Le deliziose caramelle di Giovanni Preti

E ancora per una volta vi porto alla scoperta di una bottega dai profumi deliziosi, gioia dei bambini e dei golosi nel glorioso 1890.
E infatti in quell’anno viene pubblicata sul Lunario del Signor Regina una bella pubblicità che occupa un’intera pagina e qui si elencano le molte delizie del negozio dell’illustre Signor Giovanni Preti.
È una bottega magnifica, è pasticceria, confetteria e drogheria e si trova nella zona di Portello, da Preti inoltre si vendono vini pregiati.
Molti anni dopo il nome di questo abile pasticcere sarà ancora celebre proprio per i pandolci, i canestrelli e la sublime Sacripantina molto amata dai genovesi.
E poi, signore e signori, l’illustre e capace Giovanni Preti può orgogliosamente fregiarsi di un primato di notevole importanza: la sua è la prima e la più grande fabbrica di caramelle a macchina.

E allora io non farò altro che portarvi là per proporvi tutte le dolcezze riportate sul Lunario, è una sorta di poesia dolcissima che ha il suono di parole belle ed eleganti proprio come doveva essere il negozio del Signor Preti.
Dunque, in quei tondi e capienti vasi di vetro trasparente trovano posto le vere caramelle per la sete e gli gnocchi di tutto cedro, non mancano le portentose caramelle d’Egitto e le caramelle di genziana uso Torino.
E poi abbondano in quantità i bolli di rosa gallica, di anici stellati delle Russie e di menta glaciale concentrata.
Si può capire che in questo 1890 i genovesi facciano la fila per acquistare cotante bontà, per non dire poi delle confezioni racchiuse da lucidi nastri sontuosi.
E ancora, qui trovate caramelle di Portogallo e di mandarino di Spagna.
Ci sono poi certe caramelle prodotte con un sistema speciale e non chiedetemi di più, chiaramente ogni confettiere ha i propri segreti e il Signor Preti ha i suoi; queste caramelle speciali sono di crema vaniglia, cioccolatto e nuaset che è chiaramente la nocciola.
E ancora ecco il sublime fior di latte e tutte le declinazioni della frutta: ananas, ribes e albicocco, framboise e persico che corrispondono a lampone e pesche.
C’è l’imbarazzo della scelta e questa magia di parole rende tutto più invitante.
E ora scusate ma devo proprio salutarvi, devo correre a Portello a prendere due etti di bolli di rosa gallica, da quando li ho assaggiati non so davvero più farne a meno!

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La Funicolare Sant’Anna

Molti genovesi che abitano sulle alture di Circonvallazione a Monte sono utenti affezionati delle funicolari, tutti i visitatori che passano nella Superba dovrebbero concedersi un viaggio su questi particolari mezzi di trasporto.
Nel mio quartiere non c’è soltanto la Funicolare Zecca Righi della quale mi servo abitualmente, tra Via Bertani e Portello è in servizio anche la gloriosa Funicolare Sant’Anna.


Venne inaugurata nel lontano 1891 su iniziativa di alcuni imprenditori genovesi tra i quali i Dufour, la sua storia viene persino menzionata nel Volume Genova Nuova edito nel 1902.
Gli autori ne parlano con autentico entusiasmo sottolineandole l’utilità, già all’epoca la funicolare Sant’Anna trasportava ben mezzo milione di passeggeri all’anno.

Due vetture, un binario e uno scambio al centro.
Ed era ben diversa ai suoi inizi, funzionava sfruttando la gravità e la forza motrice dell’acqua, la vettura in discesa veniva zavorrata ad un cassone colmo d’acqua e così condotta a destinazione mentre la fune trascinava in alto l’altra vettura.
La piccola stazione d’arrivo in Via Bertani era un tempo un grazioso chalet in legno purtroppo ormai perduto, venne distrutto in anni recenti da un incendio.
Queste erano le antiche vetture, queste era l’antica stazione.

Immagine tratta da Genova Nuova – volume di mia proprietà

Al capolinea di Via Bertani c’era l’Antica Vaccheria dove si trovava latte fresco appena munto, anche questo posto vive oggi una seconda vita.

Ovviamente ai giorni nostri la funicolare funziona con un impianto elettrico e ha mutato aspetto, è una briosa scatoletta rosso fiammante che va su e giù con il suo carico di passeggeri.

E allora saliamo a bordo, davanti a noi il binario che scende e ancora oltre il confine del mare.

Al centro lo scambio dove si incontreranno le due vetture.

Uno sguardo alle nostre spalle, verso la stazione.
E uno specchio e un magnifico riflesso, quelle cose di Genova che piacciono tanto a me.

Si parte e il viaggio sarà breve!

Sulla funicolare i bambini si divertono sempre, aspettano proprio quel momento lì, l’istante in cui le due vetture si incrociano.

