A pranzo alla Trattoria al Valico

A breve distanza da Fontanigorda c’è un posto dove potrete gustare ottimi manicaretti preparati con sapienza e cura.
Ed è verde intenso di boschi fitti in quella zona nella quale la Val Trebbia incontra la Val d’Aveto, lì al Passo del Fregarolo termina il territorio del Comune di Fontanigorda che comprende anche la Trattoria al Valico.

Là dove sbocciano i fiori magnifici della Signora Norma che con la sua bella famiglia vi accoglierà nel suo ristorante.

Trattoria al Valico (2)

Tra prati, boschi rigogliosi e natura superba.

Trattoria al Valico (3)

Mentre le nuvole e il cielo si specchiano sui vetri, in questo tratto di Liguria che è per me un angolo di paradiso.

Trattoria al Valico (4)

Una zona perfetta per le gite e le escursioni, la sosta poi si fa qui, alla Trattoria al Valico: ci si accomoda in questa bellezza, in questa sala ci sono anche i paioli appesi al soffitto.
Qui si mangiano piatti tipici preparati ad arte che vengono servite in abbondanza, il menu prevede una vasta scelta e se siete delle buone forchette vi concederete anche gli antipasti di salumi piacentini, l’insalata russa e altre bontà!

Trattoria al Valico (5)

Noi siamo passati direttamente al primo e anche in questo caso ci sono state proposte diverse opzioni, c’erano i classici pansoti al sugo di noci, i taglierini al sugo di lepre e i ravioli di asina al burro e questo è proprio il piatto scelto dal mio amico.

Trattoria al Valico (6)

Io invece ho optato per il risotto ai funghi e alle erbette, una delizia cremosa dai molti profumi.

Trattoria al Valico (7)

Seduti in trattoria, in luogo che offre ottimo cibo e una calda atmosfera famigliare.
E magari vi capiterà di fare due chiacchiere con la signora Norma, lei ama molto leggere, è innamorata dei suoi boschi e dei suoi luoghi ed è una persona piacevolmente speciale, se la conoscerete non potrete che essere d’accordo con me.
Al di là del vetro c’è questo panorama incantevole e questa magnifica quiete.

Trattoria al Valico (8)

In una trattoria come questa chiaramente non mancano i piatti a base di carni diverse, dalla capra alle lumache e in base alla stagione non manca la selvaggina come il cinghiale e il capriolo che qui vedete servito in una pentola di coccio.

Trattoria al Valico (9)

Io da vera golosa ho scelto un fantastico fritto misto all’italiana che comprendeva diverse verdure: le melanzane e i fiori di zucchini in pastella, i pomodori e il formaggio filante, delizioso il tipico latte fritto che mi piace moltissimo!

Trattoria al Valico (10)

Va detto che con queste porzioni così abbondanti ci siamo poi limitati a una tazzina di caffè ma volendo chiaramente c’era anche il dolce.
E sempre, attorno a voi, la bellezza gloriosa dell’estate.

Trattoria al Valico (11)

E la luce brillante che sfiora i girasoli.

Trattoria al Valico (12)

Alla Trattoria al Valico della famiglia Ferretti, nella meraviglia delle nostre valli di Liguria.

Trattoria al Valico (13)

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Riflessi d’estate sul Lago delle Lame

E ritornare a cercare il fresco nei luoghi incantevoli della Val d’Aveto, sulle sponde del Lago delle Lame, un angolo fiabesco di Liguria, a 1000 metri di altitudine tra i boschi generosi del Comune di Rezzoaglio.

Nel tempo del caldo prepotente qui spira una brezza leggera e nuvole vaghe percorrono il cielo e si specchiano nelle acque fresche.

Lago delle Lame (2)

Ombra, legno, vita di bosco.

Lago delle Lame (3)

E alberi imponenti e regali.

Lago delle Lame (4)

Mentre il laghetto glaciale si illumina di riflessi.

