Santa Maria di Castello, la sala delle reliquie

Tempo fa il mio amico Gian, mia guida tra le bellezze di Santa Maria di Castello, mi ha proposto di visitare la sala delle reliquie.
Oh che stupore, io non sapevo neppure che ci fosse!
E così, dopo essere salità lassù, sul campanile, sono andata a scoprire questa ulteriore meraviglia.
Non ne avevo mai viste tante tutte assieme e sono davvero rimasta colpita.
Vi sono alcuni pezzi molto preziosi, come il reliquiario del XIV secolo  che raccoglie le ceneri del Battista e fu Jacopo da Varagine a volere che parte di esse fosse conservata qui, oltre che in cattedrale.

Qui si trova anche un frammento della croce.
Va da sé che io e il mio amico ci siamo chiesti quanto dovesse essere grande questa croce, visto che pezzetti del suo legno si trovano un po’ ovunque.
Dubbio condiviso dallo scrittore Mark Twain, che non mancò di ironizzare al riguardo, pertanto siamo in buona compagnia.

Nella sala delle reliquie sono conservate le ossa dei santi.

Alcune sono raccolte insieme ad altre, in questa maniera, ad esempio.

E nelle teche ci sono dei foglietti, con delle scritte, spesso è riportato il nome del Santo al quale appartenevano quelle ossa, oppure ci sono delle frasi che elogiano la persona ed i suoi atti.

So che queste immagini sono un po’ macabre, me ne scuso con voi, ma io sono inesperta, non avevo mai visto nulla di simile, credo che sia interessante mostrarle.
Non so a quali Santi appartengano queste spoglie, ma qui si trova un teschio, abbellito, se così si può dire, con dei fiocchi rosa.

E a quanto pare, c’erano diversi modi di adornare i resti che poi i fedeli avrebbero venerato, ad esempio utilizzando dei fiori.

E decorano i teschi ma anche le ossa.

Sapete, in Santa Maria di Castello queste reliquie occupano un’intera parete, e mi rendo conto che questo post rischia di prendere una deriva vagamente noir, ma questi reperti mi hanno notevolmente impressionato.
Mi colpisce la cura con la quale sono stati conservati, la scelta degli ornamenti riposti nelle teche.
Mi colpisce la distanza tra la nostra cultura attuale e questo mondo, che pure è parte delle nostre tradizioni, del nostro passato.
Penso, immagino e con la fantasia vado a quei giorni, cerco di figurarmi coloro che hanno portato qui le reliquie, forse da terre lontane, penso a chi si fece carico di esporle in quelle teche, così come oggi noi le vediamo.
C’è comunque un filo che unisce noi uomini di questa epoca a quelle persone, così diverse da noi, che ci hanno lasciato queste testimonianze della loro fede.
Tra tutte le reliquie qui conservate, una in particolare ha attirato la mia attenzione.
Presumo che siano i resti di una santa.

Fili di perle, attorno alle ossa, nell’incavo degli occhi, molto particolare.
Forse le perle con le quali era stata sepolta?
Oppure sono un omaggio alla sua santità?
Chi mai sarà?
Apparteneva ad una famiglia nobile, era forse una fanciulla di alto lignaggio?
E quanti secoli hanno quelle perle bianchissime?
Le adornavano il collo, la fronte, forse era bella, forse era giovanissima quando è morta.
Forse.
Un tempo.
E la fantasia vola, come sempre.

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