrivo delle biciclette di Zena, qui ne trovate altre che sono già state protagoniste di un precedente post.
Lo faccio nuovamente, i ciclisti in questa città sono più numerosi di quanto si potrebbe pensare, basta fare attenzione alle tante bici in giro per le strade di Genova!
Pedalando per la Superba, c’è sempre un posto dove poter lasciare la propria bici.

Bicicletta (2)

Basta anche un’antica grata, che praticità!

Bicicletta (3)

Quelli che amano pedalare lo fanno con qualunque clima.
Cadeva una fastidiosa pioggerellina e i tre ciclisti procedevano in Via Garibaldi incuranti del maltempo.
Poi si sono fermati, lasciando le bici appoggiate al muro.
Bicicletta (4)

Vedo, osservo e penso.
Questa bicicletta a due passi dal Teatro Carlo Felice apparterrà a un melomane o a un amante della buona musica?

Bicicletta (5)

Vedo, osservo e immagino.
Ah, due bici parcheggiate una accanto all’altra davanti alla libreria storica della città suscitano infiniti castelli in aria!
Saranno di due innamorati che sono entrati da Bozzi in cerca di qualche bel libro, ne sono certa.
Lei vorrebbe comprare Orgoglio e Pregiudizio, l’aveva letto ai tempi dell’Università e non ne ha mai posseduto una copia, lui non sembra tanto convinto ma non si mette a discutere, no.
Sì, dev’essere andata proprio così.
Due biciclette davanti a Bozzi.

Bicicletta (6)

E poi, andar per caruggi e trovarne da ogni parte.

Bicicletta (7)

Il mondo è fatto di contrasti, a volte.
Un camion, una moto e una bicicletta.
E lassù, sul muro, un’edicola con la Madonna, cose che si vedono nei vicoli di Genova.

Bicicletta (8)

Tono su tono, nero su grigio e una nota d’arancio, secondo me i ciclisti hanno buon gusto per quanto riguarda il colore.

Bicicletta (9)

E ancora quelle creuze delle quali non vedi la fine, quelle creuze che si perdono nel chiarore abbagliante della luce.
Come sarà pedalare giù per un creuza?
Bisognerebbe chiederlo a chi lo fa!
Ad esempio, in Salita ai Terrapieni c’è qualcuno che potrebbe risponderci e che ha lasciato la sua bici proprio lì, c’è sempre una ringhiera che può tornare utile.

Bicicletta (10) - Copia

Questa invece è una creuza che percorro spesso, si pedala anche in Circonvallazione a Monte, a quanto pare.

Bicicletta (11)

E certo ci vuole allenamento e non è da tutti ma gli appassionati non rinuncerebbero mai alla loro pedalata giornaliera per la città.
Il post di oggi mi offre anche la piacevole opportunità di presentarvi due blog genovesi dedicati al mondo della bicicletta, sono pagine che meritano di essere scoperte in quanto propongono eventi, uscite di gruppo e momenti di aggregazione per grandi e piccini, se amate l’insostituibile ebrezza di pedalare con il vento in faccia troverete spunti e proposte.
Il titolo del blog è rigorosamente in dialetto genovese, ecco a voi Anemmu in bici a Zena!, un sito  molto noto e promotore di interessante iniziative cittadine.
E poi c’è anche Bike to school Genova  che coinvolge  genitori che si organizzano per portare i propri figli a scuola in bicicletta, una piccola grande avventura per i più piccini, così si legge sulla pagina di presentazione del blog. E’ una cosa bellissima, vero?
Del resto, si pedala volentieri per le strade della Superba, basta guardarsi intorno.
Provate a passare in Piazza del Campo, un giorno di questi.
I sedani, i peperoni gialli e rossi, le verdure.
E le cassette di mele e arance, un tripudio di colori, come sempre sul muro c’è un’ edicola con la Madonnina.
E lì davanti, qualcuno ha lasciato la sua bicicletta.
Cose che si vedono nei caruggi, cose che fanno quelli che pedalano per la Superba.

Bicicletta (12)

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Le Madonnette di Genova, dai caruggi a Sant’Agostino

Se volete conoscere Genova dovete camminare per i suoi caruggi.
Se volete conoscere Genova dovete alzare lo sguardo verso le tracce di una devozione antica, verso quelle edicole che un tempo ospitavano le immagini sacre di Maria e dei Santi.
Oggi vi porto a fare una passeggiata particolare, tra i vicoli e il Museo di Sant’Agostino, tra passato e presente, tra le edicole che ancora si trovano in quei caruggi e alcune statue che potrete vedere in quel Museo.
Lì si trova la statua della Madonna che un tempo era situata nell’edicola posta  sulla casa di Paganini.
L’infinita dolcezza di quegli sguardi si posa su di voi e si prova una sorta di emozione difficile da spiegare, le custodi silenziose dei nostri caruggi sono là, in Sant’Agostino.