Lago delle Lame (7)

Silenzio, stupefacente quiete rotta soltanto dal canto allegro degli uccelli.

Lago delle Lame (6)

E tutto brilla della luce dell’estate, nel lago guizzano i pesci e sulla riva sono seduti pazienti pescatori, è l’attività che si svolge al Lago delle Lame dove non è consentito nuotare.

Lago delle Lame (8 )

Ed è gentile l’Aveto con i suoi visitatori, li accoglie nell’abbraccio dei suoi monti.
Foglie, calore, luce, ombra e panche di legno.

Lago delle Lame (9)

Mentre le farfalle passeggiano sui fiori.

Lago delle Lame (10)

E rossi maturano i lamponi.

Lago delle Lame (11)

E ogni filo d’erba è un equilibrio di diverse meraviglie.

Lago delle Lame (13)

Diverse sfumature di verde e di azzurro dell’Aveto.

Lago delle Lame (12)

Lo steccato, il cielo azzurro, la magnificenza della natura.

Lago delle Lame (14)

Gli alberi che sfidano l’infinito, sempre.

Lago delle Lame (15)

Le foglie frementi di vita e di aria.

Lago delle Lame (16)

E la luce, la meraviglia e il contrasto di colori.

Lago delle Lame (17)

Resti seduto su una roccia e all’ombra degli alberi, in queste quiete ad ammirare il panorama e la splendida armonia del Lago delle Lame.

Lago delle Lame (18)

Il Castello di Cariseto

In questa nostra meravigliosa Italia bellezze e tracce del passato si trovano nei luoghi più impensati e oggi vi condurrò con me in un luogo particolare che ho scoperto per caso.
Io guardo sempre fuori dal finestrino e un bel giorno, percorrendo la statale nei pressi di Ottone, ho notato un cartello stradale che ha suscitato la mia curiosità, la freccia indicava il Castello di Cariseto.
Castello? Mettiamoci subito in viaggio, alla scoperta di questa meraviglia!
Per arrivare al Castello di Cariseto raggiungete la piazza di Ottone e poco dopo la farmacia salite in direzione Cerignale.
E una strada tutta curve che vi offrirà panorami splendidi su tutta la vallata.
E poi d’improvviso i girasoli, caldi di luce dell’estate.

Verso Cariseto

E si sale, ci si inoltra in una fitta e suggestiva pineta dal profumo fresco e inebriante, qui ho incontrato i daini alle prime ore del pomeriggio, motivo in più per fare una gita da queste parti.

Verso Cariseto (2)

L’odore della pineta e la bellezza di questi alberi.

Verso Cariseto (3)

Si giunge quindi ad un incrocio, come potrete vedere una strada conduce a Rezzoaglio, in Val D’Aveto, l’altra vi porterà al Castello di Cariseto.

Verso Cariseto (4)

 D’un tratto vi appare ciò che resta di questo antico castello arroccato sulla pietra che si affaccia sui monti della Val D’Aveto.

 Cariseto

In paese e in cima alla rocca troverete cartelli sui quali potrete leggere la storia e le rocambolesche avventure avvenute qui, al Castello di Cariseto, il testo è a cura di Carmen Artocchini e traggo da questa accurata presentazione del luogo alcune notizie che leggerete in questo articolo.
Vi è anche un disegno che mostra l’ipotetica ricostruzione del Castello.

Cariseto (22)

E’ antica l’origine di questo edificio, le prime notizie certe del castello risalgono all’anno 1052.
Tempo dopo soggiornò qui un illustre personaggio storico, correva l’anno 1167 e da Lucca giunse niente meno che Federico Barbarossa, si narra che sia fermato a Cariseto per proseguire poi alla volta di Parma.
Cariseto (2)

La natura è bella e rigogliosa su queste montagne, ho visto persino alcuni cardi, ormai così rari.

Cariseto (3)

La strada scende e ci si ritrova nel piccolo paesino, il castello lo domina da lassù.

