Sul mare

Era un pomeriggio di gennaio e si avvicinava l’ora del tramonto, nel cielo leggera fluttuava una vaghezza di nuvole senza precisi contorni.
Colori tenui, toni pastello e luci smorzate.
E vento, il solito glorioso vento genovese.
E bagliori di oro, celeste polveroso, rosa pallido come cipria.
E un viaggio, come sempre ognuno ha il proprio ma a volte il viaggio degli altri è magia da ammirare.
Lenta una nave seguiva la sua rotta verso la sua meta.
Navigava così, mentre io con lo sguardo la osservavo avanzare piano.
E poi, appena per qualche istante si è trovata nello spazio di un’insolita cornice, tra questi colori.
Sul mare, nella luce della sera.

Fiori e colori sul mio terrazzo

Ecco ancora i miei amici fiori, ritorno sempre a scrivere di loro perché mi mettono allegria e sono grata per tutta la bellezza che mi regalano, alcuni poi sono davvero generosi.
A preannunciare la primavera che verrà sono sempre i delicati narcisi così chiari di luce.

E anche le eleganti viole del pensiero che sono qui con me già da lungo tempo.
Vezzose, vanitose e così aggraziate, le signorine non temono il freddo.

Quest’anno sul terrazzo poi ci sono magnifici tulipani rossi.

E con mia grande gioia è tornato a fiorire uno dei ciclamini dell’anno passato, dapprima ha proposto un solo timido fiorellino e poi invece è sbocciato in tutta la sua rosea beltà.

Ho qua e là molti vasi nei quali ho piantato bulbi e semi di diverso tipo, ho così la speranza di mostrarvi presto i nuovi nati, nel frattempo seguo con trepidazione la loro crescita.
E intanto si aprono le prime profumatissime fresie.

Colori tenui, tinte pastello e cielo azzurro.

E tanti, tanti narcisi che guardano il mare e forse chiacchierano tra di loro.

E così prima di rientrare a casa dalla strada li saluto.

E tutti loro si confondono con i toni del tramonto, in queste sere di Genova, sul mio terrazzo.

Una vela tra gli olivi

Quando poi piano la luce si affievolisce, in un pomeriggio d’inverno.
A Sant’Ilario, magnifico balcone che si affaccia sul mare di Nervi con le sue case abbarbicate lassù in quel paradiso di bellezza senza eguali.
Ed è freddo in questi giorni di gennaio, spira il vento e poi si placa dopo aver sospinto le nuvole a coprire il sole.
E poi la brezza ritorna ancora più potente, scompiglia le cime degli alberi e a loro regala la sua inquietudine.
Una vela passa, lo scafo solca il mare e lascia la sua scia.
E resta, appena per qualche istante, nella cornice degli olivi di queste terre mentre sfumature di pesca imperlano l’orizzonte, nel tempo d’inverno davanti a Sant’Ilario.

Mare di dicembre

Ecco poi il mare di dicembre, così arrabbiato, potente e vivace, con le sue onde d’argento si abbatte sulla costa nel levante della città.

Tra Quinto e Nervi in una domenica d’inverno, così si manifesta la forza del mare.

E si gonfia l’acqua salmastra ed esplode in spruzzi frizzanti.

Con questo vigore, con questa assoluta bellezza che ammalia e incanta.

Il mare lambisce le rocce, si ritira e ancora ritorna.

Si schianta poi sugli scogli, bagna la strada e resta così inquieto e agitato.

È questa la magica danza del mare che mai si posa e sempre si rinnova con nuova beltà.

Ed è fragore di onde, canto incessante di acqua, sale da respirare e ancora potenza.

Ed è stupore, meraviglia e ancora energia vitale.

Fino a quando l’orizzonte si tinge con le luci del tramonto e ancora il mare indomito si alza.

E non si ferma, nella sua perenne inquietudine ritorna sempre a danzare.

Con la sua bellezza misteriosa che sempre ci fa innamorare, meraviglioso fratello mare nel tempo di una sera di dicembre.

Il mare di Nervi nella luce della sera

E poi arrivi a Nervi e trovi il mare così: vivace, brioso e inquieto nella sua interminabile danza che cattura gli sguardi, mentre le onde potenti si frangono sulla scogliera.

È spuma bianca ed evanescente, è freschezza di abisso che sfiora l’aria.

E piano all’orizzonte il sole si getta giù, in quel mare agitato.

E ancora le onde si inseguono, verso il porticciolo e la sua riva.

E sono sfumature di oro e di argento in questa sera tiepida sulla passeggiata di Nervi.

Ed è ancora vita, vigore, bellezza, mentre le onde instancabili lambiscono gli scogli.

Intanto il sole si nasconde quasi tra certe nuvole basse e una nave laggiù segue la sua rotta.

Così, in una sera tanto bella con questo mare inaspettatamente arrabbiato, ho scelto una panchina tutta per me.

