Una bandiera, un re

La prospettiva è nota a tutti noi, vi basterà recarvi nella centrale Piazza Corvetto e potrete ammirarla anche voi.
Là, al centro della piazza, è collocato il monumento equestre che ritrae Vittorio Emanuele II, detestatissimo sovrano inviso ai genovesi in quanto al suo nome si legano i drammatici eventi del sacco di Genova del 1849 in occasione dei quali i genovesi subirono la violenta repressione attuata dai bersaglieri del generale La Marmora.
È una pagina drammatica del nostro passato e per questo motivo sono molti coloro che periodicamente richiedono la rimozione del monumento dalla sua storica collocazione in questa città che fu così vessata da quel sovrano.
Io, per parte mia, trovo che sia una scultura ben riuscita e scenografica: lì è sempre stata, è una pregevole opera d’arte e ammetto che non saprei immaginare Piazza Corvetto in maniera diversa.
E poi, guardate oltre insieme a me.
Vedrete la nostra bandiera, il fiero vessillo di San Giorgio che sventola nel cielo di Genova.
I re passano, la loro stella declina e la loro grandezza viene riveduta con occhi diversi.
Restano i monumenti, a volte accade.
La bandiera poi si sfilaccia, si consuma, è fragile materia che perde persino colore e consistenza.
La bandiera tuttavia è tutta nostra, fu stretta da condottieri e marinai, è nostra storia, nostra memoria, ricordo di imprese passate e di gesta valorose, è simbolo di una città indomita.
Sventola ancora sui tetti della Superba e così mi piace ritrovarla, nostro orgoglio e nostra fierezza.
Pe Zêna e pe Sàn Zòrzo!

A spasso per Piazza Corvetto

Vi ho già portato con me a spasso per Piazza Corvetto, con queste immagini che vengono da anni lontani.
Da poco ho altre due cartoline dove si apprezzano due diverse vedute e allora vi porto ancora con me ad incontrare la gente di Corvetto.
Nel centro della città, in un altro tempo.
La prospettiva aerea è forse quella che rende maggior giustizia all’architettura della piazza, se ne nota così la splendida disposizione.

Noi oggi osserveremo i passanti, quei genovesi che in questo istante vivono questa bella piazza genovese.
Non possiamo scorgere i passeggeri seduti del tram, speriamo che il loro viaggio sia comodo, in compenso si vede un severissimo vigile nell’esercizio delle sue funzioni, ci pensa lui a tenere sotto controllo certi spericolati automobilisti!
A dire il vero, caro vigile del tempo che fu, Piazza Corvetto così deserta l’ho vista solo in rare occasioni!

In lontananza uno scorcio di Piazza Marsala e in primo piano l’aiuola che circonda il monumento a Vittorio Emanuele II.
Tralasciamo il sovrano in sella al suo destriero e rivolgiamo la nostra attenzione a coloro ai quali farebbe davvero comodo un fido cavallo: sull’estrema destra dell’immagine si nota appena un gruppo di persone, a me sembrano tre uomini e direi che hanno il loro bel da fare con quel carretto, chissà cosa stanno trasportando!

Tic, tac, metto ancora indietro le lancette della mia macchina del tempo, le immagini che seguono risalgono ad un periodo precedente e non c’è proprio traccia di automobili, tuttavia c’è un discreto andirivieni di gente.
Un papà cammina tenendo la sua bimba per mano, diverse persone invece se ne stanno a prendere il fresco sulle panchine, non c’è un posto libero!
E poi, ruote, ruote di carri sullo sfondo e un azzimato ciclista che pedala con gran stile.

Spostiamo lo sguardo e notiamo un ragazzo che attraversa la piazza ad ampie falcate, c’è anche una signora con la gonna scura.
E quei due che confabulano tra di loro? Professionisti, notai o qualcosa del genere, ci giurerei, discutono animatamente di certi affari, è gente che fa girare i soldi quella, date retta a me!
Ci sono due donne, quella più giovane e vestita di chiaro e appartiene sicuramente ad una ricca famiglia borghese, lo stesso si può dire di quel tale che percorre il marciapiede con una certa fretta.

E poi ancora, coloro che popolano il centro della strada.
Di nuovo il nostro amante delle due ruote, certi gentiluomini con la paglietta, una gran dama con un cappello fastoso e a precederla di pochi passi una figurina più minuta dagli abiti più modesti.
E là, attorno al monumento, camminano certe giovani fanciulle, pare anche di scorgere un candore di parasoli.

Questa è la prospettiva della cartolina, osservando Corvetto dalla parte finale di Viale IV Novembre, ai giorni nostri gli alberi della piazza sono così fitti da nascondere la statua di Mazzini.

