Memorie nostalgiche del Carnevale di Genova

Nel tempo del Carnevale queste sono le memorie nostalgiche di Luigi Tramaloni, genovese nato a metà dell’Ottocento e autore di versi in dialetto dedicati a usanze ormai perdute.
Il suo libretto mi è stato mandato via mail da Eugenio con tanto di dettagliata traduzione, ringrazio il mio generoso amico che mi ha dedicato così tanto tempo, senza di lui io non avrei certo compreso ogni parola e invece ora posso portarvi con me per le strade di Genova durante il Carnevale.

Carnevale

Dunque, che succede quando arriva questo periodo festoso?

Tûtta Zena a lëa in fermento
A n’aveiva che ûn pensâ
De gödî ö divertimento
Che e misëie ö fa scordâ

Tutta Genova era in fermento
E non aveva che un pensiero
Di godere del divertimento
Che fa scordare le miserie

Per pochi spiccioli si potevano affittare abitini dagli straccivendoli di Salita del Prione, i monelli del quartiere avevano vestiti rattoppati e ricuciti.

Salita del Prione

Salita del Prione

E quante maschere a Genova: da gobbo, da cuoco, da nobile o da cavaliere, le più diffuse erano quelle da Arlecchino e da pagliaccio.
In Via Luccoli c’era la bottega dell’antiquario Serafino Zerega dove si trovava di tutto: marsine e pantaloni alla zuava, damaschi, sete e velluti.
E scialli, frange, cappelli, turbanti, piume di struzzo e di pavone, finti gioielli e sciabole luccicanti.
E un cassone pieno di parrucche!
E trombe e tamburi!

Via Luccoli (25)

Via Luccoli

E poi, naturalmente, c’era l’usanza del corteo mascherato, le uniche carrozze ammesse erano quelle dei Fratelli Busnelli.
Alle due teste del corteo due Piazze, San Domenico e la Nunziata, si impiegava un gran numero di Carabinieri per tenere sotto controllo l’ordine pubblico.
Eppure mica sempre ci si riusciva!

Piazza della Nunziata

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Ed ecco i nobili!
I Serra, i Balbi, i Cambiaso e i Durazzo, nelle loro carrozze un’abbondanza di delizie, caramelle al rosolio e cioccolatini.

Dolci di Romanengo

E c’erano cesti ricolmi di mazzi di viole e cassette di agrumi,  tutta questo ben di Dio veniva usato per una gustosa e dolcissima battaglia.
Sulla porta di Klainguti, in Via Carlo Felice e cioè l‘attuale Via XXV Aprile, l’aristocratico Degola veniva preso di mira da tutti i suoi amici!
E certo, sul finire dell’Ottocento  Klainguti, oltre al negozio di Soziglia, aveva un negozio a Banchi e uno per l’appunto in Via Carlo Felice.

Klainguti

La battaglia più coinvolgente si svolgeva in Via Garibaldi, davanti a Caffè della Concordia.

Via Garibaldi

Loggiato di Palazzo Tursi, un tempo sede del Caffè della Concordia

Erano celebri due impiegati del Municipio, questi due davano spettacolo con i loro duelli, quando arrivavano gli si stringeva intorno tutta la città!
E c’era il Ravano con la sua marsina da dottore, il Farmacista Macaggi che veniva da Bargagli.

Paivan gente nasciûa apposta
Pe fâ rîe l’ûmanitæ

Sembrava gente nata apposta
per far ridere l’umanità

Certo, scrive il nostro, i tipi più originali erano a Portoria: il Grillo andava in giro tutto imbottito in modo da sembrare una mamma e lo vedevi a zonzo con il Cecco, uno dei due portava in braccio un bamboccio.
E poi sapete, quel carnevale è stato ucciso da certe nuove usanze: i coriandoli di gesso che macchiano i vestiti, la brutta abitudine di lanciare frutta guasta e castagne secche che gettate in faccia fanno male.
Per non dire dei botti ma a quelli hanno pensato le autorità.

Profumo

Pasticceria Profumo

E così, scrive con nostalgia il nostro, hanno ucciso il Carnevale.
A riportarlo brevemente in auge ci ha pensato la Società Ginnastica Cristoforo Colombo con la Passeggiata De Ghiggermo, un fantastico corteo in costume.
Eh, per realizzarlo però ci voleva qualche ricco che aprisse i cordoni della borsa!