Cariseto (4)

Tetti rossi, prati, montagne e silenzio, anche queste sono terre di San Colombano, in provincia di Piacenza.

Cariseto (5)

L’acqua fresca sgorga dalla fontana, noi seguiamo le indicazioni che portano al castello.

Cariseto (6)

Ci si lascia alle spalle la strada tortuosa che corre tra gli alberi.

Cariseto (7)

E si sale ammirando maestose montagne.

Cariseto (8)
Se verrete qui vi consiglio di mettervi gli scarponcini, è una breve salita ma la presenza di rocce e di erba alta suggerisce una certa cautela, io avevo delle comuni scarpe da ginnastica e non nascondo che ho avuto il timore di incontrare qualche vipera.
Non è accaduto ma, come si dice, la prudenza non è mai troppa.

Cariseto (9)

Roccia, piccoli garofani rosa e cielo azzurro.

Cariseto (10)

E poi il pruno, generoso dei suoi frutti.

Cariseto (11)

Si arriva in cima e ci si può accomodare su rustiche panche di legno.

Cariseto (12)

E davanti a voi c’è il Castello.
Tra le tante avventurose vicende avvenute qui mi ha colpita la storia del Marchese Morello di Malaspina di Pregala, costui nel 1535 fu lo sciagurato protagonista di eventi che non gli fanno certo onore.
Dovete sapere che Morello fu cacciato dai feudi del padre e pensò bene di riparare a Cariseto, chiese così ospitalità ad Antonio Malaspina, suo parente e all’epoca proprietario del maniero.
Antonio generosamente aprì le porte della sua dimora e Morello sapete cosa combinò?
Con l’aiuto di certi manigoldi si impossessò del castello, ridusse Antonio in prigionia e si prese tutti i suoi beni, imprigionò persino i vassalli di Antonio e non risparmiò loro crudeli torture.
Quando si dice la riconoscenza, eh?
L’infido Morello venne infine spodestato ma allora, ahimé, il povero Antonio era già passato a miglior vita e il castello toccò così in sorte ad altri eredi.

Cariseto (13)

Si sale, percorrendo una scala di legno, come sempre ho dovuto affrontare le mie vertigini!

Cariseto (14)

E poi si raggiunge la cima e lo sguardo si perde ad ammirare le montagne.

Cariseto (15)

Un panorama infinito si apre davanti a voi.

Cariseto (16)

E vi circonda la natura selvatica e prepotente.

Cariseto (17)

Si vedono le strade del paese con le casette caratteristiche.

Cariseto (18)

E le immancabili nuvole corrono in cielo sopra le superbe vette.

Cariseto (19)

Tra profumi, colori e bellezze di questi luoghi.

Cariseto (20)

Aggrappato alla roccia, il Castello di Cariseto svetta su questo cielo da molti secoli, testimone silenzioso del tempo passato.

Cariseto (21)

Al Passo del Fregarolo

Vi porto con me, in un luogo ben noto ai frequentatori di queste zone.
Si sale, curva dopo curva, da Fontanigorda oltre Casoni si va verso la Val D’Aveto e si giunge al passo del Fregarolo.

Passo del Fregarolo

Qui la natura è bella e generosa e grandi alberi svettano contro il cielo azzurro.

Passo del Fregarolo (2)

E il sottobosco è un tripudio di piccoli dolci frutti, questa è la loro stagione.

Passo del Fregarolo (3)

Ed è la stagione che regala semplici e spontanei fiori di campo, amo la loro allegra confusione.

Passo del Fregarolo (4)

Qui, al Fregarolo, tra l’erba lucida ai margini del bosco, sorge una piccola cappella.

Passo del Fregarolo (5)

E alcuni si ricordano di portare fiori alla Madre di Gesù.

Passo del Fregarolo (6)

Tra le montagne, nel silenzio e nella pace.

