Sempre i soliti tipetti

Quando incontri certi tipi originali alla fin fine ti rimangono impressi e quindi è sempre un piacere rivederli.
E mi succede spesso di imbattermi nei soliti tipetti, d’altra parte gironzolando nelle loro zone è anche normale, alcuni di loro sono vecchie conoscenze di questo blog e sono già comparsi su queste pagine.
Ricordate il piccolo custode del negozio di fiori artificiali di Via Malta?
Come dimenticarlo!
Eccolo lì, a presidiare l’ingresso!

E lo stesso vale per il soldo di cacio che vigila in Canneto il Lungo.

Lo fa con un certo impegno e con la dovuta attenzione, c’è da riconoscerglielo.

Cane (3)

E il cane del tappezziere della Maddalena? Sempre al suo posto!

Cane (4)

I prossimi personaggi, invece, non sono mai apparsi su queste pagine e soltanto perché prima non ero mai riuscita a fotografarli.
Ecco qui un tipo sussiegoso che se ne sta in un frequentatissimo negozio dei caruggi.

Cane (5)

Un po’ più in là c’è anche un suo collega.

Cane (6)

E magari alcuni di voi si ricorderanno del piccoletto che sta nel negozio di cupcakes in Via al Ponte Reale.
Ecco, l’altro giorno era sempre lì, con il suo bel fiocco rosa e con un ciuffetto davanti al musino, accoccolato davanti alla porta.
Succede così, girando per Genova, finisci per incontrare sempre i soliti tipetti.

Cane (7)

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Tipi che si vedono davanti ai negozi

Gironzolando per la città si vedono certi personaggi davanti ai negozi!
Come ben sapete, io vado volentieri nei caruggi e un bel giorno ho incontrato lui.
Presidiava con ferma sicurezza la porta d’ingresso di questo negozio in Canneto il Lungo e tra il resto era attentissimo, teneva sotto controllo il continuo andirivieni di gente.

Data la situazione, mi sento in dovere di ricordarvi un altro bel tipetto che ho già avuto l’onore di ospitare su queste pagine.
Ognuno al suo posto, lui se ne stava tra fiori artificiali che la sua padrona vende in Via Malta.

E pensate che sia finita?
Certo che no!
In Via al Ponte Reale vi sarà capitato di notare un certo negozietto invitante e delizioso.
E d’altra parte, chi ci si aspetta di vedere in un posticino dove si possono trovare colorati cupcakes?
Ovvio, un tipetto così, con tanto di fiocchetto rosa fucsia!
Ognuno al suo posto, non c’è che dire!

George Eliot, una celebre scrittrice a Genova

È un giorno di primavera del 1860 e alla stazione di Torino si presenta una viaggiatrice inglese, il suo nome è Mary Anne Evans ed è una scrittrice nota ancor adesso con lo pseudonimo di George Eliot.
Nell’attesa di salire sul suo treno la nostra protagonista fa un incontro che la incuriosisce, i suoi occhi si posano sulla figura di Camillo Benso, Conte di Cavour.
Il treno parte e conduce la nostra George verso una delle tappe del suo viaggio, è una città che ha già veduto e a lei l’autrice riserva parole ricche di sentimento:

In Genoa again, on a bright, warm, spring morning!
Di nuovo a Genova, in una luminosa, calda mattina di primavera!

L’albergo che ospita la scrittrice inglese è molto celebre ed è spesso prescelto dagli stranieri, l’Hotel Feder si trova in una posizione incantevole, nel cuore pulsante della città, in Via al Ponte Reale.

Palazzo Di Negro

La nostra turista si sofferma a fare qualche considerazione in merito agli interni dell’albergo, dice che vi ritrova un certo gusto tipicamente inglese.

Palazzo Di Negro (2)

George Eliot trascorrerà breve tempo nella Superba, a stupire lei e l’uomo con il quale condivide i suoi giorni sono i fasti di Via Cairoli, allora denominata Strada Nuovissima, la incantano poi gli splendori di Via Garibaldi, la celebre Strada Nuova.

