I magnifici bomboni del Signor Ferro

Il pregiato negozio del Signor Alberto Ferro era in una zona strategica della città, l’elegante confetteria si trovava ad un passo dalla Cattedrale, nel cuore vivo della Superba.

A dirvi il vero io in realtà non ci sono mai stata ma so per certo che nel lontano 1874 si poteva varcare la soglia di quel negozio prestigioso.
E sono sicura che fosse un luogo lussuoso ed accogliente, impreziosito da arredi raffinati, dal Signor Ferro di certo si serviva il fior fiore dell’alta società e alla sua esclusiva clientela il nostro abile confettiere riservava soltanto il meglio.
D’altra parte aveva imparato tutti i segreti del mestiere da un vero maestro, aveva appreso le meraviglie di quest’arte sopraffina dal celebre Pietro Romanengo.

E così, Alberto Ferro aveva fatto tesoro di quegli insegnamenti e aveva aperto la sua bella confetteria prodiga di molte dolcezze.
Vendeva favolosi bomboni e spettacolari frutti canditi, apprezzata specialità molto in voga a Genova nei tempi passati.
E certo esponeva in vetrina le sue bontà con quella cura che ancora troviamo proprio da Romanengo.

Il nostro abile commerciante era anche ben fornito di bomboniere e astucci per feste da ballo e soirées, mi pare ovvio!
E poi nel suo negozio si potevano comprare cioccolatto e cioccolatini, petit-fours e confortini di ogni genere.
E sì, un po’ di francese non guasta mai, sono sicura che le dame genovesi avessero una predilezione per le bontà offerte dal signor Ferro.

Non mancavano lo Champagne, i Vini del Reno e altre assortite ricercatezze per accompagnare i dolci intermezzi della pregiata confetteria della Superba.
Ho trovato notizia di questo negozio favoloso sulla Guida Commerciale Descrittiva di Genova compilata da Edoardo Michele Chiozza e risalente al 1874-1875.
In una delle pagine di questo volume di mia proprietà spicca la bella pubblicità di questo negozio e sono specificate le specialità della casa.
Su lunari successivi poi il nome del Signor Ferro si affianca a quello del Signor Cassanello, con il tempo i negozi divennero più numerosi.
Nel 1882, infatti, risultano due confetterie, una in Piazza San Lorenzo e l’altra a De Ferrari, nel 1894 se ne aggiunse una terza alla Nunziata.
Ho trovato queste informazioni sui miei libri e poi mi sono ricordata che questo glorioso negozio è in qualche modo già apparso su queste pagine.
Tempo fa dedicai un articolo alle vie di Portoria e pubblicai la pubblicità della Fabbrica di Frutti Canditi e Pane Dolce di Attilio Giannini, successore dei Fratelli Cassanello.
Tra i commentatori c’è il mio solito amico Eugenio, profondo conoscitore della nostra città, in quell’occasione fu lui a fare riferimento al glorioso negozio del Signor Ferro.
Oggi vi ho portato là, nel lontano 1874, davanti al bancone ricolmo di delizie di una confetteria del passato.
E mando un saluto a lei, caro Signor Ferro, questo è un piccolo omaggio alle sublimi dolcezze che lei ha saputo regalare ai genovesi del suo tempo.

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Giovanni Rivara fu Luigi, i tessuti di Genova dal 1802

Si entra nella storia di una città in tante maniere e questo celebre negozio genovese ne è parte a buon diritto, Rivara è un baluardo dello stile della Superba da più di 200 anni.
Le sue vetrine si affacciano su Piazza San Lorenzo e sulla bella Scurreria, in una collocazione a dir poco splendida.

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Giovanni Rivara fu Luigi, pregiata teleria genovese dal 1802, un’attività annoverata tra le botteghe storiche della città.