Coriandoli 1

Eccoli i partecipanti, vestiti di tutto punto, armati di trombe e di alabarde, sfilano per le vie della città.
E c’è da ringraziare il Signor Bisso, è il sarto che fornisce i costumi.
E che gran concorso di persone entusiaste, una vera compagnia di artisti, l’elenco è lungo: il ginnasta Vassallo, orefice di Via Roma, il Romeo, anch’egli ginnasta e tintore di Via Maddaloni, ci sono un equilibrista, un uomo volante e un certo Cipollina agli anelli.
Scrive con rimpianto l’autore che questo ultimo evento è durato poco, per rifarlo bisogna mettere in conto molte spese.
E siamo nel 1928, così il nostro Tramaloni spera che con l’anno nuovo ci sia ancora un nuovo Carnevale, anche se nella memoria rimane la nostalgia di quel tempo passato che aveva una giocosa e inimitabile magia.
La bellezza di questi racconti è nella capacità di portarti in un altro tempo, la forza delle parole ti fa vedere ciò che non hai vissuto: un carro, le risate, le maschere della gente di Genova e la dolcezza di anni lontani.

Confetti

Confetti di Profumo

Camminando sotto le luci

Camminando sotto le luci, nei giorni che precedono il Natale.
E sì, per me la città è più allegra, io amo certe luminarie, in alcuni luoghi sanno rendere più scenografiche le vie.
Via Luccoli, bella ed elegante, è vestita a festa.

Luci (2)

E brilla una luce azzurrina presso certi imperdibili incroci.

Luci (3)

Natale è fiocchi rossi e luccicanti sospesi nel buio.

Luci (4)

E in alcuni tratti, attorno alla Maddalena, si leggono parole di luce e tra tutte ne prediligo una che si trova all’inizio di Vico Inferiore del Ferro, sarà perché amo stupirmi e credo che sapersi sempre sorprendere sia un grande dono.

Luci (5)

E poi giù, verso i Macelli, nei luoghi dove tutto è già suggestivo.
Aggiungi le luci.
E guarda.

Luci (6)

E nella piazzetta, tra i banchi della frutta e del pesce.

Luci (7)

E ancora azzurro, tra sfumature di pesca e di rosso.

Luci (8)

E poi ancora caruggi, insegne, negozietti, tavolini e sedie, sotto le feste.

Luci

E un albero di scatoline nella vetrina di una raffinata pasticceria genovese.

Luci (10)

Pasticceria Profumo

Palazzi splendenti che non hanno neppure bisogno di ulteriori illuminazioni.

Luci (11)

E l’albero più lucente della Superba si specchia nell’acqua del mare.
Fai come me, fermati alla ringhiera, aspetta.

Luci (12)

Brilla, brilla, brilla.

Luci (13)

Aspetta.
Aspetta che il sole scenda piano e diffonda il suo chiarore in lontananza perdendosi tra certi bagliori d’argento.

Luci (14)

Guarda, le luci del Natale e le luci del quotidiano.

Luci (15)

Le linee, i disegni perfetti tracciati nel cielo della sera.

Luci (16)

I colori e i riflessi della città.

Luci (16a)

E bronzo, oro, bianco, nel mare di Genova.

Luci (17)

Aspetta che sia buio, allora tutto riluce ancor di più.

Luci (18)

E c’è un luogo, a Genova, che ha la dimensione raccolta di un presepe incastonato in una piccola e meravigliosa insenatura.
Vai a Boccadasse, in una sera d’inverno.

Luci (19)

Dormono i gozzi, nel buio silenzioso.
Là, sullo scoglio proteso sul mare, brilla di blu un semplice alberello e si riflette nell’acqua, in una notte di dicembre, a Boccadasse.

