Sui sassi sulla spiaggia di Camogli

E poi rimasero lì, seduti sui sassi, sulla spiaggia di Camogli.
Fratelli e complici di giochi e di avventure, a volte rivali, a volte segretamente uniti.
Con le calzette corte, l’abito alla marinara e la giacchetta, forse non era proprio il tempo d’estate ma era comunque un tempo bello per sedersi insieme sui sassi.

Sorridendo e scherzando, con allegria e gioia.

Mentre la mamma tiene per mano la bimba più piccina e c’è una grazia speciale nel suo amorevole gesto, anche lei sorride con dolcezza.
È un momento di pura spontaneità, in un frammento di passato che forse sarà stato ricordato con nostalgia.

Sui sassi, sulla spiaggia.
A Camogli.
Mentre l’onda accarezzava la riva e il sole baciava le case alte dai colori caldi.

Proprio su quella spiaggia.
In un giorno spensierato, trascorso giocando e inseguendosi e ridendo forte come piace ai bambini.
E poi sospiri, sorrisi e occhi che brillano.
Loro erano là, seduti sui sassi, sulla spiaggia di Camogli.

Agosto 1927 a Mulinetti

Era il mese di agosto del 1927 a Mulinetti.
Così si legge dietro a questa bella fotografia di un tempo distante, una mano gentile ha lasciato traccia di un luogo e di una stagione.
Estate, profumo di agrumi e di fragranze fresche, onde salmastre e canto echeggiante di cicale.
Tenpo di svaghi, di pelle abbronzata e di vento che scompiglia i capelli.
Un abitino a quadretti, il sorriso migliore in questa estate bambina che certo avrà riservato ai più piccini gioia e spensieratezza.

Là, sugli scogli ripidi e scoscesi, mentre l’acqua del mare si frange e si dissolve in candida schiuma.
In piedi, sorridendo e respirando, guardando avanti, verso il giorno che verrà e verso il futuro, in uno scorcio di Liguria che fu scenario di questa nascente felicità.

Una mollettina a fissare i capelli, un’espressione pensierosa, il vestitino allegro e tutto colorato con le margherite.
E un fiore di bambina così timida e dolce.

Le scarpette con il passante, il sole negli occhi, un sorriso incerto.
E la manina posata là, sopra lo scoglio ruvido e caldo, la bellezza dell’infanzia, con le sue scoperte e le sue tenere insicurezze.
Era un tempo felice, era un giorno di agosto del 1927 a Mulinetti.

Una giornata di aprile a Camogli

Era un giornata di primavera, era aprile.
Era l’anno 1931, molte cose erano proprio come adesso, altre erano piuttosto diverse.
L’acqua del mare luccicava sotto i raggi del sole, le case alte di Camogli si stagliavano fiere e l’onda lenta si abbatteva sui sassi con la sua carezza salmastra.

Forse era una giornata dall’aria frizzantina, rinfrescata da vento vivace che increspava leggermente la superficie del mare.
E loro erano là, in posa per la foto di rito.
C’è il signore con giacca, cravatta, panciotto e cappello e accanto a lui vediamo due giovani donne con i soprabiti alla moda e i cappelli a cloche in voga in quel periodo, l’abbigliamento suggerisce così che fosse una giornata non troppo calda.
Era primavera, era un tempo con molte incognite e con cupe minacce sul futuro.
Ed era una giornata dolce, in un luogo incantevole della nostra Liguria.
Di quel tempo queste persone avranno conservato un ricordo, una tenera nostalgia, una memoria consolatrice da riportare davanti agli occhi in momenti forse più difficili.
E l’acqua lambiva la riva, in un giorno di aprile del 1931 a Camogli.

 

Estate 1918 sulla spiaggia di Camogli

Era un caldo giorno d’estate di un tempo lontano.
E questo è soltanto lo scatto di un fotografo dilettante che ha anche compiuto un errore comune a molti di noi, se osservate con attenzione l’orizzonte è storto e oggi sarebbe facile rimediare a questa minuzia, invece lascio la fotografia così come l’ho trovata.
A tergo una mano gentile ha scritto: Camogli, 1918.
I sassi lisci della bella spiaggia del levante ligure bruciavano caldi di sole e il nostro provetto fotografo immortalò un istante felice su quel tratto di costa.
E c’erano magliette a righe, calzoncini con le bretelle, fazzoletti annodati sulla testa per ripararsi dal sole.
E c’erano giovani e ritrose fanciulle tutte bardate sotto il sole e noi a guardarle ci domandiamo come facessero!
E c’era un prestante giovanotto seduto a gambe incrociate sui sassi e poi c’erano cappellini vezzosi, abiti candidi e una vela chiara lassù che sferzava le onde e poi c’era il rumore del mare uguale a quello che sentiamo anche noi dopo tanti anni.
E c’era un bimbetto che correva felice nell’acqua e intanto una garbata signora si allontanava dalla spiaggia riparandosi sotto il suo ombrellino.
E c’erano gioia, divertimento e forse persino felicità anche se il mondo non era poi un posto facile nemmeno allora, soprattutto in quegli anni: era il 1918, una guerra adombrava la tranquillità di ognuno.
E così osservando queste persone viene da pensare che alcuni di loro magari avranno avuto fratelli o parenti caduti sui campi di battaglia, ragazzi giovani che non saranno mai stati dimenticati.
E intanto l’onda salmastra, lenta e inesorabile, scandiva il tempo e lambiva la riva.
Era il 1918 sulla spiaggia di Camogli.

