La danza del vento

Anche se ogni giorno vedo il mare, una volta di più il mare mi ha incantata.
Non avevo mai veduto un simile spettacolo e sono rimasta a lungo sulla passeggiata di Nervi ad ammirarlo, lasciando scorrere il tempo e seguendo le evoluzioni dell’aria sulla superficie dell’acqua.
Una giornata tersa, vento brioso e mare calmo senza onde.
E poi, d’improvviso quel movimento che è vita, vortice e vigore.

Un turbine, un respiro di eterea bellezza.

Lame di vento si abbattono sul mare in una danza luminosa.

E l’acqua si leva appena, poi ancora si posa.

E questa è la danza leggera del vento che spira sospingendo l’acqua verso il largo, una magia incantevole per la quale non trovo le parole.

Si librano tenaci certi padroni del cielo.

E ancora il vento cade, sferza l’azzurro e compone la sua musica.

E ancora si alza, vorticoso e vivace.

Imprevedibile, misterioso e potente.

In diversi tratti e in diversi momenti, davanti agli occhi e all’orizzonte.

Soltanto blu, abisso e aria.

E vita, esuberante bellezza, ritmo della natura e del tempo d’inverno.

Magia lieve che rapida si dissolve e svanisce.

Sul mare di Nervi, in un giorno di gennaio, così danza volubile il vento.

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Il richiamo del mare

Quando senti il vento.
E già sai, questo è il richiamo del mare, la sua voce.
E già sai, lo troverai così, chiaro e lucente di sfumature d’azzurro.

Corso Italia (4)

Agitato, indomabile, irrequieto.

Corso Italia (2)

E qualcuno cammina sulla battigia.

Corso Italia (3)

Quando senti il vento guarda il mare.

Boccadasse

Devi solo esserci, nulla di più.

Boccadasse (2)
In silenzio, su un muretto, davanti a una ringhiera, mentre il vento solleva spruzzi d’acqua che si frangono contro gli scogli.

Boccadasse (3)

Tormentato, vitale, infinito mare.

Boccadasse (4)

Quando è così, il mare non si calma, è senza posa.

Boccadasse (5)

Eterno fluire, eterno rinascere.

Boccadasse (6)

Fermati davanti ai gozzi.

Boccadasse (7)

Ad ascoltare questa musica, nessuno al mondo sa cantare la melodia dell’universo come il mare.

Boccadasse (9)

Taci, ascolti, il mare ti sfida a guardarlo.

Boccadasse (10)

E monta, riprende forza, ha sempre più vigore.

Boccadasse (11)

Oltre le case, oltre le finestre che si affacciano sulla creuza.

Boccadasse (12)

Onda dopo onda, spuma di mare dono del magnifico vento che increspa l’acqua e la tormenta.

Boccadasse (13)

Implacabile e potente vento: lassù, a Capo Santa Chiara, la meraviglia di non reggersi quasi in piedi.
E stupore e bellezza.

Boccadasse (14)

E geometrie di Genova, in questa primavera sempre più tiepida.

Boccadasse (15)

Quando senti il vento.
E il canto del mare rimbomba nel cielo, prima più flebile e poi ancor più potente.
Infinito, instancabile.

Boccadasse (16)

Quando senti il vento.
E il richiamo del mare.
Ascolta.

Boccadasse (17)

Controvento

Freddo.
Non così intenso, a dire il vero, quest’anno però non ci sono quasi abituata.
Dolce autunno, mite inverno, fino ad ora, per lo meno.
Freddo.
Il vento che fischia, canta, svanisce e poi ritorna.
Sbadabam!
Una finestra che sbatte.
E poi di nuovo, un colpo secco.
È l’annaffiatoio di plastica, di solito sta su un muretto in terrazzo.
Però, sapete, il vento lo fa cadere, rotolare, lo trascina via e poi si placa.
A volte, poi, devi camminare controvento e da queste parti, sulle alture, può essere davvero complicato.
In questi quartieri di curve e salite a volte i tuoi occhi incontrano un tetto.
In questi quartieri di curve e salite il vento sa essere un avversario temibile.
Solo per alcuni, altri invece restano immobili a guardare, imperturbabili.