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Biancheria da bagno, asciugamani, tovaglie e accessori per la cucina, tessuti di ogni genere.
E ancora vive la tradizione voluta da Luigi Rivara, originario di Sestri Levante, fu lui a stabilire qui agli inizi dell’Ottocento la sua bottega di stoffe e macramè, le sue vetrine sono tuttora allestite con cura e buon gusto.

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Ad osservarle una ad una ci si impiega un po’ ma sappiate che ne vale la pena.

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E al di là di certi vetri vedrete i coloratissimi mezzari della nostra tradizione, i mezzari sono in tutte le case dei genovesi e li trovate con i loro motivi originali proprio da Rivara.

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E allora entriamo in questo negozio che nei periodi delle feste è preso d’assalto dai suoi affezionati clienti.

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Perfettamente restaurato, conserva ancora i suoi antichi arredi compreso il bancone che è una pregiata ricercatezza: si tratta di un pezzo unico di noce massiccia nostrana lungo più di cinque metri.

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E poi ripiani, scaffali, colori.

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E stoffe e tessuti a metraggio per ogni esigenza.

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Un luogo senza tempo al passo con i tempi.

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Difficile elencare tutti gli articoli presenti in questo negozio, dalle tovaglie alle presine, dagli asciugamani alle federe per i cuscini, non manca davvero nulla.
Ho scattato queste foto in un giorno d’estate, naturalmente nel tempo del Natale qui troverete una vasta scelta di articoli a tema.

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E poi ancora, il reparto camiceria con i suoi arredi dalle tinte scure.

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E le righe, i quadretti e i colori.

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E un corposo volume che racconta una storia, ho scorso pagine e pagine, una calligrafia ordinata ha fissato su quella carta i nomi degli illustri clienti, dagli Spinola al Marchese Centurione, la buona società genovese si è sempre servita da Rivara.

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E poi, nel dettaglio, una poesia di parole e l’immagine immaginata di un altro tempo: canapa e fazzoletti di lino, calicot e coperte, tela lino d’Irlanda e tela del Belgio, madapolam e tela crociata.

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Una tradizione di famiglia capace di rinnovarsi nel rispetto del proprio passato, questa è la chiave del successo di Rivara.

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E poi la meraviglia di questa antica scala di legno, uno dei gioielli di questo negozio.

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E ancora un libricino, antico e consunto, vi sono annotati gesti di generosità: le somme donate a persone bisognose, le cifre regalate alle monache di un certo convento.

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E per quel magnifico intreccio di vite che è la Superba ho trovato notizie di Giovanni Rivara in un articolo della Professoressa Marina Milan, il già citato “Carte d’archivio e giornali. Fonti inedite per la storia del giornalismo” pubblicato in Le Eredità della Liguria. Viaggio nell’Ottocento attraverso i documenti fiscali – Catalogo della Mostra organizzata dall’Agenzia delle Entrate di Genova (Palazzo San Giorgio – autunno 2004).
Ebbene, vi si legge che Giovanni Rivara nel 1873 fondò il quotidiano Il cittadino, un giornale di ispirazione cattolica, nella sua impresa lo seguì Maurizio Dufour, importante esponente di un’altra celebre famiglia genovese.

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Quel negozio che faceva strabiliare dame e gentiluomini dell’Ottocento è ancora uno dei fiori all’occhiello di Genova.
E come vi ho detto qui trovate i veri mezzari genovesi che fanno parte della tradizione di questa città dalla seconda metà del XVII secolo.

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Un tempo li indossavano le giovani spose, alcuni mezzari sono anche esposti in uno dei Musei di Strada Nuova.

Mezzari

Ai giorni nostri si usano come copriletti o come copridivani, nelle case dei genovesi c’è sempre un mezzaro, tipico è il classico motivo dell’albero della vita.

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Azzurro, verde, rosso, tutte le sfumature di un tessuto che è uno dei simboli delle genovesità.

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Colori tenui oppure accesi.

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Un piccola preziosità che racconta di noi e del nostro passato, per vedere i mezzari in tutto il loro splendore e gli altri articoli di Rivara date uno sguardo al sito, lo trovate qui.

