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Posts Tagged ‘Piazza Valoria’

In questa primavera capricciosa le nuvole hanno spesso la meglio, in questa primavera mutevole cerco la luce che si posa sulle case e sulle ardesie.
E a volte disegna soltanto i contorni, li copre di meravigliosa bellezza, per me.

E mi piace così, quando attraversa certi caruggi e si ferma, accarezzando un muro antico.

E quando fende gloriosa certe vicoli stretti.
E c’è una Madonnina, un antico portale, un signore di passaggio.

In un solo istante.

In quei caruggi dove la luce si insinua con dolce prepotenza e sfiora le pietre, non si attarda e sfugge via.

In quei luoghi dove a volte trovi fiori in boccio, una delicatezza di rosa inattesa ed io penso sempre che sarebbe bello incontrarla più spesso.

Sfumature di primavera, nel cuore della città vecchia.

E sole, sole, sole lucente che si posa sui terrazzini, sui tetti e sulle cupole delle chiese.

Poi giù, verso Canneto.
Uno stemma antico, memoria di vicende lontane e di famiglie dalla lunga storia.

E sole, sole che segna la via.
E si cammina in direzione ostinata e contraria, per dirla alla maniera di Fabrizio.

E verde brillante, muri vissuti, vetri che riflettono magie.
Dura per breve tempo, a volte.
Ed è una delle magie più incantevoli della mia Genova.

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Da sempre ho un debole per i sogni che divengono realtà, se poi questi hanno il profumo della carta dei libri allora li trovo ancora più affascinanti.
Questo è il sogno di Laura Magnani, a lei certo non mancano fantasia e creatività, la sua passione per la lettura si declina insieme al nome di un celebre scrittore, Laura ha da poco inaugurato la sua nuova libreria che si chiama appunto Bookowski.
Scendete nei caruggi e quando siete in Canneto il Lungo imboccate Vico Valoria.

Bookowski (2)

La libreria si affaccia su Piazza Valoria, uno degli angoli più suggestivi della città, come già ebbi modo di scrivere in questo post, un tempo qui vivevano i valauri, i campanari della Cattedrale di San Lorenzo.

Bookowski (3)

Piccola, raccolta, un gioiellino allestito con cura sapiente: ecco Bookowski, la libreria che non c’era.

Bookowski (4)

Sì, la libreria che non c’era.
Come sarebbe? Qual è il senso di questa definizione?

Bookowski (5)
Lo si comprende presto, questa è una libreria indipendente, la sua proprietaria ha progetti innovativi e originali, particolare attenzione è rivolta alla piccola editoria.

Bookowski (6)

E poi.
E poi c’è un universo di possibilità e ogni lettore troverà la propria dimensione ideale.

Bookowski (9)
Cercate un vecchio romanzo o un volume introvabile?
Potreste avvistarlo tra i libri usati, c’è un’ampia selezione di vecchie edizioni e volumi fuori catalogo, io ho comprato un libro che cercavo da tempo.

Bookowski (10)

E potete sottoscrivere una tessera, la Bookard vi permetterà di usufruire di diversi vantaggi, ad esempio potrete noleggiare un libro al costo di 1 Euro per 15 giorni.
E poi.
E poi magari siete come me e amate possedere i libri che avete letto.
Vi è mai capitato di prendere un volume in biblioteca e di doverlo restituire a malincuore?
A me sì, piccole manie da lettrici: io voglio avere il volume che mi ha fatto compagnia e non un altro, voglio proprio quello lì che ho tenuto tra le mani!
E sì, da Bookowski naturalmente potrete acquistare il libro che avete noleggiato.

Bookowski (7)

Questa nuova realtà si propone come un innovativo spazio d’incontro con eventi culturali, letture, laboratori e corsi, penso che questi progetti troveranno il gradimento del pubblico.

Bookowski (10)

Potete vendere a Bookowski i libri che non volete più oppure scambiarli con altri volumi usati con il sistema dei buoni-libro.

Bookowski (11)

E c’è un giradischi con i vinili.
La musica, la musica e la puntina che si posa sul 33 giri, pura nostalgia.