Via Garibaldi (17)

La prospettiva di queste strade, scrive l’autrice, crea un’impressione di grandezza, la ammaliano i cortili e le architetture dei Palazzi dei Rolli.

Palazzo Lomellino

E da saggia osservatrice George Eliot comprende che per ammirare Genova nella sua bellezza occorre guardarla da diversi punti di vista.
Dall’alto, lasciando correre lo sguardo sopra i tetti.
Su per i gradini e spezzandosi il fiato, lei sale sul campanile delle Basilica di Carignano.

Basilica di Carignano

E poi vede le chiese, la Nunziata e il Duomo di San Lorenzo con le sue ricchezze.

San Lorenzo (4)

Anche George Eliot, come molti viaggiatori, accenna ad una visita nella zona di Staglieno, va detto che l’autrice non fa riferimenti precisi riguardo alle opere del Cimitero Monumentale, tuttavia la colpisce l’ambiente rurale di quelle zone, nota i numerosi bambini che scorrazzano liberi, vede un panorama agreste dove trova carri trainati dai muli, è un luogo immerso nella natura incontaminata e ricco di floridi ulivi.
Fu breve il soggiorno genovese di George Eliot, le sue memorie di questa città sono incluse nel volume Life and Letters.
L’Hotel Feder fu meta di diversi viaggiatori, alcuni di essi sono molto celebri e di loro ho già avuto modo di scrivere in questo articolo.

Palazzo Di Negro (3)
George Eliot ha scritto autentici capolavori della letteratura, Il Mulino sulla Floss è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto e mi ha regalato momenti di autentico coinvolgimento.
In quelle stanze vicine al mare e alla vita frenetica del porto dormì anche Mary Ann Evans, colei che volle essere nota al mondo come George Eliot.
La città che vide rimase nei suoi occhi, lucente nella sua fiera bellezza, resa ancor più affascinante dalle parole che le dedicò una celebre scrittrice.

Genova La Superba is not a name of the past merely.
Genova La Superba non è soltanto un nome del passato.

George Eliot, Life and Letters 

Genova

Il prestigioso Grand Hotel Isotta

Non stupisce che un albergo di categoria superiore si trovasse in Via Roma, da sempre questa è la strada dei negozi di lusso e delle vetrine eleganti.
Via Roma si trova in pieno centro, collega Corvetto e De Ferrari, le due piazze centrali della Superba, tuttora è una via molto chic.

Via Roma

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo 

E noi viaggiatori di un altro secolo abbiamo il privilegio di soggiornare in questo Hotel esclusivo, certamente non ci verranno a mancare gli agi e le comodità.
Il Grand Hotel Isotta apre i battenti nel 1877, i suoi proprietari, gli stimati fratelli Isotta, sono persone che se ne intendono e infatti possiedono già un’altra struttura di prestigio, l’Hotel De France.
E se siete gente di mondo certo lo conoscerete, si trova in Via al Ponte Reale e ha ospitato lo scrittore Alexandre Dumas.
Ecco l’ insegna dell’Hotel sistemata strategicamente sull’angolo dell’edificio.

viapontereale[1]

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Torniamo in Via Roma, al Grand Hotel Isotta.
Con il tempo cambierà proprietario, sul finire dell’Ottocento diverrà di Giuseppe Borgarello.
Oh, certo, il fascino della struttura resterà immutato!
Eleganza, stile e un luogo di vero charme!

Hotel Isotta

Del resto basta guardare il palazzo per rendersi conto che qui verremo coccolati e trattati con ogni riguardo proprio come ogni ospite desidererebbe!

Hotel Isotta (2)

E’ briosa e vivace la nostra Via Roma, un viaggiatore qui non può che restare ammaliato.
E al Grand Hotel Isotta soggiornerà un celebre compositore: è il mese di Novembre del 1907 e a Genova va in scena Madama Butterfly, in questa circostanza il suo autore si ferma appunto al Grand Hotel Isotta.
Là, in quel palazzo, c’è stata una stanza riservata a lui, a Giacomo Puccini.

Hotel Isotta (3)

Oh, che sbadata!
Nell’entusiasmo di narrarvi questi particolari stavo quasi per scordarmi certi dettagli, naturalmente L’Hotel è dotato di ogni confort.
Non abbiate timori, qui non rischiate di prendervi un’infreddatura, le stanze sono dotate di caloriferi.
E c’è persino la luce elettrica, perbacco!
Vorrei sottolineare che il personale si fa in quattro per accontentare la clientela: all’Hotel potrete comprare i biglietti del treno e inoltre si premureranno di spedire i vostri bagagli.

Hotel Isotta (4)

E insomma, un posto del genere non può che avere successo.

Hotel Isotta (10)

Toh, nel 1923 ne è direttore un certo Adolfo Gallo, pure lui doveva essere uno che sapeva il fatto suo.
Il numero di telefono del Grand Hotel è facile da ricordare, eh? Due cifre soltanto: 55!
Provate un po’ a chiamare, secondo me vi risponderanno dalla Hall!

Hotel Isotta (5)

Tratto dal Manuale Telefonico del 1923 di mia proprietà 

E quando vi trovate da quelle parti non dimenticate di spedire cartoline ai vostri amici, le trovate con tutta comodità al Grand Hotel Isotta.

Hotel Isotta (6)

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo 

Che atmosfere indimenticabili!
E sapete? Noi genovesi di questo tempo abbiamo ancora modo di sognare gli sfarzi dell’Hotel Isotta.
L’altro giorno passavo in Via Roma e per caso ho veduto un quadro appeso nell’atrio del civico 7.
E così sono entrata e ho potuto constatare con gioia che qualcuno desidera che si conservi la memoria del Grand Hotel Isotta, dall’immagine sottostante sotto tratte le due foto che arricchiscono questo post.

Hotel Isotta (8)

E poi, come sempre, ho da fare dei ringraziamenti a dei cari amici.
Grazie a Stefano Finauri al quale appartiene la cartolina di Via al Ponte Reale.
Grazie a Eugenio Terzo che in queste circostanze si dimostra sempre prezioso.
E infatti ha consultato per me i suoi libri e le sue antiche guide e mi ha fornito notizie importanti, poi mi ha anche inviato la cartolina pubblicitaria dell’Hotel.
E io mi sono divertita da matti a trovare altre piccole curiosità, questo genere di ricerche è davvero appassionante!
Eh certo, per saperne di più forse bisognerebbe parlare con la Signora Gemma Maria, colei che ha apposto la sua firma sulla cartolina inviata nel lontano 1909 dal Grand Hotel Isotta.
Oh, volete saperne una? La cartolina venne spedita il 19 Marzo 1909 alle ore 19 e giunse gloriosamente a destinazione, a Courmayeur, il 20 Marzo.
Caspita, c’è da dire che le Poste all’epoca erano davvero efficienti!

Hotel Isotta (7)

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E in quegli anni i viaggiatori trascorrevano ozi dorati in Via Roma, nel prestigioso Grand Hotel Isotta.

Hotel Isotta (9)

La Madonna di Ponte Reale

La trovate nella bella Piazza dei Cappuccini, qui è stata posta a metà dell’Ottocento, sul sagrato della Chiesa dove un tempo operò Fra Francesco Maria  da Camporosso, noto a tutti come Padre Santo.
E’ una statua della Madonna, opera delle abili mani di Tomaso Orsolino.