Museo di Sant'Agostino

Il culto della Madonna ha origini antiche in questa città, Lei fu anche proclamata Regina di Genova e trovate qui la motivazione.
Ai giorni nostri nelle edicole sono esposte copie fedeli delle statue originali, bisogna andare in quel Museo per trovare i visi benevolenti e i sorrisi che un tempo si posavano sui genovesi.
E bisogna conoscere Genova e i suoi caruggi per poter ricondurre ogni Madonnetta alla sua collocazione originaria.
Vi porto con me, in Via Prè, amo molto questa antica strada.

Via Prè (5)

E lì, dove la via ha inizio poco dopo la Commenda c’è questa bella edicola che ritrae il Beato Botta in contemplazione della Madre di Cristo.

Beato Botta 1

Eccolo il Beato Botta in preghiera, la scultura risale al XVIII secolo.

Beato Botta 1a

Sempre in Via Prè, poco distante, c’è un’altra edicola che ritrae lo stesso soggetto religioso.

Beato Botta 2

E ancora ecco la statua che un tempo era lì collocata.

Beato Botta 2a

E già che siamo da queste parti facciamo una deviazione in Piazza dei Truogoli di Santa Brigida, un angolo di caruggi davvero suggestivo.

Piazza dei Truogoli di  Santa Brigida

E fermiamoci davanti all’edicola.

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

E’ dolce e tenera l’immagine seicentesca della Madre di Dio qui ritratta con Gesù e San Giovannino.

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida 9

Le belle e numerose edicole di Via Prè, a loro ho dedicato un intero articolo, lo trovate qui.
La nostra passeggiata continua, scendiamo e arriviamo in Piazza Del Campo.

Piazza del Campo (3)

 

Anche qui troviamo un’edicola, collocata proprio sopra i banchi di frutta e verdura, sacro e profano convivono armoniosamente nei caruggi.

Piazza del Campo (2)

Ed è particolare la statua della Madonna che qui si trovava, è attribuita ad un artista del ‘300, lo scultore che la eseguì faceva parte della scuola che lavorò al restauro della cattedrale quando questa subì diversi danni a causa di un incendio nel 1296.

Piazza del Campo

Andiamo ancora oltre e ci troviamo in Via di Fossatello, qui aveva posto un dipinto, un olio su ardesia che ritrae la Madonna del Cardellino.

La Madonnetta

Anche quest’opera si trova nel Museo che tutti i genovesi dovrebbero vedere.

Via di Fossatello

Camminiamo ancora, ci inoltriamo in Via della Maddalena dove troveremo un’edicola dedicata a Sant’Antonio da Padova che merita certo attenzione, ho già avuto modo di scriverne in questo articolo.

Via della Maddalena

Il Santo di Padova è ritratto in una statua lignea.

Via Della Maddalena (2)

E tiene a sé il Bambino Gesù.

Via della Maddalena 1

Torniamo in San Luca, dove sono davvero numerose le edicole votive, come del resto in tutto il centro storico.
E qui ci fermiamo nei pressi dell’Archivolto di San Raffaele.
Eh, su quei fili elettrici così a vista non dico nulla ma potete immaginare quale sia il mio pensiero.

Via San Luca- Madonna con il Bambino

E ancora si trova uno sguardo dolce e amorevole.

Via San Luca - Madonna con il bambino 1a

E poco distante ancora una nicchia per la Madre di Dio.

Via San Luca  - 2

E questa è la statua che lì si trovava.

Via San Luca

Genova era questo, le Madonnette nei caruggi, ce n’erano ovunque.
Si cammina, nel saliscendi e nella penombra dei vicoli, arrivate in Via di Scurreria Vecchia, un altro vicolo che è tutto sfumature di colore.

Via di Scurreria Vecchia (2)

E andiamo ancora oltre, la strada si incrocia con Vico Indoratori e lì si trova questa edicola.

Via di Scurreria Vecchia

Anche qui era collocato un dipinto, attribuito a un artista della famiglia Calvi, l’opera risale al ‘500 e forse ne fu autore proprio Lazzaro Calvi, celebre pittore.
Il dipinto ritrae la Madonna con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Lorenzo.

Via di Scurreria Vecchia 1

E’ un’emozione grande camminare tra le Madonnette di Sant’Agostino, qui ci sono anche statue che provengono da luoghi che hanno subito sconvolgimenti e profonde trasformazioni, luoghi che non abbiamo saputo difendere come avremmo dovuto.
Lei è la seicentesca Madonna con il Bambino benedicente attribuita a Domenico Amadeo,  si trovava dall’edicola situate nel pilone sotto il Ponte di Carignano, in Via Madre di Dio.

