La Trattoria dei Cacciatori a Pietranera

È un luogo celebre tra i villeggianti di queste zone, in Val Trebbia tutti conoscono la Trattoria dei Cacciatori che si trova in un’ incantevole località, Pietranera è un gioiellino incastonato tra il verde dei prati.

La Trattoria dei Cacciatori è un posto che conserva il profumo di consuetudini antiche, certo in altre epoche queste valli erano molto più popolate.
Semplice, rustica, accogliente.
Davanti ai monti, in una delle stradine del paese.

Tra le case di pietra, tra i vasi di fiori rigogliosi.

E certo, potrete anche accomodarvi all’interno ma in agosto cosa c’è di meglio di un pranzo all’aperto?

Sotto al pergolato dove dolcemente maturano i grappoli d’uva.

Mentre le fucsie dondolano davanti a muri candidi, nell’estate della Val Trebbia.

Un pranzo semplice, sano e genuino.
E per noi che viviamo davanti al mare certi sapori e certi profumi hanno diversa intensità, qui si gustano i salumi dell’Emilia che sono di una bontà particolare.
E no, mangiarli a Genova non è la stessa cosa!
E così è iniziato il nostro pranzo, con un vassoio di autentiche delizie.

Questa è la cucina della sapienza contadina, questa è la cucina delle nostre nonne.
Il sugo saporito, i ravioli deliziosi e serviti in abbondanza.

E le ottime lasagne al pesto.

Non ho resistito, mi sono concessa anche il secondo e ho preso la coppa di maiale.

Certo, c’era anche il dolce, canestrelli e altre delizie, io mi sono fermata al caffè.
Un pranzo magnifico, davanti ai fiori in boccio e sotto il cielo blu.

Ho un debole per questo paesino e se venite in Val Trebbia vi invito a visitarlo, qui trovate il racconto di una mia passeggiata a Pietranera.
E poi, dopo il bel pranzetto, potrete godervi una camminata su questi splendidi prati.

E semplicemente ammirare la bellezza che abita in questi luoghi.

Mentre maturano le more, nelle quiete silenziosa di Pietranera.

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Cose un po’ strane che si vedono in campagna

C’era una volta un uomo che sarebbe diventato un eroe, costui si chiamava Guglielmo Tell ed era assai abile a usare la balestra.
E un bel giorno il nostro si ritrovò in un brutto guaio, per aver salva la vita dovette affrontare una durissima prova: con la sua freccia avrebbe dovuto centrare una mela posta sulla testa del suo bambino.
E il prode Guglielmo riuscì nella sua gloriosa impresa, naturalmente.
Mira, precisione e sangue freddo.
Poi certo, ognuno fa quel può, da queste parti c’è chi si esercita in questa maniera.

Mela

Un pomeriggio a Pietranera

In Val Trebbia c’è un piccolo paese dove torno sempre con piacere.
E’ prati, campagna, aria pulita, è tante piccole semplicità che compongono un panorama di calma quieta e rasserenante, il profilo di Pietranera.

Pietranera (1)

A Pietranera l’erba è sempre verde e lucida, a Pietranera il fieno riposa al sole, nella tranquillità di un giorno d’estate.

Pietranera (2)

Legna e steccati, le pietre e un Crocifisso.

Pietranera (3)

E lassù una casetta tra il margine del bosco e la strada.

Pietranera (4)

E fiori, scale e colori.

Pietranera (5)

Una delle più belle cartoline della Val Trebbia, ve la mando da qui, da questo paesino raccolto.

Pietranera (6)

Una porticina e davanti i vasetti con i fiori dai petali vivaci.

Pietranera (7)

E la strada tortuosa che si snoda nel verde, in una prospettiva di splendida armonia, è questo che amo di questo luogo, la sua semplice dolcezza.

Pietranera (8)

E rosa e giallo e una cascata di gerani alla finestra.

Pietranera (9)

E una ringhiera e un bucato di cose da bimbi piccini e una coperta variopinta a prender aria.

