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Posts Tagged ‘Primavera’

Una primavera tutta rosa ed è iniziata così, con piccoli odorosi indizi pronti a sbocciare al sole.

Il cielo azzurro, il mare calmo e la dolcezza della vita che si rinnova.

E poi i petali si sono aperti mostrando la loro delicata bellezza.

E ancora alberi, alberi che sovrastano le strade che percorriamo, sono preziosi gli alberi di città.

Un cielo capriccioso e chiaro di nuvole e ancora rosa, leggero e romantico.

Sfumature confetto, lievità di una stagione nuova.

Fragili, piccoli fiori, sottili ramoscelli tenaci.

Sospesi nel calore del sole anche nei miei caruggi.

Una primavera tutta rosa, un tempo dai colori sempre più intensi.
Nei giardini, nei viali, ovunque sbocci e fiorisca la vita, secondo i ritmi della natura.

Una primavera tutta rosa: inizia piano, quasi timida, poi si lascia andare, libera e vivace.
Attorno a noi, regalando armonia ai nostri sguardi, donando ulteriore bellezza alle nostre giornate.

Benvenuta primavera, con le tue dolci sfumature di rosa.

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Si avvicina il tempo del clima dolce, la stagione delle gite e delle giornate all’aria aperta, oggi così vorrei proporvi alcune iniziative che si terranno nella mia bellissima Fontanigorda in questa primavera.
Lassù, tra il verde rigoglioso della Val Trebbia, tornano gli eventi sportivi che saranno la gioia di tutti coloro che amano i boschi e il contatto con la natura.

Nello scenario incantevole del Bosco delle Fate si terrà infatti una gara di orienteering e cioè una competizione di orientamento nei boschi, disciplina sportiva che annovera molti appassionati.
Già nel 2013 in Val Trebbia si svolse una parte della 5 Giorni degli Appennini, in quell’occasione vennero sportivi da ogni parte d’Europa.

A Fontanigorda il 17 Aprile prossimo si svolgerà il Campionato Regionale Ligure Le Fate al quale parteciperà una delegazione di atleti svizzeri.
Potrete prendere parte alla gara oppure aderire agli altri appuntamenti previsti nei periodi precedenti, sono belle occasioni di divertimento anche per i principianti, si tratta infatti di due giornate di sport all’aria aperta accessibili praticamente a tutti, si possono iscrivere adulti e ragazzi a partire dalla Prima Media.
Le due giornate di backstage si terranno il 25 Marzo e il 15 Aprile e si svolgeranno con la finalità di avvicinare anche gli inesperti all’orienteering.

Mentre sui prati fiorisce la primavera e sbocciano le primule.

Alla scoperta dei boschi, un’avventura entusiasmante e rigenerante, due giornate trascorse all’insegna del benessere e dello sport.

Questa è la locandina con gli orari, per le due giornate di “backstage” la quota di partecipazione e di € 10.00, che potranno essere versati direttamente in loco, previa conferma della vostra presenza via email, questa cifra comprende l’attività, le cartine, il tesseramento FISO e la relativa assicurazione.
Per la partecipazione alla gara del 17 Aprile come agonisti occorre dare la propria adesione entro il 13 Aprile, gli esordienti invece potranno iscriversi direttamente in sede di gara, tuttavia vi consiglio di contattare i recapiti indicati dove vi sarà spiegato cosa occorre per aderire, naturalmente è necessario produrre un certificato medico e per i minori serve il consenso scritto dei genitori.

E poi, a tutto questo si combinano le attività collaterali che faranno da cornice alle iniziative.
Troverete aperto il nostro amato chioschetto al Bosco delle Fate.

E il 15, 16 e 17 Aprile sulla Piazza della Chiesa ci sarà il tradizionale Mercatino di Pasqua, mentre nel giorno della gara sarà possibile pranzare con le delizie di Maurizio della Bitega di Ravan, un pasto completo incluso il dolce, il tutto per 10 Euro, sicuramente anche gli altri negozi del paese saranno aperti.
Così inizia la stagione del sole nella mia Fontanigorda.

E poi magari tra di voi ci sono anche gitanti pigri che desiderano soltanto concedersi il meritato relax.
Ebbene, in Val Trebbia c’è posto per tutti, ognuno può scegliere ciò che preferisce.

