Guardando i tetti tra Via Lomellini e Via del Campo

Nel weekend appena trascorso a Genova si sono svolti i Rolli Days, un evento che offre sempre l’occasione di visitare splendide e antiche dimore, alcune di esse sono state aperte per la prima volta in questa circostanza.
E così sabato mattina ho potuto vedere le sale di Palazzo Andrea Pitto, una meraviglia di Genova alla quale dedicherò presto ampio spazio.

Palazzo Pitto

Le giornate dei Rolli per me sono anche un’opportunità per scoprire l’altra Genova, la città dei tetti che tanto amo.
E sapete?
Oltre al prestigioso edificio e alle sue stanze affrescate, in questa mattinata di maggio sono stata nuovamente in una casa privata.
Eh sì, i genovesi sono spontaneamente generosi e amano condividere la bellezza che loro vedono ogni giorno.
E che dire di me? Sulla mia strada incontro persone disponibili e per di più abitano sempre in luoghi meravigliosi, all’ultimo piano dei palazzi dei caruggi, se non è fortuna questa!
E quindi ringrazio il padrone di casa per la sua cortesia, mi ha fatto un regalo bellissimo.
Oggi guarderemo i vicoli da lassù, dalle finestre di Palazzo Pitto accessibili al pubblico per i Rolli Days e poi andremo ancora più in alto, sopra i tetti.
Sopra Via del Campo, la bella strada di Genova resa nota dal più celebre dei nostri cantautori.

Via del Campo (2)

E se camminate in questa via la vedrete così.

Via del Campo

E poi si prosegue, gli edifici di Via Campo sono antichi e ricchi di storia.

Via del Campo (3)

In una precedente circostanza mi affacciai da certe finestre quasi nei pressi della Porta dei Vacca, da quel punto si può apprezzare una veduta particolare, da sotto non potresti mai immaginarla.

Via del Campo (4)

Ma torniamo nella parte bassa di Via del Campo verso Palazzo Pitto.
E se ti fermi ancora di fronte a un altro vicoletto, sopra di te i tetti quasi si sfiorano.

Via del Campo (5)

E poi sali le scale e ti ritrovi in saloni splendidamente decorati, una ricchezza che lascia senza fiato.
E poi le finestre si aprono e davanti a te hai la Torre dei Piccamiglio.

Via del Campo (6)

E vasetti con le piante, comignoli e luce che batte.

Via del Campo (7)

Se vuoi capire quanto possano essere stretti certi caruggi guardali così, in questa maniera.

Via del Campo (8)

E ancora, altre finestre e un’inedita prospettiva sopra Via Lomellini, l’infilata delle case e laggiù in fondo le alture di Genova.

Via Lomellini

E ancora, guarda verso Fossatello, lassù c’è un terrazzino che è un trionfo di piante, cose da caruggi.

Via Fossatello

E guarda, guarda ancora.
Ancora vasi e la strada che si snoda tortuosa, le persone si intravedono appena, nell’edificio sulla sinistra si trova la  Pasticceria Marescotti che tutti voi conoscete bene.
Quanto sono alte le case dei caruggi, una vertigine che non finisce di entusiasmarmi.

Via Fossatello (2)

E poi sali, guarda ancora su Via del Campo.
Caruggi, panni stesi e un altro terrazzino.

Via del Campo (9)

E poi sali, sali ancora.
Verso la casa di chi mi ha ospitato, la vista da lassù è stupefacente.
E fiori e aria di mare e ancora lei, ancora più da vicino, la Torre dei Piccamiglio, ve la mostrai da un diverso punto di vista, in questo post, allora mi trovavo in una casa che è a breve distanza da Palazzo Pitto.
Magie di caruggi, ti sposti di pochi metri e tutto cambia.
La Torre, io un giorno salirò lassù, statene certi.

Via del Campo (10)

Sopra ai tetti.
E mare e spiovenze e ardesie.
E se mi portassero qui ad occhi chiusi e mi facessero vedere questa veduta saprei dire dove mi trovo?

Via del Campo (11)

Da lassù si vedono cose incredibili, credetemi.
Quando passate in Piazza Fossatello alzzate lo sguardo verso Palazzo Pallavicini, è l’edificio che vedete a sinistra nell”immagine sottostante.

Palazzo Pallavicini

E chi c’è sul tetto?

Palazzo Pallavicini (2)

Ah, ecco chi è quel felino che si vede da lassù, se ne sta acquattato tra le ardesie e vigila sulla quiete degli abitanti della Superba!

