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Posts Tagged ‘Via Piaggio’

Le incontro ogni giorno, ogni giorno i miei occhi si posano su di loro.
Stanno lassù, distanti, in alto.
Guardiane della quiete, poste sulla balaustra di un’elegante villa di Via Piaggio.
Sorelle, amiche, complici.
La posa aggraziata, le pieghe del manto.

I boccoli setosi, il profilo perfetto, i gesti armoniosi.
E una coroncina di fiori che lei tiene appesa al polso.

Lei invece l’ha posata sul capo, graziose corolle cingono i suoi capelli.

Le incontro ogni giorno.
E lei, a dirvi il vero, sembra quasi che mi aspetti, almeno così pare a me.
Affabile, gentile, tiene il collo leggermente reclinato e la sua posa la fa sembrare ancor più dolce.
E pare che dica:
Sei di nuovo tu? Sei tornata!

Lei invece ha un aspetto altero e deciso.
Mi attende?
Non saprei, credo di no.
Mi osserva da lassù ma non sono certa che mi veda davvero, ho questa sensazione.

Lei.
Lei invece.
Lei, guardiana amorevole dei passanti e di coloro che non conoscono il suo nome.
Sei tu? Sei tu. Sapevo che ti avrei rivista, ti aspetto ogni giorno.
Senza parole, solo con lo sguardo.

Ho la speranza che un giorno anche la sua compagna, amica o sorella mi riservi uno sguardo attento e affettuoso.
Lei sta là, distante e leggiadra, persa in una perfezione di azzurro e bianco.

Lontano o vicino, sono gli occhi con cui guardi a fare tutta la differenza.
Sempre.

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Ci sono vedute per me consuete, ci sono scorci più facili da riconoscere in certe fotografie del passato.
Oggi vi mostro parti diverse di un’unica immagine di anni lontani, vi sono ritratti luoghi del mio quotidiano e strade che percorro ogni giorno.
Guardando Genova, i suoi tetti e le case, le curve, il mare e la costa da Via Domenico Chiodo.

Osservo meglio.
Cerco un palazzo dalla forma triangolare, accanto c’è una strada che sale, è Via Paride Salvago, su tutto domina l’inconfondibile Castello Bruzzo.

Ed era così anche molti anni fa.
Certo, l’edificio si nota nella sua interezza, allora non c’erano così tante costruzioni intorno.

E ancora guardo i tetti e conto le finestre degli ultimi piani dei palazzi di Via Ameglia.

E guardo i tetti e conto le finestre, ritrovo le prospettive.

E poi torno ad ammirare Genova dall’alto, sempre da Via Domenico Chiodo.
Il porto sullo sfondo, il mare e le navi.
E Castello Bruzzo ora inquadrato sulla sinistra, la via che si inerpica sinuosa sulle alture con le sue incantevoli ville è Via Piaggio.

E così era, tanto tempo fa.
Sul lato delle ville su notano degli alberelli appena piantati.
E poi il tempo è trascorso, è proprio scivolato via.

La città è cambiata, sono state costruite nuove case e questo ha logicamente mutato anche il nostro panorama.
Si sono aggiunte altre finestre e altra vita, altri tetti coprono un tratto del tracciato di Via Piaggio.

In altri anni, invece, la via si vedeva completamente.
Di strade tortuose, salite e alture di Genova.

E là, sulla curva, sorge una bella villetta, ai giorni nostri non si riesce a vederla dall’alto, rimane coperta dai palazzi costruiti in seguito.

E c’era anche allora, a guardar bene mi pare che non avesse il cancello.
E chissà quali fiori sbocciavano davanti al quel giardino nel tempo che non abbiamo veduto.

E ancora si sale, tra alberi svettanti, verde rigoglioso e splendide case.

Diverse prospettive di Via Piaggio, diverse stagioni di una strada che conosco bene.

E poi gli istanti sono volati, sono trascorsi gli anni e queste alture hanno ospitato nuove abitazioni e nuovi edifici.
E terrazzini e balconi, strade asfaltate, ringhiere, muretti e finestre e vita, giardini, alberi e piante, un piccolo autobus arancione percorre Via Piaggio, questa zona di Genova è sempre bella e molto panoramica.
Metti indietro le lancette dell’orologio e vai là, in quel tempo che non hai vissuto e guarda Genova in bianco e nero, guarda Genova da lassù.