Madonna di Ponte Reale

E prima di essere collocata qui si trovava altrove, arrivando a Genova l’avreste vista sulla Porta di Ponte Reale nell’omonima via, quando la porta fu demolita per la Statua si trovò questa nuova sistemazione.
Certo, non per tutti questa figura ha lo stesso significato, per alcuni è solo un pregevole opera d’arte, per altri rappresenta invece il volto gentile della Madre di Gesù alla quale rivolgere le proprie preghiere.
Genova ha un profondo legame con la Madonna, in queste giornate tanto difficili per la Superba la preghiera del Papa per la città si è rivolta alla Madonna della Guardia, tanto cara a tutti noi.
E come sapete numerose sono le edicole dei caruggi che ospitano una statua di Maria, spesso si tratta di copie, gli originali sono al sicuro nelle sale del Museo di Sant’Agostino.
La Madonna è Regina di Genova, questo titolo le fu attribuito nel lontano 1637, ho già avuto modo di raccontare questa vicende nel mio articolo dedicato alla statua di Maria che si trova a Palazzo San Giorgio.
E anche qui, nella Piazza dei Cappuccini, la Madonna ha la corona sul capo e con la mano regge lo scettro.

Madonna di Ponte Reale (2)

La Madonna di Ponte Reale si erge silenziosa contro il cielo, c’era un bel sole quando ho scattato questa foto.

Madonna di Ponte Reale (3)

Ai piedi della statua un’iscrizione in latino dedicata a Lei, la Custode della Città.

Madonna di Ponte Reale (4)

E’ una figura esile, armoniosa e aggraziata, il suo mantello si posa con leggerezza su di Lei.

Madonna di Ponte Reale (5)

E il Suo volto ha tratti morbidi e gentili, accenna un sorriso, il Suo sguardo rasserena, come Lei il Suo Bambino porta la corona sulla testa.

Madonna di Ponte Reale (6)

E’ la Madonna di Ponte Reale, custode della città di Genova e della sua gente.

Madonna di Ponte Reale (7)

Busellato, le targhe e i timbri dei genovesi dal 1896

Ci sono storie che affondano le loro radici nel passato e forti di questa solidità guardano verso il domani, verso il futuro.
E oggi vi racconto una di queste storie e bisogna andare alla fine dell’Ottocento per narrarla.
C’era una volta, dalle parti di Vicenza, un giovane uomo che aveva un sogno grande: l’America.
E così partì, attraversò le pianure, vide le colline e infine giunse in una città di mare, Genova, da dove intendeva di imbarcarsi per la terra delle sue speranze.
E sapete, a volte per realizzare un sogno occorre tempo.
Il giovane uomo si chiamava Bernardo Luigi Busellato e scoprì nella Superba un mondo diverso da quello che aveva lasciato.
Chissà come sarà giunto proprio qui, in Via al Ponte Reale.
In faccia a Caricamento, a due passi dall’Hotel Feder, vicino al mare e ai Portici di Sottoripa, tra la gente che già all’epoca affollava questa zona.

viapontereale[1]

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E così Bernardo decise di aprire una rivendita di timbri, al nr 2 di Via al Ponte Reale.
Una soluzione temporanea, s’intende, lui sognava l’America.
E poi il tempo trascorse, gli anni passarono e il negozio si trasferì nel palazzo di fronte e da semplice rivendita divenne produttore di timbri, incisioni e targhe.
E realizzò un sogno diverso da quello che aveva sognato, rimase nella città dalla quale intendeva partire.

Bernardo Luigi BusellatoFotografia tratta da Luigi Busellato S.n.c.

E passarono gli anni, tanti.
Vi furono due guerre, l’Italia divenne una Repubblica, passarono tanti anni, sì.
E ai giorni nostri il negozio di Bernardo Luigi Busellato è ancora qui, nel cuore della città vecchia, in Via Ponte Reale e qui ci sono i suoi discendenti.

Busellato (18)

Un negozio che è annoverato tra le imprese storiche di Italia e i titolari, pur conservando le memorie del passato e facendo tesoro dell’esperienza di famiglia, hanno uno sguardo attento per tutto ciò che è innovazione e modernità.
Sono clienti di Busellato sia le più grandi aziende genovesi che gli enti pubblici, la lunga tradizione di questo negozio è garanzia di successo.
E allora entriamo!
Certo, altrove hanno un laboratorio.
Questo è il negozio, il negozio di Bernardo!

Busellato (9)

E che meraviglia questi piccoli negozi con i mobili antichi!
Alzi la mano chi non vorrebbe per sé questo mobiletto!

