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Posts Tagged ‘Via della Maddalena’

Bisognerebbe saper seguire il contorno dell’ombra, quella linea perfetta che il sole disegna per terra.
Senza sconfinare, seguendo soltanto la traccia.
Là, dove la luce si getta giù in mezzo alle strade.

O anche dove rimbalza sopra i gradini, scivolando via.
Restare nell’ombra.

Seguire quel contorno indefinito, zigzagare in Via della Maddalena, poi laggiù in fondo vince l’ombra e tutto avvolge.
E ancora oltre come sarà? Devi andare a vedere.

Bisognerebbe camminare su quella linea come se fosse un filo teso sotto i piedi.
E quando arrivi in fondo, salta dall’altra parte, ancora nell’ombra.

Ci sono posti, poi, dove ti fermi.
E resti immobile e attendi.
E davanti a te ci sono la luce e l’ombra.

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Pioggia e tempo uggioso, in ogni caso ieri sono uscita per il mio consueto giretto del sabato mattina e malgrado il maltempo ho trovato gradevoli note di colore nei miei vicoli.
Più fiori agli angoli di strade.
Più vasetti e verdi foglioline, secondo me rendono più belle le nostre giornate.
E così, in Piazza Senarega, ecco i ciclamini rosa.

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E in Via della Maddalena petali rossi in una giornata piovosa.

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I ciclamini resistono al freddo, noi invece per poterci difendere cerchiamo di coprirci bene.
Possono mancare i guanti?
Certo che no, soprattutto bisogna far attenzione a non perderli.
Ieri mattina, per l’appunto, in Canneto il Curto ho visto un guanto solitario, qualcuno ha avuto cura di appenderlo ad un battente.
Se ne stava lì, desolatamente sospeso, in attesa della sua legittima proprietaria.

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Mi ha fatto venire in mente un altro guanto sfortunato che trovai diverso tempo fa in Corso Firenze.
Anche in quella circostanza qualcuno aveva pensato bene di mettere il poveretto al sicuro e il ramingo per parte sua faceva del suo meglio per attirare l’attenzione.
Sì, sì, pareva che dicesse:
– Ehi, sono qua! Mi vedete? Quell’altro senza di me non serve a niente!
Eh già, certi sono fatti per stare in coppia, cosa ci volete fare!

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Da ultimo, mi è tornato alla memoria un terzo guanto, questo l’ho incontrato in autunno, era posato sulla ringhiera della scalinata che sbocca su Ponte Caffaro.
E qui si tratta di cose da bimbi, direi.
Ecco, il guanto pareva disorientato, forse non si trovava a suo agio in quel posto.
Che dire?
Voglio essere ottimista, sicuramente avrà ritrovato il suo compagno.
Si saranno riconosciuti subito, questo è certo, magari si saranno pure fatti una bella risata!
Che disavventura perdersi a Ponte Caffaro, eh?
E d’altra parte si sa, certi hanno paura della solitudine.
Ve l’ho detto, taluni sono fatti per stare in coppia.

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Una Madonna nella città vecchia, una delle tante che vigilano su queste antiche strade.
E sapete, avrei certe storie da narrarvi su questi vicoli ma oggi vi mostrerò soltanto Lei, in quell’angolo di Genova al quale Lei appartiene.
Questa statua armoniosa si trova in Vico Salvaghi, un caruggio che parte da Via della Maddalena e da qui la vedrete, è posta ad angolo con Vico Gattagà.

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Tra muri vetusti, così spesso accarezzati dall’ombra, Lei.
E tutta la bellezza di gesti eterni e gentili, Gesù tra le Sue braccia e i piccoli putti a reggere un manto che la circonda.

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Vico Salvaghi termina in Via Garibaldi e salendo verso la strada dei palazzi nobiliari in certi giorni si notano i giochi del sole sui panni messi ad asciugare su un filo teso in mezzo al caruggio.

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E da lassù la prospettiva regala i toni caldi dell’arancio e dell’ocra.

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Su questo piccolo mondo, fatto di tante vite e di molteplici contraddizioni, si posa anche lo sguardo benevolo di Lei.
E così la luce la rischiara, in certe stagioni terse e limpide di vento.

