Da Via del Bragone scendendo verso il mare

Una passeggiata d’estate, era l’ultimo giorno di giugno.
E me ne sono andata a zonzo per le creuze del levante cittadino, insieme ad un’amica genovese che ho conosciuto grazie a questo blog.
Lei abita negli Stati Uniti, è una lettrice che mi segue da lontano e quando è tornata a Genova  per le vacanze abbiamo fatto un giro insieme nei posti a lei cari, luoghi che lei conosce bene.
E abbiamo camminato per le creuze di Sturla, partendo da qui.
C’erano alberi dipinti su un muro e aria e cielo azzurro.

Via del Bragone

Qui inizia Via del Bragone.

Via del Bragone (3)

Città di ciottoli e gatti, c’è sempre un micio da qualche parte, a Genova.

Via del Bragone (4)

E ci sono le case dai colori tenui e polverosi.

Via del Bragone (5)

E c’è sempre una ringhiera, l’ombra che batte sul muro e un’allegra alternanza di tinte, sono così le case vicine al mare di Genova.Via del Bragone (6)

E fiori che sbocciano, alla fine di giugno.

Via del Bragone (7)

Vasetti alle finestre e persiane aperte, era caldo e limpido quel giorno.

Via del Bragone (8)

Lì, a pochi passi, l’antico Oratorio dei Santi Nazario e Celso, non ho avuto modo di visitarlo ma conto di tornare!

Via del Bragone (9)

Naturalmente ho sbirciato al di là del cancello, in attesa di scoprire antiche meraviglie.

Via del Bragone (10)

E poi, qui, d’un tratto tra le case vedi la costa frastagliata e il mare.
E senti il rumore dell’onda, le voci allegre dei bagnanti, la gioia di un pomeriggio estivo.

Via del Bragone (11)

Tutto sale e tutto scende a Genova, c’è sempre una creuza di mattoni che va giù, verso il mare.

Via del Bragone (12)

E c’è un muretto, una bicicletta appoggiata, una promessa d’azzurro all’orizzonte.

Via del Bragone (13)

E poi scendi, scendi e quella promessa è sempre più vicina, che si tratti di un caruggio stretto e perso nell’intrico della città vecchia oppure di una creuza di quello che fu un borgo marinaro, Genova le mantiene sempre le sue promesse.
E qui trovate gozzi posati come conchiglie e mare turchese.

Via del Bragone (14)

E finestre, sono proprio fortunati coloro che affacciandosi vedono questo panorama.

Via del Bragone (15)

E poi ancora, altre strade, mi sono persa a girovagare.
E d’un tratto si è aperto un cancello, era una dimora privata e la signora che stava uscendo con la macchina mi ha anche guardato un po’ perplessa.
Scatto solo una foto e me vado, giuro, vado via subito!
E c’è una vela che segue la sua rotta, portata dal vento.

Mare (2)

E poi altrove, l’uva, ancora acerba, ancora doveva maturare, era l’ultimo giorno di giugno.

Uva

E un ramo di fiori, proteso verso il cielo.

Bougavillea

Siamo tornate ancora sui nostri passi, dove quella creuza scende verso il mare.
E intanto io lo so, c’è sempre qualcosa che non hai veduto, c’è sempre un dettaglio che non hai notato.
E Genova mantiene sempre le sue promesse, anche se la guardi così, quasi appannata, attraverso il vetro di una lampada.
Davanti al mare, un pomeriggio di giugno.

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