La bellissima averla

È stato appena per qualche istante, giusto il tempo di intravedere questo aggraziato uccellino che si posava là, sul cespuglio.
Una piccola creatura dal piumaggio con sfumature di tenue celesti e arancio scuro, in quella perfezione assoluta che soltanto la natura possiede.
Una bellezza davvero mai vista, come fare a darle un nome?
Per fortuna qui a Fontanigorda conosco tutti e così sono andata a cercare chi poteva soddisfare la mia curiosità e infatti è bastato mostrare la fotografia per scoprire che si tratta di una splendida averla.
L’averla, mi è stato raccontato, si posa sui rovi e quando prende nel becco certi insetti dei quali si nutre ha una maniera molto particolare per tenerli da parte: li infilza sulle spine e poi torna a riprenderli quando ne ha bisogno.
E in effetti io l’ho trovata proprio nei presso di un rovo, come è sua usanza.
La natura è veramente stupefacente e ha in serbo per noi continue sorprese come la bellissima averla che non avevo mai veduto e che mi ha colpita per la sua armoniosa leggiadria.

La grazia del codirosso

Così dolcemente posato su un ramo spoglio che regge il suo peso leggero e là, in lontananza, le case.
Una cartolina dalla Val Trebbia con un piccolo codirosso di Fontanigorda, è facile incontrare in giro questa deliziosa creatura.

Questo splendido uccellino si fregia di una bella codina color mattone, quando si alza in volo quella tinta spicca tra le altre sue piume.

Gironzola negli orti, si posa sugli steccati, si lascia ammirare senza timidezza.

Si posa sui fili, pronto per il decollo!

Piccolo e tenero codirosso, ne ho incontrato uno che sembrava proprio incavolato, ma di certo la mia era sono un’impressione!

Ma poi tutto passa, queste piccole e preziose creature sanno vivere in armonia con la natura e con l’universo.

Ed è sempre una gioia incontrare il codirosso, con la sua grazia armoniosa, in questi giorni d’estate a Fontanigorda.

Merenda tra le barche

E così finalmente ecco il sole di maggio e i colori accesi della primavera davanti al mare di Corso Italia.
Una dolcezza ritrovata che sempre dona quiete al cuore.
Le vele, l’azzurro e quel lento dondolare.

E gli scogli, l’orizzonte da catturare, mentre certe barche restano in attesa di nuove partenze.

Alcun si dedicano alla pesca mentre un remo fende l’acqua e una barchetta turchese come quel mare prende il largo in un questa dolce tranquillità.

E qualcuno ne approfitta per far merenda, tra i ciottoli levigati dal salino e le barche tirate a riva.

Era un bella briciola sostanziosa e invitante, perfetta per un piccoletto così!

Mentre attorno c’era tutto questo azzurro di primavera e di Genova.

E certe candide vele si lasciavano condurre dalla brezza leggera.

E alcuni restavano lì, davanti al muretto, a scrutare le barche, i pescatori, il confine del mare e il cielo limpido.

Dolcezze e prati di Rovegno

Rovegno è una delle località della mia amata Val Trebbia, non è tanto distante da Fontanigorda e nel tempo dell’estate un giro a Rovegno capita sempre di farlo.
E così si arriva nella bella piazzetta e si sale su per il paese.

Tra scalette e case di pietra.

E quando sei a Rovegno certo non puoi farti mancare le delizie di Biasotti, celebre e apprezzata pasticceria della quale spero un giorno di parlarvi più ampiamente.
E quando si va a Rovegno il gelato di Biasotti non può mai mancare, io scelgo il delizioso pistacchio che mi piace moltissimo!

Dolcezza si aggiunge a dolcezza camminando fino alla chiesa del paese.

Mentre i fiori ondeggiano allegri nell’aria.

Ed è stupore e meraviglia, la natura è sempre prodiga e generosa.

E ancora ecco un albero di mele carico di frutti con i suoi rami protesi verso il cielo.

E un piccolo ciarliero abitante del luogo a becco spalancato, è sempre una gioia incontrare i tipetti come lui.

E poi un angioletto che così si staglia contro il cielo della Val Trebbia.

E i prati, gli alberi immensi, i rami carichi di foglie, l’aria freschissima e limpida.

E questi toni cosi rasserenanti e intensi, in questa campagna fremente di vita, di profumi e di fragranze del tempo d’estate.

Una bellezza assoluta che spero di ritrovare presto: la dolcezza della Val Trebbia con i suoi panorami e i verdi prati di Rovegno.

Un incontro in inverno

L’altro giorno con mia grande gioia ho fatto un bellissimo incontro.
Devo ammettere che in quel momento non ero esattamente di ottimo umore, stavo aspettando la funicolare per tornare a casa e mi trovavo alla fermata di San Nicola.
E ad un tratto, oltre la ringhiera, ho intravisto un colore vivace e inconfondibile, era il piumaggio morbido di un piccolo pettirosso.

Sapete, quando incontro tipetti come lui mi torna subito il sorriso, tra l’altro era un pettirosso allegro e piuttosto socievole, svolazzava di qua e di là bello beato e si è anche avvicinato.

