A cena con Giuseppe Verdi

Stasera vi porto a cena con un illustre personaggio che tutti voi conoscete: signori, ci accomoderemo a tavola con Giuseppe Verdi.
Certo, sul celebre compositore di Roncole di Busseto si potrebbe scrivere molto, desidero così invitarvi alla lettura di Das Zauberbuch, il blog della mia amica Giulia che si interessa e scrive con grande passione e competenza di musica e libri, di arte e poesia, le sue pagine sono tutte da scoprire ed è un vero piacere leggerle.
E questo post, cara Giulia, è dedicato a te.
E allora andiamo a cena con Giuseppe Verdi!
Il famoso compositore soggiornò spesso a Genova, tra il 1858 e il 1861 frequentò l’Hotel Croce di Malta, del quale vi ho ampiamente parlato qui.
In quelle stanze dormirono Stendhal e Mark Twain, vi giunse anche Giuseppe Verdi.

Hotel Croce di Malta

In seguito prenderà casa in Carignano a Villa Sauli e poi addirittura al Palazzo del Principe.
Svernava in Liguria attirato dal clima mite della nostra regione.
Con lui c’era la moglie, la cantante lirica  Giuseppina Strepponi.
Il nostro, a quanto sembra, era una buona forchetta, amava i salumi della sua terra e non disdegnava un buon bicchiere di Lambrusco.
A Milano pare che frequentasse la rinomata pasticceria Cova, dove era solito ordinare il panettone.
Amiche milanesi, per caso qualcuna di voi ha voglia di fare un giro da quelle parti per portarci sulle tracce di Giuseppe Verdi?
Io vi porto per caruggi, il nostro Giuseppe si serviva in una pescheria di Sottoripa.

Portici di Sottoripa

E ricorderete che Verdi amava la trippa, era solito frequentare la Trattoria Tulidanna in Via San Sebastiano e anche la celebre tripperia di Vico Casana della quale ho scritto qui.

Tripperia di Vico Casana (4)

E insomma, amava la buona cucina!
E oggi vi racconto un breve aneddoto, state a sentire.
Nella mia città Giuseppe Verdi conobbe Amedeo Serafini De Ferrari, compositore genovese che fu anche Direttore del Carlo Felice.
Sapete come accade, tra musicisti ci si frequenta, l’amore per la musica e per l’arte unisce.
A quanto sembra, il De Ferrari non era certo un tipo che si dannava per comporre, anzi, era piuttosto dispersivo, perché non si distraesse capitava anche che si facesse chiudere a chiave in una stanza del Carlo Felice.
Solo con il pentagramma e le sette note, senza distrazioni!
Era anche un cuoco di grande valore, certo!
Un bel giorno Verdi invitò a cena il suo amico Amedeo e questi accettò con entusiasmo ponendo un’insolita condizione: voleva cucinare lui e desiderava preparare le lumache.
Verdi rimase un po’ perplesso, immagino che sia tornato dalla moglie e sconsolato abbia riferito alla Strepponi l’accaduto.
Lei accettò di buon grado e così l’ospite Amedeo Serafini De Ferrari, compositore, si presentò a casa Verdi e si mise ad armeggiare con le casseruole.
E insomma, sapete come finì? Giuseppe Verdi rimase talmente soddisfatto di quelle prelibate lumache da ricordarle come il piatto migliore che avesse mai mangiato!
E adesso vi starete chiedendo: ma come caspita fai a conoscere questo aneddoto?
Oh, fino a poco tempo fa non ne sapevo nulla neppure io!
Ma sapete, sono stata a Staglieno con il mio carissimo amico Eugenio Terzo.
E visitare il Cimitero insieme a lui è un vero viaggio nel passato e nelle vite di coloro che lì riposano.
Così, mentre camminavamo sotto i porticati, Eugenio mi ha raccontato storie di celebri genovesi, storie di artisti e scultori, aneddoti di vita quotidiana a me ignoti e io non posso che ringraziarlo per i suoi racconti, sono sempre unici e particolari.
Stavamo salendo verso la tomba di Mazzini.
A un tratto Eugenio si fermato, mi ha mostrato un monumento funebre e mi ha narrato la vicenda che avete letto.
Sotto gli alberi dorme il suo sonno eterno Amedeo Serafini De Ferrari, di musica sacra e profana celebrato compositore, così si legge sulla sua lapide.

Amedeo Serafini De Ferrari

La sua statua è adornata con un libretto, la sua opera più celebre, il Pipelé.
Accadde tanto tempo fa, era l’epoca delle candele e dei lumi, l’epoca delle carrozze e delle marsine.
Giuseppe Verdi si alzò da tavola appagato e soddisfatto: aveva appena mangiato le lumache cucinate da Amedeo Serafini De Ferrari.

Amedeo Serafini De Ferrari (2)