Genova, 1915: saluti marini

Estate, tempo di spiaggia.
Un ricordo per chi è lontano, soldato di guerra nel 1915.
Si chiamava Agostino e in una trincea ricevette questa cartolina, solo due parole l’accompagnano: saluti marini.
Tu sei distante ma i tuoi cari pensano a te e ti mandano i loro sorrisi.

Mare 1915 (1)

E tra queste persone ritratte sul bagnasciuga c’è una giovane mamma accoccolata per terra dietro al suo piccolino.

Mare 1915 (2)

Scroscia il mare di Liguria, un gozzo guadagna il largo.

Mare 1915 (3)

E in questo scorcio d’estate c’è un ragazzino che porta la mano alla faccia, forse gli è andata l’acqua nel naso mentre nuotava, succede a tutti i bambini.
Alle sue spalle una fanciulla con un fazzoletto in testa, lo mette per ripararsi dal sole.
E poi il giovanotto con il costume scuro, lui è un provetto nuotatore!

Mare 1915 (4)

E loro, i più piccini, sono sempre numerosi in queste immagini del passato e ci ricordano che la storia dell’umanità si ripete sempre allo stesso modo.
I bambini, in ogni epoca, hanno sguardi ingenui, incerti e fiduciosi.

Mare 1915 (5)

I bambini di questa epoca indossano magliettine a righe e se ne stanno seduti sui sassi abbozzando timidi sorrisi.

Mare 1915 (6)

E c’è anche lei, la ragazzina di buona famiglia, io giurerei che la signora alla sua sinistra è la nonna mentre colei che sta ritta alla sua destra potrebbe essere la governante.
E insomma, la ragazzina vorrebbe correre libera, non le piace affatto starsene sulla spiaggia così coperta, ha anche il cappellino in testa.

Mare 1915 (7)

Bambini.
Pensano, sognano, immaginano.
Imbronciati, quasi seri, uno strizza un po’ gli occhi a causa del sole.

Mare 1915 (8)

Bambini.
Sei sei il più timido anche se resti quasi nell’ombra ti va bene così, poi come sempre ti metti vicino al tuo amico, quello più sfrontato.

Mare 1915 (9)

Quattro generazioni di donne.
Una matriarca dall’aspetto fiero, parrebbe indossare un abito di pizzo, tiene le mani sulle spalle di una bimbetta in un gesto protettivo.
Al centro dell’immagine c’è un’acerba adolescente: è una che parla poco lei, abbassa lo sguardo ritrosa.
Accanto a lei un fiore di bellezza, una giovane dai tratti dolci, a mio parere è molto sicura del suo fascino: ha scelto l’abito con la cintura e il colletto a pois e il cappellino di paglia con i fiorellini, è perfetta!

Mare 1915 (10)

E d’altra parte, chi ha detto che la vanità è donna? Non è affatto vero!
Il provetto nuotatore è molto fiero di se stesso, ho l’impressione chi si piaccia molto, mentre la giovane mamma che gli è accanto è una creatura semplice e diretta, il suo sorriso racconta di lei e della sua maniera di stare nel mondo.

Mare 1915 (11)

Sulla spiaggia, tutti insieme, con lo sguardo rivolto verso il futuro, in tempo di guerra.

Mare 1915 (12)

In questi volti di un tempo distante c’è qualcosa di noi.
Siamo stati anche questi, su una spiaggia, sui sassi.
Con i bambini in braccio, tutti insieme, una grande famiglia in un giorno d’estate.

Mare 1915 (13)

Era il 1915: saluti marini dalla spiaggia di Genova.

Mare 1915 (14)

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Camogli: focaccia, sassi e smarrimenti

Un giorno di marzo a Camogli, un breve viaggio in treno e poi giù da uno dei caruggi che portano alla passeggiata.

Camogli (2)

Non c’è quasi nessuno e sembra già estate, i colori del mare brillano e giorno dopo giorno scivoleremo verso la calda estate e verso una stagione sempre più luminosa.

Camogli (3)

Prima di passare sotto l’archivolto è d’obbligo una sosta in un celebre negozio, tutti i liguri lo conoscono, non c’è posto migliore per gustare la focaccia.

Camogli (4)

Questo è un luogo che certo merita un approfondimento, troverete anche delle panchine lì davanti, salite i gradini e lasciatevi conquistare dai fragranti effluvi di Revello.

