Sul terrazzo di Via Milano

E si viaggia ancora indietro nel tempo ma questa volta non sarà solo un gioco di fantasia: vi porto nel passato della Superba con i ricordi della mia nonna paterna.
La nonna Teresa era una ragazza del ‘99 ed era molto fiera delle sua famiglia tanto da scrivere le dettagliate memorie di casa in un album ricco di fotografie, storie, aneddoti, ricordini e partecipazioni di nozze, santini, medagliette e gli immancabili ritagli di giornale.
Insomma, d’altra parte da qualcuno avrò pur preso!
E così quando ero piccola uno dei miei divertimenti era andare a trovare la nonna: lei aveva sempre qualcosa da ritagliare o da incollare con la Coccoina oppure era indaffarata con la sua macchina da cucire e mentre lavorava mi ripeteva le vicende di casa, spesso citava il negozio di passamanerie in Campetto del quale ho scritto in questo post.
In quel mio articolo vi ho parlato a lungo del nonno di mia nonna, Vincenzo Stronello, ma fu il padre di lui, Giovanni, a fare le prime fortune con nastri, passamanerie, paramenti sacri e militari.
Giovanni sapeva anche investire i suoi denari e fece costruire tre palazzi in Via di Fassolo dove poi andarono a vivere la sua famiglia e i suoi discendenti.
Anche mia nonna da bambina abitò in Via di Fassolo e questa è la ragione per cui nei suoi ricordi ricorreva il vicino e ormai leggendario terrazzo di Via Milano.

Vanto della Genova del passato il terrazzo si estendeva davanti al mare ed era così apprezzato da essere anche citato nelle guide turistiche, sulla Guida Treves del 1911 lo si consiglia per una stupenda passeggiata.
Vi si arrivava tramite delle scalette ed era quindi un po’ più in alto rispetto alla strada, a fianco passavano i carri e i potenti mezzi dell’epoca.
Sul terrazzo c’erano panchine ed eleganti lampioni, ero un posto piacevole per trascorrere ore liete, mia nonna ne serbava un nostalgico ricordo.

La sua era una famiglia numerosa: la nonna Teresa aveva due sorelle e tre fratelli, c’era sempre una certa confusione nella casa di Fassolo!
E infatti nelle sue memorie così ha scritto:

A quei tempi la nostra gioia da bambini era quella di recarci sul lunghissimo terrazzo di Via Milano, io facevo lunghe corse con il cerchio, giocavo con i cerchietti, con il diabolo, con la corda. I fratelli correvano in bicicletta, facevano le corse e tutti ci divertivamo a vedere arrivare e partire le navi.
Mia madre era costretta ad accompagnarci sul terrazzo perché tra tutti facevamo gran chiasso.
Mio fratello Censo si divertiva a costruire dei carretti di legno e poi a turno si correva su e giù per il lungo corridoio e per la sala d’entrata.
Eravamo così felici che non ci accorgevamo di far tanto baccano finché arrivavano le ricamatrici che stavano sotto a reclamare infuriate che non ne potevano più!

Povere signorine ricamatrici! Tutti fuori a giocare, sul terrazzo di Via Milano!

Poi il tempo passò e mutarono le esigenze della città: serviva un’ampia arteria di comunicazione e senza troppi romanticismi il terrazzo di Via Milano sparì sotto i colpi del piccone nella primavera del 1933.
Ho sempre pensato che per coloro che avevano conosciuto la città dei primi anni del secolo sia stato molto faticoso abituarsi ai nuovi orizzonti e ai repentini cambiamenti.
Oggi è tutto mutato e così si presenta quel tratto di Genova che rappresenta un’importante collegamento con il ponente cittadino.

Il tempo svanisce, le memorie care in qualche modo restano e io sono molto grata a mia nonna per avermi lasciato il libro delle sue memorie.
E credo che la nonna Teresa sarebbe contenta di sapere che qualcuno ancora ascolta i suoi racconti di quel tempo là quando anche lei, come tanti bambini di Genova, se ne andava a giocare sul terrazzo di Via Milano.

Annunci