Il mare tra le case

Lo vedi così, tra le case di Camogli, il mare.
In un chiaroscuro che lascia intuire la solita discesa vertiginosa tipica di questa Liguria, il color di pesca delle facciate, il corrimano per tenersi saldi.
Lampioni spenti alla luce del giorno, suono di dolce marea che sempre ritorna, profumo inconfondibile di salmastro.
Un muretto per sedersi, gli ombrelloni aperti, i sassi riscaldati dal sole e poi azzurro, azzurro e ancora azzurro, onda su onda.
Con la gioia negli occhi così trovi il mare tra le case, in un giorno qualsiasi a Camogli.

I colori di Sori

Vi porto ancora con me sulla Riviera di Levante, nel tempo del sole.
Era l’inizio di giugno, stagione di luce che rischiara le belle case di Sori abbarbicate sulla costa scoscesa.

Sono vari e radiosi i colori di Sori, spiccano così in quelle creuze che portano al mare.

Sori (2)

Nelle case alte, nella magnifica verticalità della Liguria.

Sori (3)

E poi la spiaggia, il mare turchino, l’onda di bianca spuma.

Sori (4)

Una chiesetta, le facciate color biscotto.

Sori (4a)

I lettini chiusi, gli ombrelloni, l’estate doveva ancora iniziare.

Sori (5)

E finestre, quadretti e panni stesi.

Sori (6)

E barche, verde, azzurro e profumo di salsedine.

Sori (7)

Nella semplice bellezza di Sori, un posto nel quale non mi dispiacerebbe affatto vivere.

Sori (8)

E sassi, barche e laggiù soltanto mare.

Sori (9)

E vento che agita gli ombrelloni e accarezza la pelle.

Sori (10)

Colori e prospettive autentiche di Liguria, i luoghi come questo non hanno nulla di artefatto, solo si mostrano nella loro vera bellezza.

Sori (11)

E poi l’onda che si frange sui sassi e si dissolve.

Sori (12)

E ancora caruggi, salite, profumi d’estate.

Sori (13)

Nella prospettiva bellissima di Sori, con il suo campanile svettante.

Sori (14)

Mentre piano l’acqua del mare disegna la sabbia, lascia la sua traccia e la sua freschezza.

Sori (15)

Mentre le barche riposano a riva.

Sori (16)

In questo gioiello semplice della nostra Liguria, con questo brio e questa luce, questi sono i colori brillanti di Sori.

Sori (17)

Maggio 1912: una turista scozzese sulla riviera

Madame arrivò in Liguria nel tempo della dolce primavera del 1912.
Era stato un lungo viaggio prodigo di molte bellezze e la sua algida Scozia era ormai sempre più distante. Madame e il suo consorte avevano impiegato un certo tempo a giungere a destinazione, chiaramente non era un tragitto da compiersi in una sola volta e così i due avevano fatto diverse tappe.
Dapprima avevano raggiunto Parigi: quanto splendore nella capitale francese, i due sposi si erano fermati là solo per due notti, mi spiace non sapervi dire in quale hotel abbiano soggiornato ma con gli occhi della fantasia provate anche voi a immaginare Madame con il suo abito chiaro, il cappello dalla tesa ampia, l’ombrello da passeggio in una mano, percorre Rue de Rivoli e indugia sognante davanti a certe scintillanti vetrine e poi ad una certa ora osserva la luce declinare sulle acque della Senna.
Ed è ancora lungo il viaggio, la tappa successiva sarà Marsiglia e da lì poi la coppia raggiungerà la bella Bordighera e Madame troverà in quel luogo molti suoi connazionali, sono numerosi coloro che vengono a cercare le dolcezze della Riviera e il clima mite di questa zona della Liguria.
Sulla Guida Treves del 1911 la bella località del ponente ligure è definita patria delle palme e si decantano le sue molte ricchezze, è terra di datteri, olivi, aranci e limoni.

Madame rimarrà a Bordighera per una settimana e quindi il suo viaggio continuerà alla volta di Santa Margherita Ligure dove trascorrerà sette magnifici giorni al Grand Hotel Regina Elena.
E qui, con tutta la calma del caso, si prende il tempo per scrivere alcune righe ad un’amica a lei cara: è il giorno 11 Maggio del 1912.
Fate piano, osservate Madame seduta al tavolino davanti al mare blu di Liguria, in bella calligrafia scrive alla sua amica e le dice di trovarsi in a lovely place, è incantevole davvero quella parte di riviera.