Pietranera (10)

Piante grasse e vetri opachi.

Pietranera (11)

E un ramo carico di rose proteso nel blu.

Pietranera (12)

E poi, in questi paesini, c’è sempre qualcuno che ha particolare attenzione per la vera bellezza.

Pietranera (13)

Le casette di Pietranera, sotto un cielo gonfio di nuvole.

Pietranera (14)

E poi su per la salita, i villeggianti erano altrove e così alcuni si sentivano padroni della strada.

Pietranera (15)
Galline in fuga, chissà dove pensavano di andare!
Una di esse mi ha fissato con espressione interrogativa come a dire:
– E questa qua cosa vuole?

Pietranera (16)

Sono arrivata in cima, dalla chiesetta.

Pietranera (17)

C’è una panchina e un belvedere che si affaccia sui tetti rossi del paese.

Pietranera (18)

A Pietranera certe case sono immerse tra alberi frondosi e ricchi.

Pietranera (19)

E così anche quest’anno mi sono concessa la mia consueta passeggiata a Pietranera, non me la faccio mai mancare, tra i paesi della Val Trebbia è uno dei miei preferiti.

Pietranera (20)

Ideale per passeggiate tranquille nel verde di questa ricca valle.

Pietranera (21)

Ho anche incontrato un abitante del luogo, uno che ama avventurarsi sulle rocce, la pietra e l’ardito arrampicatore erano del medesimo colore, che stile!

Pietranera (22)

Prati e legna, fieno e fascine, aria fresca e leggera, queste sono le piccole semplicità e la piacevole quiete di Pietranera.

Pietranera (23)

La 5 giorni degli Appennini

In questi giorni d’estate, tra le montagne della Liguria e in particolare in Val Trebbia, si è svolta una competizione sportiva di grande rilievo: la 5 giorni degli Appennini.
Una gara di orienteering e cioè orientamento nei boschi, una disciplina che non conoscevo affatto e che annovera molti cultori appassionati.

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E così sono arrivate persone da ogni parte del mondo, in paese si sono viste macchine provenienti da tutta l’Europa, a questo evento hanno partecipato più di 800 persone.
Queste le tappe: Rovegno, la Casa del Romano, i caruggi di Genova, Camogli, Fontanigorda e Pietranera.
Sono i miei posti, sono luoghi che conosco bene e che frequento da sempre.
E ieri gli orienteers sono arrivati a Fontanigorda per la loro gara.
Potevo mancare di parlare con alcuni di loro? Non sia mai!
E così ieri mattina sono salita al Bosco delle Fate dove tutti loro erano riuniti in attesa di salire sui monti.

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Tante nazionalità e tante lingue diverse per una competizione all’insegna dell’amore per la natura e per i boschi.

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Zaini, attrezzature e seggiolini pieghevoli per sedersi all’ombra degli alberi.

5 Giorni degli Appennini

E subito ho incontrato lei, il suo nome è Anna Bisceglia e viene da Lugano, dalla vicina Svizzera.
E Anna mi ha raccontato lo spirito dell’orienteering, uno sport che unisce le persone.
Si corre tutti insieme, tra gli alberi, il campione gareggia accanto all’amatore.
E a lei ho chiesto le sue impressioni sulla nostra Liguria e su questo entroterra.
Anna mi ha detto che per lei Liguria significa mare e che queste montagne sono stata una sorta di sorpresa, a lei ricordano quelle del suo Ticino.
E il mio pensiero è andato a questo nostro territorio che merita davvero di essere messo più in risalto e di essere conosciuto.
E ancora ad Anna ho chiesto cosa pensa di Genova e lei ha usato uno degli aggettivi più belli che si possano scegliere: intrigante.
Eccola qua Anna, sorridente insieme a un compagno del suo gruppo, Paolo Bianchi.