Bookowski (12)

E poi ancora angolo caffè e internet: un tavolino grazioso, una sedia, un mazzo di fiori.
E un divano particolare dove sedersi con un libro sulle ginocchia, l’ambiente è accattivante e accogliente, lo vedete anche voi.

Bookowski (13)

Al muro sono appese le frasi dello scrittore al quale si ispira la libreria.

Bookowski (14)

E la predilezione per il gusto vintage a mio parere si dimostra una carta vincente, mi piace lo stile e la maniera di esporre i volumi.

Bookowski (15)

Sul depliant della libreria sono riportate alcune citazioni evidentemente care alla proprietaria del negozio, una è di Albert Einstein e queste sono le sue parole: solo l’immaginazione ti porterà dappertutto.
E nella libreria di Vico Valoria il vostro sguardo troverà questo: immaginazione e fantasia.

Bookowski (16)

Se volete essere sempre aggiornati su novità ed eventi qui trovate il link di Bookowski, la libreria che non c’era ha iniziato a regalare emozioni ai tanti amanti dei libri.
Noi che amiamo leggere siamo sognatori esigenti, ci piace sentirci a casa, in un luogo dove stiamo bene.
E Bookowski è proprio là, nei caruggi che amo, una nuova magia in Vico Valoria.

Bookowski (17)

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Se girate per le strade della città vecchia vi capiterà spesso di vedere finestre dipinte a imitazione di quelle realmente esistenti.
Non dovrete cercarle a lungo, vi basterà alzare lo sguardo, ad esempio in Via Gramsci.

Via Gramsci (2)

E a breve distanza, ancora finestre vere e finestre immaginarie.

Via Gramsci (3)

Ed eccole disegnate in Via del Campo.

Via del Campo

E poi sulla riviera, a Santa Margherita Ligure, balaustre e persiane tracciate da un’abile mano d’artista.

Santa Margherita Ligure

Questa consuetudine di dipingere finte finestre trae le sue origini dal nostro passato e per spiegarla bisogna andare al tempo della Repubblica Ligure.
E dunque, è l’anno 1798 e il governo si trova a dover affrontare una spinosa questione: rimpinguare le casse della Repubblica.
E così con una brillante quanto discutibile iniziativa si decide di ricorrere al mezzo più scontato: una nuova tassa che colpisce la proprietà, la tassa sulle finestre.
E la logica del calcolo è facilmente intuibile: i più ricchi possiedono fastose dimore e lussuosi palazzi con numerose finestre, per ognuna si dovrà corrispondere una certa cifra.
Come scrive lo storico Antonino Ronco, lo sgradito balzello viene enfaticamente chiamato “sussidio patriottico sulle finestre”, come al solito in qualche modo si cerca di indorare la pillola!
L’odiata tassa segue una schema preciso: fino a cinque finestre, grazie al cielo, non si paga nulla, ci sono poi delle aliquote calcolate in base al numero delle finestre presenti sull’edificio.
E i liguri come la prendono?
Come reagiscono quelli di Genova a questa bella novità?
E’ semplice, murando e chiudendo le finestre sui loro palazzi, alcune di esse verranno sostituite da quelle finte, dei suggestivi trompe-l’œil.
E così non vedrete mai aperte certe persiane, esistono soltanto grazie ad un abile gioco di pennelli.

Via Gramsci

In città e sulla costa, questa è una finestra di Sori.

Sori

E certo, poi con il tempo questo è diventato anche un diletto artistico, il  trompe-l’œil crea splendidi effetti visivi.
Ed ecco colonne ed affacci da sogno su Via Gramsci.

Via Gramsci (4)

E in Via dei Giustiniani illusori vetri smerigliati.

Via dei Giustiniani

L’astuzia dei genovesi!
Mi metti la tassa sulle finestre? E io le chiudo e tanti saluti al sussidio patriottico!
Questa è Via Orefici.

Via Orefici

E anche in Piazza Valoria c’è una finestra dipinta, non so dirvi se la parziale apertura sia stata realizzata in tempi recenti.

Piazza Valoria

E poi guarda, lassù, all’ultimo piano di questo palazzo di Via San Luca.

Via San Luca

Finestre vere e finestre immaginarie, silenziose testimoni del passato di Genova.