Palazzo Pallavicini (3)

Lassù è tutta una fantasia di spiovenze scivolate, quella è la città dei tetti misteriosa e ogni volta nuova, la città che regala sempre qualche scorcio che non hai mai veduto anche se vivi qui da tutta la vita.

Tetti

C’era un cielo terso e qualche nuvola soffice all’orizzonte.

Via del Campo (12)

C’erano le barche ormeggiate al Porto Antico, c’erano gli alberi del galeone dei pirati, il mare azzurro e la Lanterna.

Genova

E la Torre svettante e orgogliosa, sopra i tetti di Via del Campo.

Via del Campo (14)

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In Via del Campo c’era un pizzicagnolo

Una passeggiata in Via del Campo, una delle strade più amate della Superba.
In certi anni lontani, molto tempo prima che uno dei più celebri figli di Genova rendesse immortale questa strada così caratteristica.
Una zona di grande passaggio, in certe epoche sulla vicina Piazza della Nunziata si teneva il mercato.
E quindi si può ben immaginare la confusione, questa è un’immagine del 1905.

Piazza della Nunziata

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Ma noi andiamo in Via Del Campo, oltre l’antica Porta dei Vacca, un luogo che conserva tanti sinistri segreti, alcuni di essi potete leggerli qui.
Varchiamola, in certi altri anni per alcuni versi più difficili per altri forse più felici.

Porta dei Vacca

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Che pullulare di botteghe!
Ce n’è per tutti i gusti e per ogni esigenza!
Il signor Luigi vende latta, poco più in là c’è una bella merceria che in vetrina esibisce certi pizzi raffinati, da Degrossi si comprano i turaccioli.
E poi qui, a due passi dal porto, non può che esserci il negozio dei Leveratto, vendono generi da marinaio.
E da Parini invece si trovano i cordami, c’è un negozio di scope e una coltelleria.
E poi commestibili e panifici, botteghe di cereali e frutta secca, macellai e salumieri, bottiglierie e drogherie.
In Via del Campo, nel cuore pulsante di Genova.
C’è anche un banco del Lotto per chi volesse tentare la fortuna!

Banco del lotto

E poi c’è la bottega di un pizzicagnolo.
E qui, lavora anche un garzone di nome Gerolamo, ogni volta che va a trovare i parenti torna indietro con le mentine e le caramelle per i figli del pizzicagnolo.
E quando piove tanto e i fondi si allagano i bambini del pizzicagnolo usano le casse del tonno come barche per giocare!
E’ una gran dote la fantasia, è vero?
E uno di loro è nato proprio qui, in Piazzetta degli Ebrei.
Tra il negozio e la casa c’era una sorta di passaggio, una porta con un grande lucchetto.
E poi?
Beh, lì vicino c’è un bel negozio di scarpe e poco più in là una friggitoria che serve farinata fumante!
E lungo la strada alcuni alllestiscono improvvisati banchetti per vendere le banane e urlano a voce alta per richiamare i clienti.
Li avete sentiti, vero?
E la storia di quello che porta la ricotta la conoscete? Beh, sapete cosa fa questo bel tipo? Quando la consegna al pizzicagnolo, continua a dar ditate alla ricotta e non fa che ripetere quanto è buona!
E insomma una scena simile ti rimane impressa nella mente!
Se conoscete Genova sapete che quello è un piccolo fatto di strade e piazzette.
E là dietro, in Via Lomellini c’è un lussuoso albergo e un ristorante che esibisce eleganti arazzi.
E poi certo, ci sono le bottiglierie e i bar, ad esempio Plassino, in Via di Fossatello, a dire il vero non credo di esserci mai stata!
Ah, c’è anche un altro locale che accoglie una clientela raffinata, vi si servono paste e dolci deliziosi, si chiama Marescotti e questo invece mi sembra proprio di conoscerlo!