Madonna con il Bambino Benedicente (3)

Perduta la strada, a noi è rimasta questa Madonna.

Madonna con il Bambino benedicente

Ed è piena di grazia e bellezza la statua di Maria che un tempo era nella chiesa di San Silvestro, ormai perduta sotto i bombardamenti della II Guerra Mondiale.

Madonna della Misericordia Chiesa di San Silvestro

Dolcezza infinita nel suo sguardo.

Madonna della Misericordia - Chiesa di San Silvestro

E ancora, altri caruggi, andiamo giù da Salita del Prione.

Salita del Prione

Anche lì troverete una bella edicola che un tempo ospitava la Madonna.

Salita del Prione (2)

Lei calpesta il maligno che ha le fattezze di un drago, la Madonna pura e candida scolpita nel marmo bianco volge lo sguardo a Dio.

Salita del Prione

Queste Madonnette che oggi troviamo in uno dei Musei più interessanti della città erano un tempo per le nostre strade, a loro ci si rivolgeva confidando le proprie speranze e i propri pensieri.
E no, davvero non potete dire di conoscere Genova se non avete mai veduto queste sue antiche vie e i tanti volti della Madonna che potete incontrare qui, in Sant’Agostino.

Madonna con Gesù e San GIovannino

Non tutte sono state salvate, va ricordato che purtroppo nel passato, quando ancora erano esposte nelle edicole, alcune statue sono state sottratte e sono così andate perdute.
Questo rende ancora più care e preziose le Madonnette che invece sono al sicuro dento al Museo.
Accanto ad ognuna c’è una scheda esplicativa che illustra la sua storia e la collocazione originaria dell’opera, io ve ne ho mostrate alcune, ve ne sono altre che potrete scoprire da voi.

Museo di Sant'Agostino (2)

Qui in Sant’Agostino, c’è parte del nostro passato, c’è il ricordo di luoghi che non possiamo più vedere perché non siamo stati capaci di difenderli.
Quartieri interi, strade e piazze, pietre millenaria.
Là, in Piccapietra, un tempo sorgeva la Porta Aurea, non ne è rimasta più traccia.

Porta Aurea

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Sulle sue braccia aperte si posa il drappeggio del mantello, è sottile ed eterea la Madonna che un tempo si trovava sopra la porta perduta di Genova.
Lei è ancora tra noi, nella pace e nel silenzio di Sant’Agostino.

Madonna dell Misericordia - Porta Aurea

Pestochampionship, pesto e musica d’autore in Piazza del Campo

Ricordate il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio e la competizione che si svolse a Palazzo Ducale nel mese di marzo?
Ebbi la fortuna di essere presente e vi raccontai questa singolare gara in questo post.
Il Campionato si svolge ogni due anni e la prossima edizione avrà luogo nel 2014 ma il cammino verso la finale è appena cominciato.
E così ieri pomeriggio hanno avuto inizio le prime selezioni.
Pesto e musica d’autore, nei caruggi di Genova.
Pestello, mortaio e cantautori per la sfida più profumata dell’estate.
Erano presenti Max Manfredi, Cristiano Angelini, Laura Olivari, Sergio Alemanno e Vittorio De Scalzi.
Questa la locandina dell’iniziativa.

Un incontro tra musica e pesto, promosso dall’Associazione Culturale Palatifini e da ViadelCampo29rosso, l’emporio dedicato alla canzone d’autore, che si trova proprio in Piazza del Campo, in quelle strade dove ancora risuona la voce di Fabrizio De André.
Riuscite a immaginare una cornice migliore?

E allora eccoli i mortai allineati sul tavolo in Piazza del Campo.

Ed ecco a voi il gotha del pesto al mortaio, i membri dell’Associazione Palatifini.
Quel signore sorridente che indossa il  grembiule rosso  e che brandisce fiero  il pestello è Roberto Panizza, l’ideatore di questa splendida iniziativa che dà lustro ai sapori di Genova.

E sul tavolo tutto era pronto per la singolar tenzone.
Eh, Panizza mi ha detto:
– Prima o poi voglio vedere anche te con il pestello e il mortaio!
Ecco, io veramente non ci ho mai provato, forse sarei più adatta come assaggiatrice ufficiale.
Ah sì! Per trenette, gnocchi, lasagne e trofiette ricordatevi di me, non vi deluderò!

E poi sapete, in Piazza del Campo c’era davvero tanta gente.
Un sabato di luglio, in questi caruggi dove spira gradita una fresca aria di mare.
Così sono i nostri vicoli, protetti in inverno e ventilati in estate, gli antichi facevano le cose per bene.
Ed ecco i musicisti all’opera.
Queste sono mani che siamo soliti vedere intente a suonare un pianoforte o una chitarra, musica e pesto in Piazza del Campo.