Camogli (5)

Credetemi, se ci entrate una volta uscirete da qui con la certezza di ritornarci.

Camogli (5a)

E la vostra giornata al mare inizierà come la mia: cielo azzurro, gozzi capovolti e focaccia calda di Camogli.

Camogli (6)

E potrete gustarla camminando sotto ad un portico dal quale si scorgono le barchette che dondolano sull’acqua.

Camogli (7)

O forse vi fermerete a leggere promesse di amore eterno scritte sui cuoricini rossi legati alle reti da pesca, nel borgo ligure è una romantica usanza della festa degli innamorati.

Camogli (8)

Del resto la vita è più dolce quando si è in due, vero?

Camogli (9)

Lasciato il porticciolo magari potrebbe venirvi la curiosità di vedere se sono maturati i fichi d’India: lo sono eccome, rossi e succosi crescono sulla grande pianta che sovrasta il mare e le rocce affioranti.

Camogli (10)

E poi la spiaggia.
Come me anche voi camminerete sui sassi, in un mattina limpida e chiara, con l’acqua calma che appena sfiora la riva.

Camogli (11)

Sapete che c’è?
Come le persone anche i sassi a loro modo sono irripetibili, non ne esistono due uguali.
E come certi di noi si distinguono per sensibilità o per qualche dote del carattere, anche i sassi sono semplicemente unici, alcuni più di altri.

Camogli (11a)

Mi siedo davanti al mare e noto una tonalità di rosso brillante, pare stagliarsi decisa sul grigio.

Camogli (12)

Una manina distratta ha abbandonato al suo destino un’avventurosa macchinetta.
Sui sassi, in primavera.

Camogli (13)

Sulla spiaggia di Camogli, in un giorno di marzo.

Camogli (14)

Sulla spiaggia di Priaruggia

La bizzosa estate che volge al suo termine in questo scorcio di settembre sta regalando splendide giornate alla Liguria e così ieri me ne sono andata verso il mare.
Nel levante della città, a Priaruggia.

Priaruggia

Una piccola spiaggia e un’allegra esplosione di tonalità turchesi, sono le tante barche posate sui sassi.

Priaruggia (2)

Ci sono ancora i bagnanti, ancora ci sono i colori dell’estate.
Una, due, tre panchine.
Davanti alla ringhiera.
E al di là il mare.

Priaruggia (3)

Scendo, scendo verso la spiaggia di sassi.

Priaruggia (4)

E mi torna in mente la domanda che vi ho posto ieri.
Di chi è la poesia?
La poesia è della gente di mare che sa creare componimenti in rima baciata con il suono del mare.

Priaruggia (5)

E poi tinte accese e brillanti, il tempo dei tuffi e dei capelli bagnati.
E l’asciugamano lo posi proprio lì, ad asciugare.

Priaruggia (6)

E poi all’orizzonte ha fatto la sua comparsa una cupa nuvolaglia.
E il vento, il vento amico l’ha dissolta e l’ha spazzata via.

Priaruggia (7)

In giornate come queste il mare brilla.
Ditemi, vi occorre altro? A me no, davvero.

Priaruggia (8)

Sulla piccola spiaggia, tra remi e barche.

Priaruggia (9)

E blu e turchese e laggiù ancora l’acqua calma scintillante di luce.

Priaruggia (10)

Passa un treno, qualcuno ci osserverà dal finestrino e penserà che siamo fortunati a trovarci proprio qui, in questo giorno.

Priaruggia (11)

Bianco, celeste, verde acqua, grigio di sassi e azzurro.

Priaruggia (12)

E una stella, stella di mare.

Priaruggia (13)

E poi sali e vai oltre e la osservi da lontano, la spiaggia di Priaruggia.

Priaruggia (14)

E ancora, guarda bene.
Tra tante, una barchetta è rosa.

Priaruggia (15)

E verrebbe il desiderio di prendere il largo e guardarlo dal mare, questo tratto di costa.

Priaruggia (16)

Poi ti volti, e noti quegli abbaini sui tetti.
E allora ti chiedi se alcuni si alzano presto per vedere l’alba da lassù.
Chissà com’è il mondo, visto da quelle finestrelle.
Chissà com’è verso sera, quando il tempo posa il suo manto scuro sul mare e poi trafigge il cielo di stelle, mentre la luna si specchia nell’acqua.
Magie, magie di certe finestre che donano vedute impagabili.

