Buon Natale da Miss Fletcher!

Nel tempo delle feste questi sono i miei auguri per voi.
A Natale si augura gioia e felicità.
E speranze, entusiasmi, risate, scoperte e sogni.
E viaggi, fotografie di giorni felici e parole belle da ricordare.
E poi, rammentate cosa diceva la splendida Jo March?
Sì, lei, l’indimenticabile protagonista di Piccole Donne, sospirava: Natale non sarà Natale senza regali.
E allora spero che sotto al vostro albero ci siano i doni che desiderate, io ringrazio voi di quelli che fate a me durante tutto l’anno con la vostra presenza e con i vostri apprezzamenti.
Buon Natale a tutti voi da Miss Fletcher!

Natale

Boccadasse – Natale 2015

Meg, Jo, Beth ed Amy

Quattro ragazze che non hanno bisogno di presentazioni: le sorelle March, compagne d’infanzia di molte di noi.
Io possiedo una splendida edizione di questo libro, risale al 1947 ed era di mia mamma e i visetti delle nostre eroine sono così ritratti sulla copertina.


Le sorelle March, si legge ancora Piccole Donne? Voglio dire, quelle ragazzine di adesso, che paiono avere atteggiamenti da donne vissute, ancora crescono in compagnia di Meg, Jo, Beth ed Amy?
Sono ragazze speciali le sorelle March, questo certo è un romanzo pensato per giovani lettrici, un romanzo politically correct, che propone, sulla scena, una tipica famiglia americana.
Ognuna delle quattro sorelle rappresenta un archetipo femminile, ognuna di esse ha in sé una di quelle parti che ogni bambina, divenuta donna, in qualche modo svilupperà.
Così credo almeno, così le vedo adesso.
Quattro caratteri, quattro personalità diverse che, in qualche maniera, appartengono ad ogni donna.
Ma anche quattro piccole donne, differenti e complementari tra loro.
Meg, la saggia, paziente sorella maggiore. Madre e sposa, si distingue per assennatezza e saggezza, è la roccia sulla quale poggiano le altre sorelle.
La fragile e sfortunata Beth, emblema della dolcezza e della pazienza, ama suonare il piano, è riflessiva, tranquilla, timida.
Jo, il maschiaccio di casa, ragazza vulcanica e dal carattere un po’ peperino, amante dei libri, della lettura e della scrittura.
E da ultima la minore, Amy, bella, vanitosa e viziata.
Le sorelle March, chi non le ricorda?
Sapete, ho letto questo libro moltissime volte, anni fa.
E mi sono rimasti alcuni ricordi, perché i libri, quando li ami, lasciano un segno, una traccia che resta e che ti fa tornare con il pensiero a quelle pagine, ai giorni trascorsi a leggerle.
Un natale senza doni non è Natale. Così si legge all’inizio del romanzo, ed eccole le quattro sorelle che discutono tra loro, e parlano, voglio comprare un regalo per la mamma. Ricordate questa scena?
Io l’ho precisamente incisa nella mente, come alcune altre.
Ricordo Beth suonare il piano a casa di Laurie, ricordo Amy a scuola messa in castigo dal professore, ricordo la nascita del suo amore con Laurie e poi sempre riguardo ad Amy, ai tempi mi aveva colpito quel suo vezzo di andare a dormire con una molletta sul naso, è così, secondo la piccola March, che poi ci ritrova con il naso all’insù!
Romantico, sognante, ricco di buoni sentimenti, questo è Piccole Donne.
Ed è proprio Amy, insieme a Jo, il mio personaggio preferito.
Certo Jo è una ragazza fuori dal comune, anticonformista, particolare, a suo modo geniale, era emozionante seguire la sua passione per la scrittura, vederla seduta allo scrittoio ad inventare trame ed avventure.
Nellaversione cinematografica del film risalente al 1933, per la regia di George Cukor, Jo ebbe il volto di una splendida Katherine Hepburn, in seguito quel ruolo venne interpretato da June Allyson e infine da Wynona Rider. Nessuna, a parere mio, ha mai eguagliato la grande Kate, è a lei che va la mia mente se penso a Jo. La trovo perfetta, in ogni senso,  credo anche che questa meravigliosa attrice avesse, in un certo modo, molti punti in comune con Jo March.
Anche Kate era una donna fuori dagli schemi, dotata di grande intelligenza e di carisma, non certo una donna banale.
Il ruolo di Amy, invece, fu interpretato prima da Joan Bennett, poi da Elizabeth Taylor e infine da Samantha Mathis.
E non ci sono dubbi, Liz Taylor fu una splendida, indimenticabile Amy March.
Capricciosa, stizzosa, bellissima.
E poi, ricordate la voce? La doppiatrice italiana, Germana Calderini, aveva quel timbro inconfondibile, a dire il vero non è mai stato molto di mio gusto, ma era perfetto per i personaggi interpretati da Liz Taylor e sublime nel caso della piccola March.
Meg e Beth, per me, sono sempre state personaggi di contorno.
Tuttavia, avevo seguito con tanto affetto come Meg scopre l’amore e con molta malinconia la vicenda della piccola Beth e del suo amaro destino.
Ora leggo un’intenzione, nella creazione di questo personaggio, credo che il carattere di Beth, la sua pacatezza, siano lo strumento che la Alcott usò per avvicinare le giovani menti a un tema così doloroso come la morte, credo la funzione di questo personaggio sia, in qualche maniera, didattica e pedagogica.
Perché questo è Piccole Donne, la strada faticosa verso la crescita, gli ostacoli che si presentano lungo il cammino, il coraggio e la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.
Il viaggio della vita, insieme a quattro sorelle che tutte noi portiamo nel cuore: Meg, Jo, Beth ed Amy.