Il Presepe della Chiesa di San Barnaba

Nel tempo dell’Epifania desidero mostrarvi un pregiato presepe genovese e per ammirarlo dovrete recarvi nella piccola Chiesa di San Barnaba attigua al Convento dei Frati Cappuccini in Piazza San Barnaba 29.
Ad animare questo presepe antico e raffinato sono preziose statuine della scuola del Maragliano e del Bissoni.
I gozzi sono tirati a riva davanti a un specchio d’acqua, sullo sfondo si distingue un panorama a noi caro: è la nostra costa, la nostra Genova con la sua Lanterna.

Si cammina per rendere omaggio al Redentore, uomini e donne indossano abiti minuziosamente curati, i più belli sono rifiniti con pizzi delicati.

E c’è chi incede reggendosi ad un bastone.

Nel ricordare la venuta al mondo di Gesù i Frati hanno poi scelto di inserire nel loro presepe alcune frasi tratte dal Vangelo.

Un mistico chiarore avvolge la capanna che ospita la Sacra Famiglia mentre un pellegrino indica agli altri fedeli il luogo verso il quale volgere gli occhi.

E i visi paiono illuminati da gioia vera e fiduciosa speranza per la nascita di Lui.

Il pane e il vino sono poi accompagnati dalle parole belle di San Francesco d’Assisi.

E tutto si compie in questo spicchio di Liguria così magistralmente ricostruito.

Dolce e materno lo sguardo amoroso di Maria si posa sul suo Bambino.

E viene il giorno e poi ancora la notte ammanta questo luogo di devozione.

E così è rappresentata la Natività di Gesù nella piccola Chiesa di San Barnaba sulle alture di Genova.

Il presepe della Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo

Questo è un presepe del mio quartiere e potete ammirarlo in Circonvallazione a Monte nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo sita in Corso Firenze.
Sullo sfondo lo sguardo troverà un panorama di orizzonti lontani riarsi dal sole, sono luoghi dai toni caldi di sabbia e di argilla: lo scenario è davvero la terra natale di Gesù.
Osservando il presepe con attenzione poi si riesce a comprenderne la vera particolarità che lo rende unico ed originale.

In questo tempo distante la vita ferve e ognuno come sempre compie i propri semplici compiti, le donne portano le brocche e le ceste sulla testa.

Guardando meglio mi è parso poi di intuire che qui vengono rappresentati momenti diversi della venuta al mondo di Gesù, a confermare la mia supposizione è stato quindi un fedele della parrocchia che mi ha fatto notare alcuni dettagli forse non così evidenti a tutti i visitatori.
Ad esempio, così viene rappresentata l’Annunciazione.

Sono belle e raffinate le statuine opera di un’artista di Albisola, si distinguono per semplicità e delicatezza armoniosa.
In diversi tratti del presepe ritroviamo così Giuseppe e Maria nelle loro peregrinazioni narrate sulle pagine del Vangelo.

Mistica suggestione ammanta questa rappresentazione della Natività, io trovo questo presepe particolarmente suggestivo e ricco di significati.

Mentre il secchio scende nel pozzo e mentre un giovane pastorello raduna con gesti plateali le sue pecorelle sullo sfondo si scorge un altro episodio della prima infanzia di Gesù: le braccia forti di Giuseppe alzano il piccino verso l’alto nella presentazione al Tempio di Gerusalemme.

E ancora ecco di nuovo la Sacra Famiglia, credo che questo insieme rappresenti la fuga in Egitto.

Sono intense e particolari queste statuine così esili e slanciate, i colori prescelti poi richiamano a mio parere certe tonalità di quel mondo antico.

E infine questa la scena della Natività con i Re Magi che nel giorno dell’Epifania recano oro, incenso e mirra al Figlio di Dio.

Così nasce Gesù, così si ricordano i giorni della sua venuta tra gli uomini nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo di Genova.

Un presepe provenzale in Liguria

Nel tempo che precede i giorni del Natale vi porto con me alla scoperta di un suggestivo presepe esposto al Museo Beni Culturali Cappuccini in occasione della consueta mostra dedicata appunto all’Arte del Presepe dove potrete ammirare diversi allestimenti presepiali.
Evocativo e particolare è questo presepe con le statuine di tradizione provenzale note come Santons e create da Claude Carbonel, gli scenari sono invece realizzati da Emilio Burri e Luciana Scarone.
Ci ritroviamo così in questo mondo piccolo, ferve la vita tra le viuzze scoscese di un tipico paesino ligure.

Si porta la legna con i carretti, le verdure crescono lente negli orti.

E si fila la lana davanti ad una casetta con tendine di pizzo alla finestra, sul davanzale ci sono un vaso di fiori e un micio bianco e nero, nella stanza si notano mobili in stile rustico e un capiente baule.

Ed è vivace e gioioso questo mercato dove si fanno acquisti con una cesta sotto il braccio, è un trionfo di profumi e di doni della terra.
Un tripudio di stoffe variopinte colpisce l’attenzione, questo è un presepe dai molti colori.

E ha poi anche le tonalità del legno, della pietra e della vita semplice.

Si attende il Redentore davanti alle proprie case, con la tavola imbandita e le pentole sul fuoco, profumano di buono i pani fragranti e certi fagotti sembrano colmi di delizie.

Così scorre la vita nel ritmo dolce del presepe.

In certe cucine poi non manca nulla: il latte è versato nel bicchiere, il formaggio è tagliato, le morbide fette di pane sono pronte sul tagliere.
E ci sono le teste d’aglio appese, le porcellane impilate sotto una luce fioca, mentre un docile gattino resta ad osservare certi allegri giocatori di carte.

Si lavora la legna, c’è chi porta sacchi pesanti e ognuno si fa carico della propria fatica.

Questo presepe suggestivo e caratteristico evoca un mondo dove si bada davvero all’essenziale e alle piccole cose semplici di ogni giorno.

Tra le case dai tetti aguzzi spicca anche una chiesetta a strisce bianche e nere con il suo alto campanile, sull’altare vibrano le fiammelle delle candele.

In un angolo di questo paesetto, non distante da una scaletta impervia e nei pressi di un umile riparo, tra Giuseppe e Maria ecco il Bambino Gesù venuto alla luce e accolto con gioia nel piccolo mondo di questo presepe.

Il presepe della Basilica di Santa Maria Immacolata

Non è una chiesa molto antica ma è comunque ricca di bellezze artistiche da ammirare: la Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti venne costruita nella seconda metà dell’Ottocento, ampia e magnificente racchiude diversi tesori come ad esempio il dipinto della Madonna del Rosario del Barabino al quale ho dedicato questo articolo in cui potete vedere anche altri scorci della chiesa.
Ricca di decorazioni, la Basilica di Santa Maria Immacolata è impreziosita da quadri e sculture di grande pregio ed è uno di quei luoghi dove amo ritornare.
E così, nel tempo del scorso Natale, trovai allestito un piccolo presepe che colpì la mia attenzione proprio per la sua assoluta semplicità.
In una fastosa chiesa ottocentesca forse ci si aspetterebbe una diversa rappresentazione della Natività.
E invece c’erano davvero poche figure: ecco un devoto pastore con le sue pecorelle e un angelo con le mani giunte in preghiera che volge il suo sguardo verso il Bambino Gesù adagiato nella paglia tra Giuseppe e Maria.
Così giunge al mondo il Redentore, sotto questa luce dorata.
E vi lascio con una sola fotografia e vi ricordo che questo articolo avrà un seguito: vi porterò ancora nella Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti davanti al suo suggestivo presepe.

Il presepe della Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano

E torna, nel tempo di dicembre, il tempo dei presepi, così oggi vi porto con me e vi mostro un piccolo presepe raccolto che potrete ammirare nella Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano.
Il mondo minuto del Presepe è composto di un’umanità devota e semplice, si vive e si lavora attorno alla capanna dove viene alla luce Gesù.

E lo scenario di questa Natività è la Genova ottocentesca, sullo sfondo si distingue il Ponte di Carignano e sotto di esso si snodano quei caruggi non più esistenti come l’antica Via Madre di Dio, sono strade di popolo e di gente laboriosa.
Si nota bene anche la stessa Basilica che appunto ospita questo suggestivo presepe.

Si cammina, con il cuore colmo di emozione per accogliere il Figlio di Dio.

E c’è chi ha tra le braccia una fascina di legna, una donna invece porta con sé la cesta dei panni.

E c’è una contadina con le sue oche.

Gorgoglia l’acqua nel pozzo mentre il popolo operoso del presepe ripete ancora le proprie usanze quotidiane.

Ed è il tempo di Gesù nel tempo trascorso della nostra Genova.

In una delle chiese più fastose della città.

Là, tra luce e ombra, in una capanna di legno viene al mondo Gesù Bambino.

La Cappella della Natività nella Chiesa di San Siro

Nel tempo dei presepi e in questi giorni vicini al Natale vi porto ancora nella Chiesa di San Siro che un tempo fu cattedrale della città.
Là, tra gli ori e le immagini sacre, troverete una splendida rappresentazione della Natività.

Il dipinto è opera di un pittore di nome Cristoforo Roncalli vissuto tra la seconda metà del ‘500 e gli inizi del ‘600.
Scrive di lui Raffaele Soprani nel suo testo Vite de pittori, scultori e architetti genovesi e narra che questo pregiato artista era nativo di un borgo toscano detto delle Pomarance e da questa località egli prese il suo nome, a tutti era noto come il Pomarancio e il suo pseudonimo per me è già poesia.
Il Pomarancio dipinse opere importanti in diverse chiese di Roma e proprio in quella città conobbe il Marchese Vincenzo Giustiniani ed è sempre Soprani a scrivere che il nobile genovese volle fare un giro d’Italia alla scoperta delle bellezze artistiche e volle essere accompagnato proprio dal Pomarancio.
E così lo condusse anche nella Superba dove il pittore incontrò il Marchese Giacomo Lomellini che gli commissionò questo dipinto per la Cappella della sua nobile famiglia.

Il presepe dipinto dal Pomarancio è un capolavoro di grazia, angeli e putti annunciano la venuta di Gesù, dal cielo assistono alla sua nascita.

Ed è rischiarata da una luce salvifica l’immagine della Sacra Famiglia.

La cappella è arricchita dagli intarsi di Giuseppe Carlone, nella chiesa c’è una legenda che spiega come questo altare sia impreziosito da corniola, ametista, diaspro rosso e lapislazzuli, alla base della grande Croce c’è un calvario di pirite e due magnifici angeli reggono con grazia l’altare.

È un presepe genovese in una delle più belle chiese della Superba e potete ammirarlo in ogni periodo dell’anno.
È l’opera di un valente pittore che giunse a Genova molti anni fa.

Il Presepe di San Bartolomeo di Staglieno

Nel tempo che precede il Natale si rinnova una tradizione cara a tutti noi, la visita ai presepi artistici è sempre motivo di ammirata emozione.
Ed oggi vi porto a scoprire un presepe particolarmente suggestivo, viene allestito nell’Oratorio di San Bartolomeo di Staglieno, una chiesa dove potrete ammirare anche un raffinato risseu ligure.

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Io ho veduto questo presepe all’inizio di Gennaio, ho tenuto da parte le immagini per proporvele in queste festività, quest’anno potrete visitare questa splendida rappresentazione della Natività a partire dal 24 Dicembre.

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Un presepe è sempre un piccolo mondo e ci sono diverse maniere di narrarlo.
Qui, sulle alture di Genova, troverete statuine preziose, alcuni di questi pezzi sono attribuiti ad artisti della Scuola del Maragliano, celebrato scultore genovese vissuto tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.

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Uomini e donne dagli sguardi reali ed espressivi.

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E abiti riccamente rifiniti di ori e di trine dorate.

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Appoggiato alla parete un grande Crocifisso processionale, ai suoi piedi l’allestimento del presepe.

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Ogni statuina è curata nei minimi dettagli.

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E ci sono i soldati con gli elmi luccicanti, i loro cavalli hanno ricche bardature.

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Certi destrieri poi paiono quasi inquieti, non manca a questo presepe una particolare vivezza e vi si ritrova un certo senso del movimento.

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Il mondo piccolo del presepe ha i suoi personaggi consueti e le creature di Dio che accompagnano la vita degli uomini.

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E colpisce la raffinata bellezza di certi abiti candidi e preziosi.

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Il figlio di Dio viene al mondo in un piccolo borgo dove alcuni sono intenti nel proprio lavoro, il panorama rammenta proprio le alture genovesi.

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Chiacchierano le donne, i loro sguardi eloquenti paiono svelare stupore e meraviglia.

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Un piccolo universo che accoglie così la nascita di Gesù.

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Siamo tutti uguali davanti ai Suoi occhi, così in ogni presepe ci sono figure immancabili che rappresentano la varietà del mondo: tutti gli uomini sono diversi eppure tutti sono uguali davanti a Dio.
Si cammina, reggendosi a fatica ad un bastone.

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E lo sguardo illuminato dalla speranza cerca la luce di Cristo.
Queste donne indossano tessuti damascati, grembiuli sgargianti, ancora pizzi e rifiniture in passamaneria.

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Il mendicante con la giacca rattoppata chiede la carità.

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E qualcuno avanza lentamente con un asinello carico di pesanti gerle.

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Una fanciulla porta una gonna a fiorellini, i suoi gesti sono pura grazia e la sua figura è armonia di colori.

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E un’altra giovane ha nello sguardo la luce della bontà.

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Poveri e ricchi, nobili e gente comune, tutti uguali davanti alla misericordia del figlio di Dio.

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Sono i volti del Presepe di San Bartolomeo di Staglieno, una preziosità artistica che merita di essere scoperta.

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Un volo di angeli sovrasta la grotta, i Re Magi con i loro ricchi mantelli pregano devoti al cospetto del piccolo Gesù, ai piedi di Lui i doni per la sua nascita.

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Nella luce del Natale, nell’armoniosa bellezza del presepe.

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Il Presepe in ardesia di Traso

Dovrete imboccare la Statale 45, a poca distanza di Genova vi attende un Presepe che davvero merita una visita.
Si trova a Traso di Bargagli, dopo aver percorso la salita che vi conduce lassù il vostro sguardo troverà l’orizzonte delle montagne.

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E là, nell’oratorio accanto alla chiesa, potrete ammirare una suggestiva Natività.

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Il Presepe di Traso è meccanizzato ed è interamente costruito in ardesia, tetti spioventi e casette sono fatti con questa pietra tanto cara ai liguri.

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Ed oltre a ciò ha una singolare caratteristica: il borgo che costituisce lo scenario della nascita di Gesù è straordinariamente popoloso e vivace, davanti alle abitazioni si svolge così la vita di ogni giorno.

Traso (4)

Un mondo dove ognuno ha la propria fatica, la vita ferve e sono diverse le rappresentazioni di botteghe e di antichi mestieri.

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Scroscia l’acqua limpida dalla fontanella.

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E i sarti cuciono con cura ed attenzione davanti al loro banco carico di stoffe.

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Ecco i loro abiti in bella mostra!

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Di fronte alla sua semplice dimora un uomo espone le sue ceste.

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E un altro è in attesa di vendere le sue verdure.

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Guizza il fuoco nel forno di Nanni, si impasta il pane e si preparano dolci e altre delizie.

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Un uomo vende i suoi formaggi.

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E c’è chi invece offre vasi di coccio.

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Si mescola la polenta nel pentolone.

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E la vita scorre attorno alla piccola chiesa contornata di muschi e rocce.

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E c’è una giovane donna con le sue ochette.

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E un vecchio con un cappello calcato sul capo e una pelliccia sulle spalle, c’è una grande cura dei dettagli, in particolare per quanto riguarda gli abiti.

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Instancabili contadini che non temono la fatica tagliano la legna.

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Una tenda scostata, una scopa appoggiata al muro, un frammento di quotidiano che si intravede.

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Non manca la cava d’ardesia ed il lavoro è ininterrotto.

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E poi guardate dentro a quelle casette, vedrete una cucina, la stufa e le credenze, seggioline minuscole e pentole di rame appese alle pareti, tendine leziose e utensili.

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E una tavola imbandita, un cane accoccolato sul tappeto e una donna seduta.

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Un mondo nel mondo, tra le casette di questo paesino immaginato che diviene reale.

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Non manca lo speziale con le sue bottiglie e i suoi rimedi medicamentosi.

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Scorre l’acqua, scende giù e lei è intenta a lavare i suoi panni.

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E prima giorno e poi è notte, si accendono le luci nelle piccole casette.

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Un riflesso accarezza i muri e i tetti di ardesia, ammantando ogni angolo di un tiepido chiarore.

Traso (27)

Un presepe significativo, amorevolmente allestito dagli abitanti di Traso, un presepe che è anche solidarietà, le offerte lasciate dai visitatori sono destinate all’Ospedale Gaslini.
Andate a vederlo, sono certa che vi incanterà, c’è ancora tempo per poterlo fare e come potete leggere nel cartello qua sotto c’è anche la possibilità di visitarlo al di fuori degli orari previsti contattando i numeri indicati.

Traso

Vi perderete per le viuzze di questo paesino dove tutto è così semplice e così vero.

Traso (28)

Tra quelle luci e tra quelle casette il mondo accoglie il Figlio di Dio.

Traso (29)

Il Presepe della Chiesa di San Sisto

In questo periodo dell’anno non può certo mancare una visita alla Chiesa di San Sisto, ho già avuto modo di narrarvi le sue tante storie, mi piace ricordarvele ancora perché questo luogo fa parte dell’antica storia di questa città, qui trovate il mio post dedicato a San Sisto.
Torno sempre volentieri in questa piccola chiesa stretta tra le case di Prè, nel cuore della città vecchia.

Via Prè (2)

San Sisto (1)

E chiaro e luminoso il Natale di San Sisto.