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E con loro c’era anche lui, Thomas Hiltebrand, ha 58 anni ed è campione Master 2006 nella categoria H 50.
E’ stato 5 anni nella Nazionale svizzera, 10 anni allenatore in selezione regionale e altri 6 anni allenatore della Nazionale Svizzera.
Una vera autorità in materia, un vero appassionato.
Ed eccolo qui, seduto al Bosco delle Fate.
E cosa pensa Thomas della mia Genova? Il traffico è caotico ma la città è più bella di quel che si aspettava, a lui ricorda Venezia.

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Andiamo avanti, passeggiamo sotto gli alberi da dove tutti partiranno.

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Questa è una manifestazione bella, colorata e allegra.
Ci sono ragazzini, mamme con i bambini, persone di una certa età, tanti giovani.
Belle facce e sguardi puliti.
E ovunque tutto ciò che a loro serve per esercitare l’orienteering.

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E nell’attesa i bambini vanno sui giochi e si spingono sull’altalena.
Oh, ho anche visto un piccolissimo orienteer, era un piccino che gattonava per terra e andava come un treno, quel bambino ha un futuro, ne sono più che certa!

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Ecco i cartelloni con indicazioni preziose per i partecipanti.

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Ci si ferma a leggere, in attesa della partenza.

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E sugli alberi c’è chi esibisce il proprio amor patrio.
E io davvero non l’avevo mai vista la bandiera dell’Australia appesa a un ramo al Bosco delle Fate!

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Zaini, bottiglie, scarpe e ancora un’altra bandiera, questa volta austriaca, ognuno ha la propria.

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E poi sono arrivata allo Scoiattolo dove ci sono tavoli e panche di legno, dove tra tante persone ho trovato una simpatica famiglia scandinava, sono finlandesi e abitano a Espoo, vicino ad Helsinki.
E allora ho fatto una chiacchierata con lei, una giovane donna di nome Mepa.

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Un bel gruppo di sette persone, molto amanti dell’Italia, delle sue bellezze e della sua buona cucina, dell’atmosfera e del relax che offre un’attività sportiva come l’orienteering in posti come questo.
E lei, Mepa, era entusiasta di questi boschi e ha detto una frase tanto semplice quanto significativa: in posti così non ci si arriva perché non li si conosce.
Lei pratica questo sport da 14 anni e questa era la sua sesta volta nel nostro paese per le gare di orienteering.

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Quando gli stranieri parlano di noi lo fanno in maniera generosa e gentile, così è stato anche questa volta.
E Mepa ha detto di apprezzare quel lato del nostro carattere che ci fa essere così espansivi, il nostro desiderio di comunicare che si riscontra anche in chi non sa parlare in inglese e tenta comunque di farsi comprendere.
Talkative, così ci ha definiti.
Ha detto che le è piaciuta Nervi e il suo mare, Monterosso e le suggestioni di quell’angolo di costa unico al mondo.
E ancora, la sua tappa preferita della 5 giorni dell’Appennino è stata la Casa del Romano, con quel panorama mozzafiato che si gode da lassù.
E Genova? Com’è stato fare orienteering nei caruggi?
Per lei è stato come trovarsi in un labirinto ma sapete cosa ha detto Mepa?
Tutto sommato non era neppure tanto caldo grazie a quelle case così alte!
Ve lo dico sempre, vedete che ho ragione!
Le ho anche chiesto cosa non le è piaciuto di Genova ed ero davvero preparata a qualsiasi risposta.
I turisti sono generosi con noi, noi forse dovremmo esserlo di più con loro, non credete?
Beh, dalla Finlandia l’unica critica che è stata mossa alla Superba riguardava nuovamente il traffico caotico, pensate!
Ed eravamo lì, sedute sotto gli alberi.
Lei mi ha mostrato tutto ciò che occorre per orientarsi nei boschi.

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E il foglietto con le varie mete, Mepa mi ha spiegato i simboli: il quadrato alla riga due significa rovina, il triangolo alla riga quattro è una pietra, alla riga sei c’è il simbolo dell’albero.

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E gli orienteers portano questo foglietto fermato sul braccio.

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E poi hanno questo altro strumento del quale ignoro il nome che usano quando raggiungono una delle destinazioni.

