Il Presepe della Chiesa di San Sisto

In questo periodo dell’anno non può certo mancare una visita alla Chiesa di San Sisto, ho già avuto modo di narrarvi le sue tante storie, mi piace ricordarvele ancora perché questo luogo fa parte dell’antica storia di questa città, qui trovate il mio post dedicato a San Sisto.
Torno sempre volentieri in questa piccola chiesa stretta tra le case di Prè, nel cuore della città vecchia.

Via Prè (2)

San Sisto (1)

E chiaro e luminoso il Natale di San Sisto.

San Sisto (2)

E c’è un abete decorato con le luci e le palline colorate, è proprio l’albero che piace ai più piccini.

San Sisto (3)

Qui troverete una cappella per una bambina speciale e non potete venire a San Sisto senza portarle un saluto: è Maria Bambina e questa sua statua il giorno 8 Settembre viene condotta in processione  tra la gente dei caruggi, questa è una tradizione sentita e molto commovente.

San Sisto (4)

Il Natale a San Sisto si celebra anche con un presepe semplice ma molto suggestivo.

San Sisto (5)

E poco distanti ci sono certi angeli  in perfetta armonia con la Natività.

San Sisto (6)

Sono entrata in chiesa e ho avuto la fortuna di incontrare Don Rinaldo che mi ha spiegato perché il presepe della chiesa di cui lui è parroco viene allestito in tale maniera, come potete notare è come diviso in due sezioni.
Il Bambino che nasce, mi ha detto Don Rinaldo, è Colui che poi morirà sulla croce, la sua parole e il suo messaggio vengono poi portati nel mondo proprio dai Santi.

San Sisto (7)

Così in questa rappresentazione della Natività in preghiera davanti alla Sacra Famiglia e in attesa della nascita di Gesù trovate San Francesco d’Assisi.

San Sisto (8)

E poi Sant’Antonio Abate.

San Sisto (9)

Sullo sfondo la croce e Santa Teresa del Bambin Gesù e Don Bosco.

San Sisto (10)

Così avviene la venuta al mondo del Figlio di Dio, tra i Santi.

San Sisto (11)

Sotto a questo cielo e sotto a questi colori tenui e delicati; è sempre una gioia tornare in questa chiesetta dei vicoli, se non la conoscete vi invito davvero a scoprirla.

San Sisto (12)

E poi, sapete, mi è anche capitata una cosa bellissima.
Uscita da lì ho continuato la mia passeggiata in Via Prè.
Poco lontano, in corrispondenza di Piazza Statuto, c’è una statua della Madonna Regina di Genova posta al di là di un vetro.
E c’era il sole, c’erano le nuvole, c’era uno stupefacente riflesso.
Così Maria per qualche istante è rimasta avvolta in quella evanescenza di cielo e nuvole chiare.
Un incanto di luce, in questi giorni così vicini a Natale.

Via Prè

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La Festa di Maria Bambina in Via Prè

Ieri, otto settembre, nella città vecchia si è svolta la Festa di Maria Bambina, in questa data si celebra la nascita della Madre di Gesù e a Genova si tiene una suggestiva processione, una tradizione in uso nella Genova dell’Ottocento, un rito che ancora oggi viene rispettato.
In Via Prè, nella strada più multietnica della città, c’è una piccola chiesetta, San Sisto.
E ho già avuto modo di parlarvene, sono molte le storie di San Sisto, in questo edificio c’è anche una cappella dedicata a Maria Bambina e c’è una piccola statua della Vergine bambina, è Lei ad esser condotta in processione.

Via Prè

Qui, lungo tutta Via Prè.

Via Prè (2)

E il pomeriggio è iniziato davanti alla Commenda, con le note della Banda Musicale di Rivarolo.

Commenda

E poi piano piano i musicisti si sono spostati verso la Chiesa di San Giovanni di Prè, per l’occasione la Statua di Maria Bambina è stata condotta in questa chiesa e da qui partirà la processione.

Maria Bambina (2)
E intanto la musica risuona nei caruggi e attorno alla chiesa si raduna una piccola folla, sono queste le cose  che amo vedere nella mia città.

Via Prè (3)

La Chiesa è gremita, qui si terrà una meditazione con musiche mariane, a cantare c’è un soprano.

San Giovanni di Prè

Eccola Maria Bambina, attende di essere condotta per le strade di Genova, tra queste strade che vedono tanti occhi e visi di persone di altri continenti, tra questi muri che ascoltano tanti idiomi diversi.
Passerà davanti agli sguardi di tutti, la vedranno coloro che hanno un altro credo e coloro che non ne hanno nessuno, Lei comunque ci sarà per ognuno di loro.

