La neve di marzo

E alla fine è arrivata la neve di marzo e non era sola, qui a Genova si è fatta accompagnare da un vento arrabbiato ancor più potente qui sulle alture.
Poi la neve si è posata sul tetto della chiesa della Madonnetta.

Ed è rimasta per breve tempo candida e intatta, nessuno l’ha calpestata.

L’altra mattina c’erano pochi fiocchi sulla creuza ma la neve con questo vento gelido a diventare ghiaccio davvero ci mette poco.

Poi ancora, di bianco si sono coperte le mie tenere primule.

E una soffice coltre si è posata su certi scalini.

Neve sui tetti spioventi, sulle ringhiere e sui fiori di lavanda.

Neve sulle piante grasse e nei vasi.

E anche sui miei garofani rosa.

E poi, sapete, taluni sono più coraggiosi di altri.
Lo diceva anche De Gregori, ricordate?
Gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più grandi di me.

Altri, invece, sembrano patire il freddo e la potenza implacabile del vento.
Alcuni dei miei narcisi erano completamente abbattuti e così ho pensato di metterli in un vaso e di portarli in casa, almeno per qualche tempo mi regaleranno ancora la loro bellezza.

Mentre cadeva la neve, sull’orizzonte di Genova e sui miei fiori.

Aspettando la primavera

È già nell’aria questo profumo di primavera e la frizzante bellezza di una stagione nuova ed io sono impaziente e mi preparo ad accogliere il tempo dei fiori proprio come si conviene.
Qui, sul terrazzo, ancora sbocciano le viole del pensiero che mi hanno tenuto compagnia per tutto l’inverno.

Allegre, vivaci e coloratissime.

E complice un clima non troppo rigido direi che si sono trovate bene qui con me.

E con gioia vi presento alcuni nuovi arrivi, è tempo di petali setosi e variopinti.

Di nuovi boccioli, di tinte tenui e cielo azzurro.

Ed è stagione di primule delicate e allegre.

Ne ho messe in diversi vasi, siamo qui in trepidante attesa della bella primavera.

Le nuove arrivate sono piuttosto chiacchierine e rumorose, stanno sempre lì a parlottare tra di loro.

E poi ancora, bianco e rosso e certi dondolanti fiorellini.

E alcuni sono brillanti di giallo.

E poi ve l’ho detto che ho un ospite particolare?
Che cavolo ci fa un cavolo tra i fiori?
Non si sa, è un tipo taciturno, non si impiccia delle cose degli altri e sta per i cavoli suoi.

Aspettando la primavera, con questo rosso sgargiante e liscio come velluto.

Aspettando la primavera, in compagnia dei piccoli fiori semplici che donano sempre gioia e allegria.

Crochi e primule, la primavera e la neve

Nel tempo dell’inverno, quando le cime di monti sono ancora coperte di neve.

Fontanigorda

Nel tempo dell’inverno, a Fontanigorda, si affaccia la primavera, è nelle primule che fioriscono senza timidezza, con i loro petali chiari.

Primule

E nella neve i crochi delicati.

Croco

E ancora fiori, su quelle spallette che in giugno sono coperte di fragole rosse.

Fiore

E ovunque i piccoli crochi temerari, sbucano intrepidi là dove la neve si dirada.

Croco (2)

Mentre le primule sbocciano sul bordo dei sentieri.

Primule (2)

Sul bianco chiarore setosi petali viola.
A volte, sai, certa vita ha una forza nascosta, sei tu che non sai comprenderla.

Croco (3)

E intanto il piccolo croco si apre sotto i raggi del sole.

Croco (4)

Così è la vita, conosce maniere misteriose per manifestarsi.

Croco (5)

Si spalancano le primule dove in autunno cadono le castagne.

Primule (3)

Spuntano dalla coltre bianca i teneri bocci chiusi.

Croco (6)

Assetati di luce e calore.

Croco (7)

Così giunge la dolce primavera, in silenzio, mentre l’inverno le cede il passo.

Primule (4)

Un brillante luccichio, uno stelo che pare fragile, la rinascita e un nuovo inizio.

Croco (8)

Sfacciata, allegra e sfrontata, così è la vita, senza paura.

Primule (5)

Nel tempo del divenire, nel tempo che racchiude tutte le stagioni.
Il sole luccicante dell’estate che verrà, le foglie secche e accartocciate d’autunno, la neve dell’inverno che sta per finire e un piccolo fiore coraggioso.
La vita, senza paura.

Croco (9)