Un attimo soltanto

È durato appena un attimo.
Il tempo di pochi respiri o di un refolo di vento, lo spazio di un battito.
E il cielo era lucente di sole e chiaro come sa essere nei giorni che precedono il tempo della primavera.
Di fronte a me il mare e Corso Italia.
E percorrendo una strada che conduce laggiù ho veduto una vela, una cornice di alberi e di ondeggianti fiori di mimosa.
Con questa dolcezza, un attimo soltanto.

Mare, vele e libertà

E poi il sole brillante rimbalza sul mare e fa luccicare l’acqua che si increspa appena.
Ed è blu, turchese, celeste e bianco di vele che sospinte da favorevoli venti prendono il largo verso mete sconosciute.
Il mare, da sempre e per sempre, è simbolo di assoluta libertà, con quell’orizzonte infinito del quale non si sa immaginare il confine.

E navigano le vele, leggere si inseguono e si alternano in una danza che pare non terminare mai.

Alcune si inchinano alla forza del vento e alla maestà del mare.

È un dono prezioso poter sentire la brezza marina, il salmastro che sfiora la pelle, la vita che richiama altra vita e altra bellezza.
Così incedono le vele, nell’avventura di una giornata lieta.

Maestose regine di un panorama armonioso e così lineare eppure unico.

Candide e chiare, come la spuma che si dissolve sui sassi quando le onde si frangono inquiete.

Così ho veduto queste vele, lievi sul mare davanti a Corso Italia, sospinte dal vento e dal desiderio di libertà.

Esposizione Italo-Americana del 1892: regate a vela e a remi

Accadde nel 1892, in quell’anno glorioso si celebravano i 400 anni della scoperta dell’America e la città di Genova, per celebrare il più celebre dei suoi figli, organizzò in onore di Cristoforo Colombo la grandiosa Esposizione Italo-Americana che ebbe inizio ai primi di luglio per terminare poi ai primi di dicembre.
Numerosissimi furono gli eventi e le iniziative, ovviamente è impossibile narrarli tutti in breve e allora oggi vi porterò in riva al mare blu come quello che condusse con le sue onde il prode Colombo verso fama imperitura.
Qui, su quell’azzurro spumeggiante, si tennero le regate a vela e a remi, traggo le notizie che vi narro dal volume Cronache della Commemorazione del IV Centenario Colombiano edite a cura del Municipio proprio in quel 1892.
Dunque, a promuovere le splendide regate a vela fu il Regio Yacht Club Italiano e moltissime furono le imbarcazioni che presero il mare.
Il campo di regata comprendeva un triangolo che aveva i suoi vertici nei tre seguenti punti: all’estremità del Molo Lucedio, davanti a Sampierdarena e a Quinto al Mare.
Gli yachts e le candide vele si sfidarono ai primi di agosto, il vento di scirocco favorì la navigazione.

Cari amici, non sto a elencarvi i nomi dei partecipanti, erano davvero tanti e certo si trattava del fior fiore della buona società, tra di essi figura anche il Capitano Enrico d’Albertis, il volume riporta con precisione i risultati delle diverse gare.
Ovviamente non mancarono le occasioni mondane e la sera dell’otto agosto nello scenario della sfavillante Villetta Serra riccamente illuminata si tenne un esclusivo garden party, la sala al piano terreno era adornata con le bandiere di tutte le nazioni.
Ecco l’augusta nobiltà cittadina, fanno sfoggio di raffinatezze le elegantissime signore dell’olimpo genovese e forestiere, così recita l’articolo di Il Secolo XIX riportato sul libro.
Non mancava il sindaco Barone Andrea Podestà e con lui molti notabili della città.
Venne poi la metà del mese e dal 14 al 16 si tennero nel Porto di Genova le regate internazionali a remi.
Il pubblico sulle tribune che circondavano il palco reale ammirò compiaciuto lo spettacolo straordinario delle regate.

Tratto da Cronache della Commemorazione del IV Centenario Colombiano
Volume di mia proprietà

L’Italia annoverava atleti provenienti da città diverse e schierò nelle diverse gare equipaggi con sportivi provenienti da Genova, Milano, Torino, Piacenza, Pavia, Livorno e Firenze.

E così si legge:

“Lungo il campo delle regate due lunghe file di navi da guerra, yachts e grossi vapori della Navigazione Generale Italiana e di altri armatori completavano il quadro grazioso a cui era sfondo splendido il Superbo Porto di Genova.”