Può essere un’occasione per scoprire la natura e la sua bellezza, per respirare l’aria pulita della valle, per trascorrere una giornata diversa.
Lassù, nella mia amatissima Fontanigorda.

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L’altro giorno scendendo verso il centro sono passata dal Carmine, ormai lo sapete, è una delle mie passeggiate preferite.
E così l’ho veduto, l’albero con i suoi rami carichi di fiori rosa si stagliava tra le case di Salita di Carbonara.
Qui, al Carmine, in questo fazzoletto di Genova dove il verde non manca, qui dove abita un grande melograno e un giuggiolo dalla storia centenaria, come natura vuole ognuno di essi ha la propria stagione.

Marzo di cielo di turchese e di rami generosi.

Il re di questo giardino è un pruno, in questi giorni sembra nel pieno della sua fioritura.

Bellezza vera, splendore di rosa.

Con i suoi rami protesi verso il cielo azzurro.

E poi, salendo verso San Bartolomeo dell’Olivella dove hanno casa gli ulivi ho trovato ancora fiori dalle tinte tenui, davanti a una finestra.

E corolle color del sole sopra una grondaia.

Pianticelle, foglie e panni stesi.

E fresie candide e profumate che si affacciano sulla creuza.

Ancora non è primavera ma al Carmine già ci sono i suoi colori e i suoi profumi.

Restano chiusi gli ombrelloni dalle tinte vivaci, presto verranno aperti per donare piacevole ombra.

E poi, qui, dove cammino sempre volentieri.
Una bamboletta, un cestino e altre sfumature di rosa.

Fanno capolino i rami spogli del giuggiolo.
E il cielo è così blu, sa essere così semplice e immediata la bellezza, naturale e viva.

Torno, torno sempre in Piazza della Giuggiola e ritrovo la consueta sinfonia di Genova.
Una Madonnetta, fili da stendere, una piazzetta che amo particolarmente.

E la pura freschezza degli agrumi.

A marzo, qui, limoni e panni stesi.

E ancora fiorellini e vasetti di coccio.

Non è ancora primavera ma si attende il suo arrivo con garbo, preparandole lo scenario, contribuendo a rendere questi luoghi ancor più incantevoli.

Siamo noi a dover portare un pizzico di fatata magia nelle nostre vite, secondo me certi sanno farlo meglio di altri.

Qui, a marzo, quando manca davvero poco alla stagione dei fiori: la si aspetta, seduti ad un tavolino in un giorno di sole, in Piazza del Carmine.

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Facciamo un passo indietro, al mese di dicembre dell’anno 2013.
Freddo pungente, attese e lo spasmodico desiderio di garantirsi una certa comodità, chiacchierando con il vicino di sedia o forse sfogliando un giornale.

Sedie

Il tempo scorre, giunge una stagione nuova.
Pensare, pensare, pensare.
In perfetta solitudine, al riparo.

Sedia

E poi ancora, il tempo scivola via, si affaccia la gioiosa estate.
Un angolino verde, verrebbe da dire.
Un luogo accogliente e confortevole, c’è persino il tavolo, che altro desiderare di più?
Ci vorrebbe un servizio bar, forse.

Sedie

Giorni, settimane e mesi.
E si giunge a questo periodo di primavera, su un certo cancello sbocciano i colori del sole.

Fiori

Armonia e contrasti.
Una poltroncina da ufficio decisamente vintage e al lato opposto una diversa sfumatura di giallo, in gradazione con i fiori.
Cose che si vedono aspettando l’autobus.

Sedie

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Maggio, tempo di rose, tempo di ritornare in un luogo dove la regina dei fiori trionfa in tutto il suo splendore.
Nel roseto dei Frati Carmelitani in Piazza di Sant’Anna maggio è odoroso e prodigo di bellezza.

Rose (2)

Di bianco e di rosso, in una giornata tersa.

Rose (3)

E questa meraviglia diviene incantevole scenario, sullo sfondo il convento dei frati dove trovate anche la celebre farmacia nota per le sue preparazioni basate su antiche ricette.

Rose (4)

La primavera è un’esplosione di colori e cielo blu intenso.