Via Prè (4)

La bella chiesa di San Giovanni, merita certo un approfondimento e non mancherò di portarvi a scoprire le sue ricchezze.

San Giovanni di Prè (2)

Lì fuori i componenti della banda hanno riposto i loro strumenti.

San Giovanni di Prè (3)

E poi giunge il momento tanto atteso, inizia la processione, Maria Bambina comincia il suo viaggio nei caruggi.

Via Prè (5)

Svetta la grande croce contro le case di Prè.

Via Prè (6)

E ci si avvia, mentre la banda suona e la musica si leva alta per la via.

Via Prè (7)

Uno dei portatori getta uno sguardo alla piccola statua, quasi come se volesse accertarsi che si trovi al sicuro.
Lo è eccome, la accompagna una folla affettuosa e festante, si percepisce profonda e sentita partecipazione.

Via Prè (8)

In Via Prè, dove si parlano tutte le lingue del mondo, in un quartiere che certo ha le sue difficoltà, ieri c’era una bella atmosfera.
C’erano giovani donne africane con i costumi tradizionali dai colori sgargianti, c’erano i figli dell’Africa e dell’Asia, c’era un mondo con tutte le sfumature.
E tutti hanno osservato in rispettoso silenzio il passaggio della processione.
C’erano sguardi curiosi, visi di bimbi, sorrisi e persone affacciate alle finestre.
La protagonista era solo una, Maria Bambina.

Via Prè (9)

E ancora musica e preghiere.

Via Prè (10)

Un coro di voci, un’Ave Maria.

Via Prè (11)

E in Via Prè, profumo di incenso.
E stata una strana suggestione, mi è venuto spontaneo guardare verso il cielo, il cielo sopra i caruggi.

Via Prè (12)

Passa Maria, davanti ai bar, alle lavanderie, davanti ai negozi di Prè.

Via Prè (13)

E gli ottoni continuano il loro concerto.

Via Prè (14)

Io ero lì davanti e il caso ha voluto che notassi una signora, l’avevo già vista all’uscita di San Giovanni, lanciava petali di fiori alla statuetta di Maria.
E lì, a metà di Via Prè, me la sono trovata accanto, così abbiamo chiacchierato un po’ e le ho chiesto il suo nome e lei mi ha risposto così:
– Anna, come la mamma di Maria.
Le ho detto che trovavo molto bello che avesse portato i petali di fiori, lei mi ha detto che lo fa ogni anno, porta le rose a Maria.
– Brava! – Ho esclamato io.
E lei, sicura mi ha risposto:
– Io non sono brava, Gesù lo è.
E insomma, che siate credenti oppure no, su un punto concorderete con me: se al mondo c’è qualcuno che raccoglie petali di rose per la Madonna allora c’è speranza, vero?
E poi ho chiesto alla signora Anna di aprire il suo sacchetto, eccole qui le sue rose.

Via Prè (15)

Ancora avanti, si passa sotto le edicole e si supera la chiesa di San Sisto.

Via Prè (16)

Tra questi bei colori caldi di sole.

Via Prè (17)

Tra i colori accesi di Prè.

Via Prè (18)

La processione percorre tutta la via fino in fondo.

Via Prè (19)

Non l’ho persa di vista neanche per un attimo, la piccola statua, era saldamente posata su spalle sicure.

Via Prè (20)

E poi la processione giunge in Via Gramsci, si torna indietro per arrivare alla chiesa di San Sisto passando da uno dei vicoli che collega Via Gramsci a Via Prè.

Via Gramsci

E si sale, su per Vico Largo.

Vico Largo

La grande croce e i panni stesi, il sacro e profano che sempre convivono in queste strade.

Vico Largo (2)

Vabbè, si chiama Vico Largo e magari rispetto ad altri non è tanto angusto, tuttavia non è che sia proprio una piazza d’armi, eh!

Vico Largo (3)

E si torna ancora in Via Prè.

Via Prè (21)

La Chiesa di San Sisto attende Maria Bambina.

Via Prè (22)

E qui ci sono i fedeli raccolti per la Messa che si concluderà con la benedizione dei bambini.

San Sisto

Sotto la luce dorata di San Sisto.

San Sisto (2)

E dal portone se guardi fuori vedi questo, sono i contrasti dei caruggi, i colori e le sfumature del centro storico.