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Sono andata a salutare gli alberi, in queste giornate di sole alcuni di essi ci incantano con la loro bellezza.
Fiorisce il glicine generoso, sui pergolati, davanti alle finestre, contro i muraglioni.

Si arrampica sulle grate, si posa gentile davanti a misteriosi volti di un altro tempo.

Sopra un cancello, davanti a un palazzo di Carignano e di fronte ad uno splendido risseu.

Sono andata a salutare gli alberi che conosco bene, li rivedo vestirsi di nuovi fiori ad ogni primavera.
Un inchino a te, maestoso glicine di Via Piaggio.

E a te, magnifico ciliegio giapponese.

E ancora oltre, un trionfo di petali gialli, un’esplosione di profumi e bellezza.

E poi la delicatezza dei lillà.

Ancora qualche passo, su per la salita di Via Domenico Chiodo e oltre quel mare di bocci il mare di Genova e la Lanterna.

E un piccolo fiore di campo è cresciuto proprio tra loro, è un tipo semplice ma si vede che ama l’alta società.

E ancora, salendo, il panorama si svela in questa maniera e sono di nuovo cartoline di Genova e glicini.

Non sono l’unica ad amare questi alberi dal dolce profumo, c’era un ospite che andava e veniva, se avessi voluto immortalarlo non ci sarei mai riuscita.

Delizia di fiori sfumati, il glicine regna sovrano.

E sì, taluni passano da un fiore all’altro, in continuazione!

E ancora specchi, muraglioni e ancora azzurro.

Trionfo, meraviglia e stupore.

E rami che si stagliano contro il cielo.

Su questo grande albero due gazze petulanti, andavano e venivano, volavano insieme.

Una sosta all’ombra, due chiacchiere e poi ancora via, lontano.

E intanto i petali rossi fremono nell’aria tiepida.

E l’albero di Giuda si protende verso il sole.

Il glicine dondola su un orizzonte calmo.

E tutto è perfetto, in questo tempo di primavera.

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Un albero, un meraviglia della terra.
E colori bellissimi, sui rami del corbezzolo.

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Vive in un grande giardino nel mio quartiere, accanto ad altri alberi che rendono ancor più piacevole
percorrere Via Piaggio.

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E pendono dai rami generosi i suoi dolci frutti.

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E certi cadono giù, si posano sul selciato.

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Oppure si adagiano sulle foglie d’autunno.

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Sui rami del corbezzolo, tra i fiorellini bianchi.

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E non te lo aspetteresti mai in novembre, tra quelle foglie un volo di farfalle, una danza gentile attorno all’albero.

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Mentre ondeggiano invitanti i doni del corbezzolo.

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Quei frutti dalle tinte del sole.

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Deliziosi e belli, solo la natura sa comporre sinfonie così perfette.

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Le farfalle dalle sfumature d’arancio si godono il nettare.

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E insieme a loro altre con le ali dai toni più chiari, tendenti al giallo.

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Un’armonia di colori ravvivata dal sole.

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Farfalle di novembre, la prepotente bellezza della vita.

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Delicata e fragile, sui rami del dolce corbezzolo.

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Ci sono cose che non sai spiegare, restano incomprensibili con i loro affascinanti misteri.
Una messa a fuoco non riuscita, un gioco di linee grigie.
Confuse, sfumate, imprendibili.
Appannate eppure armoniose.

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E poi.
Sette note che danzano sui gradini, un pentagramma, e una musica che scivola giù per le scale.
Insieme all’ombra della ringhiera, allo stesso ritmo.

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Così sono le cose che non sai spiegare, imprevedibili.
Un raggio di sole, un filo di panni stesi.
Un tettoia verde e una serranda dello stesso colore.
E la luce e l’ombra, lo splendore di un istante irripetibile.

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E ancora gradini, questi conducono alla chiesa di San Carlo.
E ancora sole che sfiora e sfugge e si dilegua.
Veloce.
Come quelle cose che non sai spiegare.

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E mattoni rossi, un muretto.
E i contorni definiti nella fuggevolezza di un momento.
Sai spiegarlo?
Così è la bellezza, inesplicabile.
Come la luce, inafferrabile.

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Questo è il suo tempo, è la stagione dell’odoroso glicine che sboccia e fiorisce lungo le strade di Circonvallazione a Monte.
Si veste di sole il grande glicine che adorna un giardino di Via Piaggio mentre il ciliegio giapponese si protende verso l’azzurro.

