Un riflesso bianco e rosso

C’era l’incertezza capricciosa dei primi giorni d’autunno mentre il sole indomito ancora lotta con le nuvole per conquistare la vittoria.
C’era una piccola folla di curiosi, i visitatori si guardavano intorno e camminavano lentamente assaporando ogni passo, alcuni si sono poi fermati a fare qualche foto davanti al galeone dei pirati che dondola pacifico sull’acqua di Genova.
Un sorriso, un ricordo delle vacanze, un frammento di felicità.
C’erano zainetti, scarpe comode, cappellini con la visiera, giacche per la pioggia e occhiali da sole, abiti leggeri e ombrellini pieghevoli, c’era una stagione e anche quell’altra, c’era quella pigrizia dolce del tardo pomeriggio.
E poi quasi impercettibile un alito di vento caldo ha increspato l’acqua salmastra e un riflesso bianco e rosso così vibrante è apparso sul mare di Genova.

Il mare in versi

Le ho vedute per caso, sono scritte per terra e sono poesie che raccontano il mare.
Sono versi di celebri poeti, sono rime che profumano di salmastro, risuonano come onde o come lente maree a noi che distratti camminiamo in queste strade davanti a questo mare.
Tre.
Ne ho vedute solo tre.
E so, tuttavia, che ne sono state viste altre nelle vie della città della Lanterna.
Lettere bianche, i verbi, i suoni, il senso di questa bellezza assoluta, i versi di Ungaretti.

Camminare, leggere, pensare.
E soltanto trovarsi davanti questa armonia.
Le parole intense e la languida malinconia di Camillo Sbarbaro, nostro amato poeta.

Sotto a queste poesie si legge un hashtag e si legge anche che questo è un messaggio ecosostenibile e temporaneo: la bellezza è spesso così, effimera e fugace.
Le poesie scritte per terra preannunciano un evento curato e promosso dall’Università di Genova che si terrà al Porto Antico dal 16 al 18 Maggio, il Festival del Mare offre prospettive diverse e spunti di riflessione legati alla tematica del mare, sono previsti laboratori, conferenze, spettacoli e mostre, qui trovate il programma completo della manifestazione.
E camminando per le strade di Genova prestate attenzione, potreste trovare il suono potente e ritmato di una poesia di Quasimodo, è il mare in versi come evanescente spuma marina che fragile si disfa davanti ai vostri piedi.

La pioggia di maggio

La pioggia di maggio è la sorpresa che non ti aspetti: cade tumultuosa, rende l’aria fresca ma poi il sole glorioso è vincitore e lei le cede il suo posto.
La pioggia di maggio lascia a terra i suoi specchi incantati che riflettono le imprendibili magie della città.
È una bellezza ritrovata, dai contorni lievi ed evanescenti, puoi coglierla se il tuo sguardo curioso sa trovarla nell’acqua di certe umili pozzanghere.
E vedrai finestre, cielo azzurro e insolite prospettive urbane in Via di Vallechiara.

E l’insegna gialla dell’Ufficio Postale, vetri chiusi e profili tremuli.

È così meravigliosa la vita sottosopra con le strade al contrario, sono come sempre le hai vedute e al tempo stesso sono ad un’altra maniera.
Con quei pedoni che incedono calpestando il cielo, è qualcosa di straordinario, credetemi!
E così è Via Cairoli, nell’eleganza del suo curvarsi armonioso.

E fremono al sole le foglioline verdi su certi terrazzini.

La pioggia di maggio regala bellezza improvvisa e quasi miracolosa, si incontra con la luce radiosa e tutto pare splendere.
E là nella pozzanghera ammiri il cielo azzurro e le palme del Porto Antico.

E poi cade ancora qualche goccia e l’acqua si spande in fragili cerchi, in una musica lieve e imprevista, come la pioggia di maggio sulle strade di Genova.

 

La luce in Vico delle Compere

E arriva così la luce in Vico delle Compere: si schianta sui muri antichi e li rischiara, in uno di quei momenti miracolosi ancora più affascinanti perché a volte così brevi.
Questo vicolo non distante dal mare deve il suo toponimo alla sua vicinanza con l’antico Banco di San Giorgio un tempo sede della Compagnia di San Giorgio nota anche come Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio.
La gloria di Genova è legata a doppio filo a questa antica istituzione, in tempi lontani a Genova si ricorreva appunto alle Compere e cioè a dei capitali presi in prestito da privati i quali ricevevano in cambio sonanti interessi.
E si cammina nella storia, nei luoghi dove il sole ritorna, a questa maniera.

Dove in certe giornate di luce così intensa e vivace è sempre una sorpresa trovare con lo sguardo le prospettive verticali di Genova.

E resta, anche questo, uno dei miei luoghi.
È un caruggio che porta al mare, a pochi passi c’è il Porto Antico con i suoi moli e le sue ariose vastità.
Ed è un caruggio che conduce in Piazza De Marini, dove è sempre piacevole andare a sbirciare le vetrine della libreria antiquaria Dallai.
E così, di volta in volta, mi capita spesso di passare da queste parti.
Tra antichi muri e tracce di vite passate.

Qui il sole rilascia il suo calore su questa pietra nera dove al centro è scolpito il trigramma di Cristo.
Pensate a tutti gli sguardi che si sono posati per qualche istante su queste pietre vetuste che ancora adornano le nostre strade.

La vita, poi, ha il profumo dell’aria del mare.
E ognuno cammina nel proprio destino, sotto il portici, in un tiepido pomeriggio primaverile.
E ognuno ha la propria meta, è il viaggio di ogni giorno, scandito dai ritmi del quotidiano, nei pressi dell’antico Palazzo San Giorgio.
A quel tempo distante ci accomuna questa luce brillante di porto e di mediterraneo, intrisa della vitalità di una stagione nuova, nel gioco di incredibili ombre che cadono tra i muri dei caruggi.
Misteriosa e magnifica, così è la luce in Vico delle Compere.

