Miei amati specchi

Miei amati specchi, vetri incantati della Superba che racchiudete immagini tremule di solidi marmi, di croci e azzurro cielo.
Miei amati specchi, effimeri e gloriosi.

Miei amati specchi che raccontate una città nascosta, riservata ai sognatori e a coloro che camminano piano e sanno intravedere stupori incastonati tra pietre antiche.

Piazza Soziglia

E facciate dipinte, panni stesi, semplicemente vita.

Piazza Pinelli (1)

E grandezze fastose nelle piazze dei caruggi.

Piazza Pinelli (2)

Miei amati specchi che celate amori, abbracci, sorrisi, prime colazioni, facce assonnate, stanchezze, entusiasmi, lacrime, desideri e gioie, ninne nanne e promesse.

Piazza delle Erbe (1)

Miei amati specchi, tra persiane che appaiono come inattese esitazioni.

Piazza delle Erbe (2)

Miei amati specchi di stagioni generose e limpide, nel tempo che permette di attendere e aspettare per poi lasciare che gli occhi trovino questa bellezza.

Piazza delle Oche (1)

Miei amati specchi che ospitate l’immagine della Chiesa delle Vigne.

Piazza delle Oche (2)

Miei amati specchi, tra luci e ombre.

Piazza delle Erbe (3)

Splendori brillanti nell’inquieto agitarsi delle bandiere in Strada Nuova.

Via Garibaldi

Miei amati specchi che raccontate mattine di sole, ringhiere, pianticelle verdi.

Piazza della Nunziata (2)

Miei amati specchi dove si riflette il campanile della Chiesa della Nunziata, miei amati specchi che siete una realtà diversa, effimera ed immaginata, sempre nuova e così mutevole.

Piazza della Nunziata (3)

E vi cerco sempre, voi che donate a noi scorci di candide nubi e cielo turchese.
Miei amati specchi, finestre di Genova.

Piazza della Nunziata (14)

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Piazza delle Oche, un anonimo e un celebre visitatore

Ieri mattina il mio girovagare per caruggi mi ha condotta in Piazza delle Oche la quale  in realtà si estende soltanto nell’area antistante ad un palazzo, eppure  si tratta davvero di una piazza, cose da vicoli di Genova.
E tuttavia questo fazzoletto di centro storico si è meritato la dignità della memoria e della storia, in quanto in questa zona un tempo qui c’era parte del cimitero che circondava l’adiacente Basilica delle Vigne.
Eccola Piazza delle Oche, un piccolo angolino di Genova.

Piazza delle Oche

E la cita persino L’anonimo del 1818, un viaggiatore del quale non conosciamo il nome, autore di un testo relativo alla Superba nel quale egli annota fedelmente tutto ciò che ha visitato.
E il nostro ci narra che all’epoca c’erano fastidiosi problemi di viabilità: la gente del popolo affollava le strade per andare in chiesa, quanto erano devoti i genovesi!
E per arrivare alla meta, allora come adesso, si percorreva lo stretto caruggio che da Campetto conduce alle Vigne, alla vostra destra trovate appunto la Piazza delle Oche.

Piazza delle Oche (2)

E con un certo disappunto il nostro visitatore riferisce anche di un continuo andirivieni di muli, era all’ordine del giorno rimanere imbottigliati nei caruggi!
Il nostro solerte ospite suggerisce pure una brillante soluzione: perché non demolire quel palazzo di Piazza delle Oche?
Si avrebbe così una strada bella ampia di gran comodo per i cittadini e per i tanti fedeli che si riversano in questa zona.
Per carità, per fortuna nessuno gli ha dato retta!

Piazza delle Oche (6)

E a quanto pare, oltre ai quadrupedi raglianti, nel lontano passato da queste parti c’erano pure altri animali, le illustrissime oche che hanno dato il nome alla piazzetta, così almeno narra Amedeo Pescio sostenendo che quest’area fosse un tempo un cortile di proprietà della famiglia Vivaldi che aveva qui  la sue dimore.
Ecco, se potessi fare un viaggio nel passato saprei perfettamente cosa vorrei vedere: un ingorgo di muli  nei vicoli e le oche per caruggi, che meraviglia!

Oche (14)

Ai giorni nostri gli starnazzanti pennuti non ci sono più, questo è ovvio, qualcuno però si è munito di pitture, pennelli e senso artistico e così passando da queste parti potrete notare una porta decorata in maniera particolare.
Qui, nel centro di Genova, dove un tempo c’erano le oche.