E poi sono rimasta a guardare quelle onde e i loro giochi gioiosi sulla superficie dell’acqua.

C’è sempre un tono d’azzurro che non hai mai visto prima, un rombo d’acqua che risuona forte insieme al tuo cuore, c’è sempre un’onda che non sapevi di dover aspettare.

E c’è una ringhiera tanto amata, così sinuosa davanti al mio blu.

E c’è il canto di fratello mare, voce dei luoghi, degli animi e consolazione dolce che non smette mai di emozionare.

Mentre le onde ancora non si placano e si sciolgono in bianca spuma, nella luce calda della sera, davanti alla passeggiata di Nervi.

Rosa di Strada Nuova

Non era d’estate, era un tempo di un mese più freddo, in una di quelle stagioni che sanno creare magie della città.
Quando il cielo si vela di tinte calde, quando la luce soffice ed effimera si posa sui marmi, sulle balaustre, sui nobiliari palazzi dei Rolli, sui tetti di ardesie scure e sui piccoli terrazzini della Maddalena.
Quando scende quella luce lì che poi in certi periodi dell’anno svanisce in fretta e a volte si mescola come acquerello alle nuvole sospese in cielo.
E tutto si copre di un chiarore soffuso, incanto fuggevole di una sera cittadina, languido rosa di Strada Nuova.

Sere d’estate

Certe sere d’estate sono così, terse di limpido cielo carta zucchero mentre il sole laggiù si posa tra i monti e diffonde il suo splendente chiarore.

Certe sere invece sono di nuvole dense che vagano inquiete e con loro il sole gioca a nascondino ma poi vince sempre, glorioso e brillante.

In altre sere d’estate poi l’azzurro cede il posto alle diverse sfumature di arancio e di pesca, in una magia di luci straordinarie e imprevedibili nella quiete dei monti.

Pennellate di rosa e di oro tingono il cielo che sovrasta le case di Fontanigorda.

E l’orizzonte si accende di vibrante intensità.

E poi piano si affievoliscono le luci del tramonto, si illuminano le finestre e dolcemente il buio ammanta i boschi e la valle, accade così in certe sere d’estate.

Primavera a Camogli

I colori di Camogli non stancano mai, si potrebbe ritornare centinaia di volte a camminare per le strade di questo amato borgo marinaro e ogni passeggiata saprebbe donarci stupori sempre nuovi.
Ed è così lucente e bella la primavera di Camogli, quando il sole glorioso sfiora le case e dona a loro il suo calore.

E l’acqua è quieta, si apre la stagione dei tuffi e delle prime nuotate.

Incantevole Camogli, con le tinte calde delle sue facciate mentre dondolano spinti dall’aria di mare i cuori con le promesse degli innamorati.

Semplice e vera Camogli, nascosta e quasi ritrosa dietro le reti rosse come i coralli che abitano negli abissi tumultuosi.

Abbraccio di porto al quale taluni sempre ritornano, là c’è la loro anima e la dimora del loro sentire.

E tutto è splendente, brillante e colorato: vivace Camogli, naturale e autentica così come sei.

Bellezza marina di luce e di riflessi.

Meraviglia di turchese disegnato dai contorni delle case così vicine, aria che scivola sulle finestre e panni stesi nei caruggi.

Nostra amata e unica Camogli, con la tua chiesa posata come conchiglia su uno scoglio sferzato da onde impetuose.


Riposo di gozzi e di pescatori, bellezza senza tempo e amore sempre ricambiato, nostra cara Camogli.

E poi quando sali un po’ più in alto rimani ad osservare il sole che bacia l’orizzonte diffondendo il suo chiarore sull’orlo delle nuvole.

E il mare è calmo, raccolto nell’abbraccio del golfo, nella quiete di una dolce sera di primavera.

Tramonto sul mare

Ha queste sfumature il tramonto sul mare, mentre il sole scende piano e pare quasi impigliarsi tra certi rami spogli nel tempo d’inverno.

Lentamente declina e cala oltre la costa che si vede passeggiando a levante, si specchia nell’acqua il magnifico sole.

Mentre appena si diffonde un chiarore di cipria che accarezza il profilo dei rilievi e il mare assume quel colore freddo e intenso.
E si resta, sui moli con le canne da pesca tra le mani, alla ringhiera semplicemente ad ammirare il tramonto.

Scogli, mare, un bagliore acceso in lontananza.

E il cielo si incendia di questa bellezza che è forza, vigore, nuovi inizi, stupore e meraviglia.

Così tramonta il sole in inverno nel tempo di gennaio.

E si resta, ascoltando la cantilena dolce delle onde mentre i gozzi giacciono adagiati in questa quiete.

E si resta davanti alla ringhiera, ad ammirare il sole che tramonta glorioso sul mare Genova.