Rose (5)

E nel tempo delle rose nell’aria si spandono dolcissimi profumi.

Rose (6)

E naturalmente qui troverete il mio amico Frate Ezio.
Preciso che non si tratta di un frate motociclista, il casco appartiene a me: una momentanea distrazione ed io ho prontamente colto l’attimo per scattare questa foto.

Frate Ezio

Rose che si coprono l’una con l’altra, rami carichi di boccioli e di piccole foglioline lisce.

Rose (7)

Aperte al sole, gialle come il sole.

Rose (8)

Rose di seta e di velluto, dai petali intinti nei colori dell’universo.

Rose (9)

Chiare, candide ed eteree.

Rose (9a)

Ognuna è portatrice di una diversa bellezza.

Rose (10)

E non ero la sola a fotografarle, anche Frate Ezio si dava da fare.

Frate Ezio (2)

Ogni rosa che sboccia rappresenta la vita che eternamente rinasce.

Rose (11)

Gli abitanti di queste case che si affacciano sul roseto sono fortunati, in questo periodo possono godere di uno spettacolo incomparabile.

Rose (12)

Sul verde prato c’era una scaletta appoggiata ad un albero di agrumi.

Agrumi

Questi rami generosi sono carichi di frutti succosi.

Agrumi (2)

E poi ho pensato di sedermi per terra per scattare qualche foto da un’altra prospettiva.
Ehi, cosa vedo tra l’erba?
Rosse e dolci fragoline, meraviglia vera!

Fragola

E tutto attorno un continuo cianciare di passeri e merli mentre le api passavano di fiore in fiore.

Rose (13)

Sì, c’era un certo andirivieni sulle rose dei frati!

Rose (15)

E non saprei dirvi se esista una rosa più bella dell’altra, ognuna di esse è un dono inestimabile.

Rose (16)

Rosso vivido, colore della passione.

Rose (17)

Ancora bianco, il candore della purezza.

Rose (18)

Rose sfacciate e impertinenti, si schiudono sotto i raggi del sole.

Rose (19)

Semplici perfezioni del creato.

Rose (20)

Questo è il tempo del loro fulgore, se lo desiderate anche voi potrete passeggiare in questa lussureggiante primavera che si trova in Piazza Sant’Anna e se già non lo conoscete potrebbe essere un’ottima occasione per incontrare Frate Ezio, avrete un nuovo amico sincero e prezioso.

Frate Ezio (3)

Saluto così il tempo delle rose dal profumo delicato.

Rose (21)

Sotto il cielo limpido di Genova, nel roseto dei Frati Carmelitani di Sant’Anna.

Rose (22)

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Esaltare la bellezza di un luogo, farlo divenire ancor più piacevole ed accogliente grazie ad un’idea creativa e geniale: con il mese di maggio su iniziativa dell’Unione Operatori Economici di Via Luccoli ritorna l’appuntamento di Via Luccoli in Fiore, il mercato di piante e fiori del Vivaio Sempreverde di Borzoli.
E così una della strade più amate dei nostri caruggi si veste di tutte le sfumature della vita.

Via Luccoli

Quest’anno i commercianti della via hanno saputo far risaltare al meglio gli splendori di Luccoli, sono passata sabato scorso e sono rimasta letteralmente incantata.
Fioriture colorate dove un tempo zampillava acqua cristallina.

Via Luccoli (3)

Via Luccoli (4)

E una maniera diversa di vivere la città.
Cappelli di paglia, ombrelli e gerani.

Via Luccoli (5)

Romanzi, poesie e fiori rosa.

Via Luccoli (6)

Il candore di certi petali.

Via Luccoli (7)

E la vetusta bellezza dei portali di Genova.

Via Luccoli (8)

Non c’è pianta che non trovi la sua giusta collocazione nella città vecchia.

Via Luccoli (9)

E ancora vasetti appesi accanto ai citofoni.

Via Luccoli (10)

E le piazzette erano tutte invase dagli sgargianti colori della primavera.

Via Luccoli (10a)

Via Luccoli (12)

Rose profumate lungo il cammino.

Via Luccoli (13)

Sfumature di una stagione che nasce e prospettive di caruggi.