Cavo (3)

Sono ricordi che restano, anche quando il tempo passa.
Il figlio del pizzicagnolo si chiama Candido, è un anziano signore ed è in vacanza qui con sua moglie Eugenia.
E’ lui ad avermi raccontato del negozio di suo papà e di Via del Campo in altri anni, alcune altre notizie sono tratte dalla mia guida Pagano del 1926, dove sono elencati i negozi strada per strada.
Ho fatto avere al signor Candido la copia della pagina che riguarda Via del Campo e lui è stato contento di trovare il negozio di famiglia e altre botteghe delle quali si rammenta.
Ed è da tanto tempo che lui non va più in quelle strade, dice che non sono più come lui le ricorda.
E sapete, a un certo punto gli ho chiesto se aveva memoria di Marescotti e lui mi ha domandato:
– Ma lei come fa a conoscere Marescotti?
E così gli ho raccontato che quel locale sta vivendo una seconda vita e lui ha fatto un sorriso.
Sapete, sto cercando di convincere il Signor Candido a tornare in Via del Campo e in quei posti che lui conosce insieme a me.
E no, non ci sono più i banchetti con i venditori di banane e la friggitoria che faceva la farinata è scomparsa ma io credo che con gli occhi del ricordo si possa vedere tutto.
C’è ancora l’antica strada dove è cresciuto il signor Candido.

viadelcampo[1]

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Estate, caruggi e panni stesi

Estate, caruggi e panni stesi.
E il filo teso davanti alla finestra che si veste di poesia.
Li ho impressi nella mente gli scorci imperdibili della mia Genova e così so dove andare quando desidero vivere una storia che narri del profumo fresco del bucato che asciuga all’aria aperta.
E anche la città dei tetti ha i suoi panni stesi che vestono le ardesie di colore.

Tetti su Via del Campo

E per le vie del centro storico a volte ci sono tinte pastello che si stagliano contro le facciate delle case.

Vico dei Migliorini

Ma io davvero so precisamente dove andare, questo è il mio giro di fili da stendere per i caruggi.
E sempre mi porta in Canneto il Lungo dove so che troverò un’esplosione di luce e di rosso.

Canneto il Lungo

Talvolta invece cerco una nota chiara, quasi un bianco e nero.
E la trovo, sempre.

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E poi so che in Piazzetta dei Maruffo bisogna fermarsi, tirare la testa indietro e guardare in alto, davvero molto in alto.

Piazzetta Maruffo (2)

E poi bisogna voltarsi verso altre imposte che qui vedete chiuse.

Piazzetta Maruffo

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E allora percorro tutta Via dei Giustiniani, fino all’archivolto.
E so che lì troverò una piccola poesia di colori.

Via dei Giustiniani (2)

E poi ancora guardo verso l’alto ed è blu, verde, rosa, rosso e azzurro.
Ed’ è estate sgargiante contro i muri scuri.

Via dei Giustiniani

E quando mi trovo qui so bene che devo svoltare verso Piazza Embriaci, non me ne dimentico mai!
Ogni volta vado a guardare proprio quel filo da stendere.
Cartazucchero, celeste, mattone.

Piazza Embriaci

E sempre ritorno, così capita che ritrovi la stessa tovaglia e lo stesso asciugamano dopo molti giorni.
Che qualcuno se li sia dimenticati?

Piazza Embriaci (2)

Passeggiare per caruggi in cerca di panni stesi a volte riserva sorprese.
Arancio brillante e una bicicletta fucsia, nella penombra dei caruggi.
Sono storie così, storie di caruggi.

Vico San Biagio

E a volte hanno tutti i toni del blu, a pochi passi dal mare.

Vico di Santa Rosa

Blu di Genova dalle finestre di Genova.

Vico di Santa  Rosa

Un suono squillante, il pianto di un neonato che risuona nel vicolo.
Nessun altro rumore, solo quei singulti infantili che qualcuno ha prontamente consolato.
E una finestra, un palazzo dalle tinte tenui.
E quei colori rosati, sembra una casa di bambole.

Piazza Valoria

E ancora c’è un luogo dove vado sempre.
E so che lì troverò un’altra dolce poesia che dondola sul filo da stendere.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

E so che sulla facciata di quel palazzo che un tempo ospitò gli uomini fedeli a Garibaldi ci sarà certamente qualche magia che attende solo uno sguardo.

Piazza Caricamento

Caruggi e panni stesi, un viaggio che muta con le stagioni, un quadro ogni giorno diverso.
E allora sono lenzuola candide e un’antica colonna, in Scurreria Vecchia.

Via di Scurreria Vecchia

E’ il sacro e il profano che così spesso convive in queste strade.

Via San Pietro della Porta

E’ un bagliore di luce, di rosso e turchese.

Vicoli - panni stesi (2)

Ed è tutte le sfumature dell’arcobaleno sotto le persiane ocra di Piazza del Ferro.