Via Prè (23)

L’anima di una via di Genova che amo profondamente, vorrei che tutti i miei concittadini avessero il desiderio di venirci spesso.

Via Prè (24)

Forse oggi sul selciato di Via Prè qualcuno troverà ancora qualche petalo di rosa, sono i petali amorosamente raccolti dalla Signora Anna.

Via Prè (25)

Li ha portati per Colei che ha sfilato per le vie della città vecchia, nel giorno nel quale ci celebra la sua nascita, il giorno di Maria Bambina.

Via Prè (26)

Edicole e immagini sacre in Via Prè, sulle tracce della devozione

La devozione e il senso del sacro in una delle strade più caratteristiche e più note di Genova.
E allora addentriamoci in un sestiere dai tanti volti, alla ricerca delle vestigia di una religiosità antica e ancora presente su queste mura.

Sestiere di Prè (2)

Quante vie conosceva la fede e quale cammino seguiva la speranza nel mondo celeste?
E quante maniere c’erano un tempo per affidarsi alla divina provvidenza e alla generosità altrui?
La città era disseminata di cassette delle elemosine, di certe sono rimasti solo i vani che le ospitavano, ne ho trovati altri che presto vi mostrerò.
E c’erano le edicole dove erano collocate statue della Madonna o dei Santi.
Alcune ve lo ho già mostrate in questo articolo ma oggi vi porto proprio in Via Prè, saliamo da Piazza Santa Fede e osserviamo le edicole o ciò che ne rimane, il passato ancora vive prepotentemente su queste strade.

Via Prè

Un tabernacolo offuscato dalla patina degli anni, le devote donne di Prè in altri tempi avranno portato i loro pensieri e gli affanni che angustiavano le loro vite in questo luogo.

Via Prè - Edicola

Qui giungevano sospiri e speranze, magari si deponevano fiori per la Madre di Dio.
In un’edicola dipinta di blu troviamo questa statua, non è certo l’originale, c’è anche un intrico di fili, eppure ha ancora la sua antica sacralità.

Via Prè - Edicola (2)

E’ a mani giunte un’altra Madonnetta, chissà quante preghiere in Via Prè!

Via Prè - Edicola (3)

Poco distante ancora un tabernacolo, non c’è traccia di immagini ma sono sicura che questo luogo sia stato meta di tanti genovesi.

Via Prè - Edicola (4)

Via Prè di Santi e di Madonne.
In questa zona un tempo c’era l’Oratorio di Sant’Antonio, ad di là dell’archivolto ancora c’è la bella Chiesa di San Sisto con le sue storie e i suoi misteri.

Via Prè (3)

E come avete potuto notare dall’immagine precedente lì c’è anche una piccola edicola che ospita una statua di Santa Caterina da Genova, una donna che fece molto per gli ultimi di questa città.

Via Prè - Edicola (5)

Via Prè e i suoi palazzi antichi, dove gli edifici sono stati restaurati il colore si illumina della luce del sole.

Via Prè (4)

Ancora un’edicola vuota, nei pressi di Vico Dora.
E di nuovo il pensiero va a chi ha pregato in questo angolo della città vecchia, chiedendo soccorso ed aiuto in un momento di difficoltà.

Via Prè - Edicola (6)

Si sale e poi ci si volta indietro, sul muro si può ammirare una splendida opera.

Vià Prè

E’ la Madonna della Misericordia, un ampio mantello scende sulle sue spalle, ai suoi piedi c’è il beato Botta raccolto in preghiera.

Via Prè - Edicola (7)

Via Prè di colori e di contrasti.

Via Prè (5)
Via Prè di Santi e di Madonne.
E c’è anche il Santo più noto, il nostro San Giorgio che sconfigge il drago.

San Giorgio

Via Prè e l’antica religiosità di un tempo, l’ultima edicola si trova alla confluenza con Salita di San Giovanni, la statua rappresenta nuovamente la Madonna della Misericordia.

Via Prè - Edicola (8)

Le preghiere e i pensieri, le preoccupazioni e il conforto.
Quante parole sussurrate, quanti piccole nascoste speranze.
E ancora c’è un’immagine che chiuderà questa passeggiata tra le figure sacre che troverete in Via Prè.
Percorrendo il percorso a ritroso occorre fermarsi all’altezza di Piazza Statuto.
Lei è lì, dietro a un vetro infranto e neanche tanto pulito ma nulla può appannare il suo splendore.
E’ la Madonna Regina di Genova, tiene a sé il suo bambino, il suo sguardo benevolente si posa sul coloro che percorrono la nostra antica Via Prè.