Passo del Fregarolo (7)

Ancora pochi metri e raggiungeremo  la nostra meta, il Passo del Fregarolo, qui  termina l’Alta Val Trebbia e inizia la Val D’Aveto.

Passo del Fregarolo (8)

Altezze di Liguria, 1203 metri sul livello del mare.

Passo del Fregarolo (9)

E vedute incredibili, davanti a voi si apre l’orizzonte e lo sguardo segue il profilo delle montagne.

Passo del Fregarolo (10)

Respira, senti l’aria che ti sfiora la pelle ed entra in ogni tua fibra.

Passo del Fregarolo (11)

Respira, il profumo del bosco regala un senso di quiete.

Passo del Fregarolo (12)

E tutto attorno la vita si manifesta.

Passo del Fregarolo (13)

Guarda oltre le cime degli alberi, verso le nuvole, tra la terra e il cielo.

Passo del Fregarolo (14)

C’è anche una panchina, per sedersi ad ammirare il panorama, si potrebbe quasi fare un spuntino, seduti qui, al fresco.

Passo del Fregarolo (15)

Respira, guarda tra gli alberi, al di là di essi.

Passo del Fregarolo (16)

E qui una lapide ricorda coloro che combatterono tra queste montagne e che mai verranno dimenticati.

Passo del Fregarolo (17)

Profumo di erba, di muschi e di legna tagliata.

Passo del Fregarolo (18)

E il bosco, una salita e le sue meraviglie, questi sono posti da fungaioli, stivali, cestino e bastone e ci si mette in cerca.
Se anche voi vorrete andar per funghi ricordatevi che in Val D’Aveto dovrete munirvi di tesserino.

Passo del Fregarolo (19)

E poi  le foglie, un fruscio, un battito d’ali, il ronzio di un insetto e un volo improvviso, gli uccelli si nascondono tra i rami e cinguettano allegri, è semplice e complessa la vita del bosco.

Passo del Fregarolo (20)

Ha tante forme, tante maniere di manifestarsi.

Passo del Fregarolo (21)

La vita è alberi imponenti sotto ai quali ti senti un piccolo puntino in un universo di perfezione.

Passo del Fregarolo (22)

 La vita ha toni di cipria, è aerea, leggera, impalpabile, incomprensibile.

Passo del Fregarolo (23)

La vita si posa per un istante sulla corolla di una margherita dai petali scompigliati.

Passo del Fregarolo (24)

E’ piccoli fiorellini e violette.

Passo del Fregarolo (25)

 E ancora violette e ancora fragole, la vita è spontaneamente armoniosa.

Passo del Fregarolo (26)

 E’ un fiore rosa che cresce ebbro di sole accanto alla pietra calda.

Passo del Fregarolo (27)

E così se verrete al Passo del Fregarolo incontrerete tutta questa bellezza che è un balsamo per lo spirito.
Respira, apri le braccia, guarda verso l’orizzonte.
E qui c’è anche un luogo splendido dove ristorarsi dopo una bella camminata nei boschi, è la Trattoria al Valico, dove potrete gustare pietanze davvero deliziose.
Piatti ridondanti ottimi salumi, ravioli e taglierini, diversi secondi a base di selvaggina.
E quando è la stagione dei funghi, potete starne certi, qui ve ne leverete la voglia!

Passo del Fregarolo (28)

 E anche voi guarderete le montagne al di à della staccionata.

Passo del Fregarolo (29)

Qui, al Passo del Fregarolo, dove si incontrano due valli di Liguria.

Passo del Fregarolo (30)

Viaggiando in corriera nel 1926

Ed ecco agosto!
Tempo di vacanze, cari lettori!
E sapete? Da queste parti non arriva alcuna ferrovia, qui si viene in macchina oppure in corriera.
In corriera, come nel 1926.
E chi legge questo blog da più tempo forse ricorderà un articolo dedicato ai viaggi in treno e a certi regolamenti del passato, il post lo trovate qui e tutti le informazioni sono tratte dalla Guida Pagano del 1926, un poderoso libro che sfoglio con molto interesse.
E su quella guida ci sono anche gli orari delle corriere di quel tempo.
Oh meraviglia!
E guardatela qui una corriera di quell’epoca.

