Finestre della Superba

Certe finestre torno sempre a cercarle, come fa il sole, il sole invade i vetri, li illumina e li rischiara.
Accade, sulle mie finestre.
Dalle parti di Porta Soprana, ad esempio.
Molteplici specchi riflettono i particolari della Chiesa del Gesù.

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E marmi e cielo azzurro.

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E se qualcuno le aprisse queste finestre?
Ho l’impressione che il cielo colerebbe giù, come acqua, come liquido, come pittura incantata.

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Le finestre che piacciono a me si aprono su caruggi in ombra, a volte.
Si spalancano su altre finestre.
E altri respiri, vite, progetti e desideri.

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Le finestre di Piazza delle Scuole Pie sanno essere una magia rara di caruggi.

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Per questa ragione torno sempre a guardarle, le mie finestre.
Troverò, un giorno o l’altro, quella luce sul vetro.
Effimera e passeggera, non occorre neanche inseguirlo il sole in certi vicoli.
Aspetta, arriverà.

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E svelerà un cartiglio e il profilo della chiesa.
Luce.

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Davanti a certe finestre siedono piccoli custodi e sventola il tricolore.

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E poi li rivedi, quei paffuti bambini, nella solita evanescenza di un riflesso.

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Alcune finestre, invece, sono racchiuse nelle geometrie di una ringhiera, insolita cornice di persiane chiuse.

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Altre ancora, nella Superba, sono protette da grate.
E tuttavia nessuno può fermare il sole e i suoi incantesimi.
E allora vedi alberi, cielo, foglie e altre case.
All’improvviso.
Tu aspetta, accadrà.

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Certe finestre torno sempre a cercarle.
Tra caruggi e madonnette, cupole e campanili, in certi semplici e tortuosi vicoli.
In Via dei Conservatori del Mare.
Ritorno.
Sempre.
A guardare la Superba che si rispecchia in una finestra.

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Le botteghe della vecchia Zena

E’ tempo di acquisti, cari lettori!
Siete pronti per un giretto davvero speciale? Oh, come già successe qui e qui, naturalmente anche oggi le signore si preparino con cura, si va a far compere nella Zena di un tempo!
Chissà dove ci porterà questa passeggiata, in questa giornata di fine novembre.
Che ne dite, potremmo incontrarci in Piazza Sarzano!
C’è un gran via vai di gente, come potete notare.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Oh, c’è da riempire la dispensa!
Ed ogni brava massaia sa perfettamente che uno dei beni di prima necessità al quale non si può rinunciare è certamente il latte.
Il latte del nostro entroterra, il più buono che ci sia.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Ed ecco il negozio che fa al caso nostro, proprio in Sarzano, che fortuna!

E poi, certo non possono mancare i formaggi.
No, non sia mai!
E ci tocca scendere nei caruggi.
Che gioia!
In Via della Maddalena troveremo ciò che ci occorre.

Eh, in questa stagione bisogna coprirsi bene!
Sì, fate attenzione, si rischiano la febbre e il raffreddore.
Ma niente paura, dato che siamo in zona, potremmo metterci al vento e comprare ciò che occorre in caso di malanni.
E la Nuova Farmacia è proprio ben fornita!

E’ grande e spaziosa e chi sta dietro al bancone ha una certa esperienza.

Affidatevi a loro, sono certa che sapranno consigliarvi per il meglio.

Qua in zona, volendo, si può anche comprare il pesce!

Eh, che bello far due passi per i vicoli!
Ricordate? Abbiamo quel formaggio di buona qualità, vorrete o no accompagnarlo ad un buon vino?
Qui, a due passi, in Fossatello, c’è proprio il negozio che ci serve.
Poi sono sempre i signori uomini ad attardarsi nella scelta, diciamo la verità!
E quando si danno arie da intenditori, poi, non ne parliamo.

Beh, la giornata non è ancora terminata.
Sapete, a Genova ci sono uffici dove si lavora alacremente; del resto si sa, i genovesi il senso degli affari ce l’hanno nel sangue.

E questa è una città di mare, con un porto che è la sua ricchezza.
Chissà se i posteri sapranno conservare questa risorsa, se gli scambi commerciali avranno ancora così grande importanza!

Oh, certo, chi lavora qui può sfruttare diverse opportunità.
La sede è oltreoceano! Eh, me l’immagino già il genovese trasferito laggiù, che con sguardo malinconico scruta il mare intonando ma se ghe pensu.
Oh, sì! I genovesi che se ne vanno rimpiangono sempre la Superba, i suoi odori e i suoi chiaroscuri, le scale ripide e le salite, la tramontana e la maccaia.

Lo avete visto quel signore che è appena uscito dalla premiata ditta di spedizioni?
Sì, quello tutto vestito elegante, che teneva a braccetto la moglie.
Ecco, ha appena rifiutato il trasferimento a Buenos Aires, a quanto ne so ha avanzato una serie di giustificazioni abbastanza credibili, ha accampato impegni improrogabili, questioni di famiglia, a quanto pare sembra che l’abbia spuntata!
E lei, la moglie, annuiva fiera.
Li avete visti? Oh, hanno deciso di festeggiare!
E allora la signora ha chiesto in dono un profumo, sì!
E si sono infilati dalla vedova Casareto, per scegliere una fragranza adatta a questa stagione.
Lui suggeriva la violetta, ma a quanto ho sentito la signora, che è un tipo deciso, è stata irremovibile ed ha acquistato una boccettina trasparente contenente un’essenza alla verbena.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Ed ho sentito dire che dopo pensano di andare a pranzare dalla Carlotta.
Farinata ed altre delizie immagino!

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Eh, che bello se potessimo andarci anche noi!
Ma siamo qui, in Sottoripa, con le nostre borse della spesa e ancora abbiamo molto da fare.
E allora lasciamo gli sposi ai loro festeggiamenti e rituffiamoci nella folla, sotto i portici a pochi passi dal mare, dove tutti parlano in genovese, tra i pescivendoli e i besagnini, nello splendido scenario dei nostri caruggi.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri