La bellezza del codirosso

E torno ancora a mostrarvi le bellezze locali, coloro che svolazzano avanti e indietro e se la spassano tra prati e boschi della Val Trebbia.
Ed ecco qua un piccoletto di codirosso, questi uccellini sono delle vere meraviglie, come si intuisce dal loro nome hanno la codina rossa e quando volano la dimenano con una certa vivacità.

Il piccino che ho incontrato giorni fa era pure abbastanza spavaldo, non sembrava proprio intimorito dalla mia vicinanza.
Certi sono tipetti così, piccoli ma tosti.

Sempre in cerca di nuovi orizzonti.

Con cautela, ma con la curiosità che accompagna sempre i primi passi nella vita.

Qui intorno, vicino ai boschi e negli orti, è facile incontrare tipetti come questo.
Un piccolo e fiero codirosso, con tutta la sua perfetta bellezza.

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Quelli del piano di sopra

Quelli del piano di sopra sono arrivati in Val Trebbia prima di me, quando qui abbiamo aperto casa loro c’erano già.
E c’è da dire che nel sistemare la loro accogliente dimora hanno fatto cadere sul mio davanzale i loro particolari materiali da costruzione, chiamiamoli così.
Io però li ho perdonati, d’altra parte son vicini piuttosto speciali, mi comprenderete.

Quelli del piano di sopra non stanno mai fermi, anzi da loro è un continuo e ininterrotto andirivieni, non so proprio dove se ne vadano tutto il giorno comunque pare che abbiano abbastanza da fare!

Poi a volte sembra che non ci sia nessuno in casa ma in realtà se guardi bene c’è sempre un piccoletto di vedetta.

E a dirla proprio tutta questi miei vicini sono anche fin troppo mattinieri, stanno esattamente sopra la mia camera e di mattina molto presto iniziano a ciarlare e a chiacchierare, a discutere e a cinguettare e non la smettono più!
Tutti insieme, direi!
Ora, io delle volte vorrei anche un po’ dormire ma quelli del piano di sopra se ne infischiano!
Se ne stanno lì a cianciare e a far progetti per la giornata.

E d’altra parte qua intorno ci sono alberi ricchi di foglie, fili sui quali posarsi e tanta incredibile bellezza.
E ci sono anche loro, i miei magnifici vicini di casa, preziosi figli del cielo azzurro d’estate.

Quelli che girano in coppia

E poi ci sono quelli che girano in coppia, solitamente li incontro al Porto Antico e anche questa volta li ho visti proprio lì.
Svolazzando o zampettando così, davanti al mare, tra l’altro è il posto ideale per trovare qualcosa da mettere nel becco!

Un voletto, una piccola sosta guardandosi intorno.

Sempre con una certa cautela, per carità!

E anche con una naturale ritrosia, tipi come questi amano starsene un po’ in disparte.

E come ho detto questi qui girano in coppia.
Si spartiscono le briciole, dividono uno spazio di cielo e forse anche il nido ed è sempre un piacere incontrarli davanti al mare di Genova.

Azzurro e giallo della Superba

Questa stagione capricciosa ha in serbo per noi improvvise giornate di pioggia e a volte tempo grigio ma poi sa regalare anche azzurro e giallo della Superba.
E così la primavera che ancora pare addormentata mostra i suoi colori e si svela in tutto il suo splendore.
Ed è mare turchese e ocra di persiane spinte in fuori.

E sul terrazzo sono sbocciate le fresie, per prime proprio quelle gialle.

Sugli alberi si posano certe curiose vedette, sono anche loro impazienti di vedere le gemme fiorite.

Ai margini dei sentieri, al Righi, si aprono piccoli fiori selvatici.

Ed è gialla e azzurra la piccola cinciallegra che si dondola su un ramo ancora spoglio.

E hanno il colore del sole i fiori semplici che sbocciano tra certe pietre.

E poi in questi giorni di primavera ho visto svolazzare qua e là certe farfalle dalle ali ampie, dal colore chiaro e giallo intenso come la buccia dei limoni.
Sono creature inquiete, non le ho viste posarsi sui fiori o sulle foglie ma in compenso ho incontrato questa meraviglia che si crogiolava pigramente al sole.

Mentre si aprono certe delicate corolle.

Sono i colori di primavera, azzurro e giallo della Superba.

Gli abitanti dei dintorni

In queste giornate di nevischio, vento, neve e poi pioggia e freddo e ancora sole è capitato persino di fare piacevoli incontri, l’altro giorno infatti mi sono imbattuta in certi abitanti dei dintorni che non avevo mai visto.
Ecco, io quella pianta in terrazzo non ce l’ho e bisogna assolutamente che me la procuri perché sui suoi rami era posata questa meraviglia qui.

Non ne ho la certezza ma penso proprio che si tratti di una capinera, in ogni caso è un tipo di un certo peso ed era in compagnia di altri suoi simili.

A voi è mai capitato di sentir cinguettare gli uccellini ma non di non riuscire a vederli?
Succede perché quei dispettosi si vanno a infilare tra foglie che quasi li nascondono e allora diventa difficile distinguerli.

A volte invece si è più fortunati e questa è proprio una gran gioia!
Eccolo lì, cicciotto e serissimo, un fantastico vicino di casa che spero di rivedere presto.

Spiccando il volo

Così, sul bordo del muretto.
Sotto il sole caldo, sfidando il destino.
Avventura, trepidazione, curiosità per tutte le cose che ancora devi vedere e tutte le esperienze che ti aspettano.
A volte sono così i nuovi inizi, sono come sospesi tra entusiasmo ed esitazione, tra impazienza ed impreviste titubanze.
E poi guardi giù e poi un po’ più lontano e non c’è davvero più nulla che possa fermarti.
Senza paura, è il momento di spiccare il volo.

In inverno sul terrazzo

Nel tempo dell’inverno qui sul terrazzo ha aperto il punto di ristoro per piccoli pennuti, è freddo e anche gli uccellini meritano il giusto conforto.
Qua e là ci sono delle ciotoline con dentro cose buone per loro ed io spero che i piccoletti si passino la voce e che arrivino sempre più numerosi.
Sapete, qui gironzolano tipi del genere.

E poi ci sono uccellini panciuti e per rimanere così in forma hanno bisogno di buon cibo.

Ora, io non so quanti uccellini mangino sul terrazzo, non riesco mai a vederli però li sento cinguettare e sono certa di avere qualche cliente.
Nel dubbio, comunque, mi premuro di informare anche quelli che se ne stanno un po’ più in là.

Certo, non è che sia proprio semplice chiacchierare con una cinciarella che se ne sta a testa in giù tra le pigne!
In ogni caso mi sembra che abbia capito, infatti ha detto che verrà a trovarmi.

Troverà compagnia, qui sul terrazzo passano sempre dei bei tipetti!

Il primo pettirosso della stagione

Il primo pettirosso della stagione è arrivato puntuale e si è fatto vedere in una giornata dal cielo grigio.
Mi aspettava là, alla fermata dell’autobus.
Certo, lui per spostarsi non ha bisogno dei mezzi pubblici, è inutile che ve lo dica!

Il primo pettirosso della stagione era un tipo attentissimo e ha subito notato la mia presenza.
– Ehilà, Miss Fletcher! Anche tu qui?

Come al solito il pennuto in questione è discretamente in sovrappeso, d’accordo che si tratta pur sempre di un uccellino di pochi grammi però a vedere tipi cicciotti come lui mi domando sempre come mai i rami non si spezzino sotto quelle zampette.

Il primo pettirosso della stagione era curioso, chiacchierone e rumoroso, mi sono accorta di lui perché cantava felice e spensierato.
Son tipi così questi qua!

