#maresottosopra, navigando da Camogli a Genova

Navigando verso Genova, durante l’avventura di #maresosopra.
E se ancora non siete innamorati della Liguria basterà questo breve viaggio a imprimerla per sempre nel vostro cuore.
Si lascia Camogli, con un tiepido venticello.

Maresottosopra (2)

Davanti a noi la costa e le case arrampicate sulla collina.

Maresottosopra (3)

Una barca veleggia dolcemente davanti al litorale di Recco.

Maresottosopra (4)

Sulle onde che lambiscono la terra di Liguria con lo sguardo segui il susseguirsi di luoghi noti e tanto frequentati in qualunque stagione dell’anno.

Maresottosopra (5)

E quando vedi le casette alte e una chiesa sulla spiaggia sai di essere di fronte a Sori.

Maresottosopra (6)

Sul mare, nel tepore del sole di primavera.

Maresottosopra (7)

E tra le tante case una è davvero particolare, bianca e rotonda, è come posata sulla roccia.
Immagino una terrazza, una veranda e piante rigogliose, penso alla magia di sedersi lì ad attendere il tramonto mentre l’onda si frange sugli scogli.

Maresottosopra (8)

Navigando verso Genova, una delle emozioni di #maresottosopra.
E poi vedi un ponte, a destra una ripida salita, una spiaggia e una chiesa che domina il mare e allora sai che stai ammirando Bogliasco, una delle mete predilette dei genovesi.

Maresottosopra (8A)

Navighiamo e ci avviciniamo all’estremo levante della Superba.
E ancora si vedono le belle case immerse nel verde rigoglioso delle pacifiche colline.

Maresottosopra (10)

Eppure non sì può fare a meno di notare un particolare che non ha nulla di romantico.
Lì, davanti ai nostri occhi, appare ben evidente lo squarcio della frana, siamo a Capolungo, fragile terra di Liguria che merita cura e rispetto da parte di tutti noi.

Maresottosopra (11)

E da qui in poi si distende Genova con le sue tante bellezze.

Maresottosopra (12)

La passeggiata di Nervi.
E ci sono due innamorati appoggiati alla ringhiera, la signora con il cagnolino, il ragazzo con lo skate e quello seduto sui gradini.

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E ancora, casette colorate e tinte pastello e un’amata e celebre insenatura, il porticciolo di Nervi.

Maresottosopra (14)

E non credo che servano altre parole.

Maresottosopra (15)

La nave solca l’azzurro e si supera il levante cittadino.

Maresottosopra (16)

Qui, davanti a noi, lo scoglio di Quarto e il monumento ai Mille.

Maresottosopra (17)

E poi vedi il profilo di un castello proteso sul mare, siamo a Capo Santa Chiara.

Maresottosopra (18)

E un piccolo borgo, tu sai che i gozzi sono là posati sui sassi e davanti alla gelateria c’è la solita coda.
E questa è Boccadasse vista dal mare.

Maresottosopra (18A)

Piano, piano verso il centro di Genova, ecco la chiesa di Sant’Antonio e la parte finale di Corso Italia.

Maresottosopra (20)

La spiaggia spaziosa, l’abbazia di San Giuliano e certo laggiù c’è qualcuno seduto sul muretto.

Maresottosopra (21)

Una vela bianca, il mare, il faro.

Maresottosopra (22)

Le ampie strade della Foce.

Maresottosopra (23)

E il profilo dei palazzi di Piazza Rossetti.

Maresottosopra (24)

La Fiera del Mare e ancora le alture.

Maresottosopra (25)

Si rientra e intanto altri prendono il largo su una maestosa nave da crociera.

Maresottosopra (26)

Il porto e la sua vita, la città che si estende sulle colline.

Maresottosopra (26A)

Mare blu, intenso e tutti i colori di Genova.

Maresottosopra (27)

Osservi, cerchi i monumenti, le chiese le strade che percorri ogni giorno.