Montoggio

Cartolina tratta dalla Collezione di Eugenio Terzo

E quindi, cari viaggiatori degli anni Venti, se volete venire a godere della frescura della campagna armatevi di santa pazienza.
Vi attende un lungo viaggio, sì!
Si parte di buon mattino da Via Canevari, alle 7.15, in quattro ore le gloriose Autovie Alta Italia vi porteranno a Loco.

Orario - Valtrebbia

Oh, santo cielo!
Con i bauli, i gonnelloni lunghi, che viaggio!
Ecco, fin quassù a Fontanigorda come ci si arrivava? Forse con un carretto? Immagino di sì, decisamente un’avventura.
C’è anche un servizio per la Val d’Aveto, cari villeggianti!
C’è solo l’orario invernale, chissà come mai.
E comunque sappiate che si parte da Chiavari alle 8.30 e si arriva a Rezzoaglio alle 11.50.
Che fatica!

Orario Val D'Aveto

Inoltre ci sono alcune avvertenze per i viaggiatori delle quali tenere conto.
Ad esempio, in caso di affluenza di viaggiatori alla partenza avranno diritto a precedenza coloro che chiedono il maggior percorso.
Caspita, qui si rischia di rimanere a piedi!
Per non dire del fatto che la Società declina ogni responsabilità per interruzioni di corse, mancate coincidenze, smarrimenti, ecc.
Eccetera? Che altro può succedere?
Son perplessa, non si sa quando si parte e non si sa se e quando si arriva!
E sbirciando sul sito del mio amico Eugenio Terzo ho trovato alcune chicche e ringrazio il caro Eugenio per il cortese prestito.
Viaggiate con un fedele quattro zampe al seguito? La tariffa per cani sulla linea Laccio Montoggio Genova è di Lire 3.

Biglietto

Biglietto appartenente alla collezione di Eugenio Terzo

Ecco un altro biglietto per chi ha come destinazione località come Cicagna e Gattorna.

Biglietto (2)

Biglietto appartenente alla collezione di Eugenio Terzo

E se devo essere proprio sincera mi allarma quella frase lapidaria scritta sul retro: il bagaglio viaggia a rischio e pericolo del viaggiatore.
Come sarebbe?
Non si sa quando si parte, perché se qualcuno percorre una tratta più lunga ha la precedenza.
E quindi non si sa quando si arriva, caspita!
E se per un caso fortunato ci si trova a bordo alla fin fine bisogna raccomandarsi a qualche buona stella per arrivare a destinazione con i nostri bagagli in buone condizioni.
Che avventura!

Biglietto (3)

Biglietto appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Il viaggio è lungo ma infine si giunge nell’agognata meta delle nostre vacanze.
E’ tempo di iniziare il nostro soggiorno!
Qui si gode del fresco e delle belle giornate, del clima gentile e dell’arietta che rende l’estate più gradevole.
Non tutti sono così fortunati, alcuni restano in città.
A loro andrà il nostro pensiero dai luoghi di villeggiatura di questo ridente entroterra.

Torriglia

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

La foresta delle Lame e il Museo del Bosco di Rezzoaglio

Estate, tempo di gite.
E oggi vorrei suggerirvi una meta rigenerante, un luogo dove si respira aria fresca e pulita, un angolo di Liguria dove riprendersi dal caldo spossante della città.
Rezzoaglio è un paese della Val D’Aveto e lassù troverete uno dei luoghi più incantevoli che si possano immaginare: il Lago delle Lame con le sue acque limpide e trasparenti.
Alcuni di voi ricorderanno che ve ne parlai in questo post, il Lago delle Lame è un paradiso dove regna l’armonia della natura.