Via Piaggio

Questo è un antico albero, il suo profumo ha deliziato generazioni di genovesi.

Via Piaggio (5)

Via Piaggio (3)

Ha veduto vite e storie, sovrasta anche noi che camminiamo sotto ai suoi rami.

Via Piaggio (4)

Più oltre, salendo in Via Domenico Chiodo, il glicine diviene cornice di un panorama marino.

Via Domenico Chiodo (1)

Generoso e prodigo, così è certa bellezza che ci viene semplicemente donata.

Via Domenico Chiodo (2)

E ancora, altrove i suoi dolci fiori si mescolano al verde delle foglie e al rosa dell’albero di Giuda.

Via Domenico Chiodo (3)

A breve distanza si può imboccare Salita Bachernia, il tratto superiore di questa lunga creuza vi condurrà ancora più in alto, verso le mura.

Salita Bachernia (2)

Questo è il tempo della bellezza che si svela in ogni luogo.

Salita Bachernia (3)

Il glicine che fiorisce sulla mattonata ricopre il muraglione e tra le case, in lontananza, vedi la Lanterna.

Salita Bachernia (4)

Scendi, gradino dopo gradino, ti accompagnerà un fresco profumo sublime.

Salita Bachernia (5)

E poi, voltati indietro, verso l’albero maestoso che si staglia contro l’azzurro.

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Salita Bachernia è lunga e tortuosa, si snoda tra le case e come spesso accade a Genova ha le sue faticose pendenze.

Salita Bachernia (7)

E se non l’hai mai percorsa non sai cosa potrebbe celarsi dietro a certe curve, sono così le creuze, a loro modo sorprendenti.

Salita Bachernia (8)

Il sole le attraversa e la luce rimbalza sulle pietre.

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Il muraglione, le case, le imposte chiuse.

Salita Bachernia (12)

E un percorso sinuoso che si perde nell’ombra.

Salita Bachernia (10)

Laggiù tetti, campanili, ardesie e il confine del mare.

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Salita Bachernia termina nella suggestiva Piazza Sant’Anna e in questa stagione qui vi accolgono altri colori.

Piazza Sant'Anna

Questo è il tempo degli profumi deliziosi e dei petali che cadono sui gradini.

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Fiori gentili fluttuano nell’aria e poi si posano a terra.

Piazza Sant'Anna (2)

Tra rosa e turchese, in questi giorni di primavera.

Piazza Sant'Anna (3)

Nel tempo del glicine che accarezza le creuze.

Via Domenico Chiodo (4)

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Guarda Genova dalle alture e vedrai la vastità del suo azzurro.
Guarda Genova da Circonvallazione a Monte e coglierai una delle sue essenze: l’incontro tra mare, cielo e vento.
E a volte è onde alte, infinito sereno e tramontana potente.
In altri giorni invece tutto è calmo e spira un’aria fresca e leggera.
Guarda giù, verso il Porto Antico.

Genova

Non sei davanti al mare eppure sembra così vicino, tra cielo e vento.

Genova (2)

Tra i rami degli ulivi, mentre il sole scende e arrossa l’orizzonte.

Mare

Su certe alture, in certe strade in salita che si inerpicano tortuose ci sono anche splendide ville, paradiso dei fortunati che ci abitano.
E una in particolare è collocata in una posizione incantevole, dal cancello si scorge un giardino meraviglioso e davanti alle sue finestre si apre un panorama di rara dolcezza.

Mare (2)

Guarda Genova dalle alture e vedrai la vastità del suo azzurro e del suo spirito.
E come sempre c’è da alzare lo sguardo, in questo caso verso il tetto di questa casa.
E vedrai mare, cielo e vento.

Barca

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Prima un timido ramo si è coperto di bocci.
L’avevo notato, passando in Via Domenico Chiodo.
E così giorni dopo sono tornata ad ammirare la fioritura del ciliegio giapponese, un’esplosione di rosa contro il cielo turchese.

Ciliegio Giapponese (2)

Un piccolo, fiero albero e il colore più vivido della primavera.

Ciliegio Giapponese (3)

Rosa acceso, forte e delicato insieme.

Ciliegio Giapponese (4)

E come la racconti la poesia di un ciliegio in fiore?

Ciliegio Giapponese (5)

E’ essenza di bellezza, armonia e perfezione.
Semplice purezza della natura che noi non sapremmo ricreare.