Luci (20)

Aspettami in Via Luccoli

Aspettami là, nel punto in cui la strada curva dolcemente.
Forse arriverò in ritardo, può darsi che prima di raggiungerti io vada a salutare il mare, è una cara, vecchia abitudine.
E poi mi fermo sempre a guardare i libri usati, tra Banchi e Via Orefici.
Tu aspettami là.
Camminerò ascoltando la musica che piace a me, Chopin, i Clash, non so dirti, dipende dalla giornata.
E comunque alla mia musica non rinuncio mai.
E poi i miei occhi si soffermeranno su ogni edicola, cerco mani gentili di Santi e sguardi amorosi di Madonne, manti usurati dal tempo eppure celesti per me, anche tu li vedi così?
E poi può anche darsi che io mi perda a guardare oltre le finestre aperte, verso soffitti affrescati che sovrastano stanze e saloni nei palazzi dei caruggi.
Aspettami.
Aspettami là, dopo la piazzetta che disegna un quadrato perfetto nel cielo.
E magari incontrerai un raggio di luce che filtra tra le case alte e illumina la strada, a me è capitato, proprio in Via Luccoli.

Via Luccoli

Via Luccoli in fiore

C’era una volta, in un tempo lontano, un luogo noto come boschetto, questo è il significato della parola latina luculus dalla quale deriva il nome di una celebre strada della città vecchia.
E il bosco sacro dell’antichità in un giorno di maggio venne trasformato in un giardino ricco di fiori profumati ed odorosi.

Via Luccoli (2)

E’ quello che accaduto lo scorso sabato, Via Luccoli in fiore è un’iniziativa dell’Unione Operatori Economici di Via Luccoli che hanno invitato i proprietari di due vivai genovesi ad esporre le loro piante lungo la via e nelle piazzette.
La parte superiore di Luccoli era a disposizione del Vivaio Sempreverde e la parte inferiore è stata invece concessa al Nuovo Garden di Diego e Mirko, entrambi hanno la loro sede Borzoli.

Via Luccoli (3)

Qui eravamo in attesa del Giro d’Italia e davanti alla libreria L’Amico Ritrovato c’era  pure una piccola bici da bimbi!

Via Luccoli

Via Luccoli in fiore, una gioia per gli occhi, ho così  deciso di parlare a nome di tutti i genovesi in quanto sono certa che tutti loro siano d’accordo con me.
Vorrei dire che noi di Genova amiamo molto le piante appese accanto le vetrine.

Via Luccoli (4)

E ci piace vedere la primavera fiorire tra i caruggi.

Via Luccoli (5)

E siamo felici di trovare i gradini ingombri di piantine e i vasetti che pendono sulle inferriate dei cancelli.

Via Luccoli (6)

Via Luccoli (7)

E che bellezza i fiori colorati appesi ai lampioni!

Via Luccoli (8)

E poi tutti ci siamo fermati al mercatino, c’era chi comprava i gerani per il balcone o un alberello di limone per il giardino, qualcuno invece ha scelto le piante aromatiche da mettere sul davanzale.

Via Luccoli (9)

Caruggi in fiore, tutti noi vorremmo che fossero sempre così.

Via Luccoli (10)

Tra luce e ombra sbocciavano generose le rose gialle.

Via Luccoli (11)

Questa antica via è molto amata dai genovesi e passeggiare in mezzo ai fiori è ancor più bello, sono certa che tutti la pensino come me!

Via Luccoli (12)

E c’erano rose dalle sfumature delicate.

Via Luccoli (15)

E poi ancora rose, rose rosse e cristalli luccicanti.

Via Luccoli (13)

Scendi, mentre la strada dolcemente curva verso Soziglia.

Via Luccoli (14)

E sì, a noi piace trovare ortensie celesti nei vicoli.

Via Luccoli (16)

E tavolini colorati con le piante in esposizione.

Via Luccoli (17)

Genova offre così tante suggestioni e lo splendore dei fiori  non può che valorizzarle.

Via Luccoli (18)

Così io ho fatto su e giù due o tre volte, è così che dovrebbero essere tutti i caruggi del centro storico, sempre.

Via Luccoli (19)

E poi c’erano i vasi appesi sopra gli ingressi dei negozi.

Via Luccoli (20)

Via Luccoli (21)

E tavolini, cassette ricolme di piantine in boccio, un’esplosione di sfumature di primavera.

Via Luccoli (23)

Un’idea tanto semplice quanto vincente: i vivaisti hanno potuto esporre le loro piante in un contesto diverso dal solito, i commercianti di Via Luccoli hanno abbellito la strada e i genovesi hanno potuto fare acquisti passeggiando nei vicoli.