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E così, davanti a Lei, scende la mattonata di Vico Salvaghi.
Sotto ai suoi occhi gentili, nei caruggi di Genova.

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E così il cielo si svela, in uno squarcio d’azzurro che tutto sovrasta: l’edicola, la figura di Maria, gli angeli e le vite degli altri, le case antiche dalle molte storie.

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Il suo sguardo e il suo dolce sorriso illuminano questo scorcio della città vecchia.
Eterea e piena di grazia, è la Madonna di Vico Salvaghi.

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Oggi vi presento certi tipi che si incontrano in giro, ho un po’ di foto da mostrarvi, le ho scattate qua e là nel corso di quest’ultimo anno e oggi colgo l’occasione per pubblicarle.
Tra l’altro, in certi casi, si tratta di vere celebrità, diciamo così, personaggi che si incontrano proprio sempre.
A breve arriverà il freddo e allora per andare a far la spesa ci toccherà coprirci.
Sì, vale anche per quelli che aspettano fuori il padrone, ovvio.
Come fa quella canzone di Francesco De Gregori? Quattro cani per strada… eh, proprio quella!

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Alla Maddalena, invece, si incontra sempre il fedele amico del tappezziere, sta piantato lì davanti al negozio.

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E di fronte a Steri, famoso negozio di chiavi in Sottoripa, c’è lui. Sempre eh!

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A proposito del jet set genovese, conoscete tutti il vicino di casa di Giuseppe Mazzini? No?
Beh, io sono certa che se siete soliti passare in Via Lomellini lui comunque conosca voi, mi pare che controlli con una certa attenzione il passaggio della gente.
Il Museo del Risorgimento, casa natale del patriota, è proprio lì accanto.

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Ci sono poi i cani di riviera.
Meglio stare all’ombra quando il sole picchia.

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E non dare confidenza a quelli di città, ecco.

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E concludo questo articolo con un incontro meraviglioso di ieri mattina.
Che stupore!
Passavo in Via Malta e come sempre ho dato uno sguardo ad un negozio che mi piace tanto, vende fiori e piante artificiali di qualità, ne scrissi tanto tempo fa in questo articolo.
E l’ho visto.
E ho pensato: dai, è finto!
Eh sì, direi di sì, è decisamente finto.

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E invece no, poco dopo ha iniziato a giocare gioiosamente con il suo pupazzetto e poi si è di nuovo rimesso sul pavimento.
Sarà stata l’atmosfera, sarà per i fiori, credevo che non fosse vero, ecco.
Tipi che si incontrano girando per Genova.

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Quelli che non vanno nei caruggi si perdono meraviglie di ogni genere, oggi voglio consigliarvi un negozio nella città vecchia, si tratta di una bottega molto nota ai buongustai della Superba.
Quelli che non vanno nei caruggi e i foresti che magari hanno qualche difficoltà a districarsi nel nostro centro storico forse vorranno sapere come trovare questo negozio.
Spiegarvelo è abbastanza semplice: da Piazza della Meridiana imboccate Via ai 4 Canti di San Francesco, attraversate questo punto di Via della Maddalena, davanti a voi vedrete Via della Posta Vecchia.

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Scendete giù per questa strada e alla vostra destra troverete il Panificio Grissineria Claretta, un piccolo negozio dove si gustano cose molto buone.

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Semplici e invitanti sono le ceste con il pane fragrante.

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Una bottega dagli arredi in legno, un fascino tutto particolare.

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Sulla vetrina noterete un cartoncino con un avviso per la spettabile clientela: c’è scritto che qui non si usano miglioratori chimici e neanche celle frigorifere o abbattitori per la lievitazione del pane.
Il segreto della bontà dei loro prodotti è dato dall’utilizzo del lievito madre e di farine di ottima qualità.

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Una famiglia di panificatori, una storia iniziata a Torino 300 anni fa, una storia che continua nei caruggi di Genova.
E non c’è soltanto il pane, ci sono anche i dolcetti, naturalmente.

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Il panificio tanto apprezzato dai genovesi è in Posta Vecchia dal 1952, l’attuale generazione di panificatori lo gestisce con il giusto orgoglio e nel rispetto della tradizione.