San Sisto (2)

E c’è un abete decorato con le luci e le palline colorate, è proprio l’albero che piace ai più piccini.

San Sisto (3)

Qui troverete una cappella per una bambina speciale e non potete venire a San Sisto senza portarle un saluto: è Maria Bambina e questa sua statua il giorno 8 Settembre viene condotta in processione  tra la gente dei caruggi, questa è una tradizione sentita e molto commovente.

San Sisto (4)

Il Natale a San Sisto si celebra anche con un presepe semplice ma molto suggestivo.

San Sisto (5)

E poco distanti ci sono certi angeli  in perfetta armonia con la Natività.

San Sisto (6)

Sono entrata in chiesa e ho avuto la fortuna di incontrare Don Rinaldo che mi ha spiegato perché il presepe della chiesa di cui lui è parroco viene allestito in tale maniera, come potete notare è come diviso in due sezioni.
Il Bambino che nasce, mi ha detto Don Rinaldo, è Colui che poi morirà sulla croce, la sua parole e il suo messaggio vengono poi portati nel mondo proprio dai Santi.

San Sisto (7)

Così in questa rappresentazione della Natività in preghiera davanti alla Sacra Famiglia e in attesa della nascita di Gesù trovate San Francesco d’Assisi.

San Sisto (8)

E poi Sant’Antonio Abate.

San Sisto (9)

Sullo sfondo la croce e Santa Teresa del Bambin Gesù e Don Bosco.

San Sisto (10)

Così avviene la venuta al mondo del Figlio di Dio, tra i Santi.

San Sisto (11)

Sotto a questo cielo e sotto a questi colori tenui e delicati; è sempre una gioia tornare in questa chiesetta dei vicoli, se non la conoscete vi invito davvero a scoprirla.

San Sisto (12)

E poi, sapete, mi è anche capitata una cosa bellissima.
Uscita da lì ho continuato la mia passeggiata in Via Prè.
Poco lontano, in corrispondenza di Piazza Statuto, c’è una statua della Madonna Regina di Genova posta al di là di un vetro.
E c’era il sole, c’erano le nuvole, c’era uno stupefacente riflesso.
Così Maria per qualche istante è rimasta avvolta in quella evanescenza di cielo e nuvole chiare.
Un incanto di luce, in questi giorni così vicini a Natale.

Via Prè

Il Presepe della Chiesa del Gesù

C’è un presepe, a Genova, che è un’opera di talento e di indicibile armonia, si trova in una chiesa ricca di tesori, la chiesa del Gesù.

Chiesa del Gesù (2)

Qui, camminando lungo le navate, il vostro sguardo incontrerà dipinti di pregio, tra le altre vi sono opere di Guido Reni e di Lorenzo De Ferrari.
Qui i vostri occhi vedranno i tratti geniali tracciati dalla mano di Pieter Paul Rubens, la Chiesa del Gesù è un luogo colmo di bellezze.

Chiesa del Gesù (3)

E c’è una cappella con un dipinto di Simon Vouet che ritrae un Crocifisso.

Chiesa del Gesù (4)

Ai piedi di Gesù un altare, scolpita nel marmo ammirerete una suggestiva Natività.
Si legge che questo presepe fu per lungo tempo attribuito a Tommaso Carlone ma in seguito venne riconosciuto come opera dello scultore Tommaso Orsolino, artista vissuto nel ‘600.

Chiesa del Gesù (5)

E se osservate i dettagli vedrete che in questo presepe non manca davvero nulla, lo scultore ha ricreato lo scenario perfetto.
E là, in lontananza, alberi e un panorama distante, un giovane pastorello si avvicina verso il luogo dove è nato il Figlio di Dio.

Chiesa del Gesù (6)

A Gesù portano doni, Lo salutano anche le creature della terra e del cielo, c’è un uccellino posato su un ramo.

Chiesa del Gesù (7)

Dolci e gentili sono i tratti di Maria.

Chiesa del Gesù (8)

E sono due angeli maestosi a reggere l’altare.

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E ancora un pastore in cammino, reca con sé una delle sue pecorelle.

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Le mani incrociate sul petto, lo sguardo umile e devoto, un uomo è in ginocchio davanti al Redentore.

Chiesa del Gesù (11)

E c’è un angelo che sovrasta la culla di questo Bambino venuto al mondo per la salvezza del mondo.

Chiesa del Gesù (12)

Inizia così il cammino terreno del Cristo, tra il bue e l’asinello.

Chiesa del Gesù (13)

E il marmo chiaro risplende della luce mistica della Natività.

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