Via Luccoli (14)

Un’armonia alla quale ti abitui in fretta, siamo fatti per vivere immersi nella bellezza.

Via Luccoli (15)

Un vasetto su ogni battente.

Via Luccoli (16)

E un tralcio di rose bianche che si protende verso la via.

Via Luccoli (17)

La moda della tradizione genovese, l’abbigliamento sportivo e poi piccole cassette, ancora piante e profumi di maggio.

Via Luccoli (18)

La bellezza si svela nei dettagli più semplici che si sposano ad architetture di pregio.

Via Luccoli (19)

La bellezza gioiosa, impertinente e vitale.

Via Luccoli (20)

Profumo di tè e di fiori destinati ai giardini e ai davanzali dei genovesi.

Via Luccoli (21)

Antiche case, fragranza di erbe aromatiche ed edicole sacre.

Via Luccoli (22)

Nella via che un tempo era rigogliosa e verde, Via Luccoli deriva il suo toponimo dal latino luculus e questa parola significa boschetto.
E ancora può essere così, in qualche maniera.

Via Luccoli (23)

E poi capi di abbigliamento e alberelli d’agrumi.

Via Luccoli (24)

E piccoli succosi kumquat e il momento della merenda, un gelato con panna ci sta a meraviglia!

Via Luccoli (25)

Una magia bella che si ripeterà, le prossime giornate si terranno il 21 e il 28 Maggio, sotto il cielo turchese di Genova.

Via Luccoli (26)

La bellezza è necessaria, è una componente importante della nostra felicità e saperla vedere a volte è un dono.
A volte però la bellezza è sfacciata, briosa e così evidente.

Via Luccoli (27)

È un ramo di bouganvillea, un incontro di curve perfette.

Via Luccoli (28)

È un’ortensia bianca come la neve, pura e generosa di quella magnificenza che sa rendere più dolci le nostre giornate.
In un giorno di primavera, in Via Luccoli.

Via Luccoli (29)

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La primavera avanza e con mia grande gioia in questi giorni incontro spesso simpatici amici, per lo più si tratta di vicini di casa ai quali dedico volentieri questo mio spazio.
Eccola, guardinga e attentissima, proprio lei, la ghiandaia!

Ghiandaia (2)

Per la cronaca, la signora in questione non si scomoda a vuoto, la ghiandaia ha sempre delle mire precise.

Ghiandaia (3)

E una volta che si è assicurata l’ambito bottino si mette a distanza di sicurezza per non farselo soffiare.

Ghiandaia

Qua attorno alcuni abitano ai piani alti, chissà che vista da lassù!

Gazze

E mi sa che dovrò tornare a dare un’occhiata a quell’albero.
Stai a vedere che le due gazze hanno messo su famiglia e io non ne so niente? Decisamente è il caso di accertarsene.

Gazze (2)

Ci sono poi i piccoletti, morbidi, soffici e tenerissimi.

Pettirosso

Un uccellino ciccione, proprio come piace a me.

Pettirosso (2)

E poi, come sempre, al Porto Antico, taluni si aggiudicano le panchine migliori.

Passero (2)

Niente, ha deciso che quello era il suo il posto e lì è rimasto.

Passero

E poi insomma, lo sapete, io ho un debole per questi tipetti, da sempre.

Passero (3)

E tra tutti loro il premio per la posa migliore oggi lo assegno a un fierissimo merlo, se ne stava lassù, su un filo e la sua figura si stagliava nell’azzurro.
E devo dirvelo, il particolare l’ho notato solo in seguito: ho guardato la fotografia ho visto la striscia bianca dell’aereo che solcava il cielo.
Geometrie di primavera, nel cielo di Genova.

Merlo

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Questo è il suo tempo, è la stagione dell’odoroso glicine che sboccia e fiorisce lungo le strade di Circonvallazione a Monte.
Si veste di sole il grande glicine che adorna un giardino di Via Piaggio mentre il ciliegio giapponese si protende verso l’azzurro.

Via Piaggio

Questo è un antico albero, il suo profumo ha deliziato generazioni di genovesi.

Via Piaggio (5)

Via Piaggio (3)

Ha veduto vite e storie, sovrasta anche noi che camminiamo sotto ai suoi rami.

