Ringhiere

Non sono tutte uguali le ringhiere.
Ognuna è una storia, una strada e un cammino.
Certe ringhiere, a Genova, confuse tra blu, turchese e vento.

Corso Italia

Ringhiere.
Un saliscendi, perfettamente parallelo alla linea dell’orizzonte.

Capo Santa Chiara

Ringhiere, finestre sul mio mondo.
E mettiti seduta per terra.
Guarda le case, i tetti, i corsi, la mia Genova.

Corso Firenze

Questa ringhiera di Corso Firenze a volte gioca con la luce.
E sono ombre che si riflettono a terra e intanto la strada scende giù, pare quasi incontrare il mare.

Corso Firenze (2)

Cornici, la città al di là della ringhiera.

Corso Firenze (3)

In autunno poi alcune inferriate si vestono di foglie rosse, diventano balconi e affacci spettacolari.
Certe ringhiere sono quiete attese, pause e silenzi.

Spianata Castelletto

E altre sono abbracci, parole e vicinanza.

Isola delle Chiatte

Alcune ringhiere paiono quasi scivolare via, si confondono nel chiarore della sera e tu non puoi far altro che seguirle.

Nervi

Io e te, pedala, giù dalla discesa.
Ci fermiamo qui?
Sì, dai.
Poi scendiamo giù nei caruggi.
Io e te e certe ringhiere.

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

E poi ancora vicoli, vasi di fiori e biciclette.

Piazza Don Gallo

E là, sulla Riviera di Levante, trovi ringhiere perfette per fermarti davanti al mare.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

E altre ancora narrano di profumi del Mediterraneo, di pesci guizzanti e di piante assetate di luce.

Vernazza

Vernazza

Ringhiere, sui terrazzi dei caruggi, tra ardesia e cielo.Tetti

Corri.
Corri, respira profondamente.
Aria, aria, aria.
Fermati, c’è una panchina.
E una ringhiera, ancora.

Priaruggia

E poi certe ringhiere si snodano sopra gli scogli, tra te e l’infinito c’è soltanto un bagliore d’argento.

Priaruggia (2)

Certe ringhiere sono linee nette come pensieri innocenti.

Priaruggia (3)

Non sai nemmeno spiegarlo, sai solo che davanti a certe ringhiere devi fermarti e lasciare andare lo sguardo.
Oltre, lontano, al di là della ringhiera.

Spianata Castelletto (2)

Folletti a ritmo di walzer

E così inizia il nuovo anno, con un clima rigido e freddo, come si conviene a un vero inverno.
E tutti i nuovi inizi hanno una musica di sottofondo, questo giorno è da sempre accompagnato dai walzer di Strauss.
Quando sono stata a Vienna naturalmente non mi sono fatta mancare una gita in battello sul Danubio, era estate ed era caldo ma le note di An der schönen blauen Donau erano ben presenti nella mia memoria e nei miei pensieri.
Così oggi attenderò lo spettacolo del primo gennaio, il concerto e quei passi di danza leggeri, quelle ballerine sono come principesse delle fiabe, si muovono avvolte in un’atmosfera di magico e splendido sogno.
E su quella musica tanto amata da molti di noi vi lascio in compagnia di altri danzatori, i folletti di WordPress che come ogni anno si sono diligentemente impegnati nello stilare le statistiche di questo blog.
Ecco, come al solito i miei folletti sono un po’ capricciosi e si sono rifiutati di contare le foto, chissà mai perché!
Con mio gradito stupore ho appreso che la bella Vernazza ha avuto un ruolo privilegiato nel corso del 2014, ne sono felice e conto di tornarci presto, uno dei miei desideri è trovarmi  nella perla delle Cinque Terre durante una spettacolare mareggiata.

Verrnazza

Intanto ecco a voi il lavoro degli infaticabili folletti.
Chi di voi avrà lasciato più commenti? Io questo lo sapevo già, ancor prima di leggere!
Ed ero anche certa di conoscere i nomi dei cinque commentatori più assidui, sono tutti amici, ormai da parecchio tempo.
E poi ci sono anche altre sorprese da altri amici, il blog lo fanno coloro che leggono, quelli che intervengono e anche i lettori silenziosi, un ringraziamento è dovuto proprio ad ognuno di voi.

 E quindi ecco a voi il 2014 di Dear Miss Fletcher, ogni giorno è una fantastica avventura.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 240.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 10 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Le Cinque Terre, la spiaggia nuova di Vernazza

Una spiaggia di sassi, la si vede dall’alto, da certe terrazze che si affacciano sul mare di Vernazza, davanti alla dolce costa delle Cinque Terre.
Luccica e brilla la distesa d’abisso davanti alla spiaggia nuova di Vernazza.

Vernazza - la spiaggia

Vi si giunge da qui, da questo passaggio quasi fiabesco e misterioso, dalla roccia scura al cielo chiaro.

Vernazza - la spiaggia (3)

L’acqua accarezza dolcemente la riva, in questo angolo di Liguria così pacifico ed incantevole.
Questa spiaggia è una sorta di miracolo che questa terra ha ricevuto in dono durante certi giorni tragici e bui del suo passato recente.
E’ sorta laggiù la spiaggia nuova di Vernazza, l’ha lasciata l’alluvione che colpì queste zone nel 2011 e dove un tempo arrivava il mare ora ci sono quei sassi scaldati dal sole.

Vernazza - la spiaggia (4)

Acqua di cristallo, trasparente, luminosa e chiara, l’acqua del mare delle Cinque Terre.

Vernazza - la spiaggia (5)

Un abbraccio gentile al Mediterraneo calmo, tranquillo e silenzioso.

