Luce sul mare

Luce sul mare che così cade, accolta nell’abbraccio dell’acqua.
Fluttua leggera, brilla e mai si posa.
Lieve si dissolve appena in sfumature di rosa e di oro.
Luccica in lontananza e freme, vibra, si confonde e scivola via, sospinta da propizia brezza marina.
Luce sul mare, così diffonde il suo chiarore sui pensieri e sull’orizzonte del tempo che verrà.

E ti ritrovo così

E ti ritrovo così, con la tua aria calda di settembre, il cielo che sfuma dal celeste al rosa.
E mentre le finestre delle case si illuminano una dopo l’altra, io ancora ti ritrovo con il tuo porto luccicante di luci, le navi, i traghetti delle vacanze: si parte e poi si ritorna, ancora su questa riva.
E ti ritrovo così e ti guardo dal mio terrazzo e aspetto la sera che scende e so che ancora è tempo di maniche corte e di abiti leggeri, in questo scorcio d’estate genovese.
E ti ritrovo così: brilla la Lanterna, tranquillo è il mare e magnifica sei tu, mia amata Genova.

Rosa d’inverno

È rosa d’inverno e così ravviva l’ora del tramonto in Spianata Castelletto.
È rosa d’inverno in una sera di aria fresca e frizzante.
È rosa d’inverno, brillanti si accendono le luci che rischiarano il cammino.
E si resta là, ad ammirare il porto e le navi, a immaginare nuovi viaggi e nuovi approdi.
Mentre un ramo spoglio così si staglia tra le nuvole leggere: tornerà a vestirsi di germogli e di tenere foglioline, secondo il ritmo consueto della natura.
È il gioco del tempo, la vita che sempre ritorna e che ancora ci sorprende nella lievità di questo rosa d’inverno.

Tramonto di novembre

I tramonti più suggestivi si svelano nelle stagioni più fredde, in certe sere il cielo si infiamma e appassiona, cattura lo sguardo e ti lascia in attesa di uno spettacolo straordinario.
Così si è svelato questo tramonto di novembre, con una sola nuvola fluttuante nel cielo chiaro mentre il sole cercava di farsi largo in quella densità.

E quella luce radiosa si specchiava sul mare inondando di chiarore quella nave che seguiva la sua rotta.

Dall’oro al rosa, piano Fratello Sole ha cominciato la sua discesa verso la costa.

In un incanto di riflessi e colori brillanti, tra tenui sfumature di celeste e di cipria.

Una ad una poi si sono accese le luci del porto, in una sera di Genova e di novembre.

Guardando Genova dal Santuario della Madonnetta

E così Genova si svela e il panorama si distende davanti agli sguardi dal terrazzo del Santuario della Madonnetta, un punto di osservazione privilegiato dove ho avuto la fortuna di trovarmi nel corso della mia visita.

Ecco lo specchio celeste del mare, la ruota panoramica, il bigo e i tetti della Superba.

Le barche e i Magazzini del Cotone, il posto dove amo andare a camminare controvento e ad ammirare il tramonto.

E quella magia di ardesie, di finestre e campanili, di abbaini sui tetti spioventi di Genova e le navi laggiù.

C’è sempre qualcosa di meraviglioso e straordinario nella semplice sensazione di ritrovare da un diverso punto di vista i luoghi che conosco e cercare così di distinguere strade, caruggi e piazzette in quel formidabile intrico che vive, palpita e respira.

Ed è azzurro d’autunno e luce brillante di Genova.

Ancora le navi, la sopraelevata che si snoda sinuosa e l’incanto della Superba.

Alle spalle poi, le vertiginose bellezze della città in salita, le case abbarbicate sulle alture, i binari della Funicolare Zecca Righi e la piccola e inconfondibile vettura rossa che va su e giù.

E ancora il sole che così fa luccicare il mare in un tiepido pomeriggio ottobrino.

Così si ammira la mia città dal Santuario della Madonnetta che in certe sere incantevoli così si staglia tra le nuvole rosa nelle luce del tramonto.