Lago delle Lame

Il Lago è circondato dalla foresta delle Lame con i suoi rumori ed i suoi abitanti.
E tutto fruscia, cinguetta e vive.
E si passeggia all’ombra, nella quiete e nel mistero fitto del bosco.

Foresta delle Lame

Un percorso che ha grande fascino e che può essere istruttivo e formativo, ci sono cartelli che vi spiegano quali siano gli alberi che vi circondano.
E così il bosco svela i suoi misteri e le sue bellezze.

Foresta delle Lame (2)

Ehi, ehi! Qui c’è anche chi va a cavallo, che meraviglia!

Foresta delle Lame (3)

Le luci e le ombre del bosco.

Foresta delle Lame (4)

La musica delle foglie e dei rami.

Foresta delle Lame (6)

E potrete addentrarvi, salire verso l’alto e scoprire altre bellezze, io vi ho mostrato solo il primo tratto del cammino, mi riprometto di dedicare a questi boschi maggiore spazio.
E quando verrete qui fermatevi a pochi passi dal lago lucente, troverete una zona dedicata ai più piccini dove l’entusiasmo della scoperta diverrà tangibile e reale, basterà varcare l’ingresso del Museo del Bosco.

Museo del Bosco

Il Bosco e i suoi abitanti, le loro figure sono scolpite nel legno ed ognuna ha la propria collocazione.

Museo del Bosco (2)

Ci sono le creature più temibili.

Museo del Bosco (3)

E il piccolo coniglietto che sta sempre in guarda, pronto a fuggire in caso di pericolo!

Museo del Bosco (4)

E le creature del cielo che si librano attorno alle cime delle montagne.

Museo del Bosco (5)

Lo scoiattolo che salta felice da un ramo all’altro.

Museo del Bosco (6)

Sono le creature del bosco e della Val D’Aveto.
E per meglio conoscere i misteri e le meraviglie della natura vengono anche organizzati dei laboratori che narrano le meraviglie  del suolo prolifico della foresta e raccontano dei suoi abitanti, la vita che vive tra questi alberi.
Troverete qui il link all’articolo del Consorzio Ospitalità Diffusa con i dettagli riguardanti i prossimi appuntamenti e le possibilità che vengono offerte.
Sulle rive del lago, tra gli alberi e i rami ci sono anche delle belle matite colorate, queste piacciono a tutti i bambini, da sempre!

Museo del Bosco (7)

E intorno la natura bella, rigogliosa, ricca e generosa, lo splendore del Parco dell’Aveto, delle sue montagne e della foresta delle Lame.

Foresta delle Lame (5)

Una passeggiata in Val d’Aveto

Siamo in pieno inverno, la neve scende sulle valli della Liguria, in questo territorio che non è solo di spiagge e scogliere, di sabbia e conchiglie.
La Liguria è anche montagne, valli boscose e fruttifere come la Val D’Aveto, oggi imbiancata dalla neve copiosa e candida.
E che nostalgia di quei luoghi!
E allora oggi vi porto con me, in Val D’Aveto, tra gli alberi e i prati.
Vi porto lassù nella stagione del sole, l’estate appena trascorsa.
E saranno colori e profumi dell’entroterra, tinte accese e vivaci, lassù in quella che a buon diritto si può definire la montagna dei genovesi.
Sì, a Santo Stefano d’Aveto, come i miei concittadini ben sanno, si scia.
E allora nelle case si accendono i caminetti, mentre fuori ci si gode la neve soffice che tutto ricopre.
Ma nella stagione del sole tutto è differente, la valle offre altre bellezze.
Salendo verso Santo Stefano si incontra un ponte romanico, risalente al XI secolo.
Là sotto scorre il torrente Gramizza, mentre tutto attorno sboccia florida la natura.
E sono frassini e faggi, castagni e cerri.

Ponte Romanico

E poi si sale, tra questi boschi rigogliosi.
E il cielo è lucido, semplicemente blu, profondo ed intenso.

