Caruggi e cielo blu di Genova

E c’era questo blu sopra i caruggi di Genova ieri mattina.
Io non conosco modo migliore per lasciarsi incantare, per ammirare e stupirsi ancora di lei, la mia bella Zena.
Gironzolando per i vicoli, dalle parti di Piazza San Bernardo.

All’incrocio di certi caruggi che sono come storie intricate, nuovi inizi, sfide da affrontare e direzioni da scegliere.

Nella grandiosa maestosità di Piazza Giustiniani, dove svetta l’edificio un tempo appartenuto a questa nobile famiglia genovese.

Come è ben noto gli antichi aristocratici della città avevano vicoli o piazzette che portavano il loro cognome e non fanno eccezione i Sauli: la piccola piazza che ancora li ricorda è per me una delle più incantevoli per ammirare il cielo della Superba in queste giornate così terse.

E sa splendere di bellezza l’azzurro sopra la piccola Piazzetta dell’Amico, andando a zonzo dalle parti di Canneto è facile innamorarsi di questi scorci magnifici.

E anche in Piazza Valoria alzate lo sguardo: vedrete caruggi e cielo blu di Genova.

E c’è una geometria perfetta anche in Piazza Cinque Lampadi e ci sono tutti colori della vita: e marmi bianchi e neri, persiane aperte, mattoni e panni stesi.

Intenso, lucente e brillante è il cielo di Genova sopra le ardesie, oltre i campanili, i terrazzini e i tetti di Piazza San Luca.

È l’altra città, quella che molti forse non si ricordano di ammirare eppure vi basterà guardare sopra di voi, in certi tratti del centro storico, come in Via San Siro, di fronte alla chiesa.
Tra case, finestre, tende bianche e prospettive di caruggi e cielo blu di Genova.

Panni stesi d’inverno

I panni stesi d’inverno sono colorati come nelle altre stagioni, ravvivano i caruggi e regalano allegria a coloro che come me amano le sfumature e i contrasti.
E così attendi il sole, una giornata tersa e la luce catturerà questa bellezza per te.
In Piazza delle Lavandaie, dove un tempo dai truogoli si spandeva odoroso il profumo del sapone.

E più oltre, dove il vento attorciglia il bucato sulle corde.

Azzurro, bianco, tende, salita.
Voci di caruggi, vita, semplicemente.

E un bagliore di giallo e di arancio, denso della luce che fende i caruggi.

Poi sali e scendi, su e giù, sempre in quei vicoli che piacciono a me, ritrovo sempre un arcobaleno di colori e scalette e ocra in Salita della Seta.

E un’edicola, un Piazza Santa Croce, arrivo laggiù e mi siedo un po’ sulla panchina, immagino che lo facciate anche voi!

C’è più bellezza nelle cose semplici e la ritrovi quando la vita di ogni giorno palpita in luoghi dalla lunga storia.
E pare strano, eppure a volte certe tovaglie o certi accessori sembrano perfetti per stare davanti a certe finestre di pietre antiche e contro muri di mattoni.

E a volte, ancora, è rosso su rosso, con toni di bianco candido e verde brillante.

E poi io lo so che devo sempre andare dalle parti di San Bernardo, certi luoghi non mi deludono mai.

E puoi vedere persiane, antichi stemmi, pietra nera e pianticelle.
Sono le cose di caruggi che piacciono a me, in qualsiasi stagione.

Cielo azzurro, caruggi e panni stesi

Quando voglio vedere cielo azzurro, caruggi e panni stesi io so dove andare.
Nella zona del Molo, in Vico Bottai, c’è sempre un’allegra confusione di fili da stendere e se capiti da queste parti in una giornata limpida lo spettacolo incanta lo sguardo.

Vico Bottai

Eh, comunque sono indecisa, non so mai quale sia la prospettiva migliore per fotografare certe bellezze fatte di aria e di colore.