Vernazza - la spiaggia (6)

E le case lassù, arroccate in alto, sulla roccia, protese verso il cielo.

Vernazza - la spiaggia (7)

E davanti l’infinita quiete di quel mare.

Vernazza - la spiaggia (8)

Le pietre, i sassi, il canto dell’onda e uno spettacolo che è pura armonia.

Vernazza - la spiaggia (9)

Sedersi qui, rimanere qui, ognuno di noi vive alla propria maniera la magia di trovarsi davanti al mare.
Il mare è la voce dell’universo e quando il vento si placa è un sussurro gentile.

Vernazza - la spiaggia (10)

E poi ti volti indietro e guardi quelle rocce, là dove un tempo si frangeva l’onda.

Vernazza - la spiaggia (11a)

Celeste purezza cristallina.

Vernazza - la spiaggia (12)

E sassi lisci, tondi e levigati.

Vernazza - la spiaggia (14)

Un gabbiano si libra nel cielo ad ali spiegate, compie infinite evoluzioni sopra le case colorate, sulla costa frastagliata, sui vasi dalle piante odorose, sull’infinita distesa d’azzurro.

Vernazza - la spiaggia (15)

La si vede dall’alto, la spiaggia nuova, chiara e quasi bianca tra il verde vivace di questa primavera e il turchese profondo del mare di Liguria.

Vernazza - la spiaggia (15a)

E non te ne andresti mai, resteresti qui, seduto sui sassi ad aspettare il sole che scende e che imperla riflessi dorati la superficie dell’acqua.

Vernazza - la spiaggia (16)

E poi ti sporgi da lassù, dove lo sguardo segue questo tratto di costa, dove si vedono i tetti e le case di Vernazza.
I sensi sono pervasi dai profumi della terra del mare, gli occhi si colmano di quella bellezza prepotente e fiera, di intenso e abbagliante azzurro.
E l’onda lenta si posa sopra i sassi della spiaggia di Vernazza.

Vernazza - la spiaggia (18)

Il mare delle Cinque Terre

Sono tornata là, nel tratto di costa più spettacolare della Liguria, in un giorno di marzo, nel silenzio e nella pace delle Cinque Terre.
Vi porterò su per le scale, su per i gradini alti della bella Vernazza, così ripida e impervia, con le sue case colorate abbarbicate alla roccia, con i sentieri che si snodano tra i vigneti e le coltivazioni.
E poi ancora ci attende Corniglia, da lì il mare lo si vede dall’alto ed è uno spettacolo che leva il fiato.
Questa è l’essenza di quella parte di Liguria, l’incontro tra la terra e il mare, quelle rocce scoscese lambite dall’acqua e la distesa infinita dell’abisso.
La costa sinuosa, da Monterosso.

Monterosso

E quando sei lì, puoi perderti davanti all’immensità.
C’era qualche nuvola, erano i primi di ottobre.

Monterosso (2)

Adesso, alle soglie della primavera, il mare delle Cinque Terre ha un colore ancor più intenso e vivido.
C’è l’infinito davanti a Vernazza, lucido e lucente, profondo blu che sfuma sull’orizzonte.

Vernazza

Passa un gabbiano, scende in picchiata, laggiù in lontananza ancora le case e la spiaggia di Monterosso.

Monterosso da Vernazza (2)

Un terrazzino davanti all’azzurro di Vernazza.

Vernazza (3)

E i fiori che sbocciano e si accedono di giallo, protesi verso il sole e la vita.

Vernazza (7)

Tu vastità,
riscattavi anche il patire dei sassi.

Così scrive il poeta Eugenio Montale, questa è maestà del mare, mediterraneo brillante di luce e neppure un soffio di vento a turbare il silenzio della bellezza.
Una ringhiera, ombre di Liguria, in una calda mattina di marzo.

Vernazza (6)

E rosso e foglie vive assetate di luce.

Vernazza (5)

Il profilo delle rocce e l’acqua così turchese.

Vernazza (8)

Affacciati, guarda giù, verso la trasparenza cristallina.
Affacciati, potresti quasi contare i sassi uno ad uno.

Vernazza (12)

La costa, l’immagine della vera armonia delle Cinque Terre.

Vernazza (10)

E l’onda lieve che batte piano sulla riva, leviga i sassi e poi si ritrae evanescente, con quel suo suono incantato.

Vernazza (11)

E ancora, questa è la vista dall’ultima delle Cinque Terre, Riomaggiore.

Riomaggiore

Arriverai a Corniglia e non ti parrà quasi di essere in una stazione ferroviaria.
Quel binario davanti al mare e la grandezza dell’infinito, non se ne intravede il confine.

Corniglia

E poi si sale, Corniglia è l’unica delle Cinque Terre a non essere sulla costa.
Vi si trova una terrazza panoramica dalla quale lo sguardo si perde nelle insenature e in quel susseguirsi armonioso di promontori e rocce.
E incastonata come un gioiello, sopra l’abisso profondo, vedrai Manarola e le sue case raccolte.

Manarola

E dall’altro lato lo sguardo trova ancora Vernazza e Monterosso.

Corniglia (2)

Liguria di bagliori e luce che scintilla, Liguria di muretti e piante grasse.

Corniglia (3)

E poi affacciati di nuovo, ancora guarda giù.
Vertigine.
E giallo e viola e riflessi del sole, un’esplosione di vita e di colori.

Corniglia (4)

E rocce bianche e fondali marini, la limpida perfezione d’azzurro, così nitido e cristallino.

Corniglia (5)

Un chiarore, uno schianto di luce e aria che inebria di freschi profumi e di purezza.
E’ l’aria del mare delle Cinque Terre.

Corniglia (6)