Piazza del Ferro

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E alcuni di questi caruggi li avete già veduti in quest’altra storia di caruggi e panni stesi.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E sono tante piccole poesie ed io so dove trovarle.
E quando percorro Via Garibaldi il mio sguardo lascia sempre quella prospettiva di palazzi regali per cercare la bellezza di quegli antichi caruggi che portano giù, verso la Maddalena.
E sempre guardo in alto, verso il cielo, in Vico del Duca.

Vico del Duca

Sono i miei caruggi.
I caruggi stretti, angusti e spesso ombrosi della mia Genova.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E so che basta un unico  raggio di sole e tutto muta e si veste di luce dorata.

Vicoli - panni stesi - Copia

I tetti sopra Via del Campo e la Torre dei Piccamiglio

Le case dei caruggi, se non le avete mai viste non sapete come sono.
Le case dei caruggi spesso hanno soffitti infiniti, a volte si salgono infinite rampe di scale per raggiungere gli appartamenti, i gradini sono alti e profondi, di scura pietra, in certi casi consunti nella parte centrale per i tanti passi che li hanno calcati e  quando arrivi in cima la città ti ripaga con una vista mozzafiato.
E poi colonne e marmi, pietra nera di promontorio e ardesie.
E le abitazioni, interni che hanno scale e scalette, la città verticale è anche questo.
Case che hanno ospitato generazioni di genovesi, case affascinanti e particolari.
E prospettive che mutano quando i caruggi li vedi dall’alto.
Il cielo su Piazza del Campo ha questi disegni e queste geometrie.

Il cielo di Piazza del Campo

Da lassù può capitare di non vederla neppure la piazza ma lo sguardo incontra la città alle spalle dei vicoli, i tetti e le alture di Genova.

Tetti di Genova (3)

E gli abbaini di certe case antiche.
E’ la bellezza delle case dei caruggi che regalano prospettive inattese.

Tetti di Genova

La città dei campanili e dei terrazzini.
Che dite, li contiamo?

Tetti di Genova (4)

E poi ancora scale e scalette nei luoghi più imprevedibili.

Tetti di Genova (5)

I tetti su Via del Campo, la città sconosciuta che si vede solo dall’alto.

Via del Campo

La città dei vasi di terracotta assiepati uno accanto all’altro.

Tetti di Genova (2)

E non era una giornata di sole pieno, la pioggia bagnava le ardesie in questa primavera indecisa che spesso riserva giornate di tempo grigio, un cielo lattiginoso ammantava il Porto Antico.

Genova - Porto Antico

E il mare di Genova era di celeste e d’argento, l’orizzonte si confondeva con l’acqua.

Genova (2)

E tutto attorno i tetti su Via del Campo.
Risalendo una delle strade più celebri della Superba  se prestate attenzione potrete vedere un’antica torre, se non ne conoscete l’esistenza passandoci sotto potreste non notarla neppure.
E’ la torre dei Piccamiglio, torre di laterizio che ancora leva il capo da moderni edifizij, così scriveva lo storico Alizeri nel 1875.
Una torre che prende il nome da una nobile famiglia, una torre che risale agli inizi del ‘400.

Torre dei Piccamiglio

Passate questo archivolto e sarete in Piazza San Marcellino.

San Marcellino

E  anche qui la prospettiva è imprendibile, la Torre si confonde con i caruggi, eppure è molto più alta delle case che la circondano.

Torre dei Piccamiglio (3)

Ci sono pochi luoghi dai quali potrete vederla.
Io sono fortunata, ho una cara amica che mi ha invitata a casa sua e mi ha permesso di ammirare la città dei tetti su Via del Campo.
E la Torre, la magnifica Torre dei Piccamiglio.

Torre dei Piccamiglio

Ho già scritto di questa meraviglia della mia città in questo post dedicato a Via del Campo.
E quanto mi piacerebbe andare lassù!
Per caso qualcuno di voi può aiutarmi? Sapete come si può fare per salire fino in cima?
E i gradini come saranno, altissimi e impervi?
Spero tanto di scoprirlo presto, tra campanili e torri si può scoprire la città delle scale e dei terrazzini, delle ardesie e dei comignoli, la città affascinante, meravigliosa e sorprendente.
La città dei tetti su Via del Campo  dove domina la splendida Torre dei Piccamiglio.