Val D'Aveto

Il nome di questa valle deriva dal corso d’acqua che l’attraversa, l’Aveto, del quale vi ho già parlato qui.
Boschi, fiumi e laghi, come il Lago delle Lame con la sua acqua cristallina.
Trovate qui altre immagini e altre parole dedicate a questo scorcio splendido della nostra Liguria.

Lago delle Lame

Gli alberi che si arrampicano verso il cielo, l’ombra del bosco.
Qui parlano le foglie, sussurrano un linguaggio antico, è il linguaggio della madre terra, è il richiamo della natura, sana, vitale e incontaminata.

Val D'Aveto (3)

E’ la voce del bosco a parlarvi, a portare la pace e quiete nell’animo, nelle nostre vite che a volte scorrono troppo in fretta, con il ritmo concitato della quotidianità.
La voce del bosco è suadente e leggera, un soffio.

Val D'Aveto (5)

Una passeggiata in queste zone vi regalerà queste vedute ampie, è la bellezza che offre il Parco Naturale Regionale dell’Aveto, torneremo ancora in questi boschi, qui la natura è l’artista più estrosa, offre ai nostri occhi quadri che noi non sapremmo immaginare.

Val D'Aveto (6)

La voce del bosco ha un colore, è rosso fiammante.

Bacche

E sapete, quassù incontrerete chi sa godersi beatamente la vita.
Un prato, una brezza leggera che rinfresca dalla canicola estiva, il piacere della condivisione, pura e semplice felicità.

Cavalli

E immerso tra il verde di queste montagne, tra prati e i laghi, accanto al fiume si trova Santo Stefano d’Aveto.
Al centro del paese c’è il Castello Malaspina Doria, mi riprometto di riparlarvene in un’altra occasione, oggi vi porto tra queste strade.

Santo Stefano D'Aveto

Sotto il sole d’estate e sotto il cielo che brilla.

Santo Stefano D'Aveto  (2)

In un paese lindo e ordinato, nella stagione estiva affollato di turisti, non è stato per nulla facile scattare queste immagini, credetemi.

Santo Stefano D'Aveto  (3)

Un paese in fiore, questo è Santo Stefano d’Aveto per me.

Santo Stefano D'Aveto  (4)

E così, se penso a quei posti, mi vengono alla mente i tanti fiori alle finestre, non so se questa sia la via migliore per farvi conoscere Santo Stefano, ma questo paese è per me nei suoi colori.
Gialli e rossi, a certi davanzali.

Finestra (2)

O lilla e odorosi, dietro certe grate.

Finestra

Cascate di gerani vermigli, giù dalle finestre.

Finestra (3)

Sotto le imposte socchiuse.

Finestra (4)

E poi ancora sui muri.
Quanti profumi e quanti colori a Santo Stefano d’Aveto!

Fiori

E ancora, rosa tenue e fucsia e uno splendido riflesso sul vetro.
E io mi perdo ad ammirare questi dettagli.

Finestra (5)

Ci sono tante maniere di vivere e raccontare un luogo, il mio è questo.
Gironzolo per le stradine, osservo le case, i vasi di fiori, i panni stesi e le ombre al suolo.

Santo Stefano D'Aveto

E poi trovo sempre qualche nuovo amico con il quale fare conoscenza!

Gatti

E sono sempre le cose più semplici quelle nelle quali trovo una bellezza stupefacente.
Un cesto di vimini, aglio, cipolle e peperoncino.

Aglio e peperoncino

E in questa che è terra di boschi, la natura è generosa e gentile.
Si aspetta la pioggia in estate, poi torna il caldo e l’attesa si fa trepidante.
E quando giunge il momento, via con stivali, cestino e bastone.
Si va per funghi!

Funghi (2)

E qui certamente abbondano, i fungaioli hanno di che divertirsi!