Maresottosopra (26A)

E poi lo sguardo incontra la Lanterna.

Maresottosopra (30)

E il campanile della Cattedrale di San Lorenzo e poco distante la Torre degli Embriaci.

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Bellezze e stupori della Superba.

Maresottosopra (31)

E se sei genovese mentre ti avvicini al tuo approdo una musica e certe parole risuonano nella tua testa, a cantarle è la voce inconfondibile di Ivano Fossati.

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più.

Maresottosopra (33)

Ti volti indietro, ancora una volta.

Maresottosopra (34)

E poi giungi all’imbocco del Porto Antico, ecco il luogo dove noi andiamo ad ammirare il tramonto.

Maresottosopra (35)

E cerco la mia casa sulle alture, lo faccio sempre quando sono da queste parti.

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Le barche si riflettono nel blu.

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Ed ecco Genova, così la vedi arrivando dal mare.

Maresottosopra (38)

Maresottosopra (37)

E qui termina il viaggio, nel cuore del Porto Antico.
Ringrazio ancora Pecoraverde , Whalewatch Genova, Paolo Ratto e tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’evento di #maresottosopra un’esperienza affascinante che ha regalato a tutti noi splendide emozioni.
Ci ha donato anche questo, abbiamo veduto la costa di Liguria e Genova dal mare.

Maresottosopra (39)

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Finestre dipinte, una curiosa eredità del passato

Se girate per le strade della città vecchia vi capiterà spesso di vedere finestre dipinte a imitazione di quelle realmente esistenti.
Non dovrete cercarle a lungo, vi basterà alzare lo sguardo, ad esempio in Via Gramsci.

Via Gramsci (2)

E a breve distanza, ancora finestre vere e finestre immaginarie.

Via Gramsci (3)

Ed eccole disegnate in Via del Campo.

Via del Campo

E poi sulla riviera, a Santa Margherita Ligure, balaustre e persiane tracciate da un’abile mano d’artista.

Santa Margherita Ligure

Questa consuetudine di dipingere finte finestre trae le sue origini dal nostro passato e per spiegarla bisogna andare al tempo della Repubblica Ligure.
E dunque, è l’anno 1798 e il governo si trova a dover affrontare una spinosa questione: rimpinguare le casse della Repubblica.
E così con una brillante quanto discutibile iniziativa si decide di ricorrere al mezzo più scontato: una nuova tassa che colpisce la proprietà, la tassa sulle finestre.
E la logica del calcolo è facilmente intuibile: i più ricchi possiedono fastose dimore e lussuosi palazzi con numerose finestre, per ognuna si dovrà corrispondere una certa cifra.
Come scrive lo storico Antonino Ronco, lo sgradito balzello viene enfaticamente chiamato “sussidio patriottico sulle finestre”, come al solito in qualche modo si cerca di indorare la pillola!
L’odiata tassa segue una schema preciso: fino a cinque finestre, grazie al cielo, non si paga nulla, ci sono poi delle aliquote calcolate in base al numero delle finestre presenti sull’edificio.
E i liguri come la prendono?
Come reagiscono quelli di Genova a questa bella novità?
E’ semplice, murando e chiudendo le finestre sui loro palazzi, alcune di esse verranno sostituite da quelle finte, dei suggestivi trompe-l’œil.
E così non vedrete mai aperte certe persiane, esistono soltanto grazie ad un abile gioco di pennelli.

Via Gramsci

In città e sulla costa, questa è una finestra di Sori.

Sori

E certo, poi con il tempo questo è diventato anche un diletto artistico, il  trompe-l’œil crea splendidi effetti visivi.
Ed ecco colonne ed affacci da sogno su Via Gramsci.

Via Gramsci (4)

E in Via dei Giustiniani illusori vetri smerigliati.

Via dei Giustiniani

L’astuzia dei genovesi!
Mi metti la tassa sulle finestre? E io le chiudo e tanti saluti al sussidio patriottico!
Questa è Via Orefici.