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E ci sono certe impastatrici nel retrobottega!

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Ha diversi fiori all’occhiello questo negozio: i grissini vengono tirati a mano, qui li vedete riposti con cura in un bel cestino.

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E poi, signore e signori, in questo negozio si può gustare una focaccia sublime, non credo che ne esista una simile, la focaccia di Claretta è straordinaria, è impreziosita da olio extra vergine di oliva e da grani di sale grosso cosparsi in superficie.
Una bontà che non so spiegarvi, chi l’ha assaggiata sa di cosa parlo!

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E così durante la mia visita al negozio mi è venuto naturale chiedere chi dobbiamo ringraziare per cotanta delizia e la signora che mi ha narrato le storie di famiglia mi ha detto che questa particolare focaccia è stata ideata dal suo antenato Carlo Claretta.
E allora ho fatto un’altra domanda:
– Come mai gli è venuto in mente di mettere il sale grosso sulla focaccia?
Lei ha sorriso e ha detto esattamente queste parole:
– Eh, sa, lui era un artista.
L’artista ha un volto, a nome dei genovesi e dei foresti porgo a lui i più sentiti ringraziamenti per cotanta prelibatezza!

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Sul muro del suo negozio è anche appeso un riconoscimento ricevuto per la sua attività.

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E poi che altro dirvi, cari amici?
Beh, dovete assaggiarla, è un’autentica bontà!

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E la prova sul campo si fa nei caruggi.
La focaccia si mangia camminando per strada, questa è proprio una delle gioie di essere genovesi, lasciatemelo dire.

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Eh, giusto il tempo di raggiungere la piazzetta e di più non resisto!
Calda, fragrante e deliziosa, questa è la straordinaria focaccia del Panificio Claretta.

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Sono così tante le cose di caruggi che piacciono a me.
Non solo gli archivolti, le Madonnette, le colonne marmo e i terrazzini.
No, non solo.
Amo anche trovare sui muri antichi della città certe piccole piantine tenaci e poco esigenti, così pervicacemente attaccate alla vita.
Superbe e semplici.

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Tra le cose che piacciono a me aggiungo le piacevoli sorprese che mi regalano un sorriso e un sospiro di aria nuova.
La delicatezza.
Colori pastello.
Mettete dei fiori nei vostri caruggi.

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E poi una cassettina con i tulipani.
Così, all’improvviso.

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Un annaffiatoio, una pioggerellina di colori.
Là, dove non te la aspetti.

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Ecco, queste sono le cose piacciono a me.
E poi, la bottega del corniciaio.
C’è sempre qualcuno intento in una scelta complicata.
Legno, oro, arancio o violetto? Questo è il problema!

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E amo indugiare davanti alle vetrine di certi negozietti che vendono oggetti vintage, vecchi libri e giornali, cose d’altri tempi o a volte dell’altro ieri.
Come dire?
Serve un lume a petrolio? Lo ritengo indispensabile, per qualsiasi evenienza.

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Ho trovato per caso questa bottega di Via della Maddalena e davvero ha un fascino tutto suo, in una cornice perfetta.
Ombrelli, scatole di latta, lampade, in uno scatto dello scorso febbraio.

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E in qualche occasione particolare, forse qualche evento organizzato nella via, ecco come si presentava questo tratto di strada.
Un divano nei caruggi, cose belle che si vedono a Genova.

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Sono le cose di caruggi che piacciono a me.
In ordine sparso, raccolte sull’onda dell’emozione.
Una cassettina, un nastro e i boccioli.
Nei vicoli, quando proprio non te lo aspetti.