Funghi

E sì, ci sono tante maniere di vivere e vedere un luogo, fate una gita in Val D’Aveto nella stagione che preferite e scoprite il vostro.

Santo Stefano D'aveto (2)

Prima di tornare a casa, non perdetevi una visita al Caseificio Val D’Aveto di Rezzoaglio, dove si trovano formaggi rinomati e pregiati, come il celebre e gustoso San Stè, disponibile in tre differenti stagionature.
Certo, li trovate anche nei negozi, ma comprarli qui ha tutto un altro fascino!

Caseificio Val D'Aveto

Porterete con voi i sapori genuini e sani che si gustano lassù tra quelle montagne, i gusti della nostra terra.

Formaggi della Val D'Aveto (2)

E avrete voglia di ritornare.
Sotto le finestre fiorite e in riva al laghetto turchese.
Lungo le anse del fiume.
Tra gli alberi e boschi, di fronte a queste maestose montagne.

Val D'aveto (2)

L’Aveto e l’abbraccio delle montagne

Le gite d’estate, che relax!
Torniamo tra i monti, torniamo e costeggiamo il corso d’acqua più spettacolare tra quelli che scorrono in Emilia e nella mia Liguria, l’Aveto.

La bellezza dell’Aveto non è solo nella sua acqua trasparente e cristallina.

Nel suo frizzante  fluire l’acqua si snoda tra i sassi.

E forma laghetti turchesi.

L’Aveto si insinua tra le montagne e in certi punti si formano dei veri e propri canyon.

E allora lo spettacolo della natura è senza pari.
L’Aveto è incontaminato e splendido, la sua bellezza è vergine, è acqua di smeraldo tra rocce bianche e boschi.

Tra i rami, in estate è appagante riposarsi qui!

Ma l’Aveto è anche meta degli amanti del kajak e del rafting, penso proprio che ci sia da divertirsi sulle sue acque!

Ma anche chi si contraddistingue per la propria pigrizia può trovare tra queste montagne il giusto ristoro che si ricerca in un periodo di vacanza.

A volte scorre in una gola, altre è più vicino ai paesi della valle.
Come a Villapiano, dove passa sotto questo antico ponte.

E bagna i sassi riscaldati dal sole.

E si mostra in tutto il suo splendore, nell’abbraccio delle montagne.

Il Lago delle Lame, l’incanto della Val d’Aveto

Estate, caldo.
E la pace e il refrigerio, nel cuore del Parco Naturale dell’Aveto, al Lago delle Lame.


E allora si viene qui, sulle sponde di questo laghetto glaciale, sito a poco più di 1000 metri di altitudine nel comune di Rezzoaglio.

Qui, dove il vento increspa la superficie dell’acqua e l’accarezza dolcemente..

Al Lago delle Lame si pratica la pesca alla trota e se capiterete qui vedrete certamente tanti giovani papà con i loro bambini.
La canna da pesca, la lenza e l’attesa.

Il gioco e la condivisione, la costruzione di un ricordo che certamente resterà nel cuore.
Questi bambini diventeranno grandi e torneranno con la mente a questi pomeriggi d’agosto.
E ricorderanno: io quand’ero piccolo andavo a pescare con mio papà.
Mettevo i calzoncini corti, un cappellino in testa e gli scarponcini e rimanevo lì con lui, ore ed ore.


Credo che siano questi momenti a fare di noi degli adulti felici.
Un lago dall’acqua cristallina e gli alberi.

Una foresta che si arrampica verso il cielo.

Vi porterò ancora tra queste conifere odorose, dove si respira profumo di resina.

All’ombra, sulle rive del lago.

C’è anche un albergo, romantico e di grande atmosfera, con una vista che colma gli occhi di naturale bellezza.

Si viene qui, a godersi la brezza e il fresco.

Ci si siede sulle pietre e si osserva la placida tranquillità del lago.

 Tra le montagne della Val d’Aveto, nella splendida e rigenerante quiete della natura che ci regala la terra di Liguria.