Busellato (8)

Oppure questa cassettiera, saprei come usarla.

Busellato (10)

Come vi ho detto Busellato ha una vasta produzione.
Targhe in ottone, plexiglass o in altri particolari materiali, timbri e biglietti da visita, incisioni e stampe di vario genere.
E in una città come questa, così legata al suo porto, sui muri di questo negozio si legge la grande vocazione marittima di Genova.

Busellato (4) - Copia

Genova, le navi e il mare.
Questa è l’essenza di questa città.

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E poi la proprietaria estrae un oggetto antico, un timbro a pressione.
Oh, ne ho anch’io uno simile, era di un mio antenato!
E mi sovviene un pensiero: chissà se lo aveva comprato in questo negozio!

Busellato (5)

E poi ancora, sul bancone compare uno strano oggetto, che mai sarà?
Non crediate che io lo sapessi, se non me lo avessero detto non ci sarei mai arrivata.
Signori, questi sono sigilli per container.

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E poi mi guardo intorno e tutto ha quel fascino grande che mi colpisce.

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Ogni cassettino ha la sua etichetta: spille, catenelle, pezzi di ricambio, borchie, numeri rotondi, punzoni, piattina di ottone, viti e targhette.
Che meraviglia!

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Oh, ma non manchiamo di guardare le vetrine!
E come vi ho detto, lo sguardo è puntato verso il futuro.
E allora ecco le magliette: keep calm and enjoy Genoa, nessun altro detto potrebbe essermi più caro!

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C’è la rossa ceralacca, indubbiamente tutto ciò ha qualcosa di regale ai miei occhi.

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Ed eccoli i timbri, questi hanno una certa foggia e un bella impugnatura di legno.

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Un mondo che sembra piccolo eppure racchiude una grande storia che risale a molto tempo fa.
Negozi come questo vanno difesi e tutelati in quanto rappresentano una ricchezza per le nostre città, hanno carattere, personalità e conservano la traccia del loro lungo vissuto, ci ricordano che prima di noi qualcuno ha gettato qui il seme della speranza che ancora germoglia.
Busellato, il negozio di targhe e timbri, ha un suo sito web e lo trovate qui.
E’ ancora laggiù, in Via al  Ponte Reale, dove giunse Bernardo Luigi Busellato che sognava l’America e che trovò l’America a Genova.

Busellato

La Pensione Svizzera e l’Hotel Feder, illustri viaggiatori nella Genova dell’800

Il viaggio, la scoperta del mondo e di luoghi mai veduti.
Oh, certo! Bisogna essere accorti, quando si viaggia!
E allora andiamo indietro negli anni, al tempo delle carrozze e dei bauli, al tempo delle strade polverose e dei viaggi infiniti.
E’ il 1828 e a Genova arriva un viaggiatore, un certo Romain Colomb.
E’ francese, giunge direttamente da Parigi e tra la mani stringe uno smilzo volumetto dal titolo Journal d’un voyage en Italie et en Suisse, pendant l’année 1828, contenente molte preziose raccomandazioni.
Le note, con le indicazioni di viaggio e i suggerimenti per districarsi nel dedalo dei caruggi genovesi, sono state scritte per Romain da suo cugino, che risponde al nome di Henri Beyle, meglio noto come Stendhal.
Questi consiglia all’inesperto Colomb di recarsi a Genova con un vetturino, circostanza che offrirà l’opportunità di viaggiare insieme a gente del posto.
Eh, solo così si conoscono le cose del mondo!
Stendhal era già stato a Genova e amava alloggiare in un albergo molto rinomato, sito nel cuore della città vecchia, in Via San Luca.


Al numero 10, in un edificio ora non più esistente, si trovava la Pensione Svizzera, favorita da Stendhal per la posizione centrale e panoramica.
Oh, ma faccia attenzione il giovane Colomb! Che i genovesi non lo prendano per uno sprovveduto!
Quando si troverà all’albergo, raccomanda il suo illustre parente, avanzi richieste ben precise, per carità!

