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Posts Tagged ‘Salita San Siro’

L’altra mattina, per puro caso, sono andata per caruggi con Modigliani.
Mi spiego meglio, cari lettori: come al solito vagavo senza meta, solo per il piacere di gironzolare per i miei vicoli e ad un certo punto mi sono accorta di avere nella borsa il depliant della mostra di Modigliani in corso a Palazzo Ducale.
E quindi abbiamo fatto un giretto insieme, mi sembra logico, no?
Eccoci in Salita San Siro, sotto uno squarcio di turchese tra le case dalle tinte calde.

Abbiamo attraversato Via dei Macelli di Soziglia.
E sì, i colori di questo dipinto mi sembrano in perfetta armonia con le sfumature della città vecchia.

E poi ancora, su e giù per caruggi, lasciandoci alle spalle la chiesa della Maddalena.

Su per la salita, davanti a noi si stagliavano gli edifici nobiliari di Via Garibaldi.

Per caruggi, con Modigliani: non ci siamo persi una tappa in Vico del Duca.

Poi abbiamo percorso la via dei Rolli, devo dire che ho scelto uno fantastico compagno di viaggio.
In ogni luogo, insieme a lui, pura armonia.

Ci siamo fermati davanti alla maestosa chiesa della Nunziata.

E poi, ancora oltre.
Il dipinto riportato sulla copertina della brochure è del 1919 e forse saprete che l’opera si intitola così: Giovane con i capelli rossi o lo studente.
E allora, in questo mio strambo girovagare, ho pensato di portarlo in Via Balbi, nella zona dell’Università.
Sì, ci sono andata apposta, lo ammetto!

A breve andrò a vedere questa mostra prestigiosa, davvero è da non perdere.
Intanto, in un giorno di cielo terso, sono andata per caruggi con Modigliani.
E in ogni luogo, sempre, tutto mi è sembrato perfetto.

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Ci sono giornate che iniziano così, con la prepotenza della luce che si fa largo in certe stupefacenti angustie, tra i tetti che paiono sfiorarsi, per scendere giù, fino a terra.
Ieri mattina, in Vico dell’Argento.

Vico dell'Argento

Dal grigio a tutti i colori dei vicoli, accade, in certi periodi dell’anno.

Salita San Siro

E sai, il sole qui è come un ragazzino timido, lo vedi far capolino dietro a un palazzo, quasi si mostra, poi si nasconde.
Poi ride, ti provoca, di nuovo.
E scappa via.

Vico di Pellicceria

D’improvviso, ritorna ancora.

Vico alla Torre di San Luca

Accade, in certi periodi dell’anno.
Luce che batte sulle pietre, riscalda i muri, a breve svanirà.

Vico Colalanza

E poi.
E poi magari dalle parti di Soziglia trovi un portone aperto.
Sali le scale, tutti i gradini, uno per uno.
Forse ci sarà una finestra per guardare fuori?
Solo una, all’ultimo piano.

Tetti

E poi, allora, lo sguardo si perde tra i tetti, tra le ardesie e le spiovenze.

Tetti (2)

Nello stupore dei soliti minuscoli terrazzini, rigogliosi di verde e di vita che rinasce.

Tetti (3)

La prospettiva della città, quello che non puoi vedere dal fondo di un caruggio.
Ringhiere, tavolini, finestrelle, su ogni gradino un vaso di piante.

Tetti (4)

I piani alti sotto l’azzurro cielo e un fiero rampicante che cresce indomito.

Tetti (5)

Fiori che sbocciano, ombrelloni per godere di una rinfrescante ombra, geometrie di caruggi che puoi solo immaginare.

Tetti (6)

Ci sono giornate che iniziano seguendo un raggio di luce.
E poi ti ritrovi sopra i tetti di Genova, a contare i comignoli e gli abbaini accarezzati dal sole tiepido di primavera.

Tetti (7)

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E poi ci sono quei caruggi per i quali non trovo le parole, sono semplicemente i caruggi che piacciono a me.
Fanno parte dei miei percorsi quotidiani, quando vado a fare la spesa nei vicoli mi godo la loro poesia.
Salgo da Via Cairoli, poi svolto verso la chiesa di San Siro e lì di fronte c’è la Salita che prende il nome da colui che fu vescovo di Genova, da lì si arriva a Fossatello.
Una sinfonia di persiane e l’ombra che regala queste tonalità di colore.

Salita San Siro (2)

Però guarda lassù, c’è uno squarcio d’azzurro sopra di te.

Salita San Siro (3)

E non so dirvi quante fotografie ho scattato in questo semplice vicoletto nel corso degli anni.
Se capiterete qui in un giorno d’estate, allora vedrete la luce accarezzare gli antichi muri, pensate a quante generazioni di genovesi si sono affacciate da queste finestre.

Salita San Siro (4)

Sole, un raggio che batte su una facciata.

Salita San Siro (5)

Ed io mi fermo a guardare l’edicola vuota, le finestre con le grate, un vasetto di colore viola.

Salita San Siro (6)

Certo, qualche restauro renderebbe tutto più ordinato e armonico, eppure per me certi vicoli restano comunque speciali.
E’ casa, è Genova.
E mentre sono lì che fotografo si apre un’imposta e si affaccia una signora che mi domanda incuriosita cosa stia facendo.
– Fotografo i panni stesi e il cielo! – Risposta ovvia, eh!
Abbiamo chiacchierato un po’, lei lassù ed io in mezzo al vicolo.
Sì, quando vado nei caruggi trovo sempre qualcuno alla finestra.

Salita San Siro (7)

E’ accaduto anche qui, una mattina di luglio.

Salita San Siro (8)

Salita San Siro è uno dei luoghi dove si è fatta la storia di Genova.
Era il 1436 e il popolo della Superba si ribellò contro il tiranno Opizzino d’Alzate, c’è una lapide in memoria di ciò che accadde, qui trovate la storia rocambolesca e avventurosa di quegli eventi, è uno dei primi articoli che ho scritto sui caruggi.
Oggi volevo solo portarvi con me, in uno dei posti dove si scorge la bellezza, tra i muri antichi, tra i tetti che si sfiorano, in quell’altezza che racchiude e protegge il respiro della Superba.

Salita San Siro (9)

Pochi passi e poi ti volti indietro, laggiù c’è la chiesa,  una lama di luce cade e batte sul vicolo.
E’ luce di caruggi, in Salita San Siro.

Salita San Siro (10)

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