Vico Bottai (2)

Ad andar per caruggi capitano cose belle.
Ad esempio, può succedere di trovarsi in cima a una scaletta a chiacchierare con una signora che abita da quelle parti.
E insomma, sì, una delle conversazioni che piacciono a me.
– Signora, sa che mi verrebbe da fotografare la sua finestra?
– La mia finestra?
– Eh sì, mi piacciono i panni stesi e poi quel giallo e quell’arancio con le persiane verdi…
– Faccia pure – dice lei – così poi continuo a stendere!
Mando un saluto alla signora ed ecco qua la finestra, che bellezza questi accostamenti!

Vico Bottai (3)

Sai, in certi posti non mancano mai gli incontri interessanti.

Gatto (2)

E poi guarda, sul muro, luci ed ombre di caruggi e panni stesi.

Vico Bottai (4)

E poi ancora, sali verso Vico delle Camelie.

Vico delle Camelie

E sai, certe salite sanno sempre rivestirsi di una luce nuova, Via di Santa Croce è uno dei luoghi di Genova che più amo, qui si può sentire la voce del vento.

Via di Santa Croce

E poi turchese e panni stesi in gradazione con la facciata, un vero tocco d’artista.

Via di Santa Croce (2)

E ancora ombra e sfumature polverose.

Via di Santa Croce (3)

E poi calore e colori in Salita della Seta.

Salita della Seta

E là, in certi luoghi, ci sono magie che magari non sappiamo vedere, basta alzare lo sguardo per coglierle.
In Vico dietro il Coro di San Cosimo c’è una lampada che pare stare proprio là, al centro dei ritagli di cielo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Sono incantevoli le geometrie di Genova, sono sempre nuove e stupefacenti.
Imbocco San Bernardo ma prima fermo ancora e mi siedo su muretto davanti a quel negozio di frutta e verdura che è una vera poesia.
E alzo gli occhi, ancora.

Via San Bernardo

E poi, tornando a casa, rifletto.
Penso che davvero non saprei dire quale sia la prospettiva perfetta per certi panni stesi in Vico Bottai.
No, proprio non saprei.
Mi toccherà tornarci, questo è sicuro.

Vico Bottai (5)

Van Gogh nei caruggi

Lo sai?
C’è Van Gogh nei caruggi, è proprio là dove non te lo aspetteresti.
E del resto perché stupirsene?
Genova dalle luci vaghe, città di riflessi e di chiaroscuri, ho spesso immaginato di vedere Claude Monet seduto al Porto Antico con la sua tavolozza e i suoi pennelli.
Mentre il colore si dissolve e muta e diviene altro, si mescola a una diversa tinta e si rinnova.
Accade.
Così.

Mare (2)

E allora vai là, nell’intrico della città vecchia, scegli il giorno perfetto e l’ora giusta, altrimenti sarà difficile che tu veda Van Gogh nei caruggi.
Cammina, una piazzetta, un vicolo, una persiana spinta in fuori, l’aria del mare e l’odore del sale.
E poi d’un tratto i tuoi occhi incontreranno un fulgore d’arancio, un berretto blu, un volto, una pipa e un fil di fumo.
Dove? Nello stesso luogo nel quale incontri la Gioconda di Botero e la Venere di Botticelli, in questa strada.
Cose che succedono a Genova, dove può accaderti di vedere Van Gogh nei caruggi.

Van Gogh

Vico dietro il Coro di San Cosimo, il sole nei caruggi

I caruggi che piacciono a me a volte sono in ombra, in certe stagioni la pioggia e il cielo grigio li rendono quasi scuri.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Eppure, in quei caruggi che piacciono a me, quando meno te lo aspetti trovi il sole e un incanto di colori.
Guarda, gironzolando dalle parti di San Bernardo, prova a percorrere Vico dietro il Coro di San Cosimo.
E vedrai storie di Madonnette e panni stesi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Poi magari ti ritrovi pure là, in quel fazzoletto di piazza sulla quale si affaccia la piccola chiesa dedicata a Cosma e Damiano, santi dalla vita avventurosa.
Sacro e profano, come sempre, nella città vecchia.

Piazza di San Cosimo

Scuro e chiaro, a seconda di cosa vedono i tuoi occhi.
E finestre aperte e musiche di altri continenti, voci, chiacchiere, case e persone.
Tu osserva.
Davvero, è il tuo sguardo a fare tutta la differenza, credimi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (3)

Qui c’è un semplice caruggio che ha sempre suscitato la mia meraviglia, lo vidi per la prima volta forse a 15 anni: Vico delle Pietre Preziose.
Non ha nulla di fastoso eppure gli è toccato in sorte questo nome che evoca scintillio e ricchezza.
Eccole le gemme di valore, quei panni stesi che adornano il vicolo e queste vedute che sono l’assoluta singolarità del centro storico.
Ed è il tuo sguardo a fare tutta la differenza, sempre.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (4)

Il cielo? Il cielo lo vedi, certamente!
Una striscia azzurra tra le altezze dei palazzi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (5)

E poi, a seconda dei giorni, il giallo dei muri spicca insieme a quel rosso, colore evidentemente prediletto da chi abita in quelle case.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (6)

Le storie di caruggi e panni stesi non puoi raccontarle, ognuno deve vederle con i propri occhi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (7)

E poi cammina, cammina fino alla fine del vicolo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (7a)

E guarda su, te l’ho detto, il cielo nei caruggi si lascia ammirare solo da coloro che lo sanno cercare.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (8)

Poi ti guardi indietro, in posti come questo ci torni sempre, una volta che hai compreso la loro bellezza.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (9)

E c’è un punto esatto dove dovrai fermarti, in certe giornate terse spazzate dalla tramontana.
E’ là il sole nei caruggi, sui muri dei vicoli della città vecchia.
E’là, nella vertigine di una sorprendente geometria.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (11)

E’ davvero là, in Vico dietro il Coro di San Cosimo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (10)

Caruggi, panni stesi, tinte pastello e bimbi

Camminando per la città, in ogni stagione, capita di vedere colori allegri sui fili da stendere.
E ci sono certi luoghi, nei caruggi, dove sai già che troverai un lenzuolo rosa che sventola sotto ad un ritaglio di cielo.

Canneto il Lungo

Tinte pastello, chiare e tenui, tinte da bimbi.

Panni Stesi (3)

Anche se spesso non è a loro misura, la città è anche dei piccoli.
E giro, girotondo, casca il mondo.
Si tengono per mano i bambini dipinti dagli studenti dell’artistico nel Sottopasso di Corvetto, c’è da sperare che i grandi abbiano rispetto e cura nel conservarlo, per tutti quelli che girano ancora con la cartella sulla spalle e anche per coloro che, pur essendo già cresciuti, comunque apprezzano ogni forma di bellezza.

Sottopasso

Cieli turchesi, mollette e corde sospese.

Panni Stesi

Fucsia, verde acido, cose piccine per genovesi piccini.

Piazza Pinelli

Sono quelli che magari hanno tolto da poco le rotelle alla bicicletta e per loro le strade della città sono una fantastica avventura.

Piazza De Marini

Vento, aria di mare e diverse sfumature di Genova.

Panni stesi (4)

Tutine, magliettine, cose da grandi e cose da bimbi.

Vico di San Giorgio

Sali sul treno oppure sul cavallo? Difficile scegliere, eh!

Giostra

E poi la lapide in ricordo dei prodi che seguirono Garibaldi nella sua impresa e poi righe e un lenzuolo che abbraccia sogni e castelli in aria.

Piazza Caricamento

Muri gialli caldi di sole e azzurro, azzurro, azzurro.

Panni Stesi (2)

E ancora azzurro.
Ci sono posti, nei caruggi, dove già sai che troverai tutti i colori dell’arcobaleno.