Torre dei Piccamiglio (2)

ViadelCampo29rosso, buon compleanno Fabrizio

Il compleanno di Fabrizio De André cade il 18 febbraio.
Un amico di tutti noi, un mio caro amico.
Così sono qui a scegliere le parole belle per il giorno della sua nascita, le parole migliori, lui le merita tutte.
Le ho cercate, ma sono state le parole a trovare me.
Le parole e le note, così nostre, ormai parte del nostro patrimonio culturale.
Le parole della voce di Genova.
Lui ne ha fatto storie e poesie, le parole sono venute a noi e ci hanno condotto sul London Bridge, dove una donna piangeva per il suo Geordie.
E sulla riva di un fiume, a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek.
Da Rimini a Durango, e tutto attorno a noi un mondo: un matto e un malato di cuore, Suzanne e Sally, Andrea e Franziska.
Un mondo, un universo poetico che ha spesso la musicalità del dialetto.
Fabrizio canta il mondo, Fabrizio canta la Sardegna in gallurese, Fabrizio canta Genova nella lingua di Genova.
Le parole.
Le parole scivolano come acqua sui sassi laddove le parole sono nate.
E senti le onde che si infrangono contro gli scogli.
Creuza de mä, una mulattiera che porta al mare, ma sarà e resterà sempre creuza de mä.

Boccadasse (26)

Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l’è ch’ané

E qui, a Boccadasse, li vedrete davvero quei marinai.
Le parole a volte le porta il vento.
E’ vento di tramontana che sospinge l’odore di risacca da Caricamento verso i caruggi del Ghetto, alle spalle di Via del Campo.
Le parole a volte sono sui visi, su certe facce da cattiva strada che popolano alcuni vicoli.
Le parole restano scritte su un foglio di carta, memoria fragile eppure eterna quanto le pietre e le ardesie.

Caruggi

Le parole di Fabrizio le troverete sempre in quei caruggi che lui ha cantato e nel luogo che celebra la sua arte,  ViadelCampo29rosso.

ViadelCampo29rosso

 E qui domani pomeriggio alle 17 Genova farà gli auguri a Fabrizio.
A suonare  saranno dei giovanissimi musicisti  diretti dal Maestro Alberto Luppi Musso, mentre lo scrittore Andrea Podestà, autore del libro Bocca di Rosa scese dal treno a Sant’Ilario, racconterà ricordi e aneddoti, qui trovate tutti i dettagli del programma.
Sarà un bel momento di incontro e di aggregazione, è così ogni volta che a Genova si organizzano eventi nel nome di Fabrizio.
ViadelCampo29rosso è una bella realtà culturale, presente a Genova solo da un anno, ma è come se fosse sempre esistita perché lì vi conducono certe parole.

In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa

E sarà questo a condurvi a lui, una rima, una nota.
Una storia sbagliata o una rosa gialla, rosa di rame.
Sono le parole che troveranno voi, ovunque voi siate, se la voce di Fabrizio accompagna le vostre ore.
Sono le parole ad aver trovato me.
E non se ne sono andate mai.
Buon compleanno, Fabrizio.

Fabrizio De André

La vertigine del cielo di Genova

Vertigine, altezza, profondità e distanza.
Il cielo sopra le strade di Genova, il cielo come io lo guardo, come vorrei che sapeste vederlo anche voi.
Per conoscere questa città bisogna osservarne le prospettive.
E sono lassù, nel cielo sopra le strade.
Vi porto con me e questo è l’inizio del nostro viaggio.
La destinazione è l’infinito che non avete mai veduto se non avete alzato lo sguardo in una giornata di sole per le strade di questa città.

Via Lomellini

Via Lomellini

Vi porto a guardare certe curve perfette, in luoghi sempre frequentati.

Piazza Caricamento

Portici di Caricamento

Ma non sempre sappiamo vedere ciò che è sopra di noi.
Vertigine.
Prepotenza e protervia d’azzurro.

Portici di Caricamento

Portici di Caricamento

Nuvole che si discostano e si arrendono al blu.

Via Cairoli

Via Cairoli

Vi porto ad ammirare certe geometrie, il cielo sopra le piazzette dei caruggi.
Come io sono abituata a vederlo e come vorrei che voi lo vedeste.

Piazzetta Merli

Piazzetta Merli

Il campanile delle Vigne che emerge maestoso dietro Piazza delle Oche.

Piazza Delle Oche

Piazza delle Oche

E certe piante che adornano i terrazzi si tuffano dalla ringhiera dell’ultimo piano.