Vico San Matteo

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Estate, caruggi e panni stesi.
E il filo teso davanti alla finestra che si veste di poesia.
Li ho impressi nella mente gli scorci imperdibili della mia Genova e così so dove andare quando desidero vivere una storia che narri del profumo fresco del bucato che asciuga all’aria aperta.
E anche la città dei tetti ha i suoi panni stesi che vestono le ardesie di colore.

Tetti su Via del Campo

E per le vie del centro storico a volte ci sono tinte pastello che si stagliano contro le facciate delle case.

Vico dei Migliorini

Ma io davvero so precisamente dove andare, questo è il mio giro di fili da stendere per i caruggi.
E sempre mi porta in Canneto il Lungo dove so che troverò un’esplosione di luce e di rosso.

Canneto il Lungo

Talvolta invece cerco una nota chiara, quasi un bianco e nero.
E la trovo, sempre.

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E poi so che in Piazzetta dei Maruffo bisogna fermarsi, tirare la testa indietro e guardare in alto, davvero molto in alto.

Piazzetta Maruffo (2)

E poi bisogna voltarsi verso altre imposte che qui vedete chiuse.

Piazzetta Maruffo

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E allora percorro tutta Via dei Giustiniani, fino all’archivolto.
E so che lì troverò una piccola poesia di colori.

Via dei Giustiniani (2)

E poi ancora guardo verso l’alto ed è blu, verde, rosa, rosso e azzurro.
Ed’ è estate sgargiante contro i muri scuri.

Via dei Giustiniani

E quando mi trovo qui so bene che devo svoltare verso Piazza Embriaci, non me ne dimentico mai!
Ogni volta vado a guardare proprio quel filo da stendere.
Cartazucchero, celeste, mattone.

Piazza Embriaci

E sempre ritorno, così capita che ritrovi la stessa tovaglia e lo stesso asciugamano dopo molti giorni.
Che qualcuno se li sia dimenticati?

Piazza Embriaci (2)

Passeggiare per caruggi in cerca di panni stesi a volte riserva sorprese.
Arancio brillante e una bicicletta fucsia, nella penombra dei caruggi.
Sono storie così, storie di caruggi.

Vico San Biagio

E a volte hanno tutti i toni del blu, a pochi passi dal mare.

Vico di Santa Rosa

Blu di Genova dalle finestre di Genova.

Vico di Santa  Rosa

Un suono squillante, il pianto di un neonato che risuona nel vicolo.
Nessun altro rumore, solo quei singulti infantili che qualcuno ha prontamente consolato.
E una finestra, un palazzo dalle tinte tenui.
E quei colori rosati, sembra una casa di bambole.

Piazza Valoria

E ancora c’è un luogo dove vado sempre.
E so che lì troverò un’altra dolce poesia che dondola sul filo da stendere.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

E so che sulla facciata di quel palazzo che un tempo ospitò gli uomini fedeli a Garibaldi ci sarà certamente qualche magia che attende solo uno sguardo.

Piazza Caricamento

Caruggi e panni stesi, un viaggio che muta con le stagioni, un quadro ogni giorno diverso.
E allora sono lenzuola candide e un’antica colonna, in Scurreria Vecchia.

Via di Scurreria Vecchia

E’ il sacro e il profano che così spesso convive in queste strade.

Via San Pietro della Porta

E’ un bagliore di luce, di rosso e turchese.

Vicoli - panni stesi (2)

Ed è tutte le sfumature dell’arcobaleno sotto le persiane ocra di Piazza del Ferro.

Piazza del Ferro

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E alcuni di questi caruggi li avete già veduti in quest’altra storia di caruggi e panni stesi.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E sono tante piccole poesie ed io so dove trovarle.
E quando percorro Via Garibaldi il mio sguardo lascia sempre quella prospettiva di palazzi regali per cercare la bellezza di quegli antichi caruggi che portano giù, verso la Maddalena.
E sempre guardo in alto, verso il cielo, in Vico del Duca.

Vico del Duca

Sono i miei caruggi.
I caruggi stretti, angusti e spesso ombrosi della mia Genova.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E so che basta un unico  raggio di sole e tutto muta e si veste di luce dorata.

Vicoli - panni stesi - Copia

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