Piazza delle Oche (3)

E senza nulla togliere all’esimio anonimo visitatore e ai suoi fantasiosi progetti urbanistici, l’edificio sito in questa piazza ha la sua importanza in quanto in seguito ospitò un celebre turista.
Era un ragazzo, all’epoca appena sedicenne, giunse qui nel 1895 e dimorò in questa casa dove abitava suo zio.

Piazza delle Oche (4)
Il giovane turista diventerà famoso e stimato per il suo genio e riceverà il premio Nobel per la fisica, il suo nome è Albert Einstein.
Il geniale scienziato rimase nella mia città per qualche mese, qui giunse in maniera a dir poco avventurosa, partendo dalla Lombardia fece tutta la strada a piedi passando attraverso la Val Trebbia.
Ne scriverà in una sua lettera dove ricorderà il suo soggiorno genovese e narrerà di aver veduto la cattedrale della Superba e gli splendori di Strada Nuova.
E tra le sue memorie di viaggio non si dimenticherà di menzionare le squisitezze di Romanengo, la celebre pasticceria si trova a pochi passi dalla dimora che ospitò il giovane scienziato.

Romanengo (3)

E sì, questa è proprio una piccola piazzetta e magari passando lì davanti potrebbe capitarvi persino di non notarla.
Eppure anch’essa, come gran parte del centro storico, ha una passato da ricordare.
E quando vi trovate lì non scordatevi di guardare verso l’alto, vedrete il cielo sopra di voi proprio come lo vide Albert Einstein.

Piazza delle Oche (5)

La vertigine del cielo di Genova

Vertigine, altezza, profondità e distanza.
Il cielo sopra le strade di Genova, il cielo come io lo guardo, come vorrei che sapeste vederlo anche voi.
Per conoscere questa città bisogna osservarne le prospettive.
E sono lassù, nel cielo sopra le strade.
Vi porto con me e questo è l’inizio del nostro viaggio.
La destinazione è l’infinito che non avete mai veduto se non avete alzato lo sguardo in una giornata di sole per le strade di questa città.

Via Lomellini

Via Lomellini

Vi porto a guardare certe curve perfette, in luoghi sempre frequentati.

Piazza Caricamento

Portici di Caricamento

Ma non sempre sappiamo vedere ciò che è sopra di noi.
Vertigine.
Prepotenza e protervia d’azzurro.

Portici di Caricamento

Portici di Caricamento

Nuvole che si discostano e si arrendono al blu.

Via Cairoli

Via Cairoli

Vi porto ad ammirare certe geometrie, il cielo sopra le piazzette dei caruggi.
Come io sono abituata a vederlo e come vorrei che voi lo vedeste.

Piazzetta Merli

Piazzetta Merli

Il campanile delle Vigne che emerge maestoso dietro Piazza delle Oche.

Piazza Delle Oche

Piazza delle Oche

E certe piante che adornano i terrazzi si tuffano dalla ringhiera dell’ultimo piano.

Via di Soziglia

Via di Soziglia

C’è una maniera di guardare che appartiene ai sognatori, quelli come me non sanno raccontarvela diversamente, abbiamo parole da scrivere e immagini negli occhi, noi sappiamo solo dirvi che se un velo appanna la vostra vista dovreste stropicciarvi le palpebre per tentare di vedere meglio.
Noi sognatori sappiamo solo dirvi questo.
Guarda.
Guarda il cielo.
Guarda il cielo carico di pioggia.
Guarda il cielo carico di pioggia e le finestre aperte.
Guarda l’altezza sopra di te.

Piazza San Matteo

Piazza San Matteo

Guarda.
Guarda il gioco delle geometrie e delle prospettive inaspettate.

Piazza Santa Brigida

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

Osserva.
Osserva le curve e i colori del sole illuiminati dalla luce del sole.

Piazza Santa Brigida (2)

Piazza dei Truogoli di  Santa Brigida

Un contorno netto, il gioco dell’armonia e del contrasto.

Piazza dei Greci

Piazza dei Greci

I tetti delle case così vicini che paiono sfiorarsi.
Uno accanto all’altro, divisi da una fessura di cielo.

Via Del Campo (2)

Via del Campo

Altezza, profondità e vertigine.
E non sai cos’è se non l’hai guardata mai l’infinità dal fondo di un vicolo.

Via Prè

Via Prè

Molti viaggiatori giungono in treno in questa città e molti di loro da Principe imboccano Via Balbi.
Camminate piano, lentamente.
Non perdetevi ciò che è intorno a voi e sopra di voi.
Non lasciate che sfugga al vostro sguardo uno dei colori più unici di Genova, il colore del suo cielo.

Via Balbi

Via Balbi

Tra quei palazzi, tra quelle case.
Vedrete anche voi il cielo come lo guardano i sognatori.

Palazzo Reale

Palazzo Reale