Via di Soziglia

Via di Soziglia

C’è una maniera di guardare che appartiene ai sognatori, quelli come me non sanno raccontarvela diversamente, abbiamo parole da scrivere e immagini negli occhi, noi sappiamo solo dirvi che se un velo appanna la vostra vista dovreste stropicciarvi le palpebre per tentare di vedere meglio.
Noi sognatori sappiamo solo dirvi questo.
Guarda.
Guarda il cielo.
Guarda il cielo carico di pioggia.
Guarda il cielo carico di pioggia e le finestre aperte.
Guarda l’altezza sopra di te.

Piazza San Matteo

Piazza San Matteo

Guarda.
Guarda il gioco delle geometrie e delle prospettive inaspettate.

Piazza Santa Brigida

Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

Osserva.
Osserva le curve e i colori del sole illuiminati dalla luce del sole.

Piazza Santa Brigida (2)

Piazza dei Truogoli di  Santa Brigida

Un contorno netto, il gioco dell’armonia e del contrasto.

Piazza dei Greci

Piazza dei Greci

I tetti delle case così vicini che paiono sfiorarsi.
Uno accanto all’altro, divisi da una fessura di cielo.

Via Del Campo (2)

Via del Campo

Altezza, profondità e vertigine.
E non sai cos’è se non l’hai guardata mai l’infinità dal fondo di un vicolo.

Via Prè

Via Prè

Molti viaggiatori giungono in treno in questa città e molti di loro da Principe imboccano Via Balbi.
Camminate piano, lentamente.
Non perdetevi ciò che è intorno a voi e sopra di voi.
Non lasciate che sfugga al vostro sguardo uno dei colori più unici di Genova, il colore del suo cielo.

Via Balbi

Via Balbi

Tra quei palazzi, tra quelle case.
Vedrete anche voi il cielo come lo guardano i sognatori.

Palazzo Reale

Palazzo Reale

ViadelCampo29rosso, sulle note di Fabrizio De André

La musica di Genova, la musica che vive e risuona in queste strade.
In particolare in una, Via del Campo.
Tutti i turisti che visitano la Superba la cercano, li vedi con la cartina in mano girare per i caruggi.
Da che parte è Via del Campo?
La strada, la cui fama che ha superato i confini di Genova grazie alla musica e alla voce di Fabrizio De André, si trova nel cuore del centro storico.
Una strada, un cantautore, la voce più alta ed amata di un’intera città.
E da qualche tempo, in questa via, è nato un negozio che celebra la grandezza di Fabrizio e dei cantautori della scuola genovese.
Qui, in Via del Campo.

E allora capita di incontrare turisti che ti chiedono: dov’è il negozio di De André?
E magari vi trovate dall’altra parte del centro storico!
Che si fa in questi casi? Beh, io li accompagno, è logico.
Oggi voglio portare anche voi laggiù, in ViadelCampo29rosso.
Vi avevo mostrato l’inaugurazione del negozio, in questo post.
Ma c’è un mondo al di là di quella soglia e la musica è la chiave.

La musica è la chiave.
La musica di una chitarra, gli accordi di Fabrizio.
La musica è la chiave, in questo negozio.
La musica di Fabrizio De André ma anche la musica d’autore dei nostri tempi e e quella  di Luigi Tenco, Gino Paoli, Umberto Bindi,  Ivano Fossati e Bruno Lauzi.
E sono i loro volti che vi accompagneranno verso il negozio.

Tutto parla di musica, qui si vendono libri, cd, oggettistica e DVD.
E tutto parla di Fabrizio, non potrebbe essere altrimenti.
ViadelCampo29rosso, un angolo di note e accordi in un antico palazzo del centro storico.
E lassù  la Esteve di Fabrizio, la sua chitarra.

La sua chitarra, la chitarra di Fabrizio.

La voce di Genova, lui è la nostra voce, la voce profonda e unica, che canta Amore che vieni, Amore che vai.
Lui è Il Suonatore Jones e Volta la carta, lui è il nostro Amico Fragile, la nostra Cattiva Strada, la nostra Preghiera in Gennaio.
Lui è Via del Campo.

Chi viene qui cerca traccia di lui.
E trova le vetrine con i suoi quarantacinque giri.

Trova le rarità, i vinili che tutti noi abbiamo avuto, quelli che conserviamo gelosamente anche se non li ascoltiamo più.

Trova una vetrina dedicata a un autore malinconico che nessuno di noi ha dimenticato.

E’ un negozio museo, tutto da guardare e da scoprire.

Immagini, parole e note del genovese che è entrato nei cuori di tutta l’Italia, colui che manca ogni giorno, eppure ogni giorno c’è.

