Tra i boccioli, su un tappeto di petali di rosa

Sono ritornata in un luogo a me caro, all’Antica Farmacia dei Frati Carmelitani di Sant’Anna dove molti di noi si recano per i molti preparati della farmacia e per i preziosi consigli di Frate Ezio.
Ed era mattina e dopo la pioggia era uscito il sole così sono andata a camminare tra le bellezze del roseto, mentre i boccioli si aprivano generosi attorno alla statua di Maria.

Io sola, tra i fiori che rigogliosi si nutrono di luce brillante.

E sono rose gialle come il cielo d’estate.

E petali dai toni accesi.

E teneri boccioli che ancora devono schiudersi.

A terra i petali caduti dopo quella pioggia scrosciante e tumultuosa, un soffice tappeto tenero e delicato.

E le gocce che restano in equilibrio per qualche istante prima di scivolare giù.

Cascate di fiori e quella fragranza di profumi deliziosi tipici del tempo di primavera.

E poi, una romantica distesa di candidi petali odorosi.

E un bocciolo di rosa così rosso e così intenso.

Diverse sfumature di primavera, in un giorno di sole dopo la pioggia.

E l’assoluta bellezza conciliatrice della natura, nell’armonia del roseto dei Frati di Sant’Anna.

Una magnifica quiete, nel cuore del mio quartiere.

E il giallo tenue così inondato di luce.

E la bellezza autentica di ritrovarsi in questa quiete, immersi nello splendore e nella meraviglia, tra i boccioli, camminando su un tappeto di petali di rosa.

La prima rosa

Accadde in un giorno di aprile e colse tutti di sorpresa come un fatto davvero straordinario.
Alle prime luci dell’alba, mentre il sole diffondeva il suo vivido chiarore, l’oleandro sempre mattiniero esclamò stupefatto:
– Oh caspita, presto, presto! Tutti svegli! Presto, è ora di alzarsi!
Il rosmarino si stiracchiò indolenzito, la maggiorana si levò di soprassalto e il basilico pigro sbadigliò.
Le lavande affabili si profumarono per l’occasione, ci tenevano molto a distinguersi dagli altri fiori.
Le viole distesero per bene i loro petali colorati e si rimirarono con attenzione, erano tipe vanitose e non volevano certo sfigurare.
L’alloro la prese con filosofia, per così dire, era avvezzo ormai da tempo agli eventi di un certo spessore.
I gerani curiosi si sporgevano dai vasi per cercare di vedere meglio ma avevano davanti le alte orchidee petulanti che continuavano ad agitarsi per quell’evento memorabile.
Ne nacque così un’accesa discussione ma a sedare gli animi come sempre accorse la verbena che aveva davvero la capacità di calmare chiunque, a volte in suo aiuto arrivava anche la camomilla che pure era nota per le sue doti di mirabile pazienza.
Il cactus si girò dall’altra parte brontolando e continuò a dormire, era un tipo dal carattere spinoso e di tutte queste cerimonie poco gli importava!
Le tenere margherite osservavano commosse e intenerite, del resto erano note a tutti per il loro cuor d’oro.
Incerte dondolavano le fresie e le bocche di leone trillavano entusiaste.
Il sole brillava, le rondini volteggiavano nel cielo chiaro e i piccoli insetti ronzavano sulle corolle.
E tutti gli sguardi, colmi di sincera ammirazione, rimasero ad ammirare il miracolo della vita e della bellezza che sempre si rinnova: timida e delicata era così sbocciata la prima rosa.

Questa è davvero la prima rosa di questa primavera sul mio terrazzo.
Si è aperta ieri, con questa dolcezza.
Ho pensato che meritasse un gioco di fantasia e un benvenuto particolare, spero così che vi sia piaciuto salutarla in questo modo insieme a me.

Auguri Miss Fletcher, buon compleanno!

Oggi è il giorno del mio compleanno e come sempre porto la mia piccola festicciola anche su queste mie paginette.
Porgo così virtualmente a ognuno di voi una fetta di torta e un calice colmo di bollicine, voi lettori siete moltissimi ed è tutto un tintinnare di bicchieri.
Questa per me è sempre una bella occasione per ringraziarvi per i vostri entusiasmi e per la vostra presenza, è una fortuna condividere storie e racconti con persone garbate e attente come voi.
E come sempre porto qui le rose che amo, i miei monti e il cielo azzurro della mia cara Fontanigorda.
Cin cin, tanti auguri a me, buon compleanno Miss Fletcher!