Gabbiani

Nella luce dorata del tramonto, mentre il sole scende e veste di luce calda la costa.
Due, insieme.
Ed entrambi voltano lo sguardo in un’altra direzione, mentre tu cammini controvento.

Gabbiani (2)

Mare, cielo e vento

Guarda Genova dalle alture e vedrai la vastità del suo azzurro.
Guarda Genova da Circonvallazione a Monte e coglierai una delle sue essenze: l’incontro tra mare, cielo e vento.
E a volte è onde alte, infinito sereno e tramontana potente.
In altri giorni invece tutto è calmo e spira un’aria fresca e leggera.
Guarda giù, verso il Porto Antico.

Genova

Non sei davanti al mare eppure sembra così vicino, tra cielo e vento.

Genova (2)

Tra i rami degli ulivi, mentre il sole scende e arrossa l’orizzonte.

Mare

Su certe alture, in certe strade in salita che si inerpicano tortuose ci sono anche splendide ville, paradiso dei fortunati che ci abitano.
E una in particolare è collocata in una posizione incantevole, dal cancello si scorge un giardino meraviglioso e davanti alle sue finestre si apre un panorama di rara dolcezza.

Mare (2)

Guarda Genova dalle alture e vedrai la vastità del suo azzurro e del suo spirito.
E come sempre c’è da alzare lo sguardo, in questo caso verso il tetto di questa casa.
E vedrai mare, cielo e vento.

Barca

Tramontana, uccellini e un’imprevista felicità

Tramontana che soffia e sibila impetuosa e si abbatte sulla città.
Io amo il vento, amo la sua forza e la sua voce.
E così sono andata là, davanti al mare, davanti alle palme piegate dalla potenza trascinante della tramontana di Genova.

Porto Antico (2)

Ieri mattina, al Porto Antico.
Turbine, vortice, vigore ed energia.
Questo è il vento.

Porto Antico (3)

E ci si sente vivi a camminare nel vento.
Eppure tutto appare calmo, in una muta immagine.

Porto Antico (4)

E invece non è così, sventolano le bandierine, sugli alberi delle barche.

Porto Antico (5)

Bandiere, bandiere da ogni parte del mondo.
E non una è ferma, le smuove la tramontana che soffia sul mare di Genova.

Porto Antico

Barche, navi e tricolori.

Porto Antico (7)

E alberi e vento, ancora vento.

Porto Antico (9)

E cammino, davanti all’acqua increspata e mossa.
Mi tengo alla ringhiera?
No, mai.
Si cammina nel vento andandogli addosso, a testa alta.
Controvento, con fermezza, senza esitazioni.
E quando si ha  il vento alle spalle ci si lascia sospingere, barcollando e perdendo l’equilibrio.

Porto Antico (11)

E i gabbiani volano bassi, si tuffano e poi risalgono, compiono infinite evoluzioni sopra di me.

Porto Antico (10)

Volteggiano nell’infinito, regali e possenti.

Porto Antico (12)

E la tramontana, la tramontana soffia, soffia potente.
E no, non c’è nessuno.
Chi verrebbe qui, quando la tramontana picchia così?
Io, da sola.

Porto Antico (14)

Mi tengo alla ringhiera?
No, questo mai.

Porto Antico (15)

Seguo il vento che mi accompagna lungo il cammino.

Porto Antico (16)

Davanti alle grandi navi da crociera.

Porto Antico (17)

E arriverò laggiù, proprio davanti alle onde.
Nessuno, io sola e un incomparabile, improvviso senso di felicità.
Mi sento come quei gabbiani che sfidano l’azzurro, io qui, sola, con il vento tra le mani e nei capelli.

Porto Antico (18)

E quando è tempo di tornare cammino tra la ringhiera e le panchine.
Nessuno, io sola e quel cielo pulito e chiaro.
E’ il cielo di Genova, quando infuria la tramontana.

Porto Antico (19)

La gioia a volte arriva così, inaspettata, proprio come il vento.
E sì, mi sentivo così, incredibilmente felice, quando sono stata testimone di un piccolo fatto straordinario.
Al Porto Antico, dove volano i gabbiani.
Ma non ci sono soltanto loro, sapete?
Ci sono anche certi piccoli passerotti che si posano sulle corde e sulle catene.
E loro non perdono l’equilibrio quando volano, loro no!