Nuvole di ottobre

Sono nuvole d’autunno, così sono arrivate sovrastando il mare nel bagliore di questa luce ottobrina.
Tra sfumature rosate, inseguendosi nel cielo di Genova.

Nel riflesso del sole che lento si posa e ci saluta dipingendo così le nostre nuvole.

Sono nuvole d’autunno, diverse una dall’altra.
Alcune, più lontane, mantengono il loro latteo biancore e quasi paiono posarsi delicate sulla costa.

Altre si squarciano nella luce d’arancio che tratteggia i loro contorni.

Sono nuvole inquiete e gloriose, così mutevoli e magnifiche.

Lievi come in un dipinto impressionista.

Si levano dietro il campanile della Chiesa della Madonnetta e fluttuano nel cielo con la loro straordinaria leggerezza.

Di rosa e di metallo come la pioggia d’autunno, così uniche ed evanescenti, non se ne vedrà mai più una uguale.
Ci saranno altre nuvole, altre emozioni, diverse suggestioni.

E allora là si rimane, ad ammirare il cielo di Genova e il suo spettacolo, fino a quando sul mare iniziano a luccicare le luci del porto e tutto sfavilla e ancora una volta il panorama muta e così ci incanta con le sue nuvole di ottobre.

Una nuova sfumatura di rosa

E poi un bel giorno ti affacci alla finestra e ti accorgi che in porto è arrivata una nave rosa.
Proprio rosa per davvero, io una così non l’avevo mai vista.
A dir la verità, cosa ci può essere di anche solo vagamente romantico in una nave portacontainer?
Direi quasi nulla ma caspita, questa è rosa!

Eccola stagliarsi nel mare azzurro di Genova in una perfetta sinfonia di colori.

E alla fine del giorno, poi, l’ho vista nei contrasti delle luci della sera mentre scintillano le note vivaci della ruota panoramica.
Una nuova sfumatura di rosa, l’arcobaleno e file di container posizionati ordinatamente come mattoncini Lego.

Tono su tono, in una di quelle sere in cui le rondini danno spettacolo regalando una fantastica colonna sonora.

Il rosa poi, a quanto ho visto, sembra armonizzarsi perfettamente anche con i toni d’arancio.

E così accade, in una sera di Genova, con queste sfumature di mare, di navi e di vita del porto.

Luce d’argento

C’era la nostra ringhiera, un gioco perfetto di linee all’Isola delle Chiatte.
Una di quelle sere, al Porto Antico.
C’erano le nostre panchine dove ci fermiamo a respirare il mare, le chiacchiere, le parole condivise, il bagliore all’orizzonte.
L’attesa, così aspettiamo l’istante nel quale il giorno che se ne va e il saluto di Fratello Sole.
C’erano gruppi di amici e coppie di sposi, camminatori solitari e innamorati del mare.
Là, davanti alla ringhiera, c’era anche una ragazza che come me cercava l’inquadratura perfetta per la sua fotografia.
E c’era la vita del porto, c’erano i pesci guizzanti, la nostra Lanterna, le navi in attesa di partire.
E quel vento che conosciamo così bene, lieve e intriso di sale, in sottofondo lo stridio dei gabbiani.
E là, in un riflesso mutevole e così evanescente, un luccichio: effimera e bellissima una luce d’argento cadeva tremula sull’acqua del mare di Genova.

Sul mare

Era un pomeriggio di gennaio e si avvicinava l’ora del tramonto, nel cielo leggera fluttuava una vaghezza di nuvole senza precisi contorni.
Colori tenui, toni pastello e luci smorzate.
E vento, il solito glorioso vento genovese.
E bagliori di oro, celeste polveroso, rosa pallido come cipria.
E un viaggio, come sempre ognuno ha il proprio ma a volte il viaggio degli altri è magia da ammirare.
Lenta una nave seguiva la sua rotta verso la sua meta.
Navigava così, mentre io con lo sguardo la osservavo avanzare piano.
E poi, appena per qualche istante si è trovata nello spazio di un’insolita cornice, tra questi colori.
Sul mare, nella luce della sera.