Poi ci siamo scambiati uno sguardo, secondo me il tipino aveva capito benissimo che di me si poteva fidare!

E così ho voluto lasciarlo planare anche su queste pagine, per me è sempre una felicità trovare piccoli amici come lui.

Un piccoletto molto speciale

Stava là abbarbicato e pareva in equilibrio un po’ precario.
Con quella zampetta si reggeva alla ringhiera, appena l’ho veduto ho pensato che fosse un po’ esitante, d’altra parte era proprio piccolino.
E si è lasciato anche avvicinare, evento assai raro, direi.

Quella sua morbida codina dai toni aranciati suggeriva poi che si trattasse di un codirosso ancora inesperto delle faccende delle vita.
E in effetti mi è venuto persino il dubbio che avesse qualche difficoltà a volare, io tra l’altro come istruttrice di volo non sarei tanto abile, ecco.

Niente paura, con mio grande sollievo il piccoletto si è arrangiato da solo.
E infatti, con un breve voletto si è spostato prima su una ringhiera, poi ha iniziato a guardarsi intorno e a prepararsi al decollo.
Così giovane e audace ha aperto le ali e leggero leggero è volato via, era proprio un piccoletto molto speciale.

Tra gli orti e i giardini

Tra gli orti e i giardini si fanno sempre bellissimi incontri qui a Fontanigorda, naturalmente si tratta di quei piccoletti che piacciono a me.
Con il loro cianciare, canticchiare e fischiettare questi tipetti donano alle nostre giornate un fantastico sottofondo sonoro: allegri, spensierati e insostituibili, gli uccellini se la spassano in questi posti.
E dopo aver tanto volato di qua e di là eccone uno che si gode il meritato riposo dondolando tra le rose profumate.

Il codirosso, invece, se ne sta beato tra le foglie, lui cerca sempre qualcosa da mettere nel becco!

E comunque pure a lui piace canticchiare, c’è da dire che riscuote anche un certo successo.

Tra gli orti e i giardini si trova sempre un posticino dove posare le zampette.

E da qualche parte c’è sempre un albero di mele per fermarsi a fare una breve sosta prima di spiccare il volo nel cielo blu della Val Trebbia.

Gli equilibrismi della cinciarella

Si avvicina la primavera e nei dintorni è tutto un allegro cinguettare e tra i molti uccellini in circolazione una delle creature più eleganti è proprio la cinciarella.
Con le sue piume azzurre e gialle, con i suoi contrasti inconfondibili, la piccola cinciarella è gioiosa e delicata come la stagione nuova che verrà.
Ed eccola tra i rami spogli.

Tuttavia deve esserci qualcosa di interessante lassù perché la piccoletta ha iniziato a beccare di qua e di là, si vede che certe gemme sono proprio saporite.


La cincia si è così esibita nel suo consueto repertorio di equilibrismi, non è certo da tutti banchettare appesi ad un rametto, provateci un po’ voi se ne siete capaci!

Con grazia, costanza e con tutta questa beltà alla quale non saprei aggiungere aggettivi.

E poi se ne è rimasta lì, contro il cielo turchese: una dolce e bellissima cinciarella.

 

I giorni del pettirosso

E poi, quasi in un battito d’ali, è arrivato il freddo.
L’aria gelida sfiora la faccia, in certe parti dell’entroterra ligure è caduta la neve, sono i primi annunci dell’inverno che sta per iniziare.
E del resto avrei dovuto capirlo dato che l’altro giorno ho incontrato un pettirosso: se ne stava a cincischiare tra i rami, passando beato da un albero all’altro.

Il bellissimo pettirosso panciuto preannuncia sempre l’arrivo del freddo, potete starne certi: se lo vedete in giro significa che è tempo di tirar fuori sciarpe e cappelli.
Lui del freddo invece se ne infischia, pare essere perfettamente a suo agio con i climi rigidi.

Ed è sempre una gioia incontrare questi piccoli amici, se ne stanno tra le foglie, volano di qua e di là, teneri testimoni della natura meravigliosa che ci circonda.

Tutta colpa del cardellino

Come vi dicevo tempo fa c’è un piccolo pennuto che al levar del sole attacca a cantare e non la finisce più.
L’indagine per individuare il responsabile di cotanto fracasso è tuttora in corso ma penso di potervi comunicare che uno dei principali indiziati è proprio il cardellino.
Eccolo qua, piantato in cima al ramo più alto dell’alberello del giardino di sotto, è il suo posto preferito, a quanto pare!

Poi gira intorno al palazzo, va a posarsi sul melo nell’orto, svolazza un po’ per là e ritorna a dondolare tra quelle foglie.

Non fatevi ingannare dall’espressione innocente: il cardellino cinguetta in modo vivace, ve lo garantisco!

E sebbene abbia tentato di farla franca è stato pure colto in flagrante: eccolo sotto casa mentre si canticchia un motivetto a metà pomeriggio.

Si è fatto vedere pure nel giorno di mercato, evidentemente anche lui aveva bisogno di fare acquisti!

Ed è vero, è un tipo un po’ rumoroso e si fa sentire ma in ogni caso sono contenta di avere un vicino di casa così elegante e fiero come il cardellino.