Via Luccoli (24)

E mentre camminavo in Via Luccoli sapete che luogo mi è tornato alla mente?
Parigi, l’estate e una stradina trovata per caso, c’erano fiori ovunque, come è accaduto sabato nei vicoli.

Via Luccoli (25)

Finestre di caruggi e fiori.

Via Luccoli (26)

E palazzi antichi e giovani foglioline verdi.

Via Luccoli (27)

Grazie a chi ha regalato a Genova la bellezza che si merita, aspettando ancora Via Luccoli in fiore.

Via Luccoli (28)

Genova, 1844: shopping con Miss Hawkes

Per i nostri viaggi è indispensabile una guida eccellente che fornisca i suggerimenti giusti.
E noi viaggiatori della metà dell’800 seguiremo i consigli di Miss Julia S. Hawkes, lei è una stimata insegnante di Philadelphia e ha compilato con gran cura un volume di pregio dal titolo Conversations on Italy.
Il testo, dato alle stampe nel 1844, è in inglese e francese, per ogni domanda viene fornita un’esauriente risposta.
E diverse pagine sono dedicate a Genova, Miss Hawkes non tralascia nulla, anzi si dilunga parecchio sulla storia della città e sulle sue tante bellezze ma noi oggi ci concentreremo solo sulle frivolezze femminili, sappiate che a Genova troverete il modo di soddisfare la vostra vanità.
Dunque, intanto una giovane viaggiatrice amerà sapere che nella Superba i nobili danno feste e balli con gran sfoggio di eleganza, sono ammessi solo gli aristocratici.
E quindi per forza di cose gli americani sono esclusi, che disdetta!
Niente affatto, anzi sono ospiti assai graditi e vengono raccomandati direttamente dal console.

Via Garibaldi

Ogni nobildonna di Genova poi possiede una chaise à porteurs, ovvero una portantina.
Ed è necessaria, scrive Miss Julia, così le dame possono andare dove desiderano senza doversi avventurare in strade poco agevoli e a volte neanche tanto pulite.

Palazzo del Principe (18)

Portantina – Villa del Principe

Certo venendo a Genova, forse vorrete visitare il mercato.
Miss Julia sa esattamente dove trovarlo, è nei pressi della Cattedrale di San Lorenzo.
E guarda, ecco i muli che trasportano frutta e verdura su per gli stretti caruggi.

San Lorenzo

E poco distante da lì, scendendo nel cuore della città vecchia, c’è una strada che è di un certo interesse.
E’ Via Orefici, prende il suo nome dai tanti laboratori di oreficeria, passando da quelle parti si sentirà un continuo battere di operosi martelli.

Via Orefici

Dice poi Miss Julia che Genova è rinomata per i suoi argenti e le filigrane, sono anche a buon prezzo secondo lei.
E forse voi vorrete sapere dove si possono comprare?
E’ facile, basta andare nella boutique tenuta dal proprietario dell’Hotel Croce di Malta.
E a proposito di questo celebre albergo Miss Julia lo raccomanda caldamente, lei sostiene che sia il migliore della città.
Il cibo è ottimo, il personale è cortese ed educato, per non parlare della posizione, il Croce di Malta è stato già citato diverse volte su queste pagine, aveva sede nella torre dei Morchi che svetta a Caricamento e ospitò celeberrimi viaggiatori.

Piazza Caricamento

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E poi cosa si può acquistare nella Superba?
Velluti, scialli di lana e ricami.
E per trovare i negozi affidatevi pure al personale dell’albergo presso il quale alloggerete, vi verrà fornita una guida che vi condurrà nei posti migliori.
E a proposito di usanze femminili, noterete che a Genova tutte le donne hanno il capo coperto, tutte portano un fazzoletto, quello delle popolane è di un tessuto poco pregiato, invece coloro che appartengono alla classi più abbienti ne indossano uno di raffinata mussola e rifinito con ricami, molte portano anche accessori d’oro e d’argento.
Non perdete una visita in piazza Luccoli, nel negozio di Paul Richini, lì si trovano raffinati velluti.
E certo, un vestito di pregio costa fino a 200 franchi ma riuscirete ad averne uno anche con minor spesa.
Eh sì, ci sono tanti bei negozi da quelle parti!