Il linguaggio dei fiori nel 1924

Alcune cose del passato a volte riservano proprio delle belle sorprese, così eccomi qui a condividere con voi alcune curiosità tratte da un libricino da poco e molto consunto trovato per caso su una bancarella.
Il volumetto risale al 1924 ed è una pubblicazione omaggio della Società Anonima delle Terme di San Pellegrino, su quelle pagine chiaramente si illustrano le proprietà delle acque minerali e degli altri prodotti della società ma ci sono anche diverse altre curiosità, a esempio ho trovato molte ricette che spero di provare presto.
Oltre a ciò alcune paginette sono dedicate al linguaggio del fiori e ho così pensato che se questo linguaggio andava bene nel 1924 allora può essere perfetto anche per noi, ecco!
Così ecco qui un post profumato, colorato e a suo modo sorprendente.
Ad esempio ho scoperto che la menta significa saggezza, il mughetto ritorno al bene e i narcisi vendetta in amore.

La tuberosa è sinonimo di ebbrezza voluttuosa, la pervinca significa amicizia durevole e la viola del pensiero si usa per dire: pensa a me!

E quanta dolcezza racchiude il tenero lillà, questo fiore odoroso indica i primi moti d’amore.

Oltre al significato dei singoli fiori sul libricino si legge che un fiore offerto rovesciato ha un significato opposto al proprio.
E si dice sì sfiorando con le labbra il fiore ricevuto, si dice no strappando un petalo e buttandolo via.
A proposito poi delle rose regali riporto per intero un breve paragrafo e preciso che per bottone si intende bocciolo:

Un bottone di rosa spogliato delle spine ma non delle foglie significa: io non temo più, io spero.
Spogliato delle spine e delle foglie significa: non v’è più speranza né timore.
Una rosa sbocciata posta tra due bottoni significa segretezza.

E poi la rosa rossa indica amore ardente, quella bianca amore innocente e la rosa gialla significa invece amore infedele.

Ma le sorprese non sono finite, le generose ortensie indicano freddezza, lo avreste mai detto?

E le semplici bocche di leone sono invece sinonimo di ferocia, mai avrei potuto immaginarlo!

Ma poi ecco spuntare timide le graziose verbene che significano sincerità di affetti.

E la profumata lavanda che indica il silenzio.

Sono le tracce di un tempo distante e più romantico, una piccola curiosità scoperta sfogliando un libricino forse appartenuto a qualche affabile padrona di casa del passato che magari lo avrà tenuto da conto per poter consultare il calendario, le ricette o forse proprio il linguaggio dei fiori: e questo, come è ovvio che sia, rende il libretto ancor più prezioso.
Vi saluto così, con una semplice margherita, da sempre sinonimo di amore e bontà.

 

Panni stesi d’estate a Fontanigorda

Questa è una storia di aria, di sole e fili da stendere, è una storia di tovaglie ora riposte nei cassetti dei comò nelle seconde case e di magliettine chiuse in valigia per essere riportate in città, questa è una storia di panni stesi di Fontanigorda durante il tempo della calda estate.
Questa è una storia di bucati piccini, di case color salvia e di cielo sereno sullo sfondo.

E poi è un’avventura di lenzuoli che si impigliano nelle rose tra antiche case di pietra.

E di diverse gradazioni di celeste contro il turchese invincibile.

E di rosa e di arancio e di ortensie generose.

E poi è una storia di ondeggianti tinte pastello così abilmente sospese nel calore di luglio.

Di persiane aperte, finestrelle, colori confetto e rose profumate.

È una poesia di vento, ringhiere, nuvole leggere e tinte accese, poi certi terrazzini donano di giorno in giorno sempre nuovi stupori.

È anche un gioco di quadretti e di plaid da stendere sul letto nelle fresca estate della Val Trebbia.

Ed è una danza di luci e di ombre, un gioco di contrasti, una sorpresa, una bellezza che amo sempre ritrovare nel tempo d’estate e dei panni stesi a Fontanigorda.

Nuovi colori sul terrazzo

Ci sono nuovi colori sul terrazzo, così vi porto a spasso tra i miei fiori e vi mostrerò alcuni di loro: sono i nuovi arrivi, sono le bellezze che sbocciano in questo tempo e che mi terranno compagnia per i giorni a venire.
La prima rosa si è aperta al sole con questa grazia, le rose sanno essere sempre regine tra i loro simili.