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La ragazza con il libro è come tutti coloro che amano perdersi tra le pagine.
Respira nel suo mondo di vite immaginate, sa che lei può essere ogni giorno una persona diversa.
Una volta è stata una terribile bimbetta dai capelli rossi, poi un orfanello senza fortuna e in seguito un avventuriero privo di scrupoli.
Ed è stata una giovane vibrante di tormenti in una scabra brughiera, un principe enigmatico, un rispettato sovrano molto amato dal suo popolo.
Un ragazzino su una zattera, sul fiume Mississippi.
Una sirena malinconica, in un freddo paese del Nord.
Un navigatore che un giorno scrutò l’orizzonte e scoprì un terra mai veduta.
Una giovane donna americana in viaggio nel vecchio continente.
Uno studente del Trinity College di Dublino.
La seconda di quattro sorelle, quella che ama tantissimo i libri, naturalmente.
Una povera lavandaia dalla sorte infelice e poi sua figlia, creatura ambiziosa e insolente.
Eroica guerriera, ha indossato elmo e armatura.
La ragazza con il libro ha camminato in tutte le città del mondo, in epoche diverse.
Ed è stata il pomo della discordia, per la sua bellezza si è scatenata un guerra sanguinosa.
Non lo direste mai, ma proprio lei è stata anche una sognante fanciulla e fuggendo via ha perduto una fragile scarpina di cristallo.
La ragazza con il libro è passata in punta di piedi da una pagina all’altra, da una vita all’altra, non saprebbe neppure raccontare tutti gli universi che ha veduto, d’altra parte questo è il destino di coloro che amano perdersi tra le pagine.
Incontra visi e sguardi e diviene lei stessa protagonista di certe vicende, a volte le dispiace persino terminare il libro che sta leggendo: è come chiudersi una porta alle spalle.
E tuttavia lei sa che ci sono altre scale da salire, altre finestre che si schiudono su giardini inesplorati, altri abiti da indossare.
Altre vite.
E lei sarà un’altra ragazza, con un nuovo libro tra le mani.

Via della Maddalena

Via della Maddalena

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Non tutte le finestre sono uguali.
Certe, se sai vederle, si schiudono su stupori e ti lasciano scorgere bellezze alle quali è facile rivolgere l’attenzione.
Se a me venisse chiesto di spiegare con una sola immagine la meraviglia dei palazzi dei Rolli sceglierei questa fotografia.
Una persiana socchiusa, colori polverosi e tutto ciò che ancora hai da scoprire.

Via Garibaldi

Certe finestre riflettono il quotidiano e il semplice fluire della vita.

Canneto il Curto

E accanto alla vita di ogni giorno scorre il tempo degli anni passati, è nel rintocco di una campana, non suona in quell’istante ma se vuoi la sentirai comunque.

Via Conservatori del Mare

Certe finestre poi svelano fenditure di caruggi.

Via Luccoli

No, non tutte le finestre sono uguali.
Alcune sono protette da creature dalle fattezze sinuose e là, dove le case sono così vicine, puoi vedere altre finestre dentro a quei vetri.

Via Orefici

Tu devi soltanto aspettare la luce, è lei a sollevare il velo che nasconde l’invisibile.

Via Orefici (2)

Certe finestre sono accarezzate da un calore fugace.

Vico Inferiore del Ferro

E altre ancora sono presidiate da figure austere che rimangono ritte accanto a certe prospettive acquose e liquide, confuse come tutto ciò che devi ancora immaginare.

Piazza delle Vigne

Certe finestre vengono travolte da una vaghezza sfumata, così effimera e rara.

Piazza delle Vigne (2)

E tutte insieme, in certi giorni, compongono un insolito mosaico, se guardi bene vedrai la basilica delle Vigne e il suo antico campanile.

Piazza delle Vigne (2a)

Arduo intuire cosa potresti vedere dentro a certe finestre, non dipende certo solo da te.
Tu intanto alza lo sguardo, sempre.

Piazza delle Vigne (3)

Certe finestre sono come musica e tu devi soltanto comporre la tua melodia, per ognuno di noi è diversa.
E il pentagramma è lì, attende le tue note.

Via della Maddalena (2)

Non tutte le finestre sono uguali.
Alcune riflettono comignoli e tetti, sono spazi aperti dentro a uno spazio immaginario.

Vico Lavagna

Certe finestre sono fatte di aria e di cielo e di arte ricreata nel marmo.
E tutto appare nella sua vera essenza, vedrai una croce tremula nei riflessi d’autunno, una corona e i putti dai gesti gentili.
E saprai anche tu che non tutte le finestre sono uguali.