Porzio

Miss Julia ha molti altri consigli da fornire e torneremo ad ascoltare la sua voce riguardo a ciò che di più bello c’è da visitare a Genova.
Tuttavia sono da tener da conto questi suoi consigli, spero che li troviate utili.
E quando sarete nel negozio delle filigrane, indecise tra un delicato braccialetto e una spilla a forma di farfalla, sappiate che qualunque sia la vostra scelta il vostro acquisto vi verrà consegnato in un’apposita scatola, in modo che non rischi di rompersi durante il viaggio.
Accade a Genova, nel 1844.

Piazza Caricamento (2)

L’Amico Ritrovato, la libreria dei caruggi

Ci eravamo lasciati così, noi e loro, con i biglietti scritti a pennarello dai bambini e appiccicati sul muro accanto alle serrande abbassate delle Libreria Assolibro di Via San Luca.
Loro, i bambini, avevano espresso un sentimento condiviso anche dai grandi, la nostra libreria era cara a tutti.
Era il posto dove entravi e trovavi qualcuno che i libri li legge e li ama davvero, era il posto dove io passavo ore intere, spesso il sabato mattina.
Era il posto dove ti accoglieva Fabio Masi con la sua cortesia e la sua competenza, a lui potevi chiedere qualunque consiglio, certa che avrebbe saputo risponderti.

L'Amico Ritrovato

Loro, i librai e le libraie, non si sono affatto stancati di vendere sogni e ne hanno creato uno nuovo tutto per noi.
Giovedì scorso c’è stata l’inaugurazione della libreria che Fabio Masi ha aperto insieme ai suoi quattro soci, tutti loro sono ex dipendenti di Assolibro.
Poco prima che la saracinesca si alzasse la via era quasi deserta ma poi sono arrivati i tanti amici di questa nuova libreria che rappresenta un’ulteriore ricchezza per la città.

L'Amico Ritrovato (2)

E sì, certe clienti erano davvero impazienti di entrare, ve lo dico!
La mia libreria, eccola qua!

L'Amico Ritrovato (3)

Il posto dei libri, il posto dei sogni di ogni lettore.

L'Amico Ritrovato (4)

E ha un nome bello ed evocativo, L’Amico Ritrovato, titolo di un celebre romanzo di Fred Uhlman incentrato sulla storia di un legame speciale.

L'Amico Ritrovato (5)

Se non lo avete mai letto rimediate, ha uno spazio dedicato nella vetrina di questa libreria.

L'Amico Ritrovato (5a)

Il posto dei libri è caldo e accogliente come tutti noi ci aspettavamo che fosse.

L'Amico Ritrovato (6)

E tanti nuovi amici ci attendono sugli scaffali.

L'Amico Ritrovato (7)

L’amico ritrovato ha così dato il benvenuto tutti noi che adesso abbiamo di nuovo uno dei nostri luoghi del cuore.
C’era la musica, c’erano bibite e focaccia, c’erano sorrisi e abbracci per festeggiare un nuovo inizio.

L'Amico Ritrovato (8)

E c’erano i genovesi, davvero tanti.

L'Amico Ritrovato (9)

Il posto dei libri ha antiche colonne, luce soffusa e un’atmosfera ospitale.

L'Amico Ritrovato (10)

Genova per noi, Genova per noi è questa qui.

L'Amico Ritrovato (11)

Come abbiamo fatto per tutto questo tempo senza di loro?
E’ stata dura per tutti, certi amici sono insostituibili.

L'Amico Ritrovato (12)

Quindi adesso mi troverete spesso da queste parti, riprendo la buona abitudine dei giri in una libreria che amo.

L'Amico Ritrovato (13)

L’amico ritrovato, nei caruggi di Genova, questa è la relativa pagina Facebook.

L'Amico Ritrovato (14)

Una libreria dove troverete un mobile vintage, una macchina da scrivere e i volumi esposti con cura.

L'Amico Ritrovato (15)

E lo spazio per i libri per i bambini, naturalmente.

L'Amico Ritrovato (16)

E ancora libri, libri di ogni genere.
Fabio Masi, colui che ha regalato questo nuovo sogno al centro storico di Genova, i libri li ama davvero, fa il suo lavoro con profonda passione e questa non è la sua unica libreria, sua è anche l’Ultima Spiaggia di Camogli e un altro negozio a Ventotene.