Porto Antico (20)

D’improvviso, una gran confusione.
Che succede? Un tafferuglio tra volatili per due pezzi di pane che erano per terra.
C’era una folta rappresentanza di piccioni, un fiero gabbiano e lì in mezzo, in quella mischia, c’era questo tipetto qui.
Ecco, io tifo sempre per i più piccini, sia chiaro!

Porto Antico (13)

Insomma, è stata una dura lotta e alla fine il gabbiano si è aggiudicato il pezzo di pane più grosso.

Porto Antico (21)

Eh, ma c’era ancora l’altro pezzetto più piccolo, la contesa non era finita!
E io ero lì, in piedi, davanti a me i piccioni e il gabbiano si azzuffavano con incredibile aggressività, mentre il tipetto ne stava un po’ in disparte.
E poi, d’un tratto, sapete cos’ha combinato?
Ha fatto un voletto, si è lanciato là  in mezzo, si è messo il pane nel becco e poi via, velocissimo!
Meraviglioso, li ha fregati tutti!
Io tifo sempre per i più piccini e così non sono riuscita a trattenermi e ho urlato:
– Ma grande!
E sì, qualcuno mi ha guardata un po’ perplesso, ma non importa!
C’era la tramontana, c’erano i gabbiani, un uccellino tenace, un’imprevista felicità.

Porto Antico (22)

Il vento tra i capelli

Ieri sono andata davanti al mare, al Porto Antico.
Senza meta, solo per sentire il vento nei capelli.
Ho camminato fino all’Isola delle Chiatte, poi ancora verso i Magazzini del Cotone.
E poi indietro, ripercorrendo i miei passi.
Senza meta, con gli occhiali da sole rosa, anche se in realtà proprio non mi servono per guardare il mondo con ottimismo.
C’erano le nuvole, a tratti.
E avevo il vento nei capelli.
E davvero a me non occorre niente altro.

Porto Antico

Il vento che sa di sale.
Il vento che soffia, spira e increspa la superficie del mare.
Il vento nei capelli.
C’erano le nuvole, sulle colline e sull’orizzonte.

Porto Antico (2)

Due ragazze scattavano fotografie, forse il ricordo di una breve vacanza.
Ridevano e scherzavano, con l’allegria dipinta sul viso.
Un cane correva dietro al suo padrone, due fidanzati si tenevano per mano.
E ancora, su una panchina al Porto Antico, c’era chi si giurava amore eterno.
Con il vento nei capelli e tra le mani.
E io camminavo osservando tutto ciò che conosco bene, qui tutto mi ricorda la vita e le sue scommesse, le sfide e le nuove avventure.
Arrivare, trovare un approdo saldo e sicuro.

Porto Antico (4)

La vita è una corda posata su un pontile, forse un fiore, forse una margherita? Qui, in riva al mare.

Porto Antico (5)

Pensieri in libertà, nel regno del vento.
E catene che si sciolgono, nuove partenze e nuove mete.

Porto Antico (7)

Una ringhiera davanti al mare.
Basta un movimento, basta una brezza leggera per prendere il largo.
Verso l’orizzonte, verso altre mete ancora da scoprire.

Porto Antico (6)

E poi il vento spazza via le nuvole.
Guarda, il mare blu.

Porto Antico (9)

Guarda le barche pronte a salpare.

Porto Antico (3)

E ancora, affacciandosi alla ringhiera tutto cambia.
E’ come la vita, a seconda del punto di osservazione cambiano le prospettive.

Porto Antico (8)

Basta saper guardar lontano, come fanno i guardiani del mare.
Scrutano immobili il loro orizzonte.

Gabbiani  (2)

E poi spiccano il volo, d’improvviso.
E’ così la vita, cogliere l’attimo perfetto.

Gabbiani

Attendere il momento giusto e poi partire.
Lasciare il molo, verso nuove avventure.

Porto Antico (10)

Pensieri in libertà, lungo i moli al Porto Antico.
C’era una comitiva di turisti, c’erano mamme con i bambini.
Un ragazzo in bicicletta e ancora nuvole e vento.
E a un tratto tutto si è tinto di argento con sfumature di metallo e di rame.
Io avevo gli occhiali rosa.
E non mi servono, s’intende.
Ero in riva al mare, con il vento tra i capelli.

Porto Antico (12)