Via Piaggio (4)

Più oltre, salendo in Via Domenico Chiodo, il glicine diviene cornice di un panorama marino.

Via Domenico Chiodo (1)

Generoso e prodigo, così è certa bellezza che ci viene semplicemente donata.

Via Domenico Chiodo (2)

E ancora, altrove i suoi dolci fiori si mescolano al verde delle foglie e al rosa dell’albero di Giuda.

Via Domenico Chiodo (3)

A breve distanza si può imboccare Salita Bachernia, il tratto superiore di questa lunga creuza vi condurrà ancora più in alto, verso le mura.

Salita Bachernia (2)

Questo è il tempo della bellezza che si svela in ogni luogo.

Salita Bachernia (3)

Il glicine che fiorisce sulla mattonata ricopre il muraglione e tra le case, in lontananza, vedi la Lanterna.

Salita Bachernia (4)

Scendi, gradino dopo gradino, ti accompagnerà un fresco profumo sublime.

Salita Bachernia (5)

E poi, voltati indietro, verso l’albero maestoso che si staglia contro l’azzurro.

Salita Bachernia (6)

Salita Bachernia è lunga e tortuosa, si snoda tra le case e come spesso accade a Genova ha le sue faticose pendenze.

Salita Bachernia (7)

E se non l’hai mai percorsa non sai cosa potrebbe celarsi dietro a certe curve, sono così le creuze, a loro modo sorprendenti.

Salita Bachernia (8)

Il sole le attraversa e la luce rimbalza sulle pietre.

Salita Bachernia (9)

Il muraglione, le case, le imposte chiuse.

Salita Bachernia (12)

E un percorso sinuoso che si perde nell’ombra.

Salita Bachernia (10)

Laggiù tetti, campanili, ardesie e il confine del mare.

Salita Bachernia (11)

Salita Bachernia termina nella suggestiva Piazza Sant’Anna e in questa stagione qui vi accolgono altri colori.

Piazza Sant'Anna

Questo è il tempo degli profumi deliziosi e dei petali che cadono sui gradini.

Salita Bachernia (13)

Fiori gentili fluttuano nell’aria e poi si posano a terra.

Piazza Sant'Anna (2)

Tra rosa e turchese, in questi giorni di primavera.

Piazza Sant'Anna (3)

Nel tempo del glicine che accarezza le creuze.

Via Domenico Chiodo (4)

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C’era un tempo, nel ponente cittadino, un luogo prediletto dai genovesi per la villeggiatura.
Le strade e le città mutano, il progresso in molti casi ha stravolto la fisionomia di certi quartieri e ha dato loro un diverso assetto: non andiamo più a fare i bagni a Cornigliano, tuttavia nelle sue strade ci sono ancora ville che testimoniano il fasto e le usanze di anni passati.
Una di queste dimore è Villa Spinola Dufour che fu costruita nel ‘400, apparteneva in origine agli Spinola e divenne in seguito della famiglia Dufour, qui per diverso tempo vissero alcuni di loro.
Oggi la villa è ancora della famiglia e fa parte di Ascovil, l’ Associazione delle Ville Storiche di Cornigliano, come potete leggere sul sito è location per eventi, ricevimenti e matrimoni.

Villa Spinola Dufour (2)

Da parecchio desideravo visitarla e ho pensato di farlo in compagnia di persone speciali: con me è venuta Raffaella, la proprietaria dell’appassionante diario di Francesco Dufour, autore delle pagine che spesso avete letto su questo blog.
E inoltre ho avuto il privilegio di visitare questo luogo con lo zio di lei, l’Ingegner Lorenzo Dufour, lui con i suoi splendidi 92 anni ha seguito il filo dei ricordi nella casa di famiglia e dei suoi anni d’infanzia.
Nella villa che non vedeva da diverso tempo, in questo giardino dove fiorisce la primavera.

Villa Spinola Dufour (3)

Curato con dedizione ed amorevole affetto.

Villa Spinola Dufour (4)

Un’oasi di verde, tra i rami cinguettava un cardellino.

Villa Spinola Dufour (5)

E nelle aiuole si aprono i tulipani.

Villa Spinola Dufour (6)

Il limone è carico dei suoi frutti.

Villa Spinola Dufour (7)

E i rododendri si spalancano al sole.