L'Amico Ritrovato (17)

Se non li conoscete andateci, anche voi non li lascerete più, ne sono sicura.
Sono belli, entusiasti e sorridenti.
Ciao amici ritrovati, bentornati!

L'Amico Ritrovato (18)

Genova sotto le luci

Genova sotto le luci.
E sono le luci di Natale che si confondono con quelle della città, in certe strade ampie e spaziose.
E splende e brilla la prospettiva di Via Venti Settembre, tra finestre accese e vetrine.

Via XX Settembre (2)

Resto, osservo la sera che scende piano.

Via XX Settembre

La sera ha riflessi dorati che accarezzano Palazzo Ducale e l’acqua calma della fontana.

Piazza De Ferrari (2)

Ed è un bagliore di blu e uno scintillio di rosso.

Piazza De Ferrari (3)

Ancora oro, oro e musica e il Teatro Carlo Felice.

Piazza De Ferrari (4)

A guardar tra i rami, oltre quelle luci.

Piazza De Ferrari

Genova sotto le luci, come ovunque accade, nel periodo di Natale.
Anche in riva al mare, dove il sole al tramonto si infuoca, nella bella Nervi.
Ed è il verde brillante a illuminare il Viale delle Palme.

Nervi

Ma alcuni, come me amano gironzolare per i caruggi, anche quando non c’è nessuno.

Via San Luca

E in certi luoghi sono altri gli effetti luminosi che creano potenti suggestioni.
Accade quando il buio avvolge ogni cosa e un luce vivace cade sui marmi e sui portali di certi edifici, sui fregi e sugli angeli che decorano la facciata della chiesa di San Siro.

Chiesa di San Siro

E poi certe luci sono d’effetto perché mettono ancor più in risalto la bellezza di certi palazzi.

Via Luccoli

Ed è azzurro, quasi come di ghiaccio o come fiocchi di neve in Via Luccoli.

Via Luccoli (2)

Ed è oro ancora sulla facciata di Palazzo della Meridiana.

Palazzo Della Meridiana

Brilla e riluce Genova, quando scende la sera.

Piazza della Meridiana

E più di ogni altro luogo risplende Via Garibaldi, un tempo detta Strada Nuova, tra musei e dimore nobiliari che hanno veduto i fasti di Genova.

Via Garibaldi (2)

Sotto la luce bianca e candida della luna.

Via Garibaldi (3)

E io con la mia passione per i caruggi mi infilo in Vico del Duca e mi guardo indietro.

Via Garibaldi (4)

E poi ancora, passeggiando in Strada Nuova, sotto i riflessi d’argento e di bianco.

Via Garibaldi (5)

In questa che è sempre, in qualunque stagione la strada più elegante di Genova.

Via Garibaldi (6)

E poi altrove, dove Natale diventa archi d’azzurro, caruggi e Madonnette.

Vico del Ferro

Giù per i Macelli, che fatica aspettare che non passi nessuno!

Macelli di Soziglia

Una stella cometa brilla davanti a San Matteo.

Chiesa di San Donato

E un’altra ancora in San Filippo, in queste chiese che non hanno bisogno di alcuna luce artificiale per colpire lo sguardo del visitatore.

Chiesa di San Filippo
Un cielo di stelline sovrasta Via di Scurreria, una delle strade che trovo sempre affollata.

Via di Scurreria

Scendo e intanto guardo le stelle, guardo i palazzi, le persiane aperte e certi soffitti.
Osservo la città solo le luci.

Via di Scurreria  - Campetto

E poi via, via dalla folla, cercando un luogo dove non ci sia nessuno.

Vico Lavagna

E a cercare la luce e il buio nella città verticale, sotto la Torre dei Maruffo illuminata dai faretti.

Torre dei Maruffo

Davanti agli splendori della Superba.

Palazzo Ducale (2)

Quando scende la sera e Genova è sotto le luci.