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Una bella famiglia di persone sorridenti e piacevoli, la più grande è Rachel ed ha 81 anni, la più giovane ne ha solo dieci, si chiama Emmi e ha i capelli biondissimi e due occhi grandi come laghi.

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Uno sport che unisce e che raccoglie persone di diversi paesi, in un bosco della Valtrebbia.
Un bel momento di condivisione tra persone unite da una passione comune.
E tutte le lingue del mondo, al Bosco delle Fate.

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Ecco ancora i foglietti che ogni partecipante deve avere.

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I tronchi, le foglie verdi, il cielo azzurro.
Una mattinata tersa e ventilata, la Liguria è stata gentile con gli orienteers nel giorno della loro competizione fontanigordese.

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E poi su, al campo da pallone, questo il punto di partenza e di arrivo della gara.

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Ho visto arrivare due ragazze, di corsa, di gran carriera, rosse in viso ma felici.

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E chiunque sia il vincitore, sappiate che io ho tifato per il gruppo ticinese e per la famiglia finlandese, ho parlato con loro ed ho trovato proprio delle belle persone: disponibili, gradevoli, sorridenti e aperte alla vita.
E sapete cosa penso? Se avessi parlato con i russi o con i francesi sarebbe stato lo stesso, dev’essere questo vivere in comunione con la natura a rendere le persone così solari e piacevoli.
Nel pomeriggio gli orienteers hanno lasciato Fontanigorda, oggi è il giorno della Finale a Pietra Nera.
La 5 giorni degli Appennini è stata una splendida iniziativa che ha portato in Val Trebbia persone provenienti da molte nazioni.
Ed è così che deve essere, queste zone meritano di essere conosciute, eventi come questo valorizzano il territorio e questo entroterra ricco e fecondo, tra monti e fiumi che gorgogliano tra le valli.
E’ così che il profumo di questi boschi e di questi prati va oltre i nostri confini, rimanendo nella memoria di chi li ha veduti e li ha vissuti correndo tra gli alberi in una giornata di luglio.

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Cercando Bambi

Dovete sapere che questi boschi sono densamente popolati.
Oh sì! Da queste parti, nel fitto degli alberi, si nascondono numerosi abitanti e alcuni di loro, come potrete ben comprendere, suscitano il mio interesse.

Eh, così Miss Fletcher e la sua amica del cuore ad ogni buona occasione si acquattano ai margini del bosco, in attesa di Bambi.
Ecco, c’è da dire che noi siamo due signorine di città in trasferta nella campagna ligure e i nostri ritmi non sempre coincidono con quelli della natura.
I daini, a quanto pare, vengono allo scoperto alla mattina presto, a quell’ora si può vederli sui prati che brucano l’erba.
Che sia il caso di puntare la sveglia alle cinque del mattino? Ehm, sinceramente non saprei!
C’è anche un piccolo ulteriore dettaglio di non trascurabile importanza.
Sui monti, in alto, ci sono anche i lupi.
Ora, direte voi, mica verranno giù, no? Non ne ho idea e sinceramente non ho neppure l’intenzione di accertarmene.
Inoltre, per calarmi appieno nel personaggio, temo che dovrei quanto meno agghindarmi come Cappuccetto Rosso e munirmi di cestino della merenda d’ordinanza.
Ecco, a quel punto, il copione lo conoscete tutti.
Soprassediamo, non fa per me!
E oltre a ciò, nei boschi abitano simpatiche famiglie di cinghiali, incontrarle alle prime luci del giorno non rientra tra le mie aspirazioni.
Oltretutto, a quanto ne so, una mamma cinghiale con i suoi piccini al seguito può diventare estremamente aggressiva.
Per carità, avrà anche le sue ragioni, figuriamoci!
Comunque eviterei un incontro ravvicinato, non mi pare proprio il caso.
Malgrado questi piccoli intoppi, non ci siamo ancora arrese.
E così siamo qui.
Cercando Bambi.
Oh, ma molte persone li hanno visti i daini, sapete?
Sì, di sera. Attraversano la strada, a volte si spaventano e creano un certo scompiglio negli automobilisti.
E in questi casi, come da codice della strada, i daini hanno la precedenza, altrochè!
Quindi, se venite su di qua, fate attenzione, di sera potreste trovarvi di fronte a qualche magnifico esemplare con un maestoso palco di corna sulla testa.
Eh, magari lo vedessi io, non aspetto altro!
E di sera le signorine di città sono vispe e sveglie, così si possono mettere in cerca di Bambi senza alcuna difficoltà.
E così siamo andate dove ci è stato detto che è più facile incontrarli, tra Foppiano e Pietranera.
Eh, a notte fonda è certo più probabile, questo è indubbio.
Ma se io volessi fotografarli? Proviamo al tramonto, guidando lentamente.
E arriviamo lassù, a Foppiano.
Un ragazzo ci informa che verso le undici, in una piana poco distante, ce ne sono tanti.
Caspita, così tardi? Che delusione!
E così scendiamo a valle, piano piano.
E a un certo punto arriviamo qui, nei pressi di questo prato.