Villa Spinola Dufour (8)

Tra gli alberi la torretta, in altre epoche la minaccia arrivava dal mare e bisognava difendersi dagli assalti dei temibili saraceni.

Villa Spinola Dufour (9)

Il vialetto gira intorno all’edificio, si cammina accanto alle bordure di fiori.

Villa Spinola Dufour (10)

Villa Spinola Dufour (11)

Tra la terra e il cielo chiaro di questa stagione.

Villa Spinola Dufour (12)

E questa è la villa, in tutto il suo splendore.

Villa Spinola Dufour (13)

E la primavera fiorisce anche sulle grate immaginarie e sulla finestra dipinta sulla facciata.

Villa Spinola Dufour (14)

Villa Spinola Dufour (15)

Qui c’è un cancello, questo è l’accesso da Via Tonale.

Villa Spinola Dufour (16)

Sapete, a volte accadono cose belle in maniera inaspettata.
Non ho potuto conoscere Francesco Dufour, autore del diario che avete letto su queste pagine, ma talvolta ho quasi l’impressione di aver incontrato tutti coloro che sono ritratti in quelle sue belle memorie, tutti loro sono diventati reali.
Ad esempio ho un moto di spontanea simpatia per la zia Amalia, forse rammenterete il memorabile aneddoto sull’arrosto, se non lo avete letto lo trovate qui, so che vi strapperà un sorriso.
La villa che visiteremo insieme era parte di un più ampio complesso comprendente due edifici: nella foto sottostante è il palazzo sulla destra, mentre l’edificio rosso sulla sinistra era invece la casa della Zia Amalia.
Lei la lasciò in eredità alla chiesa e adesso lì c’è un oratorio.

Villa Spinola Dufour (17)

E su queste dimore ritengo giusto leggere le righe scritte da Francesco Dufour nel suo diario:

“Al tempo della mia infanzia i Dufour possedevano una larga parte di Cornigliano dal lato di ponente.
Sotto i due palazzi nostri si estendevano i due giardini, il parco dello zio Gustavo e il magnifico giardino barocco della nonna.
Sotto i giardini c’era la “villa” nel senso genovese del termine, cioè gli orti.
Due tunnel passavano sotto alla strada e, al di là, si arrivava quasi al mare.”

Cornigliano

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Le righe che seguono si riferiscono alla casa della Zia Amalia, così come le quattro foto successive:

“Quando ero bambino andavamo in estate a Cornigliano, a casa della nonna.
Era un palazzo con uno sterminato salone da ballo, la cui volta arrivava al tetto, così la sala da pranzo.
Il giardino era all’italiana, pieno di statue, peschiere, grotte, ninfei e gazebo.”

Villa Spinola Dufour (19a)

Purtroppo quelle bellezze sono andate perdute e vivono solo nella memoria.

Villa Spinola Dufour

C’è ancora, forte e alto, l’albero di canfora, il Dottor Lorenzo Dufour se lo ricorda bene, mentre camminavano in quel luogo affollato dai bambini del quartiere lui è ritornato al tempo dei suoi giorni d’infanzia.

Villa Spinola Dufour (18)

E sapete, il Dottor Dufour aveva con sé un prezioso album di antiche foto, sono immagini del 1900.
Si vedono bambini di un altro tempo, sorridenti e felici, le femminucce hanno abiti con grandi fiocchi e scarpette vezzose.
E dietro di loro ci sono le balie, giovani donne che erano parte integrante della grande famiglia.
Quei bambini sono i piccoli Dufour di un altro secolo, seduti per terra, proprio su questi ciottoli che ancora calpestiamo.

Villa Spinola Dufour (19)

Così è la vita, ti riporta sempre nei luoghi che ti appartengono e che fanno parte del tuo cammino e visitare questi posti con una persona che li ha vissuti così intensamente è una bella emozione.
Anche voi potrete scoprire Villa Spinola Dufour, in occasione delle prossime Giornate dei Rolli le ville di Cornigliano si apriranno al pubblico.

Villa Spinola Dufour (20)

E così camminerete in questo giardino dalla lunga storia.