Luminaria

La misteriosa colonna di Via Luccoli

Ad avere un blog come questo accadono cose molto belle.
Ad esempio succede che persone che non conosco percepiscano il mio interesse e la mia naturale curiosità per la mia città e mi permettano di fare scoperte interessanti, di vedere luoghi che neppure sapevo che esistessero.
Questo post narra proprio di una di queste circostanze fortunate che si è verificata pochi giorni fa.
Il messaggio mi è arrivato via twitter e me lo ha mandato Luca, un genovese che abita a Londra.
E sapete cosa mi ha scritto? Nel magazzino del mio negozio, in Via Luccoli, c’è una colonna romanica del 1400.
Colonna?
In Via Luccoli?
Parliamone!
Eh, ormai mi conoscete, ovviamente ho subito chiesto se potevo andare a vederla!
Ma caspita, qui tutti giorni si scopre qualcosa di nuovo!
E così sono andata in Via Luccoli, la boutique è situata in un palazzo annoverato tra i Rolli.
Via Luccoli è una strada meravigliosa con splendidi edifici e con belle vetrine.

Via Luccoli

E per fotografare i palazzi e le loro prospettive, i marmi e le facciate, sono andata in Via Luccoli di domenica, presto ve la mostrerò nei dettagli e in tutta la sua bellezza.
Oggi ci fermiamo nei pressi di questa boutique che racchiude un piccolo tesoro del passato.

Via Luccoli (2)

E così sono entrata in questo bel negozio dove ho trovato la mamma di Luca.
E mi sono presentata, ho detto che ero lì per vedere la colonna.
Che volete che sia per una che va in giro per la città a misurare proiettili con il metro da sarta, questa è stata un’impresa semplice!
La signora molto gentilmente ha aperto una porta che conduce al piano inferiore, il magazzino è sotto il piano strada.
Abbiamo sceso le scale e siamo arrivate nel locale dove è situata la colonna.
Una colonna in pietra del 1400.

Colonna

E come potete vedere i soffitti sono a volta con i mattoni a vista.

Soffitto

Soffitto (2)

E sapete, i proprietari sono molto fieri ed orgogliosi di questa parte del negozio e questa secondo me è una cosa molto bella.
Mi riprometto di cercare maggiori informazioni in merito a questo posto: da qualche parte, in qualche archivio polveroso, ci saranno certamente notizie degne di nota.
Ma qualcuno di voi per caso ne sa qualcosa?
Luca mi ha scritto che gli studenti di architettura vanno a vedere la colonna, certamente qualcuno avrà fatto degli studi in merito.
E a quanto pare questo locale ospitava le scuderie.

Colonna (3)

Le scuderie in Via Luccoli!
Sapete, a volte mi chiedo cosa accadrebbe se potessi usare una macchina del tempo.
Riconoscerei le mie strade se potessi ritrovarmi nella Genova di un altro secolo?
Tutto questo per me ha un fascino incredibile, mi suscita il desiderio di conoscere i segreti di questo palazzo.
E così è per ogni angolo nascosto che ancora non ho venduto.
Vorrei entrare in tutti i portoni, salire su per ogni scala dai gradini alti, affacciarmi da ogni minuscolo terrazzino sospeso sulle ardesie.
Poco per volta sta accadendo, le persone mi aprono le loro case e mi mostrano luoghi che non conoscevo, questa è una cosa davvero bella, ringrazio Luca e sua mamma per la gentilezza e l’ospitalità.
Vado spesso in Via Luccoli, è una via ampia e luminosa, più larga di molte altre strade del centro storico.
E guardo i palazzi, le facciate, guardo in alto.
A volte bisogna guardare sotto, sotto alle pietre sulle quali camminiamo.

Colonna (2)

Luci

Sotto le luci, quando ancora non è scesa la sera.
Tardo pomeriggio, in Canneto il Lungo, una striscia di cielo lassù, tra i tetti.
E noi qui, sotto le luci blu.

Canneto il Lungo (3)

A saper guardare, ogni dettaglio ha un significato.

Canneto il Lungo

Luce dorata per le strade lussuose del centro, in questo dicembre che ormai si approssima al Natale.

Via XXV Aprile -

Su per certe salite eleganti brillano le stelle.

Salita Santa Caterina

Contro i palazzi.

Via XXV Aprile - Via Roma

E forse avrei dovuto mostrarvi le strade ampie e larghe, le arterie spaziose e aperte, la prospettiva di Via XX Settembre che pure è spendida.
Forse avrei potuto.
Ma io sto sempre altrove.
Io sono nei luoghi che sanno dire certe parole, a saperle ascoltare.

Via Orefici

Nel saliscendi della città vecchia.

Via di Scurreria (2)

Dove  la bellezza si copre di magia.

Via di Scurreria

Dicembre, Natale, tanti auguri Genova.

Palazzo Tursi

Sfavilla il cielo rosa della sera.

De Ferrari

E  le luci vestono di splendore certe prospettive.
Vedere e saper guardare.

Via Luccoli

E immaginare, un giorno, un passato, una notte buia ora illuminata.

Via Luccoli (3)

Chiaro e scuro, la penombra che si ammanta di mistero.

Via San Bernardo

E l’oro che si staglia contro il blu, davanti al mare.

Porto Antico (2)

In questa città, ora più lucente e chiara, in questi giorni.
In questa città nella quale sempre brillano alcune sue luci.

Genova

Piazza Luccoli, un’ottocentesca questione di vicinato

I vicini di casa.
Gentili signori seduti in platea, chi di voi non ha avuto problemi con i dirimpettai è pregato di alzare la mano.
Nessuno? Neanche dalle ultime file? A guardar bene si direbbe di no, anzi, noto una signora laggiù che alza gli occhi al cielo con eloquente rassegnazione.
Beh, non preoccupatevi, siete in buona compagnia, state un po’ a sentire cosa successe a Genova, nella prima metà dell’Ottocento, in una certa piazzetta dove tutti voi, amici genovesi, passate assai di frequente.
E’ Piazza Luccoli, che qui vedete illuminata dalle luci di dicembre.

Nell’immagine, a sinistra della foto, potete notare un palazzo magnificente, è palazzo De Mari.
Scaloni di marmo e sale magnifiche.
E stanze immense con i soffitti altissimi e finestre che si affacciano su questa piazza.
E quadri, opere d’arte, lampadari luccicanti sui quali danzava la luce.

Il Palazzo, con le sue splendide ricchezze, venne incluso nell’elenco dei Palazzi dei Rolli e divenne in seguito di proprietà di Gianluca Serra.
Costui avrebbe francamente gradito potersi godere in santa pace i suoi stucchi e i suoi salotti, diciamocelo.
Tuttavia, la quiete domestica del nobiluomo era quotidianamente disturbata da un vicino abbastanza molesto, un falegname che in Piazza Luccoli aveva un casotto nel quale esercitava con solerte alacrità il proprio mestiere.
Un falegname?
E tutto quel battere di martelli sui chiodi e il rumore della sega che trapana i timpani!
Il Serra era vivacemente contrariato!
Sì, va bene, le meraviglie di una dimora gentilizia, i corridoi infiniti e tutto il resto, ma se poi uno deve fare una vita d’inferno!
Tentò la via della conciliazione, niente da fare, il falegname non voleva saperne e continuava la operosa attività.
E ad ore improbabili nelle stanze del palazzo risuonavano i rumori prodotti dall’alacre lavoro dell’artigiano.
Il Serra, sconsolato, si affacciava dalle sue finestre e guardava sotto!

Mica si poteva andare avanti così, bisognava trovare una soluzione e anche in fretta, altrochè, il nobiluomo non aveva il minima intenzione di tollerare tutto quel fracasso ancora per molto, se il falegname voleva la guerra aveva trovato pane per i suoi denti!
E sapete com’è, in questi casi, chi ha i mezzi risolve le proprie questioni a suon di palanche.
E così fu.
Sapete cosa andò a finire? L’indomito e combattivo Gianluca Serra comprò il casotto del falegname e l’artigiano fu costretto a sloggiare.
Beh, era anche un tipo magnanimo e ripagò l’artigiano con una forte somma di denaro, con la quale il falegname avrebbe potuto continuare altrove la sua attività.
Inoltre si mise al vento per evitare futuri ulteriori inconvenienti!
Ah sì, quando si hanno le giuste conoscenze tutto si risolve, credete a me!
E Gianluca Serra, forte della sua posizione sociale, si rivolse agli Edili, perché deliberassero in proposito affinché Piazza Luccoli restasse sempre sgombra da qualunque attività.
Il tempo scorre, tutto cambia, ai giorni nostri in quella piazza c’è un’edicola.

Ma laggiù, in quelle strade dove ogni giorno passiamo, c’è ancora traccia di quella antica questione: sul muro di Palazzo De Mari, a severo monito per i disturbatori, è scritta a chiare lettere la delibera degli Edili, a difesa e tutela della pace di Gianluca Serra, genovese.