Vedete? Verde, in discesa e desolatamente deserto.
Beh, state un po’ a sentire cosa ci è capitato.
Mentre percorrevamo la strada, lì al centro del prato, ho visto due giovani daini che brucavano l’erba.
Miss Fletcher, colta da irrefrenabile entusiasmo, ha esclamato:
– Eccoli!
La mia amica ha frenato mentre i due, guardinghi ed attenti, hanno girato il muso nella nostra direzione.
E mi hanno guardato abbastanza perplessi, come dire: e questa cosa vuole?
E’ stata una frazione di secondo, poi hanno preso la fuga e alla velocità del fulmine si sono dileguati nel bosco.
Avranno pensato che volevo farmi una borsa di pelle di daino!
Accidenti, che peccato!
Siamo rimaste un po’ lì, in trepidante attesa.
Niente da fare, quei due diffidenti non si sono più fatti vedere.
E a quel punto la mia amica mi ha detto:
– Cosa facciamo? Andiamo?
E io le ho risposto:
– Ecco, secondo me nel bosco si sta svolgendo la stessa conversazione.
E uno dei due daini sta dicendo all’altro: cosa facciamo? Andiamo?
Comunque sono scomparsi, svaniti nel nulla.
Ah, ma io non demordo! Ho tempo e pazienza!
E allora tornerò, ai margini dei boschi, in cerca di Bambi.

Pietranera e Foppiano, il colore del fieno

La campagna, la sua bellezza è nei colori e nei profumi. Anche il sole cerca riposo, tra i monti e i prati.

E oggi vi porto qui, dove la natura regala panorami da cartolina.
Il fieno, i fili d’erba, i colori caldi dei campi di Pietranera.

E la strada si inerpica, sale tra alberi, nel verde.

E si sale ancora, finché si giunge a un nugolo di case, a Foppiano.

E arriviamo lassù, per poi ridiscendere.

C’è una certa magia in questi posti.
Un rudere, il prato e l’ombra.

E’ quasi sera, dolcemente sera.

Se verrete qui, in queste sere d’estate, potrete vedere il tramonto che imperla di rosa le cime dei monti.

E poi scendendo ancora, verso le case di Pietranera, il sole vi regalerà giochi di luce spettacolari.

Questi sono i colori del fieno, dell’estate e del caldo.

I colori dipinti da un sapiente pittore.

I colori della natura, semplice e al contempo così preziosa.

E si rimane a guardare uno steccato che si snoda lungo una strada luminosa, sotto il tepore dei raggi del sole.

E lo sguardo coglie bellezza ed armonia.

Il legno, un albero e il cielo.

Questa è la mia Liguria.
Altrove è terra di mare, di onde e di gozzi.
Terra di ardesia e di tramontana.
Terra di contrasti e di luce.
Qui, in queste valli , è terra di prati, di monti e di dolci pendii.
Terra di fieno e di sole.