Una fermata per quattro

No, questa non è la mia solita fermata di Castelletto che ormai molti di voi conoscono.
Ampliando il mio raggio di azione di recente mi è capitato di ritrovarmi dalle parti di Marassi in una giornata fresca e piuttosto ventosa.
E cosa ci vuole per aspettare l’autobus?
Un bel posticino al riparo molto utile se piove o se il sole picchia forte, in questo caso poi qualcuno ha provveduto a sistemare per l’attesa anche certe sedie che hanno tutta l’aria di essere robuste, comode e confortevoli.
E voilà, signore e signori, ecco a voi una fermata per quattro.
Se poi dovessi ritornare da quelle parti a questo punto non mancherò di controllare la situazione: come si sa l’estro dei genovesi in fatto di arredamento delle fermate dell’autobus riserva spesso belle sorprese.

Come in un dipinto

È uno scatto delle ore briose dell’estate e del tempo del sole a Fontanigorda.
Là, davanti a quella casa.
Nel corso della stagione ci sono passata in diverse occasioni, di volta in volta mi è capitato di trovare la finestra spalancata o anche una tenda chiara che ondeggiava leggera appena smossa dalla brezza lieve.
E poi questa luce così brillante, i colori vivaci, le linee definite e nette.
Una bellezza chiara e così semplice, come tracciata da pennellate d’artista, l’essenza della pura armonia: come in un dipinto.

Una mattina nella Chiesa di San Filippo Neri

Era di mattina.
Là, nella bella chiesa di San Filippo Neri, in Via Lomellini.
C’era questa luce, in realtà a colpirmi è stato davvero il colore del legno di queste sedie, la loro brillantezza, la cura con la quale sono tenute, così lucide e perfette.
Era di mattina, sul presto.
E forse, da lì a poco, qualcuno si sarebbe inginocchiato nel confessionale in cerca di ascolto, pace e comprensione.
C’era questo silenzio, il senso di un tempo sospeso.
L’attesa.
Le sedie disposte con questa armonia.
C’era questa pace, nel chiarore di una chiesa nei caruggi di Genova.

Suggestioni orientali alla fermata dell’autobus

L’estate sta finendo e una nuova stagione è alle porte, è quasi tempo di iniziare il cambio degli armadi e intanto si rinnova anche la storica fermata del 375 qui a Castelletto.
Ormai non mi serve quasi più specificarlo, questa infatti è una faccenda che va avanti da anni e anni, di volta in volta la fermata si abbellisce con nuovi arredi e sedie di diversa foggia e fattura, ne ho viste davvero per tutti i gusti e ogni volta ho documentato le novità.
In questo settembre che scivola via alla fermata dell’autobus ho trovato le due comode sedie che già erano lì all’inizio dell’estate e in più ecco un delicato dettaglio che ingentilisce l’attesa: un quadretto in cui è ritratta una giovane fanciulla di terre lontane vestita con il suo abito tradizionale e con il suo grazioso ombrellino.
Con questo garbo ecco così le inaspettate suggestioni orientali alla fermata dell’autobus.

Attese in campagna

La vita di campagna sa essere tranquilla e rilassata, in particolar modo per coloro che trascorrono le giornate in questi luoghi solo per passeggiare, prendere il fresco e riposarsi.
Ed eccomi tra questi fortunati villeggianti, qui in Val Trebbia non mancano certo i luoghi dove fare tranquille passeggiate e così qualche giorno fa ho fatto un giretto nella ridente e vicina Casanova.
Giunta al termine della salita davanti alla quale si erge la chiesa del paese ecco la sorpresa, va anche detto che a breve  distanza c’è pure un cassonetto e quindi chissà!
E sapete, almeno fino all’anno scorso, a qualche metro dal punto in cui ho scattato la fotografia, c’era esattamente la fermata della corriera, non mi sono ricordata di controllare se in effetti sia ancora lì!
Come sono diverse le attese in campagna!
Qualunque cosa tu stia aspettando puoi sdraiarti su un verde prato oppure appoggiarti a una rustica staccionata o magari accomodarti su una scenografica panchina con vista sulla valle.
O forse potrebbe capitarti di metterti tranquillo all’ombra degli alberi.
Su un’elegante sedia in stile, mi pare chiaro.
Tutti coloro che frequentano abitualmente queste pagine certamente avranno pensato come me alla leggendaria fermata dell’autobus del mio quartiere da me tante volte fotografata e apparsa in numerose occasioni sulle pagine di questo blog.
La sedia con lo schienale e la seduta accuratamente foderati di giallo ocra non sfigurerebbe certo alla mia fermata di città, tuttavia l’ho trovata qui in Val Trebbia.
Anche per le attese in campagna, in fondo, amiamo disporre di certe comodità.

Estate 2020 alla fermata dell’autobus

E così infine l’estate è arrivata anche alla fermata dell’autobus, evviva!
Eh sì, cari affezionati lettori, mi riferisco proprio alla leggendaria fermata del 375 che molti di voi ben conoscono perché ne ho scritto diverse volte e che si trova nel quartiere di Castelletto.
Dunque, alla fermata non mancano mai le sorprese, questa lunga storia è stata da me documentata sulle pagine di questo blog ormai dal lontano 2013, là alla fermata dell’autobus l’arredamento cambia di continuo.
Nel corso degli anni ci ho trovato sedie di fatture diverse, moderne, in stile, da salotto o da cucina, una volta ho visto là un tavolino, poi un dondolo per i più piccini, un passeggino, poltroncine traballanti e sedie da ufficio con le rotelle.
Adesso è estate e allora mettiamoci comodi.
Portiamoci una bibita fresca, una rivista da sfogliare, indossiamo abiti colorati e leggeri.
Magari ci si potrebbe anche appisolare, nell’attesa: l’estate è arrivata alla fermata dell’autobus.