“…bisogna chiedere la camera 26 al quarto piano, dalla quale si vedono il porto e la montagna, Bisogna dire: mi dia la camera che un russo ha occupato per 22 mesi. Costa un franco, un franco e venticinque al giorno. Di fronte c’è un ristorante dove si può mangiare, scegliendo dalla lista.”

Che viaggiatore fortunato, Romain Colomb! Chissà se poi gli venne assegnata la camera 26!
Certo è che la Pensione Svizzera trovò nello scrittore francese un testimonial d’eccezione, non vi pare?
Beh, lo stesso non si può dire per l’Hotel Croce di Malta, tanto amato da Mark Twain e frequentato da molti altri personaggi di gran rilevanza.
Ricordate? Ve ne parlai dettagliatamente tempo fa, cliccando qui arriverete a quel post.

Insomma, al Croce di Malta Stendhal non si trovò affatto bene, bisogna dirlo.
Vi arrivò di mattina presto, dopo un viaggio per mare.
Ci credereste? Cambiò stanza ben tre volte, non gliene andava bene una!
Lo scrittore si mise a girovagare per la città, per Via Balbi e lungo Strada Nuova.
Che incanto!

Eh, ma a girare viene sete, ci sarà un caffé da qualche parte?
E allora giù, giù per i caruggi, al Caffé della Costanza in Via Orefici.
Oh, ma Stendhal è abituato ai locali fastosi di Milano e Venezia!
E’ un po’ buio questo caffé, ma come mai? Sono i caruggi, caro Henri, sono i caruggi!
Malgrado ciò, il nostro ritornerà svariate volte nel corso della giornata in questo locale, a bere l’acqua rossa, che così lui descrive:

 “ …cinque o sei ciliegie in fondo al bicchiere e il profumo delizioso dei noccioli. Questa bibita eccellente e mai lodata abbastanza costa tre soldi…”

 Ma torniamo alla Pensione Svizzera e ai suoi illustri avventori.
Vi soggiornerà nel 1853 anche il compositore Richard Wagner.
E lui narra di pavimenti a mosaico, di scaloni di marmo, di una stanza al sesto piano dal quale si poteva ammirare l’orizzonte, il mare, il porto.
E’ la zona del Porto Antico, ovviamente.
Senza l’orrida Sopraelevata. Sospiro.
San Luca, la zona di Banchi, un’area viva e vitale.
Qui, in Via al Ponte Reale, si trovano alcuni degli alberghi più noti.
Nell’immagine sottostante, a destra, potrete notare l’insegna dell’Hotel de France che diede ospitalità allo scrittore Alexandre Dumas.


Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

All’angolo con Vico De Negri, invece, si trovava uno degli alberghi più famosi, l’Hotel Feder.
Aveva più di cento stanze ed una vista impagabile su Piazza Banchi e sul porto.

Piazza Banchi, Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Se foste stati viaggiatori di un altro secolo al Feder avreste potuto incontrare lo storico Theodor Mommsen e lo scrittore Herman Melville, che soggiornarono nelle sue stanze.
E magari avreste veduto entrare una coppia di amanti che aveva scelto questo Hotel per i propri convegni amorosi: lui è un uomo politico molto in voga, lei ne è innamorata pazza, per lui arriverà ad uccidersi buttandosi dalla finestra del suo palazzo di Via Garibaldi.
I due amanti sono niente meno che Camillo Benso Conte di Cavour e Anna Giustiniani, i cui  sospiri rimbombarono nelle stanze del Feder.
In questo albergo, poi, trovò la morte Daniel O’Connell, uomo politico irlandese massimo rappresentante dell’emanicpazione cattolica.
A lui è dedicata una lapide ancora ben visibile.

Viaggiatori dell’Ottocento, nella Genova dei bei tempi.
Se passerete nella Superba, ricordatevi di loro.
E magari rinfrancatevi con un buon bicchiere d’acqua rossa, è buona e dissetante!
E soprattutto tenete a mente una raccomandazione: alla Pensione Svizzera chiedete la camera nr 26, quella che un russo ha occupato per 22 mesi.