Basta spostarsi un po’ ed ecco emergere la bianca figura del patriota e sullo sfondo Villetta Di Negro.

C’erano, un tempo, alberelli ancora giovani.
E c’erano due tizi che parlavano di affari, un giovanotto che passava in bicicletta, una signora con un copricapo elegante.
Saluti da Genova, da Piazza Corvetto.

Piazza Corvetto a colori e in bianco e nero

Una piazza bella e scenografica, una piazza che offre splendide prospettive, a Corvetto confluiscono importanti strade cittadine.
In altri anni la zona si presentava diversamente, su quell’area si estendeva la passeggiata dell’Acquasola ora non più esistente.
Rimase così fino al 1877, come scrive lo storico Luigi Augusto Cervetto in quell’anno ebbero inizio le demolizioni che lasciarono spazio all’attuale piazza.

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Meravigliosamente armoniosa, se la ammirate dall’alto ne vedrete tutta la bellezza.

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In questa prospettiva chiaramente presa da Villetta Di Negro si notano le sue varie particolarità: sullo sfondo la strada che sale sinuosa verso l’Acquasola, al centro il monumento a Vittorio Emanuele II e di spalle, in primo piano, la statua di Giuseppe Mazzini.

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Il monumento equestre a colui che fu Re d’Italia è spesso oggetto di esacerbate discussioni legate al passato di Genova e agli eventi accaduti nel 1849 quando i bersaglieri di La Marmora compirono crudeli atrocità contro i genovesi e contro la città in quello che è noto come il Sacco di Genova.
Allora il sovrano non mancò di riservare ai genovesi  parole che ancora non si dimenticano, li definì vile e infetta razza di canaglie.

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E questa è la ragione per la quale periodicamente si sollevano vivaci proteste perché la statua venga rimossa da una piazze principali di Genova.

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A Corvetto, di fronte a Villetta Di Negro, in posizione sopraelevata rispetto alla piazza e al monumento del re, c’è un’altra statua nella quale è effigiato un genovese molto amato non solo nella sua città: è il nostro Giuseppe Mazzini, la sua figura si staglia fiera contro il cielo azzurro della Superba.

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Protagonista indiscusso della storia, ha un posto nel cuore di molti di noi.

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A breve distanza, in un’aiuola, un busto di sua madre.

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E alle spalle di lei, affissa su un edificio, una targa ricorda che qui il nostro Mazzini trovò rifugio in anni per lui difficili.

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Nelle nostre strade c’è la nostra storia, a volte anche quella che non vorremmo aver vissuto.

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Resta il valore estetico della statua opera dello scultore Barzaghi, resta la figura del sovrano in sella al suo cavallo.

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E resta, certa e riconosciuta, la grandezza di un mio caro concittadino, un pensatore, un uomo che cambiò il destino di questa nazione.
Dello splendido monumento dedicato a Mazzini tornerò certo a parlarvi con gli approfondimenti che merita.

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Passano gli anni e Piazza Corvetto mantiene tuttora la sua fisionomia, sulle pagine della Guida Genova e Dintorni edita dai Fratelli dell’Avo agli inizi del ‘900 così viene definita: “una delle piazze più belle d’Italia… il punto più ammirevole della città.”
Insieme al progresso, in un certo senso, anche Piazza Corvetto è mutata, la modernità ha cambiato il nostro modo di vivere le nostre strade e le nostre città.
Osservate questa immagine, c’è una folla di genovesi a passeggio per Corvetto.

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Ora non è più così, a Corvetto c’è un continuo traffico di macchine e certo non si può andare vicino al monumento.

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Genova a colori, Genova in bianco e nero.
Una diversa velocità, un modo differente di vivere la quotidianità.

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E sapete?
Spesso accade di vedere persone sedute sulle scale davanti al monumento di Mazzini, Vittorio Emanuele invece resta là, isolato e lontano da noi.
Eppure è al centro della piazza, già!

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Una zona che mantiene comunque la sua armonia e la sua scenografica bellezza.

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In un tempo lontano la percorsero i tram, la attraversarono gentiluomini con la bombetta sul capo e dame aggraziate che con una mano si sorreggevano il lungo abito.
Era un tempo diverso, distante dal nostro.

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Tra quella gente che cammina alcuni vanno di fretta, altri forse indugiano sotto il sole di primavera.
E passeranno le stagioni e gli anni, il tempo scivolerà via e saranno altri passi a rimbombare per la bella piazza dei genovesi: Piazza Corvetto, a colori e in bianco e nero.

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