Priaruggia (17)

Io semplicemente resto qua, alla ringhiera, davanti alla spiaggia di Priaruggia.

Priaruggia (18)

I laghetti di Casanova

A breve distanza da Fontanigorda c’è un luogo davvero incantevole e oggi vi porterò laggiù, ai laghetti di Casanova.
Con una breve passeggiata si arriva fino al Mulino, il luogo prediletto dei miei giochi di bambina, ai tempi ci andavo in bicicletta.
E poco distante un ponte e il canto dell’acqua del Pescia che fluisce gioiosa e vitale.

Laghetti (6)

Una volta qui si veniva a pescare, ricordo che mio papà  prendeva i gamberi di fiume.
Il torrente è musica,  il torrente scorre sinuoso tra gli alberi, nel silenzio del bosco.

Laghetti (12)

E poi si incontra la pace di un laghetto chiaro e trasparente.

Laghetti (8)

Brilla e riluce, sotto i raggi del sole.

Laghetti (16)

Acqua, acqua di cristallo che si insinua tra le rocce e scivola via.
Cammini, cammini seguendo il torrente.

Laghetti (10)

E ancora un altro laghetto, circondato da una natura quasi selvaggia, prepotente e viva.

Laghetti (3)

Un laghetto nel bosco è una magia di rami che tremuli si riflettono sulla superficie dell’acqua.

Laghetti (4)

E’ sassi e foglie cadute che vanno alla deriva come piccole barche lasciate al proprio destino.

Laghetti (5)

E’ una piccola spiaggia, massi coperti di muschi, alberi ombrosi.

Laghetti (2)

E’ diverse tonalità di verde, a seconda della luce.

Laghetti (7)

Un laghetto nel bosco è tronchi d’albero verso il cielo e quasi non riesci a distinguerli da quelli che vedi riflessi nell’acqua.

Laghetti (9)

Un magnifico specchio splendente che mostra la natura rigogliosa che lo accoglie.

Laghetti (11)

E allora anche tu ti siedi sulla riva, resti ad ascoltare gli uccellini, il torrente gorgogliante, il vento tra le foglie.
Il creato parla anche a te, se lo sai ascoltare.

Laghetti

Tra cielo e terra, i tuoi pensieri restano lì, sospesi sull’acqua.

Laghetti (15)

E alcuni di essi scorrono, passano, come portati via dalla corrente impetuosa.

Laghetti (14)

Silenzio.
Silenzio nella semplice quiete di un laghetto nel bosco.

Laghetti (13)

Mare e sassi

Andare davanti al mare, su una delle spiagge più belle e suggestive di Liguria.
Ci sono stata a marzo, a dire il vero era ancora inverno anche se proprio non sembrava.
Una spiaggia infinita dove puoi camminare sulla battigia, fuori stagione non c’era quasi nessuno.
E poi ti trovi lì, seduta davanti al mare.

Mare

E no, per adesso non intendo svelarvi il nome di questa località, presto vi porterò per le vie di questo paese così caratteristico, presto camminerete con me su questa spiaggia.
Oggi qui troverete i sassi.
Ogni sasso è un’onda.
Ogni sasso è una conchiglia che avvicini all’orecchio per sentire il rimbombo del mare.
Ogni sasso è alghe, stelle marine e granchi.
Ogni sasso è un secchiello, una paletta e le formine.
Ogni sasso è l’ombrellone aperto, la borsa di paglia della mamma e il ghiacciolo di metà pomeriggio.
Ogni sasso attende una mano che lo raccolga.
E poi lancialo, fallo rimbalzare sulla superficie dell’acqua.
Uno, due, tre, quattro.
E poi giù, si posa sul fondo del mare.
Mare e sassi.
E poi a volte, cammini su una spiaggia come questa e trovi un sasso, uno solo.

Sasso

E poi, a volte, cammini su una spiaggia come questa e trovi tanti sassi.
E allora ti ricordi, ti ricordi che anche tu una volta ti mettevi lì seduta e le ore scorrevano così felici e il tempo non era tempo.
E’ la magia dell’infanzia, puoi restare lì un pomeriggio intero senza accorgerti che ti stai scottando la schiena.
E accade, ti trovi su una spiaggia, in cerca di quel tempo senza tempo.
E cammini.
E poi li trovi, tanti sassi.
Di diverse dimensioni, con sfumature differenti, alcuni sono piccini e grigi, altri marroni.
E capisci che prima di te su quella spiaggia è passato qualcuno, forse un bambino.
Solo sassi.
E fantasia e sogno e immaginazione.
A volte cammini su una spiaggia come questa e trovi tanti sassi.