Madonna Regina di Genova

La festa di Maria Bambina, un’antica tradizione in Via Prè

E’ una piccola chiesa, in Via Prè.
Passando potrebbe capitarvi anche di non notarla, San Sisto è tra le case.

Una piccola chiesa, dalla forma dolcemente circolare.
San Sisto lega il suo nome e la sua storia a importanti vicende della nostra città, storie della Superba e storie del popolo genovese, fatti di cronaca che suscitarono molto scalpore.
E se ancora non lo avete letto cliccando qui arriverete al post che ho dedicato a questo luogo di culto sito in uno dei luoghi più caratteristici del nostro centro storico.
Qui, in Via Prè.

Oggi, otto settembre, la chiesa cattolica celebra la Natività di Maria.
E qui, a San Sisto, alla madre di Gesù è dedicata una cappella: è la cappella di Maria Bambina, dove si conserva una statua di lei neonata.

E sapete, come ogni anno nei vicoli si svolgerà una processione, dalla chiesa di San Giovanni Maria verrà condotta qui, a San Sisto, seguita dai suoi fedeli.
Al di là delle convinzioni personali e del credo di ognuno, mi sorgono spontanee alcune riflessioni.
Tante usanze abbiamo perduto, tanta parte del nostro passato si è smarrita, cancellata dallo scorrere del tempo e dalla nostra indifferenza.
Questa tradizione, cara ai genovesi dell’Ottocento, è rimasta.
Era consuetudine di quei tempi e lo è ai giorni nostri.
Accorrevano uomini di mare e lavoratori del porto, gli artigiani e i bottegai, tutto quel mondo che viveva ed abitava in questa parte di Genova.
Genova di altri tempi, non c’era la sopraelevata, non c’era l’acquario, massima attrazione di questi anni.
C’era San Sisto, in Via Prè.
E allora mi piace immaginare i preparativi, ognuno mette da parte il vestito buono, le massaie che si incontrano ai truogoli di Santa Brigida si danno appuntamento per il gran giorno.

Si celebra Maria!
E la gente di Prè è tutta presente, certo!
Ma anche quella di Via del Campo, di San Luca e di tante altre zone di Genova, vengono da ogni parte per Maria Bambina.
E la piccola statua viene condotta per i caruggi e i genovesi l’accompagnano.
Un rito religioso, un’usanza che ancora si conserva, mentre tante altre sono state dimenticate.
Oggi, in questa calda giornata di settembre, Maria Bambina tornerà in processione a Prè.
Saper guardare al futuro senza dimenticarsi del proprio passato è un punto di forza per qualunque società civile ed ogni volta che si reitera un’antica tradizione si restituisce una ricchezza che diventa patrimonio personale di ognuno, la memoria storica di giorni lontani.
I tempi sono cambiati, con Maria non ci saranno solo i genovesi, ma anche coloro che abitano in questa città e vengono dalle più svariate parti del mondo.
Forse qualcuno parteciperà per curiosità, altri avranno preghiere e pensieri da rivolgere a lei, a Maria Bambina.
E la seguiranno, per i caruggi.
Lei è piccina, sul capo porta una corona, è avvolta in fasce di colore chiaro impreziosite di broccato.
Porta il ditino alla bocca e ha gli occhi vispi, come tutti i bimbi piccoli.
E oggi è il suo giorno, il giorno di Maria Bambina.

San Sisto, un fabbro, un celebre veneziano e due temibili vecchiette

Una prospettiva di palazzi addossati uno sull’altro.
Forse non ci siete mai stati, ma questa è certo la strada più famosa dei nostri caruggi, questa è Via Prè, colorata, multietica, antica e ricca di storia.

Ed è in Via Prè che si trova la piccola chiesetta di San Sisto, potete intravederla a destra, tra le case, al di là dell’archivolto.