E a breve distanza da lei ecco una pianta che ogni anno ci regala i suoi fiori, cresce avvinghiata alla ringhiera con questa ferma caparbia.

Fioriscono allegre le azzurre lobelie e si stagliano contro il mio cielo.

Sul terrazzo abitano poi le dolci verbene, ne ho di diversi colori: bianche, violette, rosa pastello e rosa antico ma quelle dai petali così vivaci hanno insistito per rappresentare tutta la famiglia e così eccole qua in tutto il loro splendore.

E poi margherite e gerbere e i colori del sole.

Mentre fremono le piccole e profumate lavande, meta prediletta di api e insetti che si fermano a banchettare sui piccoli petali.

E dondolano leggere le fucsie deliziose, piccole campanelle di primavera.

Non mancano i gerani, ho dei vasi con i rami rigogliosi e carichi di fiori ma sono particolarmente affezionata a questo vasetto: questa piantina è nata da un rametto spezzato che io ho pensato di piantare nella terra.
E il piccolo ramo non si è arreso e ora mi regala i suoi piccoli petali dai toni accesi, accanto a loro sono sbocciati altri fiorellini di lobelia fioriti da una piantina che presi la scorsa estate.
Con questa bellezza, con questa mirabile tenacia.

Tanti auguri a te, Miss Fletcher!

Oggi è il mio giorno speciale, oggi festeggio il mio compleanno.
E come sempre faccio ormai da diverso tempo porto la mia festa anche qui, su queste mie paginette che mi hanno consentito di conoscere molti nuovi amici.
Con l’occasione ringrazio tutti voi per la vostra presenza e per le parole gentili che sempre mi scrivete, è proprio una bella cosa per me.
E ancora una volta porto qui quella splendida rosa tanto amata che mi rappresenta e che sempre fiorisce contro il cielo azzurro di Fontanigorda, ogni anno è generosa e ricca di boccioli profumati.
Tanti auguri a me, buon compleanno Miss Fletcher!

Arancio e giallo

Non so come succeda, io penso che taluni abbiano il dono di creare armonia.
E magari, io credo, neppure lo sanno.
Ed è anche vero che talvolta la bellezza è figlia del caso e vive in certi piccoli dettagli, rimane quasi nascosta, silenziosa testimone della vita.
E poi con lo sguardo la trovi e resti a domandarti come tu abbia fatto a non vederla prima, nei giorni già trascorsi.
Eppure è sempre stata lì la bellezza.
Sei tu che dovevi soltanto scoprirla, è tutta qui la differenza.
E poi un giorno la vedi e non la scordi più, ha i colori caldi dell’estate, arancio e giallo sui rami e su una corda da stendere.

Diverse sfumature di rosso

La briosa estate di Fontanigorda regala a noi la bellezza dei suoi vividi colori e in questo tempo di sole brilla lucente il rosso smagliante.
È nei petali dei gerani che si nutrono di acqua fresca e di aria pulita.

Ed è rosso di rose che si arrampicano gagliarde su antichi muri.

E di amarene che dondolano allegramente sui rami.

Ondeggiano di rosso intenso nei prati chiari i fragili papaveri.

E i frutti del ribes maturano tra le foglie.

E poi montagne, alberi, fili da stendere e cuscini al vento.

E fragole dolci, dono del bosco generoso.

A Fontanigorda, poi, non può mancare una particolare sfumatura di rosso e di felina bellezza che qui è davvero di casa.

E poi un vasetto e certi piccoli fiori davanti alla finestra.

E un ombrellone aperto a regalare ombra confortatrice nel tempo d’estate.

Brillanti, accese e vivaci, così sono le diverse sfumature di rosso di Fontanigorda.

Rose gialle di Fontanigorda

Sono arrivata a Fontanigorda e tutto attorno, in ogni luogo, è un’esplosione di colori vivaci d’estate.
E sono gialle come il sole certe rose profumate che sbocciano gentili nel centro del paese.

Rose dolci e bellissime, le apprezzano anche certe ronzanti creature che si posano sui petali.

Fiori protesi e colmi di luce.

Boccioli pronti a schiudersi sotto al cielo blu della Val Trebbia.

E la panchina, le persiane chiuse, il cespuglio grandioso carico di fiori.

Le montagne, il silenzio, la pura bellezza della semplicità e se non sai vederla forse nessuno può raccontartela.

I petali adagiati sulle pietre.
Leggeri così, profumati di vita e di splendore.

E ancora fiori, fili da stendere e cielo limpido.

E rose, rose gialle e splendenti di Fontanigorda.