Sulla giostra

Prima che per le strade della città ci sia la folla.
Di mattina.
Senza rumori.
Poi, più tardi passeranno di qui le comitive di turisti, gli innamorati che si tengono per mano, ci saranno anche quelli che vanno sempre di fretta e non hanno tempo per distrarsi.
Io invece amo la mattina e a volte siamo in pochi a gironzolare davanti al mare di Genova.
E c’è tutto questo azzurro e si respira l’aria fresca di una stagione luminosa.
Inizia così un nuovo giorno, con questa calma.
E poi, più tardi, arriveranno anche i bambini e si metteranno con le gambe a penzoloni su quei sedili colorati.
Di mattina, sulla giostra.

Piccoli marinai

Ed ecco i piccoli e intrepidi marinai genovesi all’opera sul blu di Genova.
Li incontro sempre e anche ieri mattina erano lì, al Porto Antico, se siete capitati da quelle parti magari li avete veduti anche voi.
Dunque, certi piccoletti fanno sfoggio di un certo sussiego, va detto!

E ognuno trova il posto adatto dove posarsi.

Questi simpatici tipetti sono piccini ma tenaci ed attenti, nulla sfugge allo sguardo di coloro che sono abituati a vivere sul mare.

E alcuni guardano lontano, forse immaginano nuove avventure, viaggi spericolati controvento e lidi diversi da scoprire per poi ritornare ancora qui, di nuovo.

E poi può persino capitare di trovare qualcosa di buono da sgranocchiare, nel caso è meglio mettere il bottino al sicuro e andarsene in santa a mangiare su una barca che loccia sull’acqua.

Ovvio che poi, in certi casi, la linea ne risente ma basta fare un po’ di movimento per tornare in forma, ecco!

Sono così i piccoli marinai, loro sanno sempre i trucchi giusti!
Girano in coppia, cianciano, confabulano, salgono sulle barche e tra l’altro viaggiano gratis!
E quando si stancano di navigare si alzano in volo e si fanno accompagnare dall’aria leggera e profumata di sale.

E tornano, tornano sempre davanti al mare azzurro di Genova.

 

Sei sere di Genova

Queste sono sei sere di Genova nel tempo dell’inverno.
Ho atteso le luci e i colori di dicembre, questi sono i tramonti che ho veduto dalla vigilia di Natale fino a ieri e ogni sera ha donato ai nostri occhi diverse sfumature di Genova, a volte il cielo sa essere capriccioso e mutevole.
E così era il 24 Dicembre, tra l’azzurro profondo e l’inquieto arancio di nuvole passeggere nello splendore del tramonto.

Natale è stato terso e lucente, brillante di luce e di puro chiarore.

Il giorno di Santo Stefano ci ha regalato invece nuvole tumultuose, toni d’argento e raggi di sole a precipizio sul mare.

E ancora, diverse sfumature di rosa e di blu nella sera del 27 Dicembre.

Venerdì 28 poi non mi trovavo sul mio terrazzo ad ammirare la mia città, da lì ho scattato le foto che avete appena veduto mentre quella che segue è stata fatta all’Isola delle Chiatte.
E c’erano questi riflessi dorati e tremuli e queste nuvole gonfie all’orizzonte.

Sei sere di Genova e di dicembre, sei differenti velature d’azzurro e di colore, nel tempo dei tramonti più ammalianti.
E ieri il giorno ci ha salutato così, tra tinte lievi di pesca, toni di celeste ed effimere evanescenze nell’acqua del mare, in un’incantevole sera d’inverno della Superba.

E brilla

Quando giungono certi languidi istanti dorati e tutti si affrettano verso la ringhiera per cogliere il chiarore dell’ora più rapida a svanire.
Sono così le magie della luce, sanno incantare i nostri occhi.
Ed è un’armonia di passi, braccia alzate e movimenti nel ritmo insolito di una danza leggera, potrebbe accompagnarlo una melodia di poche dolci note.
E il cielo si tinge d’arancio, il mare riflette la sua evanescenza e già brilla una stella in questa sera di dicembre al Porto Antico.

Davanti a San Giorgio

Fiero custode e signore del mare, sovrasta le strade della città.
E resta sopra le banchine, sopra le barche e sopra le cime legate alle bitte.
Quieto, silenzioso e immobile.
Padrone del cielo e amico del vento che lo sospinge verso la sua meta, quando apre le sue ali ampie per librarsi nell’azzurro.
E domina le vie, i caruggi e le piazze.
E rimane là, davanti a San Giorgio.

Rosso di sera

Accade certe volte, in dicembre: il cielo si tinge di rosso di sera.
E come in tutte le storie di vero amore lo sguardo rimane come incantato da una magia mentre piano la luce intensa si diffonde.

Tra toni di arancio e pesca, luminosi riflessi nel cielo mentre una barchetta prende il largo.

Passa, smuove l’acqua inquieta con la sua scia.

Ognuno di noi poi osserva alla propria maniera uno spettacolo già veduto eppure sempre nuovo.
Ti siedi sulla panchina, nel tepore di una giornata che sta per terminare, in questa languida dolcezza.

Dondolando, nella freschezza del profumo del mare.

Ritorni verso casa, verso la terra, verso il domani che verrà.

Tra gru, luci del porto e acqua scintillante, davanti alla Lanterna, mentre il cielo si accende e si infiamma.

E tutto muta, rapido e improvviso in una meravigliosa evanescenza di tinte vivaci.

Nel rosso della sera di Genova.