Le giornate si conclusero con le cerimonie di premiazione dei vincitori e con il brindisi alla gloria dei partecipanti.
Furono giornate memorabili per Genova, furono tempi di festa e di celebrazione.
In onore di Cristoforo Colombo, fiero navigatore e illustre figlio della Superba.

Di nuovo estate

E poi è di nuovo estate.
Arriva piano, come una barca che lenta fende la superficie dell’acqua e dondola e danza, nell’equilibro magnifico di una nascente avventura.
Estate è ancora colori, luce, fresche fragranze, profumo intenso di ritrovata libertà.
Poi, a volte, non sai nemmeno tu quale sia la tua meta e quale terra ti attenda oltre l’orizzonte, a volte semplicemente ti metti in viaggio.
E segui una strada, una rotta, un destino.
E non sai dove arriverai.
Ed è estate.
E arriva con questa dolcezza, come la vela che sospinta dal vento affronta le onde increspate del mare.

Ancora vele

Ancora vele, navigano serene sull’orizzonte blu.
Ancora vele come altre che vedemmo in stagioni diverse, in certi momenti di quiete in cui ci fermammo a cercarle e a seguire il loro viaggio lieve.
Ancora vele, ancora ne verranno e ancora ci attarderemo ad osservarle, cercando di indovinare la loro destinazione e il porto verso il quale sono dirette.
Immaginando il vento, gli spruzzi di sale, i capelli scompigliati, quel dolce dondolio sull’acqua.
Ancora vele, una ha il colore del bosco e della speranza.

Ancora vele e ognuna trova il suo spazio per navigare.
Ancora vele e ci sono anche altre barche, una disegna il mare e lascia dietro di sé una frizzante scia di spuma bianca.
Ancora vele, ancora attese, ancora scoperte nuove e rive da raggiungere.
Ogni volta, forse, con nuovo entusiasmo, come sempre sono le esperienze belle dell’esistenza.

E ancora vele, nel mare calmo e nel cielo sereno, in una quieta geometria di un giorno d’inverno che tra questi colori appare un vero preludio di primavera.
Come certi viaggi: la meta è la rinnovata felicità e un destino ritrovato.

Ancora vele, una si allontana solitaria, mentre il cielo si copre di nuvole e il mare si veste di toni di pallido argento.
E la vela va, senza timore.
E ancora avanza, con meritevole ottimismo.
Con la bellezza di quei momenti della vita che sempre ritornano, ricercando ancora il sole.

Una vela tra gli olivi

Quando poi piano la luce si affievolisce, in un pomeriggio d’inverno.
A Sant’Ilario, magnifico balcone che si affaccia sul mare di Nervi con le sue case abbarbicate lassù in quel paradiso di bellezza senza eguali.
Ed è freddo in questi giorni di gennaio, spira il vento e poi si placa dopo aver sospinto le nuvole a coprire il sole.
E poi la brezza ritorna ancora più potente, scompiglia le cime degli alberi e a loro regala la sua inquietudine.
Una vela passa, lo scafo solca il mare e lascia la sua scia.
E resta, appena per qualche istante, nella cornice degli olivi di queste terre mentre sfumature di pesca imperlano l’orizzonte, nel tempo d’inverno davanti a Sant’Ilario.

Le prime vele

Le prime vele, dopo diverso tempo senza vedere il mare.
Laggiù, lontane, tra le onde azzurre e inquiete di Nervi, gonfiate gagliarde dal vento, signore incontrastate dell’orizzonte di Liguria.
Solitarie ondeggiavano, tra spruzzi e giochi di acqua.
Essenziali e candide, tra il celeste e il turchese.
Le ho seguite con lo sguardo, chiedendomi quale fosse la loro rotta.
Sono così i viaggi degli altri, a volte ti lasciano davanti a una ringhiera con delle domande alle quali non sai rispondere.
Certe partenze sembrano sempre belle avventure: aria tra i capelli, sole in faccia, canto incessante del vento che si posa sul mare.
E le vele, le prime vele, gloriose bellezze sul mare di Genova.

Sestri Ponente: a diporto sul mare

E si va, veleggiando su mare, davanti a Sestri Ponente.
Questa zona di Genova con gli anni e con l’industrializzazione subirà diversi mutamenti, ecco invece la costa e il suo placido mare al principio del secolo scorso, per la precisione questa cartolina è stata spedita nel 1917.
E allora sfogliamo ancora una volta la Guida Treves, il mio volume risale al 1911 e sulle sue pagine già si nominano i cantieri navali di Sestri Ponente, sono poi elogiate le ville che per bellezza non hanno nulla da invidiare a quelle di Nizza e poi così si legge:

“La riviera che è tutta un paradiso, profumata dai fiori, contornata dai monti, colline e paesetti, bagnata da corsi d’acqua, rigogliosa per dolce clima e per effervescente vegetazione, diviene però sempre più ridente, man mano che si prosegue la via, senza contrasto fra le più meravigliose di Europa.”

In questo bucolico scenario la vela si muove gonfiata dal vento e sullo sfondo si scorge una vecchia gloria: è il Castello Raggio, un tempo vanto della vicina Cornigliano e purtroppo demolito al principio degli anni ’50.

E tuttavia, in questo tempo lontano, ancora nulla si conosce dei giorni che verranno e del progresso che cambierà la fisionomia di questi luoghi.
Una fanciulla si ripara dal sole con un ombrellino bianco, il remo sospinto con vigore solca l’acqua salmastra, certi esperti uomini di mare governano le barche e altri ancora stanno a bordo di piccoli gozzi.
Ed è un tempo diverso, ha un ritmo lento che ancora risuona, anche se in realtà è così distante.
A Sestri Ponente, a diporto sul mare.

Cartoline da Santa Margherita Ligure

Vi porto ancora sulla riviera, vi porto con me a Santa Margherita Ligure, prestigiosa località molto amata anche dagli stranieri.
Siccome poi questo è un magnifico viaggio nel tempo consulterò con voi la mia Guida Treves del 1911 dalla quale ho tratto le seguenti righe:

“Posta sulla incantevole riviera di Levante, Santa Margherita è il più bello e più quieto seno di quel magico golfo. I suoi giardini, dove l’arancio è costantemente in fiore, i suoi clivi popolati di verdeggianti olivi e le sue ammirabili passeggiate ne hanno fatto uno fra i più ricercati luoghi di villeggiatura estiva.”

Andiamo anche noi su quel lungomare inondato di luce mentre risuonano gli zoccoli del cavallo che lento trascina questo carretto.

Luogo di riviera e di gente di mare, di donne che portano conche con quotidiana fatica, di alberghi lussuosi e di soggiorni indimenticabili, di panchine dove riposarsi e di gozzi dolcemente adagiati sulla spiaggia.

Di meravigliose insenature e indimenticabili prospettive lambite dall’onda calma.

Mentre le vele vengono dolcemente sospinte da venti gentili.

C’è chi prende il largo per necessità e chi invece lo fa per diletto, soltanto per sentire la brezza fresca sul viso e tra i capelli.

E c’è sempre un gran via vai a Santa Margherita Ligure.
Lei incede con passo sicuro, porta le maniche lunghe e un cappello a tesa ampia, lo stile è pur sempre importante, del resto.

E il sole picchia implacabile su queste strade e ravviva i colori vivaci delle case.

E il mare sempre ritorna, come sempre ha fatto negli anni passati: ha ancora lo stesso suono, la medesima voce, ripete ancora la stessa melodia.
Nel suo canto eterno sfiora la riva, la accarezza e sempre, ancora, a lei ritorna.
Su quella spiaggia tanto amata e così romantica, in questa magnifica pace.

Nella bellezza autentica e unica di questa parte di riviera, nell’incanto magnifico di Santa Margherita Ligure.

Una vela rossa

Ci sono giornate fatte di tante singolari bellezze.
Una passeggiata, le strade inondate di sole, i gozzi adagiati sulla spiaggia.
Rose profumate, gerani e piccoli fiori di campo che crescono liberi sui prati, un tepore di lucente primavera.
Un pranzo all’aperto in un luogo in tanti modi davvero straordinario.
Una villa fastosa, un viale ombroso, l’aria leggera e un gatto sonnecchiante su un muretto.
Gli amici, una panchina, una ringhiera.
E una vela rossa nel mare di Voltri, una delle bellezze di una passeggiata a ponente.
Un viaggio nel vento, uno di colori di una giornata meravigliosa.