Un nuovo settembre alla fermata dell’autobus

Ed ecco un nuovo settembre alla solita, cara fermata dell’autobus ormai nota a tutti i miei lettori abituali, qui trovate il riassunto di tutte le puntate precedenti e di tutti gli arredi possibili e immaginabili che si sono susseguiti alla fermata dell’autobus dal lontano 2013.
E ieri, ecco la sorpresa: un tavolinetto e una sedia gialli come il sole e là, al riparo dal caldo, riviste e libretti per ingannare il tempo nell’attesa del piccolo e brioso autobus che conduce a Castelletto.
Tra le varie letture ecco anche una celeberrima rivista di enigmistica certamente molto adatta allo svago, io in realtà preferisco sempre avere dietro un libro mio e un mio giornale ma ditemi, cosa c’è di meglio di un quesito della Susy o di un misterioso rebus per distrarsi un po’?
E anche per oggi dalla fermata dell’autobus è tutto, presto ci saranno certo nuovi aggiornamenti.

Una sfumatura di arancio

Nel caldo dell’estate, i giardini sono autentiche oasi di pace.
E così, camminando per Fontanigorda, osservo e oltre i cancelli trovo tavolini per pranzare all’aperto, ombrelloni che donano ombra ristoratrice, gatti assonnati che se ne stanno tranquilli sul prato.
E poi, in un certo giardinetto, ecco una fila di vasi con i gerani curati con amore, un muretto in pietra e il sole che illumina l’erba verde e le corolle.
E una sfumatura di arancio, così simile a quei fiori che sbocciano lì accanto, nel pieno della bella estate.

Novità alla fermata dell’autobus

Amici, eccomi nuovamente ad aggiornarvi su quanto accade ad una certa fermata dell’autobus, gli abituali frequentatori di questo blog conoscono bene la situazione, da anni ormai qualche solerte concittadino arreda con cura la nostra fermata di Via Piaggio e allora vi ripropongo tutte le foto pubblicate nel corso del tempo, ogni tanto un riassunto ci vuole!
Tutto iniziò nel lontano 2013.

Nel 2015, poi, trovai con sorpresa questa bella poltroncina.

In seguito fu aggiunto un tavolino.

E l’anno dopo fu la volta di queste sedie.

Nel 2017 ci trovai pure un passeggino!

Nel 2018, poi, fu la volta di due eleganti sedie con comoda imbottitura.

Non mancò, nel corso di quella estate, un dondolo per i più piccini.

In autunno arrivò un sedia da cucina.

E al principio di novembre si aggiunse una sedia più elegante.

A gennaio 2019 ecco fare la sua comparsa una sedia da ufficio, in effetti sbrigare qualche questione lavorativa alla fermata dell’autobus può anche avere senso!

Nel mese di marzo si accomodarono su quelle sedie due amiche specialissime della sottoscritta: le care Els e Irene che dall’Olanda con entusiasmo mi onorano di seguire questo blog.

Poi venne il principio dell’estate e la situazione, signori, eccola qua.

L’autunno di quel 2019 ci regalò diverse tonalità di grigio.

A febbraio 2020 trovai sulla sedia superstite una scatola piena di musicassette, la musica del resto è sempre perfetta per rilassarsi!

Con l’estate fu la volta delle sedie da giardino.

E poi fu messo lì accanto un bel quadretto con suggestioni orientali.

Ed eccoci al mese di aprile di questo 2021: si vede che qualcuno ha avuto la bella idea di fare le pulizie di primavera perché a sorpresa è spuntata una scopa.

E poi ho trovato anche un comodo pouf, che bellezza!

E infine eccoci alle ultime novità, l’altro giorno son passata davanti alla fermata e ci ho trovato una specie di scaffaletto, direi.
Uhm, non si può proprio mettersi seduti!
E insomma, noi che stiamo nei dintorni siamo abituati bene, speriamo così di trovare presto alla nostra fermata dell’autobus una sdraio da spiaggia o magari una poltroncina, vedete voi, ormai è una piacevole consuetudine!
Alla prossima amici, ci rivediamo alla fermata dell’autobus!