E insomma, è stato un piacevole incontro e ci siamo promessi di rivederci, gli ho raccontato del terrazzo e delle piante e ha detto che manderà anche i suoi fratelli, spero che vengano a trovarmi!
Arrivederci bellezza, è sempre una gioia incontrare personaggi come te.

Tipi che si vedono nei caruggi

Gironzolando per i caruggi faccio sempre caso a chi trovo sul mio cammino, a volte mi succede di vedere sempre le stesse persone.
Ad esempio incontro sempre un distinto signore anziano, lui porta il cappello e si regge con il bastone.
Forse amiamo gli stessi posti, forse condividiamo i luoghi del quotidiano.
Gironzolando per i caruggi, talvolta, mi imbatto in dei tipetti che non avevo mai incontrato prima.
L’altro giorno scendevo da Vico Casana e davanti alla porta di un negozio ho trovato un attento guardiano.
Stava sulla soglia, guardava da una parte e poi dall’altra, secondo me teneva sotto controllo la situazione.

In queste giornate di sole caldo è ancor più piacevole andar per caruggi e passando in Piazza Lavagna ho trovato quelle consuete sfumature di Genova che piacciono tanto a me.

E tende bianche, finestre accostate, rami di alberi, luce che filtra nei vicoli e contrasti di tinte perfette.

Anche in Piazza Lavagna c’è un fido guardiano, lui non se va mai ed è già parzialmente apparso su queste pagine.
Silenzioso e guardingo, tra stelle lucenti e bagliori di luna, tra i versi languidi di una poesia che porta davanti ai vostri occhi una certa bellezza e la nostalgia, compagna fedele di tutti i sognatori.

E là, in quella piazza armoniosa e colorata, l’ho sentito.
Canticchiava beato, passando di ramo in ramo, saltellando tra le foglie d’autunno.
Un uccellino nella città vecchia, su un albero in Piazza Lavagna.

Sono rimasta un po’ a guardarlo e poi ho continuato il mio giretto.
E come al solito, poco dopo, mi sono nuovamente imbattuta in quell’attempato signore che ormai è per me una figura consueta.
Cose belle che accadono a me, gironzolando per i caruggi di Genova.

Quelli che amano il mare

Quelli che amano il mare lì trovi là, nel luogo al quale appartengono.
Rimangono a dondolarsi sull’acqua, nei bagliori della luce settembrina.

Mentre una magia di riflessi marini si posa evanescente su certi scafi.

E i vetri dell’ascensore panoramico al Porto Antico diventano specchi e vedi ringhiere, passanti, barche, palazzi e prospettive di Genova.

Quelli che amano il mare amano anche il vento, fratello e compagno di giochi delle onde irrequiete, quel vento dispettoso che a volte smuove senza posa le bandiere.

Quelli che amano il mare aspettano il momento di prendere il largo per partire senza più pensieri.
Con il vento nelle vele, il sole in faccia, il cuore colmo di gioia.
Quelli che amano il mare sanno cose che molti altri ignorano e secondo me non ci provano neanche a spiegarle, non è importante.
Conta soltanto viverlo, il mare.

Intrepidi e caparbi, hanno un sogno negli occhi e si perdono a guardare l’orizzonte.

Sempre pronti per un viaggio, un’avventura e una nuova partenza.

Levano le ancore, lasciano il molo e si lasciano alle spalle la città con i suoi frastuoni, loro ascoltano solo il canto incessante dell’abisso.

Hanno questa fierezza quelli che stanno davanti al mare.
E non vivrebbero in nessun altro luogo, credetemi.

Sanno attendere ed essere pazienti, sanno vivere in armonia con il silenzio.
C’è un tempo per partire ma c’è sempre una riva alla quale tornare.

E ognuno ha il proprio modo di appartenere al mare.
Una barca, il tempo dello svago e della libertà, il tempo della serenità.

E un nome perfetto che racconta un certo modo di vivere il mare.
Demùa, in genovese questa parola significa giocattolo o anche semplicemente divertimento.
Cose che piacciono a quelli che amano il mare.