Piazza Sant’Elena e i colori dei caruggi

Una piazza nei caruggi.
Direte voi, il solito fazzoletto nascosto tra vicoli oscuri, così sono spesso i luoghi che piacciono a me.
Una piazza di caruggi che ha la magia bella dei luoghi antichi.
Piazza Sant’Elena, qui c’era un tempo il famoso mercatino di Shangai, nato nel secondo dopoguerra.
Bancarelle di souvenir e di abiti che venivano dagli Stati Uniti.
Le nuove generazioni non l’hanno mai veduto ma tutti gli altri genovesi si ricordano bene di quel mercatino sempre affollato di gente.
Passeggiò in quel mercatino l’attore Jean Gabin, in quel celebre film dal titolo “Le Mura di Malapaga”, se non lo avete mai visto ve lo consiglio, potrete rivedere molti parti di Genova che non esistono più.
Abbiamo ancora Piazza Sant’Elena ed è’ una cartolina a restituirci la memoria di quel luogo così come era un tempo.

Piazza Sant'Elena

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Amedeo Pescio scrive che questo luogo deriverebbe il suo nome da un antico oratorio, dedicato a Sant’Elena, che qui si trovava.
Una piazza ampia e spaziosa che vive una seconda vita da quando le sue case sono state restaurate.
Laddove si apportano interventi di recupero sugli edifici del centro storico la città risplende di quei colori che dovrebbe avere in ogni caruggio.

Piazza Sant'Elena (2)

Qui, dove è facile giocare con l’immaginazione e vedere ciò che un tempo è stato.
La Genova dei caruggi più antichi, del popolo che a Messa andava in San Sisto, la chiesa della quale qui trovate la storia.
E le donne che sciamavano per i caruggi con i bambini al seguito, erano le popolane che abitavano nel cuore della città vecchia e andavano a lavare i panni ai lavatoi in Via Carlo Alberto, come un tempo si chiamava Via Gramsci.
Le fatiche di altri anni.

Lavandaie in Via Carlo Alberto

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Altri anni, tempi distanti.
Le medesime case e il medesimo cielo.

Piazza Sant'Elena (4)

I terrazzini sui tetti, le finestre lassù dalle quali probabilmente si colgono prospettive inaspettate.
E’ così Genova, cambi il punto di vista e la città ti svela qualcosa che prima non avevi veduto.

Piazza Sant'Elena (5)

Qualcosa che è sempre stato lì, siamo noi a essere distratti, mentre dovremmo avere ogni giorno la meraviglia negli occhi.
Queste strade sono di tutti noi, dovremmo viverle, amarle e trattarle con rispetto.
Con la meraviglia negli occhi.
Colori confetto, queste sono le case del tratto di Via Prè che affaccia su Piazza Sant’Elena.

Via Prè

Le case che non sono tutte uguali e creano questo gioco di altezze.
Noi siamo abituati a tutto questo, eppure è un dono averlo preservato, è un privilegio che sia ancora tutto nostro.

Piazza Sant'Elena (6)

Muri sui quali si vedono ancora antichi archetti.
Tutto ciò ci circonda ogni giorno e forse per questa ragione non sappiamo vederlo?

Piazza Sant'Elena (3)

Questo sono i vicoli, uno questo scrigno prezioso di culture e di mondi, la testimonianza del nostro passato e della nostra storia.
E sì, può accadere solo qui di imbattersi in certe stranezze.
Nei caruggi assetati di sole c’è anche chi coltiva piccoli giardini metropolitani, bastano due spazi vuoti, in un muro antico, due piante grasse attaccate alla vita.
Accade in Piazza Sant’Elena.

Piazza Sant'Elena (7)

La Piazza si apre su Via Gramsci e forse il vostro sguardo non potrà evitare di incontrare la Sopraelevata che scorre davanti alla palazzata di Caricamento.
Ma il mio sguardo non la vede, vede soltanto il cielo davanti a Piazza Sant’Elena.

Piazza Sant'Elena (8)

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