Vico del Dragone

E quando il sole picchia e i suoi raggi filtrano nei vicoli bui, prova ad alzare gli occhi in Via San Bernardo.
Guarda su, tra i caruggi stretti, nella prospettiva dei palazzi così vicini.
Rosa, bianco, tinte chiare e una striscia di cielo.

Via San Bernardo

E ancora azzurro, ancora bimbi e panni stesi, ancora nel sottopasso di Corvetto.

Sottopasso (2)

E il tempo scorre, certi palazzi hanno addosso la patina degli anni passati, delle vite vissute, nuove vite e nuove storie li abitano.
Ed è profumo di bucato e sfumature di violetto, celeste e ancora fucsia, cose che si vedono nei caruggi di Genova.

Piazza Grillo Cattaneo Vico Santa Rosa

Coperte a quadretti.
Scalderanno il sonno di grandi o piccini?
Una ninna nanna, un sonaglino e gli occhi che si chiudono.
Coperte, pendono sopra l’effige di Colei che rappresenta tutte le madri.

Piazza Dei Truogoli di Santa Brigida

Finestre, cielo e nuvole che si riflettono sui vetri.
E un filo intero di minuscole magliettine.
E sono primi passi, prime parole, prime esperienze.

Boccadasse

La città dei grandi è anche dei più piccini e quando scendete giù per certe creuze fate attenzione e cercate di non far rumore.
Là, dorme una piccola principessa.

Cartello

Meraviglie nascoste di una casa privata nei caruggi

Cose molto belle che capitano a me, quando il caso mi consente di scoprire le meraviglie nascoste di questa città.
Ero nei vicoli con un’amica e abbiamo incontrato una persona che lei conosce, questa signora abita in Via San Bernardo.
E naturalmente ho posto la domanda di rito:
– Scusi, potrei entrare nel portone?
In risposta la mia interlocutrice mi ha invitata in casa sua, dicendomi che aveva qualcosa di speciale da mostrarmi, potrei essere più fortunata?
E sebbene lei non avesse nulla in contrario a rivelare dove si trovi il suo appartamento preferisco mantenere un alone di mistero, vi basti appunto sapere che si tratta di un edificio annoverato tra i Rolli e si trova in Via San Bernardo, strada di antiche dimore nobiliari, il palazzo in questione naturalmente appartenne a una celebre famiglia genovese.
Varco la soglia e trovo un salone con un soffitto con vetuste travi di legno.

1

Hanno scalfiture, segni, tracce di vita e solchi del tempo, sono travi tratte da antiche navi.
E allora immagini avventure di mercanti, rematori, vedi vele squarciate dal vento e senti il rumore della tempesta.

2

Si cammina su antiche piastrelle domandandosi chi le abbia calpestate.

3

Alcune risalgono addirittura al ‘600.

4

E qui, in questa casa nei vicoli di Genova, durante i lavori di rifacimento, tra quelle antiche pietre è stata trovata un’autentica meraviglia, un antico affresco reso opaco dallo scorrere dei secoli.

5

Giorno per giorno, grazie a un sapiente restauro, riemergono raffinati dettagli.

6

Si distingue chiaro il profilo di questa colonna.

7

E non sono riusciti a rimuovere un vecchio chiodo arrugginito, si potrebbe comunque dire che questo non è soltanto un chiodo, è vero?

8

Si intravedono panorami e animali.

9

La padrona di casa mi ha detto che dopo aver ultimato il restauro mi mostrerà nuovamente l’affresco e come potrete immaginare non vedo l’ora che accada.
Ecco le sagome di certi uccelli che si librano leggeri.

10

11

E poi, incredibile a dirsi, la padrona di casa mi ha portata in giardino.
Un giardino nei caruggi, in Via San Bernardo non ve lo aspettereste proprio, è vero?
E certe tenere piantine sono ospitate in un luogo insolito.

12

E poi c’è un’antica vasca di marmo, misteriose sconosciute bellezze che meritano di essere restituite a nuova vita come sta accadendo.

13

E le sorprese non sono finite, le case del centro storico hanno spesso scalini e architetture movimentate.
E si sale, su una porzione di muro c’è un altro affresco, più recente.

14

E ugualmente se ne trova uno nella cantina che è collocata al di fuori dell’appartamento, cose meravigliose che si vedono soltanto nelle antiche dimore di Genova.

15

In una delle stanze si nota un foro sul muro, è cavo e pare essere collegato al piano superiore, a cosa servirà?
Io non ne ho idea, la padrona di casa pensa che qui fosse collocata la campanella per chiamare la servitù, potrebbe essere?

16

E ancora stupori, davvero non sai mai cosa si può trovare in luoghi come questo, salgo alcuni gradini che conducono al bagno.
Ha un soffitto particolare, a volta.

17

E adesso bisogna guardare verso il basso.
In una piccola porzione del pavimento al posto delle piastrelle c’è un vetro.
E così finisce che mi trovo per terra, in una casa dove non sono mai entrata prima, è normale eh!
E guardo giù, volgo gli occhi verso l’infinita vertigine del pozzo.

18

Cose incredibili che puoi trovare in posti come questo e naturalmente non puoi evitare di immaginare il passato e le sue infinite possibilità.
E se uno degli antichi proprietari un giorno avesse gettato nel pozzo un sacchetto colmo di monete d’oro?
Ah la fantasia, che gioco bellissimo!
Sopra il pozzo c’è un gancio, certamente sarà stato utilizzato per il secchio.

19

E sul soffitto è appesa la carrucola, potete sentire la corda cigolare?

20

Ringrazio colei che mi aperto generosamente la sua casa, i genovesi si dimostrano sempre affabili e ospitali e mi permettono di scoprire bellezze inattese che testimoniano il fasto dei secoli passati, a noi è stato affidato il compito di conservarle e di tutelarle.
Spero di tornare e di vedere l’affresco in tutto il suo splendore e se sarà possibile lo mostrerò anche a voi.

21

E’una delle segrete meraviglie di un’antica casa nel cuore dei caruggi.

22

Le serrande artistiche di Via San Bernardo

Cose belle che si vedono andando in giro per i vicoli di Genova, le serrande dipinte con soggetti artistici.
Oltre agli antichi palazzi e alle tracce del passato quelli che non vanno per caruggi si perdono anche queste originali espressioni di estro artistico.
Vi porto in Via San Bernardo, in questa parte del centro storico certi pennelli creativi hanno donato nuova vita ad alcune saracinesche.
Oltre a ciò troverete uno splendido  omaggio a Charlie Chaplin, rigorosamente in bianco e nero come le sue celebri pellicole.

Via San Bernardo (1)

E poi inizia un particolare viaggio nell’arte, interpretata e reinventata, forse anche voi siete passati in San Bernardo e avete veduto scenari e volti in qualche maniera noti.
E questo dove l’ho già visto?
Se ve lo siete chiesto proverò a rispondere alla vostra legittima curiosità, sotto ad ogni fotografia troverete una didascalia con un link che rimanda all’opera originale.
Regge un bicchiere di vino rosso, ha foglie di vite a incorniciare il suo capo, questo è il dio Bacco, ritratto in un celebre dipinto di Caravaggio.

Via San Bernardo (2)Ispirato a Bacco di Caravaggio

Un fascio di luce, una barchetta che dondola sull’acqua, non ne sono certa ma credo che questo sia un dettaglio di una preziosa opera che potete ammirare al Galata Museo del Mare, Genova ritratta da Cristofaro Grassi, questa naturalmente è la Lanterna.

Via San Bernardo (9)

Ispirato a Veduta di Genova nell’anno 1481 di Cristofaro Grassi

Ha le braccia conserte, sullo sfondo un cielo sereno e curiosamente guarda in su.
E’ la Gioconda di Botero, non pare anche a voi?