Sassi

Sulla spiaggia di Vernazzola

Una mattina, a Vernazzola.
Sono andata verso il mare, ho preso lo scooter e via.
E il vento, ah!
Sarebbe già una storia a sé soltanto quella ma io oggi vi racconto di una mattina a Vernazzola.
E poi arrivi lì e riesci sempre a parcheggiare, proprio a due passi dalla spiaggia.
E insomma, sì.

Vernazzola (2)

Eccola Vernazzola, non è la prima volta che vi porto qui,  vi ho già raccontato altre sue storie.
E pur essendo un quartiere cittadino pare di trovarsi in una località di vacanza, Vernazzola ha i profumi e i colori di un borgo di riviera.

Vernazzola (3)

Barche e panni stesi turchesi come il mare.

Vernazzola (4)

E linee di rosso delle case di Vernazzola.

Vernazzola (5)

E creuze di mattoni, Liguria vera.

Vernazzola

Cose che puoi vedere in posti come questo, il gozzo accanto alla porta di casa.

Vernazzola (7)

E poi scendi lentamente verso la spiaggia dove l’onda si ferma, in lontananza le scogliere.

Vernazzola (8)

I colori del mare e di queste finestre che si affacciano su quella spiaggia.

Vernazzola (9)

E allora ti siedi sul muretto, semplicemente resti lì, nella dolce pigrizia di una giornata calda.
Occorre altro? A me no, mi basta questo.

Vernazzola (10)

E poi sali, sali ancora.
E voltati indietro, troverai ancora il mare tra quelle case.

Vernazzola (10a)

La calma silenziosa di una mattina di primavera, ancora non c’è tanta folla.

Vernazzola (12)

E poi un muro di foglie e una cascata di fiori viola.

Vernazzola (13)

E poi ancora, guarda.
Se io abitassi lassù nelle giornate di tempesta uscirei fuori a guardare i flutti che si alzano e si abbattono contro le rocce e fantasticherei di pirati e di navi con sinuose polene, immaginerei sirene che danzano tra le onde e guizzano tra spruzzi di acqua salata.
Guarda.

Vernazzola (14)

E poi scendi giù, verso quella spiaggia.

Vernazzola (15)

C’è sempre qualche viaggio ancora da intraprendere, c’è sempre qualche nuova avventura da sperimentare.

Vernazzola (16)

Una discesa dolce e gentile.

Vernazzola (17)

Si resta, in attesa di un nuove partenze, ma qui si torna, si torna sempre.

Vernazzola (18)

Cose che si vedono sulla spiaggia di Vernazzola, foglie verdi che si arrampicano sopra a un salvagente.

Vernazzola (19)

Prospettive d’estate, l’estate che verrà.

Vernazzola (20)

E allora scenderai anche tu, verso il mare, alcuni fanno già il bagno.

Vernazzola (21)

E poi gozzi, terrazzini e un orologio al muro che segna l’ora.
D’altra parte qui è facile perdere la cognizione del tempo, ci si lascia cullare da qualche sogno estemporaneo, ci si perde nei propri pensieri.Vernazzola (22)

E poi puoi metterci davvero tanto a cercare il tuo sasso, uno tra cento, mille. Liscio, levigato dal mare, non si può dire quanto tempo occorra per trovarlo, poi d’improvviso lo vedi e sai che quello è proprio il tuo.
E’ unico, diverso, è il tuo sasso.

Vernazzola (23)

La spiaggia di Vernazzola ha i colori delle granite e dei ghiaccioli.

Vernazzola (24)

E poi bianco, rosso e legno.

Vernazzola (24a)

Cartoline dalla Liguria, da un luogo nel quale si respira la quiete di un piccolo borgo.

Vernazzola (25)

E poi vasi e ancora gozzi.
E non c’è uno scorcio più bello dell’altro, Vernazzola è un piccolo gioiello cittadino incastonato sul mare, tra le sue creuze, Vernazzola è semplice e vera.

Vernazzola (26)

Ed è per questo che una mattina sono andata verso il mare.
Sulla spiaggia di Vernazzola.

Vernazzola (27)