Via della Maddalena

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Vai in Via della Maddalena, in un giorno di luce e di sole.
E magari la raggiungerai da Via San Luca e ti accoglierà l’immagine della Madonna, con un gesto gentile pare benedire i passanti.

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Antica strada nel cuore della città, in altre epoche qui avevano dimora i sarti.
Antica strada dalle mille contraddizioni, umile e bella, corre parallela alla fastosa Via Garibaldi.
Crocevia di mondi diversi e di vite, tra il mare e le dimore nobiliari.
E là, il sole, in certe mattine.

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Ha una semplice magia tutta sua Via della Maddalena, è uno degli incanti della città vecchia, te lo svela da quella luce che la attraversa.

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E poi, sai, la luce, devi cercarla.
Ci arriva per un caso fortunato, lascia intravedere persiane aperte e muri vissuti, si getta giù, sulle antiche pietre.

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Perditi qui, in questi splendidi incroci tra antichi palazzi e pietre millenarie.

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E da qualche tempo in Via della Maddalena sbocciano i fiori nei vasi posati lungo tutta la via.

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Strada di sarti, strada di popolo e di santi, sotto all’edicola di Sant’Antonio da Padova c’è una cassetta dell’elemosina.
Non l’hai mai notata? Guarda qui!

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Caruggi e ciclamini.
E non è certo tutto perfetto, diranno alcuni.
Sono d’accordo, da ognuno di noi dipende la vivibilità di queste zone così antiche e così caratteristiche.
E intanto guarda, caruggi e ciclamini.

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In Via della Maddalena c’è uno dei miei negozi preferiti, una meravigliosa rosticceria.

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Ed entri, prendi il numero, di norma ti guardi intorno e intanto pensi: caspita, quanta gente ho davanti?
E in men che non si dica giunge il tuo turno, sono efficienti e velocissimi.
E la vetrina? Un trionfo, sì!

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Rosso, colore e panni stesi.

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E insegne di antichi negozi, tra queste quella di un’antica farmacia.

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E cielo turchese e bagliori accecanti, quelli che non vanno nei vicoli perdono spettacoli così, che peccato!

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L’ombra e le finestre.

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Fioriture nella città vecchia e poesie sulle serrande.

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La bellezza esiste anche se tu non la sai vedere, ha i suoi sentieri misteriosi per arrivare al tuo sguardo, l’importante è tenere gli occhi aperti per poterla cogliere.

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Una bottega di frutta e verdura e ancora turchese terso di una giornata splendente.

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Vai in Via della Maddalena in un giorno spazzato dal vento e sarà così, luminosa e chiara.
Con quelle prospettive imperdibili, quelle linee perfette, nastri di cielo sopra di te.

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C’è un’edicola vuota, il dipinto che era collocato qui ora si trova al Museo di Sant’Agostino.

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Tra i negozi dei quali sento la mancanza ne ricordo uno in particolare.
Era una drogheria, vendeva caffè e altre delizie, c’erano delle grandi ceste ricolme di caramelle di ogni genere, una gioia per gli occhi e per il palato.

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Camminando in Via della Maddalena vedrai visi che vengono da lontano e sentirai idiomi a te sconosciuti, accade spesso nel centro storico.
E poi guarda, guarda sopra di te, sempre.

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Di caruggi, fiorellini in boccio e posti che piacciono a me.

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Colori di Genova, tutti i colori della città vecchia.
E segui le insegne, se impari a conoscere il centro storico e ad imboccare i vicoli che collegano le varie strade in pochi minuti arrivi ovunque, è questione di abitudine.
E che importa se di là non ci sei mai passato prima? C’è sempre una prima volta, no?

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Strada di sarti, strada di popolo e di un celebre doge, un’insegna marmorea indica la casa di Simone Boccanegra, primo doge della Superba, qui trovate la sua storia e l’immagine della lapide in sua memoria.
Strada di santi, sempre.

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Camminando in Via della Maddalena, in questi giorni, ti sarà facile comprendere che Genova ha infinite possibilità di essere ancora più bella, accogliente e autentica.
E poi se fosse per me vorrei vedere alberelli in ogni piazzetta e vasi di fiori in ogni caruggio.