Una sale e l’altra scende.

E se avete la fortuna di veder passare la funicolare da uno degli edifici che si affacciano sui binari potrete anche notare la pendenza dell’impianto.

Queste sono le storie della città in salita, vedute consuete per noi che abitiamo a Genova.

Il viaggio è comodo e veloce su questi binari.

E torno ancora agli autori di Genova Nuova citando parole tratte dal loro scritto del 1902.
Sono anni di grande fermento e di cambiamenti, sebbene la rete dei tram sia stata ampliata e i collegamenti siano più agevoli, in quel 1902 la Funicolare Sant’Anna “continua a godere le simpatie del pubblico per la regolarità del suo servizio che comincia alle 7.30 del mattino e termina con orario continuato alle 24”.
E ancora è così, cari scrittori di un altro tempo, gli affezionati utenti della Funicolare Sant’Anna si servono volentieri del loro piccolo e amatissimo mezzo.
E si scende, mentre l’altra vettura sale pimpante verso la Circonvallazione.

Il viaggio termina qui, a Portello: nel centro della Superba, a due passi da Via Garibaldi e dalla città vecchia.
Un viaggio breve che ha tutto il fascino della genovesità.

Salita Inferiore di Sant’Anna, giù per la bella creuza

Ci sono luoghi, a Genova, difficili da narrare, nessuna immagine rende loro giustizia.
Vi porto con me, giù per una delle più caratteristiche creuze della Superba.
Impervia, ripida, sinuosa.
E davvero, non potrai mai dire di aver veduto Genova se non ti sei mai perso giù per una delle sue creuze.
Salita Inferiore di Sant’Anna è un mondo a parte, non è nel centro storico ma vi si respira l’atmosfera di un altro tempo, la creuza collega Corso Magenta a Piazza Portello.
Vieni dal centro e non hai il fiato per salire a piedi?
C’è la funicolare di Sant’Anna e poi puoi andar giù, giù per la creuza, oltre i mattoni rossi.

Sal. Inf. di S. Anna (2)

Sia chiaro, quelli che abitano qui non si fanno certo spaventare dalla salita, quelli che abitano qui non vivrebbero in nessun altro posto.
Stanno qui, a due passi dal centro cittadino, nel loro mondo a parte.

Sal. Inf. di S. Anna (3)

Tra sfumature di pesca e di albicocca, Sant’Anna è magicamente silenziosa.

Sal. Inf. di S. Anna (4)

E ha proprio l’anima e lo spirito della città vecchia.

Sal. Inf. di S. Anna (5)

Scendi, alla tua sinistra qualche gradino, l’ardesia, un portoncino verde e cascate di foglie.

Sal. Inf. di S. Anna (6)

Scendi, non potrai mai dire di conoscere Genova se non hai mai percorso queste stradine domandandoti dove andrai a finire.

Sal. Inf. di S. Anna (7)

E poi anche qui il cielo sa essere gentile.

Sal. Inf. di S. Anna (8)

Curva dopo curva.
Scalini, scalini, scalini, quanti saranno? Dovrei contarli, sì!

Sal. Inf. di S. Anna (9)

Quelli che vivono qui ogni giorno passano davanti a una piccola effige di Maria.

Sal. Inf. di S. Anna (10)

Una creuza, se la percorri in salita è tutta un’altra storia.
E’ linee verticali che fuggono verso l’alto, riflessi e penombra.

Sal. Inf. di S. Anna (11)

Questa creuza è contrasti e simmetrie, un perfetto gioco di tinte.

Sal. Inf. di S. Anna (12)

Penombra, ancora una curva.
Un altro tempo, una musica di un’epoca lontana, in sottofondo solo il suono dei tuoi passi.

Sal. Inf. di S. Anna (13)

E ancora un’edicola, testimonianza di un’antica devozione.

Sal. Inf. di S. Anna (14)

E sacro e profano sempre si sfiorano, ci sono tutti i colori della vita in Salita Inferiore di Sant’Anna.

Sal. Inf. di S. Anna (15)

Cose che vedi a Genova, in un mondo sospeso nella sua semplice quotidianità.

Sal. Inf. di S. Anna (16)

Finestre, persiane spinte in fuori e rosso, rosso di Liguria.

Sal. Inf. di S. Anna (17)

Eh sì, ve l’ho già detto, a Portello si può prendere la funicolare, arrivare in cima e poi scendere.
E invece.
Invece sai che succede se conosci qualcuno che abita qui?
Eh, quelli che vivono qui imboccano la salita senza esitazioni.
Si torna a casa, passo dopo passo tra le belle case colorate.

Sal. Inf. di S. Anna (18)

E sali.
Una piacevole consuetudine, un gesto di ogni giorno, gradino dopo gradino.
Si torna casa, su per la bella creuza.

Sal. Inf. di S. Anna (19)