E mentre i concorrenti si davano un gran da fare per portare a termine il loro compito, per i caruggi si è levato un delizioso effluvio di pesto e c’era gente affacciata alle finestre che guardava divertita.
Che profumo meraviglioso, in questa parte dei caruggi che amo così tanto!

A furor di popolo e di pestello ha vinto Vittorio De Scalzi, che ha poi suonato la Esteve, la famosa chitarra di Fabrizio De André.
Un pomeriggio da ricordare per Zena e per i suoi abitanti, un’iniziativa che valorizza la nostra città e le sue tradizioni.
Posso solo ringraziare coloro che ne sono i promotori per la dedizione e la passione che impiegano in questa splendida manifestazione che mette in risalto una delle eccellenze liguri più note nel mondo.
Tra i giurati era nuovamente presente Alessandro Cavo, che qui vedete ritratto a Palazzo Ducale in occasione del Campionato di Pesto al Mortaio.
Questa è la Genova migliore, la Genova che investe nel suo patrimonio culturale e nelle sue tradizioni, la Genova che noi genovesi vorremmo che tutti voi conosceste.

Ho concluso il mio pomeriggio nel migliore dei modi, pigramente seduta a un tavolino da Cavo, con un sublime aperitivo che è stato il perfetto coronamento di questa giornata.

A voi, che ancora non conoscete questo mondo che ha i profumi e gli odori della mia Liguria, voglio lasciare un regalo che potrà esservi utile, la ricetta del vero pesto genovese raccontata proprio da lui, da Roberto Panizza.
Arrivederci Pestochampionship, alla prossima tappa!

Via del Campo, dove s’incontra Fabrizio De André

Genova è Fabrizio De André. Ieri cadeva la ricorrenza del suo addio al mondo, ma Genova è Fabrizio De André ed in alcuni luoghi, in certi caruggi, lui c’è, si sente la sua presenza più che altrove.
E tutto vi parla di Fabrizio in Via del Campo, la strada alla quale il cantautore genovese ha dedicato una celebre canzone.
Ricordo che  anni fa, durante il giorno, un megafono diffondeva per la Via la sua voce  che cantava Via del Campo c’è una graziosa, gli occhi grandi color di foglia, tutta notte sta sulla soglia, vende a tutti la stessa rosa.
Non c’è posto migliore per ascoltarla.


A metà di Via del Campo, c’è una piazza che porta lo stesso nome.
E’ una caratteristica di Genova, Vico, Via e Piazza, vicine tra loro, si chiamano alla stessa maniera.

Se verrete qui, incontrerete un mondo, ma incontrerete anche De André, vive nel ricordo, nella memoria dei liguri che lo portano nel cuore.

E’ colorata e multietnica Via del Campo, e così è la Piazza, con tinte accese e solari.

E qui era il negozio di dischi di Gianni Tassio, grande amico di Fabrizio.
Era una sorta di tempio, in vetrina c’erano i 45 giri, i vinili di  De André, le sue chitarre; tra le tante,  la famosa Esteve, sulle cui corde il cantautore genovese aveva tante volte arpeggiato, che venne donata ad Emergency dalla famiglia De Andrè.
In seguito quella stessa chitarra venne messa all’asta allo scopo di raccogliere fondi per l’associazione di Gino Strada.
in quell’occasione gli abitanti di Via Del Campo, tutto quel mondo che tanto aveva affascinato Fabrizio, si mobilitarono per la raccolta dei soldi, il conto corrente venne stato intestato a Bocca di Rosa.
E qui arrivò la Esteve, tra braccia di Gianni Tassio.
Poi anche Tassio ha raggiunto Fabrizio, così è la vita, un passaggio.
La saracinesca si è abbassata, ma riaprirà presto e qui avrà sede un nuovo punto di incontro dedicato a Fabrizio, si chiamerà Via del Campo 29 Rosso e sarà sia un negozio che una sorta di museo, com’è giusto che sia.
Per ora il profilo della Esteve di De André spicca sull’insegna di un bar, che porta un nome carico di simbolismo.

 Quando sarete qui, guarderete questa strada, questa piazza e queste case con gli occhi di Fabrizio, vedrete i suoi versi nelle facce delle persone che ci camminano, in quel microcosmo di mondi diversi che si trova nei nostri vicoli.

E il sacro e il profano, qui, come spesso accade, si sovrappongono.

E la vita ha quei colori, quei colori che sono la nostra vita.

E il cielo, il cielo su Via e Piazza del Campo, è di quell’azzurro terso di Liguria, è un cielo di mare, spazzato dalla tramontana e splendente di luce.

E la musica, la sola musica che possiate ascoltare in queste strade, ha una voce sola.
Profonda, inconfondibile, indimenticabile.
La voce di Fabrizio De André, la voce di Genova.