Via Orefici

E anche in Piazza Valoria c’è una finestra dipinta, non so dirvi se la parziale apertura sia stata realizzata in tempi recenti.

Piazza Valoria

E poi guarda, lassù, all’ultimo piano di questo palazzo di Via San Luca.

Via San Luca

Finestre vere e finestre immaginarie, silenziose testimoni del passato di Genova.

Vico San Matteo

Lazzaro Stagno, il ligure che sconfisse i pirati

Questa è una storia di mare e di audacia, per raccontarla bisogna andare a un giorno di maggio del 1796.
Dal porto di Patti, in Sicilia, salpa una piccola imbarcazione, un pinco dal nome beneaugurante: Nostra Signora dell’Acquasanta.
Si tratta di un mezzo da carico sul quale si trovano soltanto 15 persone, quattro di esse sono dei ragazzini.
A bordo c’è anche il padrone del pinco, è un fiero ligure, si chiama Lazzaro Stagno ed è originario di Sori.

Sori (3)

Si parte, con il favore dei venti e della buona sorte.
E poi, d’un tratto, la vedetta lancia l’allarme: sulla linea dell’orizzonte si intravedono ben quattro navi di notevoli dimensioni.
Le imbarcazioni non sono uguali tra di loro, due di esse hanno un certo tipo di vela e se ne restano pacificamente al largo.
Le altre due, invece, avanzano minacciose verso il pinco.
Si tratta di una galeotta e di una mezza galera, a bordo ci sono pericolosi pirati barbareschi, sono armati fino ai denti e dispongono di una ragguardevole potenza di fuoco, ben venti cannoni pronti a sferrare l’offensiva al Nostra Signora dell’Acquasanta.
A bordo del pinco monta l’agitazione, bisogna difendersi con ogni mezzo.
Lazzaro Stagno e i suoi uomini non si perdono d’animo, possono contare su cinque cannoni e su un certo numero di moschetti ma Lazzaro ha anche un’altra arma per contrastare i suoi nemici: la sua abilità marinara che farà tutta la differenza.
E infatti la mezza galera dei pirati barbareschi tenta un primo abbordaggio ma il pinco sfugge all’assalto e sebbene cada colpito a morte un marinaio di Camogli, Nicheroso Olivari, da bordo i liguri continuano a far fuoco e diversi pirati perdono la vita in questo primo scontro.
Che smacco!
Il comandante della mezza galera non vuol darsi per vinto e torna al contrattacco, una palla di cannone attraversa il cielo e trapassa le vele del pinco senza provocare danni strutturali alla piccola imbarcazione.
Lazzaro e i suoi uomini, invece, si difendono strenuamente e sferrano un colpo decisivo: una cannonata abbatte l’albero di maestra che si schianta rovinosamente sulla tolda della mezza galera, un’altra palla provoca altri seri danni.

Galeone

I pirati tentano ancora l’abbordaggio ma sono nuovamente respinti e molti di essi vengono uccisi.
Finalmente si arrenderanno? Figurarsi!
Fanno un terzo tentativo ma gli indomiti liguri non si lasciano certo sopraffare e colpiscono lo scafo della mezza galera causando la morte e il ferimento di molti dei loro nemici.
Durante il sanguinoso scontro l’altra imbarcazione barbaresca, la galeotta, se ne rimane in disparte e da bordo parte una sola cannonata.
C’è sempre un momento nel quale bisogna riconoscere la superiorità del proprio avversario e viste le gravi condizioni nelle quali versa la mezza galera, tutte e due le navi battono in ritirata.
Festa grande a bordo del Nostra Signora dell’Acquasanta!
Il viaggio prosegue senza altri intoppi e i prodi uomini di mare giungono finalmente a Genova.
E qui vengono accolti con tutti gli onori!
I festeggiamenti si svolgono il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, patrono di questa città.
A Lazzaro Stagno viene consegnata una medaglia d’oro, l’equipaggio è ricompensato con altri doni, una somma viene assegnata alla famiglia del caduto Nicheroso Olivari ed è prevista un’ulteriore dote per la prima delle sue figlie che si sposerà.
Tutto questo accadde nel lontano 1796.
Lazzaro e i suoi uomini tornarono al loro mare e ai fruttuosi commerci con i quali garantivano il pane alle loro famiglie.
Chissà quante volte, negli anni che seguirono, Lazzaro Stagno avrà ricordato quel luminoso giorno di maggio, il giorno in cui sconfisse i pirati.