Via San Bernardo (3)

Ispirato a La Gioconda di Botero

Indossa un curioso cappellino, del resto questa è arte di strada e lui è un angioletto un po’ particolare, tuttavia nei suoi tratti e nella sua postura è facile riconoscere uno dei cherubini dipinti da Raffaello nel quadro La Madonna Sistina.

Via San Bernardo (4)

Ispirato a La Madonna Sistina di Raffaello

E’ bionda, eterea e bellissima.
E i suoi capelli sono sollevati da un vento leggero, questo è il viso angelico ritratto da Sandro Botticelli nel suo quadro La Nascita di Venere.

Via San Bernardo (6)

Ispirato a La Nascita di Venere di Sandro Botticelli

Da un secolo all’altro, la galleria d’arte a cielo aperto di Via San Bernardo vi conduce a spasso tra quadri memorabili.
E questo è un artista molto amato, si ammira un paesaggio notturno, colori scuri, alcune persone se ne stanno sedute al bancone di un bar, sono I nottambuli di Edward Hopper.

Via San Bernardo (5)

Ispirato a I nottambuli di Edward Hopper

E ancora, sullo sfondo spicca un’esplosione di colori, arancio e blu, certe sfumature si mischiano e si confondono.
Riconoscete la staccionata? E’ quella ritratta nell’inquietante e celebre opera di Edvard Much, L’urlo.

Via San Bernardo

Ispirato a L’urlo di Edvard Munch

In una delle sue lettere scrisse una frase che amo molto:

A volte sento un terribile bisogno – oso dire quella parola? – di religione.
Allora esco fuori, di notte, a dipingere le stelle.

Sono parole di Vincent Van Gogh, pittore che dipinse il cielo in maniera unica e speciale, questo è un  dettaglio che si ispira a Notte stellata sul Rodano.

Via San Bernardo (7)

Ispirato a Notte Stellata sul Rodano di Vincent Van Gogh

E ancora Van Gogh chiude questa carrellata di serrande davvero originali.
E’ una sera languida ad Arles, in Place du Forum.
C’è un caffè con i tavolini all’aperto e ancora lo sovrasta un firmamento trapunto di stelle luminose.
E il cielo che ha ispirato anche certi creativi e potrete vederlo nei caruggi di Genova.

Via San Bernardo (8)

Ispirato a Terrazza del Caffè la sera, Place du Forum, Arles di

Vincent Van Gogh

Un antico portone in Via San Bernardo

Via San Bernardo, uno dei caruggi di Genova dove più amo camminare.
Varca una soglia e troverai gli indizi di epoche antiche e lontane, spesso mi domando se anche altri si fermino ad osservare ciò che colpisce me.
E mi sono ricordata di aver fatto certe foto, sono passati più di due anni, tuttavia ha poca importanza che sia trascorso così tanto tempo, ogni cosa è immutata in questi luoghi, così era ieri questo portone.

Via San Bernardo (8)

E quindi torno a quel giorno, cammino, mi fermo, osservo.
E c’è una signora, abita lì, in quel palazzo.
Trovo sempre qualcuno con cui parlare, si sa.
Un antico edificio dei caruggi, la signora mi apre il portone con un gesto compiuto migliaia di volte da altre persone prima di lei.
Entro, non passa nessuno in Via San Bernardo.

Via San Bernardo (2)

Io mi fermo, osservo.
Le dico che qui mi capita spesso di vagare senza meta, lasciando spazio alla fantasia.
Chi visse qui?
Forse una gentildonna con la sua fantesca, un uomo di mare e di molte avventure, un copista, forse uno speziale che conosceva formule segrete, un traditore, un cantastorie, una fanciulla che ogni sera recitava le sue preghiere.
Lei, la signora, mi mostra le colonne di marmo e i gradini scuri, parla anche di una statua che ormai non c’è più, non rammento bene di cosa si trattasse.

Via San Bernardo (3)

Le dico che a me affascina la traccia del tempo.
La ruggine, i chiodi grandi e pesanti, i rattoppi ben visibili sul portone.
E le serrature, tante, tutte diverse.
E mani di uomini che dalle tasche estraggono grandi chiavi, nel secolo scorso, in quello prima, in un tempo che non conosciamo.