Attese in musica

La fermata è sempre la stessa, qui si aspetta il piccolo e sprintoso 375 che porta noi genovesi sulle nostre alture.
E qui, nel corso degli anni, ho avuto occasione di trovare gli arredi più disparati: sedie da ufficio e da cucina, poltroncine vintage o moderne, un tavolino per la merenda e un passeggino azzurro.
C’è vita alla fermata dell’autobus, è indubbiamente così.
I miei lettori affezionati ben conoscono questa piccola epopea genovese, di tanto in tanto infatti trovo qualche novità e quindi torno a scriverne, se a qualcuno di voi occorre qui trovate l’ultimo post dedicato a questa simpatica vicenda con un riepilogo delle puntate precedenti.
Dunque, ritorniamo al tempo presente, ho scattato la foto di oggi proprio qualche giorno fa.
Come al solito passavo di lì e ho dato un’occhiata, ecco.
Oh, la sedia è sempre più instabile e barcollante ma sulla seduta sapete cosa ho trovato?
Una grande scatola piena di musicassette, perbacco!
Sì, sì, le cassette, proprio quelle che si arrotolavano con la penna Bic, per intenderci.
E per ingannare l’attesa ascoltare un po di musica è la scelta vincente, non credete anche voi?
Certo, per ascoltare le cassette ci vuole un walkman di quegli anni là, uno di quei reperti che magari qualcuno ancora conserva.
Eh, come siamo cambiati!
E queste sono cose che possono accadere a una certa fermata dell’autobus.
Alla prossima puntata, amici!

Settembre alla fermata dell’autobus

Settembre, cadono le foglie ma restano le sedie anche se tra quelle fotografate una mi sembra piuttosto traballante!
Eh sì, cari amici, torna su queste pagine l’appassionante epopea che si ripropone periodicamente con mio stupore a una fermata dell’autobus qui nei dintorni.
I miei affezionati lettori sono perfettamente al corrente di questa curiosa faccenda che si ripete ormai dal lontano 2013, qui trovate la curiosa sequenza di sedie da salotto, cucina o ufficio e via dicendo, non ci siamo fatti mancare niente.
In un giorno di marzo, poi, alla fermata dell’autobus sono arrivate anche due viaggiatrici speciali: sono le mie care amiche olandesi e qui le trovate sorridenti e sedute sulle mitiche sedie.
E poi venne giugno, il tempo del caldo e del sole ed ecco qua la versione estiva della fermata in questione.
Tornata dalla campagna sono appunto passata da quelle parti e quindi eccomi a documentare la situazione: tre sedie, quella da ufficio sulla sinistra sembra pure comoda, del resto per molti questo è il periodo del rientro al lavoro, ecco.
E anche per questa volta è tutto, cari amici, vi attendo per la prossima ed entusiasmante puntata!

Ultime dalla fermata dell’autobus

Cari amici, non mancano in questo inizio di estate le notizie dalla famosa fermata dell’autobus che spesso diventa entusiasmante protagonista su queste mie pagine.
Ormai è una faccenda di anni e anni, l’ultima volta si accomodarono su quelle sedie di fortuna le mie care amiche Els e Irene, qui invece potete vedere tutte le puntate precedenti, c’è da dire che agli abitanti della zona la fantasia non manca!
E in questa fine di giugno genovese ecco ancora una piccola novità per gli avventori della fermata, del resto con questo caldo attendere all’ombra e comodamente seduti è un piacevole privilegio.
E per una volta ancora appuntamento alla prossima puntata, amici, sono certa che ci saranno nuovi fantastici episodi!

Amiche speciali alla fermata dell’autobus

Le ragazze sono tornate!
Sono sicura che molti di voi si ricordino di loro: Els e Irene sono due brillanti amiche olandesi ottantenni e sono anche amiche di Miss Fletcher, le ho conosciute proprio grazie a queste mie paginette e a maggio abbiamo avuto occasione di gironzolare insieme per Genova, qui c’è il racconto di quella nostra bella passeggiata.
Els e Irene sono innamorate della Superba e sono ritornate qui per una nuova vacanza.
E così abbiamo passato la mattinata a Palazzo Reale, siamo andate a zonzo per caruggi, abbiamo pranzato insieme con delle genovesissime trofie al pesto, ho mostrato loro il mio terrazzo e i primi fiori di primavera.
E abbiamo trovato le mimose, gustato un tè e un dolcetto alla Marescotti, ci siamo anche fermate in libreria.
Le giornate, quelle belle, per me sono così: dense di tante piccole gioie.
E poi, sorpresa!
Ecco qua, la cosa fantastica è che l’idea non è mia ma di Els e Irene: appena ci siamo incontrate mi hanno espressamente chiesto di portarle a quella fermata dell’autobus che gli affezionati lettori di questo blog conoscono bene.
Ne scrivo spesso infatti, in quanto c’è qualcuno che si prende la briga di sistemarla con sedie di vario genere, è una faccenda peculiare questa e qui trovate l’ultima puntata della serie.
E così le ragazze hanno voluto fare una foto proprio su quelle sedie, ci siamo andate apposta, pensate un po’!
Els e Irene sono persone particolari: ironiche, solari, intelligenti, simpatiche e veramente piacevoli, è un vero onore conoscerle.
E così eccole qua: due amiche speciali alla fermata dell’autobus.