Narrano le cronache che la prima chiesa dedicata a San Sisto risalisse al 280, quando due tempietti vennero edificati in onore dei Santi Lorenzo e Sisto, martiri cristiani.
Questo primo luogo di culto, non più esistente, sorgeva vicino al mare nella zona della darsena.
In seguito, ne sorse uno nuovo, eretto nel 1088 per celebrare la vittoria navale delle forze genovesi e pisane che congiuntamente avevvano sbaragliato i saraceni.
Certo è che Pisani e Genovesi, come si sa, finirono poi per darsele di santa ragione e quasi 200 anni dopo, nel 1284, la gente di Genova sbaragliò le forze pisane nelle celebre battaglia della Meloria.
In seguito, nel 1290,  vi fu la distruzione di Porto Pisano ed eroe indiscusso di quest’ultima vicenda fu un certo Noceto Chiarli, fabbro ferraio,  che, con la sua innegabile maestria, trovò il modo di spezzare le catene di Porto Pisano, a quanto pare arroventandole con sacchi di nocciole che si trovavano sui moli. Gli anelli,  a causa del calore, cedettero e  quelle  catene furono portate in trionfo a  Genova e  appese davanti alle maggiori chiese, nonché su Porta Soprana e Porta dei Vacca.
La battaglia della Meloria si era svolta nel giorno dedicato a San Sisto, il 6 Agosto,  e pertanto si stabilì che annualmente, nella chiesa di San Sisto, in quel giorno si celebrasse una messa.
Il Giustiniani racconta che si decretò che si portasse ogni anno ai sei agosto per li rettori della città e per il popolo un pallio di broccato d’oro con l’offerta di cera alla chiesa di San Sisto.
L’attuale Chiesa di San Sisto venne consacrata nel 1828, e si trova appunto in Via Prè, in posizione ben più elevata rispetto al mare, dove invece era situato il precedente edificio.
Questa è la sua facciata.

E’ una piccola chiesa, molto raccolta ed intima.

E sull’altare, con un gesto benedicente, vi accoglie il Santo al quale è dedicata questa bella chiesetta.

Oh, certo non è avvenuto tra queste mura, bensì nella precedente costruzione, ma  in San Sisto si sposò Carlo Goldoni, quando convolò a nozze con Nicoletta Connio, giovane genovese che aveva infranto il cuore del bel veneziano.
In Vico Sant’Antonio, dove lei abitava, una targa ricorda quell’incontro fatale, come vi ho già raccontato qui.

Ai muri vi sono le vestigia del passato.

E una lapide ricorda San Giovanni Bosco.

Ma a San Sisto ciò che più mi affascina è il candore, il senso di purezza che vi si respira.

La sua forma circolare  la rende davvero accogliente e calda.

La penombra, una statua di spalle, e sullo sfondo la chiesa.

E quei soffitti, che sembrano un cielo carico di luminose promesse.

La storia di San Sisto è  molto antica e così, tra le sue mura, si trova il ricordo di coloro che qui operarono.
Entrando, alla vostra destra, troverete un busto, è dedicato a un parroco, Giorgio Lanfranco, morto a causa della peste, nel lontano 1656, quando quel letale morbo infuriava nella nostra città.

Eh, è dalla notte dei tempi che questa è una zona di frontiera.
A San Sisto, nella vecchia chiesa, nel 1601 accadde anche un brutto fatto di sangue che balzò agli onori delle cronache.
Un altro  parroco, Gerolamo Lercari, venne assassinato a colpi di moschetto sull’altare.
E’ lui ritratto nel busto che troverete all’altro lato del portone.

Ai piedi della statua, una lapide ricorda la violenta fine del religioso.

L’omicida si diede alla macchia, sparendo da Genova per ben cinquant’anni.
Sfortuna volle che, dopo così tanto tempo, si decise a ritornare, ma non aveva fatto i conti con le parrocchiane di Don Lercari, bisogna sempre stare in guardia quando ci sono di mezzo dei genovesi!
E infatti due attempate e devote signore ebbero la ventura di incontrarlo ed avendolo riconosciuto lo fecero arrestare e in men che non si dica l’assassino finì sulla forca nelle vicinanze di San Sisto.
Quante storie celano le nostre città, quante di esse ignoriamo, eppure dovremmo conoscerle, queste storie piccole, fatti di vita quotidiana del tempo passato.
Ed è ancora al passato che mi riporta, una delle più dolci presenze di questa piccola chiesa che non porta solo il nome del Santo martire: questa è la chiesa di San Sisto e di Maria Bambina, alla quale è dedicato un altare dalle tinte delicate e lucente d’oro.

Penso alla devozione, a quanti, in tempi lontani, saranno venuti qui, per rivolgersi a lei.
Se andrete in Via Prè, nella piccola chiesa che sembra una bomboniera, la troverete.
E’ Maria Bambina, tenera e innocente, che nasce alla vita nel bianco candore della chiesa di San Sisto.