Via San Bernardo (4)

E in un tempo perduto lavorò la sapiente mano di un artigiano, con la sua opera sistemò un danno presente su questo portone.
Ha fatto un bel lavoro, in qualche modo dura ancora adesso, nel tempo delle cose labili che deperiscono in fretta.

Via San Bernardo (5)

L’anima dei luoghi ha una voce inafferrabile, a volte è forte e chiara, espressione di ricchezza ed opulenza di certi antichi abitanti, ne è un esempio un palazzo che si trova a breve distanza da qui, appartenne a Marc’Antonio Sauli e se vi capita vi consiglio di entrarci come ho fatto io, qui trovate ciò che potrete ammirare in quel mirabile edificio.
L’anima dei luoghi può avere la delicata sfumatura di un affresco, la perfezione di una scultura, l’armonia di alcuni dettagli che conferiscono rara unicità.
Oppure può essere sussurrata e sommessa, la senti soltanto se ti fermi a riflettere su ciò che è stato e che non puoi più vedere.
Dieci, cento pesanti chiavi per altrettante serrature.
Dieci, cento mani, tremanti o sicure.
Dieci, cento respiri e vite da ricordare.

Via San Bernardo (6)

Fermati, osserva.
I luoghi hanno un’anima e hanno anche una voce.
Ascolta.

Via San Bernardo (7)

Mangiabuono, le bontà della cucina genovese

E oggi vi porto ancora per caruggi, a pranzo in una trattoria caratteristica, tra Via San Bernardo e Vico Vegetti.
Ci sono stata con un amico buongustaio ed appassionato estimatore della cucina ligure, pranzare con lui è sempre un piacere.
E così siamo stati da Mangiabuono, una trattoria con i tavoli di legno e le tovagliette a quadretti, c’è una deliziosa atmosfera casalinga.

Mangiabuono (2)

E sì, il nome del locale è proprio azzeccato!

Mangiabuono (3)

Ci si accomoda in una saletta, come vedete non ci sono tanti tavoli, però è possibile anche sedersi nei tavolini all’aperto in Vico Vegetti.

Mangiabuono (4)

Ecco le bottiglie allineate sui ripiani.

Mangiabuono (5)

E una finestra che è un vero sogno, si affaccia sugli antichi palazzi di Piazza San Bernardo, queste sono le vedute di caruggi che piacciono a me.

Mangiabuono (6)

Il menu è scritto a mano e vi si legge che qui vi verrà servita la cucina tradizionale genovese.
Proprio così, dalle trippe al coniglio alla ligure, dalla cima alle acciughe fritte i piatti di questo locale sono proprio tipici di questa città.

Mangiabuono

E allora, visto che siamo a Zena, iniziamo con un bel piatto fumante di trofiette al pesto!

Mangiabuono (7)

E poi continuiamo gioiosamente a deliziarci il palato, il mio amico ha scelto la cima con l’insalata russa.

Mangiabuono (8)

Ed io invece non ho potuto rinunciare allo stoccafisso con olive e patate, una vera bontà!

Mangiabuono (9)

Un buon bicchiere di vino e due chiacchiere in compagnia, c’è qualcosa di meglio?

Mangiabuono (10)

E in una giornata calda e assolata ho gradito particolarmente l’aspic di fragole, era fresco e delizioso.

Mangiabuono (11)

Goloso e sfizioso anche il biancomangiare con la frutta fresca, è stato un pranzo davvero piacevole.

Mangiabuono (12)

E così se passate nei caruggi di Zena, tenete presente questo posto, merita certamente una visita.
Una cucina sana e sostanziosa, i piatti semplici della tradizione.
E poi prima di andarvene date uno sguardo da quella finestra di Mangiabuono che si apre sulle affascinanti meraviglie della città vecchia, la Genova che amo.

Mangiabuono (13)