Colui al quale si dedicano pensieri, parole.
Il ricordo di una canzone che abbiamo sentito nostra, di un’emozione segreta o condivisa, di attimi che lui ci ha regalato.
E allora si viene qui per dirgli grazie.
Grazie per quei giorni perduti a rincorrere il vento a chiederci un bacio e volerne altri cento.
Grazie per ricordi sbocciavan le rose, con le nostre parole d’amore non ci lasceremo mai, mai e poi mai.
Grazie per continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai.
Grazie Fabrizio, per umbre de muri, muri de mainé.
Grazie per aver portato la nostra lingua al di fuori di questa città, laddove nessuno l’aveva mai udita.
Si viene qui a parlargli a scrivere parole per lui, a salutarlo.

E così questo non è solo in negozio, lo capite anche voi, vero?
E’ una porta che si apre su certe note e parole che ci appartengono, su certe piazze che sono nostre.

E’ un luogo dei nostri ricordi, si viene qui perché la musica di Genova è Genova, si viene qui per trovare un amico che sta seduto a gambe incrociate, a piedi scalzi.
Porta una camicia chiara, con i polsini slacciati e tra le mani tiene una sigaretta.
Osserva un punto indefinito, accenna appena un sorriso.
E’ il sorriso del nostro amico Fabrizio.

Le botteghe del nostro passato

Cari lettori, oggi si torna a fare compere!
E lasciate pure a casa la carta di credito, non ci serve, portate solo monete sonanti, si viaggia nel tempo e si va a fare acquisti in negozi dove troverete dietro al bancone dei commercianti che indossano un bel grembiule, magari di tela grezza.
E allora andiamo.
Per caruggi, ovviamente, in quale altro luogo potreste trovare botteghe del genere?
Prima di tutto pensiamo allo stile.
Ed eccoci in piazza Soziglia, dove ogni vostra esigenza potrà trovare soddisfazione!

Eh sì, questo è il momento di rinnovare il guardaroba!
Via il vecchio e dentro il nuovo, così si dice.
E quale posto  migliore della zona di Canneto per le nostre spese?


Con abiti nuovi bisogna sfoggiare scarpe lucide, altrochè!

Solo che quando si va in Canneto va sempre a finire che si torna a casa con qualcosa da mangiare.
E per forza, uno vede i banchi con i moscardini e le acciughe, come si fa a resistere?

Oh, poi i signori più ambiziosi possono sempre andare a farsi i capelli da Tonino, è poco distante!

E certo le dame più esigenti vorranno fare un salto in Via Lomellini.

E come non capirle!
I Fratelli Geranzani hanno una clientela fidata e di gran classe, sapete? E ben dal 1850!

Oh sì! Bottoni dorati e lavorati, merletti e pizzi di tutte le qualità, ce n’è per ogni gusto.

Per non dire poi delle paglie per cappelli, su questo non hanno rivali e ne vanno giustamente orgogliosi!

Eh, ma da Via Lomellini a Via del Campo son veramente due passi.
E certo, magari uno spera che il destino gli riservi qualcosa di bello.
E poi  i numeri, i numeri comparsi in sogno.
Per una volta vale la pena di tentare la fortuna, dai.
Qui, al Banco del Lotto autorizzato per tutte le estrazioni del regno.

Pestochampionship, pesto e musica d’autore in Piazza del Campo

Ricordate il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio e la competizione che si svolse a Palazzo Ducale nel mese di marzo?
Ebbi la fortuna di essere presente e vi raccontai questa singolare gara in questo post.
Il Campionato si svolge ogni due anni e la prossima edizione avrà luogo nel 2014 ma il cammino verso la finale è appena cominciato.
E così ieri pomeriggio hanno avuto inizio le prime selezioni.
Pesto e musica d’autore, nei caruggi di Genova.
Pestello, mortaio e cantautori per la sfida più profumata dell’estate.
Erano presenti Max Manfredi, Cristiano Angelini, Laura Olivari, Sergio Alemanno e Vittorio De Scalzi.
Questa la locandina dell’iniziativa.

Un incontro tra musica e pesto, promosso dall’Associazione Culturale Palatifini e da ViadelCampo29rosso, l’emporio dedicato alla canzone d’autore, che si trova proprio in Piazza del Campo, in quelle strade dove ancora risuona la voce di Fabrizio De André.
Riuscite a immaginare una cornice migliore?

E allora eccoli i mortai allineati sul tavolo in Piazza del Campo.