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Una bottega che ha più di 200 anni, una bottega che si affaccia sulla piazza dove predomina la maestosa cattedrale di Genova.

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In certi giorni luminosi la facciata di San Lorenzo si riflette sul vetro della porta d’ingresso di Rivara.

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E lo stesso accade per certi palazzi che si specchiano tra i colori dei mezzari esposti nelle vetrine di questo negozio, parte vera della storia di Genova e del suo cammino dal lontano 1802.

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Genova, 1844: shopping con Miss Hawkes

Per i nostri viaggi è indispensabile una guida eccellente che fornisca i suggerimenti giusti.
E noi viaggiatori della metà dell’800 seguiremo i consigli di Miss Julia S. Hawkes, lei è una stimata insegnante di Philadelphia e ha compilato con gran cura un volume di pregio dal titolo Conversations on Italy.
Il testo, dato alle stampe nel 1844, è in inglese e francese, per ogni domanda viene fornita un’esauriente risposta.
E diverse pagine sono dedicate a Genova, Miss Hawkes non tralascia nulla, anzi si dilunga parecchio sulla storia della città e sulle sue tante bellezze ma noi oggi ci concentreremo solo sulle frivolezze femminili, sappiate che a Genova troverete il modo di soddisfare la vostra vanità.
Dunque, intanto una giovane viaggiatrice amerà sapere che nella Superba i nobili danno feste e balli con gran sfoggio di eleganza, sono ammessi solo gli aristocratici.
E quindi per forza di cose gli americani sono esclusi, che disdetta!
Niente affatto, anzi sono ospiti assai graditi e vengono raccomandati direttamente dal console.

Via Garibaldi

Ogni nobildonna di Genova poi possiede una chaise à porteurs, ovvero una portantina.
Ed è necessaria, scrive Miss Julia, così le dame possono andare dove desiderano senza doversi avventurare in strade poco agevoli e a volte neanche tanto pulite.

Palazzo del Principe (18)

Portantina – Villa del Principe

Certo venendo a Genova, forse vorrete visitare il mercato.
Miss Julia sa esattamente dove trovarlo, è nei pressi della Cattedrale di San Lorenzo.
E guarda, ecco i muli che trasportano frutta e verdura su per gli stretti caruggi.

San Lorenzo

E poco distante da lì, scendendo nel cuore della città vecchia, c’è una strada che è di un certo interesse.
E’ Via Orefici, prende il suo nome dai tanti laboratori di oreficeria, passando da quelle parti si sentirà un continuo battere di operosi martelli.

Via Orefici

Dice poi Miss Julia che Genova è rinomata per i suoi argenti e le filigrane, sono anche a buon prezzo secondo lei.
E forse voi vorrete sapere dove si possono comprare?
E’ facile, basta andare nella boutique tenuta dal proprietario dell’Hotel Croce di Malta.
E a proposito di questo celebre albergo Miss Julia lo raccomanda caldamente, lei sostiene che sia il migliore della città.
Il cibo è ottimo, il personale è cortese ed educato, per non parlare della posizione, il Croce di Malta è stato già citato diverse volte su queste pagine, aveva sede nella torre dei Morchi che svetta a Caricamento e ospitò celeberrimi viaggiatori.

Piazza Caricamento

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E poi cosa si può acquistare nella Superba?
Velluti, scialli di lana e ricami.
E per trovare i negozi affidatevi pure al personale dell’albergo presso il quale alloggerete, vi verrà fornita una guida che vi condurrà nei posti migliori.
E a proposito di usanze femminili, noterete che a Genova tutte le donne hanno il capo coperto, tutte portano un fazzoletto, quello delle popolane è di un tessuto poco pregiato, invece coloro che appartengono alla classi più abbienti ne indossano uno di raffinata mussola e rifinito con ricami, molte portano anche accessori d’oro e d’argento.
Non perdete una visita in piazza Luccoli, nel negozio di Paul Richini, lì si trovano raffinati velluti.
E certo, un vestito di pregio costa fino a 200 franchi ma riuscirete ad averne uno anche con minor spesa.
Eh sì, ci sono tanti bei negozi da quelle parti!