Ciliegio Giapponese (6)

Voglio fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi, sono celebri questi versi di Neruda.
Ed è il fulgore della vita che si manifesta in tutto il suo splendore.

Ciliegio Giapponese (7)

Nel cielo terso un ramo sospeso, fragile vita che racchiude inesplicabile forza.
Si rigenera, rinasce e rifiorisce ancora.

Ciliegio Giapponese (8)

E giorni dopo sono di nuovo tornata dal piccolo e fiero albero.
E mentre salivo con lo scooter in Via Piaggio in lontananza ho visto ancora rosa, ancora rami carichi di fiori.
Ah, come potevo non fermarmi?
In un altro giardino c’è un altro ciliegio giapponese ancor più florido e prodigo delle sue meraviglie.

Ciliegio Giapponese (9)

E intanto il piccolo albero fiero di Via Domenico Chiodo si è coperto ancor di più di petali rosa.

Ciliegio Giapponese (10)

Fitti, setosi, bellissimi come solo i doni della madre terra sanno essere.

Ciliegio Giapponese (11)

Questa è la generosa fioritura del ciliegio giapponese, sotto l’azzurro di primavera.

Ciliegio Giapponese (12)

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Autunno.
Autunno arriva con una folata di vento fresco che spira potente.
Autunno veste le strade, le salite, le scalinate.
E le ringhiere, tra foglie e tetti d’ardesia.

Autunno

Autunno, sui muri e sulle creuze.

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Tra le case dei caruggi e i campanili.

Autunno (3)

Ed io attendo che certe vie si adornino di foglie gialle, presto camminerò ancora sotto questi alberi dai rami carichi di calore.

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Questa è la stagione dei colori.

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Ed è il tempo di alberi vestiti di luce.

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Ieri mattina, in Corso Firenze,  una cascata di rosso e laggiù il mare.

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Autunno talvolta è come una goccia in bilico, sospesa tra terra e cielo.

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Autunno, autunno è frutti e profumi, quando ancora era ai suoi inizi, verso la fine di settembre, ho trovato i suoi doni nel giardino di Villa del Principe.
Ed erano melograni grandi e succosi che con il loro peso piegavano i rami.

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I frutti della terra, nel giardino delle delizie.

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E poi grappoli d’uva che ancora attendevano di maturare.

Autunno (11)

Autunno ha al suo servizio certi lesti e laboriosi folletti che corrono veloci e senza che noi li possiamo vedere lasciano a terra una, due, tre, quattro, cinque foglie.

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E quella più grande la posano un po’ più in là, solitaria bellezza di stagione.

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E altre ancora dondolano leggere, piccole foglie brunite tenacemente attaccate alla vita.

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E cadono fluttuando, come in una danza, il tempo delle foglie ha questo magico divenire, tutto muta e assume nuovi toni, diverse sfumature.

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Autunno cade leggero tra i sassi.

Autunno (16)

Ricopre i muraglioni e vibra, freme, si trasforma e rinasce.

Autunno (17)

E non esistono due sassi uguali e neanche due foglie uguali, ognuna è unica.

Autunno (18)

A volte le trovi come abbandonate tra gli aghi, vita di terra e di cielo su un gradino.

Autunno (19)

E quei folletti sono sempre all’opera, tingono le bacche, lucidano le foglie, sembra che lascino il loro tocco su ogni cosa.

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Autunno giace tranquillo a ridosso di certi di muretti.

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Ed è la stagione delle castagne e dei ricci che si spaccano.

Autunno (22)

Autunno è vivace, allegro, vitale, è il calore della casa, è un caminetto acceso e una morbida coperta, è profumo di spezie e cannella, è torta di mele e chiodi di garofano.
E se questa fosse una fiaba queste sarebbero le zucche pronte a trasformarsi in carrozze.

Autunno (23)

E’ il loro tempo, tempo d’autunno.

Autunno (24)

E in questo tempo si cammina su un manto di foglie, a volte dalle tinte tenui e chiare.

Autunno (25)

E poi ancora, di nuovo e ancora è diverso, sono così le foglie d’autunno, un melodia di colori caldi.

Autunno (26)

E non è il caso a disporle a questa maniera, è un refolo di vento, è un magico incanto ottobrino che si compie.

Autunno (27)

E’ autunno che si posa silenzioso.

Autunno (28)

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