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Nelle sue strade antiche, nelle viuzze dai muri sbrecciati, nei vicoletti angusti.
Strada di sarti, strada di popolo, di un celebre doge e di santi.
Strada nella quale, ne sono certa, c’è qualche meraviglia che non hai mai veduto.

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Vi porto con me, per caruggi, in uno dei negozi che piacciono tanto a me.
Sarà semplice trovarlo, basterà andare nella parte alta di Vico Inferiore del Ferro, in quella zona ci sono diversi interessanti negozietti, è sempre piacevole passeggiare tra Soziglia e le vie circostanti.
E guardate, c’è proprio una bicicletta!

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E poi c’è una vetrina, su Via della Maddalena.
E ha i colori dei ghiaccioli,  delle caramelle gommose, degli zuccherini e dei lecca lecca.
Tinte pastello, tinte da bimbi.

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E se girate l’angolo e imboccate Vico Inferiore del Ferro trovate il negozio: Milla in Bicicletta, vestiti carini.

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Ecco, bisogna avere dei piccini da vestire, ovvio!
E vi assicuro che per loro qui non c’è che l’imbarazzo della scelta, con una piacevole particolarità: i capi di Milla sono in filati e tessuti biologici non trattati e provengono per la maggior parte dai paesi del Nord Europa.

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E poi il negozio ha questo nome fiabesco, chi sarà Milla?
E’ la prima cosa che ho chiesto alla proprietaria, avevo intuito che ci fosse un riferimento letterario che non avevo colto e infatti è proprio così.
Il nome del negozio è liberamente ispirato a Lotta in Bicicletta, libro di Astrid Lindgren, celeberrima autrice di Pippi Calzelunghe e di molti altri successi.
E sul sito di Milla in Bicicletta si legge che nel novembre 2001 alla scrittrice venne chiesto quale fosse il suo desiderio per il suo 94° compleanno e lei senza esitazione rispose: pace nel mondo e vestiti carini.
Voilà, i vestiti li trovate nei caruggi, al nr 6 di Vico Inferiore del Ferro.

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E ci sono abitini deliziosi per ambiziose bimbette.

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Berrettini, calzine, magliette a righe per piccole pesti.

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Provengono dal Belgio, dall’Olanda, dalla Scandinavia, sono capi di buona qualità e hanno quel tipico stile nordico, essenziale e per nulla lezioso.

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Questo negozio ha anche un’altra carta vincente, ho potuto constatarlo nel corso della mia visita.
E si tratta di lei, Caterina, la proprietaria.
Insomma, non so come spiegarvi, ha un negozio di abiti per bambini e ha proprio la grazia e la dolcezza di una fatina, mi sembra la definizione perfetta per lei.
E in ogni angolo ci sono cose belle e sfiziose tutte da scoprire, c’è anche uno spazio outlet con capi scontati.

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E poi calzoncini,  tutine, magliette piccine.

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Scarpine microscopiche per piedini che stanno un una mano!

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Capi scelti con cura e buon gusto.

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Io devo dirvi che mi sono innamorata dei vestitini per le più piccine, le mie foto non rendono giustizia a queste meraviglie.

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E in particolare ho trovato bellissimi questi abitini francesi, sono eleganti senza essere leziosi.

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Eh, ci vorrebbe una bimbetta per rifarle il guardaroba, sì, sì!

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Farfalle che dondolano nell’aria, colori allegri, un negozietto che per me è una bomboniera.

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C’erano diversi capi, arduo fotografarli tutti, ho scelto alcune immagini ma se andrete da Milla potrete vedere con i vostri occhi ciò che io non vi ho mostrato.
Tra le tante cose belle questi piccoli cardigan di cotone naturale, sono portoghesi e sono completamente senza cuciture.
Sono piccini, eh? Per bambini nuovi nuovi, appena nati!

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E’ un negozio che ha una sua anima e uno stile preciso, lo trovo molto nelle mie corde e quindi lo segnalo volentieri, qui trovate anche la pagina Facebook del negozio di Caterina.

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Una fiaba colorata nei caruggi di Genova, i vestiti carini di Milla in Bicicletta.

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