Poi, con gradevolezza tutta femminile, passa a narrare il soggetto della cartolina da lei prescelta: su una spiaggia di sabbia ecco le donne di Rapallo intente a confezionare preziosi pizzi al tombolo, sono pregiate manifatture tipiche di questi luoghi.
E Madame ne è molto impressionata, scrive persino alla sua amica che è molto facile incontrare queste ricamatrici accuratamente all’opera in quel loro minuzioso lavoro.
Infine prima di congedarsi specifica che per lei è complicato lasciare un indirizzo per la corrispondenza in quanto il viaggio prevede ancora altre tappe e io per parte mia mi rammarico di non saperne di più.
Le tappe di questo viaggio sono scritte in maniera succinta sul retro della cartolina in questione che venne spedita il giorno 11 Maggio 1912.
La destinataria abitava a Glasgow, in Scozia, da questo io ho così dedotto che anche la nostra Madame fosse scozzese anche se questo non è un dato certo, in ogni caso la cartolina è scritta in inglese.
È invece sicuro che la nostra turista soggiornò al Grand Hotel Regina Elena perché sulla cartolina c’è il timbro dell’albergo.
Madame proseguì il suo viaggio e io non so nulla di più di lei, per le misteriose vie del destino la cartolina dalla lontana Scozia è finita nella mia piccola collezione e questa fortunata circostanza mi ha permesso di fantasticare su questa viaggiatrice di un altro tempo.
E così l’ho immaginata lasciare Santa Margherita con una certa nostalgia ma con animo lieve, il suo colorito è più roseo da quando ha intrapreso questo viaggio.
Un ultimo sguardo alla costa, un sorriso sereno, è giunto il tempo di partire e Madame stringe la sua valigetta: là ha riposto con cura certi preziosi pizzi al tombolo, ricordo della riviera e di un tempo felice.

Dove gli amori iniziano

Bisognerebbe trovare tutti quei luoghi dove gli amori iniziano, a volte in segreto.
Bisognerebbe disegnare una mappa, disseminarla di cuori e di rime, di citazioni e di promesse, di date memorabili, di nomi o di cifre intrecciate.
E sarebbe la storia delle storie d’amore, dei per sempre e dei mai più, delle gioie improvvise e dei batticuori.
E certamente in questo percorso immaginario si troverebbero diversi orizzonti e tramonti infuocati, tempeste, albe lucenti, piogge scroscianti e solo una giacca per ripararsi.
E prati freschi di rugiada, spiagge di sassi caldi di sole, muretti e ringhiere.
I posti dove gli amori iniziano sono indimenticabili, sempre.
E poi magari non ci si torna, a volte accade.
Restano nella memoria e se esistesse una mappa con la storia di tutti gli amori allora forse si ritornerebbe con il sentimento a cercare di rivedere con l’immaginazione il posto che ci ha visto felici e lo si indicherebbe con il dito: vedi, quello lì sulla mappa è proprio il nostro posto, dovremmo tornarci.
Ora io credo che in certi luoghi di fronte al mare blu siano molti quelli che si sono innamorati solo che non sappiamo quanti, perché nessuno ha mai disegnato quella mappa.
E sai, sono tantissimi i posti così, sono proprio i posti dove gli amori iniziano.

Sori

Da Pieve Ligure a Sori guardando il mare

È appena una breve e piacevole passeggiata, si cammina con il sole in faccia nel tempo delle molte dolcezze dalla stazione di Pieve Ligure fino a Sori.
Si inchinano alla maestà del mare gli alberi che si affacciano su questo tratto di costa per noi così consueto ma davvero ricco di straordinaria bellezza che mai mi stanco di apprezzare.

E l’onda lenta piano si frange contro gli scogli.

Le case abbarbicate in alto, tra la frescura, ebbre di luce e sole e di profumo di ulivi frementi.

Ancora ombra, intrecci, costa che si scorge tra il fitto dei rami.

Tutto lo splendore che occorre per sentirsi già in vacanza pur essendo a pochi chilometri dalla città.

E pigne dondolanti e tenaci ginestre che temerarie si sporgono verso l’azzurro.

E gorghi, spumeggiante evanescenza marina, rocce e sale, quel canto che ancora si ripete, con la stessa armonia di tempi diversi e di altre stagioni.

L’Aurelia e le sue curve, i suoi saliscendi in questa terra dalle dolci colline e dalle ardite discese, tra creuze che si snodano tra orti, giardini e scalette, contrasti di una regione che sa offrire molti differenti panorami.

Blu e verde di Liguria.

E diverse sfumature di turchino, sempre più limpido e trasparente e infine chiaro di frizzante spuma di mare.

E trasparenze di acqua cristallina, sotto il sole sfolgorante, camminando da Pieve Ligure fino a Sori.

Turchese di Liguria

E questa è una cartolina di primavera ed è un magnifico tratto di costa veduto da Sori, in una giornata limpida e tersa.
Vi mostrerò altri istanti di questa mia bella passeggiata a levante, tra molti diversi splendori ho trovato anche questa fremente intensità: il turchino vivace, l’azzurro chiaro del cielo sereno e la spuma bianca del mare che si disfa sulla riva, sciogliendosi sui sassi.
E poi giallo così vibrante e denso di vita dei fiori che sbocciano su questa terra a volte aspra ma anche così rigogliosa e splendida.
Turchese di Liguria, nel tempo dolce di giugno.