Ed ecco a voi il gotha del pesto al mortaio, i membri dell’Associazione Palatifini.
Quel signore sorridente che indossa il  grembiule rosso  e che brandisce fiero  il pestello è Roberto Panizza, l’ideatore di questa splendida iniziativa che dà lustro ai sapori di Genova.

E sul tavolo tutto era pronto per la singolar tenzone.
Eh, Panizza mi ha detto:
– Prima o poi voglio vedere anche te con il pestello e il mortaio!
Ecco, io veramente non ci ho mai provato, forse sarei più adatta come assaggiatrice ufficiale.
Ah sì! Per trenette, gnocchi, lasagne e trofiette ricordatevi di me, non vi deluderò!

E poi sapete, in Piazza del Campo c’era davvero tanta gente.
Un sabato di luglio, in questi caruggi dove spira gradita una fresca aria di mare.
Così sono i nostri vicoli, protetti in inverno e ventilati in estate, gli antichi facevano le cose per bene.
Ed ecco i musicisti all’opera.
Queste sono mani che siamo soliti vedere intente a suonare un pianoforte o una chitarra, musica e pesto in Piazza del Campo.

E mentre i concorrenti si davano un gran da fare per portare a termine il loro compito, per i caruggi si è levato un delizioso effluvio di pesto e c’era gente affacciata alle finestre che guardava divertita.
Che profumo meraviglioso, in questa parte dei caruggi che amo così tanto!

A furor di popolo e di pestello ha vinto Vittorio De Scalzi, che ha poi suonato la Esteve, la famosa chitarra di Fabrizio De André.
Un pomeriggio da ricordare per Zena e per i suoi abitanti, un’iniziativa che valorizza la nostra città e le sue tradizioni.
Posso solo ringraziare coloro che ne sono i promotori per la dedizione e la passione che impiegano in questa splendida manifestazione che mette in risalto una delle eccellenze liguri più note nel mondo.
Tra i giurati era nuovamente presente Alessandro Cavo, che qui vedete ritratto a Palazzo Ducale in occasione del Campionato di Pesto al Mortaio.
Questa è la Genova migliore, la Genova che investe nel suo patrimonio culturale e nelle sue tradizioni, la Genova che noi genovesi vorremmo che tutti voi conosceste.

Ho concluso il mio pomeriggio nel migliore dei modi, pigramente seduta a un tavolino da Cavo, con un sublime aperitivo che è stato il perfetto coronamento di questa giornata.

A voi, che ancora non conoscete questo mondo che ha i profumi e gli odori della mia Liguria, voglio lasciare un regalo che potrà esservi utile, la ricetta del vero pesto genovese raccontata proprio da lui, da Roberto Panizza.
Arrivederci Pestochampionship, alla prossima tappa!

Le mampae, in cerca di luce

La luce è un bene prezioso.
Le case alte e strette dei vicoli, addossate una sull’altra, a volte hanno problemi di luminosità, accade soprattutto ai piani bassi, come vi sarà facile comprendere.
I genovesi, però, sono persone ingegnose, che sanno trovare una soluzione per tutto.
E allora, come fare?
Come rimediare alla cronica mancanza di luce?
Questa è Via di Mascherona.

Avete osservato bene le finestre?
Quei pannelli, protesi in fuori sono le mampae, termine che deriva dallo spagnolo mampara e che significa paravento,  all’interno sono foderate in lamiera in modo da agevolare  il riflesso della luce.

Quando sono richiuse proteggono la finestra.

Ingegnoso, vero?
Ne sono rimaste poche a Genova, oltre a queste, io ne conosco due ai Macelli di Soziglia.

Racconta Vito Elio Petrucci che un tempo si usavano delle grandi cornici di legno, sulle quali veniva teso un lenzuolo che aveva appunto il compito di riflettere la luce.
Una volta ce n’erano molte a Genova, come testimonia questa immagine che appartiene a Stefano Finauri, appassionato collezionista di cartoline antiche e proprietario del sito Genovacards, che voglio pubblicamente ringraziare per avermi permesso di utilizzare le sue immagini.
Eccole le mampae, in Via del Campo: il telaio, la stoffa bianca e tesa a catturare la luce che sfugge.


Via del Campo, Collezione Stefano Finauri

E ancora, in Via Conservatori del Mare.

Via Conservatori del Mare, collezione Stefano Finauri

Immagini di altri tempi, immagini ricche di nostalgico fascino.
Quando passate in Via Di Mascherona alzate lo sguardo, lì ci sono ancora le mampae, l’ingegnosa invenzione dei genovesi, cacciatori di luce.