Porzio

Miss Julia ha molti altri consigli da fornire e torneremo ad ascoltare la sua voce riguardo a ciò che di più bello c’è da visitare a Genova.
Tuttavia sono da tener da conto questi suoi consigli, spero che li troviate utili.
E quando sarete nel negozio delle filigrane, indecise tra un delicato braccialetto e una spilla a forma di farfalla, sappiate che qualunque sia la vostra scelta il vostro acquisto vi verrà consegnato in un’apposita scatola, in modo che non rischi di rompersi durante il viaggio.
Accade a Genova, nel 1844.

Piazza Caricamento (2)

In bianco e nero

In bianco e nero.
Le città e le sue chiese.
E le sue luci, in bianco e nero.

San Lorenzo (2)

La città e i suoi guardiani, alcuni sembrano piccoli e indifesi, eppure resistono allo scorrere del tempo.

Piazza delle Erbe

Il mondo in bianco e nero è forse più misterioso, ha il fascino di questi luoghi antichi, il passato pare anche più lontano.

Piazza delle Erbe (2)

Alza gli occhi, ovunque andrai incontrerai uno sguardo, a volte espressione di potenza e di grandezza.

Via XX Settembre

In queste strade ampie e spaziose, anche queste sono le mie strade.
E forse a leggere queste pagine si potrebbe pensare che a Genova ci siano solo creuze, piazzette e caruggi.
E invece no, non è così.

Via XX Settembre (2)

E anche qui troverai qualcuno che segue il tuo cammino.
Quanti sono gli sguardi che si posano su di noi?

Via XX Settembre (3)

La città in bianco e nero, la piazza inondata di luce.

Piazza De Ferrari

E scorci sulle case antiche e alte.

Via di Porta Soprana

 Cammino nella storia della città.

Palazzo Ducale

E incontro ancora altri guardiani silenziosi.

Chiesa del Gesù

La città in bianco e nero, l’azzurro del cielo che puoi solo raccontare.
E dire che sì, era terso, limpido e chiaro.

San Lorenzo (3)

E certe prospettive che ti regala solo la città vecchia.

San Lorenzo da Vico del Filo

Finestre, persiane e vetri.

Via San Lorenzo

E i nomi suggestivi, sempre.

Vico del Filo

E Colei che sempre veglia sul cammino degli abitanti di questa città, Colei che ne è Regina e che troverete in tanti caruggi.

Vico del Filo (2)

E qui vi imbatterete nelle storie più strane.
E a volte sono storie di tovaglie e patrioti, cose che non si penserebbe mai di vedere.

Piazza Caricamento

Storie di grandi armatori che guardano verso il mare di Genova.

Monumento a Rubattino

Di chiavi nei muri, di archi, di portici affollati di gente, di tutte le lingue del mondo che puoi udire in queste strade.

Piazza Caricamento (2)

E di piccolo putti dalle guance paffute.

Palazzo San Giorgio

E di angeli gentili e pieni di grazia.

Palazzo San Giorgio (2)

Di luce che danza sulle facciate.

Palazzo San Giorgio (3)

Ancora di archetti e di raggi di sole che tracciano al suolo linee perfette.
E tu sei lì, in quell’esatto istante e quando accade non vorresti davvero essere in nessun altro luogo.

Piazza de Marini da Caricamento

Di armonia di gesti e di misticismo.

Edicola - Via San Pietro della Porta

Di architetture che sorprendono.

Via dei Conservatori del mare

E l’istante.
Quell’istante perfetto.
E davvero non sai come sia possibile capitare lì proprio in quel momento.
Ancora me ne stupisco, i raggi di sole sono sempre imprevisti e imprevedibili in questi caruggi.