Il magnifico deposito del Signor Peregallo

Oggi vi porterò con me in quel passato nel quale mi piace in qualche modo ritornare, la mia speciale macchina del tempo vi condurrà dritti dritti nel deposito del Signor Peregallo.
E come sempre accade in questi casi, occorrerà da parte nostra un notevole sforzo di immaginazione e prima di provare a fantasticare sul magnifico deposito ci toccherà provare almeno ad immaginare il Signor Francesco Peregallo medesimo, mi pare ovvio.
Mi pare verosimile supporre che il nostro Signor Peregallo abitasse non troppo distante dal suo ricco deposito del quale ho trovato notizia sul Lunario del Signor Regina del lontano 1887 di mia proprietà dal quale ho tratto le immagini in bianco e nero che seguono.
Ecco là, nell’elegante e ripida Via Caffaro si trova per l’appunto il deposito del nostro caro Signor Francesco.

E facciamo la conoscenza del proprietario, io me lo immagino alto e distinto con certi capelli sottili, il viso lungo e i baffetti che gli conferiscono un’aria austera.
Certo, è tutto un gioco della mia fantasia ma io me lo vedo proprio lì davanti alla porta del palazzo dove si trova il deposito, lo vedete anche voi?
Ecco l’illustre Francesco Peregallo, con l’orologio nel taschino del gilet, l’espressione compunta e i modi eleganti, certo è un imprenditore che sa il fatto suo.
E cosa mai terrà in questo suo deposito di Via Caffaro?
Birra tedesca di ottima qualità, in fusti e bottiglie, una delle sue birre proviene direttamente da Monaco di Baviera.

In alto i boccali, prosit, con la birra del Signor Peregallo!
Lui, tra l’altro, non si occupa mica solo di questo!
Eh no, infatti in quel leggendario deposito di Via Caffaro, oltre alla birra, sapete cosa tiene? Raffinati mobili in stile Thonet che incontrano davvero il mio gusto.
Stupore e meraviglia, ci sarà certamente una ragione per tutto questo!

Eh lo so, vi starete chiedendo cosa caspita c’entrino i mobili Thonet con la birra ed è proprio una bella domanda alla quale, detto in tutta sincerità, non saprei trovare una risposta.
L’unico che saprebbe fornirci la corretta spiegazione è proprio lui, l’illustre proprietario del deposito.
E allora sapete cosa vi dico? Non vi resta che fare un salto in Via Caffaro, naturalmente nel 1887, in cerca del Signor Francesco Peregallo che certo saprà soddisfare la vostra curiosità!
Fatemi sapere, amici, come sempre io vi aspetto qui, buon viaggio!

Pulizie di primavera alla fermata dell’autobus

E ritorniamo una volta ancora alla celebre fermata dell’autobus tante volte protagonista sulle paginette di questo blog.
Amici, noi che abitiamo su queste alture di Castelletto, come ben sapete, siamo abituati a trovare alla piccola fermata sedie da cucina o da ufficio, poltroncine e arredi vari, ne abbiamo per ogni gusto.
Ora da diverso tempo si trovano là queste due sedie bianche perfette per le pigrizie di questa stagione e in un angolo, in un certo giorno d’aprile, è pure comparsa una scopa.
A dir la verità tutto l’insieme avrebbe bisogno di una bella rinfrescata e si vede che qualcuno ha pensato di iniziare spazzando via un po’ di foglie e cose così.

Per fortuna la stagione nuova lascia il suo tocco gentile anche sulla palina che è rimasta così avvolta dalla delizia del glicine.

Pulizie di primavera alla fermata dell’autobus: e devono essere state anche un po’ faticose, mi sa.
Infatti dopo qualche tempo la scopa è scomparsa e davanti a una delle due sedie è comparso un piccolo pouf sul quale direi che si possono allungare le gambe per il meritato riposo, dopo tanto lavoro.
E per oggi è tutto, vi aspetto per la prossima puntata alla fermata dell’autobus!

Una fermata per quattro

No, questa non è la mia solita fermata di Castelletto che ormai molti di voi conoscono.
Ampliando il mio raggio di azione di recente mi è capitato di ritrovarmi dalle parti di Marassi in una giornata fresca e piuttosto ventosa.
E cosa ci vuole per aspettare l’autobus?
Un bel posticino al riparo molto utile se piove o se il sole picchia forte, in questo caso poi qualcuno ha provveduto a sistemare per l’attesa anche certe sedie che hanno tutta l’aria di essere robuste, comode e confortevoli.
E voilà, signore e signori, ecco a voi una fermata per quattro.
Se poi dovessi ritornare da quelle parti a questo punto non mancherò di controllare la situazione: come si sa l’estro dei genovesi in fatto di arredamento delle fermate dell’autobus riserva spesso belle sorprese.

