Quinto, un lavatoio davanti al mare

Camminando vicino al mare, a Quinto.
In certi giorni il clima invoglia a una lenta pigrizia e vorresti soltanto sederti lì, sui sassi, a guardare l’onda che batte e sempre ritorna.
E l’aria ti scompiglia il capelli e ti accarezza il viso.
Camminando vicino al mare, a Quinto.

Quinto (2)

E non c’è bisogno di cercare il sole tra prospettive impervie e imprendibili, davanti al mare è il sole a trovare te.
Trova te, la scaletta che stai scendendo, le finestre spalancate di fronte all’azzurro, i mattoni rossi della creuza.

Quinto (3)

E soffia il vento amico e regala un gioco di colori, di luci e di ombre.

Quinto (4)

Lì, tra la creuza e la piccola spiaggia, ancora si trova il muto testimone di certe lontane fatiche che non conosciamo più, un lavatoio davanti al mare.

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Chi un tempo visse in questa bella casa certo ne avrà usufruito.
Cesta dei panni, spazzola e sapone e poi un corda da stendere, come ancora accade ai nostri giorni.

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La vasca grande e spaziosa e l’onda che picchia sulla scogliera.

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E l’acqua che scende, le chiacchiere e il vociare delle donne al lavatoio.

Quinto (8)

Si inerpica la creuza, svoltato quell’angolo si gode di una prospettiva che per me narra tutta l’anima di questa terra.

Quinto( 8A)

E il fragore del mare incanta ed ammalia, trascina via con sé anche i pensieri.
Senza tempo, senza fretta, seguendo la melodia delle onde.

Quinto (10)

E seguendo il proprio sguardo che coglie scorci di impagabile bellezza.

Quinto (11) - Copia

Laggiù, davanti al spiaggia di sassi.

Quinto (12)

Dove tutto narra della potenza del sole e del vento, di quelle piante resistenti che crescono lungo la nostra costa di Liguria.

Quinto (13)

Rigogliose, forti, vive, si stagliano contro la linea dell’orizzonte.

Quinto (14)

E l’aria intrisa di salino penetra in ogni fibra, il profumo inebriante dell’abisso resta nella memoria e nell‘anima.

Quinto (7)

E il sole lentamente declina, brilla e luccica sopra le onde, laggiù, dove c’è un lavatoio davanti al mare.

Quinto (16)

Una sola immagine, anima di Liguria

C’era tutto, tutto in una sola immagine.
Un preludio di primavera, turchese accecante, la linea netta dell’orizzonte che si unisce al cielo.
Le note dell’universo che suonano la sinfonia delle onde, il loro continuo frangersi sopra gli scogli e poi rialzarsi e abbattersi ancora sulla distesa di acqua salina.
E un tratto di muretto, una discesa verso il mare.
E il vento, il vento sempre.
Le voci, le parole bisbigliate, le promesse taciute.
E i passi leggeri di una bimba,  cammina accanto a me e mi sfiora appena, poi corre giù a perdifiato verso la spiaggia di sassi.
C’era anche chi percorreva quel cammino al contrario, ogni discesa ripida è anche una salita.
Lei ha molti anni in più e i capelli candidi, la signora sembra inglese, è rimasta a lungo a fissare davanti a quel panorama marino mentre il suo foulard svolazzava all’aria.
E poi è giunto il tempo di rincasare, un gradino dietro l’altro, piano piano.
C’era tutto in una sola immagine.
Una finestra.
C’è chi può osservare il mare da dietro quei vetri.
In ogni stagione, con ogni tempo, quando infuria la tempesta e si scatena il temporale, quando il cielo si accende di lampi mentre il tuono rimbomba minaccioso, quando il sole si adagia sul mare calmo e luccica l’acqua sotto i suoi raggi.
Una magnifica quiete in quell’istante.
E in una sola immagine c’era l’essenza di questa terra di Liguria, la sua anima marinara e semplice, il suo cuore che batte al ritmo delle onde.

Quinto

Profumo di agrumi e cose che si vedono in Via Priaruggia

Ieri era una splendida giornata di sole.
E così sono uscita presto, ero in cerca di qualcosa che intendevo fotografare e ho fatto un giro piuttosto lungo.
E sapete che è successo?
Come spesso mi capita, cercando una cosa ne ho trovata un’altra davvero inattesa della quale ignoravo l’esistenza.
E’ stato un pomeriggio così, ricco di sorprese e un po’ per volta ve le mostrerò, inizio da qui, da ciò che non avrei mai pensato di trovare.
Venite con me, vi porto giù da Via Priaruggia.
Scendo, poi faccio una piccola deviazione, laggiù c’è una mimosa gialla di sole.

Via Priaruggia (2)

E non solo, di fronte ci sono altri alberi generosi di frutti.
E sono agrumi densi di luce.

Via Priaruggia (3)

E rami carichi di limoni.

Via Priaruggia (4)

E voi mi direte: Miss Fletcher, ma questa sorpresa?
Sono i limoni?
No, certo che no, anche quelli li ho trovati per puro caso e allora ho portato qui la loro freschezza.
E poi i rami si intrecciavano a quelli del pompelmo, profumi veri di Mediterraneo.

Via Priaruggia (5)

E poi finestre, lenzuola e panni stesi.

Via Priaruggia (6)

Certo che quei limoni!
Quanti erano, un tripudio di frutti tra le foglie lucide!

Via Priaruggia (7)

Che bellezza gli agrumi, tra le case, sotto il cielo limpido.

Via Priaruggia (8)

E’ tempo di continuare la passeggiata e così si torna in Via Priaruggia, là dove si scende verso il mare.
E ci si ferma proprio lì, sull’angolo.
E sapete, queste non sono le mie zone, è piacevole girare per strade che non frequento spesso.
Ehi, ma che c’è lì?

Via Priaruggia (9)

Una fontanella!
Ma cosa c’è sopra il muro?
Una lapide con una scritta sbiadita.
Cose che si trovano guardandosi intorno e io ormai credo di essere diventata un’attenta osservatrice.

Via Priaruggia (9a)

Le parole che si leggono su quel marmo rimandano ad un altro tempo.
Quella scritta si trovava di solito nei pressi dei vecchi lavatoi e forse qui un tempo non c’era solo la fontanella che possiamo ancora vedere.
Forse c’era un lavatoio utilizzato dalle donne del quartiere?
Cose che si trovano per caso, guardandosi intorno.
E ti resta il desiderio di camminare ancora, di osservare ogni muro, di scendere da ogni creuza e di cercare ancora.
E di trovare altre tracce del nostro passato, altri stupori e altre meraviglie.

Via Priaruggia (10)

E’ SEVERAMENTE VIETATO
ATTINGERE ACQUA PER USI
NON DOMESTICI