Villa Spinola Dufour (21)

Io vi lascio qui, davanti a Villa Spinola Dufour.
Apriremo insieme quel portone ed entreremo in quelle stanze, vi mostrerò i saloni e altre meraviglie di una superba dimora genovese.

Villa Spinola Dufour (22)

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C’era una volta, in un tempo lontano, un luogo noto come boschetto, questo è il significato della parola latina luculus dalla quale deriva il nome di una celebre strada della città vecchia.
E il bosco sacro dell’antichità in un giorno di maggio venne trasformato in un giardino ricco di fiori profumati ed odorosi.

Via Luccoli (2)

E’ quello che accaduto lo scorso sabato, Via Luccoli in fiore è un’iniziativa dell’Unione Operatori Economici di Via Luccoli che hanno invitato i proprietari di due vivai genovesi ad esporre le loro piante lungo la via e nelle piazzette.
La parte superiore di Luccoli era a disposizione del Vivaio Sempreverde e la parte inferiore è stata invece concessa al Nuovo Garden di Diego e Mirko, entrambi hanno la loro sede Borzoli.

Via Luccoli (3)

Qui eravamo in attesa del Giro d’Italia e davanti alla libreria L’Amico Ritrovato c’era  pure una piccola bici da bimbi!

Via Luccoli

Via Luccoli in fiore, una gioia per gli occhi, ho così  deciso di parlare a nome di tutti i genovesi in quanto sono certa che tutti loro siano d’accordo con me.
Vorrei dire che noi di Genova amiamo molto le piante appese accanto le vetrine.

Via Luccoli (4)

E ci piace vedere la primavera fiorire tra i caruggi.

Via Luccoli (5)

E siamo felici di trovare i gradini ingombri di piantine e i vasetti che pendono sulle inferriate dei cancelli.

Via Luccoli (6)

Via Luccoli (7)

E che bellezza i fiori colorati appesi ai lampioni!

Via Luccoli (8)

E poi tutti ci siamo fermati al mercatino, c’era chi comprava i gerani per il balcone o un alberello di limone per il giardino, qualcuno invece ha scelto le piante aromatiche da mettere sul davanzale.

Via Luccoli (9)

Caruggi in fiore, tutti noi vorremmo che fossero sempre così.

Via Luccoli (10)

Tra luce e ombra sbocciavano generose le rose gialle.

Via Luccoli (11)

Questa antica via è molto amata dai genovesi e passeggiare in mezzo ai fiori è ancor più bello, sono certa che tutti la pensino come me!

Via Luccoli (12)

E c’erano rose dalle sfumature delicate.

Via Luccoli (15)

E poi ancora rose, rose rosse e cristalli luccicanti.

Via Luccoli (13)

Scendi, mentre la strada dolcemente curva verso Soziglia.

Via Luccoli (14)

E sì, a noi piace trovare ortensie celesti nei vicoli.

Via Luccoli (16)

E tavolini colorati con le piante in esposizione.

Via Luccoli (17)

Genova offre così tante suggestioni e lo splendore dei fiori  non può che valorizzarle.

Via Luccoli (18)

Così io ho fatto su e giù due o tre volte, è così che dovrebbero essere tutti i caruggi del centro storico, sempre.

Via Luccoli (19)

E poi c’erano i vasi appesi sopra gli ingressi dei negozi.

Via Luccoli (20)

Via Luccoli (21)

E tavolini, cassette ricolme di piantine in boccio, un’esplosione di sfumature di primavera.

Via Luccoli (23)

Un’idea tanto semplice quanto vincente: i vivaisti hanno potuto esporre le loro piante in un contesto diverso dal solito, i commercianti di Via Luccoli hanno abbellito la strada e i genovesi hanno potuto fare acquisti passeggiando nei vicoli.

Via Luccoli (24)

E mentre camminavo in Via Luccoli sapete che luogo mi è tornato alla mente?
Parigi, l’estate e una stradina trovata per caso, c’erano fiori ovunque, come è accaduto sabato nei vicoli.

Via Luccoli (25)

Finestre di caruggi e fiori.

Via Luccoli (26)

E palazzi antichi e giovani foglioline verdi.

Via Luccoli (27)

Grazie a chi ha regalato a Genova la bellezza che si merita, aspettando ancora Via Luccoli in fiore.

Via Luccoli (28)

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