Mare

Sori in inverno e la danza delle onde

Vi porto a Levante, seguendo il vento e la luce, sulla costa, verso uno dei primi paesi che si incontra uscendo da Genova, Sori.
E allora mi sovvengono certe memorie dei tempi della scuola quando a primavera inoltrata, stagione che ai liguri già permette di frequentare le spiagge, partivo di buon mattino con il treno.
Lo zainetto sulle spalle, l’asciugamano da stendere in riva al mare.
La sabbia i sassi e le partite a pallavolo, chi di voi non se le ricorda?
A Sori, sulla spiaggia.

Sori (22)

E oggi torno qui con voi, in una giornata di nuvole che nulla tolgono alla bellezza di Sori.

Sori (3)

Inverno, un cielo che incombe.
E una salita.

Sori (9)

Il mare.
Il mare calmo, fermo e piatto.
E un molo proteso su una distesa d’argento.

Sori (18)

Caruggi che vi dicono che siete in terra di Liguria, con le creuze e le case dai colori vivi.

Sori (11)
Alberi che vi narrano di una Riviera che è casa del sole e del caldo.
Mediterraneo di limoni odorosi e profumati.

Sori (13)

Un campanile, le barche e i sassi.
Scorci da cartolina sulla spiaggia di Sori.

Sori (4)

Camminando per le strade del paese, in una giornata d’inverno, è tutta per voi la semplicità di questo borgo marinaro.

Sori (2)

Uno scorcio di cielo bigio.
Ma le nuvole nulla tolgono alla bellezza di Sori.

Sori (7)

Una fontanella di pietra che certo vi tornerà utile in certe giornate calde e assolate.

Sori (14)

La spiaggia.
La spiaggia delle partite a pallavolo, della focaccia ristoratrice all’ora di pranzo, della domeniche trascorse a prendere il sole in un luogo così vicino a Genova, Sori è a pochi chilometri eppure venendo qui ci si sente già in vacanza.
E intanto il vento alimenta la furia delle onde.

Sori

E diviene sempre più forte e sempre più potente.
E si resta qui ad ascoltare il mare che monta, cresce e ruggisce.

Sori (17)

E sono onde bianche e spumeggianti che si abbattono sulla riva.

Sori (19)

Un movimento che ha il ritmo della natura, che ha una voce, un suono e uno scenario.
Una danza dell’acqua che diviene padrona del litorale.

Sori (25)

Sabbia e sassi lambiti dalle carezze del mare.

Sori (16)

E allora si resta qui, a guardare come nasce lo spettacolo delle onde e del vento.

Sori (24)

E poi si cerca il gioco del colore che regala l’inverno.

Sori (5)

Finestre che si aprono sul blu e finestre nate da una mano d‘artista.

Sori (6)

Un paese che narra di panni stesi che sono parte integrante del panorama.
E’ così in Liguria, in questi luoghi da cartolina.

Sori (8)

Luoghi dove le piante  si arrampicano alla vita, strappando spazio alle rocce.

Sori (15)

A levante.
Arriverà la primavera, con il sole che illumina e riscalda e allora la spiaggia si affollerà.
Arriveranno i giorni dei tuffi e delle nuotate, delle risate e dei pomeriggi pigri, dei bambini con le formine e delle mamme che chiacchierano sulla spiaggia di Sori.
Ma è ancora inverno e l’acqua del mare danza gioiosa sulla sabbia e sui sassi.

Sori (10)