Via Conservatori del mare

Eppure accade.
Qui, nella città vecchia.
Cade la luce sull’abito umile.
Cade la luce su quelle mani giunte.
L’ombra misteriosa protegge il viso e quello sguardo benevolo che veglia sul nostro cammino.

Edicola

La Locanda di Palazzo Cicala, ospitalità di charme

Una vacanza, anche breve, per me deve avere alcuni requisiti irrinunciabili, ho tenuto a mente questo nel proporvi un luogo dove soggiornare per una visita nella Superba.
Un posto dove a me piacerebbe dormire, quello che sceglierei se non fossi di Zena e volessi perdermi nei suoi caruggi e scoprire la sua bellezza.
E’ un hotel di charme, nel cuore della parte più nobile della città vecchia.
La Locanda di Palazzo Cicala ha il suo ingresso proprio su Piazza San Lorenzo.

Un palazzo nobiliare, curato e ricco di fascino, che  prende il suo nome dalla famiglia Cicala, alla quale appartennero diversi notabili della Repubblica di Genova.

Due rampe di scale, fra le colonne di marmo.

E lì in cima vi attende l’hotel.

La Locanda di Palazzo Cicala offre ambienti accoglienti, dove si coniuga alla perfezione l’antico e il moderno, qui lo charme di un palazzo storico si sposa con naturale armonia ad elementi di raffinato design.

Le stanze sono dotate di ogni confort, dall’aria condizionata al Wi-fi.
E sono eleganti, solari e luminose.
Le dimore antiche hanno i muri spessi e  così è a Palazzo Cicala: qui non sentirete alcun rumore, sarete al centro di Zena, ma godrete di  un’ovattata e comoda quiete.

Un finestra, al di là di essa i palazzi del centro storico.

E’ questa la piazza sulla quale affacciano quelle finestre, Piazza delle Scuole Pie.
E l’edificio a destra dell’immagine è quello che ospita l’Hotel.

Questo è ciò che troverete se sceglierete di soggiornare alla Locanda di Palazzo Cicala.
E la vostra stanza sarà un gioiello d’eleganza, candida e accogliente.

Per me  essere in un luogo bello e ricco di armonia è un valore aggiunto per una vacanza e se io fossi una romantica donna inglese in tour per le città d’Italia, state certi, a Zena soggiornerei qui!

Ma perché dovreste scegliere proprio questo hotel fra i tanti che ci sono a Genova?
Per l’atmosfera incantevole, certo, l’avete veduta anche voi da queste immagini.
Per la posizione, centrale e perfetta per qualunque escursione verso i luoghi d’interesse della città.
Palazzo Ducale è a due passi, così come le piazzette, le chiese, le torri medievali e i caruggi che vi ho mostrato fino ad oggi.
E sì, a poca distanza c’è anche l’Acquario!
Eh, lo so che chi viene a Genova va sempre a visitarlo.
Ma sapete, se verrete alla Locanda di Palazzo Cicala, potrete raggiungere l’Acquario passando per Vico del Filo, lo ricordate? Il vicolo dove avevano bottega i cartai e i venditori di filo di lino, ve ne parlai qui.
Scenderete giù, e passerete accanto a Piazza delle Scuole Pie, che vi ho appena mostrato.
E andrete alla scoperta di Genova, della Genova vera.
E certamente, quando tornerete a casa, avrete qualcosa da raccontare.
Allora, cosa aspettate a prenotare la vostra stanza alla Locanda di Palazzo Cicala? Potrete farlo utilizzando il loro sito, lo trovate qui.
Sì, dev’essere gradevole sorseggiare un tè a questi tavolini.

E poi avvicinarsi alla finestra e vedere la Cattedrale di San Lorenzo.

E’ lì, al di là quel vetro.

Zena con i suoi incanti è a pochi passi da voi, basta che scendiate le scale e sarete lì,  nel cuore della Superba.