Panni stesi d’inverno

I panni stesi d’inverno sono colorati come nelle altre stagioni, ravvivano i caruggi e regalano allegria a coloro che come me amano le sfumature e i contrasti.
E così attendi il sole, una giornata tersa e la luce catturerà questa bellezza per te.
In Piazza delle Lavandaie, dove un tempo dai truogoli si spandeva odoroso il profumo del sapone.

E più oltre, dove il vento attorciglia il bucato sulle corde.

Azzurro, bianco, tende, salita.
Voci di caruggi, vita, semplicemente.

E un bagliore di giallo e di arancio, denso della luce che fende i caruggi.

Poi sali e scendi, su e giù, sempre in quei vicoli che piacciono a me, ritrovo sempre un arcobaleno di colori e scalette e ocra in Salita della Seta.

E un’edicola, un Piazza Santa Croce, arrivo laggiù e mi siedo un po’ sulla panchina, immagino che lo facciate anche voi!

C’è più bellezza nelle cose semplici e la ritrovi quando la vita di ogni giorno palpita in luoghi dalla lunga storia.
E pare strano, eppure a volte certe tovaglie o certi accessori sembrano perfetti per stare davanti a certe finestre di pietre antiche e contro muri di mattoni.

E a volte, ancora, è rosso su rosso, con toni di bianco candido e verde brillante.

E poi io lo so che devo sempre andare dalle parti di San Bernardo, certi luoghi non mi deludono mai.

E puoi vedere persiane, antichi stemmi, pietra nera e pianticelle.
Sono le cose di caruggi che piacciono a me, in qualsiasi stagione.

Annunci

San Torpete: una chiesa nei caruggi

È una piccola chiesetta di caruggi, San Torpete si vede da Canneto il Curto, in una tipica prospettiva molto genovese.

Si narra che questa chiesa venne probabilmente fondata da certi pisani che vivevano qui nelle vicinanze, costoro la dedicarono al Santo originario della loro città.
Esisteva già molti secoli fa e venne distrutta quando il Re Sole fece bombardare Genova sul finire del ‘600, fu anche chiesa gentilizia dei Cattaneo e a loro si deve la sua ricostruzione.
È piccola e raccolta San Torpete, si affaccia sulla piazza dedicata a San Giorgio e sorge accanto alla chiesetta dedicata a colui che uccise il drago.
In questa piazzetta di Genova a pochi passi dal mare.

Ed è una candida bomboniera, una chiesa illuminata di bianco e di oro.

Alle sue pareti trovate preziosi dipinti, le chiese di Genova sono sempre ricche di opere d’arte.

E in alto, ospitata in una nicchia splendente, c’è una statuina che in anni lontani fu oggetto di sincera devozione.
Era un tempo collocata sull’altare maggiore e sono numerose le vicende del passato legate a questa immagine che raffigura Nostra Signora della Provvidenza, mi riservo di raccontarvele in una diversa circostanza.
Lei ha l’abito lucente e con un gesto aggraziato volge la mano verso il cielo.

In San Torpete c’è un antico organo risalente al ‘600-’700 e allora vedendolo si immagina che la sua musica abbia scandito i pensieri di molti fedeli.

In San Torpete si tengono dei concerti e quando mi è capitato di passarci stavano sistemando un clavicembalo.

In questa chiesa in certe vetrinette sono esposti i cuori luccicanti degli ex voto e ancora una volta circondano la figura della Madre di Dio.
Ai piedi di questa statuetta si trova un’iscrizione dove si legge che questo è il ritratto e il ricordo della Statua di Nostra Signora della Guardia ora collocata presso il Santuario di Velva, quella statua rimase in San Torpete per due anni, tra il 1893 e il 1895.
La statua ora a Velva fu voluta da colui che allora era rettore di San Torpete e che frequentava quei luoghi, la cappella fu edificata dall’architetto Maurizio Dufour e la statua della Madonna della Guardia fu realizzata dallo scultore Antonio Canepa, numerose furono le offerte fatte dai fedeli che diedero denaro e oggetti preziosi.
Il ritratto e il ricordo di Lei è ancora qui, in San Torpete.

Sotto la volta di bianco e di oro.

E sotto a questo candore che sovrasta la piccola chiesa.

In San Torpete, una chiesa di caruggi dove risuona musica armoniosa.