Come in un dipinto

È uno scatto delle ore briose dell’estate e del tempo del sole a Fontanigorda.
Là, davanti a quella casa.
Nel corso della stagione ci sono passata in diverse occasioni, di volta in volta mi è capitato di trovare la finestra spalancata o anche una tenda chiara che ondeggiava leggera appena smossa dalla brezza lieve.
E poi questa luce così brillante, i colori vivaci, le linee definite e nette.
Una bellezza chiara e così semplice, come tracciata da pennellate d’artista, l’essenza della pura armonia: come in un dipinto.

Una mattina nella Chiesa di San Filippo Neri

Era di mattina.
Là, nella bella chiesa di San Filippo Neri, in Via Lomellini.
C’era questa luce, in realtà a colpirmi è stato davvero il colore del legno di queste sedie, la loro brillantezza, la cura con la quale sono tenute, così lucide e perfette.
Era di mattina, sul presto.
E forse, da lì a poco, qualcuno si sarebbe inginocchiato nel confessionale in cerca di ascolto, pace e comprensione.
C’era questo silenzio, il senso di un tempo sospeso.
L’attesa.
Le sedie disposte con questa armonia.
C’era questa pace, nel chiarore di una chiesa nei caruggi di Genova.

Suggestioni orientali alla fermata dell’autobus

L’estate sta finendo e una nuova stagione è alle porte, è quasi tempo di iniziare il cambio degli armadi e intanto si rinnova anche la storica fermata del 375 qui a Castelletto.
Ormai non mi serve quasi più specificarlo, questa infatti è una faccenda che va avanti da anni e anni, di volta in volta la fermata si abbellisce con nuovi arredi e sedie di diversa foggia e fattura, ne ho viste davvero per tutti i gusti e ogni volta ho documentato le novità.
In questo settembre che scivola via alla fermata dell’autobus ho trovato le due comode sedie che già erano lì all’inizio dell’estate e in più ecco un delicato dettaglio che ingentilisce l’attesa: un quadretto in cui è ritratta una giovane fanciulla di terre lontane vestita con il suo abito tradizionale e con il suo grazioso ombrellino.
Con questo garbo ecco così le inaspettate suggestioni orientali alla fermata dell’autobus.

Attese in campagna

La vita di campagna sa essere tranquilla e rilassata, in particolar modo per coloro che trascorrono le giornate in questi luoghi solo per passeggiare, prendere il fresco e riposarsi.
Ed eccomi tra questi fortunati villeggianti, qui in Val Trebbia non mancano certo i luoghi dove fare tranquille passeggiate e così qualche giorno fa ho fatto un giretto nella ridente e vicina Casanova.
Giunta al termine della salita davanti alla quale si erge la chiesa del paese ecco la sorpresa, va anche detto che a breve  distanza c’è pure un cassonetto e quindi chissà!
E sapete, almeno fino all’anno scorso, a qualche metro dal punto in cui ho scattato la fotografia, c’era esattamente la fermata della corriera, non mi sono ricordata di controllare se in effetti sia ancora lì!
Come sono diverse le attese in campagna!
Qualunque cosa tu stia aspettando puoi sdraiarti su un verde prato oppure appoggiarti a una rustica staccionata o magari accomodarti su una scenografica panchina con vista sulla valle.
O forse potrebbe capitarti di metterti tranquillo all’ombra degli alberi.
Su un’elegante sedia in stile, mi pare chiaro.
Tutti coloro che frequentano abitualmente queste pagine certamente avranno pensato come me alla leggendaria fermata dell’autobus del mio quartiere da me tante volte fotografata e apparsa in numerose occasioni sulle pagine di questo blog.
La sedia con lo schienale e la seduta accuratamente foderati di giallo ocra non sfigurerebbe certo alla mia fermata di città, tuttavia l’ho trovata qui in Val Trebbia.
